Stanley Kubrick: introduzione alla filmografia
Secondo la maggior parte dei registi di grande successo, i film non dovrebbero essere visti doppiati, in quanto senza le voci originali si perdono molti dei messaggi principali. Per quanto riguarda Kubrick, invece, l'importante era guardare il film e non prestare attenzione alla lettura di sottotitoli, da qui la sua tendenza al voler doppiare. Kubrick era un perfezionista in tutto ciò che produceva, basti pensare a scene girate più di un'ottantina di volte per raggiungere il risultato desiderato, spesso portando troupe ed attori allo sfinimento, sia fisico che psicologico.
Inoltre, i suoi film venivano concessi solo ad alcune sale cinematografiche, ovvero quelle in grado di garantire un certo standard di qualità. Il cinema di Kubrick è un grande conflitto tra parola e immagine, dove nella maggior parte dei casi la parola soccombe, facendo vincere l'immagine; questo forse deriva dalla personalità di Kubrick stesso, il quale non amava esprimersi verbalmente, concedere interviste o scrivere testi.
Michel Ciment, critico cinematografico francese, scrive che uno dei principali problemi di Kubrick è il tempo, che è sua ossessione e per questo motivo si butta sulla dimensione del tempo:
- Rapporto spazio/tempo: il binomio lo ossessiona sin da giovane. Era infatti un fotografo già famoso e problematico con lo spazio, per quanto riguarda il ritaglio nel visibile. Suonava musica jazz, cimentandosi con la batteria, da qui ne derivano i suoi problemi con il tempo e il mantenimento del ritmo.
- Scacchi: gli permettono un calcolo delle probabilità e una visione strategica, vedendo ciò che ancora non è accaduto. Questa conformazione psicologica si riversa nelle sue opere, i suoi personaggi passano l’intera vita a fare piani e progetti, che crollano a causa di un dettaglio (razionalità astratta che si scontra con il caso).
- Lotta contro il tempo: la dittatura imposta sui registi che dovevano attenersi a date di uscita, senza la possibilità di sforare; nonostante questo tra un film e l’altro passano minimo dai 5/6 anni, dovuto al suo modo di riflettere scacchistico.
Elementi presenti in ogni film di Kubrick
- Scacchiera: la ragione, la razionalità, il dominio.
- Labirinto: costruito per perdersi.
Questi due elementi sono due forme simboliche ricorrenti, due visioni opposte del rapporto comune che abbiamo con lo spazio e il tempo. Il cinema di Kubrick è un labirinto dove cerchiamo il centro, ovvero il significato, all'interno del quale spesso ci perdiamo, non riuscendo a trovarlo. Kubrick nella sua filmografia non si focalizza su un genere ricorrente, al contrario sperimenta tutti i generi possibili cercando di reinventarli, per poi abbandonarli lasciando segni permanenti dai quali i successivi registi prenderanno spunto.
Filmografia di Kubrick
- 1953 Fear and Desire - Bellico (disconosciuto)
- 1955 Killer’s Kiss - Noir
- 1956 The Killing - Thriller
- 1957 Orizzonti di gloria - Bellico
- 1960 Spartacus - Storico
- 1962 Lolita - Mèlo (amore impossibile)
- 1964 Dr. Strangelove - Bellico
- 1968 2001: Odissea nello spazio - Fantascienza
- 1971 Arancia meccanica
- 1975 Barry Lyndon - Storico/Building
- 1980 Shining - Horror
- 1987 Full Metal Jacket - Bellico
- 1999 Eyes Wide Shut
Arancia meccanica e Eyes Wide Shut non sono riconducibili ad un genere ben preciso, in quanto presentano elementi contrastanti e sperimentali. Per quanto riguarda Arancia Meccanica, fu distribuito in lingua originale volutamente da Kubrick, al fine di avere una sorta di via di fuga e non immedesimarsi troppo nel protagonista, sottoposto alla “Cura Ludovico”, così da perdere l’attenzione. Ogni film è un esperimento per colpire i sensi e stimolare l’inconscio degli spettatori. L’importante non è cosa viene raccontato, ma come viene raccontato.
Tema della guerra nella filmografia kubrickiana
Film in cui è presente la tematica della guerra:
- Fear and Desire - Conflitto non precisato (forse guerra di Corea)
- Full Metal Jacket - Guerra del Vietnam
- Spartacus - Legioni romani contro gli schiavi ribelli
- Dr. Stranamore - Guerra Fredda
- Orizzonti di gloria - Prima Guerra Mondiale
Fear and Desire
Quattro soldati senza identità esplicita, appartenenti a un esercito non identificato, vengono abbattuti in volo. Salvi, decidono di nascondersi in una foresta credendo di trovarsi in territorio nemico, successivamente costruiscono una zattera per rientrare in patria. I quattro si dividono piano piano e si perdono (tema della perdizione). Il secondo tratto evidente è che la figura del nemico non si vede mai, sembra non esserci. Due dei soldati cercano di assaltare una casa, trovando al suo interno solo un soldato e un ufficiale, che in realtà sono loro doppi, due figure con lo stesso volto dei soldati erranti. Il nemico ha lo stesso volto del nemico che deve combatterlo. Il nemico non c’è, ma nel caso in cui ci fosse, il nemico sei tu; in quanto prima di essere esterno è interno (come i soldati di FMJ uccidono loro stessi).
Full Metal Jacket
Queste tematiche, ricorrenti nei film di guerra, raggiungono il loro apice proprio in Full Metal Jacket; film scopertamente teatrale, astratto e inverosimile. Kubrick riesce a produrre un film di guerra senza nemici, è tipico per lui infatti riuscire ad alterare e cambiare i generi cinematografici, aggiungendo elementi e togliendone altri considerati indispensabili per un determinato genere (come le forme aliene non presenti in 2001). FMJ è un film sul Vietnam, il paradosso è che nessuna scena è stata girata in Vietnam, ma in Inghilterra, in quanto a Kubrick non interessa la verosimiglianza; al posto di paesaggi esotici troviamo grandi capannoni industriali, viene rappresentato attraverso la dissomiglianza (per differenze al posto che assonanze).
La guerra del Vietnam è stata la prima guerra mediamente visibile attraverso la TV. Vede la più grande potenza militare (USA), sconfitta dai vietnamiti che nonostante fossero sprovvisti di armi e di una preparazione adeguata, riuscirono a uscirne vincitori solo grazie alla determinazione e alla voglia di difendere la propria patria. La tesi elaborata da Kubrick consiste nel vedere la sconfitta degli USA non a causa dei nemici, ma da parte di se stessi: “non perdono, si perdono” nel labirinto della vita, così da perdere il controllo del tempo e dello spazio. Secondo Deleuze, Kubrick fa “cinema del cervello”, dove il cervello viene identificato come il vero campo di battaglia dei soldati, di Kubrick e degli spettatori.
Il film è diviso in due parti principali, la prima ambientata in una base militare dove giovani uomini vengono addestrati e subiscono un lavaggio del cervello: da giovani ragazzi di fine anni '70, guidati da ideali rivoluzionari, dal rock e dalla liberalizzazione diventano macchine da guerra. Si tratta di un’istruzione che interviene direttamente sulla testa dei soldati (come Alex in Arancia Meccanica), iniziando dal punto di vista estetico: tutte le teste vengono rasate in maniera uniforme, così da togliere la forza (mitologicamente i capelli sono simbolo di forza e virilità) oltre ai giovani che portavano capelli lunghi per distinguersi dalla generazione precedente dei padri, perfettamente curati e rigorosi. Vengono inoltre privati dell’elemento femminile, riconosciuto nella componente dei capelli lunghi. Mentre vengono tagliati i capelli, suona in sottofondo “Goodbye My Darlin’, Hello Vietnam”, a significare il passaggio dall’amore alla guerra, il conflitto che prende posto all’erotismo.
La prima parte sono 45 minuti di prediloquio (?), dove sergente Hartman insulta i soldati. Pene come fucile, che dev’essere ben impugnato, contribuisce a trasformali in macchine da guerra. Protagonista Joker (giullare) porta un simbolo sull’elmetto, “born to kill” e dall’altro lato il simbolo pacifista, segno di schizofrenia, coesistenza di doppie pulsioni nello stesso soldato. FMJ si conclude con l’uccisione di una donna. Poker non riesce a partecipare alle azioni militari, riesce a uccidere un nemico, che era donna, uccidendo una donna lui si sente finalmente un uomo. Forse per espellere elemento femminile dall’uomo.
Assoluta geometria dello spazio, dispone l’irrazionalità l’escrescenza della natura umana in luoghi ordinati geometrici. Soldati omologati con stessa divisa, posti su due file dovevengon per mesi addestrati a uccidere. Volgarità più pesante, colpisce il ritmo, il generale che urla, dove attrito si guerra tra geometria e euforia disarmonica aggressiva delle parole. Forma dello spazio deformità del linguaggio.
Seconda fase in cui soldati vanno in Vietnam, ma non tutti, tra cui palla di lardo, che non ce la fa, si sentirà inadeguato e si chiamerà fuori. Costruzione dell’immagine molto ordinata, mentre nella seconda parte cambia (come in Arancia Meccanica nelle scene di violenza), prima carrelli molto puliti poi il modo in cui K filma le scene di violenza in Vietnam assomiglia a quelle di Alex e i drughi. Repressione sessuale, fidanzamento dei soldati con il loro fucile.
Fra tutti i soldati che stanno reagendo al processo di lavaggio del cervello, palla di lardo non ce la fa, e alla fine viene mostrato in una sorte di regressione allo stato infantile, deve camminare con i pantaloni abbassati e il pollice in bocca, in quanto non degno di diventare uomo. Regressione; tema di K. come in 2001 dove il protagonista diventa feto, nel finale di Shining il protagonista torna bambino, Lolita torna bambina e seduce l’anziano, inc auto bloccata nella fase adolescenziale. È presente una finta soggettiva sul sergente, perché nella prima parte non ne concede.
Ghigno di palla di lardo - simile a quello di Shining: deragliamento della ragione che si impossessa del personaggi di Kubrick. Il sergente lavoro per mesi per plasmare il cervello dei soldati, non ce la fa solo con palla di lardo, che ismobleggia la crisi della ragione. La follia entra in lui, nella consapevolezza della sua ineguatezzza, e lo porta a uccidere il suo addestratore, si uccide facendosi esplodere il cervello, in quanto il suo cervello non riesce a entrare nella guerra. Erano tre protagonisti, rimane uno solo. Gli altri due si auto-eliminano, finisce così il loro gioco. K. distrugge la struttura narrativa, esattamente a metà film spariscono i protagonisti, si perde il filo e la struttura narrativa della geometricità della prima parte, storia senza storia, racconto senza eroi. L’unica figura femminile (non alla fine) è la prostituta che distrae e ruba a poker e al suo compagno il fucile e la macchina fotografica (visione del mondo, riproduzione) primo conflitto visibile e unico nemico visibile (non guerra) - usa perde in vietante perché perdono la capacità di visione, che viene rubata dal nemico. Spettatore non trova identificazione con nessuno dei personaggi, pur essendoci delle vittime.
Killer's Kiss (1955 - Noir)
Killer’s Kiss è un film totalmente amatoriale, di genere noir.
Trama:
Il film inizia con Davy, un pugile, in attesa alla stazione ferroviaria di New York, in voce over inizia a raccontare la sua avventura. Davy abita in un appartamento che fronteggia quello di Gloria, una giovane ballerina; entrambi si spiano a vicenda, non incrociandosi mai. Dopodiché seguiamo le vicende alternate dei due: Davy all’incontro di boxe (che perde), e Gloria nel locale, dove riceve avance da Rapallo. Davy, si ritira a casa e si addormenta, venendo poi svegliato dalle urla di Gloria: va a soccorrerla, vedendo Rapallo fuggire; costei gli racconta che stava per subire delle violenze. I due iniziano a conoscersi e progettano una fuga insieme, il giorno dopo si recano nei rispettivi posti di lavoro per riscuotere dei crediti in sospeso. Rapallo rapisce Gloria e invia due killers a uccidere Davy, però a seguito di un equivoco viene ucciso il suo manager; la polizia insegue Davy ritenendolo colpevole, il quale insegue Rapallo. Giunti in un edificio abbandonato Davy cerca di liberare Gloria ma ha la peggio, di conseguenza scappa, e si ritrova a pareggiare i conti con Rapallo in una fabbrica di manichini, riuscendo ad ucciderlo. La polizia ritiene Davy innocente, e lo ritroviamo alla fine in stazione, successivamente raggiunto da Gloria.
Analisi:
Killer’s Kiss si presenta come un film noir: ovvero con argomenti violenti/malavitosi i personaggi sono al limite della legalità e spesso perdenti. Il film vuole descrivere la confusione del vivere. L’avventura descritta è segno di solitudine e smarrimento; partendo proprio dalla scena di Davy in stazione, l’essere sperduti in uno spazio troppo ampio facendo falsi movimenti, e continua nella scena dell’inseguimento finale sui tetti della città. Impressione simile si ha nel sogno di Davy, dove sembra quasi risucchiato in un viaggio sviluppato in negativo, fatto di strade deserte, così come viene ritratta la città nella seconda parte del film. Un luogo dove perdersi, senza punti di riferimento.
Tematica del doppio:
- Le vite parallele di Davy e Gloria
- La sorella di Gloria era una ballerina, e cerca di imitarla
- I due killers
- I due comici di strada che involontariamente salvano Davy
- Ricorrenti specchi che duplicano le immagini dei personaggi
A livello spaziale: i due appartamenti uno di fronte all’altro; specularità nella telefonata allo zio di Davy; immagine raddoppiata e allo stesso tempo si nota Gloria che si sta specchiando. A livello temporale: scontro di boxe / scontro al night di Rapallo. Gemellarità amplificata dal suono asincrono, che permette lo sconfinare di alcuni suoni dell’incontro nel night e viceversa.
I personaggi sembrano essere privi di iniziativa e capacità di scelta. Vengono più spesso accostati a bambole/manichini (bambolotto che nuota, bambola nella camera di Gloria, sequenza finale nella fabbrica di manichini). L’uccisione di Rapallo viene rappresentata con un manichino urlante, simile all’omicidio della signora dei gatti in Arancia Meccanica. I personaggi sembrano reali in un mondo finzionale, e mossi da una volontà esterna dell’autore. Tutti i percorsi sono determinanti e i personaggi sono portati a incontrarsi meccanicamente, come se ogni mossa determini la seguente.
Il tempo:
In Killer’s Kiss la dimensione temporale è confusionaria, dettata principalmente da flashback che si intersecano tra di loro, elementi che fanno perdere tempo, le cesure nette che confondono lo spettatore, non facendo capire completamente se alcune scene sono dei sogni o realtà, tutto questo è un chiaro messaggio di Kubrick, come se volesse spiegarci che il tempo non esiste, ma è solo una proiezione mentale. Sono presenti continui salti all’indietro e poi in avanti, dettato dal non amore per la linearità di Kubrick. Vi è un’ambiguità anche per quanto riguarda il punto di vista: sembra sempre di Davy, ma spesso abbiamo una visione oggettiva, in quanto vediamo cose che lui non è in grado di vedere; la narrazione può considerarsi un ibrido tra oggettiva e soggettiva (falsa soggettività).
Alternarsi di codici:
- Noir: luce debole, illuminati solo alcuni particolari.
- Documentaristico: nelle parti più rapide l’illuminazione è uniforme e viene usata la macchina a mano.
Aspetto sinestetico:
Nella prima scena tra Davy e Gloria vengono esplorati tutti gli aspetti sensoriali: udito (urlo che lo sveglia), vista (sguardo sulla finestra), tatto (sfiora i suoi oggetti), olfatto (annusa il suo profumo), gusto (colazione insieme su una tovaglia a scacchiera, dove metteranno a punto il loro piano).
Il caso:
I due protagonisti pianificano un piano per riscuotere i propri crediti e fuggire insieme, secondo una strategia razionale e semplice. Ciò che però distrugge i loro piani è l’avvento del caso, al quale nessuno dei personaggi (non solo in questo film, ma in tutta la filmografia Kubrickiana) riesce a sfuggire: per quanto gli umani provino a fare dei piani, il caso interverrà sempre, senza la possibilità di essere beffeggiato, uno dei motivi secondo i quali la cultura occidentale non riesce a realizzarsi totalmente. In questo film il caso prende forma nei due musicisti di strada, raffigurati in precedenza in un quadro, proprio dove Raphael lanciò il bicchiere, infrangendosi.
Sonoro:
Rumori dietetici con musiche extradiegetiche (strumenti di percussione) per rappresentare meglio il concetto di realtà/finzione e le due dimensioni parallele. L’intero film potrebbe anche essere visto come un sogno, o più propriamente un metasogno: lei sogna nel sogno di lui, così da richiamare i destini paralleli. Killer’s Kiss, primo film riconosciuto di Kubrick, inizia con un sogno, proprio come Eyes Wide Shut, ultimo film pubblicato a 50 anni di distanza.
Elemento ricorrente in ogni film è la lotta, che rappresenta la perdita della ragione umana. In questo film la scena di lotta si trova in un magazzino di manichini; troviamo quindi due maschi che lottano con manichini femminili inorganici.
L’incertezza e l’incapacità di scelta dei personaggi è dettata principalmente dal loro essere spesso accostati a elementi con sembianze umane ma inorganici, quali bambole o manichini. Sembrano essere consapevoli della loro natura finzione, mossi da una volontà esterna (quella dell’autore) dove tutti sono destinati a incontrarsi meccanicamente per far sì che ogni mossa determini la successiva, contribuendo allo svolgimento della narrazione.
The Killing (1955 - Noir/Gangster)
The Killing - Rapina a mano armata è il terzo film di Kubrick...
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