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Appunti esame, letteratura inglese 3, docente Massara

Shakespeare e il contesto storico

Shakespeare scrive Macbeth in un momento maturo della sua produzione. Egli nasce nel 1564, lo stesso anno della morte di Michelangelo, artista e anche teorico dell’arte del Rinascimento (coincidenza interessante). Dopo si guarda al pensiero di questi artisti in una fase denominata Manierismo, poiché le scuole si rifanno alle teorie rinascimentali in città come Roma, Firenze, Venezia e Parigi.

In questo periodo, l’Inghilterra esce stremata dalla guerra delle due rose e si consolida un'alleanza tra York e Lancaster, nasce la dinastia Tudor. L’Inghilterra ha ancora una società fondata su valori feudali, anche in modelli stilistici e di pensiero “medievale”. Allo stesso tempo, però, l’Inghilterra era in ascesa grazie alla colonizzazione dell’America.

Relazioni culturali e politiche tra Italia e Inghilterra

Per quanto riguarda il rapporto cultura-pensiero tra Italia e Inghilterra, è un rapporto di un popolo in ascesa (Inghilterra) che guarda all’Italia, segnata dalla Riforma (tesi di Lutero e traduzione della Bibbia in un linguaggio diverso dal latino, ispirata alla lingua delle lavandaie: il volgare—> lingua volgare come lingua di Dio). Questa scelta linguistica rappresenta un affronto alla chiesa che scaturisce un conflitto religioso, anche se ci sono altre radici che danno via a tale conflitto:

  • Crisi dei sistemi politici precedenti: l’ascesa dell’assolutismo monarchico, che si afferma nel tardo '500 e '600. Abbiamo la teorizzazione di Machiavelli del “Principe”.
  • Nuove scoperte scientifiche: contemporaneo di Shakespeare è Bacone, fondatore dell’empirismo. Loro sono stati strettamente in contatto negli anni '90 del '500 poiché i loro patroni erano amici.

Bacone scriverà nel 1605 “The advancement of learning”. Abbiamo progresso della conoscenza e dell’apprendimento —> si passa al processo deduttivo, per cui si apprende dall’esperienza; diverso dalla “knowledge”, che parte da qualcosa di già enunciato. Bacone dice che il principio della conoscenza è l’esperienza. L’opera del 1623 —> “Interpretation of Nature” —> solo con l’osservazione della natura possiamo conoscere. In tal modo e con tali progressi, cambia completamente lo stato culturale: si passa alla modernità.

Conflitti religiosi e politici

Enrico VIII riesce a porre fine alla guerra delle due rose e ad affermare la dinastia dei Tudor, anche se suo figlio entra in contrasto con la chiesa. Enrico VIII si sposa con Caterina d’Aragona di Spagna, enorme potenza cattolica. Dato la crescita economica dell’Inghilterra, non vuole che il paese sia soggetto alla chiesa di Roma e può fronteggiare la potenza Spagnola.

Nasce un conflitto col pontefice a causa del conseguente tentativo di divorzio da Caterina, perché Enrico ha bisogno di un erede maschio. Processo-riforma costituzionale. Decapitazione del primo ministro Thomas More.

Nel 1534 c’è lo scisma della Chiesa anglicana, con a capo il re. C’è l’affermazione del principio “Cuius regio eius religio”: al re spetta la nomina dell’arcivescovo di Canterbury a cui spetta la nomina di tutti gli altri vescovi. Vengono anche accolti principi calvinisti. Enrico VIII sembra incarnare l’ideale del principe di Machiavelli.

Alla sua morte, poiché il figlio Edoardo muore giovanissimo, sale al trono la principessa Anna, sposata con Filippo II di Spagna, la quale riporta il paese al cattolicesimo e vengono trucidati migliaia di protestanti. Quando Anna muore, nel 1557, sale al trono Elisabetta, che è protestante e perseguita i cattolici, privandoli delle loro cariche.

Shakespeare, dunque, nasce in un periodo di conflitti religiosi, politici e culturali. Le opere di Shakespeare vengono considerate degli scritti non autografi. Ben Johnson, drammaturgo più giovane, si preoccupa di pubblicare alcune edizioni; Shakespeare no.

Vita e opere di Shakespeare

Il padre era borghese benestante; egli ha frequentato la “Grammar school di Stratford”, dove studia inglese, latino e soprattutto autori classici tra i quali Cicerone. In seguito, egli si innamora di una donna più grande di lui (Shakespeare era maggiorenne e lei aveva 26 anni). Si è sposato, ma il suo non fu un matrimonio felice. Egli in seguito subirà la morte di suo figlio Hamlet, nome che rimanda alla sua opera, che scriverà poco dopo tale avvenimento. Shakespeare alla sua morte lascerà tutto a sua moglie e ai suoi figli. Egli muore a 52 anni.

Ad oggi non sappiamo se gli scritti gli appartengono tutti. Certi critici hanno osato affermare che alcune opere appartenevano alla regina Elisabetta (sebbene fosse improbabile che la regina si dedicasse a determinate attività). Secondo dei calcoli, sappiamo che Shakespeare scrive 37 drammi in 25 anni. Attraverso l’analisi della lingua o delle metafore, si riconosce che è lui la mano che compone tali opere in analisi.

Nel “Macbeth”, ad esempio, sappiamo che è presente una scena la cui appartenenza non è di Shakespeare (la scena con Ecate). Nella produzione di drammi c’è Cristopher Marlow, il quale si può contrapporre a Shakespeare. Egli scrive opere come “Faustus” o “Edward II”. Marlow, dai drammi tedeschi, ricava il suo “Doctor Faustus” (da cui Goethe tradurrà la sua opera più grande: “Faust”).

Teatro e rappresentazioni

Finalità teatrale era la rappresentazione di opere: gli attori viaggiavano e portavano i loro spettacoli presso abitazioni della nobiltà, che viveva in luoghi lontani. I testi erano delle fonti di guadagno per le compagnie. In Italia c’era la Commedia dell’arte con la presenza di canovacci; le battute venivano improvvisate —> veniva data in tal modo grande flessibilità all’azione drammatica. Improvvisazione, dunque, rappresenta una prova della capacità degli attori ed era guidata da un attore più anziano (capo-comico) che dettava le direttive. Il capo-comico si occupava della modifica e adattamento dei testi (che erano comuni a più compagnie) e dell’amministrazione.

In quel tempo “fare rappresentazione” poteva anche essere una istigazione alla rivolta, poiché una rappresentazione poteva anche considerarsi vietata. Si scrivevano delle parti: gli attori prendevano gli appunti per redigere la propria parte (improvvisata secondo le occasioni). Gli attori a volte stendevano la propria parte autonomamente. In alcune compagnie circolavano testi manoscritti in cui ogni attore aveva delle parti. In Shakespeare, il testo veniva allestito poco prima dello spettacolo e l’attore doveva memorizzare le sue battute e improvvisare.

In Inghilterra, le compagnie non potevano affidare le parti alle donne (per questioni di moralità). Inoltre, le donne non potevano recitare, poiché le compagnie venivano considerate come luoghi di corruzione e l’attore era considerato un “barbone”.

Carlo I (figlio di Giacomo I) nel 1641 viene incriminato dal Parlamento. Dopo tale avvenimento si scatena una guerra tra Carlo I e il Parlamento —> dalla quale escono vittoriose le truppe guidate da Oliver Cromwell. Il re viene condannato e decapitato. Viene proclamato il Commonwealth (Respublica = bene comune). Oliver rappresenta il primo presidente della repubblica (chiamato “Lord Protector”). C’era la presenza dei puritani, che volevano la chiusura dei teatri, poiché considerati luoghi di corruzione in cui la gente era istigata a azioni malvage.

La censura e il teatro

Tra i primi atti del Commonwealth c’è la chiusura dei teatri. I drammi durante il periodo di Elisabetta venivano sottoposti a censure. C’era lo “Stationers’ register” (in italiano registro del cartolaio o registro del libraio) che era un registro attivo fra il XVI e il XVIII secolo, attraverso il quale editori e tipografi potevano assicurarsi la pubblicazione di un testo. Esso, cioè, era il registro delle opere che erano state autorizzate. Durante il regno di Elisabetta (che riporta la chiesa anglicana) e Maria (la quale riporta la religione cattolica), esisteva l’ufficio della censura. Molti libri, infatti, venivano distrutti poiché non avevano l’imprimatur (imperativo = si stampi).

In Inghilterra, anche le rappresentazioni pubbliche dovevano essere autorizzate. Il capo-comico comincia ad essere chiamato “playwright”, il quale aveva una funzione scrittoria. Egli scrive il dramma e può assistere al suggeritore. Se la rappresentazione è pubblica si deve consegnare al censore una copia. La compagnia è responsabile dei testi e il capo-comico può essere arrestato se qualcosa va male (in tal caso Shakespeare).

Al posto delle donne erano presi uomini sotto ai 18-20 anni, i quali non avevano ancora ben formata la voce. Non si usavano le maschere (a differenza del teatro classico, dove c’erano le maschere dei servitori, amanti ecc.).

Divisione e pubblicazione delle opere

Le opere erano divise in testi chiamati:

  • Infolio —> l’infolio principale di Shakespeare era “l’infolio del 1623” (7 anni dopo la sua morte). Tale testo nasce grazie alla cura di Ben Johnson, il quale raccoglie le opere e le pubblica in Infolio. Ci sono anche altre edizioni dopo il 1623.
  • In quarto —> chiamati così, poiché venivano piegati. I filologi l’hanno divisi in “in quarto A / in quarto B/ in quarto C”. La qualità dell’“In quarto” varia da testo a testo.

Nel 1623 c’è James I —> sovrano molto colto. Egli commissiona una traduzione della Bibbia. Con la Bibbia del Re Giacomo la lingua inglese si stabilizza in modo definitivo. È autore del “Basilikon Doron” (= dono del re), dedicato al figlio Enrico. In tale opera, James vuole dire a suo figlio quali sono i compiti del sovrano. Nel 1594 James scrive “De Monologie” (trattato sulla stregoneria, argomento importante nel medioevo. Il maligno va combattuto).

Macbeth

Egli la scrive per rendere omaggio al sovrano, che era scozzese. In tale opera si aumentano le credenze popolari su fantasmi e streghe. La compagnia cambia nome: da “the queen’s men” diventa “the king’s men”. Il dramma dunque rappresenta l’affermazione della dinastia, la quale avviene lottando contro il male. Nel '700 gli spettatori non assistevano alle scene con tali personaggi (come streghe o fantasmi), poiché tali parti venivano tagliate.

WHEN = indica l’importanza data alla dimensione temporale. Effetti scenici importanti —> per il suono del tuono si usavano casse a risonanza di legno o casse in metallo che venivano battute. Il pubblico deve inoltre pensare che è notte.

WITCH = le streghe hanno la barba e sono vestite in modo particolare. Esigenza pratica poiché gli attori erano usati per fare le streghe. —> quando “When shall we three meet again?” ci incontreremo di nuovo? L’incontro profonda nel silenzio e nell’incertezza.

Analisi dei testi teatrali

I testi ancora oggi sono sottoposti ad analisi e precisazioni. I testi spesso presentano incongruenze e palesi interventi di altra mano. Il testo teatrale non viene considerato un testo letterario, ma un diverso tipo di testo. Non è come analizzare testi di lirica o epica, ma tali testi sono operativi o performativi, ossia sono in grado di mettere in atto un’azione (di renderle efficace, di darle la forma dello scopo a cui quella potenzialità tende). I testi che implicano o indicano la loro forma compiuta, nel momento in cui tale forma è la propriamente la “forma della rappresentazione drammatica”. Le parole che leggiamo non sono create per essere lette, ma per stare nella voce di chi le porta in scena.

I testi possono essere definiti aperti, poiché sono aperti all’interpretazione, ossia noi tentiamo di cogliere il significato —> che non è immediatamente evidente, ma deve essere tratto dal materiale per poter acquisire una forma comprensibile. L’interpretazione di un testo è l’attribuire il significato che si ritiene essere il significato prevalente all’interno di un testo (tipico della scienza o prassi ermeneutica).

Heidegger nel suo trattato del 1927 “Essere e tempo” dice che l’attività ermeneutica ossia l’attività —> all’interpretante è l’attività che è legata proprio all’esistere condizione dell’essere, all’esserci nel mondo, nel trovarsi nel mondo. Essa è cioè la condizione di chi interpreta il mondo. Ossia vivere e agire corrispondere ad attribuire un significato o, in una maniera più sottile, trarre questo significato dalle condizioni in cui ci si trova.

Se parliamo della poesia drammatica, noi parliamo sì della nostra percezione, ma in particolare della forma che il testo assume quando viene interpretato; la vera sostanza della drammaturgia è la forma interpretante (che non è la nostra interpretazione critica, ma è la forma che il testo drammatico assume nel momento in cui viene rappresentato, ossia nel momento in cui esprime la propria capacità performativa).

Dunque dobbiamo essere in grado di immaginare come questi testi sulla scena prendano forma, ossia la plasticità della azione drammatica che è costituita da linguaggio, gestualità, espressività, intonazione, scansione e dilatazione o concentrazione temporale. In questo assomiglia ad altre espressioni artistiche come quelle musicali o coreografiche.

Quindi si evince l’idea che il testo debba vivere di per sé, ossia una volta creato, la materia testuale ha una sua autonomia. Quando si elabora un testo c’è una fase in cui questo testo “prende il sopravvento”, come se uscisse dalle nostre mani, ma in qualche modo non è più nostro.

Macbeth: un dramma ben costruito

Macbeth è un dramma ben costruito, fatto per uno scopo preciso; ad esempio, tenendo conto che c’è un sovrano che proviene da regione e dinastia particolare. Il Macbeth, ossia è stato disegnato anche per un’occasione. Nel rinascimento, il rapporto che c’è tra il mecenate e l’artista, è un rapporto in cui egli lavora per commissione. La committenza è importante per un drammaturgo come Shakespeare nell’epoca di cui parliamo —> c’è un nuovo sovrano, la compagnia cambia nome (—> da the queen’s men the king’s men). Il nuovo nome rientra nella prassi comune di seguire e accompagnare la figura del sovrano. Questo è un sovrano colto, intellettuale e anche filologo, che mette in piedi la traduzione della Bibbia.

Dunque, andare a scrivere un dramma di argomento scozzese, rappresenta un gesto di riguardo. La morte di Macbeth segna un riscatto che è anche l’inizio di quella dinastia Stuart di quel sovrano che ora siede sul trono di Inghilterra. Macbeth è situato “per prudenza” in un’epoca remota; intorno all’anno 1000 con un sovrano realmente vissuto (tra il 1040 e il 1057).

Tutti i drammi di Shakespeare presentano la presenza di un argomento storico; ad esempio: tragicommedie come “Measure for measure” e “Romeo and Juliet” —> basate su circostanze note e reali. Shakespeare utilizza una sola fonte per la scrittura di Macbeth: “The chronicles of Holinshed” di Raphael Holinshed (del 1577). Tale opera, ben nota, rappresenta un repertorio noto a cui Shakespeare si affida modificando molto il materiale.

L’azione del “Romeo and Juliet” si svolge in tre giorni. Il tempo è “tempo ipotetico”, poiché non corrispondente a tempo reale (anche se corrispondente al tempo storico. Shakespeare sa che l’azione non può durare così ma lui la concentra. Il tempo dunque è definito “drammaturgico” —> che funziona sulla scena ed ha effetto sul pubblico.

Aristotele parla già di questo problema all’interno del nono libro della “Poetica”. Egli afferma che la poesia drammatica è superiore all’epica e alla poesia lirica. La poesia epica ha per fine l’oggettività, la poesia lirica esprime attitudini e pensieri del soggetto. La poesia drammatica unisce i due aspetti poiché: essa spesso oggettivamente racconta una storia, ma allo stesso tempo i personaggi sono rappresentati nella loro soggettività. Aristotele dice che la poesia drammatica contiene un significato maggiormente denso della storia.

Nel “Re Lear”, scritto contemporaneamente a Macbeth, ci viene raccontata un’azione errata di un re che distrugge uno stato. Egli dimostra che la bontà non ha nulla a che fare con la politica. Infatti, il re vuole dividere il suo regno dandolo alle figlie, ma inconsapevolmente crea la distruzione dello stato dividendolo e si scatena una guerra civile. Nel testo si entra in “Media res” (ossia entriamo da subito nel mezzo dell’azione).

Abbiamo la necessità di coinvolgere il pubblico in uno spazio che deve diventare lo spazio “condiviso da tutti”. In “The Tempest” —> viene presentato un grande effetto. All’inizio si crede che la tempesta sia una manifestazione naturale. In realtà si scoprirà che la tempesta viene creata da Prospero (esperto di arti magiche). Il pubblico si accorge di questo nel momento in cui la figlia di 15 anni rivolge al padre Prospero le seguenti parole: “papà adesso basta”. Solo dopo noi capiamo che un mago ha creato un fenomeno naturale, ossia che noi siamo dentro finzione e magia. Dunque è presente un artificio all’interno del dramma.

Nell’“Hamlet” —> all’inizio c’è un elemento sovrannaturale, con la presenza del fantasma del padre. Questo crea un “effetto-sorpresa”, con cui viene conquistato il pubblico.

Nel “Macbeth” è diverso, poiché gli effetti non sono creati da attori su...

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/10 Letteratura inglese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher aivlis93 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura inglese III e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Massara Giuseppe.
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