Il battesimo dell'estetica
Battesimo dell’estetica è una citazione di Croce dove, nella sua opera del 1902 sull’estetica, scrisse che Baumgarten ha semplicemente battezzato l’estetica, ma il vero padre sarebbe Vico. Vico, a differenza di Baumgarten (il “riformatore”), sarebbe il vero rivoluzionario. Infatti, secondo il Croce, Baumgarten non riuscì a differenziare specificatamente i momenti differenti dello spirito: in pratica, non intese in modo nuovo la fantasia, non stabilendo, così, l’autonomia del momento storico dell’arte.
Secondo molti altri studiosi, tra cui Amoroso, è questa una forzatura, dovuta anche al fatto che il Croce legge la storia dell’estetica sulla base della propria, dando a questo modo un giudizio. Una differenza profonda tra i due concerne il cartesianesimo ed il razionalismo da esso derivato: Vico vi si contrappone frontalmente (“rivoluzionario”, appunto), Baumgarten tenta invece di riformarlo dall’interno, proseguendo sul solco leibniziano.
Baumgarten e il razionalismo
Baumgarten fu difatti allievo indiretto di Christian Wolf, divulgatore della filosofia leibniziana, ma con una maggior sistematicità. Da questo deriva quindi il razionalismo, a cui va aggiunta una componente pietistica (che punta molto sul sentimento interiore): in questo senso in Baumgarten si ha una sintesi fra razionalismo (wolfiano) e calda religiosità pietistica, da cui deriva la sua attenzione per il “sensibile.”
Neologismo e opere
Il neologismo che dà il nome alla nuova disciplina venne coniato nelle Meditationes (1725), ed assurse a rango di titolo nel 1750 con l’opera omonima: Aesthetica (entrambe le opere sono scritte in latino). Il terz’ultimo paragrafo, dove appunto appare il neologismo, si apre con una definizione della Filosofia Poetica (due termini che, tra l’altro, riassumono lo scopo del trattatello).
Filosofia poetica
Baumgarten vorrebbe dimostrare razionalmente, filosoficamente (riprendendo quindi la filosofia leibniziana wolfiana) le regole del poetare, allo scopo di dimostrare che filosofia e poetica non sono in dissidio fra loro. Da un lato è una polemica contro Platone, dall’altro vuole utilizzare gli strumenti filosofici per comprendere le pratiche della retorica, diversamente dal Vico che mira a fare un’antropologia del mito (capire il mito significa capire la storia, in quanto il sapere poetico/estetico fonda la storia attraverso la poesia).
La nozione di filosofia poetica viene quindi definita come “scienza della poetica” in POETICA è definita come complesso di regole cui deve conformarsi il poema. Il POEMA a sua volta è definito come “oratio sensitiva perfecta,” per cui il genere più
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