Neonatologia: vitello
Introduzione
Per quanto riguarda la zootecnia nelle produzioni, negli ultimi anni c'è stata una riduzione del numero di aziende, ma non di capi; c'è stata una concentrazione della popolazione bovina solamente in meno allevamenti. Questo determina che un’azienda si ritrova a gestire un numero di capi più ampio.
Non c'è produzione se non c'è riproduzione: negli allevamenti di animali destinati all’ingrasso, l’obiettivo principale è la produzione di vitelli, mentre negli allevamenti di vacche da latte, l’obiettivo principale può essere il vitello come oggetto di rimonta ed il parto (quindi anche la gestazione). La produzione lattea avviene 3 giorni dopo il parto. Le vacche vengono distinte in:
- Vacche freschissime da subito dopo il parto fino al periodo di lattazione
- Vacche fresche fino a 4-5 mesi
- Vacche stanche dopo il 4-5 mese fino all’asciutta
Se una bovina viene ingravidata da stanca, intorno al 200° giorno, aumenterà il periodo di asciutta e quindi anche l'interparto. Un interparto ampio significa che quell’azienda avrà meno parti all’anno, quindi meno lattazioni e di conseguenza avrà una produzione minore (meno quintali di latte all’anno anche se la singola bovina produce bene, è solo un problema “massale”). Se abbiamo un interparto ampio, abbiamo un problema di tipo riproduttivo.
In un’azienda bovina, quando si entra, vanno visti i dati per poter effettuare un’anamnesi collettiva e successivamente vedere i singoli soggetti. Dai dati si va a vedere la scheda aziendale, l’interparto medio e gli interparti individuali. La gestione delle produzioni inizia dalla gestione riproduttiva della mandria, ma dal parto stesso si ha l’inizio delle produzioni. La gestione del vitello regola anche le produzioni e le riproduzioni, questo perché una distocia o una scorretta gestione possono dare problemi come tempi di involuzione uterini maggiori ed inoltre potrebbe essere compromessa la capacità riproduttiva del soggetto.
In un’azienda vengono prese determinate decisioni; se per esempio una bovina a 210 giorni dal parto ancora non è gravida, l’azienda potrebbe pensare di mandarla alla riforma. Se però dovesse rimanere gravida a 210 giorni, calcolando una gestazione, che nella bovina è di più o meno 283 giorni per le vacche da latte e più o meno 293 giorni per quelle da carne, avrò il parto dopo 1 anno e mezzo dal parto precedente (210+283 gg), non conviene! Per questo metto un cut-off: se a tot giorni l’animale non è gravido viene automaticamente destinato alla riforma. 90 giorni dopo il parto si può andare ad ingravidare.
Per un errore di pianificazione dell’accoppiamento o un errore di scelta nei tori, avremo per esempio un’incidenza delle distocie. Una gestione non corretta di una riproduzione si ripercuoterà su un biennio di produzione, quindi in termini economici si avrà una perdita di denaro.
Consideriamo che 1 litro di latte costa circa 36-38 centesimi, ma quanto costa dare da mangiare ad una bovina? Mediamente sui 4.60€ al giorno, più si devono aggiungere le spese riguardanti il mungitore, la mungitura, l’elettricità ed i disinfettanti. Quanti litri di latte “si mangia la vacca”, ovvero quanti litri di latte si devono produrre per coprire i costi d’alimentazione? Circa 12 litri “se li mangia”, una vacca al giorno costa sui 16 litri di latte, quindi se si ha una produzione sotto i 16 litri si è in perdita! Il guadagno lo si ha per tutto il periodo di fresche e freschissime, nel periodo delle stanche più o meno ci si copre solo delle spese.
Tutto questo discorso serve per capire l’importanza della gestione del parto!
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