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Istologia

Cosa studia l'istologia?

L'istologia studia i tessuti del nostro corpo: questi tessuti sono costituiti da cellule con una stessa funzione, che possono essere tutte uguali (tessuto semplice) o diverse (tessuto complesso). Più tessuti formano l'organo e più organi formano i sistemi.

Da cosa sono composte le cellule?

Le cellule hanno:

  • Nucleo centrale, che contiene l'informazione genetica
  • Citoplasma, contenente vari organuli (es. mitocondri, RER, apparato del Golgi, lisosomi)
  • Membrana cellulare; in alcuni punti le membrane si specializzano a fare qualcosa, come nelle giunzioni cellulari che mediano i contatti fra le cellule:
    • Giunzioni occludenti (o strette), permettono una strettissima adesione tra le membrane di cellule vicine
    • Giunzioni aderenti, garantiscono una forte adesione tra cellule vicine ma non così forte come quelle occludenti
    • Giunzioni comunicanti (o GAP), collegano due cellule adiacenti permettendo il passaggio di piccole molecole da una cellula all'altra

Che cosa è il differenziamento cellulare?

Le cellule staminali sono le cellule da cui si originano tutte le altre e sono quindi cellule indifferenziate; esse si trovano al primo stadio di sviluppo. Mano a mano che l'organismo va avanti con lo sviluppo, le cellule staminali subiscono delle modifiche, pronte per svolgere una determinata funzione all'interno di un organo o tessuto, per cui si dice che queste cellule si specializzano e diventano differenziate. Avremo quindi cellule che diventeranno cellule del sangue, altre adipociti, ecc. Una volta differenziate, possono generare cellule simili a loro, con le stesse loro funzioni.

Quali sono i principali tessuti del corpo umano?

  • Tessuto epiteliale
  • Tessuto connettivo
    • Propriamente detto
    • Sangue
    • Cartilagine
    • Osso
  • Tessuto nervoso
  • Tessuto muscolare

Il tessuto epiteliale

Il tessuto epiteliale è costituito da piccole cellule, di forma poliedrica, poste a mutuo contatto tra loro con interposizione di matrice extracellulare. Le cellule sono così stipate perché sono presenti delle giunzioni intercellulari occludenti, aderenti o comunicanti. Tutti gli epiteli poggiano su una membrana basale, che li ancora al tessuto connettivo sottostante, dove passano i vasi sanguigni: gli epiteli infatti non sono vascolarizzati, poiché avere una propria vascolarizzazione comprometterebbe la compattezza del tessuto. Il tessuto epiteliale, essendo sottoposto a continua usura, è capace di rigenerarsi e rinnovarsi continuamente. Gli epiteli costituiscono la superficie di rivestimento del corpo, delle cavità interne e degli organi cavi.

Quali sono le funzioni del tessuto epiteliale?

  • Protezione, come una barriera che non fa entrare né uscire nulla (es. epidermide)
  • Secrezione, (es. ghiandole)
  • Assorbimento, scambio e trasporto di sostanze (es. epitelio intestinale)
  • Captazione di stimoli (es. epiteli sensoriali dell’occhio, orecchio)

Cosa presenta generalmente una cellula epiteliale?

  • Superficie libera (o apicale)
  • Superficie laterale
  • Superficie basale

Superficie libera

Le specializzazioni della superficie libera sono rappresentate da ciglia, microvilli e stereociglia.

  • Ciglia sono estroflessioni citoplasmatiche ricoperte da membrana, dotate di mobilità, e tappezzano tratti delle vie aeree e delle vie genitali femminili. Grazie al movimento oscillatorio, le particelle solide penetrate con l’aria inspirata e intrappolate nel muco possono essere allontanate; nelle vie genitali, il movimento delle ciglia facilita lo spostamento dei fluidi secreti e la progressione della cellula uovo dalla tuba verso l’utero.
  • Microvilli sono estroflessioni digitiformi del citoplasma sorrette da un citoscheletro di microfilamenti di actina; essi sono presenti nei tubi renali e nell’epitelio intestinale.
  • Stereociglia sono dei lunghi microvilli rigidi localizzati sulla superficie delle cellule dell’epididimo e del dotto deferente.

Superficie laterale

Sulla superficie laterale si possono trovare 3 giunzioni, che vanno a costituire il complesso giunzionale:

  • Giunzioni strette o occludenti > impediscono la diffusione di sostanze extracellulari e la migrazione di proteine di membrana.
  • Giunzioni ancoranti > favoriscono l’adesione meccanica delle cellule vicine.
  • Giunzioni serrate o comunicanti (gap junction) > consentono il passaggio di piccole molecole segnale o nutritizie da una cellula all’altra, assicurando così la comunicazione tra cellule adiacenti.

Superficie basale

Sulla superficie basale le uniche giunzioni presenti sono gli emidesmosomi, che garantiscono l’adesione delle cellule epiteliali alla membrana basale, garantendo gli scambi nutritivi tra tessuto connettivo e cellule epiteliali; la membrana basale (detta anche lamina basale) è costituita da tre strati:

  • Lamina lucida
  • Lamina densa
  • Lamina reticolare

Come vengono classificati gli epiteli?

I tessuti epiteliali possono essere classificati in base al ruolo che svolgono all'interno del corpo. Distinguiamo quindi:

  • Epiteli di rivestimento = ha la funzione di protezione rivestendo le cavità esterne ed interne del corpo e di scambio e trasporto di sostanze.
  • Epiteli ghiandolari = forma le ghiandole, strutture atte alla produzione e secrezione di sostanze utili all'organismo.
  • Epiteli sensoriali = l'epitelio sensoriale è costituito da cellule disperse negli epiteli di rivestimento, che hanno la funzione di ricevere e trasmettere determinati stimoli esterni alle cellule del tessuto nervoso. Ne sono un esempio le cellule che costituiscono le papille gustative e le cellule acustiche dell'orecchio. Sebbene possano apparire simili in funzione, non sono da confondere con le cellule nervose. Le cellule epiteliali sensoriali infatti non presentano assone.

Classificazione epitelio di rivestimento

In base al numero di strati:

  • Epiteli semplici o monostratificati > costituiti da un solo strato di cellule, consentono permeabilità, secrezione e assorbimento.
  • Epiteli composti o (pluri)stratificati > costituiti da più strati di cellule, si presta meglio alla funzione di protezione.

In base alla morfologia cellulare:

  • Pavimentosi o squamosi > costituiti da cellule appiattite.
  • Cubici > quando le cellule presentano parametri dimensionali che si equivalgono.
  • Cilindrici > quando le cellule presentano come parametro prevalente l’altezza.

Nel dettaglio:

Epitelio pavimentoso
  • Semplice = formato da un singolo strato di cellule appiattite; è un epitelio molto delicato e sottile che facilita lo scambio di sostanze. Si trova: nei vasi sanguigni, nelle sierose e nelle cavità del corpo, negli alveoli polmonari e nella capsula di Bowman.
  • Stratificato = formato da diversi strati di cellule, nella parte della superficie libera sono appiattite, mentre negli strati più profondi sono cubiche o cilindriche. Gli epiteli pavimentosi stratificati possono essere di 2 tipi:
    • Cheratinizzati = l’ultimo strato è costituito da cellule morte che vengono rimpiazzate (es. Epidermide) > man mano che vanno dallo strato basale verso l’esterno differenziano, esprimono cheratina, perdono il nucleo, si induriscono e muoiono.
    • Non cheratinizzati = è composto da più strati di cellule, dei quali, solo il più profondo, costituito da cellule cubiche, è in contatto con la membrana basale; nella parte intermedia le cellule sono per lo più di forma poliedrica, mentre superficialmente sono appiattite o squamose. Se le cellule dello strato superficiale sono dotate di nucleo, l’epitelio è di tipo non cheratinizzato, in quanto il processo di cheratinizzazione non è completo. Questo epitelio costituisce il rivestimento interno di: cavità orali, faringe, esofago, corde vocali e vagina.
Epitelio cubico
  • Semplice = è costituito da un singolo strato di cellule cubiche, sottili e fragili, con nucleo sferico; lo troviamo come rivestimento: nelle ovaie, nei dotti delle ghiandole esocrine, nei tubuli renali.
  • Stratificato = l’ultimo strato di cellule ha una forma cubica; lo troviamo come rivestimento: nei dotti di alcune ghiandole esocrine (come quelle sudoripare).
Epitelio cilindrico
  • Semplice = formato da un solo strato di cellule più alte che larghe, i cui nuclei sono allineati vicino alla membrana basale; questo tessuto è spesso e protegge quelli sottostanti; può presentare delle ciglia. Lo troviamo come rivestimento: nell’utero, nel tubo digerente e nei piccoli bronchi.
  • Stratificato = l’ultimo strato di cellule ha forma cilindrica, mentre quelle sottostanti sono cubiche; lo troviamo come rivestimento: in alcuni dotti escretori e in alcune zone dell’uretra maschile.
Epitelio di transizione o polimorfo

Il numero degli strati e la loro forma varia a seconda dello stato funzionale dell’organo. Lo troviamo nella vescica e nelle vie urinarie.

Epitelio pseudostratificato

Tutte le cellule poggiano sulla membrana basale, ma non tutte arrivano a contatto con il lume in quanto hanno diversa altezza, quindi i nuclei vengono sfalsati e sembra costituito da più strati. Presenta delle ciglia. Lo troviamo: nelle strutture dell’apparato genitale maschile e nella trachea, nei bronchi, ecc.

Epitelio ghiandolare

L’epitelio ghiandolare è composto da cellule deputate alla produzione e secrezione di sostanze e fluidi corporei; una o più di queste cellule costituiscono una ghiandola. La secrezione è un processo attivo, e richiede quindi un consumo di energia.

Le ghiandole si dividono in:

  • Esocrine - Agiscono localmente; riversano il loro secreto all’esterno del corpo o in cavità che comunicano con l’esterno, poiché sono provviste di dotti escretori.
  • Endocrine - Sono prive di dotti escretori e riversano il loro secreto (ormoni) nel sangue; gli ormoni agiscono su organi bersaglio che possono trovarsi anche ad una certa distanza dalla ghiandola.

Classificazione delle ghiandole esocrine

In base al numero di cellule che costituiscono la ghiandola:

  • Unicellulari > l’unico esempio è la cellula mucipara, che produce muco.
  • Pluricellulari > Si distinguono al loro volta in intraparietali ed extraparietali in base allo sviluppo delle ghiandole. Se durante lo sviluppo rimangono nella parete del viscere nel quale riversano il loro secreto, si parla di ghiandole intraparietali; se si sviluppano al di fuori del viscere, al quale sono collegate mediante un dotto escretore, si parla di ghiandole extraparietali.

In base alla forma dell’adenomero:

  • Tubolari > hanno forma allungata o rotondeggiante, con lume interno visibile circondato da cellule di forma perlopiù cubica o cilindrica (es. ghiandole gastriche o intestinali).
  • Acinose > hanno forma sferica, lume molto piccolo e normalmente non percepibile al microscopio, circondato da cellule a forma piramidale.
  • Alveolari > hanno forma sferica con ampio lume centrale delimitato da cellule di forma cubica (es. la ghiandola mammaria).

In base al tipo di dotti:

  • Semplici > un solo adenomero ed un singolo dotto.
  • Ramificate > unico dotto che fa capo a più adenomeri.
  • Composte > più adenomeri e più dotti escretori.

In base alla modalità di secrezione:

  • Merocrine > quando il secreto, privo di frammenti di membrana e citoplasma, è rilasciato mediante esocitosi (es. sudoripari, salivari e pancreas).
  • Apocrine > quando la parte apicale del citoplasma viene rilasciata insieme alle vescicole di secrezione (es. ghiandola mammaria in allattamento).
  • Oloocrine > quando le cellule secernenti maturano e muoiono, diventando esse stesse il prodotto di secrezione (es. ghiandole sebacee); le cellule perdute vengono rimpiazzate grazie alle mitosi delle cellule staminali rimaste a contatto con la membrana basale.

In base al tipo di secreto:

  • Sierose > se elaborano un secreto acquoso, fluido, ricco di enzimi (es. ghiandole gastriche, pancreas).
  • Mucose > se elaborano un secreto denso, ricco di glicoproteine che, idratandosi, costituisce il muco (es. ghiandole salivari minori).
  • Miste > se producono siero e muco (es. ghiandole sottolinguale e mandibolare).

A questi tipi di secreto (perlopiù di natura proteica) ne vanno aggiunti altri:

  • Sebo > prodotto da ghiandole sebacee.
  • Sudore > prodotto da ghiandole sudoripare.
  • Lacrime > prodotte da ghiandole lacrimali.

Ghiandole endocrine

A differenza delle ghiandole esocrine, non hanno azione locale, ma sistemica; questo è dovuto alla liberazione di un prodotto di secrezione (ormone) in grado di raggiungere attraverso il circolo sanguigno i diversi distretti anatomici irrorati. Il prodotto ormonale, pur entrando a contatto con vari tipi di cellule, esplicherà la sua azione solo sulle cellule bersaglio, dotate cioè di recettori specifici per quel determinato ormone. L’azione ormonale durerà fino a che l’ormone sarà in circolo, prima di essere inattivato o eliminato ad opera del fegato o del rene.

Fino a poco tempo fa si riteneva che gli ormoni fossero prodotti esclusivamente dalle ghiandole endocrine; oggi sappiamo che vengono prodotti anche da singole cellule o gruppi di cellule, come i neuroni, alcune cellule del sistema immunitario o di altra tipologia. Oltre agli ormoni circolanti, esistono i cosiddetti ormoni tessutali, che hanno un raggio di azione più limitato, esercitando il loro effetto sulla cellula che li ha prodotti o sulle cellule vicine all’elemento secernente.

Classificazione ghiandole endocrine

In base al numero di elementi secernenti:
  • Unicellulari
  • Pluricellulari > sono dei veri e propri organi facenti parte del sistema endocrino (comprendono ipofisi e epifisi, all’interno della scatola cranica; tiroide nel collo; surrene e pancreas nella cavità addominale; le ovaie, i testicoli e la placenta).
In base alla struttura:
  • A nidi e cordoni > i nidi sono aggregati cellulari a forma circolare e sono circondati da una ricca rete capillare; i cordoni sono costituiti da file di cellule endocrine intervallate a capillari sottili e dilatati, chiamati sinusoidi.
  • A follicoli > le cellule costituiscono la parete di strutture rotondeggianti, chiamate follicoli, contenenti una cavità all’interno della quale si riversa e accumula il prodotto di secrezione. Quando arriva il segnale di rilascio, l’ormone viene riassorbito dalle cellule follicolari e liberato nel liquido interstiziale per poi passare nel torrente circolatorio.
  • A isolotti > le cellule secernenti ormoni si dispongono in cordoni raggruppati in strutture circolari.
  • Interstiziali > sono rappresentate dalle gonadi maschili e femminili.
In base alle caratteristiche chimiche degli ormoni prodotti:
  • Secrezione steroidea > il sistema endocrino è costituito da più di una dozzina di ghiandole, secernenti più di 50 ormoni. Le uniche ghiandole secernenti ormoni steroidei sono il surrene e le gonadi.
  • Secrezione non steroidea > tutte le altre ghiandole secernono ormoni non steroidei.
In base ai meccanismi d’azione:

(Il testo non fornisce ulteriori dettagli in questa sezione specifica)

Il tessuto connettivo

Da cosa è costituito?

Il tessuto connettivo è costituito da piccole cellule e poco numerose separate da abbondante matrice extracellulare che le cellule stesse sintetizzano e secernono. È ricco di vasi e di nervi attraverso cui avviene lo scambio di nutrienti tra i diversi tessuti e il sistema circolatorio. Occupa una posizione profonda e la sua capacità di crescita e rigenerazione è minore rispetto a quella degli epiteli. Esso collega l’epitelio al resto del corpo!

Quali sono le sue funzioni?

  • Collegamento tra tessuti
  • Demarcazione e separazione
  • Sostegno, isolamenti/ammortizzamento
  • Trasporto/trofismo
  • Difesa/protezione
  • Riparazione

Come vengono classificati i tessuti connettivi?

In base alla funzione (il testo non prosegue ulteriormente in questa sezione specifica)

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Scienze biologiche BIO/17 Istologia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Cfuxxx di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Nervi Clara.
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