Antropologia del rito
A cura di Pietro Scarduelli
1. La dimensione storica del rito.
La Danza del Sole degli Indiani delle Pianure,
Di Enrico Comba
La costruzione di un oggetto etnografico
L’ incontro fra Euroamericani e popolazioni native alla fine tra la fine del XVIII
secolo e l’ inizio del XIX secolo rivelano un intrecciarsi di scambi culturali.
Si iniziano ad osservare le caratteristiche dei gruppi umani tra loro sconosciuti.
Tra i primi elementi emerge un insieme di pratiche rituali comuni alla maggior
parte dei popoli delle Grandi Pianure che viene identificato con il termine di
Danza del Sole, che nella lingua lakota si chiama Wi wanyang wacipi “danza
guardando il sole”. È un sistema cerimoniale molto diffuso tra i gruppi indigeni.
L’ antropologia americana ricercava delle connessioni storiche e culturali
riconducibili alla diffusione della cerimonia nelle Pianure, rendendo La Danza
del Sole un oggetto etnografico.
La regione delle Pianure presenta numerose varianti culturali al suo interno,
differenze linguistiche e un diverso adattamento socio-economico. Tuttavia,
come dice Wissler, tutti questi gruppi condividevano alcuni tratti fondamentali
che li caratterizzavano come l’uso del bisonte come fonte di sussistenza, il tipi,
ossia la tipica tenda di pelle dei nomadi… tutti questi sono oggetti etnografici.
Boas studia i testi in lingua indigena, cercando elementi che possano
rispecchiare una rappresentazione della cultura, i valori e le modalità di
pensiero dei nativi, la dimensione simbolica che permette di dare un senso
all’uso dei vari prodotti culturali. La Danza del Sole presenta specifici contesti
simbolici a seconda del gruppo indigeno che la svolge. Questa danza quindi
deve essere studiata per l’aspetto esteriore, i gesti, gli oggetti e procedure,
perché la “forma” rimane costante mentre le caratteristiche minori, i significati
e le motivazioni cambiano. Si inizierà a dare, per questo motivo, più importanza
all’ aspetto interno delle cerimonie, all’ aspetto simbolico e psicologico e non
più agli elementi comuni o gli aspetti formali.
Alla fine degli anni 80 del XIX secolo gli agenti governativi iniziarono a
sopprimere la Danza del Sole, una cerimonia importantissima per gli abitanti
delle Pianure perché la celebrazione dei rituali era occasione di grandi
assemblee, in cui migliaia di nativi si riunivano e discutevano sui problemi che
li soffocavano.
Dal 1934 l’ atteggiamento nei confronti delle religioni e delle spiritualità dei
nativi cambia, viene riconosciuto il diritto alla libertà religiosa.
La Danza del Sole è sempre stata celebrata con fervore da molte comunità,
sempre maggiore.
Per molte civiltà, la Danza del Sole è il rituale che più li fa identificare con il
passato, il presente e il futuro, creando qualcosa di unicamente proprio, più
antico del cristianesimo portato dagli stranieri. È divenuto l’oggetto delle
rappresentazioni, delle aspirazioni e delle speranze dei popoli nativi
contemporanei.
Un rituale antico e sempre nuovo
La Danza del Sole fiorisce durante l’ epoca equestre, l’ acquisizione del cavallo
stimola numerosi gruppi a penetrare nell’area delle pianure, dedicandosi alla
caccia dei bisonti tra la fine del 1700 e il 1880.
Ciascun gruppo determinava il periodo preciso in cui eseguire la danza in base
a un varietà di indicatori naturali e astronomici. La cerimonia aveva il compito
di rinnovare la forza vitale della natura e della società, garantire la
sopravvivenza della comunità, rafforzare i legami fra i gruppi ecc.
Comprendeva quattro giorni preparatori e quattro di attività rituali, il numero
quattro è sacro per le civiltà delle pianure.
La Danza del Sole comprendeva la purificazione effettuata in un bagno di
vapore, la preparazione dei danzatori e la costruzione della capanna per le
danze con l’ erezione di un palo centrale. Durante il rituale non si può bere né
mangiare, e si faceva una danza ritmica intorno al palo. Alcuni gruppi usavano
il palo per svolgere i sacrifici .
La persistenza del rituale fino ai giorni nostri testimonia una vitalità e una
capacità di trasmettere valori e significati simbolici importanti.
Il rituale si configura come un insieme complesso di pratiche e di attività
cerimoniali e sociali, ampiamente variabile da un gruppo all’ altro, alcune delle
quali sono certamente il risultato di eventi storici e/o religiosi di altre culture
native del Nord America.
Durante il processo storico sii sono verificati innumerevoli tentativi di
adattamento a nuove condizioni di vita per i continui spostamenti tra le
pianure.
L’ acquisizione del cavallo ad esempio ha portato ad una radicale
trasformazione della struttura sociale ed economica di molte comunità.
Attraverso lo trascorrere delle generazioni, lee tradizioni vengono modificate,
alcune rielaborate, altre dimenticate.
Il trascorrere della storia rivela la permanenza di un nucleo di significati
simbolici che costituiscono l’ elemento di connessione tra passato, presente e
futuro. Al richiamo a questo elemento di continuità come con la Danza del Sole
può essere interpretato come uno strumento che consente il riadattamento e la
rielaborazione del patrimonio tradizionale, come ancoraggio ad una forte
vitalità che unisce le generazioni. La flessibilità e il mutamento da un lato e la
continuità e la persistenza dall’ altro.
Il mondo perduto dei cacciatori
Lo sviluppo più rigoglioso della cerimonia La Danza del Sole è avvenuta nel
periodo che va dall’introduzione del cavallo. La cerimonia ha subito
diversificati processi di rielaborazione di seguito all’ invasione del continente
dagli europei.
Queste rielaborazioni partono da tradizioni preesistenti e l’ esigenza dell’
adattamento a risposta alle mutate condizioni sociali fa si che sia una
cerimonia continuativa ma molto flessibile e fa parte della tradizione della
comunità.
La Danza del Sole è caratterizzata da valori e significati collegati alla caccia al
bisonte e alla riproduzione delle specie animali. È legata al mondo dei
cacciatori-raccoglitori che costituiscono lo sfondo culturale comune su cui viene
costruito il sistema culturale dei cacciatori equestri delle Pianure durante gli
ultimi decenni del Settecento.
Nella cerimonia ritroviamo la ricerca della visione, la privazione e
l’autosacrificio, il digiuno, la preghiera e tutti gli elementi connessi alla ricerca
del potere o di aiuto spirituale praticato da sciamani.
Catlin descrive il gruppo degli Sioux che praticano la Danza del Sole anche
singolarmente, ogni individuo la svolge per diventare medicine man, lo
sciamano.
La cerimonia pubblica ha un’importanza diversa, il rinnovamento delle forze
vitali, la riproduzione della selvaggine.
Un altro aspetto che rimanda alla sfondo culturale dei cacciatori-raccoglitori è
costituito dal costante riferimento al mondo animale, particolarmente quello
dei bisonti. I bisonti in qualche modo sono sempre presenti, o con la pelle
appesa al palo centrale, il teschio o la testa del bisonte.
Tra il 1880 e il 1882 il gruppo Kiowa non ha potuto svolgere la danza per
mancanza di bisonti, che favorisce anche la riproduzione stessa, perché
cacciati e sterminati dai bianchi.
Una problematica del popolo di cacciatori era che da una parte l’ animale dona
forza vitale all’ uomo e quindi sono sacri ma l’ uomo li deve cacciare… la
questione sembra essere risolta stabilendo una sorte di legame di scambio tra
animali e uomo. La mitologia cheyenne riporta l’ epopea che spiega questa
reciprocità. Inizialmente si cerca di far accoppiare una donna-bisonte con un
uomo, ma il rapporto è troppo tenue e si rompe facilmente, così un eroe deve
affrontare una serie di prove che gli permetterebbero di capovolgere una
condizione. La condizione in cui gli animali essendo più forti degli uomini li
uccidano trasformandoli in vittime, capovolgendo ciò gli animali verranno
mangiati dagli uomini e gli uomini in cambio devono svolgere rituali per
proteggere la riproduzione e la moltiplicazione della selvaggina e della natura.
Gli animali così svolgono un atto volontario di farsi uccidere. Non è un atto di
distruzione nei confronti del mondo animale, bensì episodi inscritte in un ciclo
di prestazioni.
Creazione del cosmo, rinnovamento della società
I due temi principali intorno a cui ruota il sistema cerimoniale della Danza del
Sole sembrano dunque essere l’acquisizione di potere attraverso la sofferenza
e l’esperienza della visione, e il rinnovamento della natura e del mondo sociale.
Il potere è una qualità misteriosa e particolare di numerosi esseri (animali,
spiriti, corpi celesti) e ciascun individuo ha la possibilità di ottenere, attraverso
la visione, un diretto contatto con qualcuno di questi esseri dotati di potere,
l’acquisizione di tale potere aggiuntivo farà sì che l’individuo sia completo,
pronto per svolgere adeguatamente i compiti della vita e condurla nel modo
migliore.
Il potere, ottenuto attraverso un’esperienza traumatica, di isolamento o
privazione, conferisce a determinati individui la capacità di curare le malattie,
aiutare gli altri e di divenire sciamani.
L’ altro ruolo della Danza del Sole è quello di stabilire e mantenere
periodicamente il legame e le relazioni fra gli esseri, il potere individuale si
ritrovare attraverso lo svolgimento dei rituali in comunità.
Ogni individuo è in relazione con gli esseri del cielo e tutta la cerimonia tende a
descrivere attraverso oggetti o ornamenti l’atto della creazione del mondo. La
capanna raffigura l’immagine del mondo, il palo è l’elemento i comunicazione
tra i livelli del cosmo e degli umani. Per il gruppo dei Cheyenne la capanna è la
raffigurazione della Montagna Sacra che costituisce un tramite di connessione
fra il mondo sotterraneo (da cui nacquero gli animali) e il mondo intermedio
degli umani e il mondo superiore.
In tutto ciò ritroviamo un significato cosmologico. Rappresentata che dalla
celebrazione annuale del rito che rappresenta proprio una la ricostruzione
periodica del mondo.
Si ricostruiscono i legami con gli essere potenti e grazie a ciò l’uomo ha la
possibilità di completarsi, di ottenere potere salute e prosperare.
La cerimonia rappresenta l’atto d creazione svoltasi dai sciamani, i gesti e gli
oggetti ripetono quelli svolti dai sciamani.
La danza del Sole ha svolto una funzione determinante nel processo di
riadattamento e rielaborazione del tradizionale a fronte degli avvenimenti
storici.
Durante la cerimonia, non ci si può nutrire, questa è la sofferenza che l’uomo
deve vivere per ristabilire quel legame tra uomo e animali, di scambio che gli
permetterà di cacciare i bisonti subito dopo la fine della Danza del Sole.
2.Contagi emici e contagi etnici.
Riti di iniziazione in Africa centrale
Stefano Allovio
La pelle di leopardo e dei circoncisi
Nella parte interna del Congo, nei villaggi abitati da gruppi Mongo si usava
portare al capo del villaggio (big man) il leopardo ucciso come segno della sua
supremazia.
Si portava soltanto una striscia di pelle di leopardo in dono al big man.
Vansina, storico africanista, ribadisce l’ importanza delle parole Bokepa ekopo
che vuol dire dividere i sacri emblemi (la pelle di leopardo), questa espressione
è connessa con la diffusione di una specifica forma di autorità, il nkumu
(sovrano). Vansina ha trovato una corrispondenza fra la circoncisione (uno dei
riti di iniziazione maschile alla vita adulta) e l’ uso della pelle di leopardo.
Bokapa ekopo si riferisce alla forma di autorità ma è utile per capire il
“cammino” che la striscia di pelle ha compiuto nella foreste del Congo. Ekopo
significa “pelle”, il prepuzio “eipopò” e il rito di circoncisione noutu eipopoi. La
parola ganda poi, deriva da kanda che nelle lingue bantu occidentali significa
pelle.
Il rito di iniziazione è caratterizzato dalla separazione del giovane dal villaggio,
poi vengono istruiti sui segreti e misteri dell’ iniziazione, sui valori condivisi e
approvati dalla società, sulla riproduzione ecc, nella terza fase c’è l’
aggregazione in cui il giovane deve affrontare diverse prove fisiche e
intellettuali, viene segnato attraverso circoncisioni e altro.
Lezioni dal campo
L’ autore del capitolo, ha deciso di seguire il consiglio del ricercatore Vansina e
svolgere una ricerca più regionale che strettamente collegata solo alle varie tribù. In
questo modo si è capito come tra i vari gruppi ci siano scambi e alleanze,
caratteristiche simili ecc.
Ogni famiglia decide di circoncidere i propri bambini con quelli di un altro clan, in
questo modo si crea un’ alleanza fra differenti famiglie prive di legami di sangue, ma
legate attraverso la fratellanza createsi con il rito di circoncisione in cui il sangue dei
due membri si mischia.
Il gruppo dei Medje-Mangbetu condividono il rituale specialmente con i budu e i lika e
la parte più importante del rito è la scelta dei bambini che svolgeranno la
circoncisione, non verrà data molta importanza invece alla fase dell’ emarginazione.
Studiando invece i Badudu e i Balika si nota l’ importanza che danno ai riti di
passaggio che comprendono la trasmissione dei segreti ecc.
Da ciò si comprende l’ importanza di studiare la comparazione regionale tra i vari
gruppi perché sede di scambi e alleanze e non solo di segretezza e chiusura fra loro.
Un suono contagioso
I Bakomo sono un esempio di come i riti siano cambiati nel tempo, anzi diversi
stili rituali si sono susseguiti nel tempo. Oggi il “gandja a kentende” si è diffuso
tra i Bakomo come scrive De Mahier.
Lo stile del gandjia a kentende è stata introdotta nella regione durante la
seconda metà del XIX secolo e si propagata rapidamente.
Tra i vari gruppi esistono sostanziali differenze per quanto riguarda i vari riti
svolti, ad esempio i Bakomo di Kisangani possiedono un rito di circoncisione
molto differente da quello dei Bakomo di Lubuntu.
I Babira, confinanti con i Bakomo si dividono in Babira di pianura che non
praticano la circoncisione e i Babira di foresta che la praticano.
L’ adozione del kentende nei Bakomo coincide con i probabili contatti con
diverse popolazioni quali Lombi, Babira e Bapere.
Nei miti komo è la donna la creatrice della circoncisione , inoltre viene usato
uno strumento esoterico mokumo che nella lingua dei Bakomo si dice esomba
(mistero, tabu).
Anche i Babira attribuiscono alla donna la scoperta della circoncisione: una
donna vede delle scimmie svolgere la circoncisione e decise di circoncidere i
propri figli, che morirono. Da quel giorno fu il marito a circoncidere i ragazzi.
Per
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