COMPETIZIONE 2 (serati)
27/02/2017 POLITICA ECONOMICA E SCENARI MACROECONOMICI: la prima grande crisi e il
tema del ciclo economico (slide)
Laboratorio 50 persone max.
CRISI dal 2007 in poi:
1. Prima fase recessione economica globale 2007/2009
2. Seconda fase problema del debito sovrano in UE 2011/2013
Abbiamo avuto 2 tipi di crisi, molto diverse tra di loro per cause, metodo e diffusione, tra le due
c’è stato più di 1 anno e mezzo di intervallo che è stato positivo per l’economia.
Un’ulteriore aspetto è che la prima è globale ovvero ha colpito tutto il mondo ed è nata negli USA
la seconda è nata ed è rimasta in UE.
Mentre la prima è stata trasversale e ha colpito tutti i settori dell’economia, la seconda si è
concentrata solo sul debito pubblico.
Adesso ci troviamo in una fase di ripresa economica, sofferta in alcuni paesi europea, discontinua
dunque con qualche incertezza, ciò che caratterizza in modo spiccato quest’epoca è il fatto che le
banche centrali nella terza fase hanno cambiato completamente il loro atteggiamento. Tutto ciò
che riguarda le banche è nuovo e non convenzionale.
GLI SQUILIBRI GLOBALI
I paesi che stanno in basso ovvero USA e UE (tranne la Germania), sono paesi afflitti da deficit
strutturale ricorrente che comporta:
– Massicci afflussi di capitali ($ reserve currency) che consentono di finanziare il
deficit di parte corrente 1
– Eccesso di risparmio
– Basso costo e forte incentivo all’indebitamento con eccessiva esposizione debitoria
domestica e internazionale
– Bolla speculativa
– Distorsione di risorse altrimenti utili per infrastrutturazione, R&S, crescita del
capitale umano
– Rallentamento della crescita
LA RECESSIONE ECONOMICA GLOBALE (2007/2009)
Nel 2006 Nouriel Roubini all’FMI afferma che gli USA avrebbero avuto un default a livello
finanziario con profonda recessione e una profonda recessione senza precedenti.
La finanza non è l’unico colpevole e neanche il principale, i veri colpevoli avevano già dato diversi
segnali prima del 2008.
Cosa ha provocato la prima crisi?
1. Squilibri globali (grafico1).
Quanto sono ampi questi squilibri? (China è la prima e UE ultima esclusa la Germania) nel
modello che porta Roubini il ruolo degli squilibri globali è pesante. Questa netta
segmentazione tra perdenti e vincenti ha avuto il picco poco prima della crisi. Il picco si ha
nel 2007 e 2008 gli USA sono tra i peggiori, hanno avuto il principale devasto che aumenta
fino ad arrivare al massimo nel 2008, l’UE da vincente passa a perdente esclusa la GE che
ha una bilancia commerciale sempre positiva come la China.
2. Carenza di risorse che devo trovare da un’altra parte, dunque USA e UE sin dagli anni 90
chiedono ingenti prestiti a chi ha risorse a sufficienza come ad esempio la Germania e la
China, la vita di chi è pesantemente indebitato non consente di fare sviluppo economico
perché tutte le risorse economiche che il sistema produce devono essere utilizzate per
pagare i debiti, dunque non investono in tecnologie o strutture, tutte le leve strategiche
per migliorare la condizione economica del paese non possono essere utilizzate.
Si è creata una situazione di sudditanza politica tra paesi. Come si fa a chiedere un prestito
ad un altro paese? Si emettono titoli del debito pubblico, tu li compri, in questo modo mi
finanzi dunque avrai degli interessi, ciò amplifica il rischio bolla che era già presente negli
USA. In quel momento per UE e USA il denaro per indebitarsi costava poco, dunque
indebitarsi era attraente. Per ricerca e sviluppo e innovazione siamo gli ultimi tra i paesi
europei. Abbiamo il numero più basso di percentuale dei laureati sulla popolazione.
3. Il timing del ciclo economico dal 1982 alla vigilia della crisi gli USA hanno avuto il miglior
periodo crescita economica, cicli positivi superiori alla media e fasi negative più corte del
solito. In questa condizione di straordinaria crescita economica dove si ritiene di non avere
limiti, non sapevano dove mettere i soldi e questo ha generato il disastro. Uno dei fattori
spiega questo fenomeno è l’enorme tendenza a consumare di più perché il paese
diventava più ricco, aumentando i consumi, aumentavano anche le importazioni.
4. I prezzi delle materie prime come emblema di tutte le materie prime si indica il prezzo
del petrolio, prima che scoppi la guerra immobiliare, all’improvviso nel 2008.
5. La finanza malata 2
Vicende più note:
• non c’entra con la grande depressione americana, l’unica cosa che le accomuna è che sono
state le 2 più grandi crisi americane.
• 1997-2006 boom mercato immobiliare USA, il valore medio delle casse e dei mutui sale al
124%
• Le forza politiche non riescono a percepire i fattori che stavano per scatenare la crisi, da 30
anni assistevano ad una crescita economica quindi non immaginavano ad una crisi, erano
ottimisti. Molti economisti avevano un’opinione simile a quella di Roubini ma coloro che
facevano parte della classe politica non volevano prendersi la responsabilità di affermare
che: “il mondo va male” perché avevano paura di allarmare e anticipare la crisi, non ne
volevano essere i responsabili. Quel comportamento forzatamente miope per evitare che
le aspettative da positive si trasformavano in negative
• Il basso costo del denaro, indotto dalle politiche accomodanti della FED, agisce da
propellente e combinato con un modesto razionamento del credito da parte delle banche
commerciali, favorisce il dilatarsi del mercato del credito.
• Mutui cartolarizzati e rivenduti agli investitori sotto forma d’obbligazioni strutturate e
strumenti derivati (abs; mbs)
• I derivati sono accompagnati da polizze d’assicurazione contro i rischi d’insolvenza, forniti
da compagnie d’assicurazione e dalle stesse banche
• Tra il 2000 e il 2007 il volume dei Cds passa da 2000 a 55000 miliardi di dollari, una cifra
equivalente al PIL dell’intero pianeta.
• Se ai Cds si sommano gli altri derivati, il conto arriva a 531000 miliardi: 10 volte il PIL
mondiale.
Il meccanismo è stato molto complesso.
La bolla ne parliamo in modo macroeconomico, questa enorme propensione al consumo e la
disponibilità liquide li portano ad effettuare scelte d’investimento diverse, ovvero nel mercato
immobiliare, in Italia definito del mattone. Ha una forte domanda di beni immobiliari nel mercato.
Infatti il valore medio ha un trend di fortissima crescita, a completamento del quadro iniziale va
detto che gli USA che sono difronte al più grande trend economico hanno bisogno di più
manodopera e vengono pescati in UE quando si tratta di cervelli (main brain ovvero rapimento di
cervelli) e la manodopera meno qualificata che viene presa nell’America latina. Insieme all’euforia
degli investimenti USA vanno trovate delle case a coloro che entrano nei paesi americani dunque
una pressione nel mondo immobiliare. La banca centrale USA in quel periodo segue una politica
molto espansiva, tiene il costo del mercato molto basso, i tassi d’interesse sono tenuti bassi dalla
FED dunque oltre al desiderio d’investire ci sono costi d’indebitamento bassi (tutto quadra) fin qui
dato che c’è un mercato in crescita le banche assecondano in modo (inizialmente) ragionevole le
banche iniziano a concedere prestiti ai loro clienti per gli acquisti degli immobili.
Il subprime conta poco perché nella maggior parte dei casi i mutui venivano assegnati a degli
americani che riuscivano a rimborsarli, fino al momento in cui capiscono che sono troppo a rischio
se i loro creditori non rimborsano. Allora decidono di condividere il rischio tramite le
cartolarizzazioni, le impacchetto e mi invento un pacchetto finanziario agganciato al mondo dei 3
mutui, lo rendo appetibile e lo vendo (ingegneria finanziaria) ma non sempre le banche decidono
di essere trasparenti con i propri clienti questo fa si che ci sia una piccola truffa.
Questo meccanismo alimenta il mercato dei derivati perché questi prodotti d’investimento
essendo agganciati ai mutui. Se tutto va bene portando a casa questo pacchetto derivato ti trovi
dei profitti, se però ci saranno molti fenomeni di non rimborso dei mutui la banca diventa
insolvente e non si riescono a rimborsare coloro che hanno acquistato tali strumenti.
Sul mercato qualcuno si porta a casi tali strumenti e credo in uno strumento remunerativo,
osservo che le banche che mi vendono tali prodotti sono sempre più esposte e mi preoccupo ma le
banche mi dicono tranquillo allo strumento di cartolarizzazione aggiungo una polizza assicurativa
che ti copre su una parte. In pochi anni quei prodotti assicurativi arrivano a raggiungere il valore
del PIL mondiale.
Il problema è quello di trovare un limite, non è il meccanismo in se (per il momento) ad essere
patologico, ad un certo punto succede qualcosa che nessuno si aspettava…
la banca centrale americana (FED) comincia a:
• 2004-2006, la FED alza i tassi d’interesse di riferimento 17 volte, portandoli fino al 5,25%:
un cittadino americano su dieci non riesce più a pagare la rata del proprio mutuo subprime.
• 2007: “sboom” immobiliare di domanda e prezzi (-9.7% e -15,3% in 2 anni): il valore degli
immobili non garantisce più il debito
• Crollano i prezzi delle cartolarizzazioni (anche più dell’80%) e per chi le possiede le perdite
sono di miliardi di dollari.
• La crisi si propaga a obbligazioni, azioni e bond aziendali (le vendite fanno crollare i prezzi)
fino ai prodotti finanziari derivati come i Cds.
• Crisi di sfiducia degli investitori (rischio obbligazioni in default e mancato pagamento Cds)
• I principali venditori di Cds sono Banche (43% del mercato), Hedge fund (31%) e
Assicurazioni (17%), sulle cui spalle si concentrano quindi i maggiori rischi.
• Il rischio subprime si propaga così a tutto il mondo attraverso i bond tossici (Abs, Mbs, Cds).
4
2/03/2017
COME SI REAGISCE AD UNA SIMILE CRISI? (dati fonte Eurostat)
Quali sono gli strumenti e le azioni messe in campo per arginare la violenza della crisi e per
superarla in breve tempo. Già 1 anno e mezzo dopo il sistema economico aveva iniziato la risalita.
Nel mondo di oggi non ci sono fenomeni macro economici circoscritti perché tale crisi nasce negli
USA ma si diffonde in tutto il mondo. Questa crisi tiene insieme problematiche finanziarie, del
mercato delle materie prime, con i settori produttivi, ruolo delle aspettative della politica e della
politica economica e del commercio internazionale; questo aspetto ha reso con il tempo il
mestiere di fare politica economica estremamente più complesso.
Fondamentali della politica economica:
• scienza di tipo normativo una scienza sociale e non esatta che tenta di fissare delle
regole e dare delle soluzioni. È una disciplina attiva e non passiva.
• Usa dei modelli a scopi di analisi e simulazione
• Simulano le ricadute delle loro decisioni su ogni tipo di intervento sul mercato è un
modello che ha migliaia di opzioni che consentono di simulare i risultati di ogni tipo di
variazione. L’utilizzo dei modelli di simulazione è lo strumento più utile per la politica
economica. Dato che si parla di economia le conseguenze non si notano subito ma possono
verificarsi anche con molto ritardo, bisogna immaginare quale sia il timing della politica per
far evitare il verificarsi di casi già previsti
• L’endogeneità della politica Economica la politica economica è endogena, se qualcuno
muove la spesa pubblica o l’offerta di moneta NON è ESOGENA, è ENDOGENA!! Ciò cambia
completamente la concezione della politica economica, che è un’operazione tipicamente di
findturing che deve continuamente reagire alle condizioni del mercato.
• Obiettivi e strumenticome si risolve un problema di politica economica:
∗ ∗
1. individuazione degli obiettivi 1 2
(considerazioni economico-politiche)
e quantificali ovvero ad esempio voglio ridurre l’inflazione di 1 punto.
∗ . ∗
2. Definizione del valore ottimale degli obiettivi attraverso la
1 2
minimizzazione di una funzione di perdita sociale.
Meno preciso è il raggiungimento del mio obiettivo maggiori saranno le mie
perdite, non centrare un obiettivo vuol dire che non ho centrato l’obiettivo, devo
misurare la mia perdita perché devo rendere conto del mio operato. La perdita avrà
ripercussione su molte altre cose, non solo sull’inflazione.
1∗ 2∗
2 2 funzione
( ) ( )
= − + − di perdita sociale
1 2
L’obiettivo è quello di minimizzare la perdita, l’approssimazione è la soluzione
migliore, il fallimento è previsto sin dall’inizio. es: ridurre l’inflazione del 2% e
ridurre la disoccupazione del 5%. Dobbiamo decidere che strumenti utilizzare.
3. Per raggiungere tali obiettivi dobbiamo utilizzare la regola di Tinbergen ovvero la
regola fondamentale della politica economica.
O1=α1S1+ α2S2 O=obiettivi
O2= β1S1+ β2S2 S=strumenti 5
• Per risolvere il problema devi rispettare una regola fondamentale, il numero
di strumenti devono essere almeno pari al numero degli obiettivi.
• gli strumenti sono tra loro linearmente indipendenti.
̃
1
0 1 2 1
[ ] = [ ] [ ] O=AxS
2
1 2
2
Devo risolvere il modello in base a S1 e S2 l’incognita sono gli strumenti.
−1
=
Come si risolve questo sistema
• La matrice A si può invertire sempre? Bisogna capire se tale soluzione si può
ottenere, si ottiene solo se la matrice è invertibile ovvero se il suo
determinante è diverso da 0.
= 2 0
−
1 2 1
Questo problema consiste in individuare il valore ottimale di S1 e S2 in
modo da raggiungere gli obiettivi prefissati.
Beta e Alpha misura la forza degli strumenti e la sensibilità degli obiettivi agli
strumenti.
Se la regola di Tinberger non funziona?
1. Più strumenti che obiettivi(S>O) la regola è soddisfatta ho degli
strumenti in eccesso ma qualcuno non lo uso. Scelgo io quale eliminare.
2. Meno strumenti e più obiettivi(O>S) Regola di Tinberger non è
soddisfatta.
Abbiamo 2 opzioni:
a. Rinunciare ad un obiettivo (es: rinuncio all’inflazione) nessuno la
pratica.
b. Salvo il salvabile, non posso risolvere il mio problema tecnicamente,
non raggiungerò mai quello che volevo, non avrò mai l’ottimo degli
ottimi, non riesco a minimizzare la mia funzione di perdita però
posso accettare gli equilibri subottimali, risolvendo il problema in
modo diverso, sapendo che la mia perdita sarà più tosto grande
O1=a S1+ b S2
O2= c S1+ d S2
Se non posso usare uno strumento, si semplifica l’equazione
=
O1=axS1 è un vincolo.
2 1
O2= cxS1
Scelgo la soluzione che minimizza la mia funzione di perdita sotto al
vincolo. Dunque l’equilibrio che raggiungeremo sarà subottimale. 6
La BCE ha provato ad inventarsi degli strumenti nuovi perché si trovavano 10 anni fa sempre in
questa situazione, hanno ridotto la perdita ma comunque hanno delle soluzioni subottimali
B è il migliore dei mondi possibili (equilibrio ottimale) ma avendo perso uno strumento ho un
vincolo (retta A).
B non è compatibile con il vincolo dunque non posso raggiungerlo in nessun modo, devo
accontentarmi di un equilibrio di minore qualità che stia sulla retta ed è il punto A, mi è andata
meglio del previsto.
Mi è andata bene per la disoccupazione male per l’inflazione. L’equilibrio subottimale è A perché
man mano che i cerchi si allargano la perdita cresce, punto A perché si interseca con la curva di
interferenza più piccola.
3. Tot strumenti=tot obiettivi (O=S) (regola di Mundell) ma come li abbino?
quale strumento uso per l’obiettivo 1 e strumento 1, hai le tue
priorità vuoi muovere subito la disoccupazione e dopo l’inflazione?
Puoi farlo devi scegliere quale risolvere per primo.
Non ci interessa l’efficacia assoluta se prendo l’equazione O1 dove ho
alpha1 piccolo e alpha2 è più grande mi conviene usare alpha2 per il
primo strumento perché è più grande (in termini assoluti NON va bene)
perché se poi mi trovo a scegliere anche il beta2 la regola non vale
perché sceglierei un unico strumento.
Devo considerare l’efficacia relativa, devo capire qual è lo strumento
relativamente più efficacie in base ad un obiettivo, vanno rapportati i
parametri. Solo confrontandoli in questo modo posso prendere una
1 1
.
decisione e
2 2 7
Se confrontiamo con dei numeri, tra i due rapporti ci sarà
disuguaglianza, uno sarà superiore all’altro, ma anche se è superiore lo
strumento 1 devo usarlo lo stesso anche se è in svantaggio in entrambe
le equazioni, lo uso quando lo svantaggio è minore ovvero dove il suo
distacco dall’obiettivo è meno forte.
1 1
S1O1 >
S2O2 2 2
S2O1
2 1
<
S1O2
2 2
6/03/2017 IL CICLO ECONOMICO
Una delle concause della crisi è stato il ciclo economico positivo e prolungato nei decenni
precedenti.
Andamento del PIL ita e Svizzera dal 1991 al 2012.
Il PIL reale è depurato dall’effetto prezzo
c’è un trend crescente, non solo in questi 2 paesi ma a livello univ
-
Appunti competizione, mercati e politiche economiche secondo parziale
-
Appunti esame economia aziendale - seconda parte
-
Appunti esame zoologia - seconda parte
-
Appunti esame di Fotocatalisi - seconda lezione