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Appunti esame Antropologia culturale dei paesi arabi, prof. Persichetti

Appunti di antropologia culturale dei Paesi arabi basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Persichetti dell’università degli Studi Università per Stranieri di Siena - Unistrasi, facoltà di Lingua e cultura italiana. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Antropologia culturale dei Paesi arabi docente Prof. A. Persichetti

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orecchie degli arabi musulmani rappresenta la democrazia delle bombe buttate

dall'America sull'Iraq, dove era scritto "vi stiamo portando la democrazia"; quindi dicono

loro se la democrazia è questa, non la vogliamo, vogliamo la democrazia islamica e

diranno "è l'Islam la soluzione".

Questo è il grande cambiamento storico che si effettua negli anni '70 nei paesi arabo

musulmani, dove scambiano i soggetti della politica ed ne emergono di nuovi.

Nell'articolo di Zappa, un grandissimo islamista, abbiamo una ricognizione di tutti i

cambiamenti di significati che il temine jihad ha avuto nel corso della storia.

Il Corano viene rivelato progressivamente dall'arcangelo Gabriele al profeta Maometto e

i primi versetti sono quelli Meccani, che lui riceve quando è ancora a La Mecca; quando,

però, si troverà perseguitato dai meccani che non accolgono la sua predicazione,

scapperà con gli askab, cioè i compagni a Medina, una città che lo accoglierà, dove lui si

rafforzerà, predicherà e troverà altri compagni e con delle forze schiere tornerà a La

Mecca che riuscirà a conquistare entrando pacificamente in quella che è la sua città

natale e dove s trova la sua tribù che è quella dei Qurays, che riconosceranno il potere

che nel frattempo lui ha acquisito. Da qui nascerà quindi tutta la storia dell'Islam. I suoi

primi sostenitori, infatti, saranno proprio alcuni dei suoi parenti come la moglie o il cugino

ma altri parenti della stessa tribù lo consideravano un folle e lo ritenevano una vergogna

all'interno della propria tribù. Il Corano, quindi, avviene per rivelazione progressiva;

bisogna sottolineare però che tutti i profeti sono dei mistici ma non tutti i mistici sono

profeti e Maometto, in quanto profeta, è anche un mistico, cioè ha delle rivelazioni, ha un

particolare contatto con Dio, in cui sente delle voci.

Sappiamo nella storia, che i mistici erano personalità particolarmente sensibili, con una

struttura psicologica piuttosto complessa e alcuni erano anche epilettici (es. Cesare

Augusto, Napoleone Bonaparte e anche Maometto); Maometto quando aveva queste

visioni iniziava a tremare e si faceva avviluppare in un mantello, ma spesso le visioni le

aveva quando era in disparte, in una grotta.

Il Corano viene, quindi, steso in ordine cronologico:

·le prime sono le sure (capitolo) meccane (l'aeia è il versetto), in cui rispetto al jihad,

Maometto invita i propri fedeli alla sopportazione delle persecuzioni di cui sono

oggetto. Sarà solo in un secondo momento, quando si rafforzerà la sua Umma, che

verrano rivelati dei versetti che autorizzano la guerra contro i cristiani, gli ebrei, i

miscredenti, i pagani. Al tempo infatti erano presenti delle società che si basavano

sull'allevamento di greggi e sul commercio carovaniero e si trattava di gente pagana

che erano idolatri, cioè che adoravano sorgenti d'acqua, pietre e Dei legati alla natura.

·le secondo sono le sure medinesi

Come faranno, quindi, gli esegeti, cioè gli interpreti del Corano, quando si ritrovano una

sura meccana che spinge i fedeli alla sopportazione, alla pazienza, e delle sure

medinesi che spingono alla guerra, guerra di offesa per estendere i confini dello stato

islamico. La gran parte degli studioso tendono a ritenere il jihad offensivo non era voluto

tanto col fine di convertire (c'è anche un hadit che dice che non esiste conversione con

la spada, cioè non si possono convertir le person per forza ma vanno convinti i loro

cuori), quello che si voleva era piuttosto un'estensione dei confini stato islamico e poi,

all'interno di questi confini, chi non avesse creduto sarebbe stato inglobato attraverso lo

statuto dei vimmi, che erano erano gli altri monoteisti (ebrei e cristiani), che godevano di

uno statuto privilegiato rispetto ai pagani, agli zoastrali ecc..perché comunque

credevano in un Dio unico e per l'Islam è importantissima l'unicità di Dio; quindi i pagani

in questo senso erano considerati miscredenti e di un livello inferiore rispetto ai cristiani

e agli ebrei. In questo senso quindi i cristiani e gli ebrei godono di privilegi riconosciuti

che sono quelli di libertà, di autonomia, vengono inclusi nella Umma e avevano libertà di

culto, possono esercitare la loro giurisprudenza nell'ambito delle leggi dei codici di

famiglia e di diritto privato, ma devono pagare la Gisia, che è un tributo, come segno di

sottomissione all'autorità islamica. Quindi abbiamo l'inclusione del diverso, accettazione

della diversità ma in maniera subordinata.

Qui abbiamo la situazione inversa: per esempio in Francia, se non diventi francese non

ti accettano, abbiamo una cultura assimilazionistica, in cui se diventi francese e ti

assimili godi di tutti i diritti della cittadinanza, mentre se vuoi mantenere la tua diversità

non vieni accettato e diventi oggetto di attacchi razzisti o di leggi di stato che istituiscono

come reato il fatto che ti vesti secondo le tue tradizioni.

Morto Maometto, che è un uomo come gli altri e viene venerato in quanto profeta ma

non ha nulla di sacro non partecipa alla natura divina, e rivelato il Corano, chiudendo la

profezia, si parla infatti di sigillo della profezia, perché per l'Islam anche Adamo è un

profeta, Noè, Gesù sono profeti; l'islam, infatti, ingloba tutto ciò che lo precede, tutta la

realtà precedente.

Alla morte del profeta, quindi, rimane un testo, che è il centro della religione islamica;

non c'è infatti una figura da venerare al centro della religione islamica, esiste solo il

testo. Quindi se nelle sure meccane si dice porgi l'altra guancia, sopporta e perdona e in

quelle medinesi si dice imbraccia le armi ed espandi i confini della terra islamica, cos'è

che dobbiamo fare?

Nei primi tempi di conquista ed espansione, ovviamente ci si appoggia alle sure

medinesi attraverso il principio chiamato, che viene tradotto come "il principio

dell'abrogante e dell'abrogato", secondo cui nel Corano ci sono dei passi che sono

venuti dopo che chiariscono o abrogano i passi precedenti. Quindi nei primi tempi di

espansione dell'Islam si diceva che le sure meccane sono da abolire e che dobbiamo

appoggiarsi a quelle medinesi perché sono le ultime rivelazioni quelle a cui ci dobbiamo

attenere.

In un secondo tempo quando ormai lo stato islamico è sconfinato in tutto il bacino del

Mediterraneo e la gente vuole la pace, dove il popolo chiede la pace ai califfi, si

istituiscono delle tregue con i territori circostanti e si vuole consolidare i confini di questo

impero islamico, si utilizza un altro principio, cioè "le circostanze della rivelazione",

secondo cui in realtà il Corano va interpretato attraverso un principio storicizzante e

dobbiamo capire che Dio quando ha fatto scendere i versetti medinesi, quelli relativi alla

guerra, lo voleva fare perché in quel momento le circostante storiche volevano che

quella fosse la cosa migliore, ma, al giorno d'oggi, la situazione è cambiata e non

dobbiamo attenerci a quei versi ma ai primi. Questo ce la dice lunga sul fatto che c'è un

grande pragmatismo nell'Islam, ma a seconda delle epoche storiche ci sono degli

escamotage interpretativi e giuridici per fare valere il principio che è più convenente in

quel momento per i sovrani e per il popolo. Il testo viene interpretato a seconda della

convenienza storica del momento e questi sono modi per valere o l'uno o l'altro. Non c'è

quella rigidità di cui si dice ma c'è un forte pragmatismo e anche un'opportunismo sotto

certi punti di vista.

In effetti c'è un verbo in arabo che la dice lunga sul fatto che il fine di questo jihad non

era tanto quello di convertire con la spada, perché se l'Islam avesse voluto convertire

con la spada, questa religione non avrebbe avuto il successo che ha avuto

storicamente.

Il verbo àslama, infatti, significa sia convertirsi all'Islam sia sottomettersi all'autorità

politica islamica e sono due cose ben diverse perché tu puoi sottometterti ad un'autorità

politica mantenendo le tue tradizioni religiose e culturali di origine, o puoi sottometterti

convertendoti a quella religione; il termine è ambiguo e nella storia si sono verificate

entrambe le situazioni.

In generale si può dire che la dottrina classica del jihad si forma a posteriori, prima ci

sono gli eventi e poi a posteriori si forma una dottrina che legittima gli eventi già avventi.

La dottrina classica del jihad, che si forma due secoli dopo divide il mondo in

·Dar la terra, la dimora Dar al kuf, sarebbe la terra della miscredenza. Quindi da una

parte c'è la terra dell'Islam, la legge islamica, dove c'è la sciiaria e dall'altri ci sono tutti

gli stati dove vivono i miscredenti, dove non c'è la legge islamica; dar al kid viene fatta

equivalere alla sede della guerra. Questo è ciò che sostiene la dottrina classica, che

sarebbe la dottrina del medioevo islamico; in realtà fin da subito la teoria resta tale ma

in pratica non si fanno più guerre. Nell'islam c'è uno scarto notevole tra la teoria e la

prassi. Spesso la dottrina dice di fare una cosa ma in realtà se ne fa un'altra e ci sono

molti sotterfugi, molti escamotage per non applicare la dottrina così com'è stata

fondata in maniera rigida. La dottrina islamica, però, da certi punti di vista è molto

rigida come le pene kudud, che sono pene previste nel Corano per reati specifici:

·l'apostasia, quando dici che Dio non esiste, io non credo in Dio; quando ti professi

ateo

·blasfemia, quando ridicolizzi Dio e/o il suo profeta

·peccati di zinà, la fornicazione cioè avere rapporti sessuali illeciti, fuori dal

matrimonio e prevede pene corporali: in origine nel Corano era prevista la

fustigazione e poi queste pene vengono rese più rigide dal califfo Omar che istituirà la

lapidazione sia per gli uomini che per le donne. Generalmente quando si parla di

lapidazione si fa riferimento a quella femminile perché in luoghi dove non si fa uso di

contraccettivi, le donne rimangono in cinta lasciando ignoto il padre. Le norme sulla

lapidazione, però, sono molto esplicite e la dottrina è molto rigida, ma gli Ulema,

proprio perché era così rigida e anche disumana hanno trovato il modo di

ammorbidirla e di renderla quasi impraticabile: per accusare di zinà servono cinque

testimoni adulti, ragionevoli e degni di fede, maschi (perché la testimonianza di una

donna non vale quanto quella di uomo) che abbiamo colto in fragrante i due adulteri e

che abbaino visto la penetrazione del membro maschile all'interno di quello femminile.

Questa condizione, quindi, si verifica molto raramente e la pena islamica l'hanno

congeniata in una maniera tale che sono così rari gli eventi richiesti, le condizioni

richieste in questo caso che di fatto quasi mai accade che ci siano a meno che non si

sia la diffamazione o la congiura politica. Nella pratica le società tribali erano così

conservatrici e il valore della verginità femminile era così forte che quando una donna

rimane incinta ma non si sa chi l'ha messa incinta, il diritto tribale prevede che, visto

che l'onore della donna corrisponde anche all'onore di tutta la sua famiglia, la sua

colpa ricade su di tutti e dal giorno in cui si scopre che quella donna è rimasta incinta,

verrà chiamata adultera, verrà disprezzata, i suoi fratelli verranno chiamati cornuti e

tutta la famiglia perderà l'onore; i maschi della famiglia per pulire l'onore macchiato

uccideranno la sorella e nel caso del diritto d'onore sono previste delle attenuanti. Di

fatto fanno ciò che il diritto islamico non prevede: prima dl diritto islamico arrivano le

tradizioni locali che sono fortissime. Anche qui, però, dobbiamo sottolineare che la

situazione è molto variegata: non tutti i fratelli riescono a pensare di uccidere così la

sorella soprattutto perché, nella società islamica il rapporto tra fratello e sorella è molto

più forte e indissolubile di quello tra una donna e il marito, fratello e sorella sono una

coppia indissolubile tanto è vero che ci sono molti proverbi in cui si dice che le donne

preferiscono perdere il marito o il figlio piuttosto che il fratello perché il marito e il figlio

lo possono sempre rifare mentre il fratello no. Le tradizioni, quindi, variano però anche

da famiglia a famiglia: le famiglie che tengono più all'onore di sicuro procedono

secondo le tradizioni ma ci sono famiglie che trovano degli escamotage: costringono il

ragazzo a sposare la ragazza per esempio. La cosa importante, però, nella società

islamica è che il matrimonio deve essere consumato e si stende un velo all'esterno in

cui deve essere palese il segno dello sverginamento; se lo sposo esce dalla stanza

dicendo che la donna non è vergine succede un caos: in quel caso si casa il dottore

del paese, i fratelli sono già con il fucile in mano e il dottore sa che se lui dirà che la

donna non era vergine, i fratelli uccideranno la sorella e, quindi, per umanità o perché

è d'accordo con i fratelli che non desiderano uccidere la sorella, mente per salvare la

donna. Ci sono anche casi in cui viene ricucito l'imene, soprattutto in Marocco o donne

che hanno avuto rapporti sessuali e scelgono un uomo che sanno essere più aperto

degli altri o si mettono d'accordo dicendo che lei non è vergine e facendo pagare

all'uomo una dote più bassa. E' importante sottolineare anche che queste pratiche non

sono tipiche solo dei musulmani ma proprio di tutta l'area semitica: per esempio gli

Iasidi, che sono noti come adoratori del diavolo, sono una setta particolare e sono

fortemente endogani, cioè che si sposano tra loro e vietano il matrimonio con altri

gruppi. Se una ragazza si innamora si un uomo non della setta viene lapidata dalla

stessa famiglia. In Siria e in Giordania la pratica dell'uccisione d'onore è molto radicata

mentre il Marocco è più flessibile (anche se tutto dipende dalle zone).

· la calunnia o diffamazione per Zinà, cioè se inventi che quella persona ha fatto

zinà e poi scoprono che hai inventato questa cosa, vieni ucciso dallo Stato

· il furto, con il taglio della mano

·il brigantaggio

·il consumo di bevande alcoliche anche se nel Corano ci sono 3 passi contraddittori

perché in uno si dice che si può bere, uno che dice che non fa così bene bere e uno

che dice che non si può bere

L'islam medievale prevedeva che le putenda, cioè le parti che non devono essere viste

del corpo, devono essere coperte adeguatamente e un uomo doveva coprire le gambe

con i pantaloni e questo dimostra che anche gli uomini devono sottostare a determinate

condizioni così come le donne: un uomo infatti non può fumare davanti ai genitori perché

sarebbe mancanza di rispetto AL-BUKHARI

Al-Bukhari è considerato il secondo testo sacro dell'Islam dopo il Corano e consiste in

una raccolta di hadit. È chiamato anche sunna; sunna è una parola polisemica che

significa tradizione, costumi ed usi e costumi (nel senso in cui lo potremmo tradurre da

studiosi delle tradizioni popolari) ma è anche gli usi e costumi propri dei tempi del

profeta, che si praticavano a Medina.

Nella teologia e nella giurisprudenza islamica ci sono 3 fonti perché questa è una

religione del testo e ha il proprio centro nel Corano, la legge rivelata del Dio che non si

manifesta carnalmente come ha fatto Cristo ma ha mandato un testo che non è una

semplice tavola della legge (come quella di Mosè dove abbiamo dei comandamenti da

seguire) ma contiene anche principi morali ed etici oltre alle norme di legge. In arabo Al-

Kitab non significa solo libro ma per antonomasia è il Corano (Al – Qur’an significa

anche recitazione); è un libro che non è stato scritto per essere in letto in silenzio come i

libri della cristianità che i frati leggevano in silenzio nei monasteri, ma è un libro per

essere recitato e salmodiato; ci sono infatti varie regole e correnti di salmodia del

Corano; la scrittura araba prevede le consonanti e inizialmente viene usata quasi come

un supporto mnemonico a quella che è una memoria orale dei testi: la scrittura in un

primo tempo, proprio perché l'oralità ha così tanta importanza in questa cultura e allo

stesso modo conta la moralità della persona che racconta quella cosa, è uno scheletro

consonantico un pò come quella che era la nostra stenografia anni fa.

Fondamentalmente questa è una religione che prevede l'interpretazione del testo e tutto

il potere è concentrato nelle mani di chi interpreta quel testo in un modo o nell'altro e, a

seconda dell'interpretazione che verrà data a questo o a quel passo, avremo un esito

differente; infatti il Corano interpretato dall'ISIS non è quello interpretato da un'islamista

occidentale: lo stesso testo subirà interpretazioni diverse a seconda dell'epoca storica,

della corrente di pensiero, della scuola giuridica o teologica e del singolo autore. Tutto

circola intorno al testo e non c'è altro: Dio empiricamente non lo tocchiamo e di lui

abbiamo il testo. Oltre al testo, che è il Corano, il testo che riveste massima importanza

è Al-Bukhari, cioè la raccolta di hadit che sono i discorsi del profeta; in realtà, all'interno

di questo testo, abbiamo anche i fatti narrati del profeta e ciò che il profeta ha fatto e

anche cosa ha omesso di dire in alcune circostanze. Gli Hadit sono chiamati anche

sunna, con cui intendiamo non solo un uso ed un costume (per esempio la parola

circoncisione viene tradotta con la parola sunna, che è uno dei costumi per antonomasia

di quell'area) ma è anche la raccolta di hadit. Le fonte per l'elaborazione teologica e

giurisprudenziale sono 3:

·Corano

·Sunna, cioè le raccolte di Hadit

·Igmà, il consenso dei teologi e dei giuristi, cioè l'unanimità su una questione

·Keias, ragionamento analogico, che viene utilizzato nella giurisprudenza

Le raccolte di hadit sono varie (circa un centinaio) ma ve ne sono alcune ritenute più

autentiche di altre e sono le più autorevoli. Queste sono 6 e due tra le più importanti

sono:

·Al-Bukhari

·Muslim

La scienza per eccellenza della religione, la scienza della trasmissione die detti del

profeta e ci sono degli uomini pii, zelanti, credenti, praticanti chiamati trasmettitori e

viene studiata la vita di questi trasmettitori, per valutare quanto siano credibili perché

non tutti sono considerati attendibili: a seconda della loro integrità morale, della

rettitudine vengono considerati più o meno autorevoli e credibili. In questo caso Al-

Bukhari viene considerato il più attendibile di tutti tanto è vero che la sua raccolta di

Hadit viene chiamata "L'autentico, il vero", per dire che sugli hadit raccolti da Al-Bukhari

non abbiamo dubbi, siamo sicuri che li ha veramente detti il profeta.

Gli Hadit possono essere forti o deboli; quelli deboli vengono scartati o utilizzati con dei

margini di dubbio dai teologi. Questi raccoglitori di hadit erano persone che partivano

dalla loro città natale e percorrevano tutta la terra islamica e arrivano a Mecca o Medina,

che erano le terre abitate dal profeta un secolo prima, raccoglievano le testimonianze

dei seguaci del profeta, dei suoi stretti compagni della prima e della seconda

generazione e le imparavano a memoria; solo in un secondo tempo verranno messe per

iscritto perché all'inizio si temeva a trascrivere le parole del profeta per paura di

falsificarle; c'è infatti un hadit che dice che ci falsificherà le parole del profeta andrà dritto

all'inferno (stessa cosa per la messa per iscritto del Corano).

Al-Bukhari raccoglie 600 mila hadit e di questi ne seleziona alcuni (7400). Questo lo

portò a fare una peregrinazione per la terra islamica; gli uomini pii che furono i "sufi", gli

uomini dedicati ad una pratica religione zelante vengono venerati e sono abbastanza

nomadi, ricevendo ospitalità dalle persone che li accolgono. Al-Bukhari (chiamato così

perché originario di Bukhara, una città nell'attuale Uzbekistan) era noto per la sua

memoria eccezionale e incontrerà molte difficoltà nella vita perché un sultano lo prega di

venire ad insegnare alla sua reggia affinché gli trasmetta il suo sapere visto che anche

lui era un'appassionato di hadit. Lui non accetterà perché nell'islam il sapere non deve

essere elitario, deve essere democraticamente diffuso tra il popolo e gli questo creerà

delle problematiche. Gli hadit vengono considerati scienza e Al-Bukhari decide di non

occultare mai la scienza, secondo il detto del profeta che dice di non occultare la

scienza.

Fino ad oggi nei paesi arabi le scienze pure, che da noi sono considerate quelle più

scientifiche, oggettive, obiettive, come la medicina, la chimica, la fisica ecc.. nei paesi

islamici la scienza corrisponde alla scienza religiosa ed è scienza perché ha i suoi criteri

di verità, di oggettivazione che riposano in parte sul fatto che si considera la vita

dell'uomo e la moralità di quest'ultimo, il suo valore etico in quanto persona, ma si

sviluppa anche tutta una scienza per valutare quelli più autentici.

Gli Hadit sono formati da 2 parti:

·Al isnad precede il hadit ed è la catena di trasmettitori (es. narrò xxx, che gli disse yyy

che: e poi segue lo hadit); gli studiosi hanno calcolato che tanto più lunga è la catena

tanto è più falsificabile

·Al makik è il testo vero e proprio

Tutto ciò che è scritto nel Corano è incontrovertibile e nessuno dirà mai che quello che è

scritto nel Corano non è una verità, perché nel momento in cui un musulmano lo dice è

passibile di pena di morte e lo stesso vale per tutto ciò che è scritto in questo libro; solo

alcuni hanno iniziato a dire, solo perché lo dicevano alcune vecchie scuole che

rappresentavano comunque tendenze minoritarie, che a volte gli hadit possono

contraddire il Corano.

Sulla base degli hadit sono state elaborate norme di legge e la concezione teologica di

Dio.

INDICE DELL'OPERA DI AL-BUKHARI

Maometto si occupa di tutto il campo delle attività umane, di tutte le dimensioni e lo si

vede bene nei titoli dell'indice:

·Il principio della rivelazione, racconta come Maometto riceve la rivelazione

·La fede

·La scienza, che è al centro della religione islamica a differenza di quella cristiana

·La pluzione i rituali di purificazione previsti prima di entrare in Moschea

·La lavanda

·Il mestruo, cioè cosa deve fare la donna nel caso in cui abbia le mestruazioni, perfino

come lavare i vestiti sporchi durante quel periodo. L'islam regolamenta sia le cose

divine che le cose umane (es. quale mano devi dare per salutare una persona, come

ci si deve sedere a tavola ecc..)

·La lustrazione pulverale, come pulirsi quando si è nel deserto dalla polvere

·La preghiera

·L'orario della preghiera e i suoi meriti

·L'appello alla preghiera

·Il venerdì

·La preghiera della paura, dove abbiamo dei riferimenti a tutto il mondo preislamico e

pagano che viene inglobato dall'Islam (es. implorare la pioggia, sono usi preislamici

che sono stati inglobati dall'Islam)

·L'eclissi di Luna, perché l'Islam ha un calendario lunare e non solare/gregoriano

come l'occidente. Nel calendario islamico siamo nel 1438

·La preghiera durante la notte dopo che si è già dormito per qualche tempo

·Comportamenti o accidenti che non comportano riparazione

·La decima

·Il pellegrinaggio

·Colui che è impedito a compiere la preghiera

·La compravendita

·La vendita sull'anticipazione di prezzo

·Gli oggetti smarriti e le cose trovate

·Il pegno

·L'affrancamento, perché era una società basata sulla schiavitù

·La donazione

·Le testimonianze

·La transazione

·I testamenti

·La guerra santa

·Il principio della creazione

·I cibi

·Le cose fatte nella vita

·Il destino

·I giuramenti e i voti

·Sacrifici espiatori

·Il prezzo del sangue, che è quell'istituzione che c'era per placare la vendetta, per

mettergli fine

·La costrizione o violenza

·L'interpretazione dei sogni

·I malati

·La medicina

·La richiesta per l'autorizzazione ad entrare

·Ecc...

C'è un ordine che a noi sfugge, la struttura del testo riflette una logica di una raccolta

forse cronologica. Tutto è normato, perfino come lavarsi, cosa lavare prima, dopo e

come procedere prima della preghiera. Se il Corano è la prova diretta di Dio, i detti del

profeta rappresentano sempre la parola di Dio detta attraverso il profeta.

Dio, non solo è onnipotente, ma è anche onnisciente, oltre ad esser vita e volontà.

Abdalla è il padre di Maometto, la sua moglie è Amina e lo zio paterno è Abdess. E sarà

questa linea che poi diventerà centrale e darà vita alla dinastia degli abbasidi, che segue

quella dei Cumeyadi, e che sarà a Bagdad.

Secondo uno di questi hadit nella religione islamica abbiamo lo stato di natura, cioè si

ritiene che la natura originaria di un nuovo nato sia quella musulmana poi, se crescendo

il bambino viene educato al cristianesimo o giudaismo, abbiamo una mutilazione di

questo stato naturale. Nello stesso hadit viene anche chiesto dai primi teologi come ci si

debba comportare nel caso in cui il bambino muoia prima di aver praticato l'islam, e i

mutaziliti diranno in questo il bambino debba considerarsi islamico però ha un gradi di

merito inferiore a colui che ha praticato l'islam tutta la vita; occuperà quindi nella

gerarchia la scala più bassa. Alla fine di molti hadit viene sempre ripetuta la frase "Iddio

sa meglio di tutti che cosa avrebbero fatto", cioè fanno riferimento al fatto che Dio è

onnisciente e noi non sappiamo niente. Al Fetika è la prima sura del Corano che tutti

sanno a memoria. C'è anche un'estetica, una bellezza della religione nel momento in cui

ascoltiamo il Corano che viene salmodiato.

DISCRIMINITA' FEMMINILE

Nell'Islam non abbiamo la divisione di genere e, anzi, arrakeim, che avrebbe l'utero, viene dalla

stessa parola che poi definisce il Dio e c'i sono anche varie hadit che parlando dell'arrakeim, di

una donna che inginocchiata abbraccia le ginocchia di Allah e gli chiede di non essere staccata da

lui; arrakeim, infatti, è anche la parentela. Quindi, sebbene il sistema sia patrilineare, si dà anche

un'importanza al legame attraverso le donne, arrakeim sono i parenti uterini a cui sei collegato

attraverso le donne, che sono sostanzialmente tua madre, la sorella di tuo padre, tua sorella;

tutte le donne a cui sei legato e che devi curare perché Islam ha voluto compensare quello

sbilanciamento che il sistema aveva per i parenti agnatici dando più peso alle figure marginali

della parentela come anziani, genitori, le sorelle (perché le sorelle nel sistema islamico escono

dal tua tribù quando si sposano ed entrano a far parte del clan del marito): la figura del arrakeim,

della parentela, è associata anche ad una certa sacralità. In molti hanno accusato i sistemi

monoteistici dell'inferiorità della figura femminile nel bacino Mediterraneo, contando sia fattori

culturali che biologici; non in tutto il mondo è così. Ci sono società in cui la donna è più

valorizzata come quella degli Eschimesi Inuit dell'Artico dove è possibile scegliere il genere: al

momento delle nascita si ha la credenza che in loro si sia incarnato lo spirito di un avo e fino alla

pubertà il bambino viene trattato come un uomo o come una donna a seconda di una scelta che

viene fatta. Anche se una donna avrà figli manterrà però un nome da uomo e continuerà a fare

attività da uomo, quello che conta è come la persona si sente.

LA TEOLOGIA

Le principali correnti teologiche nella storia islamica nascono perché alla morte del profeta, che

aveva lasciato delle parole, il Corano come rivelazione e gli hadit come detti che erano stati uditi

dai suoi compagni, ma rimanevano tante domande senza risposta e tante questioni si ponevano

al nuovo impero non solo di gestione amministrativa politica dei nuovi territori ma anche

questioni teologiche. Cos'è la teologia? È il discorso su Dio e rivela quella che è la concezione che

la religione ha di Dio e ci si interroga sull'essenza di Dio, di quali siano i suoi attributi. Si pongono,

poi anche dei problemi: due delle dispute che ricordiamo e che sono più importanti sono:

· La disputa sulla fede e sulle opere, che non nasce perché c'erano dei musulmani che in

Moschea si pongono questa questione teorica (sono più importanti le opere o la fede per

definirsi credenti?), non è una questione teorica ma si pongo il problema perché storicamente

durante la battaglia tra Ali e Mu’aiwiya, Ali (cugino del profeta) ade nel tranello di Mu’aiwiya

(faceva parte dell'altro clan della stessa tribù di Quraysh); Ali, infatti, stava vincendo (visto che

entrambi desideravano avere il potere) e Mu’aiwiya chiede ad Ali di fare un arbitrato, in modo

così da non affidare le sorti della guerra alle armi ma ad un arbitro che avrebbe deciso chi di

loro avrebbe avuto la successione. Ali accetta e a questo punto molti dei suoi seguaci lo

abbandonano perché ritengono che lui abbia fatto un grande errore in quanto capo politico.

Questi che non accettano, quindi, escono dall'esercito e per questo verrano chiamati Arigiun

(kharigiti) e saranno ricordati come i terroristi della storia. Queste correnti teologiche

rimangono come modelli teologici di riferimento per gruppi anche attuali che si ispireranno a

loro; ai Kharigiti si ispira l'ISIS contemporaneo perché loro danno un'interpretazione della

shari’a molto intollerante, rigida e intransigente che esclude gli altri, non solo i miscredenti,

cioè appartenenti alle altre religioni, ma esclude i musulmani che fanno degli errori, in questo

senso Al-Kaida non era così estremo come l'ISIS attuale che si ispirano ai Kharigiti. La loro idea

teologica e politica è che Ali ha sbagliato quindi va punito con la morte, perché il peccatore,

cioè colui che si macchi di un peccato, si merita la punizione. Quindi chi non è Muslim è kefir e

il kefir va ucciso. Questa posizione era una posizione estrema, senza vie di mezzo e una

comunità non saprebbe sopravvissuta a questa rigidità perché per ogni peccato una persona

sarebbe stata uccisa. Secondo i Kharigiti le opere valevano quanto la fede per accedere alla

fede musulmana, le opere dovevano essere conseguenti e se un musulmano diceva di essere

credente ma poi in pratica commetteva degli errori andava punito dagli stessi uomini che

ritenevano di essere portatori dell'autentica versione dell'Islam. A contrapporsi a questa

corrente ci sanno i murgiiti che ritengono che per essere considerati muslim basti la fede, poi

le opere sarà Dio a giudicarle; lo stato islamico può intervenire per punire il musulmano che

commette un peccato solo se questo è commesso pubblicamente e sia di estrema gravità,

come l'apostasia. Le posizioni dei murgiiti sono più blande, meno intransigenti, più quetistiche

dal punto di vista politico, che porta i gruppi che non sono d'accordo con quello che fa il

governatore ad accettare anche un potere che non è completamente in linea con la shari’a. La

dottrina murgiita è più conveniente per il potere ommeyade perché nessuno contesterà che le

opere non siano in linea con la fede. Il primo dibattito è questo: i kharigiti verrano perseguitati

in tutte le contrade islamiche saranno considerati dei terroristi; si dece che erano così forti che

una volta colpiti dal giavellotto continuassero a combattere, fossero davvero temerari. I

murgiiti sono una base per il potere perché non sono considerati sovversivi o rivoluzionari.

L'ortodossia troverà una via di mezzo tra queste due posizioni: dirà che la fede è importante

ma non è che le opere non lo sono per niente, ma anzi anche le opere sono importanti per

essere considerati veri musulmani; si distinguerà tra peccati gravi e leggeri che è stata passata

attraverso il mutazilismo. Dio, nell'Islam, è onnipotente e onnisciente, il Dio islamico sa le cose

prima che accadano e tutto dipende da lui; l'ortodossia sunnita è la versione che nella storia si

è affermata che è quella asciarita. L'ascharismo è una via di mezzo tra hanbalismo e

mutazilismo. Nell'interpretazione dei testi abbiamo:

·L'asharismo che riprende tratti dello hanbalismo e del mutazilismo e sarà quello che viene

considerato l'ortodossia sunnita. Questa deriva da un pensatore chiamato Al-ashari.

·Hanbalismo riflette il pensiero di Ibn Hanbal, che era al tempo stesso un giurisperito e un

teologo. Prediligeva una lettura più letteralista dei testi sacri, cioè se si diceva che nel Corano

era assiso sul trono loro credevano letteralmente che Dio fosse seduto sul trono e via dicendo.

Da questo punto di vista erano non solo letteralisti ma anche antropomorfisti.

·Mutaziliti sono dei teologi e il loro maggiore rappresentante era Wasil Bin Ataia che era il

discepolo di Hasan al-basri, che proveniva da una città dell'Iraq. Verranno chiamati così

perché Hasan al-basri dirà di loro: "Atazau anna", cioè si sono staccati da noi, cioè hanno

preso un'altra via, un altro percorso di pensiero e ricerca. I mutaziliti introdurranno

l'argomentare della filosofia greca nella teologia islamica; daranno molto spazio al

ragionamento più delle altre correnti. Gli Ashariti quindi faranno una via di mezzo tra queste

due correnti.

·La disputa sul libero arbitrio e la predestinazione da una parte ci sono i Qadariti e da una

parte i Jabariti. LIBERTA' PREDESTINAZIONE

Qadariti - da potere Jabariti - da dovere

(Mutaziliti - uomo responsabile dei propri atti) Ashariti

Kisb, l'uomo crea la propria azione sia il bene che il male vengono da Dio

non riconoscono degli attributi a Dio Ommayadi

Il termine Jabariti deriva da dovere e qadariti da potere. I Jabariti credevano più nella

predestinazione mentre i Qadariti saranno quelli che poi verrano definiti Mutaziliti e tutto il loro

pensiero conferirà nella mutazila. I mutaziliti ritengono che l'uomo sia responsabile delle proprie

azioni, dei propri atti, invece secondo i Jabariti sia il bene che il male vengono da Dio e quindi

l'uomo non ha un grande posto, è quasi un automa che fa ciò che stato predestinato da Dio per

lui, non è padrone delle proprie azioni. Una teoria come quella della predestinazione faceva

molto comodo agli omeyyadi perché se tutto è scritto e deciso noi non dobbiamo fare molto per

cambiare le cose, manteneva, quindi, le masse calme. I Qadariti, invece, parlano del Kisb, cioè

l'uomo crea la propria azione, la possiede e non riconoscono gli attributi di Dio perché

riconoscerli significherebbe riconoscere il politeismo, cioè che esistono altri dei; loro saranno

perseguitati dagli omeyyadi. I dibattiti teologici infatti non erano delle domande che venivano

poste ma erano delle vere e proprie guerre che venivano fatte per le strade. Quando, però, il

pensiero dei Qadariti confluirà in quello dei Mutaziliti, cosa che avverrà in seguito, e il

mutazilismo diventerà una religione di stato perché un califfo la farà propria, i Mutaziliti si

vendicheranno e faranno fuori gli Hanbaliti, che saranno gli eredi dei Jabariti. Gli Ashariti saranno

molto più Jabariti e Hanbaliti perché se prendiamo la dottrina Asharita l'uomo non ha nessuno

spazio; secondo Bausani la realtà è fatta di atomi e tutto ciò che esiste nella realtà è dovuto al

fatto che Dio vuole che una cosa sia così in quel momento; tutto è rimandato a Dio e dire che c'è

una volontà dell'uomo significherebbe limitare l'onnipotenza di Dio, mentre l'asharismo è

incentrato sull'onnipotenza divina; quindi per salvare l'onnipotenza divina l'uomo deve essere

annullato.

Nell'apologo dei Mutaziliti essi cadranno in contraddizione perché non riusciranno a salvare

l'onnipotenza divina: alla fine gli Ashariti sono più logici dei Mutaziliti; noi in quanto occidentali

siamo attaccati all'idea di libertà e di diritti dell'uomo siamo più dalla parte dei Mutaziliti, ma se

entriamo in una prospettiva di fede quella più logica è quella degli Ashariti.

Noi, per esempio, pensiamo che l'acqua bolle a 100° perché c'è una legge che stabilisce che ogni

volta che mettiamo l'acqua sul fuoco, quando raggiunge i 100° bolle; per i teologi islamici invece

l'acqua bolle a quella temperatura perché Dio vuole così, e la legge è una spiegazione che ci

diamo noi uomini perché non riusciamo ad attingere alla verità divina e al sapere superiore che

Dio rappresenta; i miracoli, infatti, vengono spiegati nel fatto che Dio in quel momento fa

accadere qualcosa che non accade di solito; non esiste il rapporto di causa efficenza ma esiste

una causa sola che è Dio. Il Dio asharita può apparire ai nostri occhi come un Dio anche ingiusto

perché secondo l'asharismo Dio può punire il musulmano che si è comportato bene tutta la vita

così come può premiare un credente che abbia peccato tutta la vita; è volontà e arbitrio assoluti;

siamo noi che non ne capiamo le ragioni.

APOLOGO DEI MUTAZILITI

L'apologo narra di tre fratelli morti in tre diverse età: il primo da bambino, il secondo da ragazzo

e il terzo da adulto/anziano. Il primo è morto bambino e va in un grado di paradiso minore

rispetto al ragazzo è che è arrivato ad un età maggiore ed è stato un buon fedele; il terzo fratello

che ha peccato per gran parte della sua vita o non si è mai converto va all'inferno. Il bambino

quindi potrebbe chiedere a Dio perché non l'ha fatto diventare più grande per farlo andare ad un

grado superiore di paradiso come suo fratello maggiore e Dio potrebbe rispondere che se lui

fosse cresciuto sarebbe diventato un peccatore sarebbe finito all'inferno, al che il terzo fratello

potrebbe chiedere perché io sono cresciuto e sono finito all'inferno, potevi farmi morire da

piccolo e farmi andare in paradiso.

I mutaziliti credono che Dio sia giustizia

TRIPLICE VALENZA DELLE ISTITUTI CULTURALI

Si ha una triplice valenza di ciò che gli istituti culturali investono nel mondo arabo –

islamico, cioè le istituzioni pratiche: religiosa, politica, giuridica. La Zakat non è solo una

disposizione coranica ma è una legge di stato. La Zakat è religiosa perchè da l'idea della

solidarietà, infatti nella Umma si ha l'idea della redistribuzione della ricchezza che si

effettua sotto il controllo dello Stato, che ti preleva fiscalmente la Zakat cioè la “decima

legale” quindi una decima parte di quello che hai (esempio: se uno ha 12 agnelli lo Stato

ne preleva 1) e la legge è molto precisa nell'indicare quanto va prelevato e poi questa

parte viene redistribuita.

Questa istituzione ha anche una valenza economica, perchè di fatto è anche un istituto

che regola l'economia interna. In un libro ci si domanda se l'Islam è più portato al

socialismo (avendo dei valori come la Zakat che si basano sulla redistribuzione o valori

come l'uguaglianza di tutti davanti a Dio e la legge, valori come la giustizia sociale che

già è presente nella tribù e poi viene fatto proprio dall'Islam) o al capitalismo. Se

vediamo il sistema odierno, in teoria si possono trovare acenni di entrambe le tendenze

perchè l'islam non condanna la ricchezza. La Zakat è vista come purificazione dalla

ricchezza, quindi si ha un certo che di purificazione dai guadagni, soprattutto se questi

sono stati fatti in modo illecito. Molte volte accade che un immigrato che magari ha

lavorato in Europa in un ristorante dove servivano alcoolici e carna di maiale, al ritorno

deve fare il haj che è la purificazione di tutti i peccati che ha potuto compiere all'estero.

In generale si può dire che l'economia islamica ruota da sempre intorno al commercio

(anche Muhammad lo era). La ricchezza in sè non è un peccato come nel Cristianesimo

in cui si ha un elogio alla povertà, o almeno Cristo lo fa poi la Chiesa diventa uno Stato

ricchissimo, si ha pure la vendita delle indulgenze. Anche nell'Islam c'è questo elogio alla

povertà ma soprattutto nelle correnti sufi, ma in generale avere ricchezza non può

essere considerato un peccato. Si direbbe che l'islam è compatibile col capitalismo e lo si

è visto anche quando c'è stata la caduta delle Torri Gemelle in cui la pista che si è

seguita per capire chi fu l'attentatore era quella della famiglia dei Bin Laden e poi si è

scoperto che tutta la famiglia reale saudita aveva azioni in comune con Bush nelle borse

americane; inoltre i più grandi finanzieri al giorno d'oggi sono arabi.

Ha un aspetto politico perchè la Zakat distingue chi è musulmano da chi non lo è, quindi

caratterizza ancora di più la Umma. Con i soldi della Zakat lo Stato si prenderà cura dei

cittadini, è una tassa e fa prorpio parte del meccanismo fiscale dello Stato islamico.

La Zakat è una tassa “fard” cioè obblicatoria, mentre la Sadaqa è un'elemosina libera,

ma nei trattati di diritto si dice che è meglio farla con una persona musulmana che non

ed è meglio farla ad una persona vicina che a uno sconosciuto.

Altri esempi in cui vale questa triplice valenza:

La guerra santa, ugualmente, si fa nei confronti della religione ma è al tempo stesso la

valenza di uno stato, quindi è un qualcosa di politico. Quindi anche la jihad ha un valore

religioso ed etico – morale. Così come la preghiera sembrerebbe qualcosa di spirituale,

ma se analizziamo la pratica religiosa, ci accorgiamo che la preghiera è anche un

momento politico perchè spesso le prediche che fanno gli Immam il venerdì sono a

sfondo politico, sostanzialmente si parla di politica. Nei secoli prevale l'azione quietista,

secondo cui “è meglio 40 anni di anarchia che 1 giorno di tirannia”, però ci sono anche

tornanti della storia araba – musulmana in cui gli aulema chiamano al jihad contro il

tiranno ingiusto. Il momento della preghiera è un momento estremamente politico,

mentre i preti parlano di essere buono, della carità, del perdono (quindi principi etico –

morali), nelle moschee islamiche si parla direttamente di politica. Negli anni in cui gli

americani aveva un'influenza ancora più forte che oggi in Egitto, quando si dicevano le

prediche si lanciavano delle frecciate acute contro gli assegni che gli americani davano al

governo egiziano affinchè facessero parte dell'area anti israeliana. Oppure in Iran si

solleverà un movimento di massa guidato da Al – Khomeini contro la famiglia reale che

era filo - occidentale e filo – americana. Nello sciismo nella figura dell'Immam si fonda il

potere politico e religioso, perchè è colui che guida la comuunità e interpreta i testi

sacri, non c'è la divisione che c'è nel sunnismo, però anche nel sunnismo qualsiasi valore

è etico – religioso ma anche politico.

Ci sono varie parole che indicano questo campo:

Shari'a: letteralmente significa “via retta” cioè che conduce al Paradiso, coincide con la

volontà e la verità di Dio. Esiste da sempre, è la volontà di Dio ed è discesa con la

rivelazione del profeta. Sono i proncipi morali e religiosi dell'islam. Può coincidere con il

Corano e la Sunna (quindi i testi rivelati).

Fiqh: equivale alla nostra nozione di “diritto positivo”, cioè ciò che gli uomini hanno

elaborato sulla base della shari'a. Sono le leggi e i trattati giuridici elaborati sulla base

della sharia, quindi è la legge che si legge nei trattati giuridici ed è super regolamentato

nei minimi dettagli.

COME SI PROCEDE NELLA LEGIFERAZIONE GIURISPRUDENZIALE

Ci sono 4 fonti nel diritto islamico (in ordine di importanza):

Corano

1) Sunna -> insieme dei detti del profeta

2) 3)Ijma'a -> ci sono molte possibili definizioni di ijma'a, viene chiamata come il

meccanismo che permette la storicizzazione all'interno dell'islam perchè Corano

e Sunna sono cose scritte, mentre nell'ijma'a gli aulema stanno introducendo

delle novità, delle cose che loro pensano, quindi è un principio di innovazione

all'interno della giurisprudenza. Significa “consenso”. Mentre nel cristianesimo si

ha un consenso, cioè un sinodo in cui si decide in che cosa il credente deve

credere, qual è la liturgia da seguire, quali sono le canzoni, cosa si deve fare ecc

che viene scelto dal Papa con i suoi vescovi, nell'Islam non c'è tutto questo, ma

ogni Alim può dire la propria, ma ognuno di questi segue delle correnti, le 4

scuole principali (dette “madhab”) sono: anafita, malechita, shafiita, anbalita e

tutte queste seguono il pensiero del loro fondatore. Se una persona ha un

dubbio sulla religione e va da un Alim di turno questo gli darà una risposta

diversa dagli altri (sia che si trovano anche nello stesso paese o città). Queso

pluralismo giuridico da una parte è problematico, ma dall'altra parte c'è anche

un consenso, perchè sulle questioni essenziali sono tutti d'accordo. C'è un hadit

del Profeta che dice: “Non vi può essere errore o discordanza nella mia Umma.”

(quindi non può accadere che i giurispediti non siano d'accordo sulle questioni

essenziali) e in effetti non ci sarà mai un alem che dirà di abolire qualche

versetto coranico. Ci sono elementi essenziali nei confronti dei quali non si

possono prendere decisioni rivoluzionali. L'ijma'a riflette quel consenso di fondo

che c'è tra gli aulema nelle questioni essenziali. Oggi siamo sempre più

consapevoli delle differenze di ciò che viene detto tra una regione all'altra. Gli

Aulema sono più innovatori e vorrebbero innovare il diritto isalmico ma non lo

possono fare perchè le masse sono molto più conservatrici e tradizionaliste dei

loro rappresentanti religiosi.

4)Qiyas -> significa “procedimento analogico” che laddove manchino delle

norme descritte nei trattati giuridici più importanti delle 4 scuole bisogna trovare

delle soluzioni ai casi che via via si pongono (esempio: può un musulmano

andare sulla luna? Può un musulmano fare la fecondazione assistita? Può farsi

esplodere come kamikaze? Sono tutte questioni che non ci si poneva all'epoca

del profeta). Per cui si prendono casi analoghi e sulla base di quelli si emette una

sentenza.

Ig'tihad significa “sforzo interpretativo” ed è “ray” quando è più libero.

Usul Al – fiq = fonti del diritto (mentre Asal = origine)

Esempi su come funziona la giurisprudenza:

Domanda 1: posso bere il vino? Il mufti prima guarda il Corano, se qui c'è la risposta la

questione è finita lì (infatti nel Corano c'è scritto che “non si può bere il vino, perchè non

è lecito”).

Domanda 2: posso sposare una donna come prima moglie e sua zia come seconda

moglie? Il mufti prima guarda nel Corano e qui trova scritto ''non si può sposare una

donna e sua sorella'' allora si legge tutta la Sunna, nella quale c'è scritto ''non può

sposare due donne appartenenti alla stessa la famiglia della donna scelta''.

Domanda 3: una musulmana può sposare un cristiano? Nel Corano e nella Sunna non si

parla di matrimonio tra donna musulmana e uomo cristiano; se ne parla nei libri dei

compagni del profeta e lì si dice che “le musulmane non possono sposare i cristiani”,

questa è l'ijma'a, perchè dopo che uno dei 4 califfi ha deciso ciò, tutti gli altri sono stati

d'accordo con lui. C'è stata una ijma'a cioè consenso su una questione ed è stato così

per sempre. L'ijma'a degli aulema vale quanto un hadit (anche se è di importanza

minore; si trova al terzo gradino della scala gerarchica secondo l'importanza e questo

perchè l'ijma'a viene da un giudizio umano).

Domanda 4: posso insegnare a mio figlio a sparare con la pistola? Non c'è scritto ciò in

nessun libro, così il mufti deve esprimere un parere personale, quindi prende un hadit

del profeta che dice “è lecito insegnare ai figli a cavalcare, nuotare e tirare con l'arco”,

essendo il tiro con la pistola simile al tiro con l'arco il mufti dirà sì; per analogia il tiro con

la pistola è simile al tiro con l'arco e quindi il profeta avrebbe acconsentito.

Quando ci fu l'espandersi della Coca cola è stata espressa un'opinione diversa: in alcuni

paesi era lecito consumarla perchè non dava gli effetti dell'alcool e quindi dopo averla

bevuta si poteva andare in Moschea, in altri Paesi non si poteva bere perchè era una

bevanda che proviene dall'America, come in Siria che fino a 10 anni fa non era

commercializzata.

Ashab Al – Hadith (= possessore dei detti di Dio) diverso da Ashab Al – ray (=

possessore della ragione) FONDATORI DELLE SCUOLE

·Abu – Hanifa (699 – 767; scuola anafita) è il più liberale di tutti i giurispediti, fa

molto uso del suo parere personale ed è stato anche accusato di questo perchè

ha introdotto nella legge un elemento troppo umano. La sua scuola è diffusa in

Siria, Giordania e in tutti i territori dell'ex impero ottomano (come la Turchia).

C'è stata una disputa tra Ashab Al – Hadith (= possessore dei detti di Dio; erano i

muhaditun cioè i collezionisti di hadit) Ashab Al – ray (= possessore della ragione;

erano i giurispediti che facevano molto uso di “ray”). Abu Hanifa si pone più dalla

parte degli Ashab Al – hadith e si dice che la scienza del hadith ancora non era

consolidata, come lo sarà nell'800 (due secoli dopo l'avvento del profeta) e lui

aveva ancora il potere di esprimere il suo parere personale; e il suo modo di

procedere verrà chiamata “ithtizan” che significa “parere personale”. Quando gli

hadit si saranno consolidati come parola di Dio vera e propria sarà più difficile

dire “io la penso così” perchè significa mettersi contro la parola di Dio. Per Abu

Hanifa che fa vincere il ray (ragione, parere personale) ciò fu possibile perchè

venne prima di tutti gli altri e il diritto è all'inizio più liberale e successivamente

più conservatore.

·Malik (715 – 895; scuola malefita) vive a Medina ed è raccoglitore di hadit, dice

di seguire le consuetudini di Medina (città santa) perchè parlano dell'Islam ma si

può usare anche il ray ma solo nella misura in cui fa l'interesse della società,

quindi quando questo risponda alla “maslaha” = benessere pubblico. Medina è

una città santa accanto alla Mecca, perchè qui il profeta fonda il primo stato

islamico e stringe un patto con gli ebrei ed i cristiani.

·Shafi (767 – 820; scuola shafiita) fa una via di mezzo tra Abu Hanifa e Ibn

Hanbal quindi una via di mezzo tra Ashab Al – Hadith (= possessore dei detti di

Dio) Ashab Al – ray (= possessore della ragione), è il codificatore della

giurisprudenza islamica. Il ray è ammesso nei limiti del Quyas, cioè si deve

eslicitarsi attraverso un ragionamento per analogia.

·Ibn Hanbal (780 – 855; scuola anbalita) è sempre teologo e giurispedito ma è

un conservatore e dirà che non si deve andare contro a quanto scritto nel Corano

e negli hadit, in pratica fu l'opposto di Abu – Hanifa. La sua sarà la scuola seguita

dagli Wahabiti. “La-ijtihad fi moreannafh” = “non si deve far interpretazione del

testo”; quindi se c'è un testo bisogna attenersi a quello, non si può fare

interpretazione perchè se si fa interpretazione si mette il nostro elemento

umano in un qualcosa che è divino. I suoi seguaci riusciranno a fare a meno del

ray quindi riusciranno ad attenersi al testo. Fa opposizione contro il razionalismo

e questo tradotto dalla teologia alla giurisprudenza significa che lui ristringe al

massimo l'uso del quyas e l'ijma'a è ristretto ai compagni del profeta (quindi

coloro che possono dire qualcosa di nuovo rispetto a quanto scritto nel Corano e

nella Sunna sono i compagni del Profeta, chi è venuto dopo non ha voce in

capitolo).

Il Ray se lo traduciamo è la ragione, anzi il ruolo che la ragione ha nella fede.

Perchè Abu Hanifa è così più propenso al ray che al hadit?

Perchè in fondo questi hadit erano narrazioni raccolte da uomini (andavano per esempio

dal nipote del cugino del profeta e chiedevano “come mangiava un dattero il profeta?”

ecc) e le trascrivevano (anzi agli inizi erano orali). Abu Hanifa diceva che non credeva

molto agli hadit perchè molti di questi sono falsi, e diceva che era più parola di Dio la

sua che era uno studioso piuttosto che molti hadit non autentici, e quindi perchè devo

seguire un hadit che non è parola di dio? All'epoca erano molte le persone che

andavano a cercare gli hadit tra le persone, in realtà li inventavano e facevano ciò per

sopravvivere e così nascerà una scienza che distinguerà gli hadit autentici da quelli falsi.

Gli Abasidi che vanno al potere nel 747 vanno al potere grazie a dei muhaditun che

tireranno fuori degli hadit che dicevano che il profeta aveva detto che il potere doveva

andare ad Abbas fondatore della dinastia Abaside.

Questi fondatori daranno insegnamenti orali e sono i discepoli a mettere tutto per

iscritto poi nell'800 si avrà la chiusura dell'ig'tihad quindi è chiuso il tempo della

fondazione delle scuole quindi non si può aggiungere un quinto principio oltre a quei

quattro (Corano, Sunna, Ijma'a e Qiyas), non si può cambiare l'impianto metodologico

della giurisprudenza. Da un pò di tempo ad oggi si stanno riaprendo queste porte e sotto

sotto qualche innovazione è passata e molti giurispediti iniziano a fare quello che faceva

Abu Hanifa ma lo fanno con molte cautele.

Il had sono reati per chi infrange una legge di Dio, come: consumo di alcool,

diffamazione, blasfemia, furto. Nel Corano si parla di fustigazione per la lapidazione e

sarà Oman con un hadit che dirà che gli adulteri (sia per lui che lei) vanno lapidati.

Questo reato è più forte di un omicidio, cosa molto diversa rispetto all'occidente.

FONTI DEL DIRITTO: GLI HADIT

Buhari è la seconda fonte rispetto al Corano.

CAPITOLO: “I COMMERCI”

“Contratto di semina con i giudei” è il titolo del hadit (ogni hadit ha un titolo)

“Il figlio di Omar, sia soddisfatto il Dio di ambedue (=Omar il califfo e Muhammad il

profeta), riferì che l'inviato di Dio, Dio lo benedica e gli dia eterna salute (frase che si

ripete ogni volta che si dice qualcosa di Muhammad) ha dato Khaibar (= è una città) ai

giudei a queste condizioni: essi avrebbero lavorato, seminato il terreno e avrebbero

avuto la metà dei prodotti.”

Significa che questa rimane come legge, se un giorno un ebreo fosse andato a chiedere a

chi sarebbero spettati i raccolti della terra di Khaibar, questo hadit rimane come legge.

“Il merito di dare in usofrutto una bestia da latte”

“Abu – Koreira, sia soddisfatto il Dio di lui, riferì all'inviato di Dio, Dio lo benedica e

gli dia eterna salute, aveva detto quanto è bello dare in usofrutto una cammella da latte

con tanto latte da mungere e così una pecora con tanto latte anch'essa che si riempia al

mattino e alla sera una bella ciotola.”

Questo non è direttamente un fard, non è proprio una legge, è un mustaha cioè una

raccomandazione che il profeta fa.

“Abd - Allah, figlio di Omar, sia soddisfatto il Dio di ambedue, riferì che l'inviato di Dio

aveva detto vi sono 40 pratiche nuove, la più nobile delle quali è dare in usofrutto una

capra da latte. Chi fa una di queste cose nella speranza di essere ricompensato con salda

fede che la speranza sia mantenuta, sarà certo che Dio lo farà entrare nel giardino

supremo (= Paradiso).” 40 è un numero simbolico in area semitica.

“E disse Hassan andammo così ad elencare oltre all'usofrutto della capra da latte, la

restituzione del saluto, l'augurio a chi starnuta, l'eliminazione degli ostacoli sul cammino

... e di queste frasi così buone non riuscimmo a metterne insieme nemmeno 15.”

C'è un elenco di cose, come la restituzione del saluto che rientra nelle buone maniere

nella nostra civiltà, in quella islamica rientra nelle pratiche meritorie e rientra quindi nella

religione.

“Quando un uomo fa montare un altro sul suo cavallo” caso di donazione vitalizia e di

elemosina.

C'è uno che dona ad un altro il suo cavallo e significa che glielo ha donato per sempre.

Alcuni dicono che può ritornare su questa decisione e riprendersi il cavallo; il hadit dice:


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Corso di laurea: Corso di laurea in mediazione linguistica e culturale
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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher vale_13 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Antropologia culturale dei Paesi arabi e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università per Stranieri di Siena - Unistrasi o del prof Persichetti Alessandra.

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