INTRODUZIONE
L'elettronica è abbastanza giovane poichè si è sviluppata negli ultimi 100 anni.
Tutti i circuiti elettronici hanno degli elementi passivi che dipendono dalle dimensioni. Quindi sono ridotte di dimensioni ma non ho fatto argomenti di precauzioni.
Nessun circuito iniziale, poi labora dal ricercato fisico che ha giocato sulla base prima. In questo si arriva l'elettronica.
Il circuito base dell'elettronica analogica è l'amplificatore. Questi poiché i traduttori trasuondo meccanica fisica in tensioni e correnti molto bassi (mWatt e). Quindi è più facile lavorare con segnali più grandi.
Per attuazione l'amplificatore deve mantenere lo stesso contributo informativo (tensione) ovvero amplificatore di tensione, amplificazione di correnti e di potenza.
Studiamo un insieme di segnali in seconda temperatura e valore continuo per osservare qualsiasi variazione in modo continuo. Questo è un esempio di segnali da analoogico reale da stessi segnali per fare avere una rappresentazione digitale. Ogni piano in funzione ai segnali in determinati istanti.
Ho diretto ad asse dei punti discreti ma è la rappresentazione più rigido dei signalistali.
Un modo importante di rappresentare le funzioni dei segnali è quello di usare la trasformata di Fourier per segnali non periodici e la serie per segnali periodico.
Introduzione
L'elettronica è abbastanza giovane poiché si è sviluppata negli ultimi 100 anni.
Tuttí í circuiti ellettronici hanno degli elementi parassita che dipendono dalle dimensioni e quindi viene ridotto il dimensionamento e fatto un'operazione di progettazione.
Nella conclusione si troverà per ribadere il rincontro del circuito fisico che ci riguarda sulla base giovane. In questo si avuta l'elettronica.
Un esercito base dell'elettronica analogico è l'amplificazione. Questi piccoli traduttori trasformano energia fisica in tensioni e correnti molto bassi (millivolt). Quindi si può lavorare con segnali piu grandi. Per chiarirci l'amplificazione sta incrementando lo stesso contenuto informativo (segnali) ovvero amplificatore di tensione, amplificatori di correnti e di potenza.
Studiamo un po' i segnali in sequela temporizzativa o valori continui per assegnare qualsiasi valore in modo continuo. Questo è un esempio di sequela la analogico reale. Da atono sequla possiamo avere una rappresentazione digitale. Cioè, siamo interessati ai segnali in determinati istanti.
Ho disericamente l'asse dei tempi questo non è la rappresentazione piu gelida dei segnali reali.
Un modo importante di rappresentare la funzione dei segnali in quello di usare la trasformata di Fourier per segnali non periodici è la serie per segnali periodici.
Si passa dal dominio reale al dominio delle frequenze. L'espressione in serie di Fourier precide in segnale e lo rappresenta con una serie di sinusoidali. Un segnale periodico e tipicamente ha uno spettro discreto (un segnale continuo non viene rappresentato con la serie di Fourier ma attraverso la trasformata) e questo non si dà che funzioni nel dominio delle frequenze discrete che conti uno:
- Per quello che interessa a noi il mondo fisico è rappresentabile con il generatore di Thevenin e Norton e le resistenze che sono le resistenze di segnale;
- Se rappresenti lo stesso rete in equ Thevenin che Norton abbiamo che le resistenze equivalenti i dati dal rapporto tra la tensione a vuoto e le correnti di cortocircuito.
- Per elaborare un segnale di 1mV a devo scalare in ampiezza in modo da potere rigettare il rumore.
Un amplificatore generico è una rete a due porte dove tipicamente una porta di ingresso è una porta di uscita non influenzate a vicenda la massa per convenzione è un polo a potenziale nulla che ge da riferimento.
La relazione più semplice per un amplificatore è
vo(t) = A vi(t)
Si parla di amplificazione quando il modulo di A è maggiore di 1. Si parla di attenuazione quando:
0 < A < 1
È importante che l'amplificatore sia lineare. È importante che sia lineare perché altrimenti non si avrebbe una conservazione della quantità di informazione.
Un amplificatore lineare può essere rappresentato come una retta. La pendenza della retta è il coefficiente dell'amplificazione. Si definisce amplificazione di tensione:
A = Vo⁄Vi
Vi: il rapporto tra la tensione d'uscita e quella d'ingresso. Analogamente l'amplificazione può di corrente e di potenza.
A = Io⁄Ii, A = Vo⁄Wi
Tipicamente la potenza in uscita all'amplificatore è maggiore di quella all'ingresso.
Ma se in un amplificatore metto in 1mV e ne tiro fuori 10 mV, dove prendo gli al
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