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ORGANIZZAZIONE ECONOMICA E EFFICIENZA

LE ORGANIZZAZIONI ECONOMICHE

Le organizzazioni economiche sono entità artificiali all’interno delle quali le persone

interagiscono al fine di raggiungere obiettivi economici individuali e collettivi.

l’organizzazione di livello più elevato è naturalmente l’intero sistema economico, poiché è

frutto di una creazione umana e perché molti dei problemi fronteggiati dalle organizzazioni più

piccole esistono anche a livello dell’intero sistema.

Vista come una organizzazione l’economia può e deve essere valutata, relativamente alle sue

possibili strutturazioni alternative, sulla base della sua performance.

LE ORGANIZZAZIONI FORMALI

Si collocano ad un livello successivo e costituiscono l’oggetto principale della nostra analisi:

società di capitali, di persone, imprese individuali, sindacati, università….

esse hanno la peculiare caratteristica della titolarità giuridica, che le permette di stipulare

contratti o accordi spendendo il proprio nome.

Le organizzazioni e l’attività contrattuale. La capacità contrattuale sta alla base di uno

 dei principali approcci all’analisi economica delle org.

secondo tale approccio, un org. deve essere considerata come una rete di contratti, patti e

accordi fra gli individui membri della organizzazione stessa. Esso enfatizza la natura volontaria

della partecipazione ad un’organizzazione, nel senso che gli individui partecipano solo alle

organizzazioni che servono i loro interessi.

Inoltre l’approccio facilita l’utilizzazione di idee quali quella dei limiti di un’org e del fatto che le

diverse forme organizzative tendano a combinarsi tra loro.

mercati gerarchie

i e le sono in effetti sole due forme estreme di organizzazione

contrattuale, con la contrattazione volontaria a caratterizzare la prima e l’esistenza di precisi

vincoli di autorità la seconda.

La struttura delle organizzazioni. Definire un ‘org semplicemente in termini della sua

 abilità di contrattare come unità legale distinta risulta non sufficiente, in quanto la

completa descrizione della struttura organizzativa richiede molti altri elementi che

devono essere analizzati al fine di ottenere una struttura coerente e coordinata.

analizzeremo elementi come: la struttura delle risorse e dei flussi informativi, la distribuzione

di autorità, l’allocazione delle responsabilità, processi utilizzati, gli obiettivi le strategie e le

tattiche adottate ….

La discrezionalità e l’autonomia di un’organizzazione. Un modo utile di analizzare i limiti

 che definiscono una organizzazione è farlo in termini di della unità più piccola che risulti

funzionalmente autonoma, cioè libera da interventi esterni nei suoi affari e nelle sue

decisioni per quali gode di ampia discrezionalità.

all’interno di una impresa i titolari del potere decisionale hanno collettivamente il potere

legale di ordinare che le attività siano svolte come essi ritengono adeguato e di chiedere che le

loro delibere siano eseguite.

(le autorità governative e di vigilanza possono intervenire solamente in casi particolari)

IL LIVELLO DELL’ANALISI: TRANSAZIONI E INDIVIDUI

L’unità di analisi fondamentale per la teoria dell’organizzazione economica è la transazione,

cioè il trasferimento di beni o servizi da un individuo ad un altro. Il modo con cui una

transazione è organizzata dipende da certe caratteristiche: se è frequente e con analoghe

modalità allora si sviluppano nel tempo routine per svolgerla efficaciamente.

i partecipanti ad una transazione sono poi individui, perciò i lori interessi e il loro

comportamento sono di fondamentale importanza per comprendere le organizzazioni. Sono gli

individui che gestiscono le organizzazioni, giudicano la loro performance, e la modificano o

abbandonano se questa risulta inadeguata.

L’EFFICIENZA

l’obiettivo di qualsiasi organizzazione economica, compreso anche l’intero sistema, è di

soddisfare i desideri e le necessità degli individui la loro performance va valutata rispetto a

questo obiettivo. in primis

ai nostri fini assumeremo che le persone siano interessate all’ottenimento di merci

e servizi economici per cui il sistema economico andrà valutato rispetto ala soddisfacimento

dei bisogni economici della popolazione.

Questo approccio richiede che gli individui abbaino delle chiare preferenze: assumeremo che

le persone abbiano delle misure del loro benessere (funzione di utilità) e che esse

considerino una situazione migliore rispetto un’altra se e solo se ad essa corrisponde un’utilità

superiore.

l’obiettivo economico è la massimizzazione dell’utilità e le decisioni sono prese sulla base

delle informazioni disponibili. trade-off:

Infine il problema della scarsità, implica che si debbano considerare dei accrescere

l’utilità di una persona può infatti significare doverne assegnare una minore ad un’altra.

IL CONCETTO DI EFFICIENZA

Per opzione efficiente intendiamo la scelta per la quale non siano disponibile alternative

universalmente preferite in termini degli obiettivi e delle preferenze degli individui coinvolti.

Più precisamente, se gli individui sono potenzialmente indifferenti tra alcune delle opzioni

disponibili, allora una scelta è efficiente se non esiste una, alternativa, tale che ogni persona

nel gruppo rilevante la considera almeno indifferente a quella iniziale, ed almeno una persona

la preferisca strettamente.

bisogna notare che l’efficienza e l’inefficienza di una scelta sono sempre definiti

relativamente a uno specifico insieme di individui, i cui interessi sono presi in considerazione, e

ad un precisato insieme di opzioni disponibili. Per cui risulta possibile che una particolare scelta

sia efficiente rispetto agli interessi di uno specifico gruppo di individui, ma che non lo sia più se

venisse considerato un gruppo più ampio.

LE ALLOCAZIONI EFFICIENTI DELLE RISORSE

l’efficienza può essere definita e applicata a molti livelli. La nostra prima applicazione è al fine

di comparare allocazioni delle risorse tra loro alternative. Due concetti.

Pareto dominanza:

1. un’allocazione A è inefficiente se esiste un’altra allocazione B che

ognuno degli interessati apprezza almeno nella stessa misura di A, e che un individuo la

preferisce strettamente. (l’allocazione A è pareto dominata dalla B)

Pareto efficienza:

2. se non esiste alcuna allocazione che sia unanimemente preferita ad

A, allora A è un’allocazione efficiente.

un’allocazione delle risorse risulta, dunque, efficiente se non esistono possibili allocazioni

alternative che possano rendere migliore la posizione di alcuni senza peggiorare quella di

qualcun altro.

l’efficienza come criterio di valutazione della performance è debole perché:

 1. Dato un insieme di risorse corrispondono molte allocazioni efficienti: perciò il requisito

dell’efficienza non è sufficiente a isolare un’unica scelta.

2. Assegnare ad un individuo, egoista e insaziabile, tutti i benefici dell’attività economica

realizzerebbe un’allocazione efficiente. Infatti qualsiasi altra riallocazione

danneggerebbe tale individuo.

la realizzazione dell’efficienza è molto difficile nella realtà, e dove essa venisse identificata

sarebbe anche necessario garantire che gli individui coinvolti facessero la loro parte per la sua

realizzazione.

L’EFFICIENZA DELLE ORGANIZZAZIONI

Per definirla assumiamo che, oggetto fondamentale dell’interesse degli individui siano gli esiti

a cui danno luogo le attività delle organizzazioni, e che queste ultime vadano giudicate sulla

base di tali risultati.

consideriamo due contratti, processi decisionali o organizzazioni, X e Y, i quali potrebbero

essere utilizzati ina una varietà di circostanze. Supponiamo che in ciascuna circostanza, Y dia

sempre luogo a degli esiti che siano almeno altrettanto buoni di quelli prodotti da X, e che

talvolta Y produca risultati che almeno un individuo considera migliori: in tal caso X è

inefficiente poiché Y ha delle prestazioni migliori.

un simile confronto risultato per risultato è molto restrittivo poiché è facile passare il test

costituito dalla non esistenza di un’alternativa migliore. vi potrebbero essere molte

organizzazioni efficienti.

L’EFFICIENZA COME PRINCIPIO POSITIVO

Per ora abbiamo enfatizzato l’efficienza come concetto normativo, cioè come un criterio in base

al quale giudicare le decisioni di gruppo.

se le presone ricercano l’efficienza nelle loro attività e nelle modalità con le quali gestiscono

 concetto positivo

i loro affari, allora l’efficienza può divenire un .

Gli accordi di tipo efficiente sono molto meno vulnerabili, poiché qualunque proposta di

cambiamento trova sempre almeno un oppositore; per questo le strutture inefficienti vengono

soppiantate mentre quello efficienti permangono.

Il principio di efficienza: se gli individui sono capaci di contrattare tra di loro

 efficacemente, e possono realizzare con certezza le loro decisioni, allora gli esiti

dell’attività economica tenderanno ad essere efficienti (almeno per le parti che

partecipano alla contrattazione).

sulla base di questo principio cercheremo di spiegare le strutture esistenti come scelte

efficienti, e interpreteremo i cambiamenti di tali strutture come reazioni, che aumentano

l’efficienza, a mutamenti intervenuti nell’ambiente.

utilizzando l’efficienza come un concetto positivo a scopi di predizione, è importante essere

precisi circa l’insieme di individui considerati nella determinazione della struttura economica in

esame.

IL RUOLO DELLA COORDINAZIONE E DELL’INCENTIVAZIONE

Un’osservazione fondamentale sul mondo dell’economia è quella che le persone possono

produrre di più se essi cooperassero, specializzandosi nella loro attività e poi commerciando fra

di loro per ottenere le merci ed i servizi che desiderano.

sia l’esistenza di organizzazioni formali, sia gli specifici aspetti delle loro strutture, dei loro

piani riflettono il tentativo di raggiungere l’efficienza nella coordinazione e nella

motivazione.

LA SPECIALIZZAZIONE

Adam Smith illustra vividamente i benefici della cooperazione e della specializzazione, e la

corrispondente necessità di coordinazione. (fabbrica di spilli)

le varie attività necessarie per la fabbricazione degli spilli possono essere svolte da persone

differenti specializzate in una singola fase dell’intera attività.

Il punto cruciale è che tale specializzazione richiede coordinamento, al fine di ottenere un

volume di produzione maggiore: una singola persona che produce spilli da sola effettua

qualcosa di utile, ma il tempo e gli sforzi degli specialisti vanno sprecati se, i produttori negli

stadi precedenti non hanno prodotto il semilavorato nelle quantità e nei tempi adeguati da

ciò deriva la necessità di coordinare le varie attività al fine di raggiungere l’efficienza.

il principio di specializzazione e coordinamento si applica sia alle economie piccole e

semplici, sia a quelle grandi e complesse.

IL BISOGNO DI INFORMAZIONI

Un problema chiave per il raggiungimento della coordinazione e dell’adattamento è costituito

dal fatto che le informazioni, necessarie per determinare il miglior uso delle risorse a

disposizione, non sono accessibili gratuitamente per tutti.

al contrario le informazioni sono localizzate e disperse nell’intero sistema economico, perciò

nessuno possiede la conoscenza necessaria; due soluzioni sono allora possibili:

1. Le informazioni disperse vengono trasmesse ad un elaboratore centrale con il

compito di risolvere il problema dell’allocazione delle risorse

2. Si deve realizzare un sistema più decentralizzato che richieda una minor

trasmissione delle informazioni e lasci alcune computazioni e decisione

necessarie a coloro che hanno le informazioni rilevanti.

I METODI ORGANIZZATIVI PER RAGGIUNGERE LA COORDINAZIONE

Le diverse strutture organizzative ottengono il coordinamento in modi differenti, con risultati

che differiscono tra loro.

nella fabbrica di spilli i managers erano specializzati nell’attività di coordinamento.

Assumevano i lavoratori e gli assegnava ai differenti compiti, decideva i livelli di impiego,

rilevava le loro performance e le condizioni esterne e aggiustava di conseguenza i piani di

produzione (coordinamento centralizzato)

un’altra soluzione sarebbe potuta essere una cooperativa di produttori di spilli, dove i

lavoratori avrebbero deciso insieme i livelli di attività e la definizione ed assegnazione dei

compiti, e dove essi avrebbero condiviso i costi e i ricavi ottenuti (coordinamento

decentralizzato). prezzi di

imprese moderne i prodotti vengono venduti da una divisione all’altra usando i

Nelle

trasferimento, ed i direttori di divisione sono giudicati sulla base della profittabilità individuale

della propria divisione: questo sistema l’organizzazione interna di un’impresa imita il

funzionamento di un mercato coordinato tramite i prezzi.

il coordinamento attraverso un sistema di mercati e di prezzi

Un uso pervasivo del mercato rappresenta una delle soluzioni possibili al problema di

coordinamento dell’attività economica. In questo caso estremo, tutte le transazioni potrebbero

avvenire sulla base di relazioni tra individui separati, e non vi servirebbero né imprese né altre

organizzazioni oltre al mercato stesso.

all’estremo opposto, il sistema dei prezzi potrebbe venire completamente eliminato e

sostituito con un regime di pianificazione centrale esplicita, nel quale tutte le decisioni

sono prese all’interno di una stessa organizzazione.

in un sistema economico reale assomiglia a questi due casi estremi, ma di fatto il sistema

dei mercati e dei prezzi si dimostra spesso un meccanismo notevolmente efficace per

raggiungere la coordinazione.

Gli incentivi di mercato

Il punto di forza dei mercati non risiede solamente nella sua capacità di fornire le informazioni

necessarie alla determinazione di un’efficiente allocazione delle risorse, ma bisogna

considerare il fatto che i comportamenti individuali, basati sull’interesse personale, vengono

indirizzati verso gli obiettivi desiderati.

gli individui sono lasciati autonomamente a perseguire i propri obiettivi come meglio

li aggrada.

(i lavoratori massimizzano il loro benessere, i produttori il loro profitto privato, i proprietari la

propria ricchezza)

alla base di ciò è postulata la concorrenza perfetta nel senso che le imprese abbiano un

potere di mercato ridotto e che i beni rilevanti siano solamente quelli scambiati nei mercati. Gli

incentivi offerti dal mercato, tuttavia, non sempre riescono a garantire così bene la

realizzazione degli obiettivi sociali.

L’ANALISI DEI COSTI DI TRANSAZIONI

Parte dal presupposto che se i mercati funzionassero perfettamente non esisterebbero strutture

organizzative gerarchiche e centralizzate.

Ronald Coase sottolinea come ci sono dei costi nell’effettuazione delle transazioni, e questi

costi di transazione differiscono in relazione alla natura della transazione stessa e al modo nella

quale essa è organizzata.

in generale le imprese esistono poiché risulta più efficiente organizzare le transazioni in

modo pianificato e gerarchico rispetto ad avere una libera contrattazione per ogni transazione.

economizzazione)

(ricerca di

LA TIPOLOGIA DEI COSTI DI TRANSAZIONE

Le forme organizzative rappresentano soluzioni alternative al problema di coordinamento e

della incentivazione del mercato; problema che genera costi di transazione diversi nei differenti

contesti.

1. Costi di coordinamento: in un sistema di mercato, i costi di transazione associati ai

problemi di coordinamento sorgono dalla necessità di determinare i prezzi e gli altri

dettagli delle transazioni, e di rendere note ai potenziali compratori e venditori la loro

esistenza e localizzazione, mettendoli in contatto al fine di favorire lo scambio.

Come esempio di questi costi si pensi al problema di scambiare titoli finanziari, che seppur

commerciati in mercati molto efficienti assorbono ingenti risorse.

Dal lato della domanda, tali costi includono anche il tempo speso nella ricerca dei fornitori e dei

prezzi migliori.

i costi di coordinamento nel caso di organizzazioni gerarchiche sono principalmente

connessi:

alla trasmissione alla direzione delle informazioni, inizialmente disperse

 nell’organizzazione

all’utilizzo delle informazioni per la determinazione di un piano efficiente da realizzare

tali costi vanno letti in ottica di tempo e della possibilità della trasmissione di informazioni

erronee

2. Costi di incentivazione: i quali sono principalmente di due tipi:

alle asimmetrie informative

costi associati cioè situazioni dove una delle due parti di

 una contrattazione non possiedono tutte le informazioni rilevanti per la transazione.

enforcement

Costi di dati dalla imperfetta capacità di tener fede agli impegni assunti.

 L’impossibilità delle parti di vincolarsi a tener fede alle minacce o alle promesse che

ex ante, ex post,

esse, desiderano formulare ma alle quali potrebbero preferir

rinunciare.

LE DIMENSIONI DELLE TRANSAZIONI

La varietà dei modi di organizzare le transazioni che si riscontra nel mondo reale

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/08 Economia e gestione delle imprese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher 18luca di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia per il management e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università internazionale degli studi sociali Guido Carli - (LUISS) di Roma o del prof Pasquali Corrado.
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