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Le esternalità sono infatti beni, o mali, che gli individui vorrebbero vendere, o acquistare,

poichè influenzano l'utilità. Tuttavia tali effetti non vengono scambiati sui mercati concorrenziali

e di conseguenza ad essi non è associato un prezzo. Per questo diciamo che il mercato fallisce

nel guidarne l’allocazione.

Tipologie di mercato così estese, in cui tali beni/mali possono essere scambiati non esistono, →

quindi il Teorema fondamentale non può valere perché è violata l'hp: “qualsiasi bene che

riveste un interesse dei consumatori può essere scambiato”.

L'assenza di mercati può condurre al fallimento dell’allocazione efficiente, ed è proprio questo

tipo di fallimento che spinge gli individui a cercare modi alternativi per soddisfare i propri

bisogni economici.

5) Ricerca, incontro e problemi di coordinamento

→ Il modello neoclassico assume che ognuno conosca i prezzi e sappia dove acquistare/vendere

i singoli beni, ma nella realtà gli acquirenti o i venditori potenziali potrebbero non avere tale

completezza di informazioni.

Per acquisirle si deve intraprendere un processo di ricerca (i consumatori cercheranno i prezzi

più convenienti, le imprese i potenziali dipendenti, i lavoratori un impiego) piuttosto costoso,

per cui gli individui non persisteranno nella ricerca delle condizioni migliori.

E’ chiaro che il postulato del modello secondo cui gli individui o le imprese siano in grado di

acquistare e vendere la quantità desiderata ai prezzi correnti sul mercato, risulta poco

realistico, per esempio: se le imprese si aspettassero una domanda bassa, non assumerebbero

per produrre beni che potrebbero rimanere invenduti, → vi saranno meno posti di lavoro, → i

lavoratori ridurranno il consumo → la domanda sarà bassa.

La conseguenza è un risultato in pieno contrasto con le conclusioni del modello neoclassico: ci

saranno livelli di attività economica coerenti con le ipotesi, altri con occupazioni ed output

inefficienti poichè troppo bassi.

→ In una simile situazione è possibile che nessuna impresa abbia incentivo a cambiare i prezzi

e i salari pagati, anche se le vendite sono scarse e vi è disoccupazione, rendendo quindi

inefficace il meccanismo “neoclassico” che dovrebbe risolvere questi problemi.

→ In presenza di esternalità, disoccupazione o altri fallimenti di mercato, sia privati sia governi

possono accordarsi per non utilizzare il sistema dei prezzi quando non sono soddisfatti dei

risultati consentiti dalle normali transazioni di mercato.

IL RUOLO DEI PREZZI NELLE ORGANIZZAZIONI

Nonostante le organizzazioni possano essere viste come una risposta al sistema di prezzi,

molte si servono ampiamente di un sistema di prezzi per facilitare il coordinamento e fornire

incentivi.

In particolare sistemi di direzione e controllo di molte imprese multidivisionali fanno un uso

capillare dei prezzi; hanno cercato di decentralizzare il processo decisionale, delegando la

responsabilità di decisioni ai livelli in cui si rende disponibile la maggior parte delle informazioni

e in cui hanno luogo le attività interessate.

Tale decentralizzazione rende necessario sia creare incentivi sia assicurare che i piani di

investimento siano coerenti e fra loro compatibili.

→ I dirigenti hanno riscontrato che molte delle virtù del sistema dei prezzi, nel coordinare

fornire incentivi, valgano anche all'interno delle organizzazioni proprio come nel mercato,

quindi hanno parzialmente ricreato una struttura di mercato utilizzando metodi di controllo

finanziario e di verifica dei risultati, introducendo un sistema di prezzi di trasferimento per le

transazioni tra le varie divisioni dell'organizzazione.

-Le prime imprese moderne furono organizzate in forma funzionale, ma nel tempo si rivelò poco

adatta a coordinare l'attività delle grandi imprese multiprodotto; → si diffusero le organizzazioni

a forma multidivisionale (divisioni istituite in base a molteplici criteri e scopi).

I risultati conseguiti dalle varie divisioni e le prestazioni dei manager sono sempre valutati in

termini finanziari, vengono misurati i costi, ricavi, profitti e risultati degli investimenti di

ciascuna divisione.

Di solito in un'organizzazione i prodotti / servizi di una divisione vengono spesso forniti da

un'altra divisione, e per tali beni viene espresso un prezzo che ha un'importanza cruciale per

l’impresa e per i manager di divisione.

L'importanza sta nel fatto che i prezzi delle transazioni potrebbero essere la sola determinante

rilevante della valutazione finanziaria dei risultati; poiché se i manager di divisione possono

decidere in modo autonomo la quantità da vendere / acquistare, e scegliere se effettuare

transazioni interne o contrattare con agenti esterni, i profitti della società dipenderanno in

modo cruciale dai prezzi di trasferimento,

Se determinati in modo errato possono portare una divisione a cedere / acquistare quantità

diverse da quelle che consentirebbero la massimizzazione dei profitti, influenzando

negativamente la redditività globale, o indirizzando erroneamente le scelte dell’impresa.

-C'è un solo caso in cui è piuttosto facile determinare prezzi di trasferimento corretto: quando

l’impresa opera in un mercato perfettamente concorrenziale, per cui se si serve del mercato

invece dell'organizzazione interna, non sostiene costi e non riceve benefici di alcun genere.

In tal caso se il prezzo di mercato viene utilizzato anche come prezzo di trasferimento,

garantisce che le decisioni delle divisioni portino alla massimizzazione del profitto globale, e

fintanto che le quantità scambiate massimizzano i profitti, tale profitto globale non cambia se

l’impresa scambia i beni all’esterno o all’interno.

Nella realtà è raro operare in un mercato con tali caratteristiche; potrebbe esistere un mercato

in cui si scambia un bene simile e ciò può aiutare a fissare i prezzi di trasferimento; ma più

spesso per stabilire i prezzi di trasferimento l'impresa dovrà basarsi su stime dei costi, basate

sull' andamento dell'attività di gestione.

→ Dimostriamo che quando esiste un mercato perfettamente concorrenziale, l’impresa

p

massimizza i profitti totali fissando un prezzo di trasferimento pari a . 2 Modalità:

1) Analisi grafica:

P P P possibili livelli di prezzo di mercato

1 2 3

Curva positiva: curva costi marginali (funzione di offerta div venditrice)

Curva negativa: curva di domanda divisione acquirente

Supponiamo che il prezzo esterno sia P e il prezzo interno sia P

 1 3

Il profitto totale sarà l’area fra le curve di D e OFF: ADE

Ma se la divisione venditrice producesse X e l’acquirente domandasse Y

1 1

Ci sarebbe un eccesso di domanda Y -X , tale che:

1 1

Profitti prima divisione ABP ; Profitti seconda divisione CEP

1 1

Il profitto totale risulterebbe aumentato di un’area pari a BCD.

Allo stesso modo se il prezzo di mkt fosse P e Offerta X ecceda la Domanda Y , la vendita sul

2 2 2

mercato dell’eccesso di offerta al prezzo P porterebbe all’incremento dei profitti globali pari a

2

DFG, rispetto al caso in cui le transazione avvengano solo all’interno dell’impresa ad un prezzo

P .

3

2) Approccio formale

La stessa logica per cui abbiamo concluso che i prezzi guidano le risorse verso un’allocazione

efficiente nei mercati, possiamo utilizzarla per analizzare le imprese, considerando divisioni o

manager come consumatori.

2 beni: 3 consumatori

- bene scambiato nell’impresa -divisione venditrice (S) e divisione

acquirente (B)

- denaro (prezzo = 1 per def.) - gruppo di consumatori presenti sul

mercato (M) 

Ys quantità venduta da S , Xs corrispettivo ricevuto Utilità di S: V (Y ) + X

 s b b

Il primo addendo è positivo ed è il profitto netto della divisione prima dell’acquisto

Invece X è negativo poiché è l’ammontare pagato

b

Utilità di M: V (Y ) + X ove V (Y )=PY M desidera vendere o acquistare al

 

m m m m m m

prezzo P.

Ciò significa che il prezzo di equilibrio deve essere P, altrimenti M vorrà vendere/acquistare

quantità illimitate

Dato P:

 il consumatore S venderà una quantità che massimizza la sua utilità,

 il consumatore B acquisterà una quantità che massimizza la sua utilità

Per avere equilibrio, D = OFF, Y + Y + Y =0 Dato che tale equilibrio è perfettamente

 m b s

concorrenziale: Pareto

per il TEOREMA FONDAMENTALE DELL’ECONOMIA DEL BENESSERE tale allocazione è

efficiente.

Per hp: vale il PRINCIPIO DELLA MASSIMIZZAZIONE: l’allocazione è efficiente solo se massimizza

il valore complessivo dei 3 consumatori: essendo l’utilità di M sempre nulla, indipendentemente

dalle quantità Y Y ,

s b

le scelte di equilibrio concorrenziale massimizzano l’utilità complessiva di S e B, ovvero

massimizzano l’utilità dell’impresa. Se l’impresa scegliesse un prezzo di trasferimento

diverso da P, potrebbe avere solo un profitto totale inferiore.

RAZIONALITA’ LIMITATA E INFORMAZIONI PRIVATE

Nel cap. 3 abbiamo trattato il problema della coordinazione, qui tratteremo il problema della

motivazione. interessi propri,

→ Problemi motivazionali sorgono poichè gli individui hanno raramente

allineati a quelli degli altri individui o a quelli della società nel suo complesso.

La nostra analisi si basa sull'assunzione che le persone facciano solamente ciò che è nel loro

interesse individuale; da tale assunzione è evidente che il problema motivazionale risiede nel

far sì che l'azione degli individui prenda in considerazione non solo le conseguenze che li

riguardano direttamente, ma anche quelle che possono condizionare gli altri.

accordi,

Un simile obiettivo viene raggiunto attraverso con cui le persone riconoscono che una

mutuo interesse.

modifica del loro comportamento è di Individuano il tipo di azioni che

ciascuno deve intraprendere, i pagamenti che da effettuare, le regole e procedure da utilizzare

per prendere decisioni.

Possiamo definire tali accordi come contratti: accordi volontari, modellati per adattarsi alle

circostanze e alle necessità individuali, pertanto mutuamente vantaggiosi.

I CONTRATTI COMPLETI E PERFETTI

Un contratto completo può risolvere i problemi motivazionali, specificando sia cosa deve fare

ognuna delle parti, sia la ripartizione costi - benefici in ogni circostanza, così che ogni parte

troverà l'adempimento ottimale.

Se il piano da realizzare è efficiente, allora un contratto completo condurrà ad un risultato

efficiente.

Seguendo tale prospettiva, i problemi motivazionali sorgono solamente perché alcuni piani di

azione non possono essere descritti con contratti completi e vincolanti.

-Cosa si richiede per la stipulazione e l’esecuzione di un contratto completo?

1) Le parti devono essere in grado di prevedere tutte le contingenze che potrebbero emergere

nel corso del contratto e poterle descrivere, così da determinarle in anticipo;

2) Le parti devono essere in grado di conoscere quali circostanze anticipate si sono

effettivamente realizzate;

3) Le parti devono essere in grado di definire e concordare un corso di azioni efficienti in

ciascuna contingenza possibile e i pagamenti che accompagneranno le varie iniziative;

4) Una volta accettati i termini, gli agenti devono essere certi di eseguirli.

Tale affermazione necessita 2 considerazioni:

● Le parti non devono desiderare in seguito la rinegoziazione del contratto, poiché ciò

priverebbe l'accordo originale di credibilità;

● Le parti devono essere in grado di determinare se i termini contrattuali vengono

rispettati e, nel caso siano violati, devono avere la volontà e la possibilità di ottenere la

prestazione pattuita.

È precisamente questo tipo di contrattazione completa che sorregge l'interpretazione più

estensiva della teoria dei mercati competitivi (descritta nel capitolo 3).

mercati competitivi completi merci contingenti.

Le merci scambiate sui includono

In effetti la teoria dei mercati competitivi richiede che:

prezzi noti;

● Gli scambi avvengano a specificati

● Gli scambi riguardino beni con attributi e qualità ben e osservabili da tutti;

irrilevanti;

● Identità e caratteristiche del compratore o venditore siano

● E’ possibile e gratuito determinare se gli accordi sono rispettati (ed ottenerne il rispetto

in caso contrario).

→ Risulta evidente che nelle transazioni effettive è problematico rendere valido il contratto

perfetto e completo descritto. In particolare a causa della razionalità limitata delle persone,

contingenze impreviste

non tutte le contingenze potranno essere valutate, piuttosto insorgono

verso cui le parti dovranno trovare un modo di adattarsi. → Sono tali adattamenti che

introducono la possibilità di comportamenti opportunistici (come l'inadempienza). Il timore

di questi comportamenti può ridurre o impedire la fiducia necessaria per l’efficienza.

In termini generali i contratti incompleti, il cui espletamento non può essere assicurato,

un’imperfetta capacità di impegno:

generano

1) Comportamento opportunistico pre-contrattuale:

Uno dei partecipanti alla contrattazione potrebbe ottenere delle informazioni private prima

della conclusione del contratto, che interferiscono con la praticabilità di un accordo efficiente.

adverse selection ”),

Una simile fonte di inefficienza è detta selezione avversa (“ dal fatto che

la selezione dei beni offerti sul mercato è tale da contrastare con gli stessi interessi dei

compratori.

La selezione avversa si risolve con la garanzia; essa fa riferimento ai meccanismi di

 segnalazione e selezione (rif. par. 6), i quali permettono di discriminare fra alta e bassa

qualità (es: relativa alla vendita di un bene).

2) Comportamento opportunistico post-contrattuale:

Uno dei partecipanti potrebbe avere successivamente informazioni inadeguate a stabilire se i

termini del contratto sono stati rispettati, oppure tale accertamento potrebbe risultare costoso;

ciò conduce alla possibilità di comportamenti egoistici. Simili problemi sono chiamati azzardo

(“moral hazard”)

morale e limitano i tipi di contratti che possono essere sottoscritti e realizzati

(es: settore assicurativo).

L’azzardo morale si risolve con:

 - Gli incentivi: un esempio è la modalità di legare il salario del lavoratore alla

performance; problema di osservabilità.

- Il controllo: vi è connesso tuttavia un serio

→ Questi comportamenti opportunistici impediscono la realizzazione di piani efficienti, il

problema è allora:

● Riconoscere che il comportamento opportunistico degli individui limita l'efficienza;

● Progettare piani efficienti che tengano conto dei vincoli imposti dagli incentivi;

● Definire sistemi che meglio realizzino l'allineamento degli interessi individuali, così da

ridurre i vincoli e incrementare il numero delle opzioni disponibili.

Tutto ciò implica una comprensione dettagliata delle varie cause della contrattazione

imperfetta, delle conseguenze delle diverse forme di difficoltà contrattuale e delle potenziali

reazioni a tali difficoltà.

CONTRATTI COMPLETI ED INCOMPLETI: CENNI E DIFFERENZE

Caratteristiche dei contratti completi:

1) Previsione;

2) Linguaggio;

3) Misurazione;

4) Capacità di calcolo;

5) Consistenza;

6) Enforcement.

Nella realtà è impossibile trovare clausole che soddisfino tutte queste caratteriatiche.

I contratti reali sono contraddistinti da razionalità limitata (rif. H.Simon), la quale genera

l’incompletezza contrattuale, da cui deriva il problema dell’hold up, ovvero della specifictà degli

investimenti (rif. par. 2), secondo cui più un investimento è specifico e più si è restii a porlo in

essere.

Dalla razionalità limitata derivano le 3 caratteristiche principali dei contratti reali:

1) Comportamenti opportunistici;

2) Imperfetta capacità d’impiego;

3) Informazioni private.

L’incompletezza contrattuale e la razionalità limitata

2.1 LA RAZIONALITA’ LIMITATA

Gli individui sono limitatamente razionali e sono consci di esserlo: riconoscono di non poter

prevedere ogni cosa, sono consapevoli delle difficoltà e dei costi della comunicazione, della

loro comprensione spesso parziale; agiscono pertanto in un modo che risulta razionale nelle

intenzioni, cercando di fare del loro meglio dati i limiti entro cui debbono agire. Infine, essi sono

apprendimento.

capaci di

Le circostanze impreviste incompleti:

In presenza di razionalità limitata i contratti sono sorgono pertanto situazioni

impreviste (non immaginabili al momento della stipula). Spesso tali vuoti contrattuali sono

irrilevanti, ma talvolta presentano conseguenze importanti: è il caso delle imprese pubblicitarie

americane che acquistarono diritti televisivi per le Olimpiadi di Mosca 1980, ignare del fatto

che la squadra statunitense avrebbe boicottato i giochi, comportando così uno scarso seguito

della manifestazione ed uno scarso valore della pubblicità acquisita.

I costi di calcolo e contrattazione

Nel caso in cui le circostanze risultassero prevedibili, esse potrebbero tuttavia apparire così

improbabili da non far ritenere necessaria una loro descrizione dettagliata. Ciò si verifica

quando:

- Le circostanze sono molto improbabili;

- Quando esiste una scarsa esperienza di analoghe situazioni, che potrebbe suggerire

cosa fare in caso di manifestazione;

- Quando sono elevati i costi opportunità dell’investire tempo nello scrivere il contratto

piuttosto che in un lavoro direttamente produttivo;

- Quando non sembra probabile che tali circostanze possano causare delle dispute

rilevanti.

L’imprecisione del linguaggio

Altra fonte di incompletezza è rappresentata dal fatto che il linguaggio è intrinsecamente

impreciso: ciò significa che le espressioni che descrivono ogni situazione ragionevolmente

ambigue.

complessa sono in qualche modo clausole

Tale ambiguità comporta la necessità di un difficile equilibrio: si ricorre spesso a

specifiche per determinare i comportamenti in un numero elevato di possibili circostanze; ciò

però implica al contempo che vi siano più questioni e situazioni alle quali le clausole possano

essere applicate. Per questo motivo l’aggiunta di clausole può rendere le controversie perfino

più probabili.

2.2 LE REAZIONI CONTRATTUALI ALLA RAZIONALITA’ LIMITATA

Le persone definiscono i contratti sapendo di non poterli adattare in modo perfetto a tutte le

possibili circostanze future, strutturandoli quindi nel modo migliore possibile. Un’alternativa è

scrivere contratti inflessibili con clausole illimitate che si applicano in maniera generale: ciò

minimizza i costi di descrizione di azioni ed eventualità, oltre a lasciare poco spazio ex post

all’incertezza. Una simile soluzione può essere efficace son in caso di transazioni che si

rapidamente.

concludono Contratti stipulati in tali circostanze vengono definiti contratti a

(“spot market contracts”),

pronti poiché riguardano beni e servizi che sono immediatamente

scambiati sul mercato.

Contratti di relazione accordo

Un’altra possibilità è rappresentata da contratti che vanno a definire un che strutturi la

relazione tra le parti (anziché proporsi il compito impossibile di emulare un contratto completo).

In tal caso infatti gli agenti si accordano sugli obiettivi, su regole generali ampliamente

applicabili, sui criteri per decidere cosa fare nel caso di evenienze impreviste, su chi detiene il

potere di intraprendere certe azioni e sui limiti delle stesse e sul meccanismo di risoluzione

delle dispute in caso di controversie.

Tali contratti possono funzionare in modo efficace quando i potenziali conflitti non sono troppo

grandi e le parti non troppo inclini ad un comportamento opportunistico.

I contratti di impiego rappresentano una risposta alla necessità di una contrattazione

imperfetta e incompleta. Essi, anziché descrivere il lavoro da effettuarsi in ogni circostanza,

delegano al datore di lavoro l’autorità di dirigere le azioni del dipendente. La protezione

fondamentale del dipendente contro richieste irragionevoli consiste nelle dimissioni, mentre il

meccanismo difensivo del datore di lavoro contro il rifiuto di eseguire ordini si traduce nel

licenziamento: tutto ciò economizza i costi di contrattazione.

In generale, in situazione dove contratti i completi siano troppo costosi o impossibili, i contratti

relazionale;

effettivi sono di tipo essi sono necessari a strutturare la relazione e a definire

meccanismi usati per prendere decisioni e allocare i relativi costi e benefici. Esempi di accordi

su processi e procedure piuttosto che sulle azioni sono gli statuti societari, la natura stessa del

diritto privato e commerciale e le costituzioni degli Stati.

Contratti impliciti

Una componente importante dei contratti sono le aspettative, inespresse ma condivise, che le

parti hanno riguardo la loro relazione. L’importanza di tali aspettative comuni le ha ribattezzate

contratti impliciti. Qualora queste fossero effettivamente comprese e condivise, un contratto

implicito può rappresentare un potente strumento di risparmio sui costi legati alla

contrattazione e alla razionalità limitata.

cultura societaria

Sotto tale punto di vista, la è un aspetto cruciale dei contratti impliciti. Tale

discorso spiega perché sia complicato modificarla: cambiando la cultura di un’impresa si

rompono i vecchi contratti e se ne formano di nuovi, il tutto senza però il beneficio di poterne

discutere i termini in modo esplicito.

Inoltre, per loro natura, i contratti impliciti non possono essere facilmente impugnati dinanzi ad

una corte di giustizia: non vi è documentazione e potrebbe perfino non esserci mai stata una

conclusione orale del contratto stesso (dovranno pertanto basarsi su altri meccanismi di

imposizione del rispetto degli accordi).

2.3 GLI EFFETTI DELL’INCOMPLETEZZA CONTRATTUALE

I contratti sono strumenti per la salvaguardia degli interessi degli individui mediante

l’allineamento degli incentivi: nel momento in cui essi sono incompleti, l’allineamento può

risultare imperfetto. Contratti che possono essere visti anche come meccanismi di acquisizione

di impegni vincolanti, su cui le parti possono fare affidamento.

comportamenti opportunistici,

La preoccupazione circa la possibilità di non controllabili

contrattualmente, può giungere ad impedire il raggiungimento di un accordo, oltre a limitare il

grado di cooperazione realizzabile.

Impegno e inadempimento

Vincolarsi ad un certo comportamento può avere grande valore, poiché può influenzare le

aspettative degli altri e di conseguenza il loro comportamento. Esempi sono quelli di Cortés e

Guglielmo il Conquistatore, i quali, seppur in periodi storici differenti, bruciarono la flotta della

loro armata d’invasione per obbligare gli uomini a combattere, scoraggiando così gli oppositori.

Un impegno effettivamente vincolante incontra però 2 tipi di problemi:

La possibilità che una delle due parti possa tentare di non mantenere i propri impegni

1) (es: un fornitore si rifiuta di consegnare la merce contrattata, in seguito a costi di

esecuzione del contratto più elevati di quanto era stato anticipato). L’inadempimento è

problematico in particolar modo nel caso di contratti incompleti, dal momento che il da

farsi spesso non è stabilito o lo è in maniera vaga, lasciando così la possibilità a diverse

interpretazioni (in tal caso potrebbe essere semplice pretendere che ciò che ora si

preferisce corrisponde a quanto concordato in precedenza). Inoltre perfino nel caso in

cui la controparte sia pienamente convinta della malafede, l’ambiguità contrattuale

implica una oggettiva complessità per un soggetto esterno nel valutare chi si stia

comportando in modo inadeguato.

Quando l’inadempimento prende la forma di una mancata attuazione delle azioni concordate,

esso ovviamente può influenzare l’efficienza della transazione. Spesso però il problema

dell’inadempimento non consiste in un diretto ostacolo all’ottenimento dell’efficienza, ma

un influenza indiretta

piuttosto in sulla prestazione. Ad esempio, l’effettuazione o meno di un

pagamento da parte di un cliente determina semplicemente se un trasferimento monetario tra

le parti abbia luogo oppure no. Nel caso di assenza di effetti ricchezza, un tale trasferimento

non ha nessun impatto diretto sull’efficienza; tuttavia, l’effettuazione di un pagamento è un

fatto rilevante per le parti ed il timore di venire imbrogliati può impedire che una transazione

efficiente abbia luogo.

2) La rinegoziazione ex post . In alcune situazioni potrebbe risultare conveniente per

entrambe le parti rinegoziare il contratto ex post, per esempio se ciò che risultava

efficiente al momento della stipula non lo è più, una volta effettuate determinate azioni

o ottenute certe informazioni.

Se le parti sono però consapevoli della possibilità di rinegoziazione già al momento della

stipula, potrebbero essere incapaci di rispettare il contratto e generare il comportamento

desiderato

(es: piano stock option come retribuzione dei dirigenti d’azienda).

Una possibile complicazione è dovuta al fatto che, a volte, al fine di massimizzare i redditi

complessivi, i termini originali del contratto non dovrebbero essere seguiti ex post: e tuttavia

una delle due parti potrebbe avere un incentivo ad insistere perché il contratto sia completato.

2.4 INVESTIMENTI E SPECIFICITA’ DELLE ATTIVITA’ Investimento: utilizzo

L’imperfetta capacità di vincolarsi che contraddistingue i contratti di denaro o di una

incompleti ha un ruolo ancor più rilevante nel momento in cui siano

necessari investimenti di valore più elevato. risorsa che crea un

Il genere di investimenti che risulta più problematico, in termini di flusso potenziale di

incentivi che crea, benefici futuri e di

è quello in attività specifiche, cioè di attività aventi un valore Flusso potenziale:

maggiore all’interno di una situazione o relazione particolare. Quando

è applicabile il principio della massimizzazione del valore, la attività,

sono le distinte

specificità di un’attività è misurata dalla percentuale del valore degli in materiali, immateriali

investimenti che va perduta qualora l’attività stessa venga impiegata e finanziarie.

al di fuori del suo contesto di riferimento.

Un tipo particolare di attività specifica è rappresentato dalle

cosiddette attività cospecializzate, cioè attività massimamente produttive quando sono

usate insieme e che perdono molto del loro valore se utilizzate separatamente (es: impianto di

produzione dell’energia elettrica localizzato accanto ad una miniera di carbone).

Il problema che sorge quando vengono effettuati investimenti per creare delle attività

cospecializzate sta nel fatto che molto del valore dell’investimento dipende dal comportamento

di un altro proprietario, dotato di propri interessi. Questo può determinare la possibilità di

diversi comportamenti opportunistici, che possono minare l’investimento stesso.

hold up problem

Il problema degli investimenti specifici (“ ”)

Esso è definito come il problema generico di ciascuna parte contrattuale che, effettuato un

investimento irrecuperabile, si vede forzata ad accettare delle condizioni svantaggiose o vede

ridursi il valore del proprio investimento a causa delle azioni della controparte. Ovviamente se i

contratti fossero completi, tale problema non sorgerebbe.

Il problema secondo cui grandi investimenti specifici rendono i proprietari delle attività

coinvolte vulnerabili ai comportamenti opportunistici delle controparti contrattuali è

teoria standard dei mercati,

sconosciuto alla dove la contrattazione è perfetta e si assume

sempre l’esistenza di fornitori alternativi.

È dunque la specificità delle attività, insieme all’imperfezione contrattuale, a costituire il

fondamento dei problemi di hold-up. Il timore di incappare in questi problemi tende a ridurre gli

investimenti effettuati dalle imprese. Inoltre l’incapacità di un partner commerciale di

impegnarsi credibilmente a non assumere atteggiamenti opportunistici può impedire

l’effettuazione di investimenti convenienti. opportunismo contrattuale:

Il problema degli investimenti specifici è quindi un esempio di esso

sorge a causa dei varchi lasciati aperti dall’imperfezione dei contratti, che le parti cercano di

sfruttare per ottenere dei vantaggi a spese altrui. Un esempio rilevante è costituito dal lavoro

di Joskow sulla natura dei contratti di fornitura di carbone all’industria della produzione

elettrica: l’autore afferma che la complessità di tali contratti, dovuta alla presenza di clausole di

aggiustamento dei prezzi di vario tipo, è spiegata dalla finalità di tener conto delle effettive

variazioni nei costi di fornitura.

2.5 LA CAPACITA’ DI VINCOLARSI

Una soluzione alternativa all’incompletezza contrattuale è rappresentata dalla capacità di

costoso.

vincolarsi attraverso mezzi non contrattuali: ciò può risultare utile, anche se Tuttavia

tali spese costituiscono il costo necessario per ottenere un impegno vincolante.

Il ruolo della reputazione

In determinate situazioni, l’attenzione prestata alla propria reputazione può costituire un

ostacolo efficace ai comportamenti opportunistici, controbilanciando gli incentivi a non

adempiere o rinegoziare, e può perfino permettere di ottenere risultati analoghi a quelli

ottenibili nel caso di perfetta contrattabilità. In un mondo di contrattazioni costose ed

incomplete, la fiducia risulta cruciale per la realizzazione di molte transazioni: perciò, la

preoccupazione che una cattiva reputazione riduca la possibilità di future transazioni può

limitare gli inadempimenti. Effettivamente, essa rimuove gli incentivi ad un comportamento

opportunistico mediante la creazione di costi che superano i guadagni di breve periodo ad esso

valore della reputazione

associati. Il (e di conseguenza i costi sopportati per costruirla e

mantenerla) dipende ovviamente da quanto spesso essa si dimostra utile. Tale aspetto è a sua

volta collegato:

frequenza

- Alla con la quale transazioni simili si ripetono;

All’orizzonte temporale

- di tali ripetizioni;

profittabilità.

- Alla loro

Gli incentivi a costruire e mantenere una reputazione sono tanto più grandi quanto più

 sono frequenti e profittevoli le transazioni e quanto più a lungo si ripetono.

relazionali,

Un’implicazione di ciò è che, nei contratti la parte dotata di autorità dovrebbe

essere quella che ha più da perdere da un danno alla propria reputazione (è dunque probabile

che essa risulti essere la parte con l’orizzonte temporale più esteso, la maggior importanza

economica, le dimensioni maggiori e la più grande frequenza transattiva). Nelle relazioni

occupazionali, è più probabile che tali requisiti siano posseduti dall’impresa piuttosto che dal

dipendente.

LE INFORMAZIONI PRIVATE E L’OPPORTUNISMO CONTRATTUALE

Una volta verificatesi le contingenze rilevanti, le parti di un contratto devono raggiungere un

accordo sul corso d’azione da adottare e sui pagamenti da effettuarsi: ciò significa che deve

avere luogo una qualche forma di contrattazione.

La contrattazione è un processo molto complesso che gioca un ruolo centrale nella vita

efficiente,

economica. Il principio di efficienza suggerisce che l’accordo debba risultare tuttavia

una precisa predizione dei risultati effettivi sembrava troppo difficile per l’analisi economica.

principio di massimizzazione del

Assumendo per ipotesi l’assenza di effetti ricchezza, il

valore implica la determinazione degli aspetti di creazione del surplus. Occorre ricordare però

che l’efficienza viene definita solo a partire da un dato insieme di risultati realizzabili: si

dimostra pertanto che quel che risulta praticabile, e pertanto ottimale, dipende in modo

condizioni informative.

cruciale dalle Quando i costi e i benefici delle strategie disponibili per

ciascuna parte sono noti solo ad una di esse, o quando le probabilità dei diversi esiti possibilità

costituire un’informazione privata, allora tali asimmetrie informative possono impedire il

raggiungimento di un qualsiasi accordo, persino quando ciò sarebbe efficiente nel caso di

informazione completa.

LA CONTRATTAZIONE NEL CASO DI UNA VENDITA

Nel caso di informazioni private sulle valutazioni, la possibilità di un mancato accordo sorge

anche nei casi più semplici (es: un compratore ed un venditore).

Le asimmetrie informative e la contraffazione strategica delle informazioni

In presenza di informazioni effettivamente asimmetriche sorgono potenziali problemi relativi al

falsare

tentativo delle parti di le proprie valutazioni, al fine di ottenere un prezzo migliore.

L’eventualità di false dichiarazioni comporta il rischio che la vendita fallisca, poiché le parti

potrebbero convincersi a vicenda che le loro valutazioni sono tali da escludere la possibilità di

uno scambio mutuamente benefico. Si tratta di un rischio che tuttavia le parti potrebbero voler

correre.

prevenire

Per questo tipo di manipolazioni, ciascuna parte deve ottenere gli stessi benefici sia

comportandosi lealmente (rivelando cioè la sua effettiva valutazione), sia contraffacendone la

volontario,

dichiarazione. Inoltre, dal momento che lo scambio è nessuna parte può essere

forzata a scambiare, se ciò non corrisponde al suo vantaggio personale. Queste condizioni

impongono dei vincoli sull’insieme degli accordi che risultano praticabili: esse richiedono che

1

ciascuna parte ottenga almeno un surplus minimo dalla transazione, il cui ammontare dipende

dalle effettive valutazioni delle parti. Può quindi capitare che, 1. Tale surplus è chiamato

semplicemente, non vi sia abbastanza surplus disponibile: ciò talvolta rendita

può impedire lo scambio persino nel caso in cui il compratore informativa, cioè un utile

effettivamente valuti il bene meno di quanto faccia il venditore.

Con informazione privata, la soluzione efficiente nel caso di extra (rendita appunto) che

piena informazione può risultare dunque non raggiungibile. si riceve grazie alla propria

informazione privata.

Uno scambio efficiente può non essere attuabile

Considerando il punto di vista di un mediatore neutrale, se non

esiste una struttura dei prezzi che costui possa utilizzare per promuovere la realizzazione di

uno scambio efficiente, allora sicuramente non esiste nemmeno una struttura che le parti,

aventi interessi addizionali, possano trovare per sé stesse.

Il problema che il mediatore dovrebbe risolvere è quello di scoraggiare il compratore da

dichiarare falsamente un valore basso, non veritiero (così da ottenere un prezzo basso) e,

simmetricamente, di evitare che il venditore sostenga falsamente di avere una valutazione

elevata. Essenziale nelle transazioni anche più semplici è il rispetto dei vincoli di

partecipazione, ovvero vincoli che sorgono dalla possibilità individuale di astenersi dalla

transazione stessa.

Il problema diviene quindi individuare un prezzo p tale per cui compratore e venditore siano

incoraggiati a non mentire. Vanno stabiliti pertanto i vincoli di compatibilità agli incentivi

delle parti. Tuttavia, a volte non risulta possibile trovare un prezzo che renda sempre

conveniente per le parti rivelare onestamente le loro valutazioni e scambiarsi il bene quando

tale scambio è socialmente conveniente.

L’ottenimento dell’efficienza nonostante le asimmetrie informative

compratore-venditore,

Prendendo a riferimento l’esempio del libro si può concludere che non è

possibile che lo scambio avvenga esattamente ogni volta che la valutazione del compratore

rischio

2

ecceda quella del venditore . Aspetto cruciale di questa osservazione è che il che il

venditore stia esagerando la propria valutazione nel trattare con un compratore onesto e quello

che il compratore stia nascondendo la propria 2.Principio di rivelazione:

valutazione ad un venditore onesto, sono entrambi afferma che ogni tipo di esito

bassi, ma la vendita ha comunque luogo nell’80% dei ottenibile usando un meccanismo

casi. che rispetti i vincoli posti dagli

Se le probabilità dell’esempio fossero invertite (il valore incentivi può essere ottenuto

basso per il compratore e il valore alto per il venditore anche da un meccanismo nel

avessero stessa elevata probabilità: 0,8 su 1), allora quale il compratore e il venditore

sarebbe possibile ottenere una corretta rivelazione delle dichiarino le loro valutazioni e

valutazioni e assicurare contemporaneamente che lo siano incentivati a farlo

scambio avvenga quando è socialmente conveniente. In

l’onestà onestamente.

questo caso risulta la politica ottimale per

entrambi e i vincoli di compatibilità degli incentivi sono rispettati. La differenza cruciale in

questo caso è che il compratore si trova a trattare con un venditore con cui, con alta

probabilità, non esiste possibilità di uno scambio utile, a meno che anche la sua valutazione

non sia grande. Allo stesso modo, il venditore tratta con un compratore con una probabile

bassa valutazione, con cui non conviene scambiare a meno che anche la valutazione del

venditore non sia bassa. Tutto ciò rende la contraffazione delle vere valutazioni più costosa,

perché comporta un rischio più grande di annullamento dello scambio. Se infatti il compratore

con valutazione più elevata (o il venditore con valutazione inferiore) non mente, egli ottiene

sempre la possibilità di scambiare, mentre se cerca di manipolare il prezzo a suo vantaggio

nell’80% dei casi esso non ha luogo e ne perde così i benefici; pertanto tutto questo rende più

facile il soddisfacimento dei vincoli di compatibilità agli incentivi.

L’EFFICIENZA RISPETTO AGLI INCENTIVI

Abbiamo visto come l’esistenza di informazioni private renda talvolta impossibile ottenere

(efficienza

l’esito efficiente di informazione completa che è definita in relazione ad un insieme

di persone e ad un insieme e di risultati praticabili). Se i vincoli posti dagli incentivi non sono

evitabili, allora non si possono definire degli esiti inefficienti solo perché si sarebbe potuto

ottenere un risultato migliore in assenza di vincoli di incentivazione.

Al contrario, un meccanismo di determinazione delle allocazioni risulta efficiente se non vi sono

metodi alternativi, disponibili in presenza di vincoli di incentivazione, che tutte le parti rilevanti

preferiscano al meccanismo originale.

In letteratura questi meccanismi si definiscono efficienti rispetto agli incentivi; in accordo

al principio di efficienza, ci si deve attendere che i negoziatori adottino tale tipologia di

meccanismi. Questione chiave diviene quanto surplus le parti possono creare nel momento in

cui fronteggiano dei vincoli di incentivazione.

La negoziazione efficiente rispetto agli incentivi nel caso di informazioni private: un esempio

Nel caso di una vendita dove il compratore e il venditore conoscono rispettivamente la propria

valutazione e il valore effettivo del bene da vendere, al momento della proposta (simultanea) di

un prezzo, se il prezzo richiesto dal venditore è inferiore a quello offerto dal compratore, lo

scambio avviene al prezzo medio fra i due. Nel caso contrario, lo scambio non avviene. Ora, se

ciascuna parte dichiara la propria valutazione effettiva del bene, lo scambio avviene quando è

socialmente conveniente, cioè quando la valutazione del compratore eccede quella del

venditore. Tuttavia, rivelare le effettive valutazioni non è nell’interesse individuale delle parti:

se infatti uno dei due si comporta onestamente, l’altro potrà comportarsi strategicamente,

annunciando una valutazione diversa da quella effettiva (più bassa per il compratore, più alta

per il venditore). Nonostante ciò diminuisca le probabilità che lo scambio abbia luogo, le

opportunità che così sfumano non sono così redditizie. Più spesso infatti la contraffazione

comporta l’ottenimento di un prezzo più favorevole per le parti, effetto assai più rilevante:

pertanto una piccola bugia paga sempre.

Nella realtà pertanto possiamo affermare che, in una situazione di contrattazione bilaterale,

quando i vincoli di incentivazione sono importanti, lo scambio avviene soltanto se i guadagni da

esso ottenibili sono sufficientemente elevati.

L’esistenza di informazione provata implica che spesso la massimizzazione del valore non si

realizzi e che talvolta i vantaggi potenzialmente ottenibili dalla transazione sfumino

completamente. Gli accordi efficienti rispetto agli incentivi minimizzano le potenziali perdite

legate al mancato avvenimento della transazione.

GLI ACCORDI EFFICIENTI NEL CASO DI UN NUMERO ELEVATO DI PARTECIPANTI

Il problema degli incentivi e dell’informazione privata cresce in relazione all’aumento del

numero di persone che devono accordarsi: si potrebbe essere certi dell’esistenza di vantaggi

risultanti da un accordo, ma potrebbe non esistere al contempo una soluzione che soddisfi i

vincoli di partecipazione e quelli posti dagli incentivi, rendendo così impossibile concretizzare

vantaggi potenziali.

I progetti di investimento per la creazione di un bene pubblico

Nell’esempio riportato nel libro, affinché il progetto venga realizzato occorre che tutti siano

d’accordo. Il problema consiste nel fatto che le persone possono tentare di sfruttare le altre (to

free ride off), pretendendo che il progetto non abbia per loro alcun valore, nella speranza che

qualcun altro paghi.

Al crescere del numero N di partecipanti, il vincolo di incentivazione diventa sempre più

stringente e la tentazione di sfruttare gli altri sempre più forte, se ci si aspetta che essi si

comportino onestamente. Punto centrale è che la falsificazione comporta un costo solo se le

determinante.

dichiarazioni degli altri rendono l’individuo in esame Quando N cresce, risulta

praticamente certo che anche qualcun altro valuti molto il bene pubblico e che, assumendo un

comportamento onesto, sia perciò disposto a pagare per esso. Il costo di un comportamento di

free riding, che risulta essere la probabilità che una dichiarazione falsa impedisca la

realizzazione del progetto, diviene sempre più piccolo, cosicché la falsificazione della

valutazione non può essere evitata.

free rider

La scelta del che si rifiuta di contribuire determina un effetto molto limitato sulla

decisione finale di realizzare il progetto, ma allo stesso tempo gli consente di risparmiare

significativamente sui costi della sua singola partecipazione.

I costi di negoziazione

Un contratto richiede il raggiungimento di un accordo mutuamente benefico, che come

abbiamo analizzato può essere ostacolato dalla presenza di informazioni private. Un punto di

vista importante è quello dei costi di negoziazione, ovvero dei costi di transazione per il

raggiungimento di accordi mutuamente accettabili. La razionalità limitata, assieme

all’incompletezza dei contratti, impone tali costi, persino in assenza di qualsiasi

comportamento strategico. In presenza di informazione privata ci sono poi dei costi addizionali

che possono impedire o comunque ritardare il raggiungimento dell’accordo. In ogni caso, la

massimizzazione del valore calcolata senza l’imposizione dei vincoli derivanti dagli incentivi

costituisce una base ingannevole per effettuare delle previsioni.

I COSTI DI MISURAZIONE E GLI INVESTIMENTI NELLE CONTRATTAZIONI

In molte transazioni alcune caratteristiche importanti del bene oggetto dello scambio sono

sconosciute sia al compratore che al venditore. Sebbene talvolta ciò non risulti problematico,

spesso è conveniente per una o entrambe le parti ottenere un vantaggio negoziale investendo

informazioni

in sulla qualità del bene. Le parti possono quindi essere indotte a sopportare i

costi della misurazione del valore del bene. Dal punto di vista della società tali costi

rappresentano uno spreco di risorse (la raccolta di informazioni porta a negoziare un prezzo che

meglio riflette il valore del bene, ma questo non incrementa la ricchezza complessiva). Questi

costi vanno sottratti pertanto alla ricchezza totale delle parti. In linea con il principio di

massimizzazione del valore, ci si potrebbe attendere che gli agenti economici tentino di definire

istituzioni

delle che riducano queste fonti di spreco.

4.1 IL MONOPOLIO DEI DIAMANTI DELLA DE BEERS

Il gruppo De Beers gestisce il cartello mondiale dei diamanti secondo modalità molto

ridurre le eccessive spese informative.

particolari, con l’obiettivo di Ad esempio, la proibizione

della contrattazione nella vendita all’ingrosso elimina per i compratori gli incentivi a sostenere

dei costi della procedura d’esame, mentre la pratica di impedire ogni ulteriore futuro acquisto

previene il ricorso all’opzione “lasciare” come strumento di negoziazione, per tentare di

ottenere un a miglior offerta in futuro. Con tale sistema di scambio entrambe le parti ottengono

un risparmio.

Ad ogni modo, tali pratiche eliminano o riducono gli incentivi a sostenere il costo di ispezioni

individuali anche quando la soluzione efficiente è quella di far avvenire lo scambio. Esse

possono essere interpretate come esempi di applicazione del principio di massimizzazione del

valore totale.

L’INVESTIMENTO NEI VANTAGGI NEGOZIALI

I costi di misurazione citati rappresentano un esempio della classe più vasta di spese sostenute

improduttive,

per acquisire un vantaggio nelle negoziazioni o nei commerci. Molte di esse sono

tuttavia vengono sostenute poiché hanno il valore privato di spostare la distribuzione dei

vantaggi dello scambio. Simili investimenti nelle posizioni negoziali comportano costi diretti,

che i negoziatori potrebbero voler evitare totalmente.

LA SELEZIONE AVVERSA

La selezione avversa è un termine coniato nel settore delle assicurazioni. Essa rappresenta un

opportunismo precontrattuale,

problema di che sorge a causa delle informazioni private che i

prima

clienti dell’assicurazione hanno dell’acquisto della polizza, nel momento in cui esse

considerano la convenienza della stessa. moral hazard,

Tali problemi risultano addizionali a quelli di legati al fatto che la disponibilità di

una copertura assicurativa può cambiare il comportamento non controllabile degli assicurati.

incompatibile

La selezione avversa risulta con l’analisi neoclassica dei mercati, dove gli scambi

avvengono su un mercato impersonale e dove nessuno si preoccupa dell’identità dell’individuo

che costituisce la controparte. Nel modello neoclassico ciascuna impresa ha un insieme preciso


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18luca

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in gestione d'impresa
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher 18luca di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia per il management e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Guido Carli - Luiss o del prof Pasquali Corrado.

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