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Appunti Economia E Organizzazione Aziendale Appunti scolastici Premium

Appunti di Economia e organizzazione aziendale basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Fedele dell’università degli Studi Parthenope - Uniparthenope, Facoltà di scienze e tecnologie,
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Esame di Economia e organizzazione aziendale docente Prof. G. Fedele

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La separazione trà proprietà e controllo

Il potere effettivo attribuito ai manager, in contrapposizione a quello formale attribuito per

legge ai proprietari, ha comportato la rottura del sistema di responsabilità tipico del primo

capitalismo. La separazione della proprietà dal controllo ha evidenziato il prevalere del

capitalismo umano rispetto al capitale finanziario, favorendo l' attuazione di comportamenti

opportunistici da parte dei manager interessati alla valorizzazione del proprio capitale

intellettuale piuttosto che ai risultati aziendali.

Le competenze dei menager

Rapidi processi di accumulazione e obsolescenza delle conoscenze hanno segnato il

predominio della despecializzazione. E' aumentato il numero di aziende in cui un manager

risulta impiegato nel corso della propria vita professionale e sono aumentate le funzioni che

esso è chiamato a svolgere. La componente soggettiva è una qualità essenziale di un buon

menager. I manager devono basare le proprie decisioni su principi morali e temperare l'

avidità, che ha portato al fallimento molte realtà aziendali.

Corporate Governance ( Governo Societario )

La Corporate Govenance o Governo Societario, nel linguaggio giuridico, economico,

aziendale e finanziario è inteso in modo più ampio della eccezione letterale: Sistema di

direzione e controllo di un' azienda pubblica o privata, ossia l' insieme di istituzioni e di

regole, giuridiche tecniche, finalizzate al governo aziendale, che sia efficace ed efficiente,

ma anche corretto, volto a tutelare tutti i soggetti interessati alla vita aziendale. Articolato

sistema di regole, relazioni e interessi che lega gli azionisti, le strutture di vertice dell'

azienda agli Stakeholders.

Le modalità di esercizio del potere aziendale sono intimamante connesse con la cultura, le

tradizioni e la concezione di vita di un paese a sua volta quest' ultimo non può non esserne

influenzato a livello politico e istituzionale. I principali modelli di Corporate Governance

sono il Modello Anglosassone e il Modello Romano.

Modello Anglosassone

Il Modello Anglossassone è caraterizzato dal fatto che: La proprietà azionaria è polverizzata;

Il Consiglio di Amministrazione o ( CDA ): Supremo organo decisionale dell' azienda

periodicamente eletto dall' assemblea dei soci; Il Mercato Finanziario è la principale fonte di

finanziamento.

Modello Romano

Il Modello Romano è caratterizzato dal: Vorstand ( Consiglio di Gestione ): gli spetta la

direzione dell' azienda e viene nominato dallo Aufsichtrat ( Consiglio di Sorveglianza )

composto da rappresentanze dei lavoratori e dal capitale. In questo modello: La proprietà è

concentrata attraverso complessi intrecci azionari,

Le scalate sono impossibili e il sindacato è un attore importante della cogestione. Il

Capitalismo è orientato alla sabilità, con minor redditività delle imprese e scarsa mobilità

del capitale.

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Le funzioni aziendali

Le funzioni aziendali sono un insieme di attività poste in essere dall' azienda raggruppate in

base a criteri di omogeneità. Offrono una visione dell' azienda basata sulla ( specializzazione

delle competenze ) e favoriscono il ( coordinamento ).

Il coordinamento

Il coordinamento è favorito dall' omogeneità delle competenze delle persone che operano

nella funzione e dalla presenza di un responsabile della funzione. Attraverso il

coordinamento vengono allineati gli sforzi dei soggetti coinvolti nella attività aziendale.

La specializzazione

Specializzandosi su un compito specifico, ogni soggetto imparerà a svolgere al meglio la

propria attività, aumentando di conseguenza efficienza ed efficacia complessiva.

L' organigramma

L' organigramma aziendale è una rappresentazione formale del sistema organizzativo

aziendale, definisce l' articolazione degli organi e descrive le ralazioni gerarchiche tra di

essi. La lettura dell' organigramma avviene tramite due dimensioni: Dimensione

Orizzontale, che eprime il livello di divisione del lavoro e di specializzazione – si fonda su

criteri tecnici, di prodotto o mercato. Dimensione Verticale: esprime il livello di gerarchia

presente all' interno ed esprime il livello di controllo attuato.

La classificazione delle funzioni aziendali

Le funzioni aziendali si dividono in tre grandi aree, abbiamo l' Aree funzionali

caratteristiche: cioè funzioni legate direttamente all' attività produttiva dell' azienda,

abbiamo poi l' Aree funzionali integrative: cioè funzioni non legate direttamente all' attività

produttiva, ma comunque fondamentali per l' attività dell' azienda, infine abbiamo l' Areedi

controllo e informazione: svolge un ruolo di "assistenza e supporto" alle altre aree.

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Il sistema delle operazioni aziendali

La gestione e l' attività di amministrazione economica di tutti gli accadimenti concorrenti al

fine dell' azienda. L' attività posta in essere dalle aziende si realizza attraverso una sequenza

ordinata di operazioni di gestione svolte da diversi soggetti per raggiungere, con l' attività

produttiva, le finalità aziendali. L' incessante interazioni delle differenti attività di

produzione disegna un sistema di operazioni aziendali. Tali operazioni prendono le mosse

dagli elementi che compongono la struttura dell' azienda, la cui combinazione genera le

varie dinamiche aziendali. L' attività dell' azienda si compone di un insieme dinamico di

operazioni, coordinati in un sistema, al fine di ottenere un' attività economica capace di

soddisfare le finalità per le quali l' azienda nasce.

♦Aspetto Oggettivo della gestione: Operazioni di approvigionamento delle risorse utili alla

produzione; Operazioni di combinazione – trasformazione delle risorse procacciate;

Operazioni di collocamento dei beni / servizi realizzatimediante l' attività economica posta

in essere.

♦Aspetto Soggettivo della gestione: Componete umana grazie alla quale avviene l'

attivazione dei processi rientranti nell' aspetto oggettivo.

L' ordine di composizione

L' ordine di composizione, si concretizza come la condizione dinamica della gestione

aziendale, dal cui raggiungimento e mantenimento dipende la capacità dell' azienda di

produrre e generare nuova ricchezza rispetto a quella investita per l' avvio dei nuovi processi

produttivi. Questo è influenzatodai processi combinatori interni e dal rapporto tra le

condizioni economiche presenti in aziendacon le condizioni economiche generali.

Il circuito dalla produzione

La produzione economica: procede dall' acquisto d' imput, la trasformazione ( o processo di

creazione del valore), la vendita di output. Le aziende orientate al mercato: Aspetto

economico dello scambio; costo di acquisto di ricavi e di vendita. Aspetto monetario dello

scambio; uscite di denaro che misurano i costi le entrate e i ricavi. L' attività di produzione

economica trova compimento quando la trasformazione fisico – tecnica genera: Prezzo di

vendita output > Somma dei costi di acquisto degli input. Valore monetario output > Valore

monetario input.

Raggiungendo così il fine aziendale cioè: Creazione di valore nel tempo.

L' operazione

L' impresa, nella sua vita, pone in essere operazioni di differenti complessità e portate. L'

operazione: in senso tecnico – giuridico, è l' unità elemntare della complessa attività

operativa o gestione operativa al di fuori del sistema operativo perde la ropria significativa

economicità.

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L' acquisizione dei fattori produttivi

Avviene, generalmente, attraverso la cessione di risorse monetarie disponibili a fronte di

investimenti in beni e servizi finalizzati ad attivare e svolgere la combinazione produttiva.

Il sacrificio di risorse monetarie per l' acquisizione di beni e servizi: Quantità di denaro per

acquistare una certa quantità di fattori produttivi ( C=F*Pi ).

Il Costo è misurato, cioè determinato nel suo ammontare dalla quantità di denaro che esce

dall' impresa si rilevano due aspetti per la stessa operazione:

Aspetto Economico ( Costi ): sacrificio di ricchezza investita:

Aspetto Monetario ( Ricavi ): Cessione di moneta.

Combinazione produttiva

Complesso di operazioni con natura, intensità e complessità diverse, attraverso cui si

utilizzano i fattori produttivi acquisiti per realizzare i beni e i servizi oggetto dell' attività

produttiva: atti di gesione che si esauriscono nel processo di trasformazione.

Collocamento dei prodotti finiti sui mercati di sbocco consente la remunerazione delle

risorse monetarie investite. ( Ri = Qi*Pi ): Ricavi di vendita: Quantità di denaro ottenuta

vendendo una determinata quantità del prodotto generato dalla combinazione produttiva.

Il ricavo è misurato, cioè determinato nel suo ammontare, dalla quantità di denaro che

affluisce nell' impresa. Due aspetti per la stesa operazione, la "Vendita": "Entrate monetarie

( Aspetto Monetario); Ricavi: ( Aspetto Economico ).

I Fattori Produttivi e l' Obsolescenza

Gli elementi fondanti che rendono possibile alle azienze la realizzazione della produzione

dei beni o servizi, caratterizzano la struttura patrimoniale e tecnica dell' azienda: dalle

modalità della lora interazione e organizzazione, dipendono in larga parte i risultati dell'

attività aziendale. Al costo del fattore e al relativo processo di scambio, corrisponde un

sacrificio di mezzi monetari che l' azienda è disposta a sostenere e che consente di misurare

l' utilità economica del fattore. Per generare utilità economica occorre che l' azienda vincoli

a se i vari fattori, in modo tale che possa remunerare gli oneri sostenuti d' acquisto dei vari

fattori mediante il successivo collocamento dei prodotti ottenuti sui mercati. I fattori

produttivi si possono classificare in:

♦Fattori Produttivi a Fecondità Semplice, sono quei fattori produttivi che esuriscono la loro

utilità economica in un unico ciclo produttivo, il ricavo della ricchezza investita in esso

avviene attraverso i ricavi della vendita dei prodotti ottenuti con la loro utilizzazione.

♦Fattori a Fecondità Ripetuta, sono quei fattori produttivi che cedono la loro utilità a più

cicli produttivi, ai quali partecipa mantenendo inalterate le sue caratteristiche tecniche.

Ogni fattore a fecondità ripetuta è legato a tutti i prodotti che si possono utilizzare per

mezzo della sua utilizzazione. Il recupero della ricchezza investita è "richesto" all' insieme

dei ricavi pervenuti dalla vendita di tutti i beni prodotti nell' arco di tempo nel quale il

fattore cede la sua utilità. Quindi i fattori produttivi vengono impiegati per ottenere prodotti

che siano vendibili a prezzi remuneratori tali da consentire il recupero: ♦Dei mezzi monetari

investiti nei fattori a fecondità semplice completamente utilizzati; ♦Di parte dei mezzi

monetari investiti in fattori a fecondità ripetuta parzialmente utilizzati.

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L' Obsolescenza

L' Obsolescenza è il meccanismo naturale che limita la capacità del fattore di partecipazione

in modo economicamente valido allo svolgimento del processo produttivo e può colpire: la

struttura organizzativa, la struttura operativa, i beni e i servizi prodotti. L' obsolescenza può

essere interna ( obsolescenza tecnica ) o esterna ( obsolescanza tecnologica ).

Obsolescenza delle strutture operative o ( Gap Tecnologico ):

Quando c' è contemporaneamente, il superamento da sistemi di migliorare qualità, adozione

da parte di altre imprese, divenute grazie a ciò più competitive. Obsolescenza delle strutture

organizzative, divenute non idonee in relazione ad un ambiente ad elevata complessità.

Obsolescenza dei prodotti: Perdita dell' attività sui mercati di sbocco, all' aumentare del

tasso diminuisce la vita utile dei prodotti.

Le fonti di finanziamento interne ed esterne

In ogni impresa si ha un certo fabbisogno di mezzi finanziari per il collegamento tra le

uscite che si sostengono per l' acquisto dei fattori produttivi e le succesive entrate. Il periodo

di tempo affinchè i mezzi finanziari investiti nell' impresa, esaurito il loro ciclo, si

convertano nuovamente in denaro, prende il nome di: "ciclo di ritorno del capitale". Le fonti

di finanziamento possono ricondursi a due:

♦Fonti di capitale proprio: I finanziamenti di questa categoria affluiscono all' impresa con i

conferimenti di mezzi effettuati dal proprietario o, in caso di società, dai soci; questi

finanziamenti sono costituiti dal "capitale di apposto iniziale" e dai successivi "aumenti di

capitale". Rientrano inoltre in questa categoria di finanziamenti quelli interni che derivano

da utili non prelevati dal proprietario o non distribuiti ai soci per attuare una politica di

"autofinanziamento". Le caratteristiche tipiche dei fondi raccolti a titolo di capitale proprio

sono: Sono esposti al rischio d' impresa, Non comportano un rigido obbligo di

remunerazione, Non sono soggetti a scadenza.

♦Fonti di capitale di debito: Un' impresa, anche se prosperosa, può avere necessità di mezzi

finanziari che vanno oltre i mezzi forniti dal capitale proprio. Vi possono essere infatti

esigenze connesse a operazioni di carattere straordinario, sia esigenze di gestione.

Le loro caratteristiche tipiche sono:

Sono esposti al rischio d' impresa solo in modo limitato e indiretto, nel senso che l' azienda

deve procedere a estinguere i prestiti ottenuti prima di procedere al rimborso del capitale,

Comportano l' obbligo della remunerazione che consiste in un interesse, Comportano l'

obbligo del rimborso alla scadenza. I finanziamenti ottenuti dall' impresa a titolo di capitale

di debito si distinguono a loro volta in:

Debiti di regolamento, cioè quei debiti originati da sostituzioni temporanee della moneta

nello scambio; sono costituiti dai debiti mercantili o di fornitura.

Debiti di finanziamento, cioè sono i prestiti contratti con i terzi che provocano entrate di

denaro nell' azienda un esempio sono le operazioni concluse con le banche.

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Variazioni Finanziarie e Variazioni Economiche

Ogni operazione di gestione comporta delle variazioni nel patrimonio aziendale. Le

variazioni in oggetto sono divise in Finaziarie ed Economiche. Le variazioni finanziarie

( primigenie ) derivano da fatti che comportano movimenti di denaro, di crediti e di debiti;

tali variazioni sono denominate Attive quando comportano un aumento del patrimonio

aziendale, Passive quando invece comportano un decremento del patrimonio aziendale. Le

variazioni economiche ( derivate ) derivano da fatti da cui scaturiscono costi e ricavi dalla

cui contrapposizione si determina il reddito prodotto dall' azienda nell' esercizio.

SCHEMA

VARIAZIONI FINANZIARIE

DARE AVERE

DENARO IN CASSA

V.F.A. Entrate di denaro V.F.P. Uscite di denaro

CREDITI

V.F.A. Aumento di credito V.F.P. Diminuzioni di crediti

DEBITI

V.F.A Diminuzioni di debiti V.F.P. Aumento di debiti

VARIAZIONI ECONOMICHE

V.E.N. Costi V.E.P. Ricavi

Legenda:

V.F.A. = Variazione Finanziaria Attiva;

V.F.P. = Variazione Finaziaria Passiva;

V.E.N. = Variazione Economica Negativa;

V.E.P = Variazione Economica Positiva.

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Capitale e Reddito

Il capitale d' impresa è composto in "Impieghi": nel complesso di beni materiali ed

immateriali disponibili, potenzialità, e altre componenti positive, e in "Fonti" che altro non

sono che il complesso delle obbligazioni assunte verso terzi. Il risultato economico o reddito

di periodo è la variazione di ricchezza che si manifesta nell' arco temporale, che scaturisce

dalla gestione, ossia da quel sistema di operazioni che, senza soluzione di continuità, va dall'

acquisto dei fattori produttivi sui mercati di approviggionamento fino al collocamento dei

prodotti e dei servizi, ottenuti impiegando i fattori acquisiti sui mercati di sbocco.

Reddito totale

Considerando come arco di temporale l' intera vita dell' azienda il risultato economico

prende il nome di "reddito totale". Esso pò essere determinato come: Differenza tra il valore

del capitale restituito ai soggetti inizialmente conferito il capitale di rischio e il valore dei

conferimenti iniziali, aumentata dai prelevamenti e diminuita dei conferimenti ( metodo

patrimoniale ). Diffenrenza tra la sommatoria delle entrate e la sommatoria delle uscite con

esclusione di quelle relative al capitale di rischio ( metodo finanziario ). Differenza tra tutti i

ricavi e tutti i costi ( metodo reddituale ). Questi tre metodi conducono allo stesso risultato

se: Tutti i fattori produttivi sono utilizzati per l' attività produttiva o venduti per stralcio;

Tutti i processi produttivi sono stati ultimati e i prodotti venduti; Tutti i crediti sono stati

incassati e tutti i debiti pagati; Non sussiste alcun rischio che possa determinare costi o

perdite.

Reddito d' impresa

In conclusione il reddito totale è quell' incremento o decremento che il capitale di rischio

subisce per effetto di tutte le operazioni compiute durante la vita dell' impresa.

♦ R.T. = Capitale Finale – Capitale Iniziale. ♦ R.T.= Sommatoria dei Ricavi – Sommatoria

dei Costi. Presuppone che: L' attività d' impresa sia completamente cessata, Tutti i crediti e

tutti i debiti siano stati regolati, Non vi sono rischi in corso per costi o perdite future, Il

potere d' acquisto della moneta non abbia subito variazioni, Il capitale sia stato conferito in

denaro, Non siano stati effetuati altri conferimenti nè rimborsi di capitale di proprietà, Non

sia stato effetuato alcun prelievo di reddito.

Reddito di periodo

Costi e ricavi di competenza economica, cioè relativi ai processi produttivi compiuti in un

definito periodo, cioè chiusi con il conseguimento dei ricavi, sempre che l' impresa abbia

effettuato le relativa prestazioni e che ce ne siano.

Dal reddito totale al reddito d' esercizio

Alla determinazione del reddito totale concorrono tutti i costi e i ricavi manifestatisi durante

il periodo di esistenza dell' azienda. Per determinare il reddito di un singolo esercizio è

necessario isolare opportunamente i costi e i ricavi che sono di pernenza di quel periodo. Le

maggiori difficoltà derivano dal fatto che la continuità dei processi economici aziendali fa

emergere numerosi valori che sono comuni a due o più esercizi e che devono essere

artificiosamente spezzati quando si costruisce la tavola dei valori dalla quale scaturisce il

risultato economico annuale.

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Periodi amministrativi ed esercizi

Spezzando artificiosamente il flusso della vita aziendale, si individuano periodi

amministrativi parziali di una certa durata o esercizi nei quali scomporre la vita

dell' azienda. La periodicità con la quale procedere alla determinazione dei risultati è fissata

pari ad un anno. Nella pratica aziendale è frequente riscontrare esercizi non coincidenti con

l' anno solare se pur di durata annuale. Se nel corso di un determinato esercizio sono

realizzate operazioni di gestione straordinaria risulta necessario procedere alla

determinazione del reddito.

Principio della competenza economico

Il principio della competenza economico è il principio con cui si individuano i componenti

positivi e negativi di pertinenza dell' esercizio del quale si vuole determinare il risultato

economico. Tale principio può essere applicato secondo due logiche: Sono considerati di

competenza i costi e i ricavi ascrivibili ai processi produttivi avviati in virtù delle iniziative

assunte dall' azienda, sebbene, alla chiusura dell' esercizio, essi non siano stati ancora

completati, Sono considerati di competenza i costi e i ricavi ascrivibili a processi produttivi

compiuti nel esercizio e chiusi con il conseguimento dei ricavi, da parte dell' azienda,

considerando anche le relative prestazioni. Le due impostazioni si discostano per la diversa

considerazione degli utili relativi ai processi in corso di svolgimento che, con la prima

soluzione, sono imputati all' esercizio considerato, mentre con la seconda sono imputati al

periodo in cui i processi saranno completati. Le perdite sui processi in corso sono di

competenza del periodo nel quale emerge il relativo rischio anche se gli stessi devono

ancora essere completati.

Costi di competenza

I costi devono essere correlati con i ricavi dell' esercizio, tale correlazione si realizza: Per

associazione di causa ed effetto tra costi e ricavi, Per ripartizione dell' utilità o funzionalità

pluriennale su base razionale o sistemica, Per imputazione diretta di costi al conto

economico dello esercizio o perchè associati al tempo o perchè sia venuta meno l' utilità o la

funzionalità del costo.

Reddito e Capitale

Il reddito di esercizio costituisce la variazionepositiva o negativa che subisce il capitale

netto iniziale nel periodo iniziale nel periodo iniziale ammministrativo per effetto della

gestione e delle tecniche di valutazione impiegate per rappresentare in esercizi successivi . Il

capitale netto iniziale può essere ricondotto al capitale di bilancio determinato in

connessione al reddito del presente esercizio nel caso di impresa gia avviata oppure al

capitale di costituzione se l' impresa non ha ancora iniziato la gestione economica

caratteristica.

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Relazione tra Reddito e Capitale

Alconi elementi del capitale iniziale partecipano direttamente al reddito d ' esercizio come

suoi componenti. Altri, invece,sono tra i dati di riferimento sui quali si basa la

determinazione di alcuni componenti di reddito (amministrativo) ecc.

Alcuni valori ( cassa, crediti e debiti ) sono i dati di partenza per giungere alla

determinazione dei corrispondenti valori da rappresentare nella situazione del capitale finale

di funzionamento. Al termine del periodo amministrativo, i valori del capitale iniziale e i

valori rilevati durante il periodo amministrativo si compongono nella rappresentazione dei

componenti del reddito di esercizio ( conto economico ) e nella sintesi del capitale di

funzionamento ( stato patrimoniale).

Finalità del Bilancio

Il bilancio d'esercizio ha le seguenti due funzioni: A) E' uno strumento di conoscenza della

gestione e dei suoi risultati per i responsabili aziendali; B) E' uno strumento di

comunicazione che svolge una funzione informativa di grande rilievo nei confronti dei

diversi soggetti interessati all'andamento dell' azienda.

L' influenza delle variazioni ambientali sul bilancio

In relazione all' evoluzione dei contesti interni aziendali e all' evoluzione dell' ambiente

economico sociale, di particolare rilievo è l' influenza di variabili sul bilancio quali: ( Gli

aspetti proprietari delle imprese ); Nelle aziende in cui prevale la struttura proprietaria

chiusa, il capitale di rischio è un bene di famiglia. Nelle aziende in cui la proprietà è aperta

le azioni tendono a essere equiparate a un bene merce il cui possesso è influenzato dall'

andamento dei mercati dei dividenti. ( Gli aspetti finanziari delle imprese e gli assetti dei

mercati finanziari ): Nei sistemi dominati da imprese a proprietà chiusa il fabbisogno

finanziario tende a esoddisfarsi prevalentemente dal ricorso al capitale di prestito: Il flusso

di informazioni delle imprese al mercato tende a rarefarsi; Si hanno legami stringenti con le

banche; Il centro del controllo societario si colloca all' interno dell' impresa stessa. Nei

sistemi in cui prevalgono imprese a proprietà aperta è relativamente più consistente il

ricorso al capitale di rischio mediante azioni e titoli: I mercati dei capitali sono efficienti; Gli

standards contabili tesi previleggiano l' informativa rivolta agli azionisti cercando di ridurre

le asimmetrie informative tra l' impreasa e gli investitori; Il centro del controllo societario è

situato nel mercato dei capitoli. ( Il grado di intervento dello stato nel disciplinare

l' informativa di bilancio e, più in generale, nel dettare norme e principi volti a disciplinare i

rapporti tra l' impresa e i suoi Stakeholders ).

Il grado di intervento dello Stato e quali interessi si proteggono?

Nei sistemi con imprese a proprietà chiusa si protegge l' interesse dei creditori; Nei sistemi

con imprese a proprietà aperta si protegge l' interesse degli Shareholders;

Nei sistemi a ( Code Law ) il legislatore detta principi di composizione del bilancio

rinviando alla tecnica per l' interpretazione in chiave operativa delle prescrizioni legislative.

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Il pricipio della neutralità

Il bilancio d' esercizio, in quanto preparato per una pluralità di destinatari, non deve favorire

gli interessi o le esigenze di gruppi particolari. Le politiche di livellamento dei redditi sono

incompatibili con corrette determinazioni di bilancio che devono consistere la misurazione

del reddito prodotto, svincolandolo dal succedersi di fasi favorevoli e svaforevoli. Le finalità

assegnate al bilancio d' esercizio sono incompatibili con valutazioni di cessione e ancor più

con le valutazioni che riflettono le conclusioni dell' acquirente.

Gli interessi conoscitivi: Investitori

Gli interessi conoscitivi degli Investitori: Gli Investitori istituzionali hanno aspettative meno

sensibili agli accadimenti che hanno influenza sul valore dello investimento nel breve

priodo. Gli Investitori non istituzionali destinano quote non rilevanti dal risparmio e al

capitale d' azienda e hanno attese di dividenti e di ( Capital Gains ) di breve e brevissimo

periodo. Al delinearsi di turbolenze sui mercati dei capitali tende a prevalere un

comportamento di tipo difensivo con l' abbandono dello investimento azionario,

contrariamente a quanto si verifica nei periodi di euforia. Più che i dati e le informazioni

ritraibili dai bilanci e le valutazioni degli analisti finanziari e delle agenzie di rating devono

orientare le scelte dei piccoli investitori in titoli azionari e obbligazionari.

Gli interessi conoscitivi: Lavoratori

Per i lavoratori che non partecipano alla distribuzione del risultato della gestione, le attese di

remunerazione trovano copertura nelle condizioni disciplinate dalla contattazione colletiva.

In situazioni di crisi dei sistemi economici diviene rilevante per i lavoratori, apprezzare i

rischi che possono compromettere la conservazione del posto di lavoro. Gli svolgimenti

secondo soddisfacimenti condizioni di economicità non constituiscono una sicura garanzia

di conservazione del posto di lavoro, ma ne pongono le premesse. Il bilancio sociale e il

bilancio di sostenibilità possono offrire segnali circa il valore che le imprese attribuiscono

alle risorse personali attraverso l' impegno profuso e che intendono profondere nel difendere

i livelli occupazionali, nel cercare ambienti di lavoro più sicuri, stimolanti e gratificanti.

Gli interessi conoscitivi: Creditori

I Creditori valutano le iniziative sulla base degli indici di bilancio. Le garanzie coprono il

( Gap ) tra conoscenza richiesta e disponibile. La credibilità dell' azienda nei mercati

finanziari si basa sulla solidarietà patrimoniale, sull' affinamento dei suoi modelli di analisi e

sulla condivisione dei prorpi programmi da parte dei programmi da parte dei mercati

finanziari. La conoscenza delle dinamiche finanziarie offerte dai prospetti di flussi finanziari

riveste una notevole importanza. L' informativa di bilancio deve essere orientata all' impresa

nel suo complesso. Emerge l' esigenza di produrre un' informativa economico – finanziaria

in relazione al differente livello di rischio che caratterizza i singoli business.

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La portata informativa del bilancio

I processi decisionali sono meglio orientati quanto più soddisfacente è: La capacità di

previsione; comparazione, giudiziointorno all' evoluzione dei movimenti monetari. La

possibilità di esprimere giudizi intorno alla prospettica capacità di reddito dell' impresa. La

possibilità di esprimere giudizi di efficacia ed efficienza dell' operato degli organi di

governo economico nel perseguimento dei fini istituzionali.

Applicabilità dei principi contabili

I documenti emanati dallo IASB sono elaborati tecniciche acquisiscono validità normativa

nei contesti giurisdizionali in ragione della forza a essi attribuita dai legislatori e/o dagli

organismi di sorveglianza locali. L' Unione Europea ha infatti delegato allo ISAB la stesura

dei principi contabili per le società quotate nei mercati degli Stati membri. Il legislatore ha

imposto che: Devono adottare gli IAS/IFRS le società aventi strumenti finanziari diffusi tra

il pubblico, le banche e le società finanziarie per la redazione dei bilanci d' esercizo e

consolidato.

Non adottano i principi contabili internazionali le società di capitali non quotate che non

rientrano nell' ambito di consolidamento di un gruppo, le società di capitali di minori

dimensioni e le società di persone.

La competenza economica: Principio di competenza

Nel Principio di Competenza si individuano i componenti positivi e negativi di pertinenza

dell' esercizio del quale si vuole determinare il risultato economico.

Tale principio può essere applicato secondo due logiche: Sono considerati di competenza i

costi e i ricavi ascrivibili ai processi produttivi avviati in virtù delle iniziative assunte dall'

azienda, sebbene, alla chiusura dell' esercizio, essi non siano stati ancora completati. Sono

considerati di competenza i costi e i ricavi che si riferiscono a processi produttivi compiuti

nell' esercizio e chiusi con il conseguimento dei ricavi, sempre che siano state effettuate nel

periodo stesso, insieme alle relative prestazioni. Le due impostazioni si discostano per la

diversa considerazione degli utili relativi ai processi in corso di svolgimento che, con la

prima soluzione, sono imputabili all' esercizio considerato, mentre con la seconda sono

imputati al periodo in cui i processi saranno completati. Le perdite sui processi in corso sono

di competenza del periodo nel quale emerge il relativo rischio anche se gli stessi devono

ancora essere completati.

Periodo amministrativo o esercizio

Spezzando artificiosamente il flusso continuo della vita aziendale, si individuano periodi

amministrativi nei quali scomporre la vita dell' azienda. La periodicità con la quale

procedere alla determinazione dei risultati è fissata convenzionalmente in misura pari a

dodici mesi.

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Movimenti Finanziari e Competenza Economica

I Movimenti finanziari si realizzano con una Variazione dei: debiti, crediti o della liquidità.

La Competenza economica: la realizzazione dei ricavi avviene quando il processo

produttivo è stato completato e lo scambio è già avvenuto.

Correlazione costi – ricavi è un associazione di causa ad effetto, ripartizione dell' utile

pluriennale, esaurimento utilità, associazione di costi al tempo. La competenza economica

diviene il criterio rilevante, indipendentemente dal momento della manifestazione

finanziaria delle operazioni. Dobbiamo così domandarci: Abbiamo registrato dei costi che

non sono di competenza? Se si occorre che non partecipino alla determinazione del reddito.

Abbiamo registrato dei ricavi che non sono di competenza? Se si occorre che non

partecipino alla determinazione del reddito, altrimenti richieremmo di annacquare il bilancio

e lo stesso non rispnderebbe più ai principi di redazione di bilancio ( art 2423 e 2423 bis

C.C. ) . Non abbiamo registrato dei costi che sono di competenza? Dobbiamo considerarli

per la determinazione del reddito. Non abbiamo registrato dei ricavi che sono di

competenza? Occorre considerarli per la determinazione del reddito. Nè discende che:

- Non tutti i costi e i ricavi sostenuti o conseguiti in un periodo, che hanno movimentazione

finanziaria, sono di competenza, ai fini della determinazione del reddito. - I fattori

produttivi, a fecondità semplice o ripetuta, ancora utilizzabili per ottenere prodotti vendibili,

così come i prodotti, ma non ancora venduti rappresentano alla fine del periodo il complesso

dei beni e delle utilità economiche di cui l' impresa dispone per svolgere i processi

produttivi di periodi futuri.

Principio di prudenza ( art 2423 bis comma 1,2,4 C.C. )

Il principio di prudenza viene applicato, in quanto, molte valutazioni presentano incertezza

richiedono stime. Prudenza implica l' applicazione del principio di disparità, cioè un

trattamento asimmetrico nel considerare i componenti positivi e quelli negativi, e in un

trattamento asimmetrico nel considerare le situazioni favorevoli da quelli svaforevoli delle

poste in bilancio. In sintesi gli utili sperati non devono partecipare alla determinazione del

reddito, mentre le perdite tenute devono parteciparci.

Assestamento: Costi e Perdite future

Le sole rilevazioni continuative non bastano per arrivare alla redazione del bilancio. Al

termine dell' esercizio al fine di trasformare i valori di conto in valori di bilancio idonei a

rappresentare il reddito d' esercizio e il patrimonio di funzionamento si compongono le

scritture di Assestamento che si distribuiscono in: Scritture di Rettifica che consentono di

rinviare al futuro costi e ricavi che si sono già manifestati sotto il profilo finanziario e che

quindi sono gia stati rilevati, ma non sono di competenza dell' esercizio. Queste possono

essere classificate come: Ammortamento Diretto e Indiretto, rimanenze di merci, risconti

attivi e passivi. Scritture di Integrazione che consentono di integrare nel sistema dei valori di

bilancio alcuni componenti di reddito le cui futuri manifestazioni monearie avrà luogo nel

futuro o nei futuri esercizi, ma che sono di competenza periodo che si chiude. Queste

possono essere classificate come: Importi accantonata a fondo svalutazione crediti, i retei

passivi e attivi.

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Break Even Point ( Punto di equilibrio )

La classificazione dei costi

A seconda delle relazioni esistenti tra il livello dei costi e volumi di produzione, i costi si

distinguono in: Costi Variabili: variano al variare delle quantità prodotte; la variazione può

essere proporzionale, più che proporzionale, meno che proporzionale. Ad esempio i costi per

materie prime, in quanto sono proporzionali alle quantità dei prodotti fabbricati. Costi Fissi:

il loro ammontare è commisurato alla struttura tecnica – organizzativa aziendale e alla

conseguente capacità produttiva, essi quindi non variano al variare delle quantità prodotte.

Sono costi fissi gli emolumenti pagati ad amministratori e sindaci.

Costi delle quantità prodotte

Rappresentano graficamente l’ andamento dei costi fissi e dei costi variabili, supposti

proporzionali, rispetto alle quantità prodotte. Essi vengono indicati con delle rette;

analogamente si rappresentano con una retta ( parallela ai costi variabili, ma la cui origine

corrisponde all’ altezza dei costi fissi ) i costi totali, dati dalla somma dei costi fissi più i

costi variabili. Legenda:

R = ricavi di vendita ( Total Revenue );

C.f. = Costi fissi ( Fixed Costs );

C.Y. = Costi Variabili ( Cv * U )

C.v = Costi variabili unitari ( Variable Costs );

U = Unità prodotte ( Units sold );

C.t. = Costi totali ( Total Costs );

p = prezzo di vendita.

• = B.E.P.

Il Punto di Equilibrio ( Break Even Point )

Le relazioni tra costi variabili, costi fissi e volume di produzione sono messe in evidenza dal

diagramma di redditività consente di determinare a quale grado di sfruttamento della

capacità produttiva, o in corrispondenza a quale volume di vendite, o a quale ammontare di

fatturato dell’ azienda si realizza l’ equilibrio economico. Il B.E.P. corrisponde al punto d’

incontro della retta che rappresenta i ricavi. A sinistra del B.E.P. i costi totali superano i

ricavi e l’ azienda supporta perdite. A destra del B.E.P. i ricavi superano i costi e l’ azienda

consegue utili. Nel B.E.P. costi e ricavi si equivalgono e il risultato economico è uguale a

zero. Il B.E.P. si ottiene quando si verifica l’ eguaglianza R = G e si calcola risolvendo l’

equazione ( px U = [ C.f. + C.v. * U ] ) da cui si ottiene : { U =[ C.f. / ( p – C.v. ) ]}: dove

( p – C.v. ) costituisce il margine unitario di contribuzione con il quale ogni prodotto

partecipa alla copertura dei costi fissi. Lo sfruttamento della capacità produttiva dell’

azienda si calcola [( B.E.P. * 100 ) capacità produttiva ].

Per calcolare il risultato economico che si può determinare da una vendita di N possiamo

scrivere R = G + E [ E = risultato Economico ].

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Risconti attivi e passivi

I Ratei sono quote di uscite o di entrate future relative a costi o a ricavi proporzionali al

tempo, che sono maturate ma ancora da liquidare. Esempio:

Nel corso dell' anno l' azienda X ha compiuto, fra le altre, le seguenti operazioni: ♦in data

1\2 ha concess in locazione un capannone pattuendo un canone annuo di euro 12,600 + iva

esigibile in rate semestrali posticipate all 1\2 e 1\8 di ogni anno.

♦ in data 1\9 ha ottenuto dalla banca Y un mutuo di euro 60,000 al tasso del 6,50% con

interessi posticipati al' 1\3 e l 1\9 di ogni anno. I fatti di cui sopra hanno dato luogo alle

seguenti rilevazioni in P. D.

___________________________________________________________________

___

Clienti Diversi 7,560

Fitti Attivi 6,300

Iva Ns. Debito 1,260

Banca Y 60,000

Mutui Passivi 60,000

Vediamo ora di considerare la competenza economica dei costi e dei ricavi connessi alle

suddette operazioni, individuando gli eventuali ratei da calcolare al 31\12

♦ Canoni della locazione attiva

Consideriamo la locazione del capannone, osserviamo che al 31/12 risulta maturata la quota relatva al

periodo che va dall'1/8 al 31/12 (cioè quella che riguarda i 5 mesi di agosto, settembre, ottobre, novembre e

dicembre ). Tale "ricavo" è di competenza dell' esercizio, anche se la sua riscossione avverrà nell' esercizio

successivo. Nell' aspetto finanziario esso è misurato da un "rateo attivo", che corrisponde al credito

potenziale del canone di affitto già maturato. Il calcolo è il seguente:( 6,300 : 6 = x : 5 ) da cui risulta x =

5,250 "rateo attivo"

♦ Interessi sul mutuo passivo

Poichè sul mutuo ottenuto in data 1\9 gli interessi sono corrisposti in via posticipata, al 31\12 risultano già

maturati gli interessi per il periodo 1\9 – 31\12, che saranno liquidati nell' esercizio successivo. Tali interessi

rappresentano un "costo" di competenza dell' esercizio in chiusura e sono misurati nell' aspetto finanziario

da un "rateo passivo". Il calcolo degli interessi per i 4 mesi maturati si presenta come segue:

I = (60,000 x 4 x 6,50 )/1,200 uguale 1,300 "rateo passivo".

Ratei Attivi 5,250

Fitti Attivi 5,250

Interessi Passivi su Mutui 1,300

Ratei Passivi 1,300

I Risconti attivi e passivi

I risconti sono quote di costi o di ricavi proporzionali al tempo liquidati e rilevati in via anticipata, che non

sono ancora maturate e che pertanto sono da rinviare al futuro.

Con i risconti si "rinviano" singoli costi o singoli ricavi e quindi la rettifica si opera direttamente nei conti

alle "variazioni d' esercizio" nei quali tali costi o ricavi sono stati rilevati. In particolare:

♦ Un Risconto Attivo, ossia l' elemento patrimoniale attivo che scaturisce dal rinvio di un "costo", si rileva in

Dare dell' ononimo conto RISCONTI ATTIVI, mentre in Avere si avrà il conto acceso al "costo d' esercizio"

che va rettificato.

♦ Un Risconto Passivo, ossila l' elemento patrimoniale passivo che deriva dal rinvio di un "ricavo"si rileva in

Avere dell' ononimo conto RISCONTI PASSIVI, mentre in Dare si avrà il conto acceso al "ricavo d'

esercizio" che va rettificato.

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Il bilancio ( Codice Civile Libro V Del Lavoro Sezione IX Art. 2423 )

Alla richiesta di affidamento presentata alla banca da parte di un’ impresa fa

seguito la fase di istruttoria del processo di valutazione del rischio di credito.

Tra gli elementi e i dati presi in considerazione dell’ istruttoria bancaria

primeggia per importanza il bilancio d’ esercizio dell’ impresa richiedente il

fido.

La normativa riguardante la redazione dei bilanci d’ esercizio delle imprese è

dettata dal Codice Civile e completata dai principi contabili. Questa complessa

normativa è oggetto in questi anni di un profondo cambiamento, avviato con le

modifiche al Codice Civile introdotte dalla riforma del diritto societario e che

prosegue per effetto dell’ emanazione e dell’ applicazione dei principi contabili

internazionali che è resa necessaria dalla globalizzazione del sistema economico e di conseguenza dal

bisogno di uniformare le regole di compilazione dei bilanci in tutte le imprese che operano in ambito U.E.

I principi contabili internazionali sono emanati dallo Iasb (International accounting board) e si

denominano Ias (International accounting standard) se sono di vecchia elaborazione e

Ifrs(International Financial reporting standard).

Tra gli effetti più importanti del sistema Ias/Ifrs spicca l’ introduzione del fair value che rappresenta il

criterio di valutazione degli elementi patrimoniali in base al loro valore corrente.

In base al Codice Civile art. 2423 e 2423 bis il bilancio d’ esercizio deve essere redatto con chiarezza

e deve rappresentare in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria della società

e il risultato economico dell’ esercizio.

Il bilancio d’ esercizio, che è predisposto dagli amministratori e sottoposto all’ approvazione dell’ assemblea

ordinaria dei soci, si compone di tre parti inscindibili:

1) Lo Stato patrimoniale;

2) Il Conto economico;

3) La Nota integrativa.

Le prime due parti sono costituite da schemi obbligatori, (lo Stato patrimoniale a sezioni divise, il Conto

economico in forma scalare) mentre la Nota integrativa ha un contenuto discorsivo pur comprendendo

tabelle e prospetti.

Tuttavia gli studiosi e gli esperti dubitano sulla piena idoneità a esprimere compiutamente le situazioni

finanziarie ed economiche dell’impresa che ha richiesto l’ affidamento bancario. Queste situazioni, infatti,

non fanno riferimento a un istante, ma a un proprio a un proprio periodo e possono essere accertate solo

integrando i dati di bilancio con delle previsioni riguardanti le entrate e le uscite future (situazione

finanziaria) oppure i costi e ricavi futuri (situazione economica).

Di regola l’ analisi viene compiuta dall’ Ufficio fidi, ma nelle pratiche di fido più impegnative, può affidarla

a società specializzate che svolgono attività di revisione dei bilanci. L’ analisi di bilancio presuppone l’

interpretazione del bilancio stesso, che si in tre fasi successive.

La prima fase è rappresentata dall’ interpretazione letterale che consiste nella individuazione del

significato delle voci di bilancio, in modo da comprendere il contenuto.

La seconda fase consiste nell’ interpretazione revisionale, ossia nella verifica dell’ attendibilità e della

veridicità del bilancio.

Nell’ effettuare l’ interpretazione revisionale del bilancio l’ Ufficio fidi deve compiere un’ indagine critica

sulle singole poste, accertando la effettiva consistenza dei beni ecc.

La terza fase è costituita dall’ interpretazione prospettica che prende avvio dai dati di bilancio e perviene

ad apprezzare le situazioni finanziaria, economica e patrimoniale dell’ impresa.

A questo risultato la banca giunge completando le voci degli schemi contabili (Stato patrimoniale e Conto

economico) con le indicazioni contenute nella Nota integrativa.

L’ interpretazione prospettica consente alla banca di valutare il grado di affidabilità dell’ impresa che ha

richiesto il fido.

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Analisi di bilancio per indici

L’ analisi del bilancio d’ esercizio mediante indici costituisce lo strumento quantitativo più applicato dalle

banche per avviare la valutazione delle imprese ai fini delle assegnazioni dei rating e delle concessioni di

fido. L’ analisi richiede la rielaborazione del bilancio, la scelta e il calcolo degli indici e un sistema di

coordinamento.

1) Rielaborazione dei documenti contabili del bilancio d’ esercizio

La rielaborazione dei documenti contabili compresi nel bilancio d’

esercizio consiste nella riclassificazione e nella riaggregazione delle

voci contenute nello Stato patrimoniale e nel Conto economico per

ottenere dati più significativi e più sintetici in vista dell’ analisi per

indici.

Lo Stato patrimoniale compilato in base all’ art. 2424 del Codice

civile, pur contrapponendo gli impieghi (attività nette) alle fonti di

finanziamento (patrimonio netto e passività) non è redatto secondo

criteri finanziari; ciò perché, ad esempio, non suddivide i crediti

secondo la scadenza e classifica le attività in immobilizzazioni e

attivo circolante in base alla destinazione degli elementi considerati

e non in base alla loro liquidabilità.

Pertanto, l’ Ufficio fidi procedendo a riclassificare le poste dello Stato patrimoniale in funzione della

successiva analisi sulla situazione finanziaria dell’ impresa, avvalendosi delle informazioni contenute nella

Nota integrativa che fa parte del bilancio d’ esercizio ed esercitando il loro esame critico su tutte le voce e

sui valori.

Per quanto riguarda le rimanenze di magazzino, l’ esame critico compiuto dai funzionari deve evidenziare

quelle di difficile vendita o di problematico utilizzo, che devono essere trasferite fra le immobilizzazioni,

come anche le quote di risconti aventi competenza pluriennale e i disaggi di emissione di prestiti

obbligazionari.

La rielaborazione dello Stato patrimoniale approda al sintetico schema:

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Corso di laurea: Corso di laurea in informatica
SSD:
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher GG4core di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia e organizzazione aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Parthenope - Uniparthenope o del prof Fedele Giuseppe.

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