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Appunti Economia delle aziende e delle pubbliche amministrazioni Appunti scolastici Premium

Questo file contiene gli appunti relativi alla materia economia delle aziende e delle pubbliche amministrazioni in relazione a frequenza delle lezioni. Appunti fedeli alle slide. Università degli Studi di Bari - Uniba. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Economia delle aziende e delle amministrazioni pubbliche docente Prof. P. Romanazzi

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La riforma manageriale

Il management pubblico è un processo unitario che coinvolge

tutto l’agire delle APT e non solo quella porzione assegnata

all’autonomia e responsabilità della dirigenza.

Proprio per le funzioni (indirizzo e controllo

politicoamministrativo) che la legge attribuisce agli organi

politici di governo, questi sono da includere nel concetto di

management pubblico tanto quanto la dirigenza.

Le modalità con le quali i politici esercitano le loro funzioni

influenzano in modo decisivo gli equilibri organizzativi,

economici e finanziari delle singole APT e del sistema delle

APT e non possono che trovare concreta attuazione nel

complesso processo manageriale pubblico.

La riforma manageriale

PERFORMANCE

I termini performance e management pubblico sono

strettamente legati.

Non c’è management pubblico senza performance e non c’è

performance senza management pubblico.

Il management pubblico implica e presuppone la

responsabilità per i risultati.

La performance in sostanza è un elemento sostitutivo del

processo manageriale pubblico che qualifica ed orienta le

scelte strategiche ed operative dell’APT.

La riforma manageriale

PERFORMANCE

La performance è la misura dell’effetto conseguente allo

svolgimento di un’attività (dalla più semplice alla più

complessa) finalizzata all’ottenimento di uno specifico

obiettivo e serve per guidare e responsabilizzare i

comportamenti e rendere conto dei risultati effettivamente

raggiunti.

La performance è stima e misura ex ante ed ex post del

verificarsi di eventualità più o meno probabili, non è mai

certa e non può mai darsi per scontata, implica una

definizione esplicita e condivisa degli obiettivi e richiede la

responsabilizzazione per il loro conseguimento.

La riforma manageriale

GLI INDICATORI DI PERFORMANCE

Le performance sono, di norma, misurate e rappresentate

attraverso indicatori. Si tratta di misure relative capaci di

fornire informazioni sintetiche e segnaletiche su singoli

aspetti dei fenomeni gestionali sui quali si intende indagare.

Tali misure sono riferite a scale o ottenute come quozienti tra

valori e/o quantità appositamente misurate o tratte dai data

base generati e alimentati dai sistemi informativi in uso

nelle APT.

La riforma manageriale

GLI INDICATORI DI PERFORMANCE

LA DETERMINAZIONE DELLA PERFORMANCE E LA

RESPONSABILITA’ DIRIGENZIALE.

La performance dirigenziale è articolata in tre diverse e

complementari dimensioni più una:

economicità;

1) efficienza:; efficacia; qualità.

2) 3) 4)

Il punto è: la misurazione dei risultati di gestione, o meglio dei

processi in cui la gestione si articola.

La riforma manageriale

GLI INDICATORI DI PERFORMANCE

LA DETERMINAZIONE DELLA PERFORMANCE E LA

RESPONSABILITA’ DIRIGENZIALE.

È importante ricordare che:

Una misura di efficacia rileva in che porzione un obiettivo è

stato realizzato. È una risposta alla domanda: “stiamo

riuscendo a fare ciò che ci eravamo proposti?”.

Una misura di efficienza rileva quanto bene stiamo

indirizzando i nostri sforzi, considerati secondo un criterio

specificato (tempo, costo, persone o altre risorse impiegate

ecc.), ossia quante unità dell’obiettivo posto sono state

realizzate per ciascuna unità di risorse consumate.

La riforma manageriale

GLI INDICATORI DI PERFORMANCE

LA DETERMINAZIONE DELLA PERFORMANCE E LA

RESPONSABILITA’ DIRIGENZIALE.

È una risposta alla domanda: “stiamo facendo le cose nel modo

più conveniente?”.

A questo punto deriva che è possibile essere efficaci, ma non

efficienti e viceversa. Si comprende il ruolo centrale che in

tali determinazioni assume l’obiettivo che il dirigente è

chiamato a conseguire (per esempio se l’obiettivo è

l’efficienza, essere efficienti significa essere anche efficaci).

Senza obiettivi chiari e misurabili le performance non si

La riforma manageriale

possono misurare e il principio della responsabilità per i

risultati viene meno.

GLI INDICATORI DI PERFORMANCE

LA DETERMINAZIONE DELLA PERFORMANCE E LA

RESPONSABILITA’ DIRIGENZIALE.

L’economicità nell’acquisizione dei fattori produttivi

Quando si considera l’economicità nell’acquisizione dei

fattori produttivi, la performance ha per oggetto

esclusivamente l’input.

Gli input sono le risorse (beni e servizi) destinate alla

produzione da realizzare (ovvero i fattori produttivi). L’input

La riforma manageriale

può esprimersi in termini monetari (costo o valore in

denaro) o in altre unità di misura (fisiche) proprie del fattore

utilizzato (ore di lavoro, chili di materia prima).

GLI INDICATORI DI PERFORMANCE

LA DETERMINAZIONE DELLA PERFORMANCE E LA

RESPONSABILITA’ DIRIGENZIALE.

L’economicità nell’acquisizione dei fattori produttivi

Quando si considera l’economicità nell’acquisizione dei

fattori produttivi, la performance ha per oggetto

esclusivamente l’input.

L’obiettivo informativo riguarda la minimizzazione del costo

di acquisizione dei fattori produttivi. Allo scopo, è

fondamentale la definizione di una soglia minima di

La riforma manageriale

qualità da determinare in funzione della destinazione

economica del bene o del servizio acquistato, cioè

dell’impiego concreto al quale il fattore produttivo è

destinato.

La riforma manageriale

GLI INDICATORI DI PERFORMANCE

LA DETERMINAZIONE DELLA PERFORMANCE E LA

RESPONSABILITA’ DIRIGENZIALE.

L’economicità nell’acquisizione dei fattori produttivi

Per esemplificare, diverse saranno le qualità di un computer,

a seconda che debba essere impiegato per normale lavoro

di ufficio di una segreteria o per la progettazione dei lavori

pubblici, così come quelle di un automezzo destinato a

scuolabus, a seconda che si debbano percorrere strade di

montagna o di pianura, sterrate o asfaltate.

La riforma manageriale

GLI INDICATORI DI PERFORMANCE

LA DETERMINAZIONE DELLA PERFORMANCE E LA

RESPONSABILITA’ DIRIGENZIALE.

L’economicità nell’acquisizione dei fattori produttivi

Ciò che interessa è la ricerca della combinazione più favorevole

tra qualità e prezzo: si tratta di problema gestionale tipico

delle unità organizzative responsabili dell’acquisizione dei

fattori produttivi (ufficio personale, ufficio economato

ecc.) La riforma manageriale

GLI INDICATORI DI PERFORMANCE

L’economicità nell’acquisizione dei fattori produttivi

L’acquisizione dei fattori produttivi scadenti in quanto non

adatti all’efficace funzionamento dell’attività produttiva si

traduce in un risparmio solo momentaneo, che si

concretizza in maggiori e più onerosi costi futuri, spesso

per nuovi acquisti o spese di manutenzione,

ammodernamento, riparazione. Naturalmente, un

puntuale monitoraggio di tale dimensione del risultato

contribuisce a impedire anche comportamenti opposti,

cioè di acquisti di fattori produttivi di qualità

eccessivamente elevata per la destinazione economica cui

saranno assegnati

La riforma manageriale

GLI INDICATORI DI PERFORMANCE

L’economicità nell’acquisizione dei fattori produttivi

È determinante che chi ha la responsabilità degli acquisti

conosca o sia informato sulla destinazione economica dei

fattori produttivi. Spesso gli acquisti sono centralizzati per

ragioni di risparmio e il responsabile degli acquisti,

evidentemente, non risponde dell’efficienza nell’uso che

altri dirigenti fanno dei fattori produttivi, anche se i suoi

comportamenti influenzano significativamente quella

dimensione di performance.

La riforma manageriale

GLI INDICATORI DI PERFORMANCE

L’efficienza nell’uso dei fattori produttivi

L’efficienza consiste nell’attitudine a trasformare l’input

(fattori produttivi) in output (volume della produzione) e

può essere misurata dal seguente rapporto:

Efficienza : INPUT / OUTPUT

“output: è la quantità di beni o servizi prodotti, ossia il volume

di produzione o il risultato del processo produttivo. Deve

essere espresso in opportune unità di misura, secondo il bene

o servizio considerato (chilometri di strade asfaltate,

numero di documenti di identità rilasciati, numero di

studenti laureati)”.

La riforma manageriale

GLI INDICATORI DI PERFORMANCE

L’efficienza nell’uso dei fattori produttivi

Efficienza : INPUT / OUTPUT

L’obiettivo è la minimizzazione delle risorse utilizzate per

raggiungere un determinato output.

Gli input e gli output posti a rapporto devono essere

correlabili dal punto di vista temporale (ovvero riferirsi al

medesimo arco di tempo – mese, trimestre, semestre,

anno) e dal punto di vista organizzativo e

tecnicoproduttivo (ovvero devono essere riferiti agli

stessi processi produttivi svolti nelle medesime unità

organizzative.

La riforma manageriale

GLI INDICATORI DI PERFORMANCE

L’efficienza nell’uso dei fattori produttivi

L’efficienza, così come l’efficacia, riguarda i dirigenti

responsabili di tutte le unità organizzative delle APT sia che

esse rendano servizi all’utenza esterna (centri finali o

diretti – biblioteca comunale, asilo nido, ufficio rilascio

passaporti, ecc.) sia che esse rendano servizi all’utenza

interna (centri diretti – ufficio personale, ufficio contratti,

ufficio ragioneria, ecc.).

La riforma manageriale

GLI INDICATORI DI PERFORMANCE

L’EFFICACIA OPERATIVA

Un’attività è efficace quando l’utilizzo dell’output

permette il conseguimento degli obiettivi

programmati.

Occorre dare un significato al termine obiettivo.

Gli obiettivi ultimi, finali o strategici (detti anche fini)

individuano l’effetto finale che ci si propone di produrre in

termini di modifica del bisogno sociale attraverso

l’attuazione di un programma o una politica pubblica.

Sono obiettivi di medio e lungo termine. Il riferimento è

quindi a un bisogno espresso dalla comunità amministrata

nel suo insieme (domanda sociale).

La riforma manageriale

GLI INDICATORI DI PERFORMANCE

Il conseguimento dell’obiettivo finale (efficacia globale o

sociale) ha come premessa necessaria l’efficace

realizzazione delle attività programmate o, in altri termini,

il conseguimento degli obiettivi intermedi e di quelli

immediati (entrambi detti obiettivi operativi).

Gli obiettivi immediati si riferiscono al compimento delle

attività preliminari alla produzione delle attività e cioè

l’acquisizione dei fattori produttivi nella quantità e qualità

compatibile con le attività e i processi che s’intendono

realizzare e le risorse finanziarie a disposizione.

Sono obiettivi di brevissimo termine, il cui raggiungimento e

relativa valutazione sono indipendenti (nel senso che

La riforma manageriale

avvengono prima) rispetto a quella degli obiettivi di ordine

superiore (intermedi e finali).

GLI INDICATORI DI PERFORMANCE

Gli obiettivi intermedi riguardano un momento successivo e

cioè la fase della produzione in senso tecnico e dell’utilizzo

delle prestazioni rese.

Sono obiettivi di breve termine la realizzazione dei quali, pur

potendosi valutare in modo distinto, è strettamente

connessa al conseguimento degli obiettivi immediati. Il

riferimento è in questo caso quello fondamentale espresso

dal singolo utente del servizio pubblico (domanda

individuale).

La riforma manageriale

L’individuazione di obiettivi di livello diverso, porta alla

individuazione di diverse nozioni di efficacia:

La riforma manageriale

GLI INDICATORI DI PERFORMANCE

Efficacia operativa: relativa agli obiettivi operativi, la

responsabilità per la realizzazione dei quali è assegnata al

dirigente.

Efficacia globale (sociale), connessa al raggiungimento

degli obiettivi strategici, la responsabilità per la

realizzazione dei quali è da condurre primariamente

all’organo di governo pubblico.

La riforma manageriale

GLI INDICATORI DI PERFORMANCE (organo politico)

Efficacia globale (sociale), connessa al raggiungimento

degli obiettivi strategici, la responsabilità per la

realizzazione dei quali è da condurre primariamente

all’organo di governo pubblico.

Per misurare l’efficacia globale è necessario stimare l’impatto

prodotto all’esterno dell’APT (essenzialmente sulla

collettività amministrata) come effetto dello svolgimento

di un programma o di una politica pubblica.

Si tratta di verificare l’effettiva capacità di conseguire obiettivi

attribuibili non a singole unità organizzative guidate da un

dirigente, ma all’APT nel suo complesso.

LA CONTABILITA’ FINANZIARIA

Il sistema contabile impiegato dalle aziende

“contabilità

pubbliche prende il nome di

finanziaria” contabilità pubblica”.

o

“finanziaria” richiama la natura finanziaria dei

valori rilevati e sintetizzati in bilancio;

“pubblica” richiama la natura pubblica delle

AP che l’adottano.

Il sistema contabile utilizzato dalle aziende

pubbliche persegue una finalità

LA CONTABILITA’ FINANZIARIA

“autorizzativa”. Tale finalità consiste

nell’imporre ex ante un vincolo:

all’entità complessiva della spesa:

- quanto può

spendere al massimo quest’anno l’azienda

pubblica?

all’articolazione della spesa stessa per natura:

- nell’ambito del limite complessivo di spesa,

quanto può spendere al massimo

quest’anno l’azienda pubblica per il

personale? Per l’acquisto di beni?

LA CONTABILITA’ FINANZIARIA

all’articolazione

- della spesa stessa per

destinazione:

nell’ambito del limite complessivo di spesa,

quanto può spendere al massimo

quest’anno l’azienda pubblica per

l’istruzione? Per la sanità? Per i trasporti?

- alla natura e provenienza delle entrate:

per finanziare la spesa, l’azienda pubblica può

far conto su trasferimenti da altri enti

pubblici? Imposte sui redditi? Imposte sugli

immobili? Tariffe dei servizi pubblici?

LA CONTABILITA’ FINANZIARIA

La contabilità finanziaria:

- utilizza come strumento tecnico fondamentale il

bilancio di previsione. Con l’approvazione del

l’organo

bilancio di previsione, infatti,

rappresentativo (Parlamento, Consiglio)

definisce le scelte relative alla natura e

provenienza delle entrate e impone un vincolo

ex ante alla natura e alla destinazione delle

spese che l’azienda pubblica potrà sostenere

nell’esercizio di riferimento.

- LA CONTABILITA’ FINANZIARIA

La contabilità finanziaria:

- la metodologia utilizzata è la rilevazione o partita

semplice, ossia la rilevazione di un solo valore

che:

1) consente di identificare la natura della decisione

(imposizione di un tributo, assunzione di un

prestito, acquisto di

un’attrezzatura);

2) Viene seguito nelle varie fasi in cui la decisione

si sviluppa e produce i propri effetti

(accertamento, riscossione e versamento per

LA CONTABILITA’ FINANZIARIA

l’entrata; impegno, liquidazione, ordinazione e

pagamento per la spesa).

La classificazione delle voci:

La contabilità finanziaria intende porre un vincolo

non solo all’entità complessiva della spesa, ma

anche all’articolazione della spesa stessa per

natura e/o destinazione, nonché alla natura e

provenienza delle entrate. Occorre quindi

definire una classificazione delle entrate e delle

spese.

Le entrate si suddividono in:

LA CONTABILITA’ FINANZIARIA

- Entrate correnti;

- Entrate in conto capitale.

La classificazione delle voci:

Entrate correnti che si suddividono in:

- Entrate tributarie: che provengono da tributi

propri dell’azienda pubblica;

- Entrate per trasferimenti correnti: ossia

relative a trasferimenti che altri soggetti –

tipicamente enti pubblici di livello superiore

LA CONTABILITA’ FINANZIARIA

assegnano all’azienda pubblica per finanziarne

la gestione operativa;

- Entrate extratributarie: costituite

principalmente da tariffe per servizi a domanda

individuale e da proventi patrimoniali.

La classificazione delle voci:

Entrate in conto capitale si suddividono in:

- Entrate per trasferimenti di capitale

LA CONTABILITA’ FINANZIARIA

- Entrate da alienazioni patrimoniali - Entrate

da indebitamento.

La classificazione delle voci:

Nel sistema contabile delle aziende pubbliche, le

entrate si articolano in titoli.

Ogni titolo viene poi disaggregato in voci più

analitiche, con livelli e denominazioni

differenziati per classe di enti. I criteri di

classificazione comunemente utilizzati sono la

natura (es. le tipologie di tributi per le entrate

LA CONTABILITA’ FINANZIARIA

tributarie, le tipologie di servizi e di proventi

patrimoniali per le entrate extratributarie) e la

provenienza (es. i soggetti pubblici e privati da

cui provengono i trasferimenti).

La classificazione delle voci:

Le spese, articolate in titoli, si suddividono in:

- Spese correnti, relative alla gestione

operativa;

- Spese in conto capitale, relative

all’effettuazione degli investimenti;

LA CONTABILITA’ FINANZIARIA

- Spese per rimborso di prestiti, relative al

rimborso di quote di capitale dei debiti di

finanziamento (le quote interessi rientrano nella

spesa corrente).

La classificazione delle voci:

Ulteriore disaggregazione delle spese è più

complessa rispetto alle entrate.

Si può fare una distinzione tra classificazioni per

natura e per destinazione.

LA CONTABILITA’ FINANZIARIA

Per natura: si evidenziano la natura dei fattori

produttivi acquisiti (per es. all’interno della

spesa corrente: la spesa per il personale, beni

di consumo, servizi, trasferimenti passivi,

interessi passivi);

La classificazione delle voci:

Per destinazione: si può far riferimento a tre diversi

approcci:

1) La classificazione funzionale: fa riferimento alle

aree di intervento dell’azienda pubblica (es.

trasporti, sanità, istruzione), generalmente

LA CONTABILITA’ FINANZIARIA

definite secondo una classificazione standard

(ossia, valida per tutte le aziende, o comunque

per tutte le aziende di una determinata classe:

per es. tutti i Comuni) e spesso denominate

“missioni” o “funzioni”.

La classificazione delle voci:

Per destinazione: si può far riferimento a tre diversi

approcci:

LA CONTABILITA’ FINANZIARIA

2) La classificazione programmatica: fa riferimento

ai programmi e progetti individuati dai processi di

pianificazione e programmazione delle singole

aziende; e quindi necessariamente specifica per

ogni azienda;

La classificazione delle voci:

Per destinazione: si può far riferimento a tre diversi

approcci:

3) La classificazione amministrativa: fa riferimento

alle unità organizzative (spesso denominate

“centri di responsabilità amministrativa”) cui è

LA CONTABILITA’ FINANZIARIA

affidata l’acquisizione e/o l’utilizzazione dei fattori

produttivi (es. spese per Ministero e per Centri di

responsabilità in cui si articola ciascun

Ministero); è quindi anch’essa necessariamente

specifica per ogni azienda.

Le fasi dell’entrata e della spesa

Sappiamo che con la “partita semplice” la contabilità

finanziaria rileva un solo valore, seguendolo

nelle varie fasi del processo di entrata o di

spesa(accertamento, riscossione e versamento

LA CONTABILITA’ FINANZIARIA

per l’entrata; impegno, liquidazione, ordinazione

e pagamento per la spesa). Occorre quindi

queste “fasi”:

analizzare nel dettaglio

Le fasi dell’entrata e della spesa

Entrate:

Accertamento: il momento in cui sorge

giuridicamente il diritto ad acquisire l’entrata

stessa (si evidenzia il credito dell’APT, il

soggetto debitore e l’importo del credito).

La riscossione e il versamento sono i momenti in

cui si verifica l’effettiva entrata di moneta. La

LA CONTABILITA’ FINANZIARIA

distinzione tra riscossione e versamento deriva

dalla combinazione di due fatti.

Da un lato le aziende pubbliche tipicamente

un’azienda di

affidano il servizio di tesoreria a

credito, che assume la denominazione di

“tesoriere” o “istituto tesoriere”. Il tesoriere

rappresenta in sostanza il “cassiere”

dell’azienda.

Dall’altro lato il debitore può effettuare il

pagamento anche altri soggetti, interni (per es.

dell’ufficio anagrafe e stato civile) o

funzionari

LA CONTABILITA’ FINANZIARIA

esterni (per es. i concessionari della

riscossione, ossia gli ex esattori).

Tutte le somme così incassate devono essere

versate al tesoriere.

Pertanto, per riscossione si intende il momento in

cui il debitore salda il proprio debito nei

confronti dell’azienda pubblica;

Per versamento si intende il momento in cui le

somme riscosse vengono versate al tesoriere.

LA CONTABILITA’ FINANZIARIA

Laddove, invece, il debitore saldi il debito

direttamente presso il tesoriere, riscossione e

versamento coincidono.

Le fasi dell’entrata e della spesa

Spese:

Impegno: il momento in cui sorge giuridicamente

l’obbligo di sostenere una spesa.

Liquidazione è il momento in cui si determina la

somma certa e liquida da pagare al creditore.

Nelle operazioni di acquisto, per es., la

liquidazione viene effettuata in base alla fattura,

LA CONTABILITA’ FINANZIARIA

ma solo dopo aver verificato la coerenza tra

al

quanto stabilito nel contratto o nell’ordine

fornitore e quanto consegnato e quanto

fatturato.

Le fasi dell’entrata e della spesa

Spese:

Ordinazione: consiste nella disposizione impartita

al tesoriere di provvedere al pagamento delle

somme liquidate. La disposizione viene

impartita tramite un documento denominato

“mandato di pagamento”.

LA CONTABILITA’ FINANZIARIA

Pagamento: è il momento in cui il tesoriere

provvede al pagamento delle somme indicate

nel mandato, quindi il momento in cui ha luogo

l’effettiva uscita di moneta.

Le fasi dell’entrata e della spesa

Nell’azienda pubblica è raro che un unico organo sia

responsabile dell’intero processo in tutto il suo

sviluppo. Attraverso la rilevazione delle fasi

della spesa, si può quindi seguire

analiticamente l’operato di amministratori e

dirigenti e di autorizzare il passaggio alla fase

LA CONTABILITA’ FINANZIARIA

successiva solo dopo il corretto completamento

di quella precedente.

In particolare:

Le fasi dell’entrata e della spesa

In particolare:

Con l’approvazione del bilancio di previsione,

1) l’organo rappresentativo autorizza e vincola

l’effettuazione delle spese da parte

dell’esecutivo;

L’impegno è l’atto con cui l’esecutivo delibera

2) l’assunzione di un’obbligazione giuridica verso

LA CONTABILITA’ FINANZIARIA

terzi nei limiti di quanto autorizzato nel bilancio

di previsione ed affida all’unità organizzativa

competente la gestione delle successive fasi del

processo di spesa;

Le fasi dell’entrata e della spesa

In particolare:

Con la liquidazione, l’unità organizzativa

3) competente per l’effettuazione della spesa

attesta la conformità della fattura con quanto

contrattato, ordinato e consegnato,

LA CONTABILITA’ FINANZIARIA

autorizzando così la ragioneria a ordinare il

pagamento;

l’ordinazione

4) Con la ragioneria autorizza il

tesoriere a procedere al pagamento.

La struttura orizzontale del bilancio di

previsione annuale: i sistemi di competenza

e di cassa.

Nel sistema di competenza finanziaria, gli

stanziamenti fanno riferimento ad accertamenti

(per le entrate) e impegni (per le spese) e sono

“stanziamenti di competenza”

denominati .

LA CONTABILITA’ FINANZIARIA

Più specificatamente, gli stanziamenti di

competenza in entrata rappresentano

accertamenti previsti; gli stanziamenti di

competenza in uscita rappresentano impegni

previsti.

La struttura orizzontale del bilancio di

previsione annuale: i sistemi di competenza

e di cassa.

I valori iscritti nel bilancio di previsione annuale

prendono il nome di “stanziamenti”. Il bilancio di

LA CONTABILITA’ FINANZIARIA

previsione svolge la propria funzione

autorizzatoria imponendo che le spese effettive

non possano eccedere i relativi stanziamenti:

Spesa effettiva < o = spesa prevista

La struttura orizzontale del bilancio di

previsione annuale: i sistemi di competenza

e di cassa.

LA CONTABILITA’ FINANZIARIA

L’approvazione del bilancio preventivo autorizza

quindi a compiere nel periodo di riferimento

operazioniche determinino impegni non

superiori ai relativi stanziamenti

Gli impegni effettivi < o = impegni previsti

La struttura orizzontale del bilancio di

previsione annuale: i sistemi di competenza

e di cassa.

Nel sistema di cassa, gli stanziamenti fanno

riferimento a riscossioni (per le entrate) e

LA CONTABILITA’ FINANZIARIA

pagamenti (per le spese) e sono denominati

“stanziamenti di cassa” “previsioni di cassa”.

o

Più specificatamente, gli stanziamenti di cassa in

entrata rappresentano riscossioni previsti; gli

stanziamenti di competenza in uscita

rappresentano pagamenti previsti.

La struttura orizzontale del bilancio di

previsione annuale: i sistemi di competenza

e di cassa.

LA CONTABILITA’ FINANZIARIA

L’approvazione del bilancio preventivo autorizza

quindi a compiere nel periodo di riferimento

operazioni che comportino pagamenti non

superiori ai relativi stanziamenti, siano questi

operazioni per le quali l’impegno è stato assunto

nello stesso periodo amministrativo oppure in

periodi successivi pagamenti effettivi < o =

pagamenti previsti

LA CONTABILITA’ FINANZIARIA

La struttura orizzontale del bilancio di

previsione annuale: i sistemi di

competenza e di cassa.

Si sono viste le fasi dei processi di entrata e di

spesa. È opportuno sottolineare come tali

di

processi possano non completarsi nell’ambito

un solo esercizio. Processi iniziati e non

conclusi portano alla formazione di “residui”.

Le somme accertate in un dato periodo, ma non

riscosse entro la fine del periodo stesso e quindi

LA CONTABILITA’ FINANZIARIA

da riscuotere nei periodi successivi, prende il

“residui attivi”.

nome di

La struttura orizzontale del bilancio di

previsione annuale: i sistemi di

competenza e di cassa.

Le somme impegnate in un dato esercizio, ma non

pagate entro la fine dell’esercizio stesso e quindi

da pagare nei periodi successivi, prende il nome

“residui passivi”.

di LA CONTABILITA’ FINANZIARIA

La struttura orizzontale del bilancio di

previsione annuale: i sistemi di

competenza e di cassa.

Il sistema di competenza finanziaria si concentra

sui movimenti della decisione e dell’assunzione

di obbligazioni giuridiche verso terzi,ossia sui

momenti in cui si concretizzano in modo

esplicito le politiche di gestione.

LA CONTABILITA’ FINANZIARIA

Il sistema di cassa si concentra sul momento degli

effettivi movimenti monetari (in entrata e in

uscita).

La struttura orizzontale del bilancio di

previsione annuale: i sistemi di

competenza e di cassa.

La normativa prevede l’adozione congiunta di

entrambi i sistemi per lo Stato, le Regioni e gli

enti pubblici non economici.

LA CONTABILITA’ FINANZIARIA

Dopo la riforma del 1995, invece, gli enti locali

adottano il solo sistema di competenza

finanziaria.

La struttura orizzontale del bilancio di

previsione annuale: i sistemi di

competenza e di cassa.

È opportuna una precisazione. Adottare il sistema di

competenza finanziaria non significa rilevare

solamente le fasi dell’accertamento e

dell’impegno. Analogamente, adottare il sistema

LA CONTABILITA’ FINANZIARIA

di cassa non significa rilevare le fasi della

riscossione e del pagamento. Le fasi vengono

comunque rilevate tutte. Ciò che cambia è solo

la fase cui si riferiscono gli stanziamenti del

bilancio di previsione.

L’equilibrio finanziario complessivo

Il bilancio di previsione annuale ha lo scopo di

l’equilibrio

garantire (imporre) a priori dei valori.

Questo principio si traduce in norme che impongono

un obbligo di pareggio (o un divieto di

LA CONTABILITA’ FINANZIARIA

disavanzo) complessivo tra stanziamenti in

entrata e in uscita.

Per le aziende che adottano il sistema di

competenza finanziaria (da solo o insieme al

“vincolo

sistema di cassa) vale quindi un

verticale di competenza” che impone l’equilibrio

fra stanziamenti di competenza in entrata e in

uscita.

L’equilibrio finanziario complessivo

A questo equilibrio concorre generalmente (ma non

nel caso del bilancio dello Stato, perché è

LA CONTABILITA’ FINANZIARIA

“sistema di competenza

adottato il cosiddetto

puro”, secondo cui i risultati di un esercizio non

vengono traslati sul successivo) il

“risultato di amministrazione iniziale”, ossia

il risultato di amministrazione alla fine

precedente a quello cui il

dell’esercizio

preventivo si riferisce (per es. risultato di

amministrazione al 31/12/2015 per il preventivo

2016.

L’equilibrio finanziario complessivo

Più in dettaglio, ipotizzando un obbligo di pareggio:

LA CONTABILITA’ FINANZIARIA

Se l’esercizio precedente si è chiuso con un

1) risultato di amministrazione nullo, gli

stanziamenti di competenza in uscita

devono essere pari a quelli in entrata;

se l’esercizio precedente si è chiuso con un

2) disavanzo di amministrazione, questo deve

“applicato”,

essere necessariamente ossia

coperto con stanziamenti di competenza in

entrata superiori agli stanziamenti di

competenza in uscita.

L’equilibrio finanziario complessivo

LA CONTABILITA’ FINANZIARIA

Per esempio, a fronte di un disavanzo di

precedente pari a

amministrazione dell’esercizio

10, stanziamenti di competenza in entrata pari a

100 dovranno essere destinati per 10 alla

copertura del disavanzo e per 90 a finanziare

stanziamenti di competenza in uscita.

L’equilibrio finanziario complessivo

se l’esercizio

3) precedente si è chiuso con un

avanzo di amministrazione, questo può essere

“applicato” in tutto o in parte, generalmente

con alcuni vincoli rispetto alle spese così

LA CONTABILITA’ FINANZIARIA

finanziate (tipicamente spese di investimento e

spese correnti una tantum). Può cioè essere

utilizzato per finanziare stanziamenti di

competenza in uscita superiori agli stanziamenti

di competenza in entrata.

L’equilibrio finanziario complessivo

Per esempio, a fronte di un avanzo di

amministrazione dell’esercizio precedente pari a

15, a stanziamenti di competenza in entrata per

100 potranno corrispondere stanziamenti di

competenza in uscita per 100 (nel caso di non

LA CONTABILITA’ FINANZIARIA

applicazione dell’avanzo), 115 (nel caso di

totale applicazione), o qualsiasi valore

compreso fra 100 e 115 (nel caso di parziale

applicazione).

L’equilibrio finanziario complessivo

L’eventuale avanzo (disavanzo) di amministrazione

iniziale viene iscritto nel bilancio di previsione

prima di tutte le entrate (spese). Il vincolo

verticale di competenza può essere quindi

rappresentato dalla seguente relazione:

LA CONTABILITA’ FINANZIARIA

la sommatoria degli stanziamenti di competenza in

(compreso l’eventuale disavanzo di

uscita

amministrazione iniziale applicato) = alla

sommatoria degli stanziamenti di competenza in

(compreso l’eventuale avanzo di

entrata

amministrazione iniziale applicato).

L’equilibrio finanziario complessivo

Analogamente, per le aziende che adottano il

“vincolo verticale di

sistema di cassa, vale un

cassa” che impone l’equilibrio tra stanziamenti

di cassa in entrata e in uscita. All’equilibrio può

LA CONTABILITA’ FINANZIARIA

contribuire il fondo cassa iniziale, ossia le

disponibilità liquide dell’azienda all’inizio

dell’esercizio cui il bilancio di previsione si

riferisce (per es. disponibilità liquide al

31/12/2015 per il preventivo 2016).

L’equilibrio finanziario complessivo

Ipotizzando un obbligo di pareggio, il vincolo

verticale di cassa può essere rappresentato

dalla seguente relazione:

LA CONTABILITA’ FINANZIARIA

la sommatoria degli stanziamenti di cassa in uscita

= alla sommatoria degli stanziamenti di cassa in

entrata + fondo cassa iniziale

L’equilibrio finanziario complessivo

Infine, per le aziende che adottano il duplice sistema

di autorizzazioni opera anche un

“vincolo orizzontale” :

stanziamenti di cassa < o = stanziamenti di

competenza + residui iniziali.

LA CONTABILITA’ FINANZIARIA

Questo perché non è possibile prevedere di

riscuotere (pagare) più della somma tra:

L’equilibrio finanziario complessivo

- Quanto accertato (impegnato) e non riscosso

(pagato) negli esercizi precedenti, cioè residui

attivi (passivi) iniziali;

e 2) quanto si prevede di accertare (impegnare)

nell’esercizio cui il bilancio si riferisce, cioè gli

stanziamenti di competenza. Il vincolo

orizzontale spiega anche la citata presenza, nel

LA CONTABILITA’ FINANZIARIA

bilancio di previsione delle Regioni e di tutti gli

altri enti che adottano il duplice sistema di

autorizzazioni, di una colonna dedicata ai

residui iniziali.

GLI ISTITUTI DI FLESSIBILITA’

Nel corso dell’esercizio può sorgere la necessità di

modificare gli stanziamenti per adeguare la

gestione ad eventuali mutamenti: per es. per far

fronte a fabbisogni di spesa inizialmente non

previsti. Queste modificazioni sono possibili, ma

devono seguire specifiche procedure (c.d.

LA CONTABILITA’ FINANZIARIA

“istituiti di flessibilità”) al fine di salvaguardare gli

equilibri di bilancio.

I principali istituti di flessibilità sono 4:

FLESSIBILITA’

GLI ISTITUTI DI

L’utilizzo di nuove o maggiori entrate,

1) in cui

l’incremento degli stanziamenti in uscita è

coperto da un equivalente incremento degli

stanziamenti in entrata;

, in cui l’incremento degli stanziamenti

2) Gli storni

su date voci di spesa è coperto attraverso

LA CONTABILITA’ FINANZIARIA

un’equivalente riduzione degli stanziamenti per

altre voci di spesa, per cui il totale degli

stanziamenti di spesa non varia;

GLI ISTITUTI DI FLESSIBILITA’

3) Il ricorso ai fondi di riserva, che rappresentano

particolari voci di spesa. I loro stanziamenti non

sono riferiti ad alcuna spesa specifica (se non in

via molto generale: per esempio, “spese

obbligatorie”, “spese impreviste”) e non possono

essere impegnati. Tali stanziamenti saranno

LA CONTABILITA’ FINANZIARIA

invece stornati ad altre voci di spesa qualora se

ne manifesti la necessità.

Tecnicamente, quindi, l’utilizzo dei fondi di

riserva è assai simile allo storno. L’unica

differenza è che lo storno ha luogo tra due voci

di spesa già specificate.

GLI ISTITUTI DI FLESSIBILITA’

4) Il ricorso ai fondi speciali, sono presenti nella

normativa dello Stato e delle Regioni, sono

analoghi ai fondi di riserva, ma hanno una

funzione più specifica. Servono infatti a coprire

LA CONTABILITA’ FINANZIARIA

gli oneri derivanti da provvedimenti legislativi

che non sono ancora vigenti nel momento in cui

si approva il bilancio di previsione, ma si

presume si perfezioneranno nel corso

dell’esercizio cui il bilancio di previsione si

riferisce. Come nel caso dei fondi di riserva, gli

stanziamenti dei fondi speciali non possono

GLI ISTITUTI DI FLESSIBILITA’ essere impegnati.

Con l’entrata in vigore dei provvedimenti

legislativi in oggetto, tali stanziamenti saranno

LA CONTABILITA’ FINANZIARIA

invece stornati alle specifiche voci di spesa

derivanti dai provvedimenti stessi.

GLI ISTITUTI DI FLESSIBILITA’

ESEMPIO:

Si consideri l’ente locale il cui bilancio di previsione

(estremamente semplificato) è rappresentato in

tabella.

Entrate spese

Tributi propri 100 personale 130

Trasferimenti 200 beni e servizi 165

fondi di riserva 5

LA CONTABILITA’ FINANZIARIA

GLI ISTITUTI DI FLESSIBILITA’

ESEMPIO:

Nel corso dell’esercizio, si manifesta la necessità di

incrementare di 2 € lo stanziamento per il personale.

L’ente ha tre possibilità. Primo, laddove le entrate per

tributi propri o per trasferimenti siano superiori al

previsto, l’ente può incrementare lo stanziamento in

entrata e, di conseguenza, lo stanziamento di spesa:

Entrate spese

Tributi propri 100 + 2 personale 130 + 2 = 132

Trasferimenti 200 beni e servizi 165

fondi di riserva 5

LA CONTABILITA’ FINANZIARIA

GLI ISTITUTI DI FLESSIBILITA’

ESEMPIO: l’ente

Secondo, può stornare una quota di

stanziamento da un’altra voce di spesa (in

questo caso l’unica è beni e servizi)

Entrate spese

Tributi propri 100 personale 130 + 2 = 132

Trasferimenti 200 beni e servizi 165-2=163

fondi di riserva 5

LA CONTABILITA’ FINANZIARIA

GLI ISTITUTI DI FLESSIBILITA’

ESEMPIO:

l’ente può attingere dal fondo di riserva:

Infine,

Entrate spese

Tributi propri 100 personale 130 + 2 = 132

Trasferimenti 200 beni e servizi 165

fondi di riserva 5-2=3

LA PROGRAMMAZIONE E LA PIANIFICAZIONE

Programmare significa definire

cosa si vuole realizzare (fini e obiettivi o, in altri

termini performance attese),

come ci si propone di farlo (mezzi), cioè con quali soluzioni

organizzative e gestionali,

e quando (tempi), in un periodo futuro, breve (fino a un anno), medio

(fino a tre anni) o lungo (oltre i tre anni).

Programmazione non è sinonimo di pianificazione. Sono due funzioni

strettamente correlate ma distinte, che conducono l’una alla

definizione di politiche e programmi e l’altra alla

predisposizione di piani e bilanci di previsione.

LA PROGRAMMAZIONE E LA PIANIFICAZIONE

Programma “lo strumento atto alla rappresentazione delle

operazioni necessarie per il raggiungimento dell’obiettivo di

produzione”.

Piano “lo strumento atto alla rappresentazione dei valori relativi alle

operazioni contenute nel programma”.

La PROGRAMMAZIONE indirizza e guida il futuro dell’APT, la

PIANIFICAZIONE traduce orientamenti e indirizzi futuri in

termini economici e finanziari.

La PROGRAMMAZIONE è il momento in cui la volontà dell’APT

si sostanzia in documenti a prevalente contenuto descrittivo ove si

individuano, si spiegano e si motivano le scelte per il futuro. Tali

LA PROGRAMMAZIONE E LA PIANIFICAZIONE

documenti sono posti a monte dei piani che, nelle APT,

assumono la forma contabile di bilanci di previsione (BP).

I documenti di programmazione più significativi per le APT sono:

- Decisione di finanza pubblica (APTS)

- Piano regionale di sviluppo (APTR)

- DUP (APTL)

Il ciclo di programmazione e pianificazione nelle APT trova il suo

momento conclusivo nell’approvazione dei BP, entro il 31

dicembre di ogni anno, ma richiede la predisposizione e la

proposta da parte dell’organo di governo (Governo, Giunta)

LA PROGRAMMAZIONE E LA PIANIFICAZIONE

di altri documenti a valenza programmatica sui quali l’organo

volitivo (Parlamento, Consiglio) è chiamato a pronunciarsi nelle

forme consone (legge, delibera).

Il processo di programmazione più articolato e complesso è quello

dello Stato (APTS). Ci soffermiamo in modo

particolare sull’APTS per due ragioni:

- Funge da modello di riferimento per tutte le APT;

- Coinvolge anche APTR e APTL e ne influenza

significativamente i cicli di programmazione e pianificazione.

Nelle APTS, i ministri assegnano, per l’anno a venire, obiettivi e

risorse ai dirigenti generali titolari dei centri di responsabilità

LA PROGRAMMAZIONE E LA PIANIFICAZIONE

delle rispettive amministrazioni, per mezzo di apposite direttive,

entro dieci giorni dalla pubblicazione della legge di bilancio.

Procedure simili sono adottate nelle APTR.

Nelle APTL obiettivi e risorse sono affidati ai dirigenti a seguito

dell’approvazione da parte della Giunta del piano esecutivo di

gestione (PEG).

I BILANCI DI PREVISIONE

Le APT, come tutte le aziende, utilizzano documenti contabili, preventivi e

consuntivi, al fine di evidenziare i risultati scaturenti dalle operazioni

LA PROGRAMMAZIONE E LA PIANIFICAZIONE

gestionali relative a un certo periodo, futuro o già trascorso, al fine di

poter predisporre una fonte informativa per gli organi aziendali e

per quanti, all’esterno, in qualità di portatori di interesse, stakeholder,

sono interessati a quei risultati.

Come per qualsiasi bilancio, anche in quelli redatti dalle APT sono

contrapposte due serie di valori, positivi e negativi, fra loro

correlate la cui differenza individua il risultato delle operazioni di

gestione che hanno determinato quei valori.

I BILANCI DI PREVISIONE

A seconda che i valori accolti in bilancio si riferiscano a operazioni di

gestione relative a un periodo futuro, annuale o pluriennale,

LA PROGRAMMAZIONE E LA PIANIFICAZIONE

piuttosto che ad un lasso temporale trascorso, solitamente di

durata annuale, si distingue fra:

- Bilancio di previsione o preventivo (BP) -

Bilancio consuntivo o rendiconto (BC).

I BP sono lo strumento per la pianificazione nelle APT. I valori esposti

nel BP esprimono la quantificazione monetaria dei probabili effetti di un piano

di condotta aziendale che implica la realizzazione di operazioni di gestione

finalizzate al perseguimento di specifici obiettivi programmati.

I BILANCI DI PREVISIONE

LA PROGRAMMAZIONE E LA PIANIFICAZIONE

Il BP rappresenta, anche, uno strumento per mezzo del quale l’organo

volitivo, dell’APT (Consiglio, Parlamento) esercita un controllo

antecedente, autorizzando l’organo di governo (Governo, Giunta) a

gestire le risorse che si renderanno disponibili entro definiti limiti

quantitativi e qualitativi.

I BILANCI DI PREVISIONE

Il BC consente di confrontare i risultati conseguiti con quelli previsti, al fine di

verificare se gli obiettivi programmati siano stati effettivamente

raggiunti e se i vincoli posti dall’organo volitivo, con l’approvazione

del BP, siano stati rispettati dall’organo esecutivo che ha gestito il

bilancio.

LA PROGRAMMAZIONE E LA PIANIFICAZIONE

Tutte le APT devono, per obbligo di legge, predisporre tanto il BP che il

BC. DI PREVISIONE, ESPONE VALORI

RIFERITI AD OPERAZIONI FUTURE

BILANCIO CONSUNTIVO, ESPONE VALORI RIFERITI AD

OPERAZIONI PASSATE

IL BILANCIO DI PREVISIONE FINANZIARIO

BPF

Le due serie di valori che il accoglie nelle sue sezioni sono:

LA PROGRAMMAZIONE E LA PIANIFICAZIONE

- Le entrate previste (Ep), mezzi finanziari che si renderanno disponibili; -

Le uscite o spese previste (Up), risorse finanziarie che saranno utilizzate.

Dal confronto algebrico tra Ep e Up scaturisce un risultato o saldo che

può essere:

1) Avanzo finanziario previsto (AFP)

Ep > Up = AFP

IL BILANCIO DI PREVISIONE FINANZIARIO

2) Pareggio finanziario previsto (PFP)

Ep = Up = PFP

3) Disavanzo finanziario previsto (DFP)

Ep < Up = DFP

LA PROGRAMMAZIONE E LA PIANIFICAZIONE

Nel caso di AFP, si prevede una sovrabbondanza di mezzi finanziari

rispetto alle necessità della gestione aziendale, per cui si renderà

disponibile un certo quantitativo di risorse che potrà essere

utilmente impiegato in futuro.

IL BILANCIO DI PREVISIONE FINANZIARIO

A seconda che le previsioni finanziarie si estendano solo al successivo

esercizio oppure a più esercizi futuri consecutivi, si distingue:

- BPFA (valori finanziari riferiti all’esercizio futuro);

- BPFP (valori finanziari riferiti a più esercizi consecutivi futuri).

LA PROGRAMMAZIONE E LA PIANIFICAZIONE

N:B: L’anno finanziario coincide con l’anno solare, per cui inizia il 1

gennaio e termina il 31 dicembre del medesimo anno.

L’esercizio finanziario è il complesso delle operazioni che hanno luogo

in dato anno finanziario.

IL BILANCIO DI PREVISIONE FINANZIARIO

BILANCIO DI COMPETENZA E DI CASSA

Le entrate e le uscite transitano attraverso due cicli o processi, noti

come:

ciclooprocessofinanziariodientrata

- -

ciclooprocessofinanziariodiuscita .

LA PROGRAMMAZIONE E LA PIANIFICAZIONE

Quando si rileva contabilmente un’entrata o un’uscita di denaro, si

lafasegiuridicaodidiritto

distingue, in primo luogo, tra e la

fasematerialeodifatto .

IL BILANCIO DI PREVISIONE FINANZIARIO

leentrate fasedidiritto accertamento

Per , la è denominata e coincide

con il momento in cui l’APT acquisisce il diritto a riscuotere una

certa somma (si evidenzia il credito dell’APT, il soggetto debitore e

l’importo del credito).

leuscite fasedidiritto impegno

Per , la è denominata , atto unilaterale

che, di norma, l’APT assume a seguito di un’obbligazione

LA PROGRAMMAZIONE E LA PIANIFICAZIONE

giuridicamente perfezionata (determinata la somma da pagare,

determinato il soggetto creditore, indicata la ragione della spesa).

IL BILANCIO DI PREVISIONE FINANZIARIO

leentrate fasedifatto riscossione

Per , la è denominata e si

concretizza nell’incasso del denaro, cioè degli importi in

precedenza accertti.

leuscite fasedifatto pagamento

Per , la è denominata , cioè l’effettivo

pagamento delle somme prima impegnate.

LA PROGRAMMAZIONE E LA PIANIFICAZIONE

La previsione delle entrate e delle uscite può riferirsi alla fase di diritto o

alla fase di fatto, per cui si distingue fra BPF di competenza

(BPFCo) e BPF di cassa (BPFCa).

IL BILANCIO DI PREVISIONE FINANZIARIO

BPF di competenza (BPFCo)

valori finanziari riferiti alla fase di diritto (accertamenti e impegni)

BPF di cassa (BPFCa)

valori finanziari riferiti alla fase di fatto (riscossioni e pagamenti) IL

BILANCIO DI PREVISIONE FINANZIARIO

LA PROGRAMMAZIONE E LA PIANIFICAZIONE

Il BPFCo espone i valori che permettono la determinazione del

risultatofinanziariodicompetenzaprevisto , che è dato dalla

differenza fra le entrate che si prevede di accertare (Ap) e uscite che

si prevede di impegnare (Ip).

Si potrà determinare:

- Avanzo (AFCo) se Ap > Ip

- Pareggio (PFCo) se Ap = Ip

- Disavanzo (DFCo) se Ap < Ip

IL BILANCIO DI PREVISIONE FINANZIARIO

LA PROGRAMMAZIONE E LA PIANIFICAZIONE

risultato

Il BPFCa accoglie valori utili alla determinazione del

finanziariodicassaprevisto , che è dato dalla differenza fra

riscossioni previste (Rp) e pagamenti previsti (Pp).

Si potrà determinare:

- Avanzo (ACa) se Rp > Pp

- Pareggio (PCa) se Rp = Pp

- Disavanzo (DCa) se Rp < Pp

IL BILANCIO DI PREVISIONE FINANZIARIO

sommeimpegnateoaccertate

È chiaro che le in un certo anno

LA PROGRAMMAZIONE E LA PIANIFICAZIONE

possono

finanziario, cioè di competenza finanziaria di quell’anno,

nonessere pagateoincassate

, rispettivamente al termine

dell’anno finanziario medesimo.

residuiattivi entrateaccertate manon

Si dicono di un dato anno le ,

riscosse entro il termine di quell’anno.

residuipassivi uscite

Si dicono di un dato anno finanziario le

impegnate manonpagate

, entro il termine di quell’anno.

IL BILANCIO DI PREVISIONE FINANZIARIO

LA PROGRAMMAZIONE E LA PIANIFICAZIONE

residui attivi residui passivi

L’individuazione dei e dei è

indispensabile per determinare un altro significativo

risultatodiamministrazione

risultato finanziario: il .

FONDO CASSA +

RESIDUI ATTIVI –

RASIDUI PASSIVI =

RISULTATO DI AMMINISTRAZIONE (AVANZO O

DISAVANZO DI AMMINISTRAZIONE)

IL BILANCIO DI PREVISIONE FINANZIARIO

LA PROGRAMMAZIONE E LA PIANIFICAZIONE

FONDO CASSA è il denaro che si trova in cassa alla fine dell’anno

finanziario relativamente al quale vogliamo determinare il risultato

di amministrazione.

I RESIDUI ATTIVI e i RASIDUI PASSIVI inclusi nel calcolo non sono

solo quelli formatisi durante l’anno finanziario, ma anche quelli

generati da operazioni di competenza di esercizi precedenti.

IL BILANCIO DI PREVISIONE FINANZIARIO

Qualora al termine di un esercizio non ci fossero RESIDUI ATTIVI e

RASIDUI PASSIVI, il RISULTATO DI AMMINISTRAZIONE

LA PROGRAMMAZIONE E LA PIANIFICAZIONE

coinciderebbe con il Fondo Cassa. Si tratta di un’ipotesi teorica,

poiché è fisiologico che al termine di ciascun anno finanziario alcune

delle operazioni, iniziate in quel periodo a seguito di accertamenti ed

impegni, non siano state ancora portate finanziariamente a termine

con incassi e pagamenti; da qui la formazione dei residui attivi e

passivi e la loro costante presenza nella determinazione del risultato

di amministrazione.

IL BILANCIO DI PREVISIONE FINANZIARIO

BILANCIO DI COMPETENZA PURA E MISTA

Il BPF dove si riportano le entrate che si prevede di accertare e le uscite

bilanciodicompetenza

che si prevede di impegnare è chiamato

LA PROGRAMMAZIONE E LA PIANIFICAZIONE

puro(BPFCoP) bilanciodicompetenzamisto

e va distinto dal

(BPFCoM)

che accoglie, in aggiunta ai valori di competenza, il

risultato di amministrazione dell’esercizio precedente a quello cui il

bilancio si riferisce.

IL BILANCIO DI PREVISIONE FINANZIARIO

Se il risultato è un avanzo, comparirà nella sezione delle entrate quale

prima voce, trattandosi di risorse di cui si potrà eventualmente

disporre nell’esercizio cui il bilancio si riferisce.

LA PROGRAMMAZIONE E LA PIANIFICAZIONE

Viceversa, nel caso di disavanzo di amministrazione, il valore sarà

posto nella sezione delle uscite, quale prima voce, dovendosi

necessariamente far carico della sua copertura.

BILANCIO DELLO STATO

Il ciclo e gli strumenti della programmazione finanziaria e di bilancio

sono individuati all’art.7, comma 2, della L. 196/2009.

predisposizione del Documento di Economia e Finanza (DEF)

illustra la situazione economico-finanziaria del Paese e gli obiettivi

che il Governo intende raggiungere

è presentato alle Camere entro il 10 aprile, così da consentirne

l’approvazione in tempo utile per l’invio, da effettuarsi entro il 30

aprile, delle sezioni relative al Programma di Stabilità (PS) e al Piano

Nazionale di Riforma (PNR) al Consiglio dell’Unione Europea.

Entro il 20 settembre, il Governo presenta al Parlamento la Nota di

aggiornamento al DEF

BILANCIO DELLO STATO

contiene gli eventuali aggiornamenti degli obiettivi programmatici fissati

nel DEF

Sulla base degli orientamenti programmatici esposti nella Nota, il Governo

presenta, entro il 15 ottobre, il disegno di legge di bilancio ed il disegno di

legge di stabilità.

L’approvazione parlamentare, entro il 31 dicembre, dei disegni di legge

di bilancio e di stabilità chiude il ciclo della programmazione

Al fine di rilevare e riassumere i risultati ottenuti nel corso della gestione

del bilancio pubblico dell’anno precedente, il Governo predispone il

Rendiconto generale dello Stato che, parificato dalla Corte dei Conti, è

trasmesso entro il 30 giugno al Parlamento per la sua approvazione.

BILANCIO DELLO STATO

Il bilancio di previsione è il principale documento contabile per

l’allocazione, la gestione e il monitoraggio delle risorse

finanziarie dello Stato.

Ogni anno il Parlamento autorizza il Governo a prelevare ed

utilizzare le risorse pubbliche nella propria attività

amministrativa.

La sua approvazione costituisce quindi un momento centrale

nella vita istituzionale del Paese: in essa le amministrazioni

centrali trovano la fonte ed i limiti della loro attività di

erogazione delle spese e prelievo delle entrate.

Viene predisposto secondo quanto previsto dalla legge di contabilità e

finanza pubblica

BILANCIO DELLO STATO

(legge 31 dicembre 2009, n. 196, come modificata dalla legge 7

aprile 2011, n. 39, Capo I, Titolo VI articoli 21-24) su base

annuale e pluriennale,

tenendo conto della legislazione vigente in materia di entrate e

spese dello Stato,

nonché dell’evoluzione del quadro economico delineato nel

Documento di Economia e Finanze (DEF, i cui contenuti sono

stabiliti dall’articolo 10 della legge 196 del 2009, e aggiornati nel corso

dell’anno in base a quanto previsto dall’articolo 10 bis). Il bilancio

registra le risorse finanziare che si prevede saranno acquisite (entrate)

ed erogate (spese) dalle Amministrazioni centrali dello Stato nel corso

del successivo triennio, secondo la legislazione vigente.

BILANCIO DELLO STATO

Sebbene il bilancio abbia un orizzonte triennale, gli

stanziamenti costituiscono limiti all’autorizzazione di spesa solo

per il primo esercizio.

Il bilancio di previsione ha forma di legge e deve essere approvato

dal Parlamento entro il 31 dicembre dell’anno precedente all’anno

finanziario cui si riferisce.

La legge di bilancio e la legge di stabilità compongono

lamanovratriennaledifinanzapubblica (articolo 11 della legge

196 del 2009), ossia le misure necessarie a raggiungere gli obiettivi

programmatici indicati nel DEF.

La legge di stabilità dispone annualmente gli adeguamenti alla

legislazione vigente necessari ad assicurare gli effetti finanziari che

BILANCIO DELLO STATO

consentono il raggiungimento degli obiettivi programmatici nel

triennio ricompreso nel bilancio pluriennale.

L’iter che porta all’approvazione della legge di bilancio annuale e

pluriennale

inizia con la predisposizione del Disegno di legge di bilancio a legislazione vigente

che viene presentato al Parlamento entro il 15 ottobre di ogni anno,

contestualmente al Disegno di legge di stabilità.

STRUTTURA DEL BILANCIO DELLO STATO

È composto:

da uno stato di previsione per le entrate e tanti stati di previsione di spesa

quanti sono i ministeri con portafoglio.

Le entrate sono ripartite in titoli

entratericorrenti nonricorrenti

ogni titolo (che può avere e ) (viene specificata la

tipologie

quota ricorrente e quella non ricorrente di ciascun titolo) è diviso in (unità

BILANCIO DELLO STATO

di voto parlamentari per le entrate). ciascuna tipologia è ulteriormente suddivisa in

categorie capitoli

e .

Gli stati di previsione della spesa sono organizzati

missioni

per , descrivono le finalità generali perseguite attraverso la spesa

dello Stato

programmi

e , rappresentano le unità di voto su cui il Parlamento si esprime

(rappresentano le ripartizioni delle missioni in aree di attività omogenee per

il raggiungimento delle finalità di ciascuna missione).

Per gli stati di previsione della spesa le Amministrazioni individuano gli obiettivi

perseguiti con i programmi di spesa e i relativi indicatori che quantificano i risultati attesi

in coerenza con le risorse a disposizione dei programmi stessi

macroaggregati

Ogni programma è poi suddiviso in: e questi ultimi: in

capitolidispesa

i quali, a loro volta, possono essere ulteriormente articolati

pianigestionali

in .

RENDICONTO GENERALE DELLO STATO

RENDICONTO

I risultati della gestione del bilancio dello Stato nell’esercizio

finanziario chiuso al 31 dicembre sono esposti nel

Rendiconto Generale dello Stato

consente di verificare le modalità e la misura in cui ciascuna

Amministrazione ha dato attuazione alle previsioni del bilancio.

conto consuntivo disciplinato dalla legge di contabilità e finanza

pubblica del 31 dicembre 2009, n.196:

il conto del bilancio il conto

generale del patrimonio.

RENDICONTO GENERALE DELLO STATO

Il Ministro dell’Economia e delle Finanze presenta alle Camere il

Rendiconto Generale dello Stato entro il 30 giugno di ogni anno.

Il Parlamento esamina e approva in forma di legge nelle settimane

successive, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione.

Prima di essere presentato al Parlamento, la regolarità del documento

deve essere valutata dalla Corte dei Conti, cui il Rendiconto deve

essere trasmesso dal Ministro dell’Economia e delle Finanze, per cura

del Ragioniere Generale dello Stato, entro la fine del mese di maggio

per il giudizio di parificazione, che si basa sul raffronto delle risultanze

del Rendiconto con le scritture tenute dalla Corte in sede di controllo

sugli atti di gestione.

RENDICONTO GENERALE DELLO STATO

Il conto del bilancio

-illustra i risultati della gestione finanziaria rispetto alle previsioni, -

evidenzia della gestione di competenza e di cassa.

Il conto del bilancio è strutturato in maniera analoga al bilancio di

previsione, essendo diviso in stati di previsione (uno per le entrate,

uno per ciascun ministero per le spese) e ripetendo la ripartizione

funzionale delle voci di spesa in missioni e programmi.

All’interno di ciascun programma si hanno le ulteriori ripartizioni per

macroaggregati, capitoli e piani gestionali

RENDICONTO GENERALE DELLO STATO

Il conto generale del patrimonio

descritte le variazioni intervenute nel patrimonio dello Stato e la

situazione patrimoniale finale.

Al Conto del bilancio, per ciascuno stato di previsione, è allegata una

nota integrativa che espone

i risultati raggiunti,

il grado di realizzazione degli obiettivi di ogni programma e le

risorse utilizzate, motivando gli eventuali scostamenti rispetto

alle previsioni.

LA CONTABILITA’ ECONOMICO-PATRIMONIALE

NELLE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE

Le aziende pubbliche adottano sistema contabile

“contabilità finanziaria”

con finalità autorizzativa

contabilità pubblica”.

o “contabilità generale”

Le imprese adottano o

“contabilità economico-patrimoniale”.

Processi di riforma dei sistemi contabili

Introduzione dellacontabilità economicopatrimoniale

anche nelle Amministr. Pubbliche a integrazione

o sostituzione della tradizionale contabilità

finanziaria.

LA CONTABILITA’ ECONOMICO-PATRIMONIALE

NELLE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE

Finalità del sistema di rilevazione contabile:

perché si rileva?

Le aziende pubbliche adottano sistema contabile

“contabilità finanziaria”

con finalità autorizzativa

Questo sistema contabile rappresenta lo strumento

con cui l’organo rappresentativo impone ex ante

un vincolo all’entità complessiva della spesa,

all’articolazione della spesa per natura e/o

destinazione e alla natura e provenienza delle

entrate

LA CONTABILITA’ ECONOMICO-PATRIMONIALE

NELLE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE

Finalità del sistema di rilevazione contabile:

perché si rileva?

Il sistema di contabilità economico-patrimoniale ha

come riferimento l’impresa

La finalità principale del sistema contabile è la

misurazione ex post del grado di raggiungimento

delle condizioni di economicità, ossia della

capacità dell’azienda di perdurare nel tempo

mantenendo la propria autonomia

LA CONTABILITA’ ECONOMICO-PATRIMONIALE

NELLE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE

Oggetto della rilevazione: cosa si rileva?

Il sistema di contabilità economico-patrimoniale ha

come oggetto principale di rilevazione

LA CONTABILITA’ ECONOMICO-PATRIMONIALE

NELLE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE

1) Ivalorichesiformanonegliscambiduranteil

periodoamministrativo

2) Lamisurazionedelloroeffettosiasulreddito

d’eserciziosiasulladimensioneecomposizione

delpatrimoniodifunzionamento.

Oggetto della rilevazione: cosa si rileva?


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia aziendale (BARI, BRINDISI, TARANTO)
SSD:
Università: Bari - Uniba
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Studio17- di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia delle aziende e delle amministrazioni pubbliche e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bari - Uniba o del prof Romanazzi Patrizia.

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