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Equilibrio economico

Si ha equilibrio economico quando M = margine equo per la rimunerazione dei cosiddetti "oneri figurativi".

Oneri figurativi

Gli oneri figurativi sono:

  • Salario direzionale
  • Interesse di computo
  • Premio per il rischio

Sono detti figurativi perché non si leggono nel bilancio. L'utile deve essere tale da garantire gli oneri figurativi.

Costi per il rinnovo

  • Reintegrativo
  • Incrementativo

I ricavi devono garantire almeno la copertura dei costi di rinnovo "reintegrativo". Se M copre gli oneri figurativi, l'avviamento è zero. Se M non supera gli oneri figurativi, si ha disavviamento.

Classificazione dei costi

I costi si classificano per:

  • Destinazione (spese amministrative e industriali)
  • Natura (personale, redditi, servizi)
  • Reattività (costi fissi e variabili) (B.E.P)

Punto utile zero fisico e monetario

Q = CF/Mcu R = CF/(1-α)

Dove:

  • Q = quantità di pareggio = Ricavi di pareggio
  • CF = Costi Fissi
  • Mcu = Margine contribuzione unitario
  • α = % di incidenza dei costi variabili sui ricavi

Punto di equilibrio economico fisico e monetario

Q = CF+M/Mcu R = CF+M/(1-α)

Dove:

  • Q = quantità di pareggio
  • R = Ricavi di pareggio
  • CF = Costi Fissi
  • M = Margine "equo"
  • Mcu = Margine contribuzione unitario
  • α = % di incidenza dei costi variabili sui ricavi

Alla fine del periodo amministrativo l'obiettivo è determinare il reddito, con le scritture di assestamento la banca non si muove mai.

Costi di impianto

Tra i costi di impianto confluiscono tutti i costi sopportati dall'azienda nella fase di costituzione, quindi le spese notarili, imposte e tasse per la registrazione, iscrizione dell'atto costitutivo, consulenze e adempimenti professionali, spese per la stampa dei certificati azionari, spese di organizzazione interna, adattamento dei locali, spese relative a studi e progetti, studi di fattibilità, ricerca e addestramento del personale, avviamento impianti e produzione, allacciamento dei servizi.

Costi di ampliamento

I costi di ampliamento sono rappresentati da tutti i costi sostenuti in un momento successivo alla costituzione dell'azienda e contrattualmente e giuridicamente a suo carico, indispensabili per il potenziamento dell'attività o finalizzati all'incremento delle capacità operative dell'impresa. Esempi includono modifiche dell'atto costitutivo e dello statuto, aumento di capitale, fusione, scissione, trasformazione, conferimento, ristrutturazione interna, avvio di nuovi processi produttivi, ammodernamento locali, sistemazione piazzali. Tali costi, sebbene sostenuti durante il normale funzionamento dell'impresa, hanno sempre il requisito della durata nel tempo, essendo riferiti a servizi che esplicano la loro attività in diversi esercizi.

Valutazione delle immobilizzazioni

Le immobilizzazioni hanno un contenuto patrimoniale idoneo a produrre effetti reddituali futuri, rappresentando elementi a fecondità ripetuta. Infatti, qualora l'utilità futura attesa fosse venuta meno, o se ne attendesse il venir meno, il valore capitalizzato deve essere svalutato proporzionalmente alla riduzione dell'utilità attesa. Essendo complesso valutare l'utilità attesa, soprattutto se il costo di impianto o di ampliamento non si riferisce a progetti specificatamente identificabili dell'impresa, è opportuno prestare attenzione nelle ipotesi di riduzione degli utili e di perdite d'esercizio. L'ammortamento dei costi di impianto e di ampliamento è disciplinato dall'art. 2426, lettera 5, del Codice Civile, secondo il quale "l'ammortamento dei costi di impianto e di ampliamento deve esaurirsi in un periodo non più grande di 5 anni". L'OIC n. 24 specifica altresì che questa limitazione temporale è puramente convenzionale, ed è motivata dal principio di prudenza, corollario per la redazione del bilancio d'esercizio.

Costi correnti e immobilizzazioni

I costi correnti sono a fecondità semplice, utilizzati per un solo ciclo produttivo, generano reddito per effetto della gestione: materie, personale, locazione e servizi.

Le immobilizzazioni sono usate per più cicli produttivi, sono quindi a fecondità ripetuta, e si differenziano in:

  • Tecniche (materiali e immateriali) generano reddito per effetto della gestione
  • Finanziarie (immateriali) generano reddito senza effetto della gestione

Apporti

Ogni impresa si costituisce mediante apporti del proprietario, se è un'impresa individuale, o mediante apporti dei soci, se si parla di società. Gli apporti possono essere in denaro e in natura (beni come fabbricati, terreni, merci, mobili).

Gli apporti in natura possono essere:

  • Congiunti: i beni apportati sono legati tra loro da vincoli di funzionalità e complementarità. Sono aziende già funzionanti o rami di un'azienda.
  • Disgiunti: quando si tratta di singoli beni che non sono legati da rapporti di complementarità. Esempio: un socio apporta un fabbricato e un camion.

L'apporto può essere anche misto, parte in denaro e parte in natura. Gli apporti in denaro sono valutati in base al valore nominale. Gli apporti disgiunti vengono valutati tenendo conto delle condizioni del bene, dell'utilità che potranno avere nell'impresa, del costo di riproduzione o di acquisto che si dovrebbe sostenere se essi non fossero stati apportati. Nel caso di apporti congiunti, la valutazione deve tenere conto, non solo del valore degli elementi attivi e passivi del capitale, ma anche del valore dell'avviamento.

Avviamento

Un'azienda già funzionante è qualcosa di più e di diverso della singola somma dei beni che la compongono. Essa dispone anche di un nome già affermato sul mercato, di una clientela già acquisita, di un'organizzazione collaudata, di fornitori con i quali si hanno rapporti abituali, di contatti già avviati con finanziatori e banche. Tutti questi elementi costituiscono l'avviamento dell'impresa che esprime la maggiore capacità di produrre reddito che ha un'azienda già funzionante rispetto ad una di nuova costituzione.

L'avviamento è rappresentato dal maggior valore che viene attribuito ad un'azienda rispetto alla somma algebrica di tutte le singole attività e passività che compongono il patrimonio. Per chi acquista un'azienda funzionante, l'importo pagato a titolo di avviamento costituisce un'immobilizzazione immateriale: costo che ha il requisito dell'utilità pluriennale ma non della materialità.

Spese di ricerca

Le spese di ricerca possono essere:

  • Di base (ogni anno, 5)
  • Di ricerca applicata (specifiche, possono essere capitalizzate 3)
  • Di sviluppo (3)

IVA (Imposta sul valore aggiunto)

L'IVA è un'imposta proporzionale e indiretta. Devono coesistere i tre presupposti: oggettivo, soggettivo, territoriale. Se vendo beni/servizi, riscuoto l'IVA dai clienti, è un debito verso Fisco, si chiama per questo IVA a debito. Se acquisto beni/servizi, sull'acquisto pago l'IVA a fornitori, e questa pagata rappresenta un credito verso Fisco, per questo si chiama IVA a credito.

Operazioni di gestione

Le aziende svolgono un'attività economica di produzione di beni e servizi. Tale attività richiede una disponibilità di risorse, tanto in fase di costituzione del capitale iniziale, quanto durante tutto il ciclo di vita aziendale nel quale si compiono tutta una serie di operazioni.

Le macroclassi di operazione di gestione, riconducibili a tutti i tipi di azienda, sono:

  • Operazioni di finanziamento: provvista di mezzi monetari
  • Operazioni di impiego (investimento): acquisizione di mezzi produttivi
  • Operazioni di trasformazione: utilizzazione dei fattori produttivi
  • Operazioni di vendita (realizzo): cessione del prodotto/servizio

Le operazioni di gestione hanno una dinamica ciclica che si compie per tutto il periodo utile di vita di un'azienda e più volte all'interno di un singolo periodo, determinato convenzionalmente, che chiameremo Esercizio (12 mesi). Possono essere rappresentate tramite una tabella a doppia entrata detta tavola dei valori. Tramite questa rappresentazione otteniamo informazioni, qualitative e quantitative, sull'insieme delle risorse, a disposizione ed utilizzate dalla gestione, che sono alla base della composizione del capitale.

TOT. SEZIONE IMPIEGHI = TOT. SEZIONE FONTI

Lo svolgimento delle operazioni di gestione comporta sempre un mutamento nella composizione del capitale.

Reddito d'esercizio

Il reddito d'esercizio è l'incremento o il decremento che il capitale proprio subisce per effetto della gestione in un determinato periodo amministrativo (esercizio). È possibile calcolarlo con:

  • Metodo sintetico: Differenza tra il capitale proprio alla fine del periodo amministrativo ed il capitale proprio all'inizio dello stesso.
  • Metodo analitico: Differenza tra il totale dei ricavi ed il totale dei costi di competenza del periodo considerato.

Contabilità generale (Co.Ge)

Il sistema di contabilità generale è finalizzato alla rilevazione della dimensione economico-finanziaria delle operazioni di gestione, sulla base di rilevazioni svolte secondo un ben preciso metodo (partita doppia). La contabilità non è altro che un linguaggio, tramite il quale rappresentiamo cosa è avvenuto all'interno del processo di gestione. I libri della contabilità generale sono:

  • Prima nota: le operazioni di gestione, come si verificano, vengono annotate su questo documento. È una scrittura cronologica elementare che serve di preparazione alla redazione della contabilità generale e di altre scritture. Rilevano ai fini dei movimenti di cassa.
  • Il libro giornale: vengono annotate in ordine cronologico tutte le operazioni esterne di gestione (scrittura obbligatoria).
  • Il libro mastro: è l'insieme dei conti ritenuti necessari per determinare nel modo più razionale il reddito di esercizio ed il capitale di funzionamento.

Prima di iniziare le registrazioni è necessario predisporre il piano dei conti. Esso evidenzia i conti che si ritiene opportuno di utilizzare durante la vita dell'impresa per raggiungere gli obiettivi che si intende conseguire con la contabilità generale.

Dal piano dei conti al bilancio di esercizio

Capitale di rischio

È un finanziamento interno, il rimborso quindi non è dovuto. La remunerazione è il dividendo subordinato al conseguimento di utili e alla volontà di distribuzione da parte dell'assemblea, si acquisisce lo status di socio. Si ha capitale sociale con un apporto di denaro, beni, servizi. I crediti verso soci accolgono la parte del conferimento non ancora versato in denaro, la banca c/c accoglie la parte del conferimento versato in denaro.

Società unipersonale = capitale versato interamente

Società pluripersonale = capitale versato almeno al 25%

Il capitale delle società unipersonali deve essere interamente versato al momento della costituzione o nel momento in cui viene meno la natura pluripersonale.

Riduzione del capitale sociale

La riduzione del capitale sociale può avvenire:

  • Per perdite (rinvio)
  • Per recesso da parte del socio

Riserva da sovrapprezzo azioni (quote)

Viene istituita quando:

  • Il prezzo di emissione delle azioni o delle quote è superiore al loro valore nominale
  • In sede di conversione delle obbligazioni in azioni il valore nominale delle prime è maggiore di quello delle seconde originando delle differenze (rinvio)

Fasi aumento del capitale

  1. Delibera di aumento del capitale sociale da parte dell'assemblea
  2. Esercizio dell'opzione di sottoscrizione da parte dei soci entro il termine assegnato
  3. Iscrizione nel registro imprese da parte degli amministratori della attestazione di avvenuta sottoscrizione dell'aumento di capitale deliberato
  4. Aggiornamento degli atti della società
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher virgiR99 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università internazionale degli studi sociali Guido Carli - (LUISS) di Roma o del prof Di Lazzaro Fabrizio.
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