Capitolo 1
Individuazione e condivisione dei caratteri universali dell'azienda
L'individuazione e la condivisione dei caratteri universali, cioè riscontrabili indipendentemente dall'epoca e dall'ambiente culturale in cui si opera, dell'azienda.
Definire l'azienda universale
L'uomo è un essere vivente in quanto manifesta dei bisogni ed il suo obiettivo è quello di creare le condizioni e ricercare i mezzi per tentare di soddisfarli nel modo più elevato possibile.
Bisogni
- Tutte le manifestazioni fisiche o psicologiche di uno stato di insoddisfazione, inquietudine o sofferenza.
Bene: ciò che è atto a soddisfare i nostri desideri e a colmare bisogni avvertiti. Esso può essere un oggetto materiale o stockabile o un oggetto immateriale detto anche servizio dove la produzione e il consumo avvengono contestualmente.
La scala dei bisogni si struttura variamente in relazione al tempo e allo spazio di manifestazione del bisogno: l'ambiente geofisico incide sulla manifestazione di certi bisogni piuttosto che di altri, lo scorrere del tempo implementa/stratifica il patrimonio delle conoscenze dell'individuo. Teniamo conto della scala dei bisogni secondo il contributo degli antropologi.
Maslow
- Autorealizzazione: sviluppo del proprio potenziale umano e profilo (moralità, creatività, problem solving, assenza di pregiudizi)
- Stima: stima di sé e rispetto degli altri (autostima, autocontrollo, realizzazione, rispetto reciproco)
- Affiliazione: relazioni e interazione con il gruppo di appartenenza (amicizia, affetto, intimità sessuale)
- Sicurezza: condizioni non minaccianti, continuità di reddito, sicurezza fisica di occupazione, morale, familiare, di salute, di proprietà
- Primari/fisiologici: elementare sopravvivenza (cibo, vestiario, casa, alimentazione, respiro, sesso, sonno, omeostasi)
Herzberg
I bisogni individuali si dividono in: motivazionali e igienici.
La maggior parte delle aziende a valore aggiunto si collocano nella parte alta della scala. Inoltre i primi bisogni necessitano servizi per essere soddisfatti, infatti la nostra società è attualmente quella dei servizi e ciò si riflette dalle osservazioni effettuate sugli addetti operanti nel settore primario, secondario e terziario.
Servizi acquistati dall'esterno per effetto della sua attività produttiva: consideriamo il valore di ciascuna componente di un cellulare. La loro somma è inferiore al valore del cellulare che otteniamo assemblandoli: valore aggiunto = prezzo di mercato cellulare - prezzo.
Funzione di consumo = è l'atto di soddisfacimento dei bisogni attraverso l'utilizzo del bene.
Valore: sommatoria del valore monetario di tutti i beni utilizzati per la produzione del bene in questione, quindi è un parametro più o meno oggettivamente determinabile. Il valore è il contenuto, l'essenza di un bene, è quanto serve per soddisfare i bisogni.
Utilità: è la capacità del bene medesimo a soddisfare un bisogno piuttosto che un altro. L'atto di consumo si focalizza sull'utilità = potenzialità. L'utilità è un parametro altamente indeterminabile e variabile nel tempo e nello spazio.
N.B Il prezzo di un bene varia in base all'utilità che l'individuo attribuisce a quel bene.
Due tipi di valore (Adam Smith):
- Valore d'uso: esprime l'attitudine di un bene a soddisfare un bisogno piuttosto che un altro. Può essere definito soggettivo in quanto è relativo da soggetto a soggetto e per il medesimo soggetto (gruppo) nel corso del tempo.
- Valore di scambio: esprime la possibilità di poter acquistare altri beni attraverso la cessione di un oggetto. Dipende dalle condizioni del mercato (e il metro di misura è la moneta) ed è legato al concetto di scarsità.
Ogni atto di godimento di un qualunque bene, mediante il quale ci si appropria del valore intrinseco al bene medesimo, è allora l'atto di consumo perché si attinge al valore del bene disponibile in modo da colmare e compensare il bisogno al quale il bene medesimo è destinato; è in questa compensazione che si distrugge o consuma valore, esaurendo il bene più o meno rapidamente e in modo definitivo, tanto che non potrà essere più impiegato dopo un certo periodo di tempo, comunque lungo.
Funzione di produzione (economia politica): trasformazione fisica e/o non (di input o di output) allo scopo di venderli sul mercato per soddisfare i bisogni dei clienti, traendo profitto, cercando di ottenere il massimo output per il dato livello di input.
Bene immateriale: non stockabile.
Economia di scala: indica la relazione tra aumento della scala di produzione (dimensione degli impianti) e la diminuzione del costo medio. Produzione a lotti non per unità: se un macchinario fa 10.001 unità devo passare al lotto successivo, quindi a 20.000 unità.
Legato al concetto di efficienza massima e si estende alla forza lavoro manageriale. A parità di costo, di materie prime, a parità di prezzo di vendita, ho maggior profitto.
Rigenerare i beni in termini di utilità posseduta. Esistono più tipologie di innovazione:
- Di prodotto: immettere nel mercato un prodotto nuovo relativo (azienda fallower) destinazione successiva del mio profitto assoluto (azienda leader) Apple inventa tablet. La differenza tra azienda fallower e leader sta su come "scremano il mercato", ovvero su come aggrediscono il mercato (politica di prezzo).
- Di processo: sul tipo di processo di produzione tecniche (catena di montaggio -- produzione su specializzazione a basso costo tecnologico). Se riguardano l'impiego di tecnologie non adottate in precedenza.
- Gestionali: non riguardano il processo tecnico di produzione, ma riguardano come si controlla la produzione ---- sono più difficili da trovarsi perché fondamentalmente al centro vi è "la variabile uomo".
Classificazione dei beni
Beni non economici: Beni per i quali non esiste un prezzo e la domanda/offerta non è necessaria.
Beni economici: Sono beni scarsi. In azienda i beni vanno valutati in termini di economicità = scarsità (per assurdo anche i beni naturali). Allorchè sono scarsi, quindi disponibili in quantità limitata, si è disposti a pagare un prezzo per assicurarsene il godimento. Con lo scambio non vi è più una netta distinzione fra bene economico e non, questo è uno dei vantaggi dello scambio.
- Distinzione in base alla materialità: bene materiale e bene immateriale.
- Distinzione in base alla temporalità: bene durevole = bene che esaurisce il proprio valore in lunghi tempi; bene non durevole o a singolo uso = bene che esaurisce totalmente il valore incorporato in un unico atto di utilizzo. Temporalità: è tesaurizzabile, ovvero l'utilizzo del bene può essere rimandato nel tempo a patto che lo scorrere del tempo non lo deteriori/distrugga e a patto che (bene a velocissimo rigiro) non sia un servizio, perché l'uso del servizio deve avvenire contestualmente al momento in cui si rende disponibile.
- Distinzione in base a come rilasciano valore: beni a fecondità ripetuta e beni a fecondità semplice. Differiscono per il numero di atti di utilizzo necessari per terminare il valore che contengono. I primi, a lento rigiro, perché la sostituzione avviene con un lasso temporale lungo, perciò differiscono a veloce rigiro (rigiro=rinnovo).
Tutte le classificazioni differiscono a livello concettuale al rinnovo del valore esaurito.
NB: La relazione sta nel fatto che i beni a fecondità semplice sono strumentali all'attivazione dei beni a fecondità ripetuta.
- Classificazione per convenzione contabile: beni annuali e beni pluriennali. L'unica differenza sta nell'esercizio amministrativo, il quale è convenzionalmente un anno oppure un periodo tipico dell'attività considerata. I beni annuali sono tutti i beni il cui consumo è ipotizzato potenzialmente essere inferiore all'esercizio amministrativo di un anno, pluriennali oltre un anno.
I beni a fecondità semplice, i beni annuali, i beni pluriennali, non sono perfettamente sovrapponibili. In azienda, le classificazioni in termini di durata non sono nette, potremmo doverci liberare di quel bene. Tutti i beni sono economici poiché scarsi e disponibili in quantità limitata con evoluzione (vedi scala dei bisogni), l'aumento del patrimonio delle conoscenze individuali e collettive ha provocato la dilatazione della scala originaria in quanto la natura non è più stata in grado di sopperire autonomamente all'offerta dei nuovi beni. Sono scarsi sia beni intermedi che finali poiché non tutti i desideri sono soddisfabili e siamo disposti a pagare un prezzo sempre più elevato.
Il concetto di obsolescenza: Riguarda la valutazione dello stato di avanzamento tecnologico del tuo bene rispetto al mercato (rispetto ai beni similari sul mercato). Quindi l'obsolescenza può aumentare indipendentemente dall'uso/consumo ma dipende non dall'azienda ma dai terzi. Beni a fecondità semplice e ripetuta e beni annuali e pluriennali non sono perfettamente sovrapponibili.
Capitolo 2
Teoria contrattualistica
(Prima metà del XX secolo, nata nella fine dell'800, non esisteva ancora il sistema capitalistico) Si basa sulla regolazione dei rapporti fra i soggetti che operano in azienda. L'azienda viene vista come un insieme di contratti poiché definisce con i contratti il miglior comportamento dei soggetti in azienda. Il problema che si pone è l'incompletezza del contratto. Non verranno mai regolarmente tutte le situazioni possibili a causa della complessità della realtà aziendale.
Teoria sistemica
(Metà XX secolo). Si appoggia sull'idea della catena di montaggio: insieme coordinato di risorse umane e materiali, ogni componente è considerato indipendente l'uno dall'altro (parcellizzazione). -La massimizzazione avviene con ogni singola massimizzazione della parcella. -È possibile calcolare la funzione di produzione: materia prima + budget = prodotto finale/razionalizzazione ed efficienza. Dove nel budget l'uomo è il fattore variabile nella catena (stanchezza, paga, qualità del lavoro).
Teoria organicistica
È quella maggiormente accettata oggi. Essa afferma che l'azienda è simile ad un qualsiasi altro organismo vivente, con organi (le particelle) che omeostano (si adattano alle modifiche dell'ambiente esterno) per sopravvivere. Quindi "unitarietà" sta come sinonimo che ogni singola azienda è unica, non replicabile; e come coordinamento dei beni patrimoniali dell'azienda, l'azienda è un attore nel palcoscenico del mercato, e ogni dipendente è attore nell'azienda stessa.
Azienda: collaborazione fra soggetti
Catturi adotta la teoria organicistica, considerando la comunità di persone che opera all'interno dell'azienda sulla base della cultura antropologica e aziendale.
Giuseppe Cerboni
(1827 - 1917) Stabilisce le regole su cui fare la ragioneria perciò fece studi sulla ragioneria scientifica. È il primo studio ad offrire un concetto di una qualche rilevanza scientifica dell'entità di cui trattiamo, apprezzandone gli elementi costituiti o strutturali e dell'altro i caratteri dinamici o operativi. Egli prospetta un concetto dell'azienda completo ma frammentato senza pervenire a una visione unitaria del fenomeno studiato. Il concetto dell'azienda in senso:
- Oggettivo: l'azienda è costituita da una sostanza amministrabile, il patrimonio ossia tutti gli oggetti ad attività amministrativa e da un'azione amministrativa conseguente.
- Soggettivo: l'azienda è costituita dal proprietario, l'amministratore, gli agenti e i corrispondenti.
Volendo unire a due a due gli elementi, si ha che: l'azienda racchiude la sostanza amministrabile nelle mani del proprietario e l'attività amministrativa nelle mani dell'amministratore, agenti e corrispondenti. Cerboni, ex militare, è stato il primo ragioniere generale dello stato italiano. Siamo nel periodo storico del latifondismo, infatti in Cerboni si trovano le 3 risorse fondamentali della teoria di Adam Smith: terra, capitale e lavoro, le quali presuppongono una separazione fra proprietario, proprietà e chi gestisce la proprietà. Nel periodo storico, Cerboni doveva stabilire il patrimonio dello stato ed assicurarsi che agenti e corrispondenti non scioperassero, attraverso la burocrazia (un contratto - teoria contrattualistica): ogni organo ha un proprio ruolo in gerarchia.
Fabio Besta
(1845-1922) Fu l'inventore del sistema partidupistico-patrimonialistico. L'azienda è vista come:
- Una somma di fenomeni, negozi o rapporti da amministrare relativi ad un cumulo di capitali che formi un tutto a sé o ad una persona singola o ad anche soltanto ad una unione qualsivoglia od anche soltanto una classe distinta di quei fenomeni, negozi o rapporti.
Teoria contrattualistica
Non fa una netta contrapposizione come Cerboni: nel concetto di somma di negozi mette insieme più soggetti, quindi più oggetti (sostanza amministrabile).
Gino Zappa
(1879-1960) Inventore partidupistico reddituale, fu allievo di Besta quindi fu un Contrattualista, elaborò 3 definizioni dell'azienda:
- Coordinazione economica in atto istituita e retta per il soddisfacimento dei bisogni umani. Questa definizione fu poi influenzata dall'enciclica durante la Rivoluzione industriale italiana dove il Papa stabilì che l'azienda deve seguire il bene comune.
- Coordinazione di operazioni economiche di cui l'uomo e la ricchezza sono elementi vitali. Ciò spiega l'importanza dei termini ricchezza e uomo. Questa definizione si costituì nel 1927 durante la crisi petrolifera nel periodo della grande depressione.
- Istituto economico destinato a perdurare che, per il soddisfacimento dei bisogni umani, ordina e svolge in continua coordinazione la produzione o il procacciamento o il consumo della ricchezza. Lo Stato interviene nell'amministrazione economica come soggetto privato. Questa definizione si costituì nel 1956 nel post depressione e nel post seconda guerra mondiale.
Teoria istituzionale
L'attività aziendale è istituzionale perché bisogna seguire delle regole di comportamento. In questa definizione evidenzia:
- Caratteri strutturali: "istituto economico destinato a perdurare"
- Caratteri organizzativi: "ordina e svolge in continua coordinazione"
- Caratteri dinamici: "la produzione o il procacciamento o il consumo"
- Finalità: "il soddisfacimento dei bisogni umani"
Pietro Onida
(1902-1982) Fu un allievo di Zappa della teoria contrattualistica. Per Pietro Onida l'azienda è un mobile (dinamico) complesso che ha l'unità nella molteplicità e la permanenza nella mutabilità.
- Unità nella molteplicità: vuol convenire sul fatto che l'azienda è costituita da numerosi elementi di varia natura, i quali appaiono strettamente coordinati da vincoli di complementarietà.
- Permanenza nella mutabilità: la capacità di adattarsi nel continuo alle mutate condizioni ambientali.
Alberto Ceccherelli
(1885-1958) Fu c...