Persone, attività economica, economia aziendale
Economia
Economia: dal greco οἶκος (casa) + νόμος (norma), è la scienza che studia le modalità di allocazione di risorse limitate tra usi alternativi, al fine di massimizzare la soddisfazione dei consumatori.
Economia aziendale
Economia aziendale: è la branca dell’economia che studia le tecniche, i processi di produzione e consumo dell’azienda, nonché l’aspetto scientifico della gestione aziendale.
L'attività economica
Le persone
L’analisi dell’attività economica prende avvio dal riconoscimento della centralità delle persone: l’attività economica è svolta dalle persone e per le persone nella loro interezza con fini materiali, sociali, spirituali. Queste persone sono membri di istituti: famiglie, imprese, Stato, istituti non profit e sono sì orientate al benessere individuale, ma ispirate anche da principi di solidarietà e di altruismo. Essi sono i protagonisti ed il centro motore del Sistema Economico, nell’ambito dei quali vengono prese decisioni relative alle scelte più adatte per adeguare i mezzi limitati al soddisfacimento dei bisogni della collettività. Le azioni dell’uomo sono determinate dalla necessità di soddisfare i propri bisogni, ossia stati d’insoddisfazione che provocano situazioni di disagio.
I bisogni
Ma cosa è un bisogno? È l’esigenza (senso di mancanza) di un bene necessario agli scopi della vita; questi bisogni possono essere:
- Naturali: legati alla componente biologica
- Sociali, che riguardano la spiritualità: etici, estetici, religiosi,...
- Essenziali, necessari per la sopravvivenza;
- Voluttuari, influenzati dalla civiltà ed avvertiti solo dopo aver soddisfatto quelli primari, e variano secondo le abitudini, della moda e del livello sociale e culturale.
I bisogni degli uomini si sono modificati con il trascorrere delle epoche e delle evoluzioni sociali. L’uomo primitivo, per sopravvivere, doveva procurarsi il cibo, combattere contro gli animali e trovare un riparo. Oggi l’uomo moderno tende a migliorare la qualità della vita soddisfacendo nuovi bisogni. È, infatti, insito nella natura umana, non appena si raggiunge un certo livello di vita, desiderare di migliorarlo ulteriormente. I bisogni si dispongono in gerarchia (in relazione ai redditi disponibili, ai gusti, alle preferenze) e sono dinamici e le scelte delle persone sono soggette ad apprendimento.
Il soddisfacimento dei bisogni
A. Maslow, nel 1954, ha formulato una gerarchia piramidale dei vari bisogni. Solo soddisfacendo le categorie alla base si può assistere all’emergere di nuovi bisogni di livello successivo.
I beni
L’elemento di soddisfazione del bisogno, come abbiamo detto, è definito bene. La prima grande distinzione di categoria di beni consiste nella differenza tra beni economici, ovvero le merci e i servizi scarsi rispetto alle esigenze delle persone, e beni liberi, ovvero quei beni non soggetti al limite di scarsità. Nel complesso, ogni bene è identificabile in ognuna di queste 7 categorie:
- Economici: ossia merci o servizi limitati rispetto al fabbisogno umano e l’individuo sostiene un onere per procurarlo e Non Economici, sono beni liberamente disponibili in quantità e qualità sufficienti per tutti;
- Primari e Voluttuari;
- Complementari, che soddisfano un determinato bisogno solo se impiegati congiuntamente e Fungibili, che possono essere sostituiti ad altri nel soddisfacimento di un dato bisogno;
- Differenziabili, sono beni che hanno caratteristiche diverse rispetto a quelli analoghi offerte da altre imprese vs. Commodities, sono beni offerti con caratteristiche uguali da tutte le imprese;
- Di Consumo, acquistati per soddisfare un determinato bisogno senza subire altre trasformazioni vs. Strumentali, utilizzati per produrre altri beni;
- Ad utilizzo singolo o durevoli a seconda che esauriscano la loro attività con un solo utilizzo o in più utilizzi; A consumo individuale o collettivo;
- Pubblici o Privati.
ES: una panchina in uno spazio pubblico sarà un bene libero, primario (soddisfa il bisogno primario di riposo), fungibile rispetto a una sedia, di commodity (non esistono panchine migliori di altre), di consumo, durevole e pubblico.
Le tre classi di operazioni dell’attività economica
L’Attività Economica consiste nello svolgimento di operazioni di produzione e consumo dei beni economici, mediante le operazioni di trasformazione tecnica che si svolgono in tutti gli istituti e che riguardano trasformazioni fisiche, spaziali e logiche sulle merci, dati e conoscenze, ed operazioni di negoziazione che caratterizzano gli Istituti ed i sistemi economici nei quali essi operano:
- Trasformazione tecnica di materie prime, impianti, conoscenze:
- Materiale/fisica in se, reversibile o meno;
- Spaziale, ovvero la distribuzione, si è evoluta (prima distribuzione di un bene prodotto a Varese e venduto a Milano, ora prodotto in Cina, assemblato ad Amsterdam per arrivare in Italia);
- Logica, c’è sempre stata, pensiamo alla nascita delle banche e agli intermediari finanziari, che si mettono in mezzo per bilanciare il rapporto tra domanda e offerta; quindi le banche non fanno altro che trasformare conoscenza. Questa tipologia di trasformazione sta diventando sempre più importante, le informazioni valgono sempre di più.
- Negoziazioni: si classificano secondo l’oggetto scambiato, che siano beni pubblici, privati, mezzi monetari, copertura di rischi e lavoro. Le negoziazioni si svolgono secondo condizioni di scambio e forme contrattuali, dove spesso si aggiungono cooperazione e competizione fra gli Istituti ed operazioni di configurazione e di governo degli Istituti attraverso la determinazione dell’Assetto Istituzionale, organizzazione, rilevazione e informazione. Le imprese operano all’interno di un mondo molto complesso, con il fine principale di produrre remunerazioni, ossia redditi; ciò è perseguito anche dai lavoratori e dai conferenti di capitale proprio.
- Di beni pubblici, la pubblica amministrazione fa transazioni con famiglie e banche, da prodotti e servizi e chiede indietro delle tasse, in più la PA impiega dipendenti pubblici che fanno parte di famiglie, dando così salari alle stesse;
- Privati, ci sono gli enti, imprese, famiglie, ecc.
- Lavoro;
- Capitali, all’interno delle imprese abbiamo due tipi di capitale:
- di rischio -> l’impresa è una persona giuridica distinta rispetto a chi possiede il capitale, comprando quindi una quota del capitale conferiamo del denaro alla stessa ma non posso toglierla, il capitale può quindi aumentare ma anche diminuire, per questo si chiama capitale di rischio, perché ci si può guadagnare ma anche perdere e questo rischio è un rischio non assicurabile, ovvero il rischio imprenditoriale; solitamente risulta essere la porzione minoritaria del capitale totale dell’azienda; ha dei mercati propri e particolari;
- di prestito, viene preso dalla banca pagando degli interessi ma è prestabilito, avendo una garanzia contrattuale a differenza del capitale di rischio; il mercato è sempre di stesso, unico, ovvero la borsa. In Italia le aziende che sono quotate in borsa sono solamente 300 e sono le uniche ad affidarsi alla semplice domanda e offerta per quanto riguarda il loro capitale. Ma ci sono anche imprese non quotate in borsa, le società di capitali sono più di un milione nel nostro paese, questo non vuol dire non ci siano transazioni di capitali, tramite compravendita, successioni, private equity (raccoglie soldi e compra pezzi di capitale di aziende private), ecc. Le negoziazioni di questo genere sono del tutto simili a quelle del mercato della borsa, ma generalmente nel merito in borsa si va a piccole trance, mentre nel mercato privato questo non è necessario perché non vi è il rischio di far crollare la borsa.
- Copertura di rischi.
- Configurazione e governo degli istituti (configurazione dell’assetto istituzionale, organizzazione, rilevazione e informazione.
La produzione economica di beni e di redditi
Tutte le imprese svolgono attività di produzione economica ovvero l’insieme delle attività svolte all’interno dell’azienda (approvvigionamento, marketing, vendita...). Non tutte le imprese attuano produzione di beni (merci o servizi): le aziende commerciali, di credito e assicurazione si limitano alla negoziazione, rispettivamente, di beni, crediti, e rischi. La produzione economica non è il fine dell’impresa, bensì la funzione caratteristica che essa svolge nelle economie di mercato; il vero fine dell’impresa è la produzione di rimunerazioni e di redditi, e la produzione economica il mezzo per pervenirvi. Il capitale può essere di due tipi: “di rischio” quando si parla dell’investimento degli azionisti, “di prestito” quando si parla di un investimento ricevuto in prestito da istituti di credito (es. banche).
- Attività economica = mezzo per soddisfare i bisogni delle persone
- Produzione di remunerazione = fine, questo perché l’impresa deve preoccuparsi di ricompensare tutti coloro che partecipano al processo produttivo (lavoratori, fornitori, Stato).
Le condizioni di produzione di un'impresa
L’impresa può essere definita come un istituto economico e sociale che trasforma risorse (input) in prodotti e servizi (output) che hanno un valore di scambio sul mercato superiore a quello delle risorse di partenza -> l’obbiettivo di un’impresa (diverso per il no profit, stato e famiglia) è produrre un output, ovvero i prodotti, che vengono poi venduti a un prezzo che moltiplicato per la quantità darà origine ai ricavi; l’impresa acquista quindi i fattori della produzione, ovvero lavoratori, materiali, ecc. Quindi l’impresa acquista input e produce output, con lo scopo quindi di fornire remunerazione per tutti vende i beni che produce e/o offre. L’attività economica si attua con l’impiego delle CONSIGIONI DI PRODUZIONE, ovvero l’insieme di tutti quegli elementi che, direttamente o indirettamente, contribuiscono in favore o ostacolo alla produzione economica dell’impresa (es. materie prime, impianti). Le condizioni primarie di produzione per un’impresa sono:
- Il lavoratore che offre lavoro all’impresa in maniera continuativa;
- Il capitale risparmio conferito a titolo di rischio.
In caso di perdita
Ogni anno si calcola questa differenza, questo perché le condizioni primarie di produzione sono il lavoro e il capitale di risparmio (o di rischio); se abbiamo una perdita questa riduce il capitale di rischio, ma l’azienda non entra immediatamente in bancarotta e non fallisce; questo avviene grazie alla funzione cuscinetto del capitale di rischio, che assorbe la perdita. Nonostante questo è possibile fallire molto prima o molto dopo, in quanto se qualcuno è disposto a pagare subito (ad esempio una banca che continua a finanziarmi), in questo modo cresce il capitale di prestito, perché continua a ottenere prestiti da un soggetto esterno.
Le imprese moderne
Ruota intorno al concetto di creazione di ricchezza: il maggior valore derivante dal processo di aggregazione, modifica e trasformazione di risorse in prodotti.
Istituti, aziende, specializzazione
Gli istituti
Le società umane, il bene comune, le istituzioni e gli istituti. Le persone tendono naturalmente a far parte di gruppi per diverse ragioni:
- Carattere sociale, per soddisfare il bisogno di socialità si preferisce produrre insieme piuttosto che in maniera solitaria; le persone hanno bisogno di stare insieme e anche l’impresa è un istituto sociale, nato dalla società in quando è costituita da uno o più imprenditori che chiameranno dei collaboratori fino all’espansione dell’impresa; si tratta di un vero e proprio bisogno sociale;
- Carattere economico; tutte le organizzazioni, famiglia compresa, consentono di produrre risultati non raggiungibili individualmente, più efficacemente grazie alla specializzazione
- Perseguire il bene comune, ovvero il prodotto della cooperazione societaria che condiziona i singoli nella “società”: è un bene funzionalmente per tutti, inteso come agevolatole dell’attività dei singoli membri; è costituito dal complesso di beni che per natura loro hanno una funzione universale e un attitudine per tutti. Va inteso, dunque, come bene dei singoli, fattore di agevolazione di ogni persona verso l’alto fine della persona umana.
Il risultato di questa “aggregazione” di persone:
- La rendita organizzativa, che deriva dal fatto di organizzarsi in una certa forma per perseguire uno stesso fine; tale cooperazione produce un vantaggio economico (denominato rendita organizzativa) rispetto a quanto è ottenibile da comportamenti isolati competitivi o opportunistici; (è differente dal reddito prodotto -> Es. tre studi di avvocati guadagnano singolarmente 100, se si associano guadagneranno 500; la rendita organizzativa sarà quindi 200).
- Il risultato residuale, è il frutto della cooperazione e dell’incertezza; per attivare la cooperazione occorre, tra l’altro, stilare patti che predeterminano i contributi e le ricompense di ciascuno; il dinamismo ambiente e i limiti della razionalizzazione umana, tuttavia, fanno sì che, ex post, compiuto un certo insieme di attività e remunerato ciascuno come da patti, si manifesti un risultato residuale (positivo o negativo) che deve essere attribuito a uno o più dei soggetti che hanno partecipato all’attività organizzata; la decisione in merito a chi debba ricevere il risultato residuale è fondamentale nel determinare la struttura di governo dell’istituto poiché di sotto è bene che il diritto-dovere di governare l’istituto spetti agli stessi soggetti cui si attribuiscono i risultati residuali.
Schematicamente si può dire che gli istituti:
- Sono organizzati da particolari regole, uguali per tutti i membri;
- Sono duraturi nel tempo;
- Hanno un permanere dinamico;
- Sono basati sulla cooperazione;
- Hanno un fine comune;
- Sono autonomi.
In ultima istanza, si possono individuare quattro tipologie d’istituto, contrapposti tra loro due a due, come nel seguente schema:
Gli istituti, le aziende, gli aggregati di aziende
Tutti gli istituti sono caratterizzati dal fine generale che è la produzione di remunerazioni; quando si parla di AZIENDA si parla dell’ordine strettamente economico di un istituto, ossia l’insieme degli accadimenti economici disposti ad unità secondo proprie leggi. Le principali tipologie d’azienda sono 4 -ognuna corrispondente a uno degli istituti prima descritti- e si distinguono per assetto e fine immediato:
| Istituto | Azienda |
|---|---|
| Famiglia | Azienda familiare di consumo e gestione patrimoniale; che ha come fine immediato il soddisfacimento dei bisogni dei membri della famiglia. |
| Impresa | Azienda di produzione -> produzione di remunerazioni. |
| Istituti Pubblici | Aziende composte pubbliche -> produzione e consumo di beni pubblici |
| Istituti no profit | Aziende no profit -> produzione di remunerazioni e consumo dei beni privati |
Le aziende, ordine economico degli istituti
A) Aziende familiari di consumo e gestione patrimoniale
La famiglia è un istituto che ha finalità di ordine sociale, etico e religioso; il fine economico, in particolare, è l’appagamento dei bisogni propri dei suoi componenti.
- Il fine economico istituzionale è invece il soddisfacimento dei bisogni attuali o futuri dei membri della famiglia. Tra i fini economici non istituzionali rientra invece la rimunerazione di tutti i suoi collaboratori esterni (servizi di pulizia domestica, parenti...)
- Il sistema degli accadimenti nell’azienda familiare si compone di processi di consumo e gestione patrimoniale, da cui la dizione utilizzata come titolo di questo capitolo.
- Il patrimonio si compone dei beni conferiti al momento della costituzione della famiglia, delle eredità e dei risparmi.
- Il reddito dell’azienda familiare è in gran parte di derivazione dal lavoro prestato in aziende, istituti pubblici o svolto in autonomia.
- La partecipazione all’attività economica degli istituti pubblici avviene tramite il pagamento di tributi.
- Il risparmio è originato principalmente dalla differenza tra il totale dei redditi percepiti, i costi di consumo e i tributi pagati
B) Aziende di produzione
Nei sistemi economici occidentali progrediti l’impresa è l’istituto fondamentale per la produzione dei beni economici privati; le imprese sono parte rilevante della società umana generale e secondo condizioni proprie partecipano al raggiungimento del bene comune della stessa. È un istituto in quanto è costituito da persone, una società umana formata da individui che fanno parte di altre società umane (es. famiglie) questo ne denota il carattere anche sociale oltre che puramente economico. L’impresa è un istituto con dominanti caratteri e finalità di tipo economico, che partecipa al raggiungimento del bene comune della società umana, e in essa gioca un ruolo fondamentale:
- Il fine economico immediato è generalmente da identificarsi con la produzione di rimunerazioni monetarie o meno.
- Gli interessi economici istituzionali fanno generalmente capo ai prestatori di lavoro e ai conferenti capitale di rischio: ad essi sono destinate le rimunerazioni prodotte dall’impresa.
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