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Macroeconomia MACROECONOMIA

- Professoressa Sestini - 1

Macroeconomia INTRODUZIONE

La macroeconomia risponde, o cerca di rispondere, alle domande relative all’inflazione, all’occupazione,

agli andamenti tendenziali dell’economia nel lungo periodo e a tutte quelle questioni economico-

finanziario il cui studio è di interessa per la vita reale.

Argomenti Tipici:

 La crescita Economica

 Le Fluttuazioni

 La Disoccupazione

 L’inflazione

 I saldi della finanza Pubblica

 Le relazioni economico internazionali

ALCUNE DEFINIZIONI:

La relazione tra questi fattori ed il benessere reale risiede nell’analisi del tasso di disoccupazione e dei

tassi di interesse.

 DISOCCUPAZIONE

“Per (), si intende il complesso delle persone che desiderano lavorare e non

lavorano”

 FORZA LAVORO )

“Si dice ( complesso delle persone che vogliono lavorare”

 “Sono OCCUPATI () le persone che lavorano”

= −

= −

DISOCCUPAZIONE

È interessante studiare il tasso di disoccupazione, ovvero la quota percentuale di disoccupati sul totale

della forza lavoro: −

= = = 1−

1− = → ln(1 − ) = ln ( )

ln − ln = ln(1 − ) ≅ −

ponendo ln = ; ln = → = −

INFLAZIONE

Un altro fattore che si era detto determinante rispetto alla vita reale, è l’inflazione, ovvero “una

situazione caratterizzata da un continuo aumento dei prezzi dei beni, cioè da una continua diminuzione

del potere d’acquisto della moneta”.

L’idea per il calcolo dell’inflazione è quella di determinare un indice dei prezzi, e di considerare, su di

esso, le variazioni percentuali. 2

Macroeconomia

Per indice dei prezzi, si intende una media ponderata dei prezzi dei vari beni considerati:

= 100 ∗ ∑

0

0

− = 1),

Dove è il peso dell’ bene all’interno della media (∑ mentre con si intende il

prezzo dello stesso bene, in un certo periodo di riferimento.

Un indice ideale dovrebbe considerare TUTTI i prezzi dei beni e dei servizi effettivamente acquistati: si

passa dunque dall’indice dei prezzi, ad un indicatore più empirico, ovvero il livello generale dei prezzi.

In pratica i pesi si calcolano un paniere rappresentativo di una famiglia tipo.

Stabilito dunque l’indice dei prezzi in un certo periodo, quello che ci fornisce una rappresentazione

efficacie dell’inflazione, è la variazione di questo indice nel tempo, che determina proprio il tasso di

inflazione: −

̂

=

MODELLI ECONOMICI

Nello studio dei fattori macroeconomici, si fa riferimento a dei modelli che ci permettono di semplificare

la trattazione e di stabilire delle convenzioni.

In questi modelli si parlerà di prezzi vischiosi (breve periodo – i salari sono fissati da contratto e non

cambiano istantaneamente) e prezzi flessibili (lungo periodo). Proprio nel caso di prezzi flessibili, si

supporrà una condizione di lungo periodo di equilibrio, ovvero di “market clearing”.

LE MISURE E I DATI DELLA MACROECONOMIA

Su quali dati basiamo la nostra analisi macroeconomica? Ebbene la lista seguente, rappresenta un buon

riassunto dei dati principali utilizzati in questo settore:

 Produzione e Spesa – (Il PIL e le sue componenti)

 Inflazione e Prezzi – (Indice dei Prezzi al Consumo e deflatore del PIL)

 Popolazione – (tassi indicatori) 3

Macroeconomia

IL PIL PIL:

Partiamo dal primo dato, quello che sarà più utilizzato nel corso, ovvero il è possibile definire questo

indicatore in 3 modi differenti:

 DEFINIZIONE #1

Il PIL misura la produzione di nuova ricchezza in un dato intervallo di tempo,

rappresenta cioè il valore finale (espresso in termini di unità di conto) di tutti i beni

finali prodotti all’interno di un paese in un determinato periodo.

 DEFINIZIONE #2

Il PIL è la somma di tutti i valori aggiunti.

 DEFINIZIONE #3

Il PIL è il reddito totale di tutti coloro che partecipano al sistema economico, ovvero

la somma dei redditi di tutti i fattori di produzione situati nel paese di riferimento.

 Definizione 1 & 3

Si osservi come le due definizioni implichino la seguente ugaglianza:

=

Questa relazione è valida per 2 motivi:

o In ogni transazione economica la spesa sostenuta dall’acquirente è pari al reddito ricevuto dal

compratore.

o Quindi la somma di tutte le spese è pari alla somma di tutti i nuovi redditi prodotti da tali spese.

TRANSAZIONI CHE ENTRANO NEL COMPUTO DEL PIL

- Fuori dal calcolo

Non tutte le transazioni, però, entrano nel computo del PIL: per esempio lo scambio di beni usati

corrisponde ad un trasferimento di ricchezza, di conseguenza non rientra nel PIL.

Anche i beni intermedi non vengono calcolati, poiché viene calcolato il valore dei beni finali, e dunque

sarebbero calcolati 2 volte.

- Computati nel PIL

Le scorte di magazzino, invece, devono essere considerate in quanto rappresentano produzione di nuova

ricchezza, così come i servizi fuori mercato (abitativi, difesa, giustizia e tutto quello che ha a che fare con

le P.A). Infine anche la così detta economia sommersa (ovvero il nero) rientrano nel calcolo del prodotto

nazionale.

 Definizione 2

Nella seconda definizione, si afferma che il PIL è pari al valore aggiunto, ovvero corrisponde al valore del

prodotto finale, meno il valore dei beni intermedi utilizzati per produrlo. Questa affermazione ha senso

4

Macroeconomia

per quanto detto in precedenza, in quanto i beni intermedi, come detto, sono compresi, in termini di

valore aggiunto, nel prodotto finito.

= = −

PIL REALE E NOMINALE

Il PIL si può considerare in 2 forme diverse:

- Il PIL NOMINALE misura il valore a prezzi correnti.

- Il PIL REALE misura il valore utilizzando come numerario di riferimento i prezzi di un anno

base.

Le variazioni del PIL nominale sono dovute sostanzialmente a variazioni della quantità di beni e servizi

acquistati o venduti, ma anche da variazioni di prezzo, e quindi dall’inflazione: neutralizzando la

variazione di prezzo, si ottiene così il PIL reale.

“Il calcolo del PIL viene effettuato utilizzando i prezzi di un anno di riferimento: in questo

modo è possibile confrontare il PIL in anni diversi” .

DAI VALORI NOMINALI A QUELLI REALI: UNA MISURA PER L’INFLAZIONE

deflatore del PIL

Il è uno strumento che permette di passare dai valori nominali del PIL, a quelli reali.

Misura il livello generale dei prezzi in maniera implicita, ovvero a partire dal rapporto PIL nominale e

reale.

= = ∗

indice dei prezzi al

Un altro strumento che permette di determinare le variazioni dei prezzi, è l’

consumo , questo indicatore misura il livello dei prezzi di un paniere tipico di consumo delle famiglie.

= ∗

L’inflazione può essere misurata dalla variazione percentuale del deflatore del PIL oppure tramite

variazioni dell’IPC (è proprio quello che accade quando calcoliamo il tasso di inflazione, dove misuriamo

le variazioni dei prezzi nel tempo: il valore di scelto può essere quello del deflatore al periodo oppure

).

dell’IPC sempre al periodo

QUAL’ È IL RAPPORTO TRA PIL ED ECONOMIA REALE?

Uno strumento utile, che dia una misura di come il valore del PIL sia connesso con l’economia reale, e

LEGGE DI OKUN,

quindi, per esempio, con la disoccupazione, è la che pone in relazione la variazione del

PIL, con il tasso di disoccupazione (la legge è sperimentale, ma i dati reali dimostrano che, pur con casi

particolari, può essere applicata per la maggior parte dei paesi). 5

Macroeconomia LEGGE DI OKUN

= ( − )

Dove è il valore del PIL reale, il PIL naturale (ovvero il tipo livello di prodotto interno lordo di uno

stato in condizioni di stabilità ed equilibrio), ed il tasso di disoccupazione reale e naturale.

Si osserva come per ridurre la disoccupazione di 1 punto percentuale sotto il suo livello naturale, il

prodotto interno lordo deve crescere di 2 punti percentuali sopra il suo livello naturale.

LA SPESA AGGREGATA

Il Calcolo della spesa aggregata è complesso e tiene conto di 4 fattori fondamentali:

CONSUMO

INVESTIMENTI

SPESA PUBBLICA

ESPORTAZIONI NETTE

Per la disuguaglianza tra PIL e Spesa, deve dunque valere la seguente relazione:

= =

= + + +

DIMOSTRAZIONE:

i i

C ; I ; G ; EXP = , =

Siano la spesa in beni nazionali se e la spesa nazionale in beni e servizi esteri se

; per come è stato definito il PIL, ovvero come un indicatore della ricchezza nazionale, deve valere che

d

= = C + I + G + EXP

Inoltre la spesa totale a carico della nazione, è data dalla somma delle spese sopra definite: 6

Macroeconomia

= + → = −

= + → = −

= + → = −

Sostituendo nella formula generale si ottiene così:

( ) ( ) ( )

= − + − + − +

Portando fuori dalle parentesi i termini ed isolando i consumi verso l’estero

= + + + − ( + + )

+ + .

Ma la somma è proprio uguale alle Si ottiene quindi

= + + + − = + + +

CONSUMO (C)

Per consumo si intende il valore di tutti i beni e servizi acquistati, comprende sia beni durevoli, che non

durevoli, che i servizi forniti agli individui: si studierà da che cosa dipende e come possa incidere

sull’equilibrio macroeconomico.

INVESTIMENTI (I)

Per investimento, si intende un bene acquistato per uso futuro: comprendono dunque investimenti fissi

delle imprese (impianti e attrezzature), investimenti residenziali, investimenti in scorte. Vedremo anche

in questo caso da cosa dipendono e in che modo possono influire sull’equilibrio macroeconomico.

SPESA PUBBLICA (G)

Per spesa pubblica si intende l’insieme di beni e servizi acquistati dalle P.A: sono escluse le spese per

trasferimenti e redistribuzione in quanto non producono nuova ricchezza. Vedremo come possa influire

sull’equilibro macroeconomico (politiche espansive o meno).

ESPORTAZIONI NETTE (NX)

Le esportazioni nette sono pari al valore totale delle esportazioni, meno il valore totale delle importazioni:

o ESPORTAZIONI: beni e servizi prodotti all’interno del paese e acquistati da consumatori stranieri.

o IMPORTAZIONI: beni e servizi prodotti all’estero e acquistati da consumatori domestici.

= −

IL PRODOTTO NAZIONALE LORDO (PNL) e IL PRODOTTO INTERNO NETTO (PIN):

Un altro strumento di analisi è il PNL e il PIN, ovvero la differenza tra:

= −

= −

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Macroeconomia L’ECONOMIA APERTA

Le relazioni economiche internazionali

LA BILANCIA DEI PAGAMENTI

Ogni economia interagisce con il resto del mondo attraverso 2 canali:

 LEGAMI COMMERCIALI (scambi di beni e servizi)

 LEGAMI FINANZIARI (movimenti di natura prettamente monetaria)

BILANCIA DEI PAGAMENTI

La è la registrazione di tutte le transazioni dei residenti di un certo paese

con il resto del mondo: essa, per quanto detto in precedenza, sarà composta dalla somma di 2 voci

 CONTO CORRENTE o CONTO DELLE PARTITE CORRENTI

- Registra il commercio in beni e servizi e i pagamenti per trasferimenti.

 CONTO CAPITALE

- Registra acquisti e vendite di attività finanziarie e reali.

Per quel che riguarda il conto corrente, se ci concentrassimo solo sullo scambio di beni, staremmo

analizzando il valore delle esportazioni nette che, in questo caso, è definito come SALDO DELLA BILANCIA

COMMERCIALE. Aggiungendo l’interscambio di servizi e i trasferimenti netti, si ottiene il SALDO di CONTO

CORRENTE.

Per quel che riguarda il conto capitale, ci riferiamo a indebitamenti o a concessione di crediti, tenendo

conto anche degli interessi relativi a questi movimenti.

Deve valere la seguente relazione:

+ =

Questo significa che per ogni acquisto di beni o servizi, deve corrispondere un pari esborso di moneta.

I movimenti monetari, non sono necessariamente dovuti a corrispettivi per l’acquisizione di beni o servizi,

ma possono corrispondere a movimenti prettamente finanziari da parte di un certo Paese.

Il conto capitale viene spesso suddiviso in 2 parti distinte:

 MOVIMENTI DI CAPITALI

 VARIAZIONI DELLE RISERVE UFFICIALI (a seguito di attività da parte della banca Centrale)

In base a questa divisione si definisce un nuovo saldo:

= +

= .

Dove la seconda disuguaglianza deriva dal fatto che i conti esteri devono essere in pareggio. 8

Macroeconomia

IL RISPARMIO NAZIONALE

Andiamo adesso ad analizzare quale ruolo giochino le esportazioni nette nei flussi nazionali e come si

possa riscrivere in funzione del risparmio nazionale.

Partendo dall’identità del reddito, si ottiene che:

= + + + →

= − ( + + )

Si osserva come se il prodotto è superiore alla spesa interna, allora le esportazioni nette sono positive,

ovvero il paese esporta all’estero, inoltre riscrivendo l’equazione precedente:

(

= − − ) − = −

− −

Infatti la differenza può essere vista come l’espressione del risparmio nazionale (prodotto

meno spesa privata e pubblica). Questa espressione a sua volta può essere riscritta come segue:

( ) ( )

= + − − + − −

= +

Dove sono le tasse, sono i trasferimenti all’interno del paese (pensioni, welfare…). La formula

indica la differenza tra risparmio privato e risparmio pubblico (sono considerazioni logiche).

Si vede come se il risparmio nazionale, è maggiore degli investimenti, allora le esportazioni nette sono

positive (il paese è creditore nei confronti dell’estero).

La differenza tra risparmio nazionale ed investimenti, può essere vista anche in termini di deflusso netto

di capitali, che si determina quando si verifica un eccesso di risparmio nazionale sull’investimento

interno: = −

Dove se:

o − > 0 il paese è un creditore netto

o − < 0 il paese è un debitore netto

o =

In economia chiusa vale necessariamente

ANALISI LOGICA

Riassumendo possiamo dire come il Deflusso netto di Capitali debba essere uguale al Saldo delle Partite

Correnti che a sua volta corrisponde all’investimento netto estero.

Se il risparmio nazionale è maggiore degli investimenti, significa che il paese sta risparmiando più di

quanto stia investendo: il rimanente è investito all’estero come contropartita delle e

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Michele0812 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Macroeconomia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Sestini Roberta.
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