Azienda e variabili organizzative
Azienda: insieme organizzato di persone e di mezzi che perseguono determinati obiettivi di gestione, indipendentemente dal fatto che si tratti di un’impresa.
Variabili organizzative
- Struttura organizzativa: è l’ossatura data al lavoro direzionale ed esecutivo dell’azienda e consta di una molteplicità di caratteri riconducibili a divisione del lavoro tra soggetti ed il suo coordinamento.
- Meccanismi operativi: servono per rendere il disegno strutturale concreto ed operativo; fanno funzionare correttamente la struttura. Sono strumenti per esplicitare gli obiettivi di gestione, per guidare le persone verso il raggiungimento e per verificarne l’ottenimento.
- Modello di direzione: esso è lo stile di management, dunque la leadership e la cultura. Sono i modelli di comportamento, valori, idee, principi cui attenersi.
- Variabili di contesto: ambiente generale e specifico (unica esterna). Un'azienda in un nuovo paese sarà costretta ad adattarsi.
- Modello di governo: regole che disciplinano distribuzione ed esercizio del potere tra i soggetti coinvolti nella gestione aziendale.
- Oggetto di attività: settore/i scelti per esercizio di propria attività.
- Strategia aziendale: insieme di scelte di fondo in grado di dare un volto durevole all’impresa.
- Responsabilità sociale: responsabilità dell’azienda in termini d’impatto.
- Mezzi tecnici e tecnologie: caratteristiche e svolgimento dei processi produttivi come insieme di conoscenze tecniche per eseguire i propri compiti.
- Variabili umane: viste non solo individualmente ma anche socialmente.
Teorie e approcci organizzativi
- Taylorismo: si basa su universalità delle regole, cioè che valgano per ogni azienda. Deve tenere conto della variabile umana; esso detta semplicemente delle linee generali.
- Teorie motivazionali: un soggetto facente parte di un’organizzazione per essere efficiente deve essere soddisfatto anche su vari bisogni: igienici, fisiologici, di sicurezza e motivanti, per esempio. Suggeriscono scelte organizzative per motivare le persone.
- Modelli Contingency: modella la progettazione organizzativa su esigenza di strategia aziendale e di altri fattori, come ambiente esterno, tecnologie, soggetti aziendali e strategia.
I caratteri della struttura organizzativa
Definita da una serie di caratteri riguardanti divisione del lavoro e coordinamento delle attività. Sono 6 caratteri:
1. Specializzazione del lavoro
Riguarda il numero di attività che è opportuno affidare alle singole posizioni di lavoro. La specializzazione dei compiti può essere verticale o orizzontale. Se ha alta specializzazione verticale, avrà poca autonomia decisionale. Se ha alta specializzazione orizzontale avrà poche attività da svolgere. Un esempio è la cassiera al supermercato che ha tutte e due.
2. Grouping - Raggruppamento lavoro
Si decide come raggruppare le singole posizioni di lavoro. Ci sono diversi modi di raggruppare: per tempo, per numero, per conoscenze, per funzione, per processo, ecc.
- Input: favorisce efficienza e rafforza le competenze specialistiche, basandosi su caratteristiche risorse.
- Output: favorisce efficacia, soprattutto servizio per clienti. Si basa su prodotti/mercati.
Lo sviluppo verticale è definito dal numero dei livelli di gerarchia. Se troppo lungo può provocare problemi di “costi, comunicazione e motivazione”. Si possono decentrare le decisioni, ma qui sorge il problema dell’ampiezza del controllo, che dà origine allo sviluppo orizzontale della struttura.
3. Coordinamento
Significa mettere insieme ed integrare il rapporto di più soggetti appartenenti alla stessa unità operativa o a unità differenti. L’esigenza cresce con dimensione dell’azienda, differenziazione ed interdipendenza (lega le parti da coordinare).
I principali metodi di coordinamento sono:
- Fissare regole
- Fissare obiettivi comuni
- Creare unità organizzative autosufficienti
- Supervisione gerarchica
- Sistemi di valutazione ed incentivazione personale
- Sistemi di formazione del personale
Modo per scegliere tra tali strumenti: bisogna valutare varie cose, come si può standardizzare quella certa attività? Non sempre si è adatti a routine.
ICT ha un ruolo fondamentale in efficacia.
4. Decentramento
Riguarda la diffusione dei poteri decisionali all’interno della struttura organizzativa, in particolare tramite delega a livelli gerarchici. Delega significa dare poteri decisionali ai propri dipendenti, deve essere continuativo, su questioni non marginali e fino a livelli più bassi della struttura.
Coordinamento: dimensione orizzontale.
Decentramento: relazioni verticali e quindi gerarchia.
Ci sono diversi tipi di decentramento:
- Decentramento verticale: vuole implementare strategia
- Decentramento orizzontale: vuole rafforzare organi di supporto
- Decentramento selettivo: poteri gestiti in modo settoriale con problematiche su un certo prodotto o una certa fattispecie, orientato ad input
- Decentramento parallelo: poteri decisionali paralleli su decisioni di gestione complessiva, orientato ad output
Bisogna trovare un giusto bilanciamento tra autorità e responsabilità, tramite azioni e risultati raggiunti: bisogna trovare giusto grado delega.
5. Formalizzazione
Si creano regole che rendono chiaro come comportarsi ai membri dell’organizzazione in certe situazioni. Si esplicita in forma scritta ed ufficiale “chi fa cosa e come lo fa”. Standardizza processi favorendo efficienza ed efficacia; inoltre protegge clienti e dipendenti da comportamenti arbitrari. Se il grado di formalizzazione è molto elevato si ottiene una “organizzazione burocratica”. Bisogna star attenti a non esagerare sennò si perdono di vista obiettivi e clienti; inoltre non si innova granché.
6. Dimensione organici
Esso è il numero di cui necessita una certa unità organizzativa e per aggregazione (sommando le u.o.) l’azienda. Questo è un carattere molto delicato.
Per il lavoro standardizzabile esiste un numero oggettivo di personale, mentre per un lavoro creativo si può solo vagamente stimare il numero di personale.
Configurazioni organizzative
I vari caratteri della struttura possono essere combinati tra loro e con altre variabili organizzative. Ci sono 5 componenti dell’organizzazione, ovvero:
- Vertice strategico: composto da soggetti che hanno autorità di formulare le massime decisioni aziendali.
- Linea intermedia: formata da soggetti che coordinano le attività tra il vertice e le unità operative.
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