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Appunti Diritto penale generale

Appunti di Diritto penale basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof. Pecorella dell’università degli Studi di Milano Bicocca - Unimib, facoltà di Giurisprudenza, Corso di laurea in giurisprudenza. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Diritto Penale docente Prof. C. Pecorella

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ESTRATTO DOCUMENTO

se la guardo “in concreto”, potrei giungere alla conclusione opposta. L’ accordo era di nessun

arma, e viceversa che l’ omicidio era imprevedibile e la violenza sessuale si, per situazioni

particolari.

Dopo la sentenza del 1988:

Previdibilità in astratto o in concreto ?

o

La responsabilità penale deve essere considerata in concreto.

Quando la cassazione applica l’ art. 116 c.p. , nella sentenza attribuisce l’ omicidio a titolo di colpa

(donna che ruba le chiavi cassaforte e le dà a dei criminali). La possibile morte era prevedibile.

Nell’ aver introdotto il coefficente di colpa, sembra aver risolto ogni problema (copre tutto

o rapina – morte), la pena è diminuita rispetto a fatto DOLOSO.

se era prevedibile ne può essere chiamato a rispondere ma a pena diminuita.

Se sei rimproverabile a titolo di colpa, ti applico la pena, che nella conrice edittale tiene conto di

fatti dolosi. Il problema non è risolto.

è un principio formalmente rispettato. Quindi l’ art. 116 meriterebbe di essere sottoposto all’ esame

della Corte Cost. La pena è sprporzionata. Mantiene una sorte di logica di resp oggettiva.

PREREINTENZIONE

Articolo n.43 Elemento psicologico del reato. 1. Il delitto:è doloso, o secondo l'intenzione,

quando l'evento dannoso o pericoloso, che è il risultato dell'azione od omissione e da cui la legge

fa dipendere l'esistenza del delitto, è dall'agente preveduto e voluto come conseguenza della

propria azione od omissione;

è preterintenzionale, o oltre l'intenzione, quando dall'azione od omissione deriva un evento

dannoso o pericoloso più grave di quello voluto dall'agente; (prereintenzione)

c’è qualocosa di simile al 116. Prima era considerato autonomo, diverso da dolo o colpa. C’è solo

nei delitti ed è stato utilizzato pochissimo. C’è una sola ipotesi nell’ omicidio.

e’ stato poi introdottto nell’ aborto : donna percossa e perde il bambino.

Articolo n.584 Omicidio preterintenzionale. 1. Chiunque, con atti diretti a commettere uno dei

delitti preveduti dagli articoli 581 e 582, cagiona la morte di un uomo, è punito con la reclusione da

dieci a diciotto anni .

1) Cosa prevedono gli altri articoli ? percosse e lesioni personali

Cagiona una morte non voluta qualora lo ammazzi con percosse e lesioni personali.

Es caso della vecchietta spinta che si ruppe il bacino e morta per non fluidità del sangue. Chi la

spinse è stata accusata di omicidio prerintenzionale dalla Corte di Assise. Purtroppo non hanno

sollevato la questione alla Corte (dopo l’ 88). La resp oggettiva è diversa dalla prerintenzionale. La

prereintenzionale, iin realtà è oggettiva. Risponde benchè abbia voluto solo percosse o lesioni

delle conseguenze successive.

la morte non è voluto e a quel titolo gli viene attribuita.

il legislatore la intende come diversa, perchè se anche non va accertata la colpa oltre l’ evento

morte, c’è una prevedbilità già prevista.

il medico che ha dato meno eparina, è una responsabilità colposa concorrente ma che non fa

venire meno quella della donna.

Il magistrato ha seguito il procedimento corretto: interpreta la norma in modo compatibile con la

Costituzione. Hanno verificato se si potesse applicare una rimp per colpa. 27

- Accerta la volontà di cagionare lesioni (se si sviluppa una malattia è lesione)

- Verificare se la morte poteva considerarsi prevedibile. Se lo fosse stato, la signora doveva

astenersi a dare una spinta. Ti condanno per preterintenzione.

Si trasforma da un insieme di dolo iniziale misto resp oggettività ad un dolo iniziale unito con colpa

dell’evento.

Ne abbiamo bisogno di tale figura interpretata come dolo + colpa e la relativa pena

o pensata in ottica oggettiva ?

No, perchè in sua assenza, la signora avrebbe risposto di lesioni dolose + omicidio colposo. E

nella disciplina del concorso di reati la pena era molto più bassa. Nell’ aver salvato tale norma si

ha una sanzione che riponde ad una logica di resp oggettiva.

STRUTTURA DEL REATO

Vi sono diverse concezioni :

BIPARTITA: elemento soggettivo si esaurisce in dolo o colpa

TRIPARTITA : La tripartita ha analizzato in modo più moderno :

-tipicità

-antigiuridicità

-colpevolezza (elemento soggettivo) : si inserisce all’ interno dell’ elemento soggettivo in termini

di possibilità di un rimprovereo (rimproverabilità). All’ interno della colpevolezza oltre a dolo o colpa

c’è l’ imputabilità. È il presupposto del giudizio di colpevolezza, se fosse capace di intendere e di

volere al momento della commissione del fatto

Nel nostro codice ci sono prove che viene seguita la bipartita : l’ imputabilità sta fuori dagli elementi

essenziali del reato. Si parla di capacità penale, si stabiliscono durata della misura di sicurezza, a

seconda che sia stato realizzato con dolo o con colpa.

PER DOLCINI :

seguono la concezione quadripartita, aggiungono un elemento : la punibilità.

idea non orginale, viene dalla dottrina tedesca. Lo hanno inserito perchè non possiamo dire

quando il reato è perfezionato, quando per una ragione o un’ altra, l’ ordinamento decide che il

singolo fatto concreto non è punibile.

se la caratteristica principale è quella di essere punibili, come posso dirlo che invece non è punibile

? dunque viene considerata la punibilità.

non è stata condivisa sino ad oggi, perchè fanno rientrare una serie di situazioni differenti tra loro :

immunità personale politico o non punibilità nel penale ambientale che si è ripristinata la situazione

precedente. Sono casi troppo diversi : un calderone ove ci sta dentro di tutto.

E’ un lavoro svolto dalla dottrina che agevola lo studio del reato, non c’è una norma penale che la

descrive, è una creazione dottrinale.

la concezione tripartita riproduce i passaggi logici che il giudice deve fare per la sussistenza del

reato.

ELEMENTI :

TIPICITA’ ANTIGIURIDICITA’ COLPEVOLEZZA

Coincidenza tra il fatto assenza di cause di Rimproverabilità. Giudizio che

realizzato con quello descritto giustificazione : il giudice non non si ferma solo nell’

nel precetto penale, altrimenti le verifica tutte, fa come l’ accertamento del dolo e della

non può essere punito imputabilità, si verifica solo colpa

(principio di legalità) quando nel caso concreto 28

sorge il problema

(presunzione).

se il fatto è tipicio c’è già un

indizio che è antigiuridico.

LA TIPICITA’

Giudice : confornto tra comportamento realizzato -> descrizione norma incriminatrici. Esse

possono essere molto diverse. Esistono modelli diversi di reato, non sono costruite tutte allo

stesso modo. Dunque, si fa un percorso attraverso modelli di reato studiando la tipicità.

l’ accertamento del giudice richiede valutazioni diverse a seconda del reato che si trova davanti.

1. Reato che punisce una condotta : furto

2. Reato che punisce chi causa un evento : omicidio

Il giudice deve compiere valutazioni diverse. Bisogna valutare il nesso causale per il cagionare l’

evento, mentre per il furto è solo accertare le circostanze.

prima di dire che uno sia morto per omicidio bisogna prima verificare se è conseguenza della mia

condotta.

3. Reato omissivo / reato commissivo

4. Reato di danno di pericolo

5. Reato consumato / tentato

6. Monosoggettivo / plurisoggettivo

La 5 e la 6 stanno fuori dalla struttura del reato e nella sua analasi, ma per una comprensione per

l’ accertamento del giudice vengono messe sullo stesso piano.

DISTINZIONE TRA REATO DI MERA CONDOTTA E REATO DI EVENTO

EVENTO

Devo accertare il nesso causale

art. 40 c.p. :

Articolo n.40 Rapporto di causalità. 1. Nessuno può essere punito per un fatto preveduto dalla

legge come reato, se l'evento dannoso o pericoloso, da cui dipende la esistenza del reato, non è

conseguenza della sua azione od omissione.

2. Non impedire un evento, che si ha l'obbligo giuridico di impedire, equivale a cagionarlo

Articolo n.41 Concorso di cause.

1. Il concorso di cause preesistenti o simultanee o sopravvenute (successiva condotta), anche se

indipendenti dall'azione od omissione del colpevole , non esclude il rapporto di causalità fra

l'azione od omissione e l'evento .

2. Le cause sopravvenute escludono il rapporto di causalità quando sono state da sole sufficienti

a determinare l'evento. In tal caso, se l'azione od omissione precedentemente commessa 29

costituisce per sé un reato, si applica la pena per questo stabilita.

3. Le disposizioni precedenti si applicano anche quando la causa preesistente o simultanea o

sopravvenuta consiste nel fatto illecito altrui.

Non c’è un’ unica causa, ma una pluralità. È sufficiente che tra tutte queste ci sia anche la condotta

dell’ agente.

recepisce i postulati della teoria condizionalistica : conditio sine qua non “teoria dell’ equivalenza”.

Pone tutti gli antecedentii di un evento sullo stesso piano. Non c’è una selezione tra cause.

• L’ azione o l’ omissione, che è considerata causa evento ex art. 41, è condizione

necessaria o sufficiente, o necessaria e sufficiente?

Devo verificare se la condotta dell’ imputato è causa dell’eveneto che si è prodotto, ovvero se lui

ha realizzato un fatto tipico. Non importa se la tua condotta sia stata sufficiente, perchè può essere

giunto l’ evento per un concorso di cause. Quello che importa per dire che l’ evento è imputabile,

che tra tutte queste condizioni necessarie ci sia anche la tua condotta. Non importa che sia

sufficiente ma è necessaria.

sufficiente proprio no, non è da sola che può giustificare. Si deve inserire nelle concause.

Tipicità -> Diversi modelli di reato :

• reati di mera condotta (furto)

• reati di evento (omicidio) = la fattispecie incriminatrice prevede un evento. Per andare

incontro a sanzione penale.

a monte Il legislatore quando ha deciso di incriminare questi reati, una forma di modalità di

aggressione del bene che voleva proteggere (la vita).

il legislatore sceglie ciò che è penalmente rilevante e per il fenomeno che vuole incriminare, può o

descrivere una condotta o decidere di impostare il fulcor della norma penale sulla causazione di un

evento.

Modello di condotta : immedesimarsi nella posizione del giudice dinnanzi alla persona accusata.

Se quel reato è di merda condotta il giudice dovrà solo verificare che la condotta corrisponda a

quella descritta nella norma incriminatrice.

può diventare difficile la probazione nel caso concreto.

Qualora il giudice si trova dinnanzi ad un reato di evento (art. 40 c.p.) che per poterlo attribuire

deve aver verificato il nesso causale tra condotta -> evento. Deve essere attribuibile come causa

alla condotta del soggetto. Sul piano oggettivo deve esserci questo legame.

il legame nella resp oggettiva, non poteva essere considerato con resp per fatto altrui.

Come lo accertiamo il legame ?

L’ art. 41 c.p. sul concorso di cause da un’ indicazione preziosa : teoria condizionalistica (sine qua

non)

Articolo n.41 Concorso di cause.

1. Il concorso di cause preesistenti o simultanee o sopravvenute, anche se indipendenti dall'azione

od omissione del colpevole, non esclude il rapporto di causalità fra l'azione od omissione e l'evento

.

2. Le cause sopravvenute escludono il rapporto di causalità quando sono state da sole sufficienti a

determinare l'evento. In tal caso, se l'azione od omissione precedentemente commessa costituisce

per sé un reato, si applica la pena per questo stabilita.

3. Le disposizioni precedenti si applicano anche quando la causa preesistente o simultanea o

sopravvenuta consiste nel fatto illecito altrui. 30

Pone tutte le cause di evento sullo stesso piano : non importa che sia il risultato di tante cause

indipendente. L’ importante è che fra tutte queste, ci sia la causa dell’ agente.

si fa una selezione delle cause di un evento che le mette tutte sullo stesso piano, purchè ci sia

quella dell’ agente.

1. Cosa dice la teoria condizionalistica ?

Che il comportamento dell’ agente sia una delle tante cause necessarie a cagionare l’ evento

(teoria condictio sine qua non).

2. Perchè si chiama così ?

Dice a chi vuole ricostruire la relazione causale, deve attuare un giudizio chiamato controfattuale,

ovvero che va contro i fatti e come si sono realizzati.

es : persona ha sparato, cade e morta. Il giudizio controfattuale è immaginare una situazione

diversa e contraria. Ovvero se il soggetto sarebbe morto lo stesso se non avesse ricevuto il colpo

d’ arma da fuoco. Sapere se è stata la causa della morte o meno. È un procedimento di

eliminazione mentale. La vittima sarebbe morta lo stesso? Se è si, la condotta dell’ agente non è

stata così necessaria, perchè si può eliminare senza che il delitto venga meno.

Si può risalire all’ infinito nel ravisare le cause dell’ evento (regresso all’ infinito). Andando

o indietro nel tempo, paradossalmente potrei dire che i genitori sono la causa dell’ omicida

perchè l’ hanno messo al mondo. È un obiezione valida o no?

Sul piano dell’ accertamento della causalità condizionalistica, ottengo un numero ampio di

antecedenti. Cosa mi occorre per incorrere nella responsabilità penale ?

La teoria della condictio sine qua non non fa selezione, ma se ci fosse un giudice applica la teoria

condictio sine qua non, afferma che i “genitori sono la cuasa della morte della vittima per aver

messo al mondo al figlio”. Avremmo un filtro al momento della colpevolezza. Se vi fosse un

estensione così ampia, quelle persone sarebbero chiamate a rispondere penalmente se gli si può

muovere un rimprovero. Dunque, i genitori, totalmente estranei, sarebbero concorrenti a

rispondere.

Tuttavia, per quali situazioni soltanto, sarebbe stato grave il regresso all’ infinito ? nell’ ipotesi di

responsabilità oggettiva. Perchè il filtro della colpevolezza non operava. La resp si basava solo

sul legame causale condotta -> evento.

Quale era il vero llimite della teoria condizionalistica ?

o

Si può fare solo se è già stato scoperto il meccanismo causale che c’è tra due fenomeni

es: uno spara e colpisce un organo vitale / medico fa una autopsia e ricostruisce che se la

pallottola colpisce provoca l’ effetto della morte.

in altre situazioni non siamo in grado di dirlo. La scienza non ha spiegato la relazione causale che

intercorre tra due fenomeni : “ma se non avesse respirato e lavorato in quella fabbrica sarebbe

vivo?” nei processi per amianto. Prima non si sapeva la pericolosità della sostanza e non era in

grado di attuare il processo controfattuale.

es farmaco in Germania per donne che partoriscono figli malformati, ma la scienza non aveva

spiegato se l’ assunzione del farmaco provocava malformazioni.

è necessaria la conoscenza.

Cosa si fa in questi casi ? ove non c’è una legge scientifica di copertura ?

o

Ci sono 2 alternative : o ci si basa sul suo intuito. (figli con malformazione senza antecedenti nelle

famiglie ecc dà la colpa al farmaco).

sentenza della Cassazione : il giudice sempre e cmq quando afferma un nesso causale deve fare

riferimento e fondare le sue affermazioni su una legge scientifica. Non ci interessa il suo intuito. 31

Quale può essere questa legge ?

o

L’ ideale sarebbe una legge universale : nella maggior parte dei casi a quell’ evento segue un altro.

Il giudice non potrebbe mai arrivare a trovare la prova del nesso causale. Le leggi universali sono

poche.

In alternativa può usare le leggi statistiche : leggi che danno probabilità in percentuale del

verificarsi l’ evento.

si ammette che il giudice può affermare il nesso causale anche con le statistiche. Più la % è alta,

più garanzie abbiamo.

Oppure una legge con bassa % di probabilità solo se il giudice può escludere qualsiasi causa

alternativa.

Es in una nazione di guerra, c’ è violenza nei confronti di una suora che contrae l’ HIV. La legge

dice che un unico rapporto sessuale con un infetto da HIV, può contagiare la persona in una

percentuale bassissima di casi.

in questo caso può utilizzarla, purchè può escludere qualsiasi altra causa (altri rapporti sessuali

con persone infette). Dopo può affermare che è seguito di quella violenza.

L’ accertamento del nesso causale nei reati di evento.

il legislatore per non fare un accertamento superficiale, potrebbe ricorrere ad un modello diverso di

reato. (commercio sostanza farmaco non ancora accertato ). Entra una fattispecie di condotta

volta ed evitare il pericolo per la sicurezza pubblica, punisco chi immete il farmaco non ancora

testato.

In questo caso : l’ onere di dover provare la causazione dell’ evento è difficile, e in un contesto di

incertezza scientifica il giudice condanna perchè c’è aspettativa da parte della popolazione (operai

morti in fabbrica) che chiedono la condanna dei responsabile.

il giudice penale deve verificare se la cuausa della morte è anche solo in parte a causa della

condotta dell’ imputato (ex art. 41 il concorso di cause). La condotta deve essere una concausa

dell’ evento.

E’ un accertamento ex post. Ci sono anche accertamenti ex ante :

- ragionamento che si fa solo quanto si deve fare una previsione, ex ante rispetto a quello che

potrebbe succedere, ma non è successo.

es nel delitto tentato si attua un accertamento ex ante. “che sarebbe successo se avesse

sparato ?”.

È una distinzione fondamentale per comprendere il rigetto della possibile teoria alternativa della

casualità adeguata. Perchè si introduce un giudizio ex ante. “è adeguato a realizzare quel

risultato?” dovrebbe essere ex post.

Secondo modello di reato :

Azione: si verifica la corrispondenza tra azione posta in essere e azione nella fattispecie

o astratta

Omissione : mancata azione doverosa. “omissione di soccorso” punisce chi non aiuta una

o persona bisognosa di assistenza. Non dà immediato avviso alle autorità, bisogna

telefonare.punisce condotte che non dovrebbero essere tenute.

Un esigenza solidaristica impone di punire fattispecie omissive, ove si obbliga una persona

a farsi carico per intervenire. Sono pochissime, perchè di regola la fattispecie omissiva

ricade su persone che avevano una particolare posizione di garanzia. L’ omissione di

soccorso è però un eccezione, perchè si riferisce a chiunque. Oppure anche all’ abbandono

dell’ incapace ecc

la posizione di garanzia nasce quando la persona si imbatte in una persona bisognosa d’ 32

aiuto. Tutti reati omissivi sono PROPRI. Ovvero il resp è chi ha una posizione di garanzia

rispetto al bene protetto.

REATI OMISSIVI :

La differenza Si coglie sul piano della tipizzazione dell’ omissione

Puro / propri : norma generatrice che espressamente prevede una condotta omissivia e la

 punisce. Il giudice deve accertare se la condotta corrisponde alla tipicità trattata.

Impuro / impropri : ricostruiti sul piano interpretativo. Vengono costruite attraverso l’ art 40

 secondo co cp

Articolo n.40 Rapporto di causalità clausola di equivalenza

2. Non impedire un evento, che si ha l'obbligo giuridico di impedire, equivale a cagionarlo

Articolo n.575 Omicidio. 1. Chiunque cagiona la morte di un uomo è punito con la reclusione non

inferiore ad anni ventuno

C’è l’ obbligo.

“chiunque cagiona” -> “chiunque non impedisce la morte di un uomo quando ha un obbligo

giuridico di impedire”. C’è una clausola di equivalenza che permette di ritenere tipici dei

comportamenti che leggendo non sono citati. Nel 575 cagionare sembra solo attivamente, invece

grazie all’ art. 40 2 co c.p. si può realizzare in forma omissiva. La persona però deve vestire una

posizione di garanzia.

la clausola di garanzia servirà per i reati di evento. La resp deve essere subordinata al cagionarsi

di un evento.

es : padre lascia morire di fame il bambino -> risponde di omicidio (non omissione).

risponde di uno dei reati di evento previsti dall’ ordinamento. (domanda intermedia).

Se non ci fosse art. 40 comma 2, il padre è punibile ?

Potrebbero punirlo per omicidio, ma È necessaria per evitare che ci sia analogia e vilazioni del

principio di legalità. È chiamato moltiplicatore di tipicità

Quali sono gli altri 2 moltiplicatori di tipicità ?

-il caso del palo che fa la rapina. Risponderà della rapina anche non avendo posto in essere la

condotta tipica della rapina “impossessarsi con violenza o minaccia della cosa mobile altrui”. Art.

110 c.p. estende la punabilità.

- norma sul delitto tantato 56 cp per il tentantivo, altrimenti si punirebbe solo il reato consumato.

Perchè il legislatore ha fatto l’ art. 56 ?

L’ azione non si è realizzata per cuase non dipendenti dalla volontà della gente. Risponde ad una

funzione di prevenzione generale. È un delitto penale del fatto e non del soggetto e della sua

volontà. Non perchè l’ ha manifestata all’ esterno.

es: rapina e tutto programmato, ma non sono andato a farla, non c’è un tentavio. Non basta l’

accordo ma la solo se la sua condotta è idonea a commettere quel reato, perchè ha messo in

pericolo il bene protetto della norma. È solo uuna dato oggettivo e non soggettivo.

Omissione:

-posizione di garanzia

-posizioni di protezione

Possono sorgere per legge, oppure per contratto : “ contratto baby sitter assume garanzia nei

confronti di mio figlio quando io sono assente”. 33

baby sitter arriva in ritardo quando io non ci sono. Il bambino si fa male. Su chi ricade la

responsabilità ?

La persone che assume la posizione di garanzia risponderà per inadempimento del contratto, ma

non a livello penale, deve assumerla effettivamente in modo concreto. Quindi risponderà la

mamma.

19 Dicembre visita carcere di Bollate

REATO DI CONDOTTA :

REATO DI EVENTO

DISTINZIONI

REATO COMMISSIVO REATO OMISSIVO

Sono la maggioranza -Omissivi puri : corrispondenti ai reati di azione (di

mera condotta). Non sono tanti. Perchè sono reati che

ricadono su una persona con dovere particolare. (es

omissione referto di rapporto).

Mancato compimento di un’ azione richiesta.

-reato comune : punisce chiunque

Presuppone sempre una posizione di garanzia : è

creata dalla norma, che inidivua nel precetto la

fattispecie penale.

-Omissivo impuro : commissivo mediante emissione.

-come nasce il reato omissivo impuro ?

Ai sensi dell’ art. 40 co 2, il reato omissivo improprio non è tipizzato espressamente. Non vi sono

figure di omicidio mediante omissione, ma può nascere la responsabilità in capo al soggetto per

aver commesso in forma omissiva, della clasuola di equivalenza (impedire un evento =

cagionarlo).

è applicabile solo ai reati di evento. Sarà responsabile dell’ evento nel mancato attivarsi. Sempre

che il soggetto sia in posizione di garanzia ( bagnino che mi lascia annegare ecc)

- Perchè si chiama omissivo mediante emissione ?

Perchè tu cagioni un evento astenendoti, lasci che si realizzi l’ evento.

-come si accerta il nesso causale ? (es bambino morto perchè non gli ho dato da mangiare o

aveva una malattia) ?

Si applica la teoria della condictio sine qua non, che si applica per i reati di evento. Va però

applicata al contrario. Non possiamo sottrarre. È un accertamento ipotetico. Si tratta di immaginare

presente l’ azione che avrebbe evitato il verificarsi dell’ evento.

L’ omissione antidoverosa deve essere condizione necessaria dell’ evento. L’ azione omessa deve

avere una sicura efficacia impeditiva.

L’ omicidio è un reato di evento particolare. Concentra tutto il disvalore sulla causa dell’ evento

morte. Non dà nessuna rilevanza alla modalità con cui il soggetto ha cagionato la morte.

L’ art. 575 individua un reato causale puro : si incentra tutto nella causazione di un evento. Le 34

modalità sono irrilevanti.

E’ una fattispecie perrfettamente combinabile con l’ art. 40 2 co C.p.

-es truffa :

Articolo n.640 Truffa.

1. Chiunque, con artifizi o raggiri (condotta positiva) , inducendo taluno in errore, procura a sé o ad

altri un ingiusto profitto con altrui danno, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la

multa da 51 euro a 1.032 euro .

È un reato di DOPPIO evento : 1) induco in errore (artifizio) -> in virtù di quell’ errore c’ è la

prestazione dell’ altra parte. Quando scopre si è autodanneggiato (esempio incassa assegno

falso).

Il giudice deve accertare per la tipicità della truffa che l’ errore è derivato dalla condotta

ingannatoria dell’ agente.

Non possiamo applicare l’ art. 40 secondo co., perchè la truffa è punita solo se realizzata con

quelle modalità (agire positivo).

Articolo n.40 Rapporto di causalità.

1. Nessuno può essere punito per un fatto preveduto dalla legge come reato, se l'evento dannoso

o pericoloso, da cui dipende la esistenza del reato, non è conseguenza della sua azione od

omissione.

2. Non impedire un evento, che si ha l'obbligo giuridico di impedire, equivale a cagionarlo.

Nei reati contro il patrimonio il legislatore seleziona i comportamenti gravi da ritenere meritevoli di

sanzione penale.

dunque non tutti i reati di evento possono essere trasfrmati in omissivi impropri ma lo possono fare

i reati causali puri, per quali non è rilevante la modalità.

se l’ agire è solamente positivo, non potrà esserci connessione con la norma omissiva.

Le posizione di protezione possono avere una fonte diversa, alcune arrivano dalla legge. In altri

modi esempio, la baby sitter, assume concretamente le funzioni trasferite dal garante primario,

attraverso strumenti predisposti dalla legge. Se non è in condizione allora sarà sempre

responsabile il garante.

riepilogo:

Reato omissivo proprio : reato di azione di mera condotta espressamente tipizzato

Omissivo improprio: si costruisce dalla combinazione art. 40 2 co. Con una fattispecie

incriminatrice suscettibile di essere combinata ex art. 40 2 co. Il nesso causale si accerta nei reati

di evento e sono le fattispecie di evento. Es omicidio. Occorre cagionare l’ evento.

Si realizza oltre che con l’ agire positivo, si omette di intervenire per la sua morte. Non è tipizzato.

REATO DI DANNO / REATO DI PERICOLO

I MOLTIPLICATORI DI TIPICITA’

L’ ART. 40 secondo co. È moltiplicatore di tipicità. Diventa tipico un comportamento che altrimenti

non lo sarebbe.

es : papaà che lascia morire di fame un bambino, potrebbere rispondere di omicidio, se non ci

fosse l’ art. 40 ? No, perchè l’ art. 575 non lo prevede. E non sarebbe punibile.

1. Articolo n.110 Pena per coloro che concorrono nel reato. 1. Quando più persone

concorrono nel medesimo reato, ciascuna di esse soggiace alla pena per questo stabilita,

salve le disposizioni degli articoli seguenti .

Per punire il palo, che non risponde ad una condotta tipica, che materialmente è stata commessa

da qualcun altro. Grazie a questo art. Si permette di punire tutti 35

2. Articolo n.56 Delitto tentato. 1. Chi compie atti idonei, diretti in modo non equivoco a

commettere un delitto, risponde di delitto tentato , se l'azione non si compie o l'evento non

si verifica . 2. Il colpevole del delitto tentato è punito: con la reclusione non inferiore a dodici

anni, se la pena stabilita è l'ergastolo; e, negli altri casi, con la pena stabilita per il delitto,

diminuita da un terzo a due terzi. 3. Se il colpevole volontariamente desiste dall'azione,

soggiace soltanto alla pena per gli atti compiuti, qualora questi costituiscano per sé un

reato diverso. 4. Se volontariamente impedisce l'evento, soggiace alla pena stabilita per il

delitto tentato, diminuita da un terzo alla met

Anche la realizzazione parziale diventa punibile

REATI DI DANNO / DI PERICOLO

Nell’ accertamento della tipicità, il giudice, guarderà se si tratta di :

- Reato di danno

- Reato di pericolo

Articolo n.614 Violazione di domicilio.

1. Chiunque s'introduce (momento consumativo) nell'abitazione altrui, o in altro luogo di privata

dimora, o nelle appartenenze di essi, contro la volontà espressa o tacita di chi ha il diritto di

escluderlo, ovvero vi s'introduce clandestinamente o con l'inganno, è punito con la reclusione da

sei mesi a tre anni .

2. Alla stessa pena soggiace chi si trattiene (momento consumativo) nei detti luoghi contro

l'espressa volontà di chi ha il diritto di escluderlo, ovvero vi si trattiene clandestinamente o con

inganno.

• È un reato di danno o di pericolo ? che cosa è indispensabile fare ?

Non ha danneggiato la proprietà, non ha perso valore. Il primo passaggio bisogna per prima cosa

individuare il bene che questa disposizione intende proteggere. Poi si esamina il tipo di condotta.

• Come faccio a ricostruire il bene protetto?

Si parla di inviolablità del domicilio, il luogo in cui sono libero di fare quello che voglio (privacy). La

riservatezza.

• Il fatto che una persona sia entrata / rimanga, cosa rappresenta?

Rappresenta un reato di pericolo, una lesione della mia privacy.

Il momento consumativo del reato è quando scatta la sanzione penale. Come si individua ?

E’ quando si introduce (verbo all’ indicativo presente)

Articolo n.615 ter Accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico .

1. Chiunque abusivamente si introduce in un sistema informatico o telematico protetto da misure di

sicurezza ovvero vi si mantiene contro la volontà espressa o tacita di chi ha il diritto di escluderlo, è

punito con la reclusione fino a tre anni.

• Quale bene ha voluto proteggere il legislatore ?

Dati sensibili e personali contenuti nel computer. Sempre il bene è la privacy. Sta nel contenuto e

non nel contenente (come nel domicilio).

Una persone che entra potrebbe leggere dati come corrispondenza, informazioni personali, foto

ecc.

• È un reato di danno o di pericolo ? 36

È consumato nel momento in cui è entrato nel sistema. È in condizione di aprire qualunque file. È

un reato di pericolo.

Il legislatore del 1993, però non ha pensato questo. La volontà del legislatore non è vincolante per

l’ interprete. Egli l’ ha modellata in base all’ art. 614 c.p., violazione del domicilio informatico. Lo

definirono come, sulla base dell’ art. 14 Cost. Il computer come “contenitore” = spazio privato.

Sarebbe stato un reato di danno, e la conseguenza sarebbe, un reato commesso.

Il fatto che l’ info sia in un pc è più facilmente acquisibile da parte di terzi, è più vulnerabile rispetto

ad aprire un cassetto chiuso a chiave.

Il reato di danno è punito anche anche nella forma tentata.

Per i reati di danno dunque si accerta la lesione dell’ interesse. Se il giudice ha dinnanzi un

imputato accusato di violazione di domicilio, deve accertare che :

1. Si sia introdotta

2. Contrarietà del proprietario

la tipicità comporta un’ identità tra tipicità e offesa.

Es furto di acino d’ uva : stacco un acino d’ uva e lo mangio, lo sottraggo contro la volontà del

negoziante. Ho commesso un fatto tipico di furto ? Non ho realizzato un danno. Il legislatore ha

tipizzato solo dei comportamenti dannosi o pericolosi. Il giudice deve interpretarla inserendo solo

fatti concreti che siano effettivamente dannosi per l’ interesse patrimoniale.

come farò a giustificarlo che non è riconducibile al furto ?

l’ acino d’ uva non rientra nella cosa mobile altrui (non provoca un dannno patrimoniale)

REATI DI PERICOLO

si punisce un comportamento solo pericoloso. Sono di due tipi diversi :

1. Astratto : il giudice deve solo verficare corrispondenza tra fatto realizzato e norma

incriminatrice

2. Concreto : il giudice caso per caso accerta la pericolosità della codotta

C’è un modo per distinguerlo leggendo la norma: se nella norma si menziona il pericolo, “pericolo”,

scatta l’ obbligo per il giudice di accertare. Deve accertare che tutto quello che c’è scritto si è

verificato nella realtà. Quindi lì art. 615 ter non menziona il pericolo, quindi è un pericolo astratto.

L’ esprerienza ci dice che quella condotta cagiona un pericolo sicuramente. Se il leguslatore ha

tipizzato per bene una condotta che è effettivamente pericolosa, è inutile un accertamento del

giudice.

• Se c’è un caso in cui non lo è?

Il giudice non potrà accertarlo. Non c’è una norma che lo permette. Il pericolo in astratto non

rispetta il principio leso il principio di offensività. Perchè usi lo strumento penale per sanzionare

comportamenti del tutto inoffensivi.

Es : butto una sigaretta vicino ad una discarica. Il giudice non dovrà accertare, è sempre pericolo.

Ma se la getto che piove, sarei punito cmq.

• Perchè non sempre si può fare ?

Ci sono alcunii casi che l’ unico modo per proteggere il bene è introdurre una fattispecie di pericolo

astratto.

es l’ inquinamento delle acque. È un cumulo di tante sostanze e determinano l’ inquinamento del

mare. Se metto un tetto limiti di tolleranza di scarichi. Ciascuno ha un limite. Se lo superi sei

punito. Non è un reato di danno. Perchè altrimenti non punirei nessuno. 37

per tutelare la salute del mare, faccio un reato di pericolo astratto, per non accertare il singolo

comportamento.

La corte è intervenuta affermando che cmq i fatti inoffensivi, devi considerarli al di fuori del diritto

penale.

Altri fattispecie si trovano nell’ economia : T.U. bancario : chi esercita un’ attività di risparmio senza

aver ottenuto le idonee autorizzazioni. Si punisce solo colui che inizia tale attività pericolosa senza

autorizzazione. In concreto ha ingannato.

Uso l’ astratto perchè con tale condotta raggiungo un numero indefinito di persone e rischio di

intervenire troppo tardi se devo accertare caso per caso. Bisogna anticipare l’ intervento penale. Si

pone il limite delle autorizzazioni.

Avere fornito all’ autorità che vigila le informazioni necessarie per non truffare nessuno.

REATO DI DANNO / REATO DI PERICOLO – sintesi

1. Ricostruzione bene leso

2. Analisi condotta

3. Codice penale : indicazione sistematica

Coincidenza tra tipicità e offesa (offesa la utilizziamo per il principio di offensività). ->

interpretazione includente di comportamenti effettivamente dannosi o pericolosi

Quando un fatto è considerato tipico : è necessariamente dannoso e pericoloso.

art. 624 c.p : cagionamento danno economico

REATI DI DANNO REATI DI PERICOLO

• Lesione del bene attraverso un’ azione Si distinguono in astratto e concreto

o un’ omissione vietata ovvero Il fatto tipico consiste in una condotta

causando un evento naturalistico pericolosa o nella causazione di uun

• eventoo pericoloso del bene protetto

Sia reati di mera condotta che di evento

• Il fatto punito è una probabile o

Consumazione del reato coincide con  possibile causa di un danno per l’

la lesione del bene ineresse tutelato

Interpretazioni : il fatto è pericoloso quando è

una probabile causa di un danno

I reati di pericolo si distinguono in :

PERICOLO ASTRATTO PERIOCOLO CONCRETO

La condotta deve corrispondere a quella della Il giudice deve accertare IN CONCRETO che il

norma incriminatrice. fatto abbia creato una situazione di pericolo

Menziona espressamente “pericolo” come

o

Punisce la creazione di un periocolo

 caratterizzante della condotta

NON chiede al giudice di verificare

 Dovrà verificare che la modalità di condotta

o

caso per caso. La dà per scontata, la è pericolosa ecc come chiede la norma

prevede in astratto

Condotta ASTRATTAMENTE

 pericolosa (pericolo incendio) 38

Una minima possibilità potrebbe

 portare il fatto a essere punito anche se

inoffensivo (visti con sfavore).

Garantiscono poco il principio di

offensività.

Sono necessari per alcune fattispecie

 (Banca)

Il giudice lo riconosce dalla formulazione della fattispecie

Articolo n.450 Delitti colposi di pericolo.

1. Chiunque, con la propria azione od omissione colposa , fa sorgere o persistere il pericolo di

un disastro ferroviario, di un'inondazione, di un naufragio, o della sommersione di una nave o

di un altro edificio natante, è punito con la reclusione fino a due anni .

2. La reclusione non è inferiore a un anno se il colpevole ha trasgredito ad una particolare

ingiunzione dell'Autorità diretta alla rimozione del pericolo.

Disastro ferroviario : reato di pericolo (apparentemente astratto). Ti punisco per una

 condotta pericolosa dalla quale scaturisce un pericolo per l’ integrità pubblica

Reato di pericolo indiretto : la lesione dell’ integrità pubblica è lontana dalla mia

 condotta

Articolo n.423 Incendio. 1. Chiunque cagiona un incendio è punito con la reclusione da tre a sette anni. 2. La

se dal fatto deriva pericolo per la incolumità pubblica .

È possibile distruggere le proprie cose bruciandole.

Pericolo astratto o concreto ?

Il 2 comma è pericolo concreto ?

il 1 comma è pericolo astratto

Ci sono fattispecie (reati di pericolo solo apparentemente astratto) : il fatto penalmente rilevante, il giudice lo pu

Non sarà un fuoco ma un incendio. Se il caso concreto è etichettabile come incendio ho riscontrato che era tale

creata.

Articolo n.56 Delitto tentato. 1. Chi compie atti idonei, diretti in modo non equivoco a commettere un delitto,

Moltiplicatore di tipicità

 applicabile solo per i delittti

 reato di pericolo concreto e si punisce il tentativo

 atti idonei : capaci di arrivare alla consumazione del reato se l’ azione non fosse stata interrotta.

 Non è un accertamento ex post, ma ex ante. Accerto l’ ideneità collocandomi nella posizione dell’ autore

 39

consumazione del reato. (giudizio di pericolosità degli atti)

È solo per i delitti dolosi ? non c’è bisogno di specificare, ma è la regola generale che il delitto è dolos

 delitto

Es : odiavo quella persona e ho cercato di ucciderlo, ma non ce l ho fatta.

il giudice deve accertare l’ effettiva pericolosità (atti idonei)

Atti idonei e diretti in modo non equivoco : un atto che non integra una fattispecie penalmente rilevante. Necess

realizzato una fattispecie di reato che non va indebolita nel suo significato.

il giudice potrà dire che gli atti erano univoci quando allo sguardo di un osservatore esterno, consentono di cap

A cosa serve questo requisito ?

Atti idonei : Il 1 x una situazione oggettivamente pericolosa

non univoci : il 2 x mettere i paletti a partire da quale momento gli atti diventano penalmente rilevanti. La volon

esterno, sono in grado di capire il reato. Consente di individuare il momento quando il soggetto diventa punibile

Prevede :

-desistenza volontaria

-recesso attivo

Per il pensiero nessuno è punibile.

Articolo n.615 quater Detenzione e diffusione abusiva di codici di accesso a sistemi

informatici o telematici . 1. Chiunque, al fine di procurare a sé o ad altri un profitto o di

arrecare ad altri un danno, abusivamente si procura, riproduce, diffonde, comunica o consegna

codici, parole chiave o altri mezzi idonei all'accesso ad un sistema informatico o telematico,

protetto da misure di sicurezza, o comunque fornisce indicazioni o istruzioni idonee al predetto

scopo, è punito con la reclusione sino ad un anno e con la multa sino a 5.164 euro.

Potrebbe rivenderlo o entrare nel PC

 Reato di pericolo necessariamente indiretto

 Il diritto penale deve essere come extrema ratio. Qua non lo è perchè, nel pc

 potrebbe non esserci nulla. Nel caso fosse per areoporti ecc allora il bene sarebbe di

tutela all’ integrità pubblica

Tra pericolo diretto e indiretto si differenziano in base al rispetto del principio di proporzione

Articolo n.593 Omissione di soccorso. 1. Chiunque, trovando abbandonato o smarrito un

fanciullo minore degli anni dieci, o un'altra persona incapace di provvedere a se stessa, per

malattia di mente o di corpo, per vecchiaia o per altra causa, omette di darne immediato avviso

all'Autorità è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a 2.500 euro .

• Si consuma al momento del non avviso all’ autorità

• C’è sempre un’ offesa in un reato. 40

• Reato di pericolo : non è detto che ci sia un danno per forza. Hai lasciato la persona in

una situazione di pericolo. Non ho cagionato un danno

Articolo n.591 Abbandono di persone minori o incapaci. 1. Chiunque abbandona una

persona minore degli anni quattordici, ovvero una persona incapace, per malattia di mente o di

corpo, per vecchiaia, o per altra causa, di provvedere a se stessa, e della quale abbia la

custodia o debba avere cura, è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni.

• È di pericolo, non implica necessariamente una lesione del bene tutelato.

• Non scrivere nella prova intermedia

DELITTO TENTATO (pag 462)

è una figura di reato di pericolo. È valida solo per il delitto, non per la contravvenzione. Solo se la

condotta posto in essere ha messo in pericolo il bene giuridico tutelato.

• Da dove ricaviamo che la punibilità è condizionata ?

Dagli atti idonei.

• Pericolo concreto o astratto ?

Il giudice deve verificare in concreto che gli atti compiuti siano idonei

se l’ azione non si fosse interrotta gli atti proseguivano e cagionavano la morte di un uomo.

Duunque idonei = pericolosi

• Come si accerta ?

Si accerta ex ante, una prognosi postuma, fatta al momento dell’ interruzione dell’ azione. Il giudice

si colloca idealmente nella posizione del soggetto agente e domandarsi : “ alla luce di tutte le

circostanze del fatto concreto, quegli atti potevano determinare la messa in pericolo ?” Se si allora

può punire.

Si configura una concezione oggettiva.

Articolo n.115 Accordo per commettere un reato. Istigazione. 1. Salvo che la legge disponga

altrimenti , qualora due o più persone si accordino allo scopo di commettere un reato, e questo non

sia commesso, nessuna di esse è punibile per il solo fatto dell'accordo.

anche se tutto è studiato nei minimi dettalgi, e tutto è pianificato, non sono punibili. Non hanno

ancora messo in periocolo nessun patrimonio.

2) Nondimeno, nel caso di accordo per commettere un delitto, il giudice può applicare una

misura di sicurezza .

Può essere applicata una misura di sicurezza: la commissione di un fatto previsto dalla legge e la

pericolosità sociale del soggetto.

• Cosa si intende per pericolosità?

Un elevato grado di possibilità di reiterazione. 41

Articolo n.203 Pericolosità sociale. 1. Agli effetti della legge penale, è socialmente pericolosa la

persona, anche se non imputabile o non punibile, la quale ha commesso taluno dei fatti indicati

nell'articolo precedente, quando è probabile che commetta nuovi fatti preveduti dalla legge come

reati.

Sono state abrogate le misure di sicurezza per pericolosità presunta.

Art. 115 e l’ art. 49 sono definiti QUASI REATO. La legge prevede la possibilità, non automatica, di

applicare misure di sicurezza se si accerta la pericolosità sociale dell’ autore dle quasi reato.

• Quale misura di sicurezza ?

La libertà vigilata

IDONEITA’ DEGLI ATTI

Alla luce di tutte le circostanze nel caso concreto gli atti fossero idonei.

• Cosa succede se 3 persone si sono messe d’ accordo e uno all’ ultimo momento ha

avvisato la polizia ? la polizia circonda la banca per coglierli con le mani nel sacco.

NO, solo se la polizia non ci fosse stata avrebbe corso pericolo. Bisogna considerare tutte le

circostanze. Il patrimonio della banca non ha corso nessun pericolo.

distinguere :

-piano ricostruzione alla luce delle norme penali esistenti.

-piano soggettivo di giustizia personale

Il principio di offensività, per il giudizio di idoneità ci permette di decidere che se gli atti posti in

essere dalla persona sono punibili, nel nostro ordinamento, essendo un diritto penale del fatto,

allora necessariamente bisogna guardare tutte le circostanze nel quale il fatto è stato realizzato.

impone come conseguenza sul piano logico che il giudizio di idoneità prenda in considerazione

tutte le circostanze.

Nella prassi così non avviene, la giurisprudenza seleziona le circostanze di fatto presenti al

compimento degli atti, a seconda che fossero conosciuti dall’ agente o conoscibili con l’ ordinaria

diligenza.

Nel nostro caso può condannare.

c’è un tentativo di ripina e abbiamo inquinato il giudizio di punibilità nel rispetto del principio di

offensività, di garantire che la norma penale, inquinate con il piano della colpevolezza. Ovvero

attengono al piano soggettivo della colpevolezza. “le conosce o le poteva conoscere”, nel decidere

sul piano della tipicità se quegli atti erano idonei o meno a commettere il delitto.

Chi condivide la lettura dell’ art. 49, e quindi che il giudizio deve tener conto del caso concreto, fa l’

eccezione in cui l’ inodeneità di quegli atti dipenderebbe dalle forze di polizia. In questo caso non è

possibile seguire la teoria. Perchè vanificheremmo il contributo delle forze di polizia.

Es : una persona uccide colleghi di lavoro in uno stabilimento e programma attraverso il

programma di diffusione dell’ aria il veleno. Sono esalazioni di veleno.

per un malfunzionamento dell’ aria condizionata, non funzionò. Come si configura ? lo sarebbe,

per inodeneità dell’ azione.

mentre per la giurisprudenza, questo dettaglio non conoscibile, non sarebbe stato possibile.

REATO IMPOSSIBILE.

Articolo n.49 Reato supposto erroneamente e reato impossibile. 1. Non è punibile chi

commette un fatto non costituente reato, nella supposizione erronea che esso costituisca reato.

2. La punibilità è altresì esclusa quando, per la inidoneità dell'azione o per la inesistenza

dell'oggetto di essa, è impossibile l'evento dannoso o pericoloso . (richiama inodeneità azione art.

56 o dell’ oggetto.)

inesistenza dell’ oggetto : entro in una casa per uccidere una persona, e sparo contro un pupazzo.

42

Se invece la persona fosse presente, sarebbe stato tentato omicidio.

3. Nei casi preveduti dalle disposizioni precedenti, se concorrono nel fatto gli elementi costitutivi di

un reato diverso, si applica la pena stabilita per il reato effettivamente commesso. (regola che se ci

sono gli estremi dell’ altro reato esso opera)

4. Nel caso indicato nel primo capoverso, il giudice può ordinare che l'imputato prosciolto sia

sottoposto a misura di sicurezza . (ipotesi di quasi reato)

CONCEZIONE REALISTICA DEL REATO

necessità del giudice, ogni volta che accerta la tipicità di un fatto, verifichi anche se quel fatto ha

provocato un danno all’ interesse. Affiancare alla valutazione della tipicità del fatto, una valutazione

della prospettiva della vittima, che quel fatto tipico abbia cagionato effettivamente un evento

pericoloso.

Perchè l’ abbiamo esclusa ?

perchè tipicità = offensività. Se è inoffensivo allora non è tipico. (furto acino d’ uva)

CONCENZIONE DI COMPLETAMENTO DELL’ ART. 56

Verificare ex ante gli atti, ma impone di far seguire una valutazione ex post, dal punto di vista della

vittima se effettivamente erano idonei e c’è stata un’ offesa.

in questo caso arrivo a dare rilevanza a quelle circostanze presenti al momento del fatto che non

conoscevo prima, ma che sono venuto a conoscenza ex post.

“l’ impianto non poteva funzionare”

alla luce di questa lettura combinata, si arriva a sostenere la tesi di una valutazione di idoneità ex

ante, integrata dalla conoscenza degli elementi. Si arriva ad una valutazione oggettiva e realistica

se il bene ha corso pericolo o meno.

Cosa succede all’ autore del rearo impossibile ?

Misura di sicurezza, non detentiva, ma di libertà vigilata.

Univocità : che la volontà si sia esternata, a uno stadio tale che un osservatore esterno è

 in grado di capire quale reato voleva commettere.

Giurisprudenza : se trova una persona su un pianerottolo che vuole entrare a rubare. Armeggia la

serratura. Di cosa lo punisce ? il fatto è idoneo e univoco per la violazione di domicilio. Lo punirò

per tentativo di violazione di domicilio e di furto.

che motivo avevi ? se voleva dormire, viene punito in questo modo. Ma ci sono gli atti univoci del

furto?

Per carcere : nome, cognome, luogo e data di nascita, estremi documento di identità

Nel codice Zanardelli, facevano coincidere la punibilità con il compimento del primo atto

esecutivo.

Il codice del 1930 ha cambiato formulazione. Ha rinunciato alla distinzione chiara e ha posto la

formula dell’ art. 56 c.p.

L’ intenzione di rimuovere un elemento di incertezza, in realtà una parte della dottrina, autore di un

commentario al codice penale, dà un’ interpretazione che con la nuova formulazione ex art. 56 si

ha un’ estensione della punibilità.

la non espressa menzione di atti esecutivi, permette di punire anche quegli atti preparatori

realizzati logicamente poco prima degli atti veri e prorpi. (dottrina minoritaria).

Per cui il ladro sorpreso a trafficare con la porta di un’ abitazione è punibile per tentato furto.

Qualora non sia entrato e non realizzato l’ azione del furto.

Dottrina e giurisprudenza fanno giudizio parziale : fanno rientrare quelle circostanze di fatto

presenti e conosciute dall’ agente, per lo meno conoscibili dall’ uomo medio. 43

inquinano con un giudizio oggettivo, con una valutazione che appartiene al soggetto, sul piano dell’

elemento soggettivo.

una parte della dottrina fa emergere un’ inaccettabilità di queste situazioni, sulla base dell’ art. 56,

anche l’ art. 49 c.p. (reato impossibile)

- è necessaria una valutazione ex ante per tener conto anche la prospettiva della vittima.

REATO IMPOSSIBILE

Articolo n.49 Reato supposto erroneamente e reato impossibile.

1. Non è punibile chi commette un fatto non costituente reato, nella supposizione erronea che

esso costituisca reato.

2. La punibilità è altresì esclusa quando, per la inidoneità dell'azione o per la inesistenza

dell'oggetto di essa, è impossibile l'evento dannoso o pericoloso .

3. Nei casi preveduti dalle disposizioni precedenti, se concorrono nel fatto gli elementi costitutivi di

un reato diverso, si applica la pena stabilita per il reato effettivamente commesso.

4. Nel caso indicato nel primo capoverso, il giudice può ordinare che l'imputato prosciolto sia

sottoposto a misura di sicurezza . -> libertà vigilata. Ipotesi di quasi reato. L’ altra era l’ art. 115 c.p.

sempre a condizione che venga accertata la pericolosità sociale.

Il reato impossibile ha un’ applicazione molto limitata e ristretta: borseggiatore che non trova nulla.

È tantato furto e non reato impossibile.

Es: trovo una carta di credito e non conosco il pin. Non posso realizzare il prelievo del denaro,

eppure, la giurisprudenza considera tentato utilizzo indebito della carta di pagamento, colui che

viene sorpreso con una carta altrui a cercare di scoprire.

QUANDO SI CONFIGURA IL TENTATIVO

Si punisce il tentativo, si estende la tutela al bene aggredito, una scelta precisa di riservarlo solo ai

delitti e non alle contravvenzioni.

Altra selezione deriva dall’ art. 56 c.p.

• Può essere un tentativo nella forma colposa ?

NO, perchè si richiedono atti univoci.

DELITTI DI ATTENTATO DELITTI OMISSIVI DELITTI DI PERICOLO

Si anticipa la punibilità di atti Nei reati omissivi impropri Per la giurisprudenza si

diretti ad uccidere una sono quelli che corripondono applica l’ art. 56 c.p. con la

personalità politica. È al reato di evento. conseguenza che punendo il

necessario perchè l’ atto sia omicidio mediante omissione tentativo di un reato di

punibile ex art. 56 c.p., è già pericolo puniscono il tentativo

Utilizzo dell’ art. 40 2 co.

sufficiente per la nella commissione del reato di

consumazione del reato. periocolo. Quindi un pericolo

L’ azione è frazionabile. indiretto. Vanno in una fase

- omissivi propri : esclusione sempre più lontana. Più vado

nella forma tentata. indietro e più c’è tempo.

Attentato contro il Presidente della Repubblica . 1. Chiunque attenta alla vita, alla incolumità o

alla libertà personale del Presidente della Repubblica è punito con l'ergastolo .

• Reato già consumato e perfetto 44

• Attentare = porre in essere ciò che è necessario ex art. 56 c.p.

Il legislatore può punire chi pone atti diretti a ledere la vita di un soggetto; sarebbe una punibilità

orientata al soggettivismo, ma la Corte Cost, ha riconosciuto che in questi casi occorre aggiungere

anche il requisito della idoneità degli atti.

Deve esserci un aggancio oggettivo, e non la mera pericolosità degli atti.

Perchè agli omissivi propri non si applica l’ art. 56 c.p. ?

È impossibile ricostruire l’ univocità. Esempio omissione atti d’ ufficio. Non è univoco perchè non

ho idea della sua volontà degli atti. Tuttavia ci sono delle situazioni dove si può configurare il

tentativo.

“omissione atti d’ ufficio”: ho la scadenza e il mancato compoimento dimostra chiaramente la

volontà di NON compierlo, se mi trovo in una situazione che mi renderà impossibile adempiere al

mio dovere d’ ufficio.

es: ferie al 10 dicembre che mi riporta a gennaio, e l’ atto è da compiere entro il 20 dic. dò un

segnale univoco che la mia intenzione non è di compiere l’ atto.

Nei reati di pericolo, anche se non c’è incompatibilità assoluta tra i due, ciò non di meno, motivi di

opportunità e del rispetto del principio di offenisività e di proporzione portano l’ applicazione dell’

art. 56 c.p. Sarebbe opportuno non applicarlo per evitare che si vada troppo indietro nella punibilità

del comportamento.

CONCORSO DI PERSONE NEL REATO

Il reato si manifesta nella realizzazione di più persone.

Articolo n.110 Pena per coloro che concorrono nel reato.

1. Quando più persone concorrono nel medesimo reato, ciascuna di esse soggiace alla pena per

questo stabilita, salve le disposizioni degli articoli seguenti .

Il principio di legalità impedisce di punire una persona se il fatto non è espressamente previsto. Ho

un fondamento legale per punire tutti coloro che sono concorsi nel reato.

Li dovrò punire tutti allo stesso modo ? con la stessa pena.

Si individualizza il trattamento sanzionatorio, che discende dalla personalità della responsabilità

penale. Tutti esempio rispondono di rapina, ma con pena diversa.

Il problema è capire, quando una condotta può essere considerata di

 partecipazione ?

In giurisprudenza affermano la presenza sul luogo della consumazione del reato. Bisogna vedere

se il suo comportamento è qualificabile come contributo e partecipazione al reato. La mera

presenza, o in materia di stupefacenti.

La mera presenza non è da sola sufficiente, salvo che si possa ravvisare in quella presenza, sia

stata una condizione che ha reso possibile agli altri due la realizzazione del reato.

Applichiamo la condictio sine qua non ex art. 40 c.p. + clausola di equivalenza art. 40

 2 co. C.p.

Quindi un soggetto per rispondere in concorso di persone, deve aver dato un contributo causale

alla realizzazione del reato. In passato può essere dato anche in forma omissiva in base all’ art.

40 secondo comma. L’ impredire un evento (reato commesso da altri) da parte di chi aveva l’

obbligo giuridico di impedire.

Nei reati societari si vede benissimo (falso in bilancio ecc) vengono chiamati a rispondere tutti gli

amministratori, così come tutti i membri del collegio sindacale, in virtù della posizione di garanzia

45

che hanno sulla gestione. I sindaci nella posizione di controllo.

tutti vengono chiamati a rispondere, perchè tutti, anchee nella forma dell’ inerzia, hanno

acconsentito la realizzazione del reato, da parte degli amministratori.

Qual è il problema della giurisprudenza?

Per poter chiamare a rispondere in blocco, esempio chi non c’ era, aveva il compito di informarsi.

Sul piano della colpevolezza, non può essere per COLPA. Bisogna dimostrare di aver raggiunto la

prova, che l’ amministratore assente quel giorno, sapesse tutto. Ha lasciato che le cose andassero

così.

Nella maggior parte dei casi però non c’è la prova, dicono “doveva informarsi”, aveva l’ onere di

farlo. (però è colpa e non dolo).

Contributo causale

Se in una rapina una persona, chiamata a partecipare, non realizza il suo compito ? risponde o

meno ?

potrebbe essere chiamato a rispondere, senza abbandonare il contributo causale, ha partecipato.

Si sceglie un’ altra teoria ? la causalità umana?

No, si applica la condicio sine qua non. Il ruolo che aveva, e con l’ affidamento della sua presenza,

ha dato cmq un contributo causale, anche se alla fine a fatto danni.

Lo scassinatore di cassaforti, che scopriamo il giorno prima la combinazione della cassaforte, il

compito di chi doveva individuarlo è del tutto inutile.

vediamo come erano organizzati e capiamo se ha dato un contributo causale.

Si distingue :

CONTRIBUTO MATERIALE CONTRIBUTO MORALE

Contribuisce materialmente alla commissione Fa nascere il proposito criminoso in un altro

del fatto. soggetto.

l’ istigatore è qualcuno che istiga il proposito

criminale di una persona.

Un problema complesse è quello che si può trovare il giudice, riguardo il concorso esterno in un

reato associativo:

se il reato è di associazione mafiosa. La particolarità è che è a concorso necessario.

Nel 110 c.p. si parla di concorso eventuale, perchè le fattispecie sono monosoggettivi. Nei reati

associativi, abbiamo un concorso necessario di persone: 3 o + persone (rissa).

Posso applicare l’ art. 110, che è moltiplicatore di tipicità ad un reato plurisoggettivo

 necessario?

Il reato associativo punisce tutti i membri aderenti. È una punizione aggiuntiva oltre ai reati

commessi tramite l’ associazione. Posso punirle quelle persone che non stanno dentro l’

associazione, ma hanno dato un contrbuto causale alla sopravvivenza dell’ associazione.

Posso punirle, ma è molto difficile. È vantaggioso essere esterno, ma è difficile distinguere.

se ad esempio hai impedito una ricerca penalistica contro un’ associazione, hai dato un contributo

causale.

Come la distinguo la sua posizione da un ruolo interno ?

Questo porterebbe, esempio le donne a non essere partecipi all’ associazione mafiosa. (donna

nella riscossione dei pizzi).

è una distinzione molto delicata, che dovrebbe tracciare il legislatore. La linea di demarcazione l’ 46

ha costruita nel tempo la giurisprudenza.

Hanno affrontato il problema prima ancora dell’ introduzione della associazione mafiosa del 1982.

La Corte Ue ha condannato l’ Italia nel caso Contrada. Era un importante funzionario della polizia

che ad un certo punto si scopre che era legato ad un clan mafioso. [concorrente esterno]

La Corte UE gli ha dato ragione, perchè la definizione di concorrente esterno è andata formandosi

nel tempo, sino al 1994, la giurisprudenza non si è assestata, i fatti realizzati prima dal sig

Contrada non erano punibili, perchè il suo comportamento non poteva qualificarsi come reato

associativo.

Il concorso esterno non è una invenzione della giurisprudenza, non è previsto espressamente ma

è una combinazione dell’ art. 110 + art. 416 c.p.

e’ ammesso solamente se l’ attività al soggett riconosciuto come sterno ha dato un contributo

causale effettivo alla conservazione della struttura associativa.

FINE PRIMO PARZIALE

RIPASSO ESAME PARZIALE

Nel diritto privato l’ analogia è sempre consentita. È volta a colmare un vuoto di disciplina.

Nel diritto penale, al posto del principio di legalità, l’ analogia non è permessa. Deve essere il

legislatore a porre in essere la nuova disciplina, non il giudice che applica per analogia la disciplina

di casi simili.

Truffa -> forde informatica.

L’ analogia in MALAM partem non è ammissibile. Non si può creare una nuova fattispecie di reato.

Secondo la maggioranza della dottrina e della giurisprudenza, l’ analogia è bandita, per esigenze

di certezza del diritto.

Invece, per alcuni, viene ammessa in BONAM partem. Ovvero non l’ applicazione analogica di una

norma incriminatrice, ma ad esempio di una norma che esclude la pena, deve produrre effetti

favorevoli per il soggetto.

Perché è l’ unica soluzione razionale, coerente con il principio di legalità?

Perché con il principio di legalità ha come scopo di garantire al cittadino, dall’ impiego del diritto

penale da parte dei pubblici poteri. Il suo corollario è il divieto di analogia e dunque vincola il

giudice.

Non ho bisogno di essere garantito dalla non applicazione di una circostanza attenuante, ma solo

da norme incriminatrici, pene superiori dalla cornice edittale, per l’ applicazione di circostanze

aggravanti non previste che non potevo mettere in conto.

Ci possono persone che godono di una esenzione di responsabilità penale, e dunque non sono

colpiti da analogia. Le norme che prevedono situazioni di favore potenzialmente estensibili sono in

realtà norme eccezionali, ex art. 14 preleggi. Se una norma è eccezionale non potrà essere estesa

per analogia.

Le immunità: se pensiamo alle cause di giustificazione, in realtà non sono norme penali, che

incriminano un comportamento, sono norme che in applicazione di principi generali giustificano

certi comportamenti.

Es: una norma civilistica che impone l’ adempimento di un dovere di un certo comportamento.

Perché il furto da parte del coniuge non legalmente separato non configura reato ?

 47

Perché siccome il furto è procedibile d’ ufficio, la denuncia porta danni al vincolo matrimoniale,

molto più di una sottrazione di denaro.

Si procede su querela dell’ offeso, se i coniugi sono separati.

Se la giurispr dovesse estenderla al convivente sarebbe un’ analogia in bonam partem. Se il

legislatore dovesse rimettere mano a questa norma, oggi con la situazione attuale, non avrebbe

senso. La deroga che pone alla punibilità dei fatti ci sta dentro benissimo senza problemi, anche

per il convivente non legalmente sposato con il matrimonio.

NORMA GENERALE E NORMA SPECIALE

Ne abbiamo parlato riguardo la disciplina della successione delle leggi penale ex art. 2 c.p..

bisogna stare attenti che le norme introdotte non siano norme speciali che coesistano con norme

che ricomprendono lo stesso fatto.

se scompare la norma speciale, prima di dire che èabolitio criminis, bisogna rivedere se non è un’

altra norma. Quel fatto non è più disciplinato dalla norma speciale e torna a essere disciplinato

dalla generale.

Se introduco una norma speciale, può non trattarsi di una nuova incriminazione, se il fatto oggetto

della norma speciale era già ricompreso in una generale.

es : omicidio per causa d’ onore. I fatti sono ricompresi nell’ omicidio generale. Se però ho

commesso il fatto dopo ho diritto a vedermi applicata quella più mite, anche se è stata eliminata.

Perché violerei il principio di irretroattività della legge penale.

EX ART. 56 AI REATI OMISSIVI PROPRI

Perché non è possibile ?

Perché il reato omissivo proprio, omette, non fa nulla. E non sai se ha deciso di non fare nulla o lo

farà dopo.

Perché non con gli impropri?

Perché è un reato di evento realizzato in forma omissiva. C’è und ecorso causale, una

progressione, una possibilità di differenziare i tempi.

chi lascia morire di fame non è ancora morto, e non intende dargli da mangiare. È considerato un

atto univoco.

Es: omissione d’ atti d’ ufficio. Si è detto: se questa è la ragione, l’ inerzia è equivoca, è

accompagnata dalle circostanze ed altri comportament che consentono di capire che lui non sta

facendo nulla, se la inerzia non è equivoca, si può applicare.

se hai una scadenza temporale, se non l ho fatto fino al gg prima, cosa esclude che non lo faccia l’

ultimo gg? Non si parla di omissione d’ atti d’ ufficio. Si accompagna con la progressione di un

viaggio, nessuno mi può sostituire e lo devo fare solo io, sto partendo e non l ho fatto, vuol dire che

non ho intenzione di farlo. 48

DIRITTO PENALE 2 PARTE : appunti parte

generale

Cause di giustificazione

Art. 55 c.p.

Art. 59: cause di esclusione del reato. C.p.

Dettano la disciplina comune sulle cause di giustificazione.

Se il fatto è tipico, il passaggio successivo è verificare che non sia giustificato o legittimo, quindi

lecito e non punito

Es: privazione libertà personale con un mandato d’ arresto; morte di uomo per legittima difesa.

E’ necessario però conoscere i requisiti di quelle cause di giustificazione (legittima difesa)

Legittima difesa: è una situazione eccezionale, una concessione che si dà al privato. Uno dei

requisiti è che il pericolo sia attuale, NON futuro. È indispensable andare a verificare che la causa

di giustificazione operi, perché dovranno ricorrere tutti i requisiti della causa di giustificazione. 49

Oppure: esercizio di un diritto & adempimento di un dovere.

Se un comportamento in altri rami dell’ ‘ordinameno è previsto, non può essere punito nel penale.

Altra causa è il consenso dell’ avente diritto. La vita non è disponbile, se eliminassiomo l’

omicidio del consenziente, potremmo dire che la vita è disponibile, ovvero il soggetto ne può

disporre lbieramente.

tutti questi articoli soggiaciono alla disciplina ex art. 59 e 55

Art. 59: operano oggettivamente solo x il fatto di essere presenti nella realtà. NON occorre la

rappresentazione (el soggettivo) rispetto alla causa di giustificazione.

non è necessario che il soggetto si renda conto della situazione, è una rilevanza oggettiva (rispetto

a quello che la gente pensa che esista).

Per lo stesso motivo operano le circostanze attenuanti, il soggetto ha diritto alla valutazione della

circ attenuante, anche se il soggetto non se ne era reso conto (minimo valore cosa rubata).

ultimo co: Si valorizza la convinzione del soggetto quando esiste una causa di giustificazione che

in realtà NON sussiste. Non è un errore sul divieto, ovvero che l’ ordiniamento autorizzi, ma che il

comportamento pur costituiendo reato, lui è convinto che sia una causa di giustificazione. Il

comportamento NON è lecito, ma viene meno il DOLO. Opera a sua favore ex art. 59 perché

impedisce al giudice di considerare che il reato è doloso.

Perciò il soggetto sarà punibile titolo di colpa. Se si tratta di un delitto deve essere

espressamente previsto a titolo colposo.

ES: Furto, pensando che il proprietario mi ha regalato il bene, non puoi rispondere di furto anche

se il comportamento è colposo, in quanto il furto è doloso.

ANTIGIURIDICITA’

A) NON TIPICITA’ -> se non è tale il giudice proscioglie l’ imputato perché il fatto non sussiste.

B) Tipicita’ -> verificare l’ antigiuridicità -> reso lecito da una disposizione posta in tutti i rami

dell’ ordinamento. Non è un illecito per tutto l’ ordinamento. Se fosse una esclusione della

illeceità solo penale, potrebbe richiedere uun risarcimento in sede civile.

Questa terza categoria, assente nella bipartita, è volta ad adempiere a questa funzione. Viene

considerata dalla teoria tripartita.

Antigiuridico = contro l’ ordinamento.

es: disposizione cod civile che facoltizza il proprietario di un bene a compiere alcune operazioni,

ma che prende rilevanza penale, in questo caso prevale quella civile che facoltizza il

comportamento.

Sarebbe inaccettabile una contraddizione nell’ ordinamento.

• Non sono norme penali in senso stretto

• No soggette a riserva di legge

• No norme eccezionali

• Applicabili per analogia: la causa di giust prevede alcune situazioni come loo “stato di

necessità”, queste disposizioni prevedono un bilanciamento di interessi tra vittima e chi ha

provocato l’ azione.

è difficile dire che si possa estendere dunque per analogia, perché è frutto di tale

bilanciamento.

Il problema principale è nella legittima difesa : “ora o mai più”, della donna che uccide il marito in

stasto di debolezza. 50

• Esercizio di un diritto

• adempimento di un dovere

• Consenso dell’ avente diritto: non interesse dello stato a proteggere l’ interesse che un

soggetto non ha interesse a proteggere.

• Legittima difesa

• Stato di necessità

• Uso legittimo delle armi

Regole comuni alle cause di giust:

Articolo n.59 Circostanze non conosciute o erroneamente supposte. 1. Le circostanze che

attenuano o escludono la pena sono valutate a favore dell'agente anche se da lui non conosciute,

o da lui per errore ritenute inesistenti .

rilevanza oggettiva causa di giustificazione perché sussiste nella realtà. È indifferente e non

necessario,, che il soggetto che beneficerà, si sia rappresentato di essere in presenza di

una causa di giust:

es: il mio fatto è lecito e non sarò punito, perché nel momento in cui ho agito non sapevo che il

soggetto avesse dato il suo consenso.

apro la corrispondenza di un amico via per vacanza,, senza rendermi conto che l’ amico mi avevad

dato il consenso di farlo.

la causa di giustificazione opera cmq sul piano oggettivo.

Le circostanze che aggravano la pena sono valutate a carico dell'agente soltanto se da lui

 conosciute ovvero ignorate per colpa o ritenute inesistenti per errore determinato da colpa .

§

3. Se l'agente ritiene per errore che esistano circostanze aggravanti o attenuanti, queste

non sono valutate contro o a favore di lui .

4. Se l'agente ritiene per errore che esistano circostanze di esclusione della pena , queste

sono sempre valutate a favore di lui. Tuttavia, se si tratta di errore determinato da colpa, la

punibilità non è esclusa, quando il fatto è preveduto dalla legge come delitto colposo .

la causa di giust NON sussiste ma io sono convinto del contrario. Il soggetto è stato

leso, ma l’ agente non ha agito con DOLO, era convinto di agire in presenza del

consenso della persona, o altre cause di giust.

è una convinzione erronea che porta ad escludere il dolo della persona: putativo [ciò che

il soggetto ha ritenuto]. Non è lecito, è un’ offesa antigiuridica, ma il soggetto non è

rimproverabile a titolo di dolo, ma di colpa, solo se si potrà rimproverare per colpa il

soggetto agente, per l’ errore nel quale è caduto.

È importante, perché nell’ art. 42 per i delitti si risponde a titolo di dolo, salvo i casi espressamente

previsti, e in quel caso potrebbe mancare una figura corrispondente a titolo di colpa.

l’ errore deve essere sulla situazione che rende lecito tale comportamento.

Art. 5 c.p. : errore legge penale scusabile quando invetabile ma non incide sul dolo. L’ errore sul

fatto fa venire meno il dolo.

L’ errore dell’ art. 59 è un errore di fatto, l’ errata percezione ad esempio di un pericolo.

Articolo n.55 Eccesso colposo. 1. Quando, nel commettere alcuno dei fatti preveduti dagli

articoli 51, 52, 53 e 54, si eccedono colposamente i limiti stabiliti dalla legge o dall'ordine 51

dell'Autorità ovvero imposti dalla necessità, si applicano le disposizioni concernenti i delitti colposi,

se il fatto è preveduto dalla legge come delitto colposo .

eventualità che un soggetto ecceda colposamente, perché se lo facesse dolosamente

sarebbe al di fuori di una causa di giustificazione.

es: calciatori danno il consenso di ricevere lesioni nell’ ambito del gioco ma a patto che rispettino

le regole.opera una causa di giustificazione.

eccesso colposo: chi pensa di essere aggredito, e uccide il suo aggressore con un’ arma. È

rappresentato dalla proporzione tra l’ aggressione e la difesa.

Articolo n.50 Consenso dell'avente diritto . 1. Non è punibile chi lede o pone in pericolo un

diritto, col consenso della persona che può validamente disporne

intende i limiti, ovvero un diritto proprio di cui io possa disporne.

Diritti disponibili Diritti indisponibili

Patrimoniali Esclusivo: diritto alla vita indisponibile ex art.

579 c.p. [1 limite]

Personali ed esclusivo Non è rilevante ai sensi art. 50 c.p. ma solo ai

Non collettivi e condivisi con altri fini di riduzione della pena.

Art. 5 cc : atti dispoizione del proprio corpo

vietati se causano una diminuzione

permanente o siano contrari al buon costume,

ordine pubblico.

senza nessuna ragione sanitaria. [ 2 limite]

Non si tratta di atti di disposizione, che

attraverso il consenso informato, si dà la

passobilità ad un medico di atturare un atto di

disposizione per salvarci la vita

CONSENSO E TIPICITA’

Art. 50 causa di gisutificazione: rende lecito un fatto tipico, penalmente rilevante.

violazione di domicilio, furto, violenza sessuale richiedono l’ assenza del consenso. Dunque, se c’è

il conseso, è un fatto ATIPICO. Occorre riconoscere se c’è il consenso delle parti.

distinguere dove opera. Il dissenso è un elemento che contribuisce a delineare il fatto tipico. Il

consenso agisce nell’ escludere la tipicità in questo caso.

es: Furto -> ti do il consenso a prendere la mia cosa -> è un fatto atipico di furto

LEGITTIMA DIFESA

Ha una serie di requisiti:

costretto dalla necessità

 diritto proprio o altrui

 pericolo attuale: pericolo imminente ove le forze dell’ ordine non possono intervenire. No

 pericolo futuro o passato. Lo Stato non arriverebbe tempestivamente.

offesa ingiusta

 52

Il principale paletto è la proporzione tra offesa e pericolo. È fondamentale perché regge la

logica della legittima difesa. Intervieni da solo ma non puoi ucciedere se uno ti vuole rubare la

mela

Come facciamo a valutare la proporzione?

Proporzione tra beni in gioco: bene aggredito vs bene offeso. Offesa alla vita è maggiore

 che rispetto al patrimonio.

Riforma del 59/2006

Di fronte ad un caso di cronoca di aggressione ad esercizi commerciali ai quali è seguito

inseguimento e uccisione del ladro.

Si apre un procedimento penale in quanto è un’ attività commerciale. Proposta presentata dalla

Lega, affermando che se tu vieni in casa mia la proprorzione non ci deve essere. Nessuna

valutazione da parte del giudice, perché oltre a rapinarmi entri nella mia sfera personale.

Era pericoloso per tutti, il ladro risponderebbe sparando. È stata a lungo dibattuta per contenerla e

svanificarne il significato.

La formula che è stata introdotta alla fine

Art 52 c.p. 2. Nei casi previsti dall'articolo 614, primo e secondo comma, sussiste il rapporto di

proporzione di cui al primo comma del presente articolo se taluno legittimamente presente in uno

dei luoghi ivi indicati usa un'arma legittimamente detenuta o altro mezzo idoneo al fine di

difendere:

a) la propria o la altrui incolumità;[beni in proporzione]

b) i beni propri o altrui, quando non vi è desistenza e vi è pericolo d'aggressione

Solo nell’ ipotesi in cui sei entrato, metti in pericolo i beni :

-desistenza : ladro scappa in giardino non puoi sparargli

-pericolo d’ aggressione: aggressione alla persona

+ sussistere tutti i requisiti 1 comma.

3. La disposizione di cui al secondo comma si applica anche nel caso in cui il fatto sia avvenuto

all'interno di ogni altro luogo ove venga esercitata un'attività commerciale, professionale o

imprenditoriale

Caso rapina in gioielleria via Ripamonti

Articolo n.54 Stato di necessità. 1. Non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato

costretto dalla necessità di salvare sé od altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona,

pericolo da lui non volontariamente causato, né altrimenti evitabile, sempre che il fatto sia

proporzionato al pericolo.

2. Questa disposizione non si applica a chi ha un particolare dovere giuridico di esporsi al

pericolo.

3. La disposizione della prima parte di questo articolo si applica anche se lo stato di necessità è

determinato dall'altrui minaccia ; ma, in tal caso, del fatto commesso dalla persona minacciata

risponde chi l'ha costretta a commetterlo .

Causa di giustificazione

 Naufrago su tavola dove un altro non ci può stare e lo spinge per annegarlo, altrimenti

 morirebbe

Giustifica solo il danno grave alla persona

 Non c’è un aggressore in questo caso

Nel caso dell’ art. 54, visto che ci va di mezzo un terzo innocente, è previsto un equo indenizzo

53

COLPEVOLEZZA

3 elemento del reato. È una categoria più ampia del semplice accertamento del dolo o colpa, ma

la possibilità di muovere un rimprovere per il fatto realizzato. Il codice penale ci offre delle norme

per questo caso. Come primo elemento abbiamo l’ imputabilità

imputabilita’

 dolo o colpa

 conoscibilità della norma penale

 preterintenzione

sentenza 364/1988 aveva ad oggetto l’ art. 5. Nessuno può invocare a propria scusa l ‘ ignoranza

della legge penale, ma sembrava troppo eccessivo.

La Corte Cost ha riconosciuto che ci possono essere situazioni scusabili, quindi il fatto non è

rimproverabile. Riguarda casi estremi, in particolare reati di pura creazione legislativa, non

conosciuti da chiunque.

Il dolo è rappresentazione e volizione ex art. 43 c.p. ovvero preveduto e voluto.

il dolo viene meno se c’è un errore ex art. 59 ultimo co, es il consenso, e non ci sarà il dolo.

L’ art. 47 disciplina l’ errore sul fatto e l’ art. 59 errore sulla causa di gistificazione.

L’ errore sul fatto porta ad escludere il dolo, ma quello sulla legge penale non è scusabile, dunque,

coesiste con il dolo.

se non conoscevo che quel comportamento costituisse reato; oppure se il mio errore non era

scusabile. Se esso lo era viene meno la colpevolezza, non sarò punibile.

DOLO Rappresentazione

 Volizione

 Se manca uno manca il dolo

 Se l’ errore è dovuto a colpa ed è rpeveduto come delitto colposo, risponderai di quello

 colposo.

La differenza tra dolo e colpa sta nnella presenza o meno della volontà. Il fatto di aver previsto un

evento dal quale dipende l esistenza del reato, come conseguenza della nostra condotta se ha

agto con titolo di dolo o colpa.

Ecco che abbiamo diverse categorie di gradi : dal dolo eventuale alla colpa con previsione (ha un

elemento in comune con il dolo)

DOLO EVENTUALE

COLPA COSCIENTE: ha un riscontro normativo tra le circostanze aggravanti comuni ex art. 61 co

3

3) l'avere, nei delitti colposi , agito nonostante la previsione dell'evento

Il dolo più grave è quello INTENZIONALE (volontà ha ruolo preminente).

Dolo diretto: intermedia. È un dolo nel quale l’ atteggiamento di chi realizza un evento che

costitusice reato, non volendolo come obiettivo, ma rendendosi conto, che nel 100% seguirà quell’

evento.

es : uccido persona dal barbiere sparando dalla vetrina. Dolo diretto è il danneggiamento della

vetrina. 54


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matty944

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9 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher matty944 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Penale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano Bicocca - Unimib o del prof Pecorella Claudia.

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