Diritto dell'informazione e della comunicazione
Introduzione
Facebook e Google: sono diventati dei monopolisti. Oltre ad essere imprenditori, sono dei veri e propri poteri. Dove c'è potere deve esserci responsabilità e trasparenza. Il potere pubblico è trasparente, i cittadini hanno il diritto di sapere cosa succede nel parlamento o in un'aula di giustizia.
Il diritto dell'informazione è soprattutto diritto dei media. C'è sempre un rapporto tra libertà e potere, il soggetto è insieme a soggetti che agiscono in regime di libertà. Una rete televisiva è un soggetto che agisce in regime di libertà, ma è anche un potere perché le televisioni hanno una capacità di influenza sulla società che nessun altro mezzo ha. Nessuno deve tenere una fetta troppo ampia di strumenti di comunicazione perché deve essere assicurato il pluralismo informativo.
Tematiche classiche della libertà di espressione
Cosa posso dire e cosa posso scrivere io come singolo? Per tutti i mezzi di comunicazione c'è un bilanciamento tra il diritto sancito dall'art. 21 e gli altri beni giuridici che possono confliggere con questo diritto. Ad esempio, non si può diffamare online o scrivendo sui giornali. Gli strumenti non sono identici: il giornale tradizionale cartaceo ha una forza se venduto e se autorevole, mentre scrivere sulla bacheca Facebook un'offesa non ha la stessa capacità di ledere l'onore del soggetto, tuttavia la portata nel tempo può essere maggiore. Il reato è lo stesso (lesione della reputazione di un soggetto), ma la portata e gli effetti del reato possono essere profondamente diversi a seconda del mezzo che si utilizza.
Alcune delle regole che disciplinano la diffamazione sono nate tra il 1930 (codice penale) e il 1948 (legge stampa), e il legislatore italiano non ha mai complessivamente rivisto la normativa alla luce delle novità tecnologiche. Altra questione complessa: se e in quale parte una normativa che si applica a determinati mezzi si può estendere ad altri rispettando i principi costituzionali e penalistici che vietano, ad esempio, un'estensione eccessiva delle norme penali applicandole analogicamente ad altri casi (principio di tassatività del diritto penale).
Caso del direttore del giornale
La regola generale (prevista per l’articolo di giornale stampato) è che il direttore risponde per omesso controllo per tutti i reati commessi dai giornalisti. Questa regola si può applicare al direttore di un giornale online o al direttore di un giornale online figlio del giornale cartaceo (repubblica.it)? In assenza di un intervento del legislatore, sono stati i giudici (soprattutto della Cassazione) a risolvere questa questione giuridica molto complessa. L'informazione è libertà e potere, il legislatore ha posto dei limiti a questi poteri per garantire delle garanzie.
Diritto d'autore
Materia travolta dalla rete. L'articolo 21 afferma che tutti hanno il diritto a manifestare il proprio pensiero. Dal lato passivo, i destinatari del pensiero hanno il diritto di essere informati. Nell'art. 21 è compreso il diritto di narrare, di cercare le notizie da diffondere, di accesso alle fonti informative. Sono comprese anche la libertà di stampa, la libertà della rete, la libertà di antenna, e il diritto di accedere alla rete. Esiste il diritto di un cittadino di accedere a internet, diritto di avere un accesso effettivo alla rete da qualsiasi parte in Italia a prezzi non eccessivi?
Facebook è gratuito, ma "paghiamo" con i nostri dati che vengono venduti a terzi a fini commerciali. Se immetto in rete un contenuto, questo deve avere la stessa velocità di un contenuto immesso da una multinazionale? Questo principio sta per essere messo in discussione: il governo americano ha affermato che non è più considerato uno dei principi fondamentali della libertà in rete, chi paga di più ha la possibilità di far viaggiare i suoi contenuti più velocemente.
Diritto all'informazione
Ci sono aspetti in conflitto: diritto di informare e diritto di essere informati sono in conflitto. Se io ho un diritto ad essere informato, il soggetto che informa esercita una libertà o un dovere giuridico? Se entro in una prospettiva di obbligo, non siamo più nell'ambito della libertà. Se il giornalista non ha l'obbligo di informare ma è libero, dov'è il mio diritto ad essere informato? All'interno dell'art. 21 ci sono dei conflitti che devono essere conciliati e bilanciati.
Libertà di manifestazione del pensiero
Riassume e condiziona lo stato democratico, è una delle libertà che incontra maggiori limiti ed è più frequentemente oggetto di controversie davanti ai giudici. I confini di questa libertà sono incerti, la prevedibilità dei casi è molto bassa, è difficile tracciare confini tra ciò che è lecito e ciò che è illecito.
La risposta non è se prevale uno o l'altro diritto in conflitto, la risposta è sempre "dipende". La libertà di manifestazione del pensiero tende ad entrare in conflitto quotidianamente con altri diritti e valori che hanno quasi sempre rango costituzionale. I conflitti vengono risolti attraverso l'equo bilanciamento dei diritti stessi; saranno le caratteristiche del caso concreto che faranno prevalere uno o l'altro diritto. Attraverso la libertà di espressione si possono violare sia diritti di grande rilievo della personalità sia interessi di diritto pubblico, e la giurisprudenza sposta il confine a seconda di una serie di fattori relativi al caso concreto e all'evoluzione sociale.
La Costituzione all'art. 21 pone un solo limite alla libertà di espressione: il costume. Questo limite non è fisso, non è determinato una volta per tutte, dipende da una serie di fattori esterni all'ordinamento giuridico in senso stretto, e il giudice deve interpretare alla luce di quelle che sono le morali correnti in un determinato momento storico.
Mezzi di comunicazione
Alle imprese editoriali (chi stampa, chi crea un sito internet, chi ha una televisione/radio ecc.) si applica il regime delle imprese (diritto commerciale, diritto anti-trust ecc.). Queste imprese sono essenziali per la garanzia di un sistema democratico e per l’esercizio del diritto alla libertà di manifestazione del pensiero. È indispensabile che vi sia una pluralità di imprese editoriali in qualsiasi settore, ed è necessaria una regolamentazione differente rispetto alle regole del mercato e della concorrenza a tutela di un ulteriore valore che è quello del pluralismo informativo.
Mentre in tutti i mercati sono sufficienti delle regole che impediscano l'abuso di una posizione dominante (la posizione dominante in sé è legittima, tuttavia è vietato l’abuso), per il mercato dei media la regola è diversa: il divieto in sé è di detenere una posizione dominante. L'ordinamento prevede regole per ciascun settore, dall'editoria, alla radiotelevisione e con maggiore fatica alla rete, lo scopo è di impedire che vi siano soggetti con una posizione tale da poter influenzare in maniera eccessiva il gioco democratico e la formazione delle opinioni nella società. La disciplina dei media deve essere quindi almeno parzialmente diversa rispetto alla disciplina degli altri settori.
La distinzione tra i media e le telecomunicazioni oggi è venuta in parte meno, il fatto che con il medesimo mezzo si possa sia comunicare sia accedere alle informazioni ecc., e quindi lo stesso gestore telefonico diventa fornitore di notizie, pone in discussione la distinzione e quindi la necessaria diversa regolamentazione. Da un lato vi è una spinta a estendere agli internet provider la disciplina tipica dei media, dall’altra parte si tende a riavvicinare la disciplina dei media alle regole generali della concorrenza. La specialità della disciplina dei media che si basa sulla tutela del pluralismo informativo, tende a sottigliarsi e a venire in parte meno.
Evoluzione carte costituzionali che hanno affermato la libertà di espressione
Stato liberale: inizia a porre il tema delle divisioni del potere e delle libertà fondamentali come principi fondamentali del rapporto tra Stato e cittadino. Due testi fondamentali:
- Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino (1789)
- Primo emendamento della Costituzione americana (affermazione della libertà di parola)
Dichiarazione dei diritti dell'uomo: art. 11 la libera comunicazione dei pensieri e delle opinioni è uno dei diritti più preziosi dell'uomo, vi è subito un'affermazione di valore ("preziosi"). Ogni cittadino può parlare, scrivere e stampare liberamente salvo rispondere dell’abuso di tale libertà nei casi determinati dalla legge. Quali tutele ci sono in questo comma? È prevista una riserva di legge rinforzata, la libertà di espressione non può essere cancellata dalla legge.
Abuso: è precluso al legislatore un controllo preventivo di autorizzazioni riguardo alla stampa, che è il sistema con cui gli stati autoritari controllano la circolazione delle informazioni. Questo schema che impedisce la circolazione delle informazioni viene ribaltato dall'art. 11, non ci può essere un controllo preventivo, questo schema ritorna nella Costituzione italiana.
Primo emendamento Costituzione americana: il Congresso (potere legislativo federale) non potrà fare alcuna legge per il riconoscimento di qualsiasi religione, per proibirne il culto o per limitare la libertà di parola, o di stampa; o il diritto delle persone di riunirsi pacificamente in assemblea e di fare petizioni al governo per la riparazione dei torti. Il primo emendamento afferma in primo luogo il principio di laicità, si vieta un rapporto tra lo Stato e le Chiese. Dalla libertà di religione c'è un collegamento alla libertà di parola: la libertà di pensiero nasce anche come riconoscimento di libertà di opinione religiosa, le grandi persecuzioni che caratterizzano i secoli precedenti si fondano sul rifiuto della libertà religiosa.
Libertà dell'eresia: libertà di poter mettere in discussione i dogmi della religione dominante. Vi è un legame fortissimo quindi tra libertà di religione e libertà di parola: riconoscimento del libero culto = riconoscimento della libertà di espressione. Lo stesso legame si ha tra la libertà di parola e la partecipazione politica dei cittadini (riunirsi in forma pacifica per fare pressioni e per far conoscere le opinioni di un gruppo cercando di modificare gli indirizzi politici).
Petizione: diritto di poter rivolgersi al parlamento presentando una propria richiesta. La Costituzione americana tiene conto di due grandi aspetti della libertà di espressione: libertà di esprimere il pensiero e diritto di dialogare con il potere (aspetto legato al sistema democratico). Rispetto al testo francese, il primo emendamento non contiene limiti, questo non significa che alcuni limiti non siano possibili a tutela di altri diritti o interessi. La tendenza della giurisprudenza americana è quella di dare il massimo spazio a qualsiasi espressione.
Esempio: c'è stata una manifestazione organizzata da razzisti nel cui percorso erano compresi quartieri dove erano presenti ebrei e persone di colore. Ci furono una serie di questioni legali che arrivarono alla Corte suprema: alla luce del primo emendamento questi tipi di manifestazioni furono considerate lecite. Divieto di espressioni negazioniste: il divieto di affermare l'inesistenza della Shoah che è stato previsto negli Stati europei non è concepibile nell'ordinamento americano.
Figlio dello Stato liberale è anche lo Statuto Albertino, introdotto da Carlo Alberto nel 1848, frutto di un compromesso tra il sovrano e la borghesia piemontese. Art. 28: la stampa sarà libera ma una legge ne reprime gli abusi, lo schema è quello della Dichiarazione. Si afferma la libertà della sola stampa (significava anche libertà di parola perché la stampa era il mezzo di comunicazione fondamentale). Solo il legislatore può limitare la libertà di stampa (riserva di legge) e può solo reprimere gli abusi e non prevenire.
Il nostro ordinamento prevede una serie di norme preventive che da un lato impediscono il compimento di reati e dall'altro prevengono la diffusione degli effetti del reato. Questo è uno schema che vale per tutti i reati ma non per i reati a mezzo stampa. Se si ritiene che vi sia una pubblicazione diffamatoria o lesiva della sicurezza dello Stato, l'ordinamento dovrebbe toglierla dalla circolazione e impedirne l'ulteriore diffusione per impedire la diffusione degli effetti. Lo schema viene ribaltato alla luce della centralità della libertà di stampa.
In alcuni ordinamenti ci sono state delle parentesi autoritarie in cui la libertà di stampa è stata la prima ad essere travolta. Con l'evoluzione dallo Stato liberale a quello democratico, abbiamo una nuova stagione di Carte costituzionali che riprendono alcuni fondamentali principi dello Stato liberale ma li modificano alla luce delle esigenze dello Stato sociale/democratico. Le nuove carte aggiornano le norme sulla libertà di parola alla luce di nuove esigenze. Ci sono alcune Carte particolarmente significative:
- Dichiarazione di Versailles dei diritti dell'uomo: non ha efficacia giuridica vincolante nel nostro ordinamento, sintetizza i nuovi grandi principi di libertà sorti dopo il nazismo. Art. 19: ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione, diritto di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo (aspetto nuovo). Diritto a informarsi e di cercare le opinioni, diritto a informare/diffondere le informazioni e diritto a ricevere le informazioni. L'art. 19 tiene in considerazione il lato passivo della libertà di espressione.
- Costituzione tedesca: ognuno ha diritto di esprimere e diffondere liberamente le sue opinioni con parole, scritti o immagini e diritto di informarsi attraverso fonti accessibili, affermazione del principio di libertà di espressione. Sono garantite la libertà di stampa e di informazione mediante la radio e cinematografo, due strumenti fondamentali per la rapida nazificazione della Germania erano stati la radio ed il cinema. Il costituente tedesco (la Costituzione tedesca fu dettata da americani e inglesi) afferma il divieto di censura.
I mezzi di comunicazione presi in considerazione dalla Costituzione avevano un’influenza maggiore sull’opinione pubblica, la stampa non aveva la possibilità di raggiungere qualsiasi cittadino come la radio e il cinema. Questi strumenti non devono diventare strumenti in mano al potere. I diritti trovano i loro limiti nelle disposizioni di legge generali e da norme riguardanti la protezione della gioventù. Libertà dell'arte e della scienza: la libertà della scienza è stata una grande conquista contro i grandi pregiudizi di natura religiosa.
Divieto di manifestazioni oscene: si prevede una distinzione tra manifestazioni artistiche e non, l'arte in quanto attività creativa non può essere mai oscena. Non è arte perché è osceno: ci sono stati tantissimi casi di opere che sono state vietate nel nostro ordinamento. Arte eterodossa: si pone in contraddizione con la morale corrente, fa entrare nella società voci contrarie alle concezioni etiche dominanti, lo spazio di libertà non può essere assoluto.
Convenzione europea dei diritti dell'uomo (1950): il sistema di protezione dei diritti in Europa (non U.E.) è stato rivoluzionato dalla stipulazione e dall’entrata in vigore della Convenzione europea dei diritti dell'uomo, entrata in vigore nel 1955 in Italia. Prevede un ampio catalogo di diritti, la Convenzione fu scritta cercando un minimo comune denominatore dei diritti previsti nei vari ordinamenti che aderivano alla Convenzione.
La grande novità della Convenzione è che prevede l'istituzione di una Corte europea dei diritti dell'uomo con sede a Strasburgo che può giudicare della violazione da parte di uno Stato aderente dei diritti previsti dalla Convenzione. Questa Convenzione può essere adita anche da un singolo che ritiene che un ordinamento abbia violato un suo diritto purché abbia esaurito i mezzi di ricorso interni. Questo sistema è rivoluzionario perché il singolo può agire contro il suo stesso Stato, si riconosce che la tutela dei diritti umani è un diritto dell’individuo al di là dello Stato, un certo grado di tutela dei diritti deve essere garantito sempre.
Art. 10: è un testo debole che prevede un tale numero di possibili eccezioni alla libertà di espressione che sembra non costituire una effettiva garanzia, tuttavia nei fatti questo testo è stato integrato da una giurisprudenza particolarmente attenta a limitare le possibili ingerenze attraverso un modello di ragionamento che consente un controllo non solo sulle leggi dello Stato ma sul modo in cui il giudice nazionale ha applicato quella legge. La giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo in materia di art. 10 e in moltissime altre materie costituisce un baluardo contro possibili violazioni da parte dei singoli Stati. La Convenzione e la stessa giurisprudenza di Strasburgo costituiscono un vincolo per il giudice e il legislatore interno, il legislatore deve rispettare i trattati internazionali.
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