Diritto del lavoro
Lettera di assunzione e fase precontrattuale
La lettera di assunzione è preceduta da una fase di colloqui, fase precontrattuale che determina una responsabilità precontrattuale. Nei contratti di lavoro, in sede di trattative, il rapporto di forza contrattuale è sbilanciato a favore del datore di lavoro.
Acquisisce importanza la rilevanza quantitativa e qualificativa della norma inderogabile ↓ Tecnica inderogabilità: il legislatore fissa delle regole che le parti devono rispettare ↓ ↓ L’ordinamento tutela un interesse, es norma inderogabile: limite massimo di ore lavorative giornaliere generale superiore a quello delle parti.
Il contratto a tempo indeterminato è la forma comune di contratto. Per tale contratto non è prevista ex ante, fin dall’inizio, il momento della cessazione.
Analisi esempio di un contratto
Clausola di prova è una clausola accessoria, si può inserire o meno nel contratto. Nel periodo di prova il lavoratore può recedere dal contratto senza doversi giustificare.
Qualifica e mansioni: le parti, all’atto della stipulazione del contratto, convengono quali sono i compiti e il ruolo che il lavoratore deve svolgere. (= OGGETTO DEL CONTRATTO → prestazione dell’attività lavorativa caratterizzata dall’attribuzione di un certo ruolo).
Le suddette mansioni possono essere soggette a variazioni = è una clausola del contratto ma questa clausola è valida giuridicamente? È una deviazione di un principio generale del contratto, ovvero che, una volta definita la prestazione da eseguire, per cambiare l’oggetto bisogna stipulare un altro contratto. La clausola è valida secondo e trova un fondamento normativo nell’art 2103 c.c. che prevede la possibilità, nel contratto di lavoro subordinato, di cambiare le mansioni.
Art 2103 c.c. prestazione di lavoro
Il lavoratore deve essere adibito alle mansioni per le quali è stato assunto o a quelle corrispondenti all’inquadramento superiore che abbia successivamente acquisito ovvero a mansioni riconducibili allo stesso livello e categoria legale di inquadramento delle ultime effettivamente svolte. ↓
La legge prevede che il datore di lavoro può cambiare le mansioni (= diritto del datore di lavoro di modifica dell’oggetto del contratto: ius variandi).
Limite: comma 8. Il lavoratore non può essere trasferito da un’unità produttiva ad un’altra se non per comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive.
Contratto in cui il datore di lavoro può cambiare elementi essenziali, oggetto e luogo della prestazione. Se il lavoratore rifiuta le modifiche può venire licenziato per giusta causa.
Nei contratti si presume l’uguaglianza dei privati.
Potere disciplinare e poteri del datore di lavoro
Potere disciplinare: art 2106 c.c., potere che ha il datore di lavoro di sanzionare direttamente, attraverso sanzioni disciplinari, comportamenti del lavoratore che siano di inadempimento del contratto. Negli affari economici tra privati non si può sanzionare direttamente ma bisogna rivolgersi al potere sanzionatorio pubblico perché quest’ultimo serve per evitare faide, eppure il datore di lavoro ha il potere sanzionatorio perché egli è titolare di una organizzazione produttiva e deve correggere gli inadempimenti.
Nel contratto di lavoro subordinato, i poteri del lavoro di lavoro gli sono dati perché sono strumenti tecnici per il funzionamento dell’impresa. I poteri sono dati per raggiungere il fine dell’impresa e dove ci sono poteri ci sono sempre anche dei limiti; infatti, l’altra funzione delle regole giuridiche in tema di lavoro è stabilire i limiti del potere.
Lo schema giuridico del lavoro subordinato garantisce uno degli strumenti più flessibili dell’impresa. La subordinazione del lavoratore non è assoggettamento personale ma è una subordinazione tecnica e legittima per lo svolgimento dei fini imprenditoriali.
Di cosa si occupa il diritto del lavoro?
Il lavoro si presenta nella società contemporanea in molte forme giuridiche.
L’oggetto principale dell’ordinamento è il lavoro subordinato = lavoro dipendente che si svolge principalmente come lavoro di un lavoratore alle dipendenze di privati, imprese, o di pubblici, PA. Il lavoro pubblico è un fenomeno giuridico che oggi sta dentro la prospettiva del diritto di rapporto di lavoro ma con una sua autonomia. Fino a qualche decennio fa il rapporto di lavoro dei lavori pubblici non era considerato contrattuale ma si sviluppava secondo logiche di diritto amministrativo. L’impiegato pubblico veniva assunto dalle PA attraverso procedure concorsuali. Il concorso dava luogo a un atto di nomina dell’impiegato pubblico quindi un atto di diritto amministrativo, il compito del lavoratore pubblico era di concorrere a realizzare il fine pubblico della PA secondo regole del diritto amministrativo.
Tra la fine anni ’80 e inizio anni ’90 → riforme che hanno innovato il funzionamento delle PA del nostro paese. Una tra queste fu il riconoscimento natura contrattuale del rapporto di lavoro dei lavoratori delle PA, contrattualizzazione del lavoro pubblico, e tendenziale uniformazione delle regole giuridiche del rapporto di lavoro pubblico alle regole generali del rapporto di lavoro privato. La legislazione di materia di lavoro pubblico è contenuta nel d.lgs. 165/2001 ai lavoratori delle PA si applicano le stesse regole dei lavoratori privati.
Categorie di lavoratori pubblici esclusi dalle riforme: Forze armate e forze pubbliche di sicurezza, professori universitari e magistrati → rimangono in una logica pubblicistica.
Regole del rapporto di lavoro pubblico d.lgs. 165/2001
- Vincolo del fine: L’attività del datore di lavoro pubblico è vincolata da regole amministrative. Le PA devono realizzare il fine a loro assegnato (= la PA è vincolata nel fine).
- Vincolo di spesa pubblica: Governo e controllo della spesa pubblica nelle PA. (= la PA è controllata nelle risorse che ha a disposizione).
- Vincolo relativo alla fase di costituzione del rapporto di lavoro: il rapporto di lavoro pubblico sorge solo tramite un concorso. L’assunzione, fase di nascita del lavoro pubblico, rimane fuori dalle regole del lavoro privato.
Lavoro autonomo e trasformazioni del mercato
Lavoro autonomo: secondo i giuslavoristi erano i professionisti, avvocati, medici, architetti, commercianti e artigiani, ecc. Il diritto del lavoro classico si è disinteressato dei lavoratori autonomi se non per quanto riguarda la distinzione tra lavoro autonomo e lavoro subordinato.
Simulazione di lavoro autonomo per sottrarsi alla disciplina e ai costi del lavoro dipendente (= subordinato).
Tra anni ’80 e ’90, rivoluzione della società, accanto al lavoro subordinato si sono sviluppate nuove figure di lavoratori autonomi, fuori dalle regole del lavoro autonomo classico, che si sono sviluppate per rispondere a una domanda di servizi da parte del mercato delle imprese, servizi di supporto.
Interessi dell’ordinamento giuridico
Funzionamento/regolazione del mercato del lavoro - specifica disciplina - o Alto tasso di regolazione perché la merce che si scambia sul mercato è di particolare rilevanza sociale e perché il mercato di lavoro è un mercato ad alto rischio. La regolazione dei flussi è di interesse pubblico. Es. tema dei tassi di occupazione femminile: l’obiettivo di alzare questo tasso non ha solo rilevanza di uguaglianza, ma è anche un tema economico poiché tasso femminile più elevato = maggiore sviluppo economico.
Regolazione del rapporto del lavoro, contratto: regolazione del rapporto giuridico. o Tema delle regolazioni collettive: da quando nascono le forme di organizzazioni sindacali dei lavoratori, si sviluppano relazioni collettive di lavoro, regole del diritto sindacale = regole dei rapporti collettivi.
Regolazione amministrativa: le parti dei rapporti di lavoro hanno degli obblighi, es. obblighi di comunicazione. o Rapporto previdenziale si costituisce obbligatoriamente tra lavoratore e ente previdenziale o Sicurezza e salute sul lavoro o Altri diritti, diritto processuale, diritto penale, diritto tributario o.
Evoluzione storica e Codice civile
Prime leggi che si occupano del lavoro → leggi speciali del Codice civile del 1865. La prima legge, fine ‘800, si presenta con caratteristiche della legislazione sociale, in cui il legislatore interviene per porre limiti, divieti e tutele sociali. Non si dà attenzione alle regole del contratto di lavoro; infatti, solo a partire dagli anni 20 del ‘900 si sviluppano questo tipo di regole, es in materia di orario di lavoro.
Il Codice civile 1942 innova la regolazione del contratto di lavoro.
Collocazione sistematica della regolazione del lavoro nel Codice civile.
Il Codice civile è diviso in libri. La disciplina del contratto del lavoro è contenuta nel libro V, il quale contiene la disciplina dell’imprenditore e la disciplina del lavoro subordinato dell’impresa, il lavoro autonomo e la disciplina delle società, attività imprenditoriali che si svolgono in forma societaria.
Libro V: disciplina dei produttori. L’entrata in vigore della costituzione trasforma il nostro ordinamento e la prospettiva del giurista perché costringe il giurista a leggere tutte le regole, anche quelle precedenti, quindi del Codice civile, alla luce dei valori e dei principi introdotti nell’ordinamento dalla costituzione. La regolazione del lavoro contenuta nel Codice civile non bastava per rispettare i principi fondamentali della costituzione quindi l’ordinamento mette a disposizione una regolamentazione aggiuntiva.
Il diritto del lavoro è il primo terreno sul quale si presentò il problema della condizione del contraente debole. Il rapporto di lavoro è caratterizzato strutturalmente dalla condizione di contraente debole di una delle sue parti di rapporto.
L’ordinamento post costituzionale interviene nella regolamentazione dei rapporti di lavoro perché bisogna tutelare i lavoratori, per garantire e rispettare esigenze sociali e per riequilibrare rapporto tra contraente debole e imprenditore.
Tecniche per contrastare gli effetti negativi del contraente debole
- Tecnica della norma inderogabile → su una serie di questioni il legislatore pone delle regole che non si possono lasciare all’autonomia delle parti perché ci sono interessi superiori da proteggere o per evitare squilibrio contrattuale tra lavoratore e datore di lavoro. Es: la retribuzione è parzialmente sottratta all’autonomia delle parti perché ci sono criteri per stabilire i minimi retributivi ma, una volta rispettati questi limiti, le parti godono di autonomia.
- L’ordinamento utilizza lo strumento collettivo per riequilibrare la condizione delle parti del contratto di lavoro ↓ Organizzazione collettiva e quindi l’esercizio dell’autonomia collettiva attraverso la stipulazione di contratti collettivi. ↓ Strumento con il quale la maggior parte dei lavoratori riesce a negoziare con le condizioni di lavoro che individualmente non sono negoziabili.
La norma inderogabile impedisce all’autonomia individuale di stabilire rispetto a un determinato argomento. Il legislatore, attraverso il contratto collettivo, prevede che l’autonomia che non può svolgersi in modo individuale possa svolgersi in modo collettivo.
Qualificazione giuridica del rapporto di lavoro
- Lavoro subordinato, disciplina tendenzialmente inderogabile, cioè impone alle parti il rispetto di determinati obblighi. Vi sono diverse sottocategorie, es: lavoro intermittente, somministrazione di lavoro.
- Lavoro autonomo, per lungo tempo è rimasto affidato dal punto di vista civilistico al Codice civile. Vi sono diverse sottocategorie, es: prestazioni di lavoro autonomo occasionale.
- Lavoro associato, es: lavoro dei soci di cooperative nella classificazione del lavoro.
Un’impresa ha necessità che venga svolta un’attività lavorativa e quindi ha necessità di acquisire prestazioni lavorative per il fine dell’impresa. L’imprenditore può scegliere lo schema funzionale per lo svolgimento dell’attività e per soddisfare la propria domanda di attività lavorative, non esiste l’obbligo di ricorrere a mano d’opera al lavoro subordinato.
Per le imprese dematerializzate, es: piattaforme digitali, le quali non hanno luogo fisico, l’imprenditore potrebbe mandare avanti la sua attività imprenditoriale senza alcun lavoro dipendente, ma rivolgendosi solo a lavoratori autonomi.
Oggi la gran parte delle imprese tende a utilizzare lo schema funzionale del lavoro subordinato. Scegliere lo schema funzionale del lavoro subordinato significa effettuare la scelta dell’integrazione forte della persona in grado di svolgere l’attività lavorativa connotata di una certa professionalità e di finalizzare l’attività di quella persona per il fine dell’impresa. Questo schema comporta l’inserimento della persona nell’organizzazione avendo come accordo che la persona mette a disposizione le sue energie fisiche e intellettuali e la sua professionalità per una certa durata nel tempo. L’imprenditore sceglie il fine al quale l’attività è destinata.
Lo schema funzionale del lavoro autonomo prevede lo svolgimento di un’opera o di un servizio.
L’imprenditore è libero di scegliere lo strumento che ha bisogno.
Dopo aver scelto lo schema funzionale, bisogna stipulare un contratto con la persona e quindi scegliere un tipo contrattuale al quale ricondurre la relazione funzionale. Vi sono tanti tipi contrattuali. Dal tipo contrattuale che si sceglie, deriva l’applicazione di una certa disciplina legale. Dalla scelta che le parti fanno di un certo inquadramento giuridico deriva l’applicazione di una certa ↓ disciplina. → SCHEMA FATTISPECIE-EFFETTI. Dalla scelta della fattispecie legale dipende la disciplina dalla quale derivano gli effetti.
Per quanto riguarda la fattispecie concreta, aspetto organizzativo, sono le parti a decidere.
La scelta del tipo contrattuale, al contrario, non è libera poiché le parti devono rispettare le caratteristiche tipiche dei diversi contratti di lavoro alle quali l’ordinamento fa riferimento. Se il nomen iuris scelto dalle parti non è coerente con l’assetto funzionale, quella scelta può essere messa in discussione. La qualificazione giuridica del rapporto, assegnare un assetto funzionale, viene data dalle parti ma non può mai considerarsi definitiva perché la qualificazione può essere messa in discussione e solo il giudice può decidere definitivamente riguardo alla controversia. Il giudice, nel momento in cui deve giudicare qual è la qualificazione rispetto al nome che le parti hanno dato a quel contratto, non è vincolato dalla volontà delle parti.
Con la riqualificazione ex post il giudice può cambiare gli effetti. Il giudice può accogliere o meno il ricorso. Se lo accoglie può esaminare e decidere se accogliere o meno anche le domande che sono conseguenze della domanda principale. Il giudice decide valutando se nella realtà ricorrano gli elementi tipici del lavoro autonomo o subordinato. Nel Codice civile ci sono norme riguardanti le fattispecie legali di riferimento:
Art. 2094 lavoro subordinato
Art. 2094 LAVORO SUBORDINATO. È prestatore di lavoro subordinato chi si obbliga mediante retribuzione a collaborare nell'impresa, prestando il proprio lavoro intellettuale o manuale alle dipendenze e sotto la direzione dell'imprenditore.
“Si obbliga” = natura contrattuale.
L’oggetto del contratto è lo svolgimento di un’attività lavorativa con una certa professionalità.
L’attività dell’imprenditore è organizzata. La sussistenza dell’organizzazione caratterizza l’attività d’impresa.
“Prestando il proprio lavoro” = il contratto di lavoro subordinato è personale e implica l’adempimento tramite il proprio lavoro.
“Sotto a direzione” = il potere direttivo è elemento necessario per svolgere un lavoro subordinato.
“Alle dipendenze” = accettare il rapporto di funzionalità della prestazione alle esigenze dell’impresa. Il lavoratore non può disinteressarsi di come lo svolgimento della sua prestazione si inserisca nell’organizzazione complessiva dell’impresa; quindi, il lavoratore è inserito nell’organizzazione dell’impresa, collaborazione di un dipendente nell’impresa.
Art. 2222 contratto d’opera
Art. 2222 CONTRATTO D’OPERA, contratto di lavoro autonomo. Quando una persona si obbliga a compiere verso un corrispettivo un'opera o un servizio, con lavoro prevalentemente proprio e senza vincolo di subordinazione nei confronti del committente, si applicano le norme di questo capo, ovvero le norme del lavoro autonomo, salvo che il rapporto abbia una disciplina particolare nel libro IV.
“Si obbliga” = assume l’obbligazione verso il corrispettivo; quindi, siamo di fronte a un contratto. La causa del contratto è lo scambio tra lo svolgimento di un’opera o di un servizio e un corrispettivo.
“Con lavoro prevalentemente proprio” = questo tipo di contratto non presuppone la natura esclusivamente e interamente personale dell’adempimento/dello svolgimento della prestazione. L’adempimento potrebbe avvenire anche avvalendosi dell’aiuto di qualcun altro, ma il lavoro prevalente deve essere quello del lavoratore, differenza rispetto al contratto d’appalto. Il lavoro prevalente caratterizza il lavoro autonomo.
Svolgimento di una prestazione che rimane esterna all’impresa.
Il contratto deve definire quale sia l’opera o il servizio, oggetto del contratto.
La scelta delle parti per la valutazione della natura del contratto non è la scelta del nome del contratto, ma del voluto inteso come contenuto del contratto; quindi, il fatto che le parti scelgano di dare un certo nome non ci dice nulla sulla correttezza della qualificazione di quel rapporto.
Fase di esecuzione del contratto
Il problema di interpretazione del contratto si risolve, come stabilito nel Codice civile, facendo riferimento al comportamento delle
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