DIRITTO COMMERCIALE
Diritto commerciale è una branca del diritto civile. Regole civilistiche privatiste: rapporti alla pari
È la parte del diritto privato che disciplina i rapporti tra imprese e rapporti economici.
:
STORIA DEL DIRITTO COMMERCIALE
1. nel diritto romano non esisteva il diritto commerciale.
Inizia a nascere nel medioevo perché caduto l’Impero romano tutte le realtà di cui era
costituito si frammentano: periodo in cui nascono i feudi e piccole realtà con capi
Quindi ogni realtà aveva le sue regole. Questo era un problema per i commercianti che si
postavano e che si interfacciavano a diverse realtà: cera bisogno di una legge comune: LEX
MERCATORIA: insieme di regole applicabile a tutti i mercanti ovunque si trovassero. È una
legge generale superiore a tutte le altre realtà.
In questa fase nascono dei concetti ancora presenti: es. assegno perché pericoloso girare
con contanti. Banca rotta: reato fallimentare, questo termine nasce quando la punizione
del mercante che non riusciva a pagare i suoi debiti consisteva nella rottura materiale del
banco di commercio, come dimostrazione della sua incapacità di fare il commerciante.
2. All’inizio del 600 è il periodo in cui iniziano le grandi colonizzazioni: per colonizzare le
Americhe e le indie gli ordinamenti europei fanno ricorso ad uno strumento nuovo: la
compagnia delle indie: non è altro che il prototipo delle società di oggi.
Il grande vantaggio della compagnia rispetto alle forme di società esistenti dava un
vantaggio pazzesco: il partecipante della compagnia se fosse andato male non avrebbe
rischiato di perdere il proprio patrimonio personale ma solo quello investito nella
compagnia.
Anche oggi se non sei in una società per azioni perdi tutto il tuo patrimonio (es. società per
persone)
3. Rivoluzione francese: è stata una rivoluzione di carattere economico perché vi era una
borghesia che sgomitava per esercitare il commercio e voleva superare gli antichi privilegi
feudali dell’epoca. La principale ricchezza fino al 700 erano gli immobili, le decime, i diritti
di passaggio, il diritto di raccogliere la legna: sistema di ricchezza immobilizzata
La borghesia vuole una ricchezza smobilizzata
Napoleone emana il Codice civile e il codice di commercio: rappresentano la base di quello
che è il nuovo modello economico.
4. Nell’800 con la restaurazione dei sovrani, si affrettano a restaurare quasi tutte le leggi
passate e tentano di ripristinare il regime feudale: non ci riescono. Tutto l’800 è
attraversato da moti rivoluzionari che in parte vogliono anche nuove regole e leggi.
5. Negli anni 40 dell’800 Carlo Alberto in Sardegna concede lo statuto albertino (prima
costituzione in Italia per 100 anni): concede alla borghesia di avere la Camera dei deputati
in parlamento: votavano chi aveva i soldi quindi la borghesia quella che commerciava.
6. Unificazione d’Italia: estensione del diritto piemontese in tutta Italia: vittorio Emanuele
secondo applica tutti i codici del regno di Sardegna a tutta Italia. Nel 1861 vengono
emanati tutti i codici nuovi. Nel 1870 ce l’esigenza di nuovi codici. Nel 1882 c’è il nuovo e
ultimo codice di commercio italiano. 1
7. Nel 1888 vengono eliminati i tribunali di commercio: tribunali che giudicavano solo i
commercianti, la loro caratteristica era che erano formati da ¾ commercianti che
giudicavano con un magistrato. Da quel momento anche i commercianti vengono giudicati
dai tribunali civili: giustizia di tutti.
(Il tribunale delle imprese dal 2012 è una sezione specializzata in diritto commerciale che
giudica le liti riguardanti alcune tipologie di impre4sa (le più complicate). Ma non un
giudice speciale che giudica le imprese in modo diverso.)
8. Fino al 1942 la riforma non avviene mai. Fino a quel momento ci sono moti rivoluzionari. Si
fa spazio all’esigenza di una tutela dei lavoratori: es. diritto del lavoro.
9. Prima guerra mondiale: con la pace siglata a Parigi alla fine della Prima guerra mondiale
l’Italia prende tutta la parte a est (trentino, veneto ecc.) prima del regno austro-ungarico.
Quale diritto applichiamo a questi civili nuovi? Si decide di mantenere il diritto
precedentemente in vigore: quello austro ungarico. Vi era una società a garanzia limita
(GMBH) è l’antenata delle S.r.l.: ad oggi il tipo di società più usata. Nel 1942 quando fanno
la riforma dei codici Roma introduce l’S.r.l. nel Codice civile.
10. Seconda guerra mondiale: 20ennio fascista: vengono emanati tantissimi codici.
11. Nel 1940 sono pronti il Codice civile e il codice commerciale e poi succede che il codice di
commercio sparisce e viene emanato nel 42 solo il Codice civile in cui viene aggregato tutto
il codice di commercio. (in Francia e Spagna hanno ancora il codice di commercio)
È stata fatta questa scelta perché l’idea corporativa dell’epoca era che lo stato dovesse
coordinata dallo stato. Ogni privato ha determinati doveri verso lo stato. questo ha posto
un problema nel 48 perché non si sapeva se dovesse essere cambiato o no. Gli specialisti
erano riusciti a creare un modello sostanzialmente neutro rispetto al pensiero
centralizzato.
12. Con il trattato di Roma la comunità economica europea vuol unificare il mercato europeo
creando un mercato unico di persone, mezzi e servizi: mediante un processo di
uniformazione delle norme giuridiche: l’UE utilizza la direttiva (non è direttamente
applicabile negli stati: l’Italia deve fare una legge che contenga quella direttiva) e il
regolamento (atto immediatamente applicabile es. GBPR: legge sulla privacy).
13. Serie di direttive tutte recepite nel nostro Codice civile. Armonizzazione segue fino agli anni
90
14. Fine anni 90 nel 1999 la corte di giustizia dell’Ue si trova davanti a un caso CENTROS: due
imprenditori danesi avevano deciso di creare una piccola società in Danimarca ma hanno
deciso di cerare la loro società in Inghilterra, questo perché in Inghilterra all’epoca dovevi
versare una sola sterlina mentre in Danimarca molto di più. Vanno al registro delle imprese
ma non gliela approvano perché dicono che stanno aggirando la legge della Danimarca e
dicono che è concorrenza sleale. Ma i giudici si chiedono se davvero non si può fare: i
giudici dell’UE dicono che il comportamento della società è perfetto.
Questa sentenza ha delle ripercussioni devastanti: da quel punto tutti gli stati hanno
cercato di introdurre delle regole che favorissero l’arrivo di imprese nel proprio stato.
quindi scegliere la sede legale ha un grande impatto economico. (es. 300000 società
tedesche si sono spostate in Inghilterra)
Oggi noi continuiamo a vivere in un sistema di norme europee non solo basato
sull’armonizzazione ma anche sulla competizione. 2
CONCETTO DI IMPRESA, IMPRENDITORE, AZIENDA
in due sensi:
1. IMPRESA:
- Gestione dell’impresa: attività che viene svolta: strumento
- Senso soggettivo: impresa come soggetto (es. l’impresa ha 100 dipendenti) meno
frequente nel codice, in qualche misura anche poco corretto perché è l’imprenditore il
soggetto.
2. IMPRENDITORE:
- Soggetto che è titolare dell’impresa (art.2082)
3. AZIENDA:
- complesso di beni che è organizzati dall’imprenditore per l’esercizio dell’impresa
(art.2555) attività
4. DITTA:
- nome commerciale che l’impresa adotta: quella parola o insieme di parole (anche
fantasy) che ogni imprenditore sceglie per la sua attività (es. FCA)
- la ditta non deve essere confusa con il marchio: Stellantis produce sotto il marchio FIAT Anche organizzazioni collettive che
Commentato [GC1]:
IMPRENDITORE
A. : sono soggetti. Esistono le persone fisiche (noi) e le persone
giuridiche (enti che sono soggetti). Possiamo immaginare che
- se definisco una persona come imprenditore gli applico delle regole che sono questi enti siano delle persone come noi e che quindi
collegata all’impresa. possono prendere delle decisioni e fare atti con rilevanza
giuridica
- def: è imprenditore chi esercita professionalmente una attività economica
organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o servizi Esercizio ripetuto nel tempo. Non
Commentato [GC2]:
deve trattarsi di una attività che viene svolta
Manca
- l’elemento di LUCRO: manca questo perché nella nostra struttura di necessariamente in modo continuativo tutti i giorni tutto
ordinamento esistono attività di impresa che, come finalità, non prevedono il l’anno. Es. stabilimento balneare. È una attività ripetuta con
stagionalità: è imprenditore. Non cessa si essere un
lucro soggettivo dell’imprenditore: es. società cooperativa. È una forma di imprenditore se l’attività cessa per un anno.
impresa che prevede che non ci sia mai suddivisione di risvolti economici ai soci. Quando compie una pluralità di atti. Ci
Commentato [GC3]:
Perché è una struttura che serve ad erogare servizi o beni a vantaggio dei soci. permette di distinguere chi fa l’imprenditore (FA TANTI ATTI
Tutti i ricavi vanno reinvestiti nella attività Es. cooperativa tipo coop, chi ha la COORDINATI) da chi fa atti singoli. Es. se compro del
tesserina ha degli sconti: vantaggi cemento dal Brico e lo faccio per me per la mia proprietà a
casa mia io ho compiuto un atto che è astrattamente di
Altre ragioni: la parola “CHI” parlando di soggetti giuridici possono essere impresa ma ho compiuto UN atto e non sono diventato una
imprenditori anche altri enti oltre alle società: es. associazione o fondazione che attività edile. E non è che divento imprenditore. Sono singoli
per statuto non possono seguire scopi lucrativi. atti che non fanno si che io stia esercitando una attività
- Da un po’ di anni le aziende non possono trascurare gli argomenti sociali: ad oggi Metodo economico=Chi la fa la svolge
Commentato [GC4]:
almeno con l’obiettivo di coprire i costi.
non c’è una norma del genere che mi dice di tener conto dei fattori ambientali e Ciò ci fa distinguere tra imprenditore e attività benefica
sociali. Ma da un po’ in alcuni settori, per esempio, le società per azioni devono volontaria (non si tiene conto del ritorno che faccio). es
fare un report annuale a seguire un determinato percorso per l’ambiente, per il mensa che distribuisce cibo.
lavoro minorile ecc. Organizzazione come presenza di
Commentato [GC5]:
- L’UE nel 2017 tutte le imprese possono costituirsi oltre ad avere un oggetto elementi che consentono di esercitare l’attività di impresa.
L’organizzazione deve essere un qualcosa di più che si
lucrativo anche un oggetto sociale: (benefit corporation): caratteristiche: nello
BC concretizza nell’esistenza di mezzi materiali, persone, capitali
statuto i soci hanno deciso che oltre all’obiettivo di lucro c’è anche l’obiettivo che l’imprenditore coordina. Quindi deve esserci un insieme
sociale (es. Illy) di beni. Una azienda.
Nel momento in cui anche a un ridotto strumento di beni è
- È permesso utilizzare qualsiasi forma societaria per essere una impresa sociale un imprenditore colui che fa una attività di coordinamento.
pura (senza scopo di lucro). Attività che lavora per l’esterno
Commentato [GC6]:
Manca
- l’elemento dell’ILLECITA’: non c’è scritto che l’attività deve essere lecita. Chi esercita una attività per fini personali: ho un orto e
Perché dobbiamo trattare meglio l’imprenditore illecito meglio dell’imprenditore coltivo per uso personale. Non sono un imprenditore
agricolo, perché manca l’elemento della destinazione verso
lecito: l’imprenditore illecito fallisce, subisce gli effetti della sua qualifica di l’esterno
3
imprenditore. L’imprenditore illecito non potrà avere i vantaggi dell’imprenditore
lecito (es. finanziamenti pubblici).
Chi è il non imprenditore:
- due diverse categorie di soggetti:
persona fisica o giuridica che si trova ad avere rapporti
1. Consumatore Codice del consumo: protezione del
Commentato [GC7]:
consumatore, è una disciplina di tutela.
giuridici con un imprenditore e che quindi acquista/utilizza beni o servizi
per finalità diverse dalla propria attività imprenditoriale. Es. Imprenditore
edile che compra un veicolo per esigenze personali, in quel momento non
sta acquistando un bene per la sua attività imprenditoriale: in questo
momento è un consumatore.
professionista: Qualcuno che esercita una attività economica in
2. Libero
modo organizzato e professionale ma che non è un imprenditore. Es.
medici, avvocati, commercialisti, architetti, ingegneri.
i. I professionisti sono considerati come imprenditori nell’UE.
In Italia il professionista intellettuale per un motivo storico non
può essere “sminuito” come imprenditore. È una pura ideologia.
Infatti, alcune regole per i liberi professionisti sono state abolite
dall’UE: es. tipo tariffe obbligatorie. Io avvocato non potevo
chiedere meno o di più di un tot.= non si poteva fare concorrenza.
ii. Es. se ¾ ingegneri costituiscono una società di ingegneria in quel
momento cessano di essere liberi professionisti e diventano
imprenditori, questo perché si sono organizzati in una struttura
organizzativa imprenditoriale. (art.2238).
iii. Fino agli anni 90 ai professionisti era vietato costituire società,
l’unica cosa che potevano fare era l’associazione professionale
(ente di forma associativa). Con una normativa del 2001 né stato
rimosso questo divieto. Un professionista può usare la forma di
società pur restando professionista e non diventando un
imprenditore. Es. società tra avvocati. (art.2232): il prestatore
d’opera deve eseguire PERSONALMENTE l’incarico assunto.
Possono essere aiutati.
iv. Società di professionisti: obbligato uno dei soci ad applicare
personalmente la prestazione. Quindi ci sarà sempre l’avvocato Y
di seguire e completare l’attività professionale.
- Art. 2084: la legge determina le categorie d’imprese il cui è subordinato a
concessione o autorizzazione amministrativa.
- Art.2085 (non più applicato)
- Art. 2086: nella sua versione originaria aveva solo il primo comma e si intitolava
“direzione dell’impresa”
1. Comma: l’imprenditore è il capo dell’impresa e da lui dipendono
gerarchicamente i suoi collaboratori. Fino al 2019 questa disposizione era
rimasta un po’ trascurata. Dal 2019 è stato cambiato il titolo ed è stato fatto
nel riquadro nella concorsuali: sono stati cambiati
riforma della procedura
alcuni commi. Uno dei limiti è riuscire a raggiungere gli obiettivi, una di quelle
è aiutare le imprese a superare la crisi/ insolvenza. Queste norme dovrebbero
aiutare l’imprenditore. (nella legge fallimentare del 1942 era una vera e
propria colpa dell’imprenditore se si trovava in stato di insolvenza per
qualunque motivo. Andavi in galera). 4
Oggi l’idea è che la crisi è un fenomeno che può accadere durante la vita di
una azienda. Quindi la crisi non deve essere più uno stigma sociale che va a
punire l’imprenditore. Se succede il governo deve procedere con aiuti di
ripresa per l’azienda.
Ma nella maggior parte delle procedure concorsuali però raramente ce un
percorso del genere, anzi per la maggior parte delle volte è troppo tardi e
solitamente aiutano l’azienda a dividersi.
- Dal 2017 al 2019 La filosofia di fondo è cambiata ed è quella di partire da un
punto di vista diverso: la crisi si deve affrontare quando cominciano ad esserci i
primi sintomi e non quando si è già manifestata. Ma come lo capisco? Dai
principi, dai criteri, dalle logiche del controllo di gestione.
- Il legislatore attraverso il secondo comma dell’art. 2086 obbliga l’imprenditore a È una novità ma è importante.
Commentato [GC8]:
redigere documenti per capire come sta andando la propria azienda.
- Precetti 2^comma art. 2086:
1. Istituire un assetto organizzativo amministrativo e
contabile
2. Deve prevedere la crisi PRINCIPIO: l’imprenditore quando
Commentato [GC9]:
gestisce l’impresa deve farlo con precisione, correttezza,
3. Tu imprenditore hai l’obbligo di attivarti per superare la organizzazione.
crisi: con questo precetto l’imprenditore viene obbligato
ad agire tempestivamente. L’art. 2381
- L’art. 2381: importante il terzo comma. Già nel 2003 il legislatore aveva stabilito
fra i compiti del consiglio di amministrazione di valutare l’adeguatezza. Quindi
anche di istituire e creare gli assetti. Ma era una norma applicata solo per le
società per azioni. Aveva un campo di applicazione troppo ristretto. Con la
riforma della procedura concorsuale si usa l’art. 2086 con gli assetti obbligati.
- contabili: tutte quelle procedure, uffici,
Assetti organizzativi amministrativi
documenti, strutture di cui l’impresa si dota per esercitare l’attività. Tutte quelle
regole organizzative che l’imprenditore adotta. Queste regole devono essere
fatte sulla base e adeguato alla natura e alle dimensioni dell’impresa. (es. pizzeria
un assetto di sistema di controllo di magazzino, un sistema della gestione della
sala
- l’imprenditore, che operi in forma societaria o collettiva, ha il dovere di istituire
“ L’imprenditore individuale non è
Commentato [GC10]:
obbligato MA non può lasciare da parte l’organizzazione ei
un assetto organizzativo” principi minimi per la sua struttura aziendale.
- Tutte le norme successive all&
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