Il turismo enogastronimico nasce a causa dell’evoluzione della domanda turistica. Il turista è cambiato:
le vacanze diventano più brevi, e il turista vuole essere attivo. Nei primi anni del 2000 sono stati
pubblicati studi riguardo il turismo enogastronimico.
MODELLI DI CONSUMO ALIMENTARE E PRODOTTI TIPICI (ANALISI DEI
CONSUMI ALIMENTARI)
EVOLUZIONE DEI CONSUMI ALIMENTARI (dal secondo dopo guerra a oggigiorno).
Questo periodo é caratterizzato da due evoluzioni:
1) Paradigma quantitativo fino agli anni ‘70
2) Paradigma qualitativo dopo gli anni ‘70
La funzione di domanda dipende da alcune variabili:
a) reddito del consumatore;
b) sistema di prezzi;
c) gusti/preferenze del consumatore;
d) numero di consumatori
b) Il prezzo del bene è inversamente proporzionale alla quantità domandata. Se considero il prezzo di
un bene sostituto, il prezzo del bene sostituto ha una relazione diretta con il consumo del bene che si
sta analizzando. (Es: quando aumenta il prezzo dei mandarini, aumenta il consumo di arance).
a) All’aumentare del reddito aumenta, in genere, la quantità domandata di un bene. Il reddito va
trattato in modo specifico perché non vale sempre questa relazione.
c) Per quanto riguarda i gusti, essi sono una variabile di difficile determinazione perché dipendono da
una molteplicità di cause, ad es: l’età del consumatore, le sue conoscenze in ambito eno-gastronomico, il
luogo dove vive...
d) Più aumentano i consumatori, più aumenterà la quantità domandata di quel bene.
Torniamo alla divisione in due periodi:
1) In una prima fase si ha un paradigma quantitativo:aumenta il reddito pro capite e di
conseguenza, aumenta la quantità domandata di alcuni beni. L’aumento della quantità è causato
anche dallo sviluppo industriale del paese e dall’aumento della popolazione.
2) Dopo gli anni 70 subentra il paradigma qualitativo.
- - La popolazione europea raggiunge la saturazione calorica, cioè le 2000 kg kal giornaliere.
Invece, nel primo dopoguerra la popolazione non raggiungeva la saturazione calorica. Il consumo
di calorie dipende: dall’età dell’individuo; dal luogo di residenza; dal fatto che pratichi o meno
attività fisica... --- -Col passare degli anni,cambia il livello relativo
della spesa alimentare.
Supponiamo che oggi si spendano a famiglia 500€ al mese per la spesa alimentare. Se il reddito
della famiglia è di 1000€ al mese (famiglia povera), la spesa alimentare è il 50%. Inizialmente,
all’aumentare del reddito, aumenta la spesa alimentare, perché si abbandonano i cibi poveri (es:
legumi, uova, cereali) e si comprano cibi più costosi (es: pesce, frutta).
Se il reddito raddoppia diventando 2000€, la spesa incide per il 25%, quindi al crescere del
reddito, l’incidenza della spesa alimentare inciderà sempre meno. Nei paesi poveri l’incidenza
della spesa alimentare, infatti, è molto alta (50-60%).
Nel primo dopoguerra, infatti, l’incidenza della spesa alimentare sul reddito, era maggiore
rispetto a dopo gli anni 70. Oggigiorno la spesa alimentare incide del 15-18% circa.
-In questa fase, si raggiunge anche la saturazione assoluta della spesa alimentare: all’espansione
del reddito, la spesa aumenta leggermente a causa della sostituzione di alcuni beni, ma poi si
arresta.
-Nel secondo paradigma cambia il consumatore: se la popolazione ha fame e non raggiunge la
saturazione delle calorie, non dà molta importanza a quello che mangia, mentre quando raggiunge
la saturazione, il consumatore vuole scegliere i prodotti alimentari. Il consumatore inizia a
capire e ricercare le caratteristiche dei prodotti alimentari.
-Oggi il consumatore è diventato attivo (poco influenzato dalle pubblicità); critico su processi
alimentari che hanno un impatto sull'ambiente.
- il consumatore inizia a richiedere servizi relativi ai prodotti alimentari, cioè cerca prodotti
trasformati (es: prodotti surgelati).
La 1ª gamma è il prodotto agricolo (grano); 2ª gamma è il prodotto elaborato (farina o pasta) ;
3ª gamma è il prodotto surgelato; 4ª prodotti pronti all’uso (spinaci precotti).
Tutti questi prodotti richiedono molti servizi, che nascono in un ottica di time saving, che
consentono di risparmiare tempo al consumatore.
La composizione della spesa alimentare:
La spesa alimentare attorno agli anni ’70 ha un peso ancora importante, cioè il 30%. Col passare
dei decenni, la sua quota continua a decrescere arrivando al 15-18%.
Non cambia solo l’incidenza della spesa alimentare sul reddito, ma anche la composizione della
stessa. Il pane e i cereali hanno un incidenza del 22,5% nel 1950, che decresce fino agli anni 90
(11,6%) e poi ricomincia a crescere leggermente. Questo cambiamento del trand è dovuto
all’aumento del reddito: il consumatore abbandona le calorie povere per comprare quelle più
costose (diminuisce il consumo di pane e aumenta quello di carne).
Negli anni ’80 è stato dimostrato che consumare troppa carne rossa causa problemi di salute,
quindi il suo consumo diminuisce, ecco perché il consumo di pane e cereali riprende una leggera
crescita.
Il consumo di bevande alcoliche era più elevato prima degli anni ‘70 perché il vino era la
principale fonte di calorie. Inoltre, cambia anche la società.
Il grafico dimostra la legge di Engel: “All’aumentare del reddito del consumatore, diminuisce la
quota % di spesa destinata ai beni alimentari”.
COMPORTAMENTI DEL CONSUMO NELLA SOCIETÀ DI SAZIETÀ
Dimensioni del cibo:
1) NUTRIZIONE: mangiamo perché il nostro organismo ha bisogno di calorie per sopravvivere.
2) SODDISFAZIONE: con il passare del tempo, il cibo ha assunto una funzione di
soddisfazione. Si mangia non solo perché se ne ha bisogno (es: l’aperitivo diventa un
momento di condivisione sociale), ma per gola/voglia di soddisfare un’esigenza o una
curiosità. L’atto della degustazione diventa un’esperienza; si apprezzano le qualità
organolettiche dei prodotti. È su questa dimensione che si innesta il turismo eno-
gastronomico. Il turista é disposto a partire in viaggio per poter degustare i prodotti tipici
locali di altri stati.
3) SALUTE: dopo gli anni 70 nascono i prodotti “light”, ipocalorici, a basso contenuto di sodio...
Il consumatore capisce che i prodotti alimentari possono avere un impatto negativo sulla
salute.
Ci sono stati recentemente degli scandali alimentari: la mucca pazza e il vino all’etanolo.
Sono nati problemi relativi alla sicurezza della salubrità degli alimenti. Oggigiorno si
aggiunge al concetto di salute, l’aspetto di salubrità e l‘importanza dei prodotti “funzionali”,
ovvero, alimenti che hanno benefici sulla salute del consumatore (es: il pomodoro è un anti
tumorale, il radicchio è un anti ossidante...).
COMPORTAMENTI DEI CONSUMATORI
Nella società di sazietà si ricerca:
a) IL CONSUMO DI BENI DI QUALITÀ
La qualità dipende: dalla provenienza del prodotto, dal metodo di produzione, dalla salubrità, dal
brand, dal prezzo, dalle caratteristiche organolettiche (es: aromi, profumi, sapori).
In agricoltura ci sono 3 metodi di produzione:
Agricoltura convenzionale: utilizzo di input chimici
- Agricoltura integrata: si utilizzano in misura ridotta gli input chimici
- Agricoltura biologica: non si utilizzano input chimici
-
Un prodotto certificato BIO può essere di qualità, in virtù del processo produttivo.
Il consumatore attribuisce un peso diverso alle varie determinanti della qualità, quindi la qualità é un
concetto multi dimensionale che abbraccia aspetti diversi del prodotto e dipende dalle preferenze dei
consumatori. La qualità è soggettiva. Il consumatore oggigiorno cerca la qualità dei prodotti.
b) RICERCA DI PRODOTTI TIME SAVING
Sono prodotti pronti all’uso, come le insalate già lavate.
c) ALIMENTO COME ESPRESSIONE DELLA PROPRIA INDIVIDUALITÀ E DEL PROPRIO STILE
DI VITA
Si compiono delle scelte perché il prodotto rappresenta una filosofia personale (es: prodotto
vegano, equo solidale, biologico). Il prodotto biologico è scelto perché il metodo agricolo
biologico ha un basso impatto ambientale.
d) LA NUOVA CONSAPEVOLEZZA DEI RISCHI ALIMENTARI
Il cibo può produrre danni alla salute, soprattutto agli intolleranti e agli allergici (es: celiaci). Il
consumatore è più consapevole che alcuni cibi possono provocare danni alla salute.
e) BISOGNI IMMATERIALI DEL CONSUMATORE
Gli attributi immateriali del prodotto sono: la storia, la tradizione legata a un territorio, il
paesaggio.
f) DESTAGIONALIZZAZIONE DEI CONSUMI
La produzione di determinati prodotti agricoli avviene in determinati periodi dell'anno; le
produzioni seguono l'andamento delle stagioni; molte produzioni dipendono dalle stagioni. Il
consumo dovrebbe manifestarsi in corrispondenza del raccolto. Quando si parla di
destagionalizzazione significa che effettuo i miei consumi fuori dai periodi di produzione (ad es:
mangio le fragole a dicembre). Slow Food in questo sta facendo una campagna di
sensibilizzazione affinché i consumatori provino a rispettare le stagioni nel momento in cui
acquistano il prodotto.
g) DESTRUTTURAZIONE DEI PASTI TRADIZIONALI
Il pasto principale (il pranzo) raramente viene consumato in casa perché oggigiorno la società ha
portato modificazioni (es. allontanamento dal luogo di residenza per studio o lavoro); e non
sempre si consuma un pasto vero e proprio. La destrutturazione dei pasti ha come conseguenze
il mangiare a tutte le ore, non ci si siede molte volte a tavola, molto spesso si mangiano piatti
unici. I cambiamenti della società hanno influito molto su questo (ad es. l’aumento del reddito,
famiglie meno numerose).
h) DOMANDA VERSO CERTE CATEGORIE DI PRODOTTI
Ad es i prodotti bio che hanno visto una crescita della domanda negli ultimi anni legata al
problema della salute; da parte del consumatore c'è un certo interesse per i prodotti tipici
perché vi associa un livello qualitativo superiore; il consumatore associa la tipicità ad un luogo,
ricerca le proprie tradizioni perché negli anni ’60 c’è stato l’abbandono delle campagne, con
questo fenomeno c’è stato un progressivo allontanamento dal mondo agricolo/rurale. Oggi è in
atto un fenomeno sociale per cui i consumatori ricercano in questi prodotti agroalimentari le
tradizioni di un tempo, cercano di ristabilire un legame con quello che era il nostro mondo
rurale; e i prodotti etnici.
Evoluzione dei consumi domestici e dei consumi extradomestici: a partire dagli anni '70 si è ridotto
progressivamente la quota dei consumi domestici a favore dei consumi extradomestici. Con la crisi,
invece, hanno risentito molto i consumi extradomestici. LEZIONE 2
IL SISTEMA DELLE ESSE DI FABRIS
Giampaolo Fabris è stato un importante sociologo italiano e in uno dei suoi lavori ha identificato una
griglia di riferimento per gli studi del consumo alimentare. Questa griglia concettuale prende il nome di
“SISTEMA DELLE ESSE”.
SALUTE: elemento di grande importanza per il consumatore; ha assunto dimensioni diverse con il
passare del tempo. In prima battuta salute= prodotti ipocalorici, in un secondo momento
salute=prodotti igienicamente sicuri (food safety), in un terzo momento la salute si rifà ad alimenti
che possono avere delle proprietà benefiche sulla salute del consumatore.
SENSORIALITÀ: alcuni prodotti per i quali la degustazione coinvolge tutti i sensi. Parto da
descrittori visivi, poi passo all’olfatto, al gusto, all’udito. Esistono delle schede di degustazione.
SAPORE: è un aspetto fondamentale nella scelta di un prodotto perché, se un prodotto non piace,
difficilmente verrà acquistato dal cliente.
SINCRETISMO: è la coesistenza all'interno di un modello alimentare di prodotti di culture
diverse, l’uno non esclude l’altro.
SAPERE: è un elemento fondamentale perché il consumatore non è più passivo, sempre più spesso
gli acquirenti leggono le etichette. Il consumatore non si accontenta più di vedere uno spot
pubblicitario, ma è attivo, si informa sul prodotto. Le trasmissioni televisive hanno fatto molto
parlare di cibo.
SOCIALE: la responsabilità sociale è l’impegno da parte delle imprese agro-alimentari sull’aspetto
sociale (ambientale). Un es sono Lattebusche e NonnoNanni. L’aspetto sociale lo trovo anche
attraverso le certificazioni SA8000 che riguardano le condizioni di lavoro, consentono di garantire
certi standard di manodopera.
SERVIZIO: la componente di servizio oggigiorno è fortemente presente nei prodotti alimentari, ad
es la trasformazione, la quarta gamma, servizi collegati al packaging. È vero che il consumatore ha
una certa attenzione verso i servizi per il fenomeno del time saving, però è in atto una tendenza
per cui c’è anche una svolta di ritorno al passato, si vendono molte più materie prime.
SUPERNATURALITÀ: il consumatore ricerca prodotti naturali, senza additivi e conservanti, poco
trasformati.
SHOPPING STRATEGY: i consumatori hanno diversi luoghi dove fare gli acquisti di prodotti
alimentari, ad es. il supermercato, la bottega, il negozio specializzato, gli ambulanti, i GAS (gruppo
di acquisto solidale), e-commerce, distributori automatici. Dal lato dei consumi extradomestici
abbiamo gli esercizi commerciali, le trattorie. All’interno del nostro sistema agro-alimentare
abbiamo diverse formule per l’acquisto e la vendita dei nostri prodotti agro-alimentari, e non è
detto che l’una escluda l’altra.
STORIA: il consumatore inizia ad avere una certa curiosità/interesse verso gli aspetti storico-
culturali, tradizioni legate alla produzione agro-alimentare. È un elemento di grande interesse
perché ci può distinguere da altre produzioni da altri paesi, diventano fattori unici, non
riproducibili.
Questo schema sintetizza quali sono le istanze del consumatore, quello che il consumatore vuole dal
prodotto; è importante anche dal lato aziendale perché in base a quante “S” soddisfo, maggiori saranno
le probabilità di successo della mia azienda.
Per questo argomento la professoressa inserirà delle letture.
PRODOTTI AGRO-ALIMENTARI TIPICI
Prima definizione
“Un prodotto agro-alimentare tipico è un alimento consegnato a noi dalla storia caratterizzato dal
territorio di origine di cui contiene l'ambiente, la storia, la tradizione e la cultura”.
Quando parliamo di tipicità, secondo questa definizione, intendiamo prodotti agro-alimentari/alimenti
che arrivano da lontano, dalla storia, caratterizzati dal territorio di origine, sia per aspetti antropici
sia per aspetti ambientali. Gli aspetti antropici sono dati da storia, tradizione e cultura; mentre gli
aspetti ambientali sono dati dal clima, dalla temperatura, dalla piovosità.
Seconda definizione
“Un prodotto tipico è l’esito di un processo storico collettivo, è localizzato, accumulazione di
conoscenza contestuale che si fonda su di una combinazione di risorse territoriali specifiche sia di
natura fisica che antropica, questo legame con il territorio dà luogo ad un legame forte, unico e
irriproducibile”.
La seconda definizione a differenza della prima, mi dice che il prodotto tipico:
ha una dimensione collettiva: il prodotto tipico non è il frutto di una sola azienda, ma di una
pluralità di aziende (agricole, di trasformazione, aziende che forniscono servizi), molto spesso si
parla di distretto produttivo. Un es. è il distretto del parmigiano reggiano, olio IGP toscano.
è localizzato: il territorio è circoscritto, si parla di distretti produttivi, solitamente sono
produzioni “locali”, può essere un’areale molto piccolo oppure può essere molto grande, è un’area
delimitata.
ha come conseguenza la formazione di un forte legame con il territorio: territorio come vantaggio
monopolistico perché ogni territorio ha le proprie caratteristiche fisiche e le proprie peculiarità,
che danno luogo ad areali molto diversi tra di loro.
Il territorio è fatto anche dall'uomo, dalle tradizioni delle popolazioni e delle comunità locali. Il
territorio è un asset unico; i prodotti agro-alimentari possono essere copiati in tutto il mondo
(agro-pirateria) ma non saranno mai come i nostri. L’agro-alimentare rispetto agli altri settori
economici ha un vantaggio grande: la non riproducibilità dei prodotti e territori; questo è il motivo
per cui è molto difficile rilocalizzare l'agro-alimentare collegato ad un territorio proprio perché
non si riescono a riprodurre le medesime condizioni. Un territorio nella differenziazione è
fondamentale.
LEGAME CON IL TERRITORIO
Abbiamo 3 aspetti:
1. Caratteristica ambientale: i fattori naturali;
2. Caratteristica produttiva;
3. Caratteristica storico-culturale.
Tutto questo dà luogo a una relazione biunivoca tra prodotto e territorio: il prodotto agricolo o agro-
alimentare contiene gli elementi del territorio, quindi all’interno di quel prodotto troviamo le
caratteristiche di un territorio; viceversa, quando studiamo il territorio vediamo che è formato da
molti elementi tra cui i prodotti agricoli o agro-alimentari.
Questo è importante perché a volte il successo e la notorietà di un territorio derivano dal prodotto
agro-alimentare. Sono maggiori i casi in cui è il territorio a valorizzare le sue risorse tra cui anche
quelle agro-alimentari.
Questa relazione dà luogo a prodotti unici, rari e irriproducibili.
Quan
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Valorizzazione delle Risorse Agroalimentari a Fini Turistici - Appunti
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Domande esame, Valorizzazione delle risorse agroalimentari a fini turistici
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Appunti Valorizzazione delle risorse primarie e secondarie M
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Appunti completi di Uso e ricilio delle biomasse agroalimentari