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manca la prima lezione

4 autori che esprimono in maniera diversa l’importanza degli attori rispetto al fenomeno della

comunicazione.

Sociologia

esistono metafore comuni e correnti e all’interno dello studio della comunicazione il modello che ha

avuto più fortuna tende a coincidere con “trasmissione delle informazioni”..

Teoria delle informazioni: coglie gli aspetti della trasmissione che bisogna osservare/studiare/

migliorare dal punto di vista dell’implementazione della comunicazione. Una fonte emittente vuole

condividere un messaggio al destinatario e occorre prestare attenzione di non dare confusione per

inviare un messaggio. Sebbene abbia prodotto una serie di studi e di operazioni empiriche questo

modello applicato alla comunicazione umana ha dei limiti perché riguarda solo la “comunicazione

verbale” Il rapporto tra fonte e destinatario può essere una variabile che concorra a far si che la

comunicazione avvenga.

Bisogna applicare dei modelli:

Modelli tecnico-positivistici.

- Modello di trasmissione lineare -> mittente e destinatario. mittente vuole inviare messaggio al

destinatario. In questo modo, oltre a isolarsi, c’è un altro aspetto da considerare: questo aspetto

della comunicazione mette l’accento sul fatto che il messaggio sia prima dell’atto comunicativo.

Si concentrano sul contenuto che la fonte vuole inviare al destinatario e sugli aspetti che questo

produce, modello telegrafico o postale. Marketing: tecnica con cui una fonte vuole inviare

qualcosa per influenzarti

- Modelli umanistico-costruttivi -> studiare il prima e il dopo l’atto comunicativo. si studia il

processo di comunicazione in quanto tale. Cosa accade quando due esseri umani vogliono

comunicare, producendo modelli utili all comprensione.Si individuano 3 tipi di impostazione. Il

problema principale è quello che produce l’atto comunicativo. L’opportunità stessa di

comunicare è data dal processo di comunicazione che Goffman vede come ordine

dell’interazione (faremo successivamente), la “frame”, la cornice che gli attori stessi producono.

Viene proposta da Muchelin (?) un modello situazionale: in maniera ancora più esplicita noi

definiamo e consideriamo della comunicazione l’aspetto che, secondo i costruttivisti, è più

importante: veder cosa fa si che degli interlocutori insieme costruiscano un significato, mi

interessa il processo in cui si genera un senso condiviso.

Tentativo di definizione di comunicazione: tentiamo di costruire o gestire uno spazio di significato

condiviso partendo dall’ipotesi che la comunicazione umana non si può ridurre al “trasporto” di

informazioni. Quest’opportuna implica inter-azione.

Comunicazione come processo? un collegio invisibile conduce verso un modello che sottolinea le

dinamiche di interazione -> autori: Goffman, Moscovici, Shultz, Simmel, Thompson.

Corso che invita alla problematizzazione, non si può trovare una risposta. Si parte da alcuni autori

fondamentali. L’aspetto fondamentale di inter-azione è il fatto che si costruiscano dei gruppi e

che sono i gruppi che producono differenziano e interpretano oggetti sociali.

Cosa ha fatto si che la si consideri sbagliata durante il processo di comunicazione? on partire dal

presupposto che ci sia solo un rumore, bisogna vedere com’è articolato. Studiare le caratteristiche.

L’approccio che seguiremo dalla visione della comunicazione come punto principale di

trasmissione alla constatazione abbiamo a che fare con interlocutori che si scambiano e

intrattengono relazioni per avere fiducia l’uno dell’altro.

1- Alfred Shutz 1899-1959

Alfred Schutz “saggio” di 14 pagine, esponente di un approccio fenomenologico: non si devono

stabilire delle leggi ma osservare i fenomeni e esplicitare i presupposti della nostra osservazione.

Nasce a Vienna alla fine del 19 secolo, origine ebraica. Si trasferisce negli USA e li riesce a

collegarsi agli ambienti intellettuali di NY e via via inizia ad insegnare sia filosofia sia sociologia

delle università, non ha fatto molte ricerche empiriche ma ha proposto la rilettura combinata di Max

Weber e Husser. 1 di 15

Max Weber è un padre fondatore della sociologia e l’aspetto specifico che Weber propone alla

sociologia è il senso sociale dell’agire. Fine 800. La sociologia svincola dalla filosofia. Quando

l’individuo agisce si differenzia dall’agire di un animale? Secondo weber l’uomo orienta il suo agire

rispetto all’altro e viceversa. Non decide da solo come orientare l’effetto del significato del suo

agire perché c’è anche l’altro che orienta il suo agire: bisogna fare i conti con una rete di

reciprocità, di significato delle azioni. Deve tener conto dell’alta capacita che hanno in mente gli

esseri umani: empatia, mettersi nel punto di vista dell’altro per vedere che cosa si aspetta l’altro.

Bisogna parlare mettendosi in primis dal punto di vista dell’altro: tengo conto di che cosa vede

l’altro. Rete di reciprocità. E anche l’altro fa la stessa cosa -> reciprocità processuale.

Tipo ideale: il sociologo crea modelli che non sono mai uguali all’agire umano. Io osservo delle

azioni e individuo degli elementi che diventano più importanti e caratterizzano alcune azioni

distinguendole dalle altre: costruisco dei modelli e delle categorie. Weber sostiene che esistono 4

modelli fondamentali dell’agire.

agire razionale rispetto allo scopo

1. agire razionale rispetto al valore -> 1 e 2 tipici della citta moderna, ha messo al centro

2. l’individuo. Per esempio: ecologia. C’è una dimensione cognitiva, non è un’azione pura

ma c’è un’aspettativa sociale nella quale deve prevalere un aspetto rispetto all’altro

agire affettivo: agire in una dimensione familiare

3. agire tradizionale -> 3 e 4 non razionali, non tipici della società occidentale comune ma

4. comunque presenti. Agire negli aspetti religiosi, ci aiuta a capire come mai l’individuo si

subordina alle norme perché lo fanno esistere.

Sono tipi ideali, si isolano dalla complessità dell’azione.

Il significato dell’agire dipende dalle relazioni che i gruppi sociali hanno e riconoscono in quanto

accettabili. La nozione di opportunità sociale è importante ovunque anche e soprattutto nella

pubblicità.

Ogni cosa ha un suo nome e un suo posto (sempre in relazione alla nostra posizione). Grazie a

questo la vita quotidiana non ci appare come un insieme disordinato. Il mondo della vita

quotidiana è organizzata in modo tale che tutto abbia un nome e un posto. Questo per Shutz lo

sappiamo perché è qualcosa di scontato e immediato, non abbiamo bisogno di rifletterci poiché

tutti abbiamo un fondo riconoscenza disponibile.

Il mondo sociale è organizzato perché possiamo interpretarlo in cooperazione con altri esseri

umani. Non è un pensiero soggettivo -> intersoggettività. Di questo mondo noi abbiamo

conoscenze ed informazioni a causa della conoscenza socialmente derivata. Noi siamo in grado

di derivare socialmente le informazioni di questo mondo. E’ condiviso costantemente con altri. Il

mondo della vita è costituito da un flusso dato-per-scontato di routine, interazioni, eventi quotidiani.

Azione soggettiva e inter-soggettiva= azione la fa un soggetto e che può diventare intersoggettiva.

E’ determinata da un progetto nel tempo; progettando l’atto immagino il tipo di comprensione e la

reazione dell’altro: prevedo che i motivi al fine dei quali oriento il mio agire saranno i motivi a causa

dei quali della tua azione e viceversa -> dimensione della reciprocità.

Comportamento presunto oggettivo e oggettivamente osservabile=

Per poter fare un progetto nel tempo (interrelazione con gli altri) c’è una stretta interrelazione di

motivi e aspettative di che cosa può motivare la mia azione

Motivo a causa o al fine del quale do un senso a ciò che faccio.

Interconnessione con altri nostri simili, mondo di significati condivisi che permettono la

comunicazione e l’interazione fra gli individui.

Reciprocità di prospettive grazie al fatto che noi tipifichiamo costantemente ciò che accade in

categorie.

Il mondo sociale è caratterizzato da una interconnessione costante con i nostri simili. E proprio

perché abbiamo questo mondo di significati condivisi riusciamo ad interagire con altri individui.

Interconnessione = reciprocamente cerchiamo di comprendere i motivi degli altri. C’è una

reciprocità di prospettive.

Tipificazioni = categorizzazioni 2 di 15

Derivare socialmente la conoscenza significa che costantemente facciamo un’esperienza pratica e

che dunque attingiamo al fondo di conoscenza disponibile ma contribuiamo anche ad esso. Esso

si connette con la nostra esperienza pratica nel mondo.

Conoscenza socialmente approvata: viene ripresa nella sociologia contemporanea per guidare

molte ricerche. È l’idea che a parte la condivisione dei significati c’è l’idea che esistono dei

dispostivi che servono a legittimare ciò che è condivisibile e cosa invece non lo è. L’approvazione

sociale non è la consensualità spicciola, ma è ciò che segna i confini di stato in una particolare

situazione, nel contesto storico.

Il rapporto sociale per Schütz è la connessione intersoggettiva. C’è un aspetto trasmissivo

importante nella comunicazione, che ha a che fare anche con ciò che noi possiamo costruire in

modo significativo basandoci su questa interconnessione, sulla possibilità di ipotizzare le

aspettative dell’altro (che diventa più difficile quando l’altro è remoto). (Non è solo il rumore di cui

abbiamo parlato nelle prime lezioni)

Esempio: rivolgere una domanda

Non solo ci aspettiamo una risposta, ma anche l’altro si aspetta il tipo di domanda che gli viene

fatta, pone gli interlocutori in una relazione significativa.

Il mondo sociale è per l’individuo un oggetto da interpretare come significativo. È il mondo dove

vivo collegato ad altri attraverso relazioni molteplici.

Con cosa ha a che fare l’attribuzione d’importanza? Abbiamo bisogno di uno schema di riferimento

comune.

Il riferimento mi rende possibile cogliere il significato per me e per i co-attori.

È come se avessimo un fondo sociale comune e condiviso. Esso è disponibile perché già c’è.

Ma esiste nella misura in cui c’è qualcuno che continua a attribuire significati, a costruire lo spazio

condiviso. Lo spazio condiviso è stabile (routine), ma anche provvisorio, tant’è che può accadere

qualcosa d’improvviso.

Facciamo ricorso a delle categorizzazioni, le cerchiamo, sono già lì, ma dobbiamo scegliere quali.

Ammesso e non concesso che sono già tutte lì, dobbiamo prendere quella giusta per la situazione

giusta.

Il mondo sociale tende a differenziarsi:

- Per opposizioni simboliche (sacro vs. profano)

- Per gerarchie (stabilire la superiorità o inferiorità)

Come fare a trattare le differenze senza stabilire gerarchie? Il sociale costruisce categorie

differenziate. Una delle questioni del mondo contemporaneo è come si cerca di trattare questo

problema: vedere come ciascuna volta si cerca di giustificare una determinata differenza. Dal

punto di vista istituzionale è lecito viaggiare, ma ci sono socialmente frontiere simboliche.

Tipificazioni di secondo livello:

come scienziati sociali non lo accettiamo ingenuamente. Non lo accettiamo come dato per

scontato e quindi già dotato di significato al di là di ogni problema.

Schütz non cerca delle leggi, ma il tipo ideale = Tipificazioni, classificazione di qualcosa che non

rispecchia mai completamente il fenomeno concreto, ma estrae dal ripetersi determinare azioni e

fenomeni che tendono a ripetersi che tendono ad apparire simili. Fanno delle tipologie. Devo

sempre ricordarmi che la realtà è sempre più complessa di quello che può entrare nel tipo ideale,

che sto solo estraendo. Noi costruiamo dei modelli di azione sociale, perché ci aiutano a rendere

esplicito ciò che è implicito. Ciò che noi possiamo fare è fare classificazioni, per verificare gli

aspetti che rendono una situazione rilevante e differente rispetto ad un’altra. 3 di 15

Nelle relazioni fra attori sociali ci sono gradi diversi di intimità e di anonimato (vicinanza e

lontananza) meno è vicino a noi è più complessa è la distribuzione della conoscenza. I dispositivi

di reciprocità diventano più complessi.

Ciò è molto importante quando parliamo di comunicazione, perché se noi vogliamo considerare la

comunicazione il tentativo di costruire uno spazio condiviso tra interlocutori (remoti), devo in

qualche modo avere dei meccanismi per conoscere il tipo di schema di attribuzione di importanza

che anche l’altro anonimo vuole fornirmi.

Più lontano e anonimo è il mio interlocutore, più complessa è la mia relazione.

Quello che secondo egli è importante è la RILEVANZA = ATTRIBUZIONE DI IMPORTANTZA.

Cosa si sceglie per arrivare alla categoria? È fondamentale perché è ciò che distingue se un

elemento è più o meno importante.

Rilevanza: dipende dalla disponibilità degli schemi gli schemi permettono di distinguere ciò che è

importante da ciò che non lo è.

Egli identifica 3 categorie utili per l’analisi: 3 tipi (“ideali”) di attore sociale (con cui si pone nel

momento in cui deve attribuire significato):

- Esperto

- Uomo della strada

- Cittadino bene informato

Ad ogni tipo corrisponde un tipo di conoscenza specifico, di elaborazione di ciò che è più o meno

rilevante per selezionare l’informazione.

1. ESPERTO

Esperto di qualcosa ha un campo ben delimitato di cui è esperto. A mano a mano che

storicamente le varie discipline scientifiche si evolvono, tanto più l’esperto è esperto di

un settore specifico (ES: medicina: medico generale, ma non è esperto di tutto.

Cardiologo è esperto del cuore). Via via che la disciplina in cui l’esperto evolve, mi

aspetto che il campo sia ancora più delimitato.

Il tratto ideale per qualificare la posizione dell’esperto, oltre alla delimitazione del campo, è

che

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Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher eliinyan di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Lalli Pina.
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