TEORIA DELL’ORGANIZZAZIONE, HATCH. CAPITOLO 1
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TEORIA DELL’ORGANIZZAZIONE non una teoria, ma tante che nemmeno combaciano.
ORGANIZZAZIONE: Entità in cui gli individui agiscono in maniera coordinata per raggiungere determinati obiettivi. La struttura e l’ordine sono
dati alle modalità attraverso cui gli individui agiscono (svolgono le attività).
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DISIONE DEL LAVORO E COORDINAMENTO Efficienza, Efficacia, Giustizia
1) TEORIE E TEORIZZAZIONE
TEORIA: insieme di concetti e di relazioni che viene proposto per spiegare un particolare concetto, detto “fenomeno di interesse”.
Le teorie si costruiscono a partire da astrazioni chiamate concetti. Un particolare concetto(fenomeno di interesse), viene selezionato come
nucleo centrale della teorizzazione e attorno ad esso vengono definiti altri concetti che servono per spiegarlo.
Una teoria che si basa su concetti definiti a un livello molto alto di astrazione, ha un carattere generale (si può applicare a molte situazioni)
con poche limitazioni. RISCHIO: + alto livello astrazione, - dettagli e – significati legati a circostanze specifiche.
→
2
La teoria di Albert Einstein E=mc L’energia è il concetto ed egli lo spiega attraverso i concetti di massa (m) e di una costante che indica la
→tutti 2
velocità della luce (c), il tutto alla seconda. questi concetti formano la TEORIA E=mc
Ma spesso la spiegazione di un fenomeno è troppo complessa per essere indicata con una formula matematica. Questo avviene generalmen-
te quando un fenomeno riguarda il comportamento umano. Per spiegare le organizzazioni in cui gli esseri umani lavorano, è quindi necessa-
rio utilizzare la statistica e le probabilità, anzichè formule precise. In alternativa, i ricercatori possono ricorrere a metafore o analogie.
Tutti questi autori non esaminarono l’organizzazione secondo un’unica prospettiva, né intendevano definire il campo della teoria organizzati-
va. Ogni autore faceva riferimento ad una propria comunità disciplinare, rispetto alla quale si confrontava con quello che scriveva. Questi
studiosi hanno definito i concetti fondativi della teoria organizzativa e le loro teorie sono rimaste un punto di riferimento per lo sviluppo delle
prospettive successive.
Inoltre alla pari di quanto avviene con l’arte, il riconoscimento di una prospettiva avviene solo dopo la comparsa di una massa critica di teo-
rie, che usano la stessa logica di fondo e vocabolario: a quel punto si possono individuare le basi della prospettiva.
Le diverse prospettive della teoria organizzativa si sono sviluppate con tempi diversi e continuano ancora oggi a svilupparsi.
2) L’ASTRAZIONE E IL SUO RUOLO NELLO SVILUPPO DELLA TEORIA - TEORIA DELL’ORGANIZZAZIONE
Concetti: categorie che servono a suddividere, organizzare e accumulare le esperienze. Sono idee che nascono dal Processo di astrazione. I
concetti sono cesti vuoti che devono essere riempiti, ad esempio con l’esperienza (cani buoni e cattivi).
Un concetto non è solo un aggregato di informazioni, ma questi si formano rimuovendo dettagli→ resta l’essenza della cosa stessa (es. il ca-
ne ha “4 zampe,il naso freddo quando sta bene, 2 occhi”; ma non “salta se è3è felice”, perché non tutti sono uguali)→ processo astrazione.
Processo di astrazione: operazione in cui enti tra di loro distinti traggono i loro caratteri comuni in modo da istituire una teoria generale, va-
levole per tutti. (gli umani costruiscono concetti sulla base di cose loro familiari, come esperienze personali).
Processo psicologico chunking attraverso il quale si può cogliere l’essenza delle cose(concetti).E’ un raggruppamento di idee (scienziati dico-
no al max si possono raggruppare 7 idee, es. tutti i cani in un colpo solo e altre 6 specie animali), che illustra il potere dell’astrazione: utiliz-
zando i concetti si utilizzano gruppi di informazioni più estesi→impo x quando si deve analizzar qualcosa.
Questo processo aiuta a collegare tra loro dati conoscitivi molto grandi.
Prospettiva: modo di guardare le cose e di prodursi da ciò un differente tipo di conoscenza
3) RAGIONI PER CUI È IMPORTANTE STUDIARE LE ORGANIZZAZIONI
MOLTEPLICITA’ DI PROSPETTIVE: con Burrell e Morgan si scopre la molteplicità di prospettive nella
teoria organizzativa. Essi infatti affermavano che la conoscenza si basava su diversi paradigmi,
ognuno con una propria visione del mondo.
- prospettiva moderna
- prospettiva simbolico-interpretativa
- prospettiva postmoderna
Una TEORIA può cercare di spiegare(moderni), descrivere per comprendere(simbolico-interpretativi, criticare o creare(postmoderni) la realtà
Per confrontare modernismo, prospettiva simbolico-interpretat. e postmodernismo è necessario esaminare i presupposti che contraddistin-
guono ciascuna di queste prospettive. Bisogna passare in rassegna le differenti posizioni filosofiche in termini di ontologia ed epistemologia.
ONTOLOGIA
: riguarda il modo in cui si definisce la realtà. La realtà è oggettiva o soggettiva (delineata dalle nostre menti)?
Ognuno la pensa come vuole naturalmente; è possibile quindi che alcuni fenomeni (cultura, potere..) siano reali o illusori.
L’ontologia è inoltre correlata al problema dell’azione: siamo dotati di libero arbitrio o siamo predeterminati dal fato o da Dio?
- I soggettivisti optano per una soluzione radicale: qualcosa esiste solo nel momento in cui si vive e quindi gli si dà un significato. La realtà è
diversa a seconda delle persone che la vivono, perché gli individui hanno convinzioni, credenze e percezioni diverse.
- Gli oggettivisti credono che la realtà esista, indipendentemente da chi la vive.Le persone reagiscono alla realtà in modo prevedibile.
EPISTEMOLOGIA : tratta “come” si crea la conoscenza e dei criteri che si adottano per valutarla (tratta del conoscere come si può conosce-
re). E’ legata all’ontologia.
- L’epistemologia positivista: si può scoprire cosa accade nelle organizzazioni attraverso la categorizzazione e la misurazione scientifica del
comportamento delle persone e dei sistemi. Il linguaggio inoltre rispecchia la realtà (la realtà è descritta dal linguaggio senza perdere signi-
→la
ficato) conoscenza valida si cerca con formulazioni di ipotesi, raccolta-analisi dati e testando le ipotesi
L’epistemologia posit. si basa su principi fondativi che celebrano i valori della ragione, verità e validità. I positivisti raccolgono dati tramite
surveys o esperimenti di laboratorio e fanno affidamento sulla misurazione dei comportamenti che portano a definire degli assunti oggettivi.
- L’epistemologia antipositivista o interpretativa: la conoscenza viene creata e compresa solo dal punto di vista degli individui che vivono in
una particolare cultura o organizzazione. Ognuno reagisce sulla base delle proprie esperienze, dei ricordi e delle aspettative. Ciò significa che
ci sono molti modi diversi per conoscere e interpretare la realtà→bisogna accedere ai significati costruiti dagli altri e descrivere come ci si
arriva. Nonostante ciò, la conoscenza che abbiamo degli altri è filtrata dalle nostre esperienze e quindi non si può essere oggettivi sugli altri
E’ possibile lavorare accanto ad altri, osservando i loro processi di creazione della realtà e studiando le loro interazioni e interpretazioni in
situazioni particolari, giungendo allo sviluppo di una consapevolezza intersoggettiva e di un’analisi dei significati avuti.
Il ricercatore diviene così interprete,creando un ponte tra le esperienze dei membri e quelle del ricercatore. ORG AZIENDALE, 1
Entrambe le esperienze sono soggetto e il bias (giudizio) può essere controllato attraverso un percorso alla riflessività (portando a una mag-
gior sensibilità verso gli altri). Ciò consente di offrire anche ad altre persone la propria conoscenza, anche se queste non erano presenti du-
rante la ricerca e ciò può servire per aumentare la propria sensibilità nei confronti dei processi di costruzione del significato svolti da altri.
MODERNISMO INTERPRETATIVISMO-SIMBOLICO POSTMODERNISMO scettici vs ogni teoria
ONTOLOGIA:
ONTOLOGIA: ONTOLOGIA:
Soggettivismo: non è possibile conoscere
Oggettività: esiste una realtà esterna Postmodernismo: il mondo appare attraverso
un’esistenza esterna o una soggettività sen-
e oggettiva, la cui esistenza è indipenden- linguaggio e collocato in un discorso; ciò di cui
za avere una consapevolezza soggettiva; ciò
te dalla sua conoscenza si parla esiste→ciò ke esiste è un testo letto
che esiste e ciò che noi crediamo esistere
EPISTEMOLOGIA EPISTEMOLOGIA:
Positivismo: la verità può esser conosciuta EPISTEMOLOGIA:
Interpretativismo: la conoscenza dipende
attraverso una corretta misurazione, che ci Postmodernismo: la conoscenza non può co-
dal soggetto che conosce e può essere
consente di testare la conoscenza che ab- stituire una rappresentazione fedele della ve-
compresa soltanto dagli individui che ne
biamo di un mondo oggettivo. rità, perché vi sono significati impossibili da
sono direttamente toccati.. La verità è una
La conoscenza si accumula consentendo stabilire. Non esistono la realtà e i fatti, ma
costruzione sociale, frutto della molteplicità
all’umanità di progredire e evolversi. solo delle interpretazioni
di interpretazioni ed è mutevole nel tempo
LE ORGANIZZAZIONI SONO: LE ORGANIZZAZIONI SONO:
LE ORGANIZZAZIONI SONO:
entità reali oggettive, che operano in un siti in cui si sviluppano rapporti di potere e
costruite e ricostruite dai loro membri
mondo reale. Sono dei sistemi di decisione fenomeni di oppressioni, irrazionalità e cattiva
(costruite socialmente) attraverso delle in-
e azione, che si ispirano ai criteri della ra- comunicazione o, in alternativa, ironia. Le or-
terazioni simboliche. I significati emergono
zionalità e efficienza, con obiettivi definiti. ganizzazioni sono testi prodotti dal linguaggio
dalla comprensione di se e degli altri
FOCUS DELLA TEORIA ORGANIZZATIVA: FOCUS DELLA TEORIA ORGANIZZATIVA
FOCUS DELLA TEORIA ORGANIZZATIVA
Trovare delle leggi universali, metodi e Decostruire i testi organizzativi, destabilizzare
descrivere il modo in cui le persone danno
tecniche per il controllo e l’organizzazione. ideologie manageriali e modelli modernisti di
significato e ordinano proprie esperienze in
Promuovere strutture razionali, regole, organizzazione. Dar VOCE a elem MARGINALI
contesti specifici, tramite processi simbolici
standardizzare le procedure e le pratiche
MODERNISTI: EPISTEMOLOGIA: conoscenza definibile solo con i 5 sensi→dati validi raccolti solo con i 5 sensi. Si rifanno alla generalizzabilità.
impo razionalità. La soggettività mina il rigore scientifico ed è fonte di parzialità (nemico della scienza). ONTOLOGIA: rinnegata soggettività.
: I concetti corrispondono agli oggetti del mondo reale (concetto di cane = cani reali)
RAPPORTO CON PAROLA
vs
INTERPRETATIVISTI SIMBOLICI: EPISTEMOLOGIA: dominio della realtà empirica oltre i 5 sensi,come le emozioni e intuizioni. Si rifanno alla ve-
rosomiglianza. La soggettività non può essere evitata per giungere al significato. ONTOLOGIA: il significato è un fenomeno soggettivo.
In rilievo gli accordi che, all’interno di una stessa cultura, permettono di chiamare cose con stesso nome (cane=dog=chien=hund)
RAPP PAROLA:
POSTMODERNISMO: ≠ dalle altre 2 perché NON ambisce alla VERITA’, non ha collocazione precisa e si rifiuta di aver una posizione definita.
Foucault (filosofia poststruttualista) affermava ke la conoscenza è potere e le altre conoscenze minori di conseguenza vengono marginate.
Derrida accetta la filosofia, aggiungendo ke è causata dalla logica binaria moderna:interesse su 1elemento, ignorando o denigrando l’opposto
Continuo cambiamento delle relazioni tra i concetti. Tutte le parole e concetti son definiti in relazione ad altre parole(cane vs
RAPP PAROLA:
gatto,topo,casa.Il significato di una parola non può mai essere pienamente o definitivamente stabilito, poichè ogni utilizzo di tale parola con
altre parole e la continua contrapposizione ad esse, ne cambia incessantemente il significato.
ES. Se albero cade in mezzo a foresta e nessuno è nei paraggi per sentire il tonfo, l’albero produce rumore?
MODERN: SI. albero e suono sono veri e non importa se qualcuno l’osserva cadere→la conoscenza della caduta è generale a ttt alberi cadenti
INTER-SIMB: NON C’E’ RISP, xke nessuno ha visto l’esperienza e se nessuno è presente, non ha senso porsi domande delle interpretazioni ≠
POSTMOD: TANTE ≠ RISP: chi ha diritto di porre o rispondere a domanda? quali interessi sono stati violati o emarginati nel processo?
MAYO – EFFETTO HAWTHOME esperimenti in una fabbrica elettrica
L’attenzione dei ricercatori gratificava i lavoratori→gli individui non si comportavano come attori isolati, ma membri di un gruppo sociale.
- La motivazione dei lavoratori non è influenzata solo da fattori economici, ma anche da fattori psicologici e sociali. scuola delle
- L’organizzazione informale è importante relazioni umane
→
- Migliorare la dimensione “umana” del lavoro incrementare la produttività
Da questi esperimenti Mayo evinse che produttività è strettamente legata all'atteggiamento nei confronti del lavoro e che possibilità di co-
municare all'altro i propri sentimenti e di essere ascoltati e compresi erano fondamentali ai fini della produttività e della crescita nel lavoro.
ORG AZIENDALE, 2
CAPITOLO 2 – STORIA DELLA TEORIA DELL’ORGANIZZAZIONE + FORD
La teoria organizzativa è stata riconosciuta come disciplina solo alla fine degli anni 60. Quindi gli studiosi antecedenti di questa disciplina, so-
no collegati ad essa solo retrospettivamente.
PREISTORIA studiosi che hanno adottato prevalentemente un’ONTOLOGIA OGGETTIVISTA, ma combinano elementi dell’EPISTEMOLOGIA
→RICERCANO
POSITIVISTA E INTERPRETATIVA. MODALITA’ PIU’ RAZIONALI ED EFFICIENTI DI PROGETTAZ E GESTIONE.
Alcuni studiosi utilizzavano metodi induttivi (sviluppare teoria, dalla pratica seguendo epistemologia interpretativa),
altri studiosi utilizzavano i metodi deduttivi (testavano teoria nella pratica, nella logica dell’epistemologia positivista).
2 principali correnti di pensiero (che si rifanno alle idee proposte da Adam Smith):
- stampo sociologico (Durkheim, Marx, Weber): analisi del cambiamento delle forme e del ruolo delle organizzazioni nelle società,
analisi sull’influenza dell’industrializzazione sulla natura del lavoro e conseguenze che porta
- matrice manageriale (Taylor, Follet, Frederick, Faylor, Gulick, Barnard): studio problemi pratici che dirigenti dovevano affrontare.
ADAM SMITH (1723-1790) (Sviluppa teoria x spiegare come lavoro sistematicamente organizzato potesse rendere più efficiente la produzione)
“La divisione del lavoro, nella misura in cui può essere introdotta, determina un aumento proporzionale dll capacità produttiva del lavoro”
→
1776 La Ricchezza delle Nazioni divisione del lavoro assicura efficienza economica. Dalla divisione del lavoro si arriva alla
(fabbrica di spilli)
specializzazione x ogni ramo del settore (una persona appena assunta, x fare 1 spillo ci impiega molto, se invece è specializzata sl in 1settore come gli al-
tri, il lavoro diventa più veloce).
Smith e i modernisti che lo seguirono, ritenevano che il progresso economico generato dall’industrializzazione portasse al progresso sociale.
KARL MARX (1818-1833)
Assieme a Durkheim e a Weber, è uno dei padri fondatori della sociologia. Fece riflessioni su sfruttamento e alienazione della classe operaia.
Teoria del capitale: il bisogno umano di sopravvivenza (ai rischi della natura) richiede la creazione di un ordine economico, in cui gli uomini
per superare i problemi di sostentamento, scoprono i vantaggi del lavoro collettivo. Il lavoro collettivo stimola lo sviluppo di strutture e ruoli
sociali e questo genera un surplus di tempo e di materie prime che possono essere investiti per lo sviluppo culturale.
La società e la cultura quindi hanno basi economiche e quindi le loro forme dipendono dai rapporti di potere di chi governa l’economia.
Teoria del conflitto sociale: critica al capitalismo e pone le basi per la teoria critica.
Il capitalismo si basa sull’antagonismo tra gli interessi del capitale (capitalisti, padroni fabbriche e mezzi di produzione) e della forza-lavoro.
Questo antagonismo è segnato sia dal surplus (profitti in eccesso, voluti da entrambe le parti), che dalla necessità di assicurare un certo
margine di profitto (inteso all’azienda. Senza questo margine, la sopravvivenza dell’azienda e dell’intera economia capitalistica è in pericolo).
Con le competizioni tra aziende, queste vendono i loro prodotti a prezzi inferiori e di conseguenza devono diminuire anche il costo della ma-
nodopera, quindi il lavoro perde la sua essenza e diviene come una merce da scambiare sul mercato.
Così l’azienda per aumentare la produttività, nonostante i costi siano minori, inventa nuove forme di controllo manageriale sull’operato dei
lavoratori→alienazione dei lavoratori, in cui viene sottratto ai lavoratori il prodotto del loro lavoro.
Il lavoro diviene un costo di produzione (e viene sfruttato), non più un mezzo per ottenere maggior benessere sociale.
→
I lavoratori quindi devono organizzare la loro resistenza (es sindacati) ANTAGONISMO TRA CAPITALE E LAVORATORI SI RIDUCE CON
L’ISTITUZIONE DI FORME DI CONTROLLO RECIPROCHE E DI RESISTENZA.
I suoi critici, tramite studi hanno creato la Teoria critica dell’organizzazione, che analizza fattori sistemici di carattere strutturale, economico
e sociale, che determinano la distribuzione del potere nelle organizzazioni per favorire l’emancipazione dei lavor
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