Storia economica
Il lungo periodo
Prima della Rivoluzione Industriale le economie erano prevalentemente agricole, ma la rivoluzione non è nata dal nulla; già da un po’ alcuni Paesi si stavano sviluppando più velocemente, questa è la “Grande Divergenza”. Le società preagrarie erano i gruppi di cacciatori/raccoglitori. Quando le persone iniziarono a coltivare/allevare si ha la “Prima Rivoluzione Agraria” o “Rivoluzione del Neolitico”. All’inizio l’agricoltura peggiora la qualità della vita, perché comportava un lavoro maggiore rispetto alla semplice raccolta. Con le civiltà agrarie la popolazione comincia a crescere, lentamente ma molto di più rispetto a prima.
L’impatto di tale rivoluzione è:
- Negativo: peggioramento delle condizioni di vita (dieta meno varia, malattie causate dalla vita costante con gli animali, molto più lavoro), crescita della disuguaglianza.
- Positivo: società più complesse, divisione dei compiti, accumulo di conoscenze e competenze da trasmettere in futuro, in tempi molto più rapidi.
Le cose cambiano all’inizio del 3000 a.C.: con l’età del bronzo iniziano a comparire le prime città, e insieme ad esse le prime forme statuali (tributi, risorse canalizzate in nuovi impieghi). Cresce anche la stratificazione sociale, lo sviluppo dell’innovazione tecnologica e la conoscenza. Questo fenomeno però rimane localizzato in Europa ed Asia.
Teorie sulla localizzazione
Ma perché questa localizzazione? Jared Diamond teorizza che le specie addomesticabili in Eurasia fossero migliori di quelle in America e Africa (frumento vs mais, cavallo/mucca vs lama). E teorizza anche l’asse ovest-est: la continuità climatica permette di muovere le risorse nell’area eurasiatica in modo facile (un cavallo sopravvive in Spagna come in Cina).
Tra Europa ed Asia ci sono varie analogie:
- Strutture statuali complesse
- Istituzioni economiche e familiari essenziali:
- Proprietà privata
- Sistemi ereditari
- Istituzioni educative
- Strategie matrimoniali
- Caratteri strutturali di un’economia agraria:
- Città e villaggi di dimensioni ridotte
- Limitata divisione del lavoro, bassa produttività e autoconsumo
- Fragilità dovuta a fattori climatici e demografici
- Città come luogo del commercio e del mercato
La Grande Divergenza e la proto-globalizzazione
Tra l’inizio dell’età moderna e la Rivoluzione Industriale, il gap tra Eurasia e mondo si fa molto più grande, e anche tra Asia e l’Europa stessa, che si sviluppa molto velocemente. L’Europa non fu mai un mondo chiuso, ma si commerciavano poche cose a lunga distanza (prodotti di lusso). Le prime città che iniziano a mandare navi fuori dal Mediterraneo furono Genova e Venezia. Per il Mediterraneo le navi erano le galee, fuori si usavano le cocche, tuttavia, nessuna di queste imbarcazioni riusciva a spingersi al di fuori del Mediterraneo. Il Portogallo, con l’innovazione dei principi costruttivi europei, costruisce le caravelle e nel secolo XV iniziano le grandi esplorazioni atlantiche. In particolare, si usa definire come inizio delle esplorazioni tramite mare la data del 1434.
I portoghesi iniziano ad espandersi in Africa e Asia, la Spagna raggiunge le Americhe nel 1492. Nel 1550 gli antichi spazi commerciali erano collegati in un primo sistema economico mondiale, i vari Stati iniziano a “specializzarsi” in particolari ambiti (es. Spagna si dedica al commercio atlantico). Da questo punto si inizia a parlare di “proto-globalizzazione” (secolo XVI).
La Grande Divergenza è il processo tramite cui l’Europa Occidentale emerse progressivamente come l’area più ricca e potente del pianeta. L’Europa riesce a superare le antiche economie agrarie.
Si può vedere questa divergenza con due indicatori:
- Il tasso di urbanizzazione che sale molto di più rispetto al resto del mondo
- La supremazia tecnologica e scientifica
Cause della Grande Divergenza
Quali sono le cause? Ci sono 3 tipi di spiegazioni:
- Spiegazioni demografiche: nell’area mediterranea la popolazione era più raccolta rispetto all’Asia, e ciò favoriva una rapida trasmissione delle idee e delle innovazioni e uno sviluppo di una buona massa critica. Inoltre, la presenza della Peste Nera per molti secoli ha favorito un miglioramento delle condizioni sociali, delle condizioni sanitarie (cure), creando un buon rapporto popolazione-risorse (teoria di Gregory Clark).
- Spiegazioni istituzionali: le istituzioni economiche sociali e politiche sono, rispetto all’Asia, più favorevoli nei all’emergere di società innovative. Per esempio, la proprietà privata era molto più protetta in Europa, e questo favoriva i mercati. Secondo Joseph Needham giocarono un ruolo molto importante le università e le città mercantili. Inoltre, le élite economiche erano più ascoltate in Europa.
- Spiegazioni geografiche e geopolitiche: l’esistenza di barriere naturali nel territorio europeo, insieme all’assenza di grandi imperi portò alla presenza di molti piccoli Stati in continua competizione e quindi allo sviluppo di innovazioni (Jared Diamond), al contrario in Asia si tendeva a reprimere l’evoluzione tecnologica per preservare più facilmente il potere imperiale. Secondo Kennet Pomeranz, l’Europa aveva un più agevole accesso alle Americhe (presenza di risorse chiave), permettendo lo sviluppo “capital-intensive” e lo sfruttamento dei popoli non europei.
Impatto della colonizzazione in America
Nel frattempo, in America Centrale e Meridionale si assiste al tracollo delle civiltà indigene, a opera della colonizzazione, perlopiù spagnola e portoghese. Le armi più utilizzate per colonizzare, oltre a cavalleria e polvere da sparo, furono le malattie portate involontariamente dai colonizzatori, alle quali gli indios non erano abituati. Con il Trattati di Tordesillas, Spagna e Portogallo si divisero “irrisoriamente” il mondo in due parti, senza badare alle crescenti potenze europee Francia, Olanda e Inghilterra. In Asia, Africa e Oceania si assiste solo alla costruzione di una rete di avamposti, basi commerciali e fortezze da parte di Portogallo, Spagna, Francia, Inghilterra e Olanda.
Da Sud a Nord
Con le scoperte e l’apertura dei mondi chiusi, il baricentro economico e politico si sposta prima verso ovest (da Venezia a Siviglia/Lisbona, ma quest’ultime durarono poco poiché la Spagna entrò in collisione con le principali potenze europee a causa dei possedimenti in Europa centrale e per le guerre di religione) e poi verso nord.
Il primo posto è Anversa, città sfigata, ma situata in un punto strategico: aveva accesso facile all’Atlantico, ed era in mezzo tra Europa del nord ed Europa del sud. Chi era ad Anversa scambiava quotidianamente prodotti con tutti i mercanti europei (spagnoli, inglesi, francesi, olandesi, …), questi scambi costanti avevano favorito lo sviluppo delle conoscenze, e Anversa era fiorita.
Tuttavia, Anversa crolla quando crolla il governo spagnolo e inizia una lunga serie di ribellioni dei Paesi Bassi contro il governo spagnolo. Per un breve periodo si ha il predominio commerciale di Genova, ma dura poco perché i zeneizi prestavano principalmente agli Spagnoli, che crollarono.
La città successiva a gestire l’economia europea è Amsterdam, i cui porti rimasero aperti anche durante le guerre contro la Spagna. La sua fortuna si basò sulle Compagnie Commerciali Privilegiate, grandi imprese private che rendono possibile lo sfruttamento del commercio a lunga distanza (es. Compagnia olandese delle Indie Orientali, o VOC). Esse potevano stipulare trattati commerciali e diplomatici, arruolare e mantenere una flotta e un esercito e amministrare in autonomia i territori acquisiti fuori dall’Europa. Come detto prima, non erano pubbliche ma agivano anche nell’interesse dello Stato. L’Olanda, e quindi Amsterdam, fu la prima a permettere la nascita di queste compagnie.
Nel frattempo, si assiste allo sviluppo ed espansione rapidissimi da parte dell’Inghilterra, che radicò la sua presenza in India nel corso del XVII secolo, sviluppò una forte politica mercantile (Mercantilismo: esportare il più possibile, con una forte protezione del mercato interno), e continuò ad espandersi in America Settentrionale. A rafforzare la potenza inglese contribuirono tre guerre con le Province Unite, tutte vinte (1652-1674). Il risultato di questo rafforzamento è lo spostamento del centro economico europeo da Amsterdam a Londra.
La Divergenza tra Europa settentrionale e meridionale
La separazione tra Europa settentrionale ed Europa meridionale prende il nome di “Divergenza” (sec. XVI). Quali furono le cause? Ci sono varie spiegazioni.
Spiegazioni Demografiche:
- Tesi di Hanjal: Al sud ci si sposava più giovani e una volta sposati si viveva nella casa d’origine, questo comporta più figli (dinamiche malthusiane) e nessuna mobilità. Al nord al contrario una volta sposati si andava in una casa propria, questo comportava sposarsi più tardi e meno figli. Per potersi permettere una casa bisognava lavorare, spesso fuori casa (life-cycle service).
- Tesi di Clark: le élite inglesi, rispetto alle altre élite europee, facevano più figli. Più figli in famiglie facoltose, che quindi avevano basi economiche e conoscenze, potevano a loro volta fare fortuna più facilmente. Inoltre, i figli più piccoli, che non ereditavano, si sposavano con persone di classi inferiori (mobilità sociale discendente) ed allargavano le conoscenze.
- Tesi di Alfani: le epidemie di peste del 17° secolo che colpirono soprattutto l’Europa del Sud hanno penalizzato lo sviluppo economico italiano e non solo.
Spiegazioni Istituzionali:
- Tesi di de Moor e van Zanden: secondo loro la peste nera avrebbe contribuito a consolidare ed estendere il mercato del lavoro, rafforzando la partecipazione delle donne e riducendo la disuguaglianza tra i sessi, questo prende il nome di “rivoluzione industriosa” (Jan de Vries), che comprende anche un aumento delle ore lavorate. Tale rivoluzione, antecedente della Rivoluzione Industriale, prende piede soprattutto nelle Fiandre e Inghilterra.
- Putting-Out System: la manodopera viene spostata nelle campagne, poiché i contadini avevano molto tempo libero e i macchinari in casa, ce n’erano tanti e costavano meno. Il mercante/imprenditore residente in città organizzava il lavoro di tali operai, affidando solo le fasi finali del processo produttivo ad artigiani urbani specializzati.
- Diritti più tutelati: secondo North la proprietà privata era molto più protetta a nord che a sud, furono anche istituiti e tutelati i diritti di cittadinanza (la parlamentarizzazione inglese successiva alla Gloriosa Rivoluzione ha effetti positivi sulla crescita economica poiché rende lo Stato più affidabile per i cittadini e i creditori).
- Corporazioni: molto più radicate nel sud europeo, per proteggersi finivano per limitare lo sviluppo economico, in questo modo vennero messe in crisi dalla concorrenza di prodotti a basso costo provenienti dal nord europeo, che avevanuove e migliori istituzioni come le compagnie privilegiate e le borse valori.
Altre Spiegazioni:
- Max Weber: la dottrina protestante/calvinista basata sul lavoro implica che al nord si lavori di più rispetto al sud di religione cattolica.
- Geografia: il nord europeo aveva accesso alle rotte atlantiche, mentre l’Europa meridionale si ritrovava “chiusa” nel Mediterraneo (Acemoglu, Johnson e Robinson).
America
Gli spagnoli e i portoghesi si concentrano sull’America Centrale e Meridionali. I francesi sono fra i primi a raggiungere l’America Settentrionale, ma sono molto lenti e inefficaci a colonizzare. Al contrario, gli inglesi arrivano per ultimi ma colonizzano in modo molto rapido l’America settentrionale.
Questa differenza tra le colonie inglesi e francesi si nota molto durante il 17° secolo, dal punto di vista di:
- Popolazione: le colonie inglesi avevano un tasso di crescita demografica più alto rispetto alle francesi, questo perché l’ideologia francese valutava negativamente ogni perdita della popolazione da parte della madrepatria.
- Espansione geografica: grazie a una maggiore popolazione gli inglesi riuscirono ad espandere progressivamente l’area sotto la propria influenza (nel 1664 conquistarono Nuova Amsterdam → New York) e con la guerra dei sette anni, che si concluse nel 1763, causarono la fine della Nuova Francia.
- Indipendenza: a causa di un rialzo delle tasse sulle colonie da parte degli inglesi nacquero proteste legate al fatto che una tassazione senza rappresentanza nel Parlamento inglese fosse illegittima (“no taxation without representation”), che portarono a una guerra di indipendenza conclusasi nel 1783 col Trattato di Parigi, con cui l’Inghilterra riconosceva l’indipendenza degli Stati Uniti d’America.
La transizione demografica
È il passaggio dall’antico regime di natalità e mortalità elevate a quello moderno, di bassi tassi di natalità e mortalità. Durante questo passaggio, in fase di transizione si abbassa il tasso di mortalità grazie ai miglioramenti della vita, ma la popolazione ci mette di più a adeguarsi e continua per un periodo a fare numerosi figli. A modificare tali tassi ci sono vari fattori, distinti in Fattori Preventivi (es. controllo sulle nascite) e Fattori Repressivi (es. peste).
La Rivoluzione Industriale
Nell’Ottocento si ha un forte incremento demografico, alti tassi di crescita dei redditi e della produttività del lavoro. Inizia a trasformarsi profondamente la struttura economica. La prima Rivoluzione Industriale inizia in Inghilterra verso la fine del 1700. Tuttavia, i primi momenti (“periodo classico”, 1760-1830) non furono particolarmente rivoluzionari: non ci fu un’impennata del PIL pro capite, ma i mutamenti furono irreversibili.
Perché queste basse stime di crescita?
- La popolazione cresce molto velocemente
- L’Inghilterra aveva investito solo su alcuni settori, molto diversi tra loro, che non crescono parallelamente
- Il PIL non rispecchia sempre l’innovazione tecnologica, che avviene e in futuro inizierà a diffondersi e a valere
Per questi motivi, questa fase della Rivoluzione è considerata un “periodo di incubazione”.
Commercio estero
Anche a causa delle politiche protezioniste degli altri Stati europei, il commercio estero diventa sempre più intercontinentale:
- Import: materie prime per le costruzioni navali e tutto ciò che non si poteva produrre in patria
- Export: crescente varietà di beni manifatturieri, “riesportazioni”, schiavi
Una premessa della Rivoluzione Industriale, frutto di un processo che si avviò nel Quattrocento è:
- La Rivoluzione Agricola
- Estensione dell’aratorio
- Incremento della produttività: nuove rotazioni agrarie, enclosures
- Tasso di crescita urbana come incentivo
- Affermazione dell’agricoltura commerciale
- Leggi sul grano protezioniste: l’Inghilterra mette dazi sul grano per farne aumentare i prezzi mondiali
All’inizio del Settecento l’economia inglese aveva già dei livelli “industriali” abbastanza elevati. Gli inglesi inoltre iniziano ad impiegare in modo massiccio il carbone fossile, con resa molto superiore al legno. Bruciare costantemente carbone fossile risulta dannoso per la popolazione, e vengono progettati nuovi camini e strutture che migliorano le condizioni di vita. Migliorano anche i trasporti: compaiono le prime strade a pedaggio e i canali navigabili (più avanti le ferrovie).
Fasi della Rivoluzione Industriale
- 1760-1820: aumento delle innovazioni brevettate (macchina a vapore di Watt, macchinari tessili, ecc.), reddito pro capite stabile
- 1820-1870: micro-invenzioni e perfezionamenti, le invenzioni vengono applicate nei vari settori e si inizia ad avere una crescita massiccia.
- Dal 1870: La Seconda Rivoluzione Industriale
I settori più innovativi
- Tessile-cotoniero: impressionante crescita della produttività, ricadute sugli altri settori
- Energetico: macchina a vapore, dall’energia “animata” (animali) a quella “inanimata”
- Lavorazione del ferro: perfezionamenti dell’industria siderurgica, ferro migliore, ricadute sugli altri settori
Iniziano a susseguirsi innovazioni, sempre brevettate, che abbattono i costi, producendo di più, a costo minore. Si diffondono le fabbriche, con lati positivi e negativi:
- Lati positivi: maggiore efficienza, mobilità sociale
- Lati negativi: proletariato industriale, peggiori condizioni dei lavoratori
NB: Le fabbriche si affermarono lentamente e in modo discontinuo, all’inizio coesistono col precedente putting-out system, la grande fabbrica va associata soprattutto alla Seconda Rivoluzione Industriale.
Europa vs Asia
Ci sono forti somiglianze, ma anche forti differenze, per esempio:
- Espansione geopolitica commerciale dell’Europa e creazione di grandi imperi oltremare
- L’accelerazione dell’economia e dei tassi di urbanizzazione
- Una cultura filosofico-religiosa che pone l’uomo al centro dell’universo
Perché l’Europa:
- Il commercio a lunga distanza assume un ruolo vitale al fine di ricercare mercati e materie prime, al contrario in Asia ci si considerava “autosufficienti”.
- L’antagonismo politico e commerciale tra Stati determinò relazioni concorrenziali e... (continua nel testo originale)
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