Estratto del documento

Storia d'impresa

Punti salienti laurea Mondini

  • Classificazione dell’impresa da parte della Prof. Lara Penco in base all'assetto proprietario, ovvero family business, impresa familiare. Impresa per la quale la proprietà è strettamente in mano alla famiglia attraverso la San Quirico, holding alla quale fanno capo le imprese del gruppo Erg.
  • Assetto proprietario e governance: chi gestisce l’impresa? Solo i membri della famiglia? No, c’è una gerarchia manageriale. Al giorno d’oggi, anche in un’impresa familiare si fa ricorso a manager esterni i quali collaborano con i membri della famiglia.
  • In un'impresa manageriale il pacchetto azionario a chi è in mano? Ad una platea più o meno vasta di azionisti. Nel caso di impresa familiare le azioni sono detenute dalla famiglia in questione. Nell’impresa manageriale c’è una netta separazione tra la proprietà ed il controllo. In un’impresa familiare proprietà e controllo coincidono, anche se talvolta è presente una gerarchia manageriale.
  • La Erg è quotata in borsa. Situazione non così comune come ci si aspetta. Le imprese familiari non così di frequente decidevano e decidono di reperire capitale di rischio all’esterno per paura di subire una scalata e perdere il controllo dell’impresa. Soluzioni alternative sono le partecipazioni ed il reperimento di capitale di credito dalle banche ad esempio.
  • Elementi evidenziati dalla Prof. Lara Penco: spirito imprenditoriale delle famiglie Garrone e Mondini. In particolare, i due elementi che caratterizzano lo spirito imprenditoriale sono l’innovazione (imprenditore innovatore, comportamento che porta al vantaggio competitivo) e la propensione al rischio (in buona parte strettamente legato al primo). Bisogna saperlo calcolare e valutare il rischio.
  • Di generazione in generazione la propensione al rischio tende a diminuire. In Erg siamo alla terza generazione e l’impresa continua a guardare avanti. Alcuni studi dicono che nelle imprese familiari non sempre si verifica un percorso costante come quello di Erg. Si verifica spesso la sindrome di Buddenbrook. Il nonno fonda, il padre fa crescere, i figli/nipoti nascono già nell’agio e nella ricchezza, sperperano il patrimonio della famiglia e perdono totalmente la propensione al rischio. O l’impresa fallisce o viene ceduta.
  • Il passaggio di Erg dall’oil all’energia rinnovabile non è l’unica strategia perseguita dall’azienda, è stata messa in atto una strategia di internazionalizzazione. Si è parlato di strategie di crescita attraverso l’integrazione verticale. Erg si è integrata verticalmente acquisendo le imprese che fanno la manutenzione dei loro impianti.
  • Parlando di quanto detto da Mondini, è stato spiegato l’obiettivo di mitigare e diversificare i rischi di portafoglio. Tutto era investito nell’oil (raffinazione, distribuzione ecc…), si è voluto diversificare il rischio. La diversificazione del rischio è stata chiesta da Alessandro Garrone. Joint-venture con il colosso russo Lukoil visto come azzardo. L’accordo con i russi non è stato fatto per investire in Russia, ma per vendere loro le raffinerie.
  • Piano industriale: nel 2018 Erg ha varato un piano industriale quinquennale per una svolta totale verso il rinnovabile. Adesso, nel 2021, è stato presentato un altro piano industriale riguardante anche investimenti esteri.

Forme d’impresa in epoca preindustriale

Quando parliamo di imprenditore o impresa dobbiamo sapere che non tutto nasce con la rivoluzione industriale. Forme d’impresa le troviamo in epoche precedenti rispetto all’avvio del processo di industrializzazione. Inoltre non si devono considerare come imprese solo quelle industriali (esistono aziende agricole e quelle che producono servizi).

In epoca preindustriale non possono essere ignorate le imprese agricole, i mercanti medievali e le compagnie commerciali, le compagnie commerciali evolute (VOC-EIC), il settore manifatturiero dei mercanti-imprenditori, i banchieri ed i mercanti/banchieri.

Il percorso di formazione delle società anonime (o società per azioni) non è lineare, non parte nel ‘600 per arrivare ai giorni nostri. Nei primi del ‘700 questo percorso si interrompe per riprendere nella seconda metà del 1800.

Caratteristiche del sistema economico in età preindustriale

In epoca preindustriale l’ambiente era caratterizzato da maggiore incertezza e rischio molto più elevato rispetto all’età contemporanea. Le variabili di cui dovevano tenere conto gli attori economici erano sicuramente in numero maggiore. Il contadino era totalmente in balia del clima (non esistevano le serre, arriva una grandinata, distrugge tutto, non esistono risarcimenti per lo stato di calamità) ed il mercante non aveva la minima idea di cosa stesse capitando in piazze lontane da quella di sua competenza.

La domanda era molto variabile perché la congiuntura economica era influenzata da molti fattori (guerra, epidemia, carestia). Anche il sistema di tassazione era molto gravoso, soprattutto nelle monarchie, ma non solo. Il monarca che aveva intenzione di intraprendere una nuova guerra o costruire una nuova reggia istituiva tasse le quali gravavano sui sudditi.

Già all’epoca, parte della merce derivante dal comparto manifatturiero veniva destinata all’esportazione. Era complicato tenere conto dei costi e dei tempi di trasporto, erano presenti problemi di valuta e di mercato. Mercato che tendenzialmente, rispetto ad oggi, era maggiormente influenzato da fattori extra-economici.

Passaggio da età moderna a età contemporanea

L’epoca preindustriale (o età moderna o ancien régime) è considerato un periodo di passaggio. Dall’epoca medievale (economia chiusa) si passa all’età contemporanea (economia industriale). Due economisti di rilievo hanno spiegato come si è passato da un’epoca all’altra:

  • Karl Marx: il passaggio da un’epoca all’altra è stato dettato dal variare dei rapporti di produzione, dai conflitti tra i proprietari dei mezzi di produzione. Conflitto inteso come scontro, non guerra. Egli si è focalizzato sui rapporti conflittuali tra diverse classi sociali, più precisamente:
    • Dall’età feudale all’età moderna: conflitto tra proprietari terrieri (feudatari, classe nobiliare) ed i nuovi capitalisti (classe borghese), che a livello sociale risulta essere di classe inferiore, ma economicamente è equiparabile al nobile.
    • Dall’età moderna a quella contemporanea: conflitto tra i proprietari del fattore capitale ed i proprietari del fattore lavoro, la classe operaia.
  • Adam Smith: il passaggio da un’epoca all’altra è stato determinato dall’espansione degli scambi. Il commercio è il motore della crescita. Più si allargano gli scambi, meglio si riescono ad allocare le risorse e meglio si riesce a dividere il lavoro. Se gli scambi sono ampi ed efficienti, a livello globale ciascuno produrrà ciò che gli riesce meglio e gli conviene. Smith pone al centro l’innovazione tecnologica come mezzo di riduzione dei costi (siano essi costi di produzione o di trasporto). Per far sì che il commercio, il mercato e le innovazioni fungano da motore della crescita è necessario che lo Stato non intervenga nell’economia, ovvero che non ponga vincoli e ostacoli al mercato (laissez-faire). Il mercato si autoregola (meccanismo della mano invisibile).

In epoca preindustriale, il settore preponderante dal punto di vista della forza lavoro era quello primario. Parliamo principalmente dell’agricoltura. A seconda dell’area geografica si variava dal 70% al 90% della forza lavoro impiegata e la quota di “PIL” prodotta da tale settore era elevatissima.

Per l’epoca preindustriale calcolare il PIL è impossibile perché mancano i dati, si possono fare approssimazioni. Quando si parla di agricoltura in epoca preindustriale si pensa principalmente alla produzione per l’autoconsumo, ma non è così. Esistevano soggetti che investivano nell’agricoltura con il profitto come obiettivo (“imprenditori”).

Sono presenti tre livelli di legame tra produzione agricola e mercato. A seconda del livello in cui si colloca questo legame, si riesce ad analizzare la propensione dei soggetti allo svolgimento di una vera e propria attività imprenditoriale.

  • Caso zero: chi produce esclusivamente per autoconsumo. Praticabile solo se si hanno altre entrate che permettono di acquistare/scambiare altri beni. Nella pratica non esiste.
  • Primo livello: contadino. Compra le sementi ed ha come obiettivo primario quello di sfamare se stesso e la famiglia. Se tutta la produzione fosse destinata all’autoconsumo saremmo davanti ad un imprenditore? No. In epoca preindustriale esistevano soggetti che producevano esclusivamente per se stessi (raro, ma esistente). Anche una modesta percentuale del raccolto spesso era destinata al mercato, in modo tale da ottenere merce di scambio. L’apertura verso il mercato c’è, anche se ridotta. Siamo al limite di categorizzazione del soggetto come imprenditore.
  • Secondo livello: soggetto che produce per autoconsumo, ma una percentuale più ampia viene destinata al mercato. La percentuale non ha una base scientifica. Si stima un 30%. Il soggetto ha le stesse esigenze di quello di primo livello, ma ha anche esigenza di pagare le tasse che gravano sul terreno ad esempio.
  • Terzo livello: la commercializzazione diventa più ampia. Si vende anche per conseguire un profitto. La campagna diventa mercato di sbocco per la produzione di manufatti.

Attività mercantile

Dal Basso Medioevo alla Rivoluzione industriale. Settore che, da un livello di scambi circoscritto, tende ad ampliarsi. Problemi? Il mercante singolo può impiegare i propri risparmi o alcuni finanziamenti di persone che gli commissionano un acquisto. La compagnia commerciale alle spalle ha bisogno di investimenti, di capitale. Ma stiamo parlando di imprese commerciali di grandi dimensioni, che necessitano di grandi capitali da impiegare. Non bastano pochi soci, ne servono migliaia. Ci si deve organizzare nel privato attraverso le società anonime (con capitale suddiviso in azioni). Si passa da Marco Polo alla S.P.A.

Fino ad inizio 1300 gli scambi a lungo raggio erano poco sviluppati. I mercanti si muovevano con la merce. Mano a mano che si allargano gli scambi, i mercanti non possono più viaggiare con la merce (dovrebbe essere sempre in giro ed anche in più posti contemporaneamente). Il mercante diventa sedentario e si affida ad una rete di agenti, gente fidata che opera nelle piazze in cui il mercante conclude affari. Inizia ad emergere l’elemento rapporto fiduciario. Vengono impiegati spesso membri dell’entourage familiare.

Si formano compagnie commerciali di pochi soci le quali affidano le merci a vettori, pagando un noleggio commisurato al tipo ed alla quantità del carico. Mano a mano che il contesto si amplia, iniziano ad essere coinvolti soggetti che non sono mercanti, ma che desiderano investire denaro. Essi partecipano alla società e nient’altro. Gli utili percepiti saranno in percentuale minore. Si formano i primi contratti volti a regolare i rapporti tra soci (sorta di SNC, tutti illimitatamente responsabili).

Nasce la commenda: una sorta di società in accomandita. Vedeva la compartecipazione che fornivano il capitale ed altri che fornivano lavoro, viaggiando con le merci e che concludevano l’affare. Va da sé che colui che investiva i soldi, percepiva un utile minore rispetto al socio che investiva e si occupava anche degli affari. Diverso apporto che ciascun socio dà all’impresa si traduce in una diversa distribuzione di utili o perdite.

Succedeva con la proprietà delle navi. Si comprava la nave dividendola in quote ed i noli venivano divisi. Il carico veniva assicurato. L’assicurazione navale è la prima assicurazione della storia. La prima polizza assicurativa risale ai primi del 1300 e fu stipulata a Genova.

Alcune particolarità: il rapporto fiduciario alla base non permetteva di uscire troppo dalla famiglia e, di conseguenza, i capitali raccolti potevano non essere così elevati. Altra particolarità riguarda la durata della “SNC”. Essa poteva avere come durata un singolo viaggio. Nella migliore delle ipotesi la durata non ha mai superato i 10 anni. La durata era sempre limitata. Alla fine di un periodo i soci chiudevano i conti e potevano decidere di rinnovare la durata. Non esistevano società a tempo indeterminato. Soprattutto se si parla del singolo viaggio, il rischio d’impresa è elevatissimo. Si investe e se tutto va male non c’è rimedio. Più la durata si allunga, più il rischio scende perché c’è la possibilità di rimediare ad eventuali perdite. Questo porta ad avere un minore partecipazione da parte di investitori esterni. Un borghese non avrebbe mai investito in un viaggio unico col dubbio di perdere tutto.

Nascita delle società anonime

Nascono le società anonime. La prima è quella britannica (EIC) la seconda è quella olandese (VOC). Si va di pari passo ai cambiamenti politici, vedi la nascita dei grandi Stati Nazionali. Quando lo Stato Regionale di Genova prova ad inserirsi nel mercato transoceanico, monopolizzato dalle due imprese citate sopra, fallisce immediatamente.

  • Capitali divisi in quote che sono titoli al portatore. Se ho guadagnato a sufficienza o penso che stia diventando troppo rischioso, posso vendere il titolo.
  • Sono società a tempo indeterminato. Si bypassano i problemi menzionati prima.

Sono i primi esempi di società anonime, non gli unici. C’è separazione tra proprietà (suddivisa in migliaia di quote magari) e gestione. La EIC è stata formata da 218 mercanti e gestita da 24. Anche sotto il profilo istituzionale-normativo c’è stata un'evoluzione. La EIC aveva una struttura gestionale decentralizzata. L’organizzazione interna della EIC assomigliava alla moderna M-Form (multidivisionale). Gli emissari della compagnia, che operavano nei punti strategici, avevano grande autonomia. La sede centrale di Londra si limitava ad organizzare. La VOC non aveva questo tipo di struttura, ma sarà fortemente centralizzata su Amsterdam. È una compagnia privata, che gode di monopolio e conta 1800 investitori. La VOC aveva alle sue dipendenze oltre 11.000 uomini di cui oltre la metà erano soldati. Non aveva autonomia nelle piazze, ma aveva diritto di guerra e di pace.

Nelle grandi piazze europee nascono le prime Borse. La prima nasce ad Anversa nel 1531. Nei decenni successivi si diffondono in tutte le maggiori piazze europee (Londra 1571, Amsterdam 1611). Grande circolazione di capitali e di titoli di credito.

La nascita di società anonime non ebbe un percorso lineare. Questo percorso si è interrotto intorno al 1720. C’era stato un discreto proliferare delle società anonime, ma una bolla speculativa (di John Law), una crisi finanziaria che coinvolse tutta Europa, portò gli Stati a vietare la costituzione di società anonime, con pochissime eccezioni. Quando riprende? Mediamente dalla metà degli anni ’70 dell’800. La prima nazione saranno gli Stati Uniti.

Settore manifatturiero. Peso inferiore rispetto all’agricoltura. Alle spalle degli artigiani ci sono le corporazioni. L’obiettivo della corporazione è quello di dare norma di comportamento. Norme per essere ammessi ad esempio. Stranieri e schiavi non potevano entrare nelle corporazioni.

Impresa a domicilio: per sfuggire al sistema corporativo e per ridurre i costi di produzione, alcune fasi della produzione si spostano nelle campagne (filatura nel tessile). Attività svolte dalle famiglie contadine che alternavano il lavoro nei campi con l’impresa a domicilio. Riduzione del costo di produzione ed allargamento del mercato.

Manifattura centralizzata o proto-fabbrica: nella manifattura centralizzata ci sono macchinari, ma sono rudimentali e prevale il lavoro dell’uomo. Nella fabbrica prevale il lavoro della macchina. Invece della produzione sparpagliata nelle campagne, unico edificio. Riduzione dei costi ed allargamento del mercato.

Lo sviluppo delle istituzioni finanziarie influenza lo sviluppo delle imprese e viceversa. Con la progressiva affermazione degli Stati nazionali, i prestiti diventano essenziali per le politiche di finanziamento agli Stati. Siamo in un’epoca in cui cresce il ruolo dello Stato, il quale avrà compiti di difesa, indirizzo di politica economica, creazione di infrastrutture. Grande aumento della spesa pubblica. Gli Stati si finanziano attraverso il gettito fiscale, attraverso l’emissione di titoli di debito pubblico e contraendo prestiti da grandi banchieri ai quali ci si rivolge in maniera sistematica. Soggetti privati che detengono capitale.

Soggetti che lucrano prestando denaro ai sovrani. In molti casi, i banchieri svolgono anche attività mercantile, affiancano all’attività finanziaria quella mercantile. Svolgendo attività mercantile, essi intraprendono affari in tutte le piazze europee nelle quali reperiscono capitali da prestare ai sovrani. In questo, un ruolo preponderante lo hanno i mercanti genovesi, ma anche fiorentini, ma anche esteri (tedeschi ad esempio). Questo modello dura fino a fine ‘600, arrivando al ‘700 si hanno i presupposti per la rivoluzione industriale ed i banchieri-mercanti entrano in crisi. Il sistema di finanziamento si evolve verso un giro di affari molto più ampio. Ulteriore step lo si riscontra da metà ‘800 in poi con la nascita di istituti bancari d’investimento che si rivolgono prevalentemente alle imprese.

Definizione del concetto di imprenditore

Concetto strettamente collegato al concetto di impresa. Essa è considerata il nucleo originario e principale della nascita e dell’evoluzione del sistema capitalistico.

Anteprima
Vedrai una selezione di 8 pagine su 31
Appunti di Storia d'impresa (Business History) Pag. 1 Appunti di Storia d'impresa (Business History) Pag. 2
Anteprima di 8 pagg. su 31.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Storia d'impresa (Business History) Pag. 6
Anteprima di 8 pagg. su 31.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Storia d'impresa (Business History) Pag. 11
Anteprima di 8 pagg. su 31.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Storia d'impresa (Business History) Pag. 16
Anteprima di 8 pagg. su 31.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Storia d'impresa (Business History) Pag. 21
Anteprima di 8 pagg. su 31.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Storia d'impresa (Business History) Pag. 26
Anteprima di 8 pagg. su 31.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Storia d'impresa (Business History) Pag. 31
1 su 31
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze economiche e statistiche SECS-P/12 Storia economica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher miki20899 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia d'impresa e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Genova o del prof Piccinno Luisa.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community