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Storia delle comunicazioni di massa

Definizione di "comunicazioni di massa"

Ogni processo di produzione, trasmissione e diffusione di testi, notizie, immagini, suoni, atti a raggiungere in modo simultaneo o comunque entro un brevissimo tempo un gran numero di persone separate e disperse su vasto spazio e, per lo più, non in rapporto tra loro.

  • I mezzi sono detti mass media (cinema, stampa, manifesti, radio, televisione).
  • Il contenuto diffuso è designato in blocco come cultura di massa.

Caratteristiche del sistema mediatico novecentesco

  • Distribuzione e ricezione su ampia scala.
  • Flusso unidirezionale: caratteristica rivoluzionata dai nuovi media di oggi, gli utenti non sono più solo fruitori passivi ma sono anche produttori di contenuti.
  • Relazione asimmetrica: il potere della comunicazione è sbilanciato nettamente verso il polo della produzione.
  • Processo interpersonale: fra la produzione e i fruitori non c’è una relazione personale.
  • Contenuti standardizzati: i contenuti rispondono ad alcuni criteri che variano a seconda del periodo storico; nella maggior parte dei casi si tende a cercare di vendere il prodotto.
  • Abbondanza informativa: nella storia si assiste a una crescita dell’abbondanza dell’offerta di materiali informativi e di intrattenimento.
  • Interdipendenza fra i vari media: i nuovi media non sostituiscono quelli già presenti, ma interagiscono e creano sinergia.

I mass media hanno rappresentato un elemento centrale della società di massa.

La società di massa

Tra il 1870 e il 1914 si assiste all’ingresso delle masse come protagoniste della scena sociale. Non esiste un’unica definizione di massa, in quanto concetto ambiguo, tuttavia si può dire che si tratta di un agglomerato di un ampio numero (indeterminato) di individui che non necessariamente condivide uno stesso spazio fisico. La massa in parte condivide un immaginario culturale, ma presenta, al suo interno, un’enorme varietà di visioni del mondo, emozioni, preferenze: non è omogenea né uniforme.

Avvento della società di massa: si assiste al graduale passaggio dalla società aristocratica a una nuova società, caratterizzata dalla fruizione, da parte di categorie sociali sempre più ampie, di beni che in precedenza erano esclusivi di determinate élite sociali. Aumenta anche il protagonismo nella vita pubblica di classi socialmente ed economicamente subalterne (sindacati, organizzazioni).

Le reazioni nell’opinione pubblica

Si riscontrano reazioni ambivalenti:

  • Fiducia nel progresso, nella democratizzazione, nella diffusione del benessere.
  • Paura da parte delle vecchie élite sociali e intellettuali per la perdita dei vecchi equilibri sociali, per la rabbia e l’irrazionalità delle masse.

Prevalenza dei giudizi negativi (Gustave LeBon): crescente omologazione degli individui, perdita di autonomia, passività e dipendenza nei confronti delle istituzioni, atomizzazione, conformismo, facilità di manipolazione e eterodirezione, suggestionabilità emotiva.

Testo di José Ortega Y Gasset (1930): l’evento più importante della vita pubblica europea è l’avvento delle masse al pieno potere sociale, il che mette l’Europa in una situazione di crisi perché le masse non devono né possono governare. Si tratta della ribellione delle masse. Il modo più efficace per avvicinarsi a questo fenomeno è quello di riferirsi all’esperienza visiva dell’agglomerazione, del “pieno”: ogni luogo è pieno di gente. Trovar posto inizia a essere percepito come un problema.

La società di massa

L’odierna dimensione di massa è il risultato di lunghi processi di trasformazione che presentano tra loro una forte interdipendenza:

  • Crescita demografica
  • Urbanizzazione
  • Industrializzazione
  • Segmentazione sociale
  • Consumi e tempo libero
  • Ascesa dello stato-nazione
  • Democratizzazione della politica

Crescita demografica

La crescita della popolazione diventa sempre più sostenuta dal XVII secolo. Nel 1800 si raggiunge la soglia del miliardo, nel 1930 si raggiungono i due miliardi. Il processo ha continuato con una velocità ancora maggiore. La crescita demografica non è uniforme nel mondo, riguarda principalmente due continenti: Nord America ed Europa. Sono questi i due continenti che più beneficiano dei fattori che hanno permesso la crescita:

  • Miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie
  • Cure mediche più efficaci (es: aspirina da fine ‘800)
  • Maggiore produzione agricola grazie a nuove macchine

Riduzione della mortalità infantile e allungamento dell’età media.

Urbanizzazione

Fenomeno di crescita della dimensione urbana, che comporta:

  • Aumento della popolazione delle città
  • Aumento della superficie urbana
  • Aumento dell’importanza economica, politica e sociale delle città

Il numero delle città cresce, alcune di esse si trasformano in metropoli. Verso il 1910 sono molte le città europee che hanno ampliamente superato il milione di abitanti. Si assiste allo spostamento dalle campagne e dai piccoli borghi verso le grandi città (flussi migratori locali, transnazionali, transcontinentali) alla ricerca di lavoro e condizioni di vita migliori. Avvengono grandi migrazioni transoceaniche dall’Europa all’America (specialmente da Italia, Irlanda e Russia) e dall’estremo oriente alla west coast americana, causando una ridistribuzione della popolazione mondiale sul pianeta.

Le città attirano molto:

  • Maggior richiesta di manodopera
  • Concentrazione di attività diverse
  • Più opportunità di vita
  • Possibilità di accedere a nuovi servizi: illuminazione pubblica (l’energia elettrica inizia ad accendere le città, le strade e i luoghi pubblici), acqua corrente, smaltimento dei rifiuti, gas
  • Luogo di incontri, scambi, contatti, contaminazioni
  • Trasformazione dell’immaginario (concetto di modernità strettamente connesso alla città)

Tuttavia, il cambiamento della percezione dello spazio urbano presenta anche delle controindicazioni:

  • Crescita caotica e disordinata, di difficile gestione sul piano pubblico e amministrativo
  • Abbattimento delle mura in molti borghi europei (e italiani soprattutto)
  • Ai margini molte persone in condizioni di grande disagio economico e abitativo
  • Cresce l’inquinamento industriale

Industrializzazione

→ 1a rivoluzione industriale tardo ‘700 in Inghilterra

→ 2a rivoluzione industriale fine ‘800, anche in nuove aree: Germania, Belgio, Italia, USA, Giappone

I settori trainanti, ovvero quelli che costituiscono il vero motore del processo di industrializzazione, sono quelli dell’acciaio, chimico, dell’elettricità. Si ha un cambiamento del modello di produzione industriale: le fabbriche si trasformano in grandi stabilimenti meccanizzati, posti molto più vicini alle città. Ad esempio, alla fine dell’‘800, Londra diventa una gigantesca metropoli industriale. Si hanno inoltre grandi quantità di persone (masse) nello stesso luogo.

Mentre gli opifici di fine ‘700 necessitavano operai che avessero delle competenze specifiche, le fabbriche di fine ‘800 hanno bisogno di semplice manovalanza (ripetere lo stesso movimento in continuazione) e quindi assumono operai poco qualificati. Nascono il taylorismo (paradigma intorno al quale si organizza l’economia industriale) e il modello fordista della catena di montaggio.

Effetti sul piano economico:

  • Maggior distribuzione dei salari
  • Diminuzione dei prezzi
  • Possibilità di potersi permettere più beni
  • Conflitti e forme di organizzazione sindacale

Segmentazione sociale

In Europa, si riscontra una diversificazione sociale rispetto al passato. In particolare, si passa dai ceti dell’ancien régime, che prevedeva una tripartizione molto rigida (nobiltà, borghesia, plebe), a una pluralità di segmenti sociali più fluidi e permeabili.

Principali cambiamenti:

  • Ascesa di nuove élite borghesi legittimate dal successo nel mondo degli affari; non sono più i titoli nobiliari che compongono l’élite, ma il successo economico (perdita di status della nobiltà dinastica)
  • Differenziazione della borghesia in gruppi distinti per ricchezza, origine, lavoro, cultura (molte figure sociali diverse fra loro)
  • Formazione di un’ulteriore categoria, il ceto medio della società, che comprende lo strato intermedio della borghesia (comunque molto eterogeneo)
  • Strato subalterno, proletariato (insieme anch’esso eterogeneo formato da contadini, braccianti, artigiani, operai specializzati, manovali, lavoratori precari, disoccupati, figure ai margini della società)

La società di massa non è omogenea, è molto più complessa ed eterogenea della tripartizione dell’ancien régime. In altre zone del mondo, a questa segmentazione sociale si aggiungono ulteriori divisioni:

  • Su basi etniche (USA)
  • Gerarchie coloniali imposte dalle potenze europee

Consumi e tempo libero

Grazie alla crescita dei redditi e dei consumi, si assiste alla “genesi del tempo libero”, distinto dal tempo di lavoro. Gli orari di lavoro vengono ridefiniti: non più dall’alba al tramonto, ma massimo 8/10 ore al giorno, grazie anche alle battaglie dei sindacati che hanno permesso una regolamentazione degli orari. Gli operai hanno quindi una maggiore disponibilità di tempo libero per consumare.

Si passa da forme di autoconsumo a forme di consumo imposte dal mercato di beni (prodotti, servizi, spettacoli, forme di intrattenimento, nuovi eventi come gli sport di massa). Vengono introdotti sul mercato prodotti standardizzati, venduti ovunque a prezzi accessibili a molti. Nasce inoltre “l’industria culturale”.

Nuove pratiche di commercializzazione:

  • Negozi a prezzo fisso e vendita a rate
  • Pubblicità
  • Grandi magazzini, luogo iconico della società dei consumi

Testo di Zola (1883), Al paradiso delle signore: descrizione della novità dei grandi magazzini.

Ascesa dello stato-nazione

Lo stato-nazione si struttura intorno all’esistenza di un’identità nazionale, costruita nel corso dell’’800. Viene messo in crisi il modello dello stato liberale (che doveva intervenire solo come “arbitro”), sostituito da uno stato che interviene in varie sfere della vita pubblica:

  • Controllo del territorio (maggior organizzazione dei confini, istituzione dei passaporti, dogane, forze locali di polizia…)
  • Sostegno delle imprese private e creazione delle banche centrali
  • Servizio militare obbligatorio (eserciti di leva in tutti i maggiori paesi europei, ad eccezione della Gran Bretagna)
  • Protezione degli individui dai rischi sociali (previdenza, assistenza, sanità pubblica, servizi pubblici urbani)
  • Scolarizzazione (obbligo scolastico, gratuità dell’istruzione, statalizzazione della scuola, programmi nazionali che portano alla riduzione dell’analfabetismo e accesso maggiore al principale mass media, la stampa)

Democratizzazione della politica

  • Maggiore partecipazione alla vita politica da parte delle masse: le “democrazie” di fine ‘800 sono in realtà molto elitarie, ma iniziano a coinvolgere gradualmente parti della popolazione.
  • Principale provvedimento: estensione del diritto di voto (ancora con l’esclusione delle donne).
  • Nascita delle organizzazioni di massa: partiti politici e sindacati con funzioni di organizzazione, difesa di interessi socio-economici e conquista di diritti.

La modernizzazione della stampa

Le origini della stampa

Metà ‘400: con l’invenzione del torchio e dei caratteri mobili (Gutenberg) inizia una delle rivoluzioni più decisive nel sistema della comunicazione umana.

  • ‘500-‘600: iniziano a circolare i primi prototipi di giornali, i fogli di informazione (es: “gazzette” a Venezia) con notizie e commenti sugli eventi pubblici, ma ancora senza pubblicità.
  • 1660: viene pubblicato il primo quotidiano in Europa, “Leipziger Zeitung”.
  • ‘700: diffusione di giornali provinciali, che tuttavia vengono letti solo dagli strati più colti, ricchi e benestanti della società.
  • ‘800: innovazioni tecnologiche, crescente richiesta di notizie e nuovi modelli di giornale modernizzano la stampa.

Innovazioni tecnologiche

Alla fine del ‘700, la macchina di Gutenberg non aveva ancora conosciuto sostanziali cambiamenti. Dagli anni 10 dell’’800 si inizia a utilizzare la macchina tipografica a vapore: si stampano più fogli in meno tempo e non è richiesta la forza lavoro dell’uomo. Successivamente vengono adottati nuovi tipi di inchiostro e di carta e, dagli anni 40 dell’’800, viene inventata la macchina rotativa, che permette di stampare circa 1000 fogli all’ora. Negli anni 80 dell’’800 si inizia a utilizzare la linotype per la composizione a macchina delle pagine di giornale (resta lo strumento base della stampa fino a metà del XX secolo).

Invenzione e diffusione del telegrafo

L’invenzione del telegrafo, attribuita a Samuel Morse, si basa sull’idea di trasmettere messaggi tramite impulsi elettrici che viaggiano attraverso sottili cavi di rame: per la prima volta, il messaggio si separa dal messaggero e viaggia da solo. A partire dagli anni 40 dell’’800, si costruiscono capillari reti telegrafiche costruite lungo le linee ferroviarie, ma resta comunque un grande ostacolo che impedisce di rendere tutto il mondo connesso, l’oceano. La soluzione viene trovata posando dei cavi sottomarini. Alla fine del XIX secolo, tutti i continenti del mondo sono collegati. In ambito giornalistico, lo sviluppo della telegrafia (e in seguito della telefonia) rese più rapido e facile l’invio di informazioni e notizie.

Nascita delle agenzie di stampa

Dagli anni 30 e 40 dell’’800, nascono le agenzie di stampa, incaricate di raccogliere le informazioni e distribuire dispacci tramite la rete telegrafica alle testate giornalistiche abbonate. Hanno la funzione di fare da “primo filtro” delle notizie; rappresentano il raccordo e la mediazione fra notizie e comunicazione giornalistica.

Principali esempi:

  • Havas (Parigi)
  • Associated Press (NY)
  • Reuters (Londra)
  • Wolffs Telegraphisches Bureau (Berlino)
  • Stefani (Torino)

Il boom dei giornali nel tardo ‘800

Incremento della domanda di notizie:

  • Emersione di nuovi ceti urbani con maggior reddito e maggior disponibilità di tempo
  • Scolarizzazione e riduzione dell’analfabetismo
  • Urbanizzazione e maggiore richiesta di informazioni sulla vita e gli eventi della città (come anche eventi sportivi e spettacoli)
  • Democratizzazione della vita pubblica e graduale allargamento del diritto di voto (interesse a conoscere informazioni sulla politica)

Condizioni favorevoli che hanno permesso il boom:

  • Miglioramenti dei trasporti e del sistema postale (accurata distribuzione delle copie)
  • Maggiori possibilità di lettura grazie all’invenzione della lampada a kerosene e poi alla diffusione dell’elettricità
  • In Inghilterra (dal 1850) e USA (dalla Rivoluzione) vengono ridotte o eliminate le tasse sui giornali, con conseguente diminuzione del prezzo

Aumento del numero dei giornali e dei lettori

A questo periodo risalgono alcuni dei più importanti giornali ancora oggi pubblicati in Italia: La Nazione, Corriere della Sera, La Stampa, La Gazzetta dello Sport. La stampa, da essere un mezzo di comunicazione elitario, diventa il primo mass media della storia.

I giornali tradizionali (es: Times)

  • Broadsheet = quotidiani di grande formato che riportano le notizie ripartite in 4 colonne, senza foto né immagini, senza titoli appariscenti.
  • Si basano sull’autorevolezza: servizio informativo completo e informazioni verificate.
  • Priorità a temi politici ed economici.
  • Progressivo adattamento alle novità sia formali, sia dal punto di vista del contenuto (pur mantenendo l’autorevolezza).

La stampa popolare: Penny Press (es: The Sun)

  • Stampa rivolta a chiunque sappia leggere.
  • Diffusa negli USA dagli anni 30 dell’’800.
  • Diffusione popolare a basso prezzo (1 penny).
  • Non più abbonamenti annuali ma vendita in strada con strilloni (diverso sistema di commercializzazione).
  • Differenze notevoli rispetto ai giornali tradizionali:
    • Mutate priorità nella scelta delle notizie (meno importanza alla politica, più peso a eventi e personaggi fisicamente più vicini ai lettori per attirare l’attenzione dell’uomo comune)
    • Nasce la cronaca
    • La politica è ridimensionata con toni populisti
    • Si cerca la stranezza e la singolarità, la carica emotiva e il richiamo al vissuto individuale dei lettori
    • Si afferma lo slogan: “bad news is good news”

La stampa popolare: Yellow Journalism (es: The World, The Examiner)

  • Diffusa negli USA dagli ultimi anni dell’’800.
  • Giornalismo scandalistico e populista.
  • Fonti meno affidabili.
  • Spazio a nuove passioni di massa: sport e astrologia.
  • Nuova veste grafica: titoli in corpo grande, largo uso di colori, immagini, vignette e strisce.
  • Il primo fumetto pubblicato sul Sunday World è “Yellow Kid”.

L’organizzazione economica della stampa

All’inizio erano necessari pochi individui per la produzione di un giornale. Con l’entrata in scena delle agenzie di stampa, giornalisti più professionali e tipografi più qualificati, l’organizzazione diventa più complessa. Si assiste alla nascita di grandi gruppi editoriali, che porta con sé un nuovo modello di imprenditore: il “magnate della stampa”. Il giornale diventa un vero e proprio prodotto destinato al mercato e gestito da un’azienda. Non si ha più a che fare con piccole aziende di famig

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Scienze politiche e sociali SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Alidst di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia delle comunicazioni di massa e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Gagliardi Alessio.
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