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Appunti di Storia del restauro

appunti dettagliati sull' esame di storia del restauro tenuta dalla prof, Michela Grisoni basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof.ssa Grisoni dell’università Politecnico di Milano - Polimi. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Laboratorio di restauro docente Prof. M. Grisoni

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di vista igienico delle vecchie città. concepisce la città come un tutto. quando analizza la città

storica ne analizza i caratteri e comprende che anch'essa è costituita da elementi che si sono

stratificati nel tempo e sono l'esito di uno sviluppo continuativo in cui cio che deve essere tolto è l

elemento superfetacente.

termine superfetazione deriva dal latino superfetare ("concepire di nuovo"), composto

Il

dall'avverbio super (qui con il valore di "oltre, in più") e dal verbo fetare ("fecondare"), per cui il suo

reale significato è quello di una "fecondazione in più" o "fecondazione ulteriore". Così infatti la

parola era intesa sia dagli autori classici [1] sia da quelli medievali [2] . Accanto a tale significato

letterale, oggi è anche diffuso (seppur riprovato dai puristi) l'uso figurato del termine con valore di

"aggiunta superflua".)

Quindi prima di intervenire bisogna anche in questo caso fare un analisi della città, come nel

singolo edificio.

La città vecchia ha una sua natura, una sua "fibra", e se è vecchia non puo rispondere alle

esigenze del moderno.

un esempio è bergamo in cui cè vecchio e nuovo che coesistono. Fa apprezzammenti su come si

è intervenuti su città alta Giovannoni. Accoglie alcune teorizzazioni presenti nel contesto europeo

e le ritiene efficaci in Italia dove sono moltissime le città e i borghi storici. a fronte di un Giovannon i

ingegnere sanitario, particolarmente incline ad apportare modifiche, si ha un Giovannoni storico

dell'architettura, da qui deriva la sua sensibilità nel riconoscere la vera architettura storica.

Ce uno studio del costruito che riguarda tutta la città, non solo i monumenti ma il tutto, anche con

gli edifici minori, che danno a Giovannoni tutta una serie di ulteriori spunti.

Economia e funzionalità devono stare fuori dalla città vecchia.

si porta la dimensione storica del costruito su scala urbana.

17/04 Lez. Grisoni

Gustavo Giovannoni:

Carta di Atene 1931: documento che ha una sua rilevanza nell ambito del restauro e viene

condiviso da una serie di paesi che partecipavano alla conferenza.

Pochi anni prima si erano compiuti molti restauri, tra cui la risistemazione del partenone con una

certa attenzione all autenticità dei materiali, è una semplice ricomposizione di frammenti e si crede

di potere ricomporre il partenone utilizzando una serie di riferimenti culturali e conoscendo al storia

del monumento e delle sua caratteristiche costruttive.

La carta di Atene sovrascrive quella che era l’idea Giovannoniana di restauro.

la carta di atene fu una sorta di messa a punto, una riflessione. Se l analisi la facciamo in rapporto

al pensiero di giovannoni sul restauro potremmo considerarlo un punto di arrivo; un affermazione

tarda dei principi che erano gia stati discussi e presentati gia anni prima e facenti parti della

matrice culturale di Giovannoni.

Ce l affermazione che l edificio è un organismo e che questo si modifica nel tempo e che nella

conservazione di questa modificazione nel tempo debba intervenire il restauro.

Esistono monumenti la cui definizione nn appartiene piu alla nostra civiltà (es. tempio) ed esistono

invece monumenti che sono testimonianza storica e artistica ma sono anche architetture perchè

posseggono una funzionalità, una testimonianza d’uso.

Bisogna nel restauro garantire benessere a chi vive quell’edificio, migliorarne le performance sotto

il punto della qualità abitativa e questo carattere è molto presente nel lavoro di Giovannoni.

La società si eleva anche in funzione della qualità della vita degli abitanti.

La conferenza di atene è sul restauro dei monumenti ma è indirizzata più ad archeologi e architetti.

Tutta l Europa continentale è chiamata a descrivere queste problematiche.

Nella conferenza del 31 la storiografia ha voluto raccogliere il pensiero di Giovannoni in ambito

internazionale.

Cè un rapporto tra giovannoni e la cultura fascista, in particolare si avvicina ad alcune figure come

Piacentini. Ci troviamo nel periodo tra le due guerre.

Siamo in un contesto internazionale in cui se vengono a riflettersi gli elementi discussi da

giovannoni nei primi anni del secolo (nello stesso monumento accettare diversi stili e e poche,

riutilizzare gli edifici che hanno ancora la loro funzione, ripristinare gli edifici morti ma significativi,

importanza nel riconoscere le aggiunte) e si dilatano nell’ambito dell’archeologia. C’è una

condivisione con il mondo degli archeologi.

Si riconosce una certa attenzione anche a ciò che sta attorno ai monumenti, bisogna stare attenti

al contesto nel quale il monumento si colloca e spesso diventano un tutt’uno un monumento.

Non si parla solo di monumenti ma anche di architetture minori. Si ha con la carta di atene un

estensione dal monumento all’intorno e questo è un apporto fornito sempre da Giovannoni.

La questione riguardava propriamente la città, l organismo urbano. Quindi la carta di Atene per

quanto aperta agli architetti ma rivolta per lo piu ad archeologi, in realtà è un momento significativo

della affermazione dei principi del restauro e riguarda i monumenti in generale (anche vivi), l uso di

essi, e qualcosa che va oltre il monumento e il suo uso ma anche quello che gli sta attorno.

si torna da Atene e si redige la carta italiana del 1932, che da i principi guida per l operatività degli

enti di tutela del patrimonio.

Arrivati da Atene figure come Giovannoni ma non solo.

Nel dibattito circola la voce che l archeologia e l architettura del restauro italiana ad Atene ha avuto

una convalida su sede internazionale del modo di operare italiano.

Sono gli ani 30 e sono anni di definitiva affermazione nel suo campo di Giovannoni, insegna a

roma nella facoltà di architettura.

Personalità riconosciuta su fama internazionale nel capo del restauro dei monumenti. Gia a metà

degli anni 10 del 900 Giovannoni si era speso per dare avvio a corsi relativi ai caratteri stilistici dei

monumenti storici, è un docente che ha contribuito ad affermare la disciplina.

La figura di Giovannoni è interessante anche per la cultura architettonica milanese.

Si creano delle vere e proprie associazioni fra i cultori di architettura, con sede a Roma, che ci

consentono di sapere che l associazione aveva una serie di delegazioni su tutto il territorio

nazionale. Era un associazione di tutela del patrimonio nazionale, dei monumenti, a seguito delle

spinte di rinnovamento urbano in senso moderno. Nel ’36-37 esce “vecchie città ed edilizia nuova”

ed emerge il tema del contrasto tra vecchio e nuovo.

In questo saggio Giovannoni fa una riflessione non sul singolo monumento ma sul piano urbano.

Stiamo parlando quindi ora di urbanistica, di analisi dell’evoluzione urbana; un analisi nei diversi

contesti geografici e dell’organismo urbano perche per Giovannoni c’è quest’ idea che la città è un

organismo, un ente che si modifica e si trasforma nel tempo. È un analisi che mira a comprendere

qual è lo schema primitivo che ha generato la città. All’ interno di un singolo tipo c’è un evoluzione

(all interno della stessa epoca).

C’è l’identificazione della città per tipi. Individuo nella città il suo schema primitivo,

automaticamente riconosco ciò che è andato ad aggiungersi e comprendo quelle che gli han dato

un valore aggiuntivo ed identificherò invece quelli che gli hanno dato un valore degradante e che

dequalifica l architettura e quando è così lo rimuovo.

Contrariamente a quelle che sono le città rinascimentali che sono l esaltazione umanistica del

committente (es. Ferrara), molti borghi italiani sono tipiche testimonianze di città medievali.

C’è un analisi della morfologia urbana di piccoli borghi medievali e che deve essere fatta propria di

chi opera nella città.

Nell’analisi della città medievale si configurano elementi quali la casa, la piazza, le strade e si

opera anche nelle relazioni tra questi elementi; si lavora sulla strada cioè sugli affacci degli edifici

alla strada. Sono luoghi dell’abitare e del vivere ma sono anche forme.

C’è una visione organica e una visione per frammenti della città.

Quartiere rinascimento: Zona che si sviluppa verso un ansa del tevere e guarda verso il vaticano,

è una serie di rioni che nell’epoca di papa Sisto IV si vanno a realizzare con committenze pontificie

una serie di case che poi rappresentano la corte pontificia. Lì Giovannoni sa di poter trovare una

parte di città che ha i suoi caratteri omogenei. Si rappresenta la città per angoli e scorci prospettici.

È una visione pittorica della città apparentemente ma è anche un rilievo molto accurato degli

edifici. È un rilievo dell edificio per fronti e vanno a caratterizzarsi sul fronte tutti i vari elementi

aggiunti nel tempo.

Cè il progetto di valorizzazione e recupero di quegli elementi che sembrano celare quello che ne

era il carattere primitivo dell’edificio.

Nel restauro della città Giovannoni dice che bisogna in particolar modo dare aria e luce ai nuovi

edifici restaurati.

Altro caso è il restauro di bari vecchia. L’intervento riguarda la città vecchia e l’innesto del nuovo.

Si creano il presupposto per un contrasto stridente dato dai modernisti piu spinti ( come Le

Corbusier)

Pochi anni dopo nel ’33 si ha il CIAM con la carta di Atene che invece parla dell’idea di città e

capire come vengono concepiti i monumenti a partire dalla città moderna. (tentare un confronto tra

queste due carte, quella del ’31 e quella del ’33 e che ruolo hanno i monumenti in quella del ‘33).

24/04

Evolversi del quadro normativo in materia di tutela in Italia. si ha la formulazione di un quadro

normativo allo scadere del terzo decennio del '900.

Le leggi del '39 è contemporanea allo svolgersi della vicenda culturale di Giovannoni.

Bottai pone la firma a quelle leggi chiamate infatti legge Bottai. Bottai era di dichiarata fede fascista

e queste leggi hanno come background la definitiva formulazione di un quadro di tutela dei

monumenti così concepita da un regime totalitario.

Dietro all'intento di giuseppe Bottai cè anche la volontà pragmatica di dare una serie di riferimenti

legati all'attività tutelativa ai monumenti. si svolge verso direzioni prioritarie cioè definizione

dell'oggetto che va tutelato. conseguentemente la definizione di un catalogo dei monumenti

assume un carattere preliminare alla definizione di una legge.

Cè la volontà dello stato di interagire con i loro beni.

Nella struttura di uno stato liberale la definizione di un quadro normativo che irrigidisca il libero

commercio dei beni puo trovare una difficoltà e questo puo portare a un surreale ritardo con il

quale l italia arriva a redigere un quadro normativo in maniera di tutela del patrimonio costruito.

Il progetto di Bottai è di dichiarata fede fascista e talmente coerente con esso che nell'epilogo dell

epoca fascista riconosce obiettivamente quello che è stata l esperienza fascista e si arruola nella

legione straniera dalla quale poi torna e si ferma ad Ancona dove scrive tutti i suoi scritti. Lo stato

si occupa della tutela e induce il privato a tutelare il monumento nel caso questo sia di un privato.

Bottai fu la persona più colta del fascismo. fu un profondo fascista che diede alla cultura degli

orizzonti nuovi. tutte le sue promulgazioni hanno caratterizzato l orizzonte divulgativo che ha

caratterizzato non solo la tutela del costruito ma anche il restauro.

Le leggi divulgate nel '39 sono una legata ai beni storici artistici e una legata alle bellezze naturali.

Vannno considerate insieme anche se la loro messa in pratica corre su binari disgiunti. C'è nella

volonta del legislatore il desiderio di acquisire la tutela dell'intorno dei monumenti.

La vera sfida della tutela del paesaggio come dei monumenti è di gestire la trasformazione

salvaguardando la preesistenza ( per il costruito ci erano gia arrivati ma per il paesaggio non

ancora).

Bottai era un uomo di ampie vedute.

la legge 1497 appariva piu articolata e con piu prospettive di conpenetrazione tra la progettazione

alla scala paesaggistica e quella del costruito. poi questa legge si incaglia con la legge urbanistica

pero. la legge è testimonianza di una volontà imperante che vuole includere l attivita di tutela nello

stato di regime e che quindi controlla i monumenti storico-artistici sui quali si instaura la tradizione.

Si ha una trasfigurazione in cui diventa prioritario il lavoro svolto dallo storico piu che il monumento

in sè.

Antonio sant'Elia : manifesto dell'architettura futurista, diventa la risposta a questo desiderio forte

di novità e da ricrearsi e reinventarsi completamente e superare tutto ciò che lo ha preceduto.

Quello che lo ha preceduto è l'architettura del passato.

Antonio sant'Elia: esponente della architettura futurista, muore durante il primo conflitto bellico.

Lui vede un architettura basata su una rottura netta con la cultura storicista ed eclettica che ha

tanto caratterizzato il '900. cè un rifiuto completo di quella cultura che ha come orizzonti quelli del

passato e vengono negati alcuni stili egizi, neo bizantino,... ma cè il rifiuto di quella che è stata la

sua vicenda che aveva il suo ragione d'essere x quel periodo o società.

Antonio sant'Elia dice che l architettura che rimanda agli stili del passato nega l utilizzo dei

materiali moderni come cemento e ferro le cui potenzialità non sono state ancora esplorate.

La trattatistica 500esca non va piu bene per l'uomo moderno. riferirsi al passato è impossibile

perchè la società è completamente diversa a quella di secoli fa.

Non si tratta di trovare nuove sagome, nuovi dettagli, ma di creare completamente ex-novo la casa

futurista, con il disegno anche planimetrico che è completamente diverso, perchè la casa va

ricostruita con l utilizzo della scienza e della tecnica.

Si ha bisogno di case che rispondano al nostro spirito e che calpestino i concetti di tradizione, di

stile, di estetica. si ha un nuovo ideale di bellezza che è ancora oscuro ed embrionale ma di cui gia

si sente il fascino.

Si ha bisogno di un architettura effimera.

Il problema diventano la casa e la città. La città futuristica è un immenso cantiere dinamico e

sempre in movimento così come la casa è una macchina.

La città è il luogo del dinamismo, di continua trasformazione. gli elementi di queto luogo continuo

dell'abitare sono la casa, la città ma anche la strada. la strada è questo abisso tumultuante sul

quale prospetta la casa.

L elemento funzionale non diventa piu oggetto da nascondere ma diventa oggetto qualificante

della nuova architettura, che rispondendo alla funzione ritrova anche l'estetica, è un estetica in cui l

ascensore diventa elemento funzionale caratterizzante e nel quale si puo risolvere la funzione

estetica.

Cè il rifiuto del monumentale, niente piu regole e simmetria, puo essere qualcos altro e sta

cercando di trovare una risoluzione estetica e sul piano volumetrico, cè una scomposizione delle

masse e una diversa sensazione percezionale.

Viene definito una quadro normativo di tutela del paesaggio ma come tutela degli alberi, si deve

sempre parlare del paesaggio legato alla macchina.

Il modo di percorrere il territorio muta. il futuro si era aperto a polverizzare le distanze attraverso il

volo. il nuovo modo di percepire il paesaggio ma anche di abitare stava cambiando.

Il volo diventa la rappresentazione di un nuovo modo di percepire il mondo ma anche di muoversi

piu velocemente e quindi bisogna capire quale sara l'architettura.

Bisogna capire cosa farne della vecchia architettura.

Bottai diede corpo a quelli che erano gli uffici preposti alla tutela, i quali sono il risultato di un

percorso molto lungo. Nel corso dell' 800 si viene inquadrati in una struttura di stato.

le sopraintendenze danno anche definitiva struttura agli organismi proposti alla tutela.

Si costituisce un corpo di funzionari della tutela. siamo negli anni '90 dell '800. quello che succede

negli anni 30 del 900 è la definitiva messa a punto di questo controllo, che tra le strutture ha come

suo corredo l'istituto centrale per il restauro e individua una serie di funzionari preposti alla tutela

dei monumenti pubblici e privati ma forma anche un luogo in cui si formano degli artisti cioè delle

persone che hanno la capacità di lavorare su opere di altri. Questo è un preambolo per dire che

per Boccioni diventano dei preamboli molto chiari nel suo discorso del 1946. Egli riflette sul come

debba compiersi la formazione dell'artista, rifiutando la formazione nell'atelier, non sono luoghi in

cui si vive in modo moderno che inibisce la creatività artistica (All interno si studiano epoche gia

percorse che non sono necessari per la nostra epoca, secondo Umberto Boccioni bisogna

percepire la realtà). Noi oggi riconosciamo un'ossessione per il libro.

Gropius è una personalità che percorre un esperienza professionale molto interessante e che ha

molte ricadute nell'attività accademica e quindi compone molti scritti. cè lo studio della storia per gli

architetti.

Si ammortizzano i costi di progettazione e si rende i prodotti di un artigianato alto diffusi a tutti e

non di carattere elitario.

Si riconfigura la casa, la si reinventa. Deve soddisfare l uomo nei suoi bisogni essenziali ed

esistenziali.

Le corbusier riguarda al costruito del passato. egli lo guarda sopratutto dal punto di vista

dell'urbanistica pero. ci sono grandi piani urbani che si realizzano al di fuori della grande città

storica.

è un articolo in cui si ricalca la consapevolezza che non è riferendosi al passato che si possono

recuperare elementi validi per il presente, l'uomo non è mai tornato sui suoi passi. I capolavori del

passato ci insegnano come ogni epoca abbia avuto le sue concezioni e la sua estetica. cè la

capacità dell'uomo di produrre i suoi sogni in quel momento e in quelle circostanze. Copiare il

passato significa votarsi alla menzogna.

Vitalità significa trasmettere quell'esito progettuale che dimostra che la cultura del passato è

riuscita a trasmettere i suoi bisogni, si puo replicare oggi ma solo come modello, solo epr quanto

riguarda il suo principio progettuale.

Con Le Corbusier sembra quasi ci sia una maglia urbana razionalista completamente nuova in cui

sembrano emergere dei punti insigni che rimangono come elementi permanenti (simbolo di un era

trascorsa).

Si potrà isolare la parte che ha un valore storico e il resto si può anche moltiplicare.

La cultura storica è strumento di elevazione dell'uomo. ( questi argomenti sono trattati nel ciam)

Nell articolo 67 del ciam si parla del conservare alcuni quartieri. si cerca di allargare la

conservazione non solo al munumento ma al quartiere storico.

La figura di Giovannoni assume un carattere paradigmatico perche percorre una strada basata su

una visione organica dell'architettura e sulla storicità dell'architettura ci dimostra la lunghissima

durata di quell architettura di impostazione filosofica, determinista. La storia sono una serie di fatti

concatenati che si succedono in modo consequenziale, Giovannoni è un uomo fortemente

conservatore. è autrice di testi di relativa novità per quanto riguarda l apporto teorico. è autore di

molti restauri.

Gino Chierici riconosce lo sforzo di Giovannoni di conciliare un architettura moderna senza

esasperazioni moderniste.

Bruno Zevi subito dopo la morte di Giovannoni dedica parte di una rivista di architettura. Accusa

l'incapacità di comprendere quella che fu l'esperienza del movimento moderno, cioè l incapacità di

affrontare i temi del restauro.

Tutte queste personalità ( e si puo includere Muzio e de finetti) sono interessanti per la codifica del

linguaggio moderno adatto alla città, il caso studio diventa Milano e in particolare il concorso del

piano regolatore di Milano.

08/05

Alessandro Minali (1888-1960):

Ha lavorato con Piero Portaluppi. è testimone di un corso di formazione presso il reggio istituto

tecnico di architettura (oggi politecnico di milano). La figura di Minali è una personalità esemplare

di una certa cultura e di un determinato ambito di formazione quale è la cultura politecnica

milanese. è allievo di portaluppi ma anche di Moretti e di Annoni.

Anche Liliana Grassi è allieva di Annoni.

Di qualche anno successiva all'avvio dell attività didattica di Annoni ed è molto diversa per quanto

riguarda l'attività di restauro.

Annoni ci lascia molti casi studio suoi o realizzati dai suoi allievi, con una riflessione teorica sulle

problematiche del restauro, il suo approccio al costruito è una sorta di mediazione di quei contenuti

rigorosamente sistematizzati dalle lezioni di Giovannoni.

Moretti, muzio,... si relazionano con Giovannoni ma anche con Annoni, con una impossibilità di

giovannoni di partecipare ai temi della post seconda guerra mondiale per cause bibliografiche

(muore).

Cè l impossibilità di capire da una certa impostazione culturale quelle che erano le sfide lanciate

dal movimento moderno.

Giuseppe de Finetti:

Cè una riflessione sulla tipologia dell'architettura. tema della casa plurifamiliare, il palazzo; ed è

una concezione che De Finetti affronta.

De Finetti è estraneo all ambiente accademico ma è operante.

Egli costruisce la casa della Meridana.

Progetta anche l'albergo touring insieme a Mario Scopinich (che succede nella progettazione dopo

De Finetti). Le scelte planivolumetriche del progettista mutano in rapporto ad un discorso sulla

città.

Minali, figura estranea a questo progetto ma che leghiamo a De Finetti perchè si frequentavano, ci

porta agli anni 60 ad un percorso che riflette le teorie dell'architettura e del restauro.

De Finetti è un brillante progettista reduce da un percorso formativo austriaco.

L hotel touring è per un viaggiatore cosmopolita, per un viaggiatore che si muove da solo per affari

che ha bisogno di una camera singola, connessa alle stazioni, con un ristorante, ecc...

Bertarelli (committente) si esprime in questi termini in pubbliche conferenze e con la pubblicistica

che acompagna il touring club italiano. si esprime dal punto di vista propagandistico. si esprime

con consapevolezza delle ricadute socioeconomiche sul progetto (farà circolare le persone) e dà

avvio ad una serie di progetti per avere un hotel in ognuna delle città principali. quello dell'hotel di

Milano rappresenta il progetto pilota.

questo tipo di hotel poi deve essere esportato nel resto del mondo (questo modello di

hotel, il progetto è serile, tipico e pone il progettista a interrogarsi se

si possa realmente realizzarsi un progetto di questo tipo senza

doversi relazionare con il contesto per forza).

De Finetti a un certo punto abbandona il progetto pero. da qui cè

stata un inversione di tendenza del progetto. (perchè

inizialmente questa operazione economica del progetto che

deve garantire a chi arriva a milano un hotel comodo e ben

collegato con i punti di interscambio). il problema della

localizzazione del progetto è stato risolto dal committente. il problema poi è quello di rendere

efficace la scelta economicamente anche dal punto di vista dell'uso del lotto. su un recinto

quadrangolare De Finetti progetta un volume che si definisce poi elevandosi in una soluzione a

doppia T che caratterizza i piani superiori (dal terzo al sesto) e che consente di disporre nei piani

che sono specificamente dedicati agli alloggi, il maggior quantitativo di camere. la cosa

interessante è lo sviluppo planimetrico che da al progetto, cioe man mano che ci si eleva in altezza

rastremare l architettura, cioe dargli leggerezza e verticalitàà e apre le prospettive sul grattacielo. il

progetto ci mostra che De Finetti comprende il problema del grattacielo e lo contestualizza sul

territorio milanese, ma è poi sulla soluzione concreta che il porgetto si sposta: la soluzione a

gradoni (cè una riflessione che appartiene ad un gruppo piu allargato). questo progetto viene

abbandonato e subentra Scopinich che alza la planimetria del piano tipo nie piani superiori (quelli

dedicati agli alloggi) e mantenndo la forma a doppia T e portando alla massima volumetria

possibile.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in architettura delle costruzioni
SSD:
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher barber-polimi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Laboratorio di restauro e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Milano - Polimi o del prof Grisoni Michela.

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