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Scienza politica

Comparare e politica

Comparare: confrontare fenomeni e processi valutandone somiglianze e differenze.

Politica: attività collettiva (da soli non si può fare però dentro di sé si ha una concezione politica), anche chi non amministra lo stato fa politica, ogni cittadino può compiere azioni politiche.

Concetto di politica

Cap.1 primo manuale: è un’attività collettiva attraverso la quale alcuni gruppi raggiungono e applicano delle decisioni vincolanti (non ci si può sottrarre) che incidono sulla collettività nel suo complesso; particolare attività umana mediante la quale si realizza l’allocazione di valori tramite provvedimenti autoritativi (David Easton, 19° secolo).

Il concetto della politica inizia ad affermarsi con l’età moderna. Non ci interessa ma ci riguarda (es. 11 Settembre). La politica richiama sempre la possibilità di conflitto, poiché i valori e le risorse sono scarsi.

Primo referendum abrogativo

Primo referendum abrogativo 1974 per la legge Fortuna Baslini che introduce il divorzio, parte del mondo cattolico ci andò contro ma la legge rimase in vigore.

Scienza politica

La scienza politica, di cui inventore di quella contemporanea è Machiavelli, è una scienza empirica e ha bisogno di società libere e aperte per funzionare (es. Raissa Gorbaciov e l’alcolismo). Machiavelli dice che non tutto ciò che è efficace in politica è anche etico.

Evoluzione della scienza politica

Le scienze empiriche possono evolversi anche nelle società chiuse. Negli anni ‘10 la scienza politica è italiana e poi rinasce alla fine degli anni ‘50 (Giovanni Sartori capisce che l’evoluzione naturale dello studio della politica va nel recupero della scienza politica, si reca in America e ne importa il sapere es. fa mettere i computer nelle università). Anni ‘30-‘40 la scienza politica è prevalentemente inglese americana.

Democrazia

La democrazia ha un’accezione positiva come sistema politico soltanto negli anni recenti; è una tipica parola evocativa (Elementi di teoria politica di Sartori: da un lato significa un sistema politico, dall’altro rimanda a un insieme di valori, le due cose sono sempre in tensione poiché le aspettative e la realtà hanno un contrasto molto forte). Quasi la metà dei paesi del mondo oggi sono democratici, meno di 40 a più di 100 nel giro di 2 decenni. Prima aveva un giudizio di valore negativo (fino al ‘700 quasi tutti gli autori dicevano che fosse un sistema pessimo).

Obiezioni alla democrazia

  • Di preferibilità: secondo Platone la democrazia è pericolosa, molti giudizi suoi sono ancora praticati oggi. La democrazia, basandosi sul consenso popolare, fa in modo che non si segua il governante più preparato ma quello più capace di raccontarla bene, più seduttivo o indulgente. Soluzione: re filosofo.

Democrazia nel '700

Nel '700 si parla di uguaglianza e quindi di democrazia in senso positivo. Rousseau dice che la democrazia sarebbe la forma perfetta di governo se gli uomini fossero degli angeli, ma è impossibile perché è contro l’ordine naturale che il grande numero governi e il piccolo numero sia governato (sì democrazia diretta, no democrazia rappresentativa anche se quella diretta non è mai esistita, e non tutto il popolo partecipa direttamente alla vita politica).

Thomas Payne e il nuovo regime politico

Thomas Payne, analista politico, militante e filosofo, scrive: in America, come società nuova e diversa, sta nascendo un nuovo regime politico in cui si sposano il principio democratico (radice greca) con il principio non democratico della rappresentanza (radice romana). Il popolo può scegliere i rappresentanti unendo i due principi, si possono costruire dei regimi nuovi che coincidono con i grandi stati nazionali (es. Germania, USA, India).

Democrazie rappresentative e liberali

Oggi esistono solo le democrazie rappresentative che sono anche liberali. Cosa sono le democrazie liberali? (esame) Si impegna a riconoscere la libertà del cittadino in varianti; è quella forma di governo in cui il principio democratico trova un limite nel principio del rispetto dei diritti delle persone. Mai in una democrazia liberale la maggioranza può mandare a monte la minoranza. Qualsiasi potere politico si arresta di fronte ai diritti individuali di ogni persona.

Procedure democratiche

P. 16 parla di procedure, la differenza tra democrazia e resto è data dall’esistenza di alcune procedure, metodo di governo fondato sulla competizione di elite che vogliono ottenere un consenso dopo l’altro.

La vera differenza tra un regime democratico e gli altri è la modalità di scelta del capo. I regimi democratici non prevedono una competizione aperta, prevedono formalmente la possibilità di sostituire la classe dirigente in modo incruento, si può confermare o sostituirli. Quindi la democrazia si impernia su queste regole (procedure).

Alfio Mastropaolo e le procedure democratiche

Alfio Mastropaolo, p. 16: “se il nome di un sano realismo democratico, la democrazia viene ridotta a procedura riserva il problema delle procedure, che sono tante. La democrazia è una partita che può giocarsi tante regole che producono effetti diversi sulla politica, cambiano i modi di funzionare della politica e di conseguenza i risultati”.

Le procedure democratiche non sono mai neutre, alcune facilitano la partecipazione e viceversa (es. la registrazione nelle liste elettorali in USA). I sistemi elettorali condizionano moltissimo la politica (es. il sistema inglese tende a proteggere i due partiti dominanti).

Delicatezza delle procedure

AMP p. 17: “le procedure non sono neutre, o incorporano valori o condizionano la scelta e i contenuti delle politiche, ecco perché non sono sottratte al conflitto politico; essendo così delicate classi dirigenti e popoli saggi intervengono su di esse il meno possibile”.

È raro che si intervenga a modificare una regola fondamentale. Le norme e le procedure sono oggetto di interpretazione e a volte di conflitto, tutto dipende dal contesto. L’analisi empirica della democrazia comporta il confronto tra il funzionamento delle procedure e il contesto in cui queste procedure sono utilizzate, non si può separarli.

Legittimità e democrazia

Aspetto della legittimità: accettare che le procedure democratiche siano regole condivise (valgono per tutti). La differenza tra democrazia liberale e gli altri regimi è che è riconosciuto il diritto di esistere all’opposizione, al dissenso. Si considera legittimata la democrazia quando tutti i suoi componenti principali accettano tutte le regole… (democracy is the only game in town).

Cultura politica

La cultura politica non è pienamente democratica (es. l’Italia nei primi anni della repubblica, il manifesto del libro). Es. il fatto che il partito comunista sia stato il secondo partito del paese (a differenza degli altri paesi in cui c’era il partito socialista) ha portato a conseguenze di lungo periodo, la DC è stata “costretta” a governare il paese per paura che il potere potesse andare in mano a un partito “antisistema: che non si sa se è leale” cioè il partito comunista, nel caso stravolgerebbe il sistema.

Stabilità delle democrazie

Esempio: qual è la democrazia più stabile al mondo? Il Regno Unito, consolidata per definizione. La continuità della vita parlamentare è ininterrotta dal 1688 ma non ha una Costituzione scritta, una base che si fonda tutta sulla cultura. La Costituzione è un insieme di leggi e prassi che non si distingue per forma ed efficacia da altre leggi (non è superiore alle altre leggi).

Democrazia e diritto

P. 18 D. affermò che in via di diritto il primo ministro inglese potrebbe sopprimere i partiti di opposizione e le elezioni ma è la sua coscienza ad impedirglielo, la democrazia si fonda sulle credenze radicate negli uomini. Se il premier esagerasse (es. sospendere le elezioni) è probabile che il popolo inglese insorga. Si condivide un’unica cultura politica, tutti i conflitti sono risolti lì dentro.

Diritto codificato (basato su costituzioni e codici scritti). La democrazia ha avuto più problemi nei paesi a diritto codificato, hanno visto transitare la morte della democrazia attraverso le istituzioni democratiche (es. fascismo e nazismo negli anni di ascesa).

Costituzioni e cultura politica

Negli anni ‘40, prendendo esempio dalla storia precedente, le classi dirigenti cercano di ricostruire democrazie ma più forti. Matteucci: “le costituzioni politiche dopo il ‘900 sono solo delle fragili costituzioni pensiero che possono essere distrutte in qualsiasi momento”.

P.20 Zagradeschi: da giurista disse “l’ordinamento democratico non si può fondare solo sulle regole, poiché possono sempre essere distrutte; sarà pur vero che la legittimità instaurata non è che un paradiso artificiale ma il primo compito di chi agisce per la costituzione è per l’appunto di trascendere l’artificio per trasformarlo in forza culturale, vivente nella natura della società di trasferire progressivamente la costituzione dall’area della decisione politica che divide a quella consensuale della cultura politica diffusa”. Sopravvive solo se esce dal testo scritto e si radica nel cuore degli uomini -> cultura politica.

Effettività e cultura politica

Effettività: capacità di una struttura/regime di rimanere in piedi. Eccedenza del politico rispetto al procedimento, qualcosa che non può essere codificato (es. Turchia); tema della cultura politica dal punto di vista effettivo.

Ricerche empiriche

Ricerche empiriche: tema della valutatività (ognuno di noi ha una propria concezione della politica, anche a chi dice che non interessa) noi cerchiamo di analizzare i fatti politici; la v. non significa non avere valori propri ma di cercare di evitare che le credenze e i pregiudizi di ognuno inficino/rovinino il piano della ricerca, cercare di tenere separato il sistema dei valori del ricercatore rispetto al sistema dei valori di coloro che si vanno a indagare nelle ricerche.

Metodo di ricerca

  • I valori non scompaiono (selezione di valori nelle scelte). Weber -> la realtà è enorme e abbastanza insensata.
  • Il metodo va scelto per cercare di avvicinarsi all’oggetto di ricerca, esso è a sua volta un soggetto (persone) che produce senso (scienziato sociale che deve avere empiria ed empatia), comprendere quello che fa, sociologia comprendente non giudicare ma comprendere.

Empatia nelle ricerche

  • In tutte le ricerche deve esserci una domanda di ricerca, fondamentale non è quasi mai teorica o speculativa, è di solito fortemente influenzata dal contesto es. se voglio studiare la stabilità di una democrazia vedo caso per caso.
  • La cultura politica (p. 21, una democrazia possibile) ne è un esempio. La stabilità delle democrazie come problema nel corso del ‘900 ci ha portato a guardare oltre gli ordinamenti giuridici, se sono rispettati o no non è affare della Costituzione -> cultura politica diffusa (tutte le persone), questo tema sottende una questione teorica molto antica, fin dall’origine della storia del pensiero politico occidentale dibattito forte tra origine del diritto e i rapporti tra norma e persone (leggi e costumi).

Stabilità degli ordinamenti politici

  • Secondo alcuni autori es. Hobbes (Leviatano), la stabilità di un ordinamento politico è legata alla presenza di istituzioni forti.
  • Secondo altri es. Tocqueville, Montesquieu, oltre alle istituzioni forti ci vogliono anche cittadini consapevoli (spirito pubblico, civico, virtù).

Origine della cultura politica

La cultura politica nasce negli anni ‘30 del ‘900 (es. descrizione costituzione urss dettata da Stalin dei coniugi web). Negli anni ‘50, la prima grande ricerca comparata della scienza politica è dovuta a due politologi nordamericani Almond e Verba. Domanda di ricerca precisa: “che cos’è che rende stabili le democrazie?” “e rendere impossibile la riproposizione del passato?”. Differenza tra Inghilterra e USA che non conoscono periodi dittatoriali e gli altri paesi? Ricerca comparata, essi scelgono 5 casi differenti: 2 casi di democrazie stabili consolidate (UK e USA), 2 casi di storia evolutiva più sofferta (Germania e Francia), il caso del Messico abbastanza complesso.

Ipotesi di ricerca

Ricerca parte tra il ‘58 e il ‘59 e subito cambiano 1 dei 5 paesi scelti, Francia (per la guerra in Algeria, crolla la quarta repubblica francese, De Gaulle; cambio di regime rarissimo interno alla democrazia da parlamentare a semi-presidenziale) sostituita con l’Italia.

Ipotesi di ricerca: una democrazia è stabile se sostenuta da una cultura civica, un regime qualsiasi può avere successo se c’è coerenza tra istituzioni e cultura, se si ispirano entrambi a valori comuni.

Cultura politica e stabilità

Cultura politica (p. 23 dei due politologi, 1963): è definita come l’insieme degli orientamenti psicologici dei membri di una società nei confronti della politica (origine metodologica, approccio individualistico). Due variabili principali: conoscenza e partecipazione (comportamentismo e funzionalismo degli anni ‘60).

I cittadini possono far parte di una delle tre categorie a seconda di cui si intrecciano c. e p.:

  • No c. e no p. allora persona perochial (provinciale).
  • Sì c. e no p. allora persona suddita (so ma non partecipo).
  • Sì c. sì p. allora persona civica.

Partecipazione e informazione

Idea che ci sia una partecipazione disinformata non c’era al tempo. Più un cittadino era informato, più opportunità di partecipare.

Risultati: i paesi più stabili sono tali perché ricchi di cultura civica, secondo i due in Italia la cultura civica è molto friabile.

Critiche al metodo e al merito

Il testo molto criticato, aggregabili in due grandi sistemi: di merito e di metodo. Metodo: anni ‘50, studio del comportamento individuale e manifesto delle persone e sommo (morto negli anni ‘60) poi sono inventati i sondaggi (nascono fuori dalle scienze sociali ma nel marketing) però portano a delle distorsioni.

P. 24 il campione rappresentativo in Italia sono 995 italiani contattati nel ‘59, di questi ne risponde solo la metà (il 52%), perché? Escono da 20 anni di controllo politico, e durante il fascismo non si parlava di politica, quelli votano in maggioranza dicono di votare per i partiti di governo, pochi dicono di votare per il partito comunista e socialista quando in realtà l’anno prima alle elezioni era uscito diversamente.

Effetto distorsivo e merito

Effetto distorsivo dello strumento scelto a causa della scarsa fiducia istituzionale. Merito: la cultura politica è tutta percepibile a livello individuale? O c’è di più?

Secondo alcuni critici il sondaggio dà l’idea dell’opinione più che della cultura, la cultura non cambia così tanto come cambia l’opinione di superficie (turbamento di opinione in base agli eventi).

Subculture politiche

P. 24 i due hanno selezionato campioni nazionali, ma la cultura politica è omogenea in una nazione? Es. in Italia ci si divide in diverse sub-culture (cultura parziale più piccola rispetto a quella dominante, che contraddistingue un piccolo gruppo di persone).

I due parlano di sub-culture politiche, persone che cambiano comportamenti e orientamenti politici a seconda del posto in cui sono, una parte soltanto della nazione (bianca orientale e rossa centrale). La loro è un’analisi che per metodo e per merito ha dentro parecchi elementi di superamento, già negli anni ‘60 si iniziano a fare nuove ricerche, senza andare a cercare il sud Italia perché non c’è una subcultura politica, nelle due subculture più di carattere antropologico (studi di comunità, casi concreti dentro le sub-culture) per capire le motivazioni che spingevano le persone a votare solo un partito (DC), metodi e ricerche più qualitative che comprendono l’incontro con le persone (es. interviste poiché mettono in gioco la soggettività delle persone).

Introduzione delle subculture

I due studiosi introducono un termine sociologico al caso italiano: subcultura (in sociologia non sono necessariamente tutte politiche, es. studentesche, marginali, alternative o controculture). Esempio classico di subcultura era quella politica della socialdemocrazia tedesca (nata nell’800 all’epoca era un partito considerato estremista, tipico caso di partito che produce integrazione negativa: molti partiti di sx nati su posizioni rivoluzionarie e antisistema in realtà diventano una colonna importante del sistema, dico di voler abbattere il sistema e in realtà integro la popolazione nel sistema stesso).

Subculture politiche in Italia

Come fanno ad organizzarsi e ad entrare nella società? Roth, un mondo piccolo e coeso (il partito socialdemocratico) dentro il mondo più grande della Germania (la Germania del cancelliere Bismarck). Il partito (di massa) ti accompagna dalla culla alla tomba (questa è una subcultura).

In Italia sono esistite le subculture politiche ma erano tutte territoriali, che hanno trovato ubicazione specifica in specifici territori (bianca: legata alla chiesa; rossa: legata al partito socialista e poi a quello comunista); il meridione e neanche l’Italia nord-occidentale non hanno avuto fenomeni paragonabili così fortemente collocati.

Lavoro sui contesti locali

Subito dopo la pubblicazione della ricerca dei due sociologi, con dati molto disomogenei, in Italia si inizia a lavorare sui contesti locali specifici. L’istituto Cattaneo parte dal voto, però le subculture politiche non sono solo zone omogenee. L'area della subcultura è un’ampia parte della società che si riconosce in un partito di riferimento e non è un rapporto che si limita al voto (subcultura bianca, “faccio il sindaco ma non faccio politica”, lo stato è bene che sia a distanza da noi e stato=politica).

Oggi e subculture politiche

Oggi non si può parlare di queste due subculture (poiché sei convinto che quella vinca perché dominante, non abbassare il partito a favore del leader). Poi l'istituto inizia a fare interviste, a spiegare perché Francesco Albero (sociologo italiano) che negli anni ‘60 ha fatto ricerca sui votanti dei partiti DC e PC, il p. comunista inizialmente si auto percepisce come rivoluzionario, dalle sue interviste esce che i militanti del partito fossero i più civici.

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