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Psicologia sociale

Distinzione tra psicologia moderna e post-moderna

C’è una distinzione tra psicologia moderna e psicologia post-moderna. Psicologia moderna: è di stampo positivista, conosciamo la realtà, il mondo esterno, lo scopriamo. Psicologia post-moderna: non esiste un’unica realtà oggettiva, la realtà non si scopre ma si costruisce.

Wundt nel 1879 fonda la psicologia come scienza. Della psiche si era iniziato a parlare già prima con i filosofi. Wundt fonda la psicologia seguendo un metodo sperimentale (positivista, processi di percezione, memoria, processi psichici), dove ricerca informazioni attraverso aspetti fisiologici dell’individuo. Veniva molto usato il metodo del doppio cieco, veniva somministrata a due pazienti diversi una pastiglia, una con principio attivo e l’altra senza, se il risultato era uguale voleva dire che il farmaco non funzionava (effetto placebo).

Il lavoro dello psicologo è quello di costruire un setting, ovvero considerare delle variabili che possono intervenire.

Il metodo sperimentale nasce con un’ipotesi, considero la variabile, analizzo il risultato ed elaboro una tesi. Per verificare l’ipotesi è necessario verificare il suo contrario, ovvero disconfermarla.

Gli storici della psicologia fanno riferimento a Wundt, egli afferma che si possono studiare:

  • La percezione
  • La memoria
  • La sensazione

Questi tre sono tutti aspetti fisiologici.

Wundt ebbe l’idea di rivolgere le proprie ricerche ad un altro gruppo di ricercatori, i quali non conoscendo l’autore della ricerca, giudicano il suo lavoro. In questo modo Wundt rendeva la sua ricerca più valida.

Wundt, inizia poi a studiare altri processi sociali, collegati all’interazione tra più individui. Wundt ha una grande importanza in quanto nei suoi ultimi anni di attività si è occupato della psicologia dei popoli. Essa è basata sul metodo osservativo. Questa psicologia analizza i popoli attraverso i racconti degli esploratori e non direttamente. Essa nasce per il desiderio di studiare e capire le altre culture (dette primitive) e per poter capire anche l’evoluzione della nostra cultura. (Psicologia dei popoli = völkerpsychologic)

Psicologia moderna

La mente come computazione (per esempio teoria azione ragionata):

  • Sperimentare
  • Studiare le cause
  • La mente come computazione (comportamentismo, cognitivismo)
  • Conoscere la psiche (obiettivo)
  • Pensiero paradigmatico (risultati obiettivi)

Psicologia post-moderna

Mente come azione, per esempio teoria azione situata:

  • Interpretare
  • Studiare i fini (aspetti pragmatici -> pratici)
  • La mente come azione (pensando si agisce -> può essere studiata come comportamento)
  • Curare la psiche
  • Pensiero narrativo (capacità di costruire delle storie) (non posso generalizzare i risultati ottenuti)

Dai processi individuali ai processi sociali

“La psicologia si occupa dei "giochi" della mente, studia le partite che le persone giocano fra loro e le neuroscienze studiano i mezzi con cui giocare: un bastone può servire al battitore per colpire la palla che il lanciatore gli lancia in una partita di baseball, ma lo stesso bastone può servire a qualcun altro per rompere la faccia di un amico.” (Mecacci ci interessiamo ai comportamenti dell’individuo)

Il compito della psicologia sociale è quello di contribuire, insieme ad altre discipline, alla comprensione del comportamento umano, avendo come proprio oggetto di studio una serie di fenomeni specifici che risultano generati dall’intersezione fra processi psicologici e dinamiche sociali.

Anche in questo caso troviamo psicologi moderni e post-moderni. La psicologia sperimentale si interessava dell’individuo, la sociologia dei gruppi sociali, abbiamo quindi un’unione tra psicologi e sociologi.

Teoria di Darwin con l’ambito

Galton (1869): Si occupa di far coincidere la psicologia, cerca di trovare l’ereditarietà dei tratti psicologici, ottenendo un gran successo. Non si capisce però se l’ereditarietà è biologica o dovuta alla condivisione di uno stesso contesto. Successivamente studi medesimi sono stati fatti in modo più rigoroso. (sui gemelli).

Wundt (1879): Fonda il primo laboratorio di psicologia sperimentale a Lipsia, fu il primo a parlare di cultura.

Le Bon (1895): Pubblica “psicologia delle folle”. La rivoluzione industriale fa spostare le persone in contesti urbani. Si inizia a pensare che qualcosa cambia nell’individuo se inserito in contesti più ampi, come la folla.

Tarde (1898): Inizia a parlare non di folla, ma di pubblico. In un contesto sociale vi sono processi imitativi (moda) e processi innovativi.

Pavlov (1901): Famoso per la riflessologia (comportamenti = riflessi a uno stimolo). Esperimento: studia la salivazione del cane, suono di una campanella quando sta per arrivare il cibo, a questo punto il cane associa il suono al cibo e la sua salivazione inizia già solo quando sente il suono della campanella. Pavlov non studia l’uomo, ma ritiene che ci sia una comparazione tra uomo e animali.

Watson (1913): Comportamentismo: riprende la riflessologia, studia solo ciò che si può osservare e non studia i fenomeni psichici interni. Il comportamento è il risultato di un processo di apprendimento. (Skinner box: un topo in una scatola, ogni volta che mangia riceve una scossa, il topo non mangerà perché sa che ogni volta prenderà la scossa, associa il cibo al dolore.)

Freud (1921): Non si occupa di psicologia sociale ma di psicologia delle masse e analisi dell’IO.

Mead (1934): Contesto post-moderno. Famoso per la teoria della costruzione del sé, che avviene grazie all’interazione sociale. Se crescessimo isolati non svilupperemmo attività psichiche. Per lui il comportamento umano può essere compreso solo facendo riferimento al gruppo sociale a cui appartiene. L’idea di base è che l’interazione dei processi psicologici avviene attraverso simboli condivisi, ai quali si associano dei significati. Se noi interagiamo, diamo significato a ciò che ci circonda. (es. un bambino che vive con una famiglia riesce a conoscere le case). Gli individui manipolano i significati. (es. in diversi contesti culturali ci sono varie idee rispetto a qualcosa, l’idea di madre non è uguale in tutte le società).

Le interazioni avvengono tra l’IO e l’ALTRO generalizzato, con il quale l’individuo interagisce, negozia e costruisce il sé e i significati della realtà. L’altro generalizzato quindi, anche se è un’espressione al singolare, è sempre una pluralità, una comunità o un gruppo con cui l’IO interagisce.

Ci sono 3 assunti principali:

  1. L’individuo dal punto di vista psicologico esiste solo in relazione con gli altri. L’interazione non attiva un processo psicologico dentro di me ma è già un processo psichico.
  2. Tramite le relazioni creiamo le istanze psicologiche, i nostri stati emotivi. Gli esiti delle relazioni sono differenziati all’interno di scenari culturali diversi.
  3. Le relazioni si basano su interazioni di tipo discorsivo (differenti forme di discorso, con simboli o significati). Il discorso diventa quindi il modello dell’attività mentale condivisa.

Vygotskij (1935): Un testo molto importante è “pensiero e linguaggio”. Partecipò a una conferenza dove presentava una critica nei confronti di Pavlov. Secondo Vygotskij non vi è una relazione tra uomo e animali. Partecipò a una spedizione in Uzbekistan per studiare le popolazioni e vedere se condividevano il pensiero socialista russo. Secondo lui il linguaggio viene prima del pensiero, ciò non possiamo pensare se prima non abbiamo un linguaggio. Gli animali quindi non hanno un funzionamento psichico e non provano emozioni. La società in cui viviamo ci fornisce significati per creare il nostro linguaggio. Il linguaggio è uno strumento del pensiero senza il quale non riusciamo a pensare. (Mead e Vygotskij post moderni.)

Levin: Nasce come ricercatore perché si occupa della GESTALT (corrente psicologica) che si occupa della percezione visiva. La concezione fondamentale è che il tutto è più importante rispetto alle singole parti. I singoli elementi acquistano significato in relazione al contesto in cui sono posti. Viene data importanza alla complessità, al complesso.

Teoria del campo (Levin): C = F(PA) del Comportamento è Funzione dello stato della Persona e dell’Ambiente. Venne analizzato se sono più gli elementi della persona o dell’ambiente a influenzare, Levin propone un equilibrio tra le due cose, se cambia A o P cambia anche C.

Skinner (1953): Secondo lui apprendiamo attraverso stimoli esterni che influenzano il nostro comportamento. Per Skinner l’individuo è passivo e non interagisce con l’ambiente, ma reagisce agli stimoli.

Asch (1956): Primo dopo-guerra. Insieme ad altri, rifugiato dal nazismo. Gli studi nascono proprio in seguito al nazismo, per cercare di comprendere il perché di alcuni avvenimenti.

Moscovici (1961): Padre della teoria delle rappresentazioni sociali, ovvero ciò che pensiamo di un oggetto (conoscenza condivisa). Le rappresentazioni sociali hanno un nucleo centrale della rappresentazione, dopo di che ci sono altre sfumature. Per esempio “pensa di morte” il nucleo è “sbagliato!”, le altre sfumature sono “ghigliottina, boia, prigione”.

Milgram (1963): Obbedienza dell’autorità.

Neisser (1967): Padre del cognitivismo (nella corrente moderna si sviluppa negli anni 60). Il cognitivismo nasce in contrapposizione al comportamentismo, la mente è come una scatola buia a cui non posso accedere, ma stimolandola vedo come reagisce.

Metafora HIP: Human information processing, memoria a breve termine, ovvero immagazzina solo le informazioni che utilizziamo. Si può descrivere il nostro meccanismo psicologico con dei calcolatori (la mente funziona come una macchina di calcolo). Si rinuncia a studiare come avviene il calcolo, ma piuttosto cosa succede quando si dà un’informazione alla mente. I cognitivisti credono che finché non siamo impegnati in un altro processo cognitivo, riusciamo a usare la memoria a breve termine, in caso contrario lo spazio di questa memoria si riduce. La memoria a lungo termine, invece, contiene tutti gli elementi che sono stati archiviati. Le strategie per raggiungere queste informazioni a breve tempo sono dette EURISTICHE. Per i cognitivisti l’individuo pianifica le sue azioni (possediamo uno script, copione di una situazione già vissuta, es. ristorante). Non ci dicono però cosa succede in situazioni nuove per le quali non abbiamo script. In realtà noi riusciamo a interagire anche in questi contesti.

Zimbardo (1971): Condusse un esperimento dei ruoli sociali nella prigione di Stardford (finta prigione). Non sono le caratteristiche individuali a far diventare un torturatore, ma il contesto porta ad avere determinati comportamenti.

Sherif (1971): Studia l’interazione sociale e le relazioni tra gruppi.

Tajfel (1982): Famoso per la teoria dell’identità sociale, fa parte della corrente moderna. Crea dei gruppi proprio per fare l’esperimento. Teoria dell’identità sociale: noi utilizziamo l’appartenenza ai gruppi per determinati contesti. La nostra identità è determinata dalle caratteristiche dei gruppi a cui apparteniamo, a seconda del gruppo in cui mi trovo emergerà un aspetto della mia identità. Per crearmi un’identità migliore utilizzo le caratteristiche positive del gruppo a cui appartengo. Questi esperimenti sono stati utilizzati per spiegare le relazioni tra gruppi. Se non conosco l’altro gruppo utilizzo lo stereotipo, se conosco una persona appartenente a quel gruppo cambio la mia opinione riguardo al gruppo. Più entriamo a contatto con i gruppi più si abbassa l’uso dello stereotipo (teoria del contatto).

Cole (1998): Scrive cultural psychology.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/05 Psicologia sociale

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