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Capitolo 12 – La motivazione

La motivazione è definita come un processo che avvia, guida e orienta il comportamento in una determinata direzione, che è l'origine di determinate scelte. In sintesi la motivazione si interessa del fare, è ciò che ci induce ad agire.

  • James → La maggior parte del comportamento umano è guidato da istinti.
  • McDougall → Propensities (tendenze istintive del comportamento umano).
  • Freud → Pulsioni (modelli tensioriduttivi).
  • Hull → Tendenza = pulsione + abitudine (drive); introduzione dei fattori di aspettativa e incentivo.
  • Murray → Introduzione del concetto di bisogno (concetto tensioriduttivo).
    • Bisogno come forza psicologica.
    • Bisogni primari e secondari.
    • Pressioni (ostacoli posti dall’ambiente) alfa e beta.
    • Temi = interazione tra bisogni e pressioni.
    • Test di Appercezione Tematica (TAT) → Tavole contenenti immagini usate per studi sulla personalità.
  • Maslow → Piramide dei bisogni (fisiologici → sicurezza → appartenenza → stima → autoaffermazione).
    • A partire dalla teoria di Maslow sono stati sviluppati vari strumenti di misurazione della motivazione come il Porter Need Satisfaction Questionnaire (Porter).
  • McClelland → Introduzione del concetto di motivo (preoccupazione ricorrente, concern).
    • Motivo alla riuscita, all’affiliazione, al potere.
    • Motivi impliciti ed espliciti.
    • IAT (implicit association test) → Misurazione dei motivi impliciti (non verbalizzabili).
  • Heckausen → Introduzione del concetto di volizione e del modello Rubicone (pone una netta distinzione tra processi precedenti e successivi alla realizzazione della decisione).
  • Atkinson → Tendenza motivazionale (T) = combinazione tra tendenza al successo (S) e tendenza ad evitare il fallimento (F) (T = M *P *I – M *P *I)x x y y.
    • M = motivo; P = probabilità; I = incentivo, che corrisponde a delle emozioni anticipate di soddisfazione nel caso di successo, o di vergogna nel caso di fallimento.
  • Weiner → Attribuzioni causali riferite ad eventi passati.
    • Locus, controllabilità, stabilità, globalità.
    • Introduzione del ASQ (Attributional Style Questionnaire) → Individuazione degli stili di attribuzione delle persone.
  • Bandura → Introduzione del concetto di autoefficacia percepita (elevata specificità); questa teoria ha spinto a sviluppare strumenti molto specifici come il Basket Efficacy Beliefs Scales, per misurare l’autoefficacia percepita dei giocatori di basket.
  • Ellen Skinner → Introduzione dei costrutti di controllo (agenti, mezzi, fini).
  • Emmons → Introduzione del concetto di obiettivo (concretezza, specificità del contesto, collocazione temporale precisa, misurabilità).
  • Locke e Latham → Teoria del goal setting (divide gli obiettivi secondo quattro caratteristiche).
    • Livello di difficoltà o sfida, ampiezza, prossimità temporale, significato che rivestono per una persona.
    • Teoria del goal setting in ambito lavorativo → Ciclo di elevata performance.
  • Little → Striving e personal project (coltivare amicizie, migliorare capacità atletiche, essere utili alla società).
  • Schwartz → Dieci valori (principi guida) di base, divisi in due dimensioni.
    • Apertura al cambiamento vs. conservativismo.
    • Valori di successo e potere vs. autotrascendenza.
  • Eccles → Quali elementi motivazionali influenzano il successo in ambito scolastico.
  • Schwarzer → Propone il modello HAPA (health action process approach) → Cambiamento comportamentale connesso alla salute (fumo, alimentazione, attività fisica).
    • Introduzione del concetto di pianificazione (del comportamento).
  • Kuhn e McPartland → Twenty statements test → Misurare le rappresentazioni che le persone hanno di sé.
  • Markus e Nurius → Teoria dei sé possibili (sé attuale, sé ideale, sé imperativo).
    • Aspetti di indipendenza (uomini) ed interdipendenza (donne) del sé.
  • Higgins → Diversi gradi di congruenza e discrepanza tra sé attuale e sé ideale.
  • Dweck → Teorie implicite sulle caratteristiche del sé, con vari gradi di modificabilità.
    • Concezioni entitarie e concezioni incrementali.
  • Elliot e McGregor → Obiettivi di approccio e obiettivi di evitamento (achievement goal framework).

Capitolo 7 – L’apprendimento

L’apprendimento è il processo grazie al quale acquisiamo conoscenze sul mondo e le codifichiamo nelle memorie a lungo termine, creando un vasto deposito di conoscenze precedenti che contribuisce tanto a pianificare e guidare il nostro comportamento quanto a sostenere nuovi e ulteriori sforzi di apprendimento e a determinarne l’esito.

  • Studi dell’apprendimento focalizzati su:
    • Ruolo delle informazioni di tipo statistico.
    • Ruolo delle conoscenze precedenti (spiegano le differenze tra i giudizi di covariazione e i giudizi di causalità).
  • Cosa apprendiamo → Approccio computazionale.
  • Come apprendiamo → Approccio algoritmico.
  • Relazioni top-down → Se accade l’evento A allora accade l’evento B.
  • Relazioni bottom-up → Relazioni apprese automaticamente.
  • Cosa apprendiamo (da dati statistici?) → Previsione e intervento.
  • La regola del ΔP (Jenkins e Ward) → Covariazioni
    • Differenza tra due probabilità condizionali ΔP = P(C|S) – P(C|-S).
    • ΔP può essere indice diagnostico o meno, e indizio di causalità in assenza di concause.
  • Patricia Cheng → Power pc (concezione del ΔP come una qualsiasi altra variazione di percezione).
    • Relazione tra: intensità della resa psicologica dello stimolo e intensità dello stimolo.
    • Collegamento a: Teoria del prospetto (cap. 13).
  • Noisy or → Funzione disgiuntiva probabilistica
    • P(C) = P(C|S1) + P(C|S2) – P(C|S1)*P(C|S2).
    • Due cause non sono indipendenti (interagiscono) quando la loro combinazione segue una qualsiasi funzione di combinazione che non sia la noisy or.
  • Teoria del supporto causale → Adotta un approccio bayesiano (grafici di Bayes).
  • Metodi di studio dell’apprendimento di relazioni tra eventi
    • Quattro dimensioni metodologiche (tipo di partecipanti; presentazione simultanea o seriale degli eventi stimolo; tipi di misura dell’apprendimento; valore di incentivo dell’outcome).
  • Ivan Pavlov → Condizionamento classico (rispondente)
    • Estinzione; intensità; generalizzazione; discriminazione appresa; inibizione esterna (primo tipo); overshadowing (secondo tipo); inibizione condizionale (terzo tipo); condizionamento di secondo ordine.
  • Thorndike → Condizionamento strumentale
    • Apprendimento per prove ed errori (condizionamento strumentale) → Legge dell’effetto.
  • Skinner → Condizionamento operante
    • Programmi di rinforzo (intervalli e rapporti, fissi e variabili) → Rinforzi più efficaci delle punizioni.
    • Shaping (modellamento).
  • Conclusioni degli studi classici, fattori critici → Ripetizioni di contingenze, contiguità temporale, valore incentivante.
  • Tolman → Apprendimento latente
    • Orientamento spaziale e mappe cognitive.
  • Bandura → Apprendimento sociale
    • Rinforzo vicario.
  • Hudson → One-shot learning
  • Kamin → Forward blocking
  • Baker & Mackintosh; Baker & Mercier → Effetti di familiarizzazione
  • Shanks → Backward blocking
    • Retropective revaluation → Elaborazione a posteriori dello stimolo.
  • Ceiling effects → Massimo livello di un effetto e quindi non più aumentabile.
  • Martin Seligman → Genetic preparedness
    • Impotenza appresa.
  • Numerosi studi hanno dimostrato sensibilità ed insensibilità umana agli indizi statistici:
    • Sensibilità → Apprendimento implicito.
    • Insensibilità → Correlazioni illusorie → Possono incrementare le illusioni di controllo.
  • ΔP pesato → ω(a) > ω(b) > ω(c) > ω(d)
  • Modello Rescorla-Wagner → Descrive l’apprendimento associativo bottom-up
    • L’apprendimento è proporzionale alla sorpresa generata dalla comparsa o dalla non comparsa dell’US nei casi in cui si è manifestato il CS.
    • Topi di Rescorla → Apprendimento bottom-up.
    • Topi di Kamin → Forward blocking.
    • Topi di Hudson → Apprendimento per “caso singolo” seguito da evitamento del CS.
    • Non descrive nessun processo di apprendimento top-down.
  • Modelli top-down
    • ΔP pesato = ω1a/(ω1a + ω2b) – ω3c(ω3c + ω4d)
    • Differenza di diagonali (AD) = a + b – b – c
    • Regola euristica dell’integrazione di prove (EI) = (ωa + ωd – ωc – ωb)/(ωa + ωb + ωc + ωd)
  • Non è ancora disponibile un unico modello algoritmico per l'apprendimento top-down. I modelli esistenti (Power PC e modelli bayesiani) sono di natura computazionale (descrivono cioè il risultato dell'apprendimento). Per l'apprendimento top-down di regole dichiarative (se … allora) si ricorre a descrizione di classi di strategie di giudizio o di ragionamento messe in atto dai partecipanti. Queste strategie si possono cogliere variando qualche parametro di una delle due euristiche “generali” che sono versioni “pesate”:
    • della regola ΔP
    • della regola di combinazione lineare ΔD o regola euristica dell'integrazione lineare detta differenza di diagonali anche chiamata pCI (proportion of confirming instance) (Inheler e Piaget). Una sua forma rielaborata è chiamata regola euristica dell'integrazione di prove EI (evidence integration) detta wpCI (weighted proportion of confirming instance). Sembra costituire il miglior modello generale dei giudizi umani espliciti di covariazione o causalità (Shank).
    • In conclusione, gli esseri umani talvolta sono molto precisi nell'apprendere insiemi di relazioni covarazionali o causali sulla base dell'esperienza diretta del loro ambiente. Lo sono tanto negli apprendimenti bottom-up automatici, quanto in alcuni modelli basati su inferenze top-down (come dimostrato dalla sensibilità al pow e dalla capacità di apprendere implicitamente). Tuttavia in alcuni casi in cui valutano esplicitamente e consapevolmente un insieme di osservazioni, si avvalgono di strategie che possono deviare molto dalla norma, in gran parte descrivibili attraverso le regole euristiche dell'integrazione lineare EI o della stima pesata di ΔP.

Capitolo 10 – Il linguaggio

Il linguaggio è la facoltà che ci permette di usare una lingua a fini comunicativi. In quanto apparato simbolico è parte di un complesso sistema di comunicazione composto da più livelli integrati.

  • Biologicamente → Area di Broca (produzione linguistica) e area di Wernicke (comprensione linguistica).
  • Suoni del linguaggio descritti attraverso due discipline
    • Fonetica → Studia i dettagli acustici dei suoni e come vengono articolati.
    • Fonologia → Descrivere le categorie astratte dei suoni del linguaggio per ogni lingua.
  • Fonema → Unità di base di un suono linguistico.
  • Altri campi di studi sono: grammatica, sintassi, morfologia, semantica, pragmatica.
  • Parole possono essere formate per: derivazione, composizione, flessione.
  • Lessico mentale → Contiene tutte le conoscenze morfologiche, ortografiche, fonologiche, sintattiche e semantiche associate ai costituenti linguistici; il lessico mentale fa parte della memoria semantica, un deposito di tutte le nostre conoscenze acquisite.
  • Priming semantico → Riconosciamo più velocemente una parola target se è preceduta da una parola “prime” semanticamente associata ad essa.
    • Modello della diffusione dell’attivazione → Quando il prime viene riconosciuto, la sua rappresentazione nella memoria semantica si attiva.
  • Levelt → Rappresentazione mentale delle parole:
    • Concetti (rappresentazione mentale della parola); lemmi (funzione grammaticale della parola); lessemi (espressione ortografica e fonologica della parola).
  • Caramazza → Independent Network Model (sviluppato su due livelli di rappresentazione).
  • Taft → Ipotesi della decomposizione obbligatoria
    • Struttura ortografica sillabica di base.
  • Il sistema di elaborazione delle parole
    • Proprietà acustiche dei fonemi → Dipendono da: contesto, velocità del parlato e caratteristiche del parlante.
    • Riconoscimento di una parola → Dipende da quanto un input percettivo corrisponda alla rappresentazione lessicale che ne abbiamo.
    • Segmentazione dei suoni del parlato → Resa possibile dagli indici distribuzionali e dalla mobilità posizionale; probabilità di transizione (probabilità che ad un suono segua un altro suono).
    • Warren → Effetto di reintegrazione dei fonemi (un fonema coperto da un altro suono viene completato automaticamente, senza accorgersene); l’effetto McGurk contribuisce a chiarire il ruolo del contesto (sillaba pronunciata con labiale diverso da ciò che viene udito).
    • Identificazione di una parola → Identificare una parola target all’interno di una frase.
    • Modello della coorte → Uniqueness point; tre fasi: accesso, selezione, integrazione; il riconoscimento di una parola presentata acusticamente avviene in 200-250 ms.
    • Decisione lessicale → Tempo necessario a decidere se una stringa di lettere corrisponda o meno ad una parola della lingua; varia in funzione di quante parole simili esistono.
    • Pandemonium (Selfridge) → Nel modello del Pandemonium il riconoscimento della lettera è garantito da un sistema che utilizza alcune caratteristiche che restano invariate anche se la posizione della lettera viene modificata; demoni dell’immagine, demoni dei tratti, demoni cognitivi (demoni o neuroni), demoni decisionali.
    • Reicher → Effetto di superiorità della parola.
    • Modello DRC (Dual-route Cascade Model) (Coltheart) → Postula connessioni bidirezionali fra conoscenze semantiche, fonologiche e ortografiche; prevede tre procedure: una via non lessicale, una via lessicale diretta, una via lessicale semantica; le vie non-lessicale e lessicale diretta cooperano nel buffer fonemico: se gli output sono congruenti la lettura è veloce, altrimenti è lenta.
    • Componente ERP (Event Related Potential) → N400.
  • Il sistema di elaborazione delle frasi
    • Illusione di Mosè.
    • Principi di minimalità: principio di attaccamento minimale (Mario guardava la ragazza con il binocolo → Binocolo si riferisce preferibilmente a “guardare”), principio della chiusura ritardata (il disco sul tavolo vicino al muro è di Paola → “Vicino al muro” si riferisce prevalentemente a “tavolo”), principio della catena minima (a quale studente hai detto di scrivere la lettera → “A quale studente” viene associato preferibilmente all’azione “scrivere”).
    • Informazione prosodica → Intonazione della frase.
    • Corso temporale del processo di comprensione di una frase → Il processo inizia prima dell’arrivo dell’informazione linguistica corrispondente all’oggetto del verbo, come dimostra l’anticipazione della saccade. L’informazione estratta dal verbo è usata per guidare i movimenti oculari sull’oggetto che soddisfa i requisiti degli argomenti ammessi dal verbo.
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/01 Psicologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Thanthius di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia generale 2 e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano - Bicocca o del prof Reverberi Carlo.
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