Professoressa Emanuela Bricolo
Anno 2020-2021
[T1]
Che cos’e la psicologia generale - introduzione
Che cosa studia la psicologia:
La psicologia generale si occupa dello studio della mente, dove attraverso fenomeni mentali (avvengono dentro di noi) si occupa
di capire come funziona il singolo individuo negli aspetti di base come il pensiero, la memoria, le sensazioni, la percezione
(esperienza attraverso i sensi), le azioni e come l’uomo si muove e percepisce il mondo attraverso i sensi.
I fenomeni di cui abbiamo esperienza si possono ridurre in 2 categorie, quelli studiati da:
→
1. Fisica res extensa (materia)
→
2. Psicologia res cogitas (mente)
Oggi si parla di materia e mente. Nella tradizione scientifica Occidentale per esprimere il concetto di mente sono stati adottati
diversi termini, e.g. anima, spirito, coscienza, io, intelletto, ragione.
C’è una situazione paradossale→ conosciamo direttamente i fenomeni mentali, sono dentro di noi, quindi dovrebbero essere
più facili da studiare rispetto ai fenomeni materiali che sono esterni a noi e che percepiamo attraverso i sensi. In realtà per i
fenomeni materiali, anche se li conosciamo indirettamente, abbiamo compreso praticamente tutto, ci sono teorie specifiche
precise, mentre per i fenomeni mentali ci sono solo vaghe teorie filosofiche.
Fenomeni mentali→ cerchiamo di capire come funziona l’uomo, senza patologie. Cerchiamo di studiare fenomeni diversi:
• →
Quelli che riguardano i sensi esperienza visiva, uditiva, tattile.
• Quello che facciamo, quindi l’azione, cioè come interagiamo con l’ambiente muovendoci.
• Quello che pensiamo (pensiero, ragionamento, decisione, attenzione).
Come noi costruiamo dentro di noi la rappresentazione del mondo non è come è davvero fuori→ dimostrare che quello che è
dentro la nostra testa non è esattamente quello che c’è fuori, è dimostrare che quello che la nostra mente fa è ricostruire una
rappresentazione dell’ambiente per riuscire a muoversi all’interno di esso.
PERCEPIRE→ costruire dentro la mente una rappresentazione del mondo che c’è fuori. La percezione tratta del modo in cui noi
acquisiamo informazione dall’ambiente che ci circonda, la convertiamo in una rappresentazione significativa e alla fine la
utilizziamo come guida per il comportamento e l’azione, ci permette quindi di interagire con il mondo.
La percezione è un processo che parte dall’ambiente per agire sull’ambiente.
Organi
Ambiente Cervello Muscoli Ambiente
sensoriali
L’ambiente esterno contiene dell’energia fisica che viaggia verso di noi trasformandosi in energia neuronale. Infatti attraverso
gli organi di senso l’informazione entra nel cervello, dentro il quale l’informazione viene elaborata (codificata) da diversi strati di
neuroni→ viene costruita una rappresentazione del mondo che c’è fuori, il percetto (rappresentazione che noi abbiamo dello
stimolo) che da informazioni su come comportarsi per interagire con l’ambiente (e.g. da comando ai muscoli).
Continuando a costruire questo percetto, continuiamo a interagire con l’ambiente.
La percezione è un tipo di CALCOLO. L’idea che quello che l’oggetto nella nostra mente non corrisponde a quello che c’è fuori, è
un’idea fondante per lo studio della visione, della percezione e dell’udito. Questa idea che sia un calcolo, una costruzione di una
rappresentazione, ha fatto in modo che scienziati provenienti da diversi campi (psicologia, informatica, fisiologia, linguistica) si
siano messi insieme per cercare di risolvere e capire che tipo di calcolo viene fatto.
Per riuscire a capire come il cervello rappresenta il mondo che c’è fuori si fanno degli ESPERIMENTI, si prova a vedere dando uno
stimolo al soggetto come lui lo interpreta, chiedendo al soggetto di rispondere a determinate domande.
COSTRUIZIONE DEL PERCETTO PARTENDO DALLO STIMOLO:
Nel caso della visione, noi velocemente e senza nessuno sforzo percepiamo una scena tridimensionale (il mondo ha 3
dimensioni). Però l’informazione non arriva già costruita, tridimensionale, ai nostri occhi. L’informazione visiva arriva ai nostri
occhi come se fossero 2 telecamere che filmano quello che c’è fuori. Quindi è un qualcosa di bidimensionale, che il cervello deve
ricostruire per farlo diventare tridimensionale.
La percezione è un processo biologico. Noi cerchiamo di capire il processo e non come la macchina (cervello) lo implementa per
ogni singolo passo, ma da un punto di vista globale.
Abbiamo un’ambiente infinito che ci circonda, quello che noi percepiamo, che ci rappresentiamo nella nostra mente non è tutto
quello che c’è fuori.
Il passaggio dell’informazione da esterno a interno avviene negli organi di senso→ per ogni tipo di informazione dell’ambiente
esterno, abbiamo un organo che trasforma l’informazione in una che il cervello può interpretare.
Nel caso della vista, le informazioni che ci sono nel mondo sono le onde elettromagnetiche, la luce, che deve essere interpretata
→
dal cervello. La luce colpisce la retina sul fondo dell’occhio e viene trasformata in attività di neuroni la trasformazione, detta
TRASDUZIONE, passa l’informazione che c’è fuori all’informazione dentro la mente.
Il problema è che i nostri occhi non trasducono tutta l’energia elettromagnetica che c’è nell’ambiente, ma soltanto una parte.
Quindi i nostri organi di senso hanno un intervallo di sensitività→ ci sono delle informazioni fuori che non arrivano al nostro
cervello.
E.g. quando c’è poca luce i nostri occhi non sono in grado di codificare alcune lunghezze d’onda mentre altri tipi di animali
magari riescono→ specie diverse hanno diversi sistemi sensoriali. L’ambiente è uguale, ma le specie le rappresentano in modi
diversi.
DIFFERENZA TRASDUZIONE E PERCEZIONE:
• Trasduzione→ trasdurre significa trasformare l’energia fisica (dell’ambiente) in energia neurale. Viene fatto a livello degli
organi di senso.
• Percezione→ è l’intero processo che segue la trasduzione.
Un primo approccio della psicologia era l’idea che le cose sono come sembrano, perché sono quello che sembrano:
→
Realismo naïve (ingenuo) quello che io vedo è quello che è. Mondo=rappresentazione. Le qualità degli oggetti sono
intrinseche nell’oggetto e quindi io mi rappresento questa cosa.
→
Il colore è un esempio di rappresentazione colore è una combinazione di come i nostri occhi interpretano un determinato
colore. L’illuminazione può cambiare la nostra percezione del colore.
I percetti NON sempre corrispondo alla realtà→ ragione per rifiutare il realismo naïve:
ILLUSIONI→ immagini, rompicapo che riguardano il funzionamento della percezione visiva. Talvolta le cose sembrano diverse da
quello che sono→ le illusioni sono interpretazioni percettive, è una ricostruzione mentale di ciò che c’è fuori.
E.g.
• →
Illusione di Ponzo immagine bidimensionale→ le linee nere sono identiche, ma la ricostruzione automatica che fa il
cervello della figura è di una figura tridimensionale→ percettivamente la linea nera in fondo è piu grande di quella piu
vicina. Lo facciamo perché i nostri occhi hanno la necessità di reinterpretare l’informazione bidimensionale come qualcosa
di tridimensionale. È un errore della percezione, non codifica esattamente quello che è. Esempio del fatto che il mondo
viene ricostruito all’interno della nostra mente, usando dei principi che impongono delle ricostruzioni specifiche→ stimolo
che dice che ogni volta che c’è la possibilità di interpretare uno stimolo come tridimensionale, lo facciamo. Il mondo che ci
circonda è tridimensionale.
• Griglia di Hermann→ fissando il punto centrale della griglia, si vedono dei puntini grigi. Aiuta a capire come l’attività dei
neuroni all’interno della retina trasducono il segnale che poi va al cervello.
• Constrast illusions→ 2 quadrati di colore uguale posti sopra a 2 sfondi di colori diversi (uno chiaro e uno scuro)→ danno la
percezione che i 2 quadrati siano di 2 tonalità diverse. È un’illusione di contrasto, serve a capire come il cervello cerca di
rappresentare le varie superfici che incontra. Lo fa per migliorare il segnale che poi viene inviato al cervello.
ADATTAMENTO E EFFETTI PERCETTIVI POSTUMI→ quando lo stimolo è sempre presente, i nostri organi di senso si abituano a
questa informazione costante e passano una informazione diversa al cervello. Il cervello si adatta all’informazione che riceve e
riduce l’attività delle cellule che codificano l’informazione che ricevono.
E.g. cascata che scorre→ le cellule che codificano il movimento verso il basso si riducono, e aumentano quelle verso l’alto→ la
cascata sembra che vada in alto.
FILTRAGGIO SENSORIALE→ processiamo una piccola frazione dell’informazione disponibile (e.g. daltonismo→ manca una
tipologia di cellule all’interno dell’occhio che trasducono le informazioni).
Noi vediamo una parte piccola dello spettro elettromagnetico. Altre specie hanno un sistema visivo diverso→ a seconda
dell’ambiente, un animale può sviluppare percezione visive differenti.
Un esempio è il colore→ noi possiamo vedere solo 400-700 nanometri (tutti i colori dell’arcobaleno). Non possiamo vedere però
gli infrarossi o gli ultravioletti e questa è la differenza tra noi e altre specie, che invece hanno una percezione diversa.
Anche all’interno di una specie può essere diverso, vengono codificate diverse informazioni:
• Età→il sistema visivo del neonato non è ancora sviluppato e quindi il mondo dei neonati è più sfuocato di quello degli
adulti.
• Deficit del colore→ (daltonici) alcune persone non possono vedere alcuni coloro, o addirittura non ne vedono nessuno.
• Lesioni cerebrali→ possono causare deficit visivi specifici.
FIGURE AMBIGUE→ immagini che possono essere interpretate in 2 modi diversi. Entrambe le opzioni sono corrette, il cervello
sceglie una delle 2 interpretazioni. (e.g. del cubo di Necker con faccia rosa, che può essere davanti o dietro).
La percezione è un processo interpretativo. Ci possono essere interpretazione multiple, ma sono mutuamente esclusive.
Il percetto è una ricostruzione che noi facciamo dell’ambiente e che non è vero che quello che abbiamo nella testa è
esattamente quello che c’è fuori→ il realismo naïve è sbagliato. C’è una differenza tra i nostri mondi fisici e percettivi.
PARADIGMA COSTRUTTIVISTA COGNITIVISTA:
Hermann von Helmhotlz (fisico, fisiologo e psicologo) dice che la percezione è il prodotto di processi inconsci inferenziali (noi
inferiamo una rappresentazione).
Noi usiamo l’informazione che c’è nell’ambiente, la elaboriamo e arriviamo a possibili interpretazioni e scegliamo quella piu
giusta nella determinata situazione. Se non c’è una ragione per sceglierne una interpretazione rispetto ad un'altra, scegliamo a
caso.
L’esperienza passata fa sì che si tenda a correggere le percezioni attuali attraverso un atto di giudizio, una vera e propria
inferenza inconscia che ognuno di noi inconsapevolmente compie di fronte ad una percezione. Le percezioni sono quindi il
risultato sia di informazioni esterne che di conoscenze pregresse.
DIFFERENZA TRA VEDERE E GUARDARE:
Per secoli artisti, maghi e prestigiatori hanno architettato trucchi per far apparire e scomparire le cose. La tecnica di base
consiste nel far passare inosservati dei cambiamenti nella scena visiva. È molto facile produrre il fenomeno della sparizioni di
oggetti in condizioni naturali e ci suggerisce che spesso noi vediamo senza guardare (distinzione tra percezione e attenzione).
Tutte le informazioni che arrivano agli occhi sono tantissime, noi non codifichiamo tutto quello che c’è la fuori. Abbiamo una
rappresentazione generale dello stimolo e in ogni singolo istante analizziamo in dettaglio solo una parte dell’ambiente che c’è
fuori→ viene selezionato attraverso l’ATTENZIONE.
Il fenomeno è chiamato “cecità al cambiamento”. Incapacità di vedere un cambiamento tra 2 immagini→ tra la prima e la
seconda immagine viene introdotto un mascheramento o un disturbo→ paradigma del flicker. Questa cecità al cambiamento
viene stimolata con l’annullamento dell’informazione (che c’è sulla retina) che arriva al cervello, che deve sempre codificare la
scena che cambia.
Il discorso sul metodo – capitolo 1
La psicologia generale è una delle scienze del comportamento→ si occupa dello studio empirico (basato sull’esperienza) del
comportamento “individuale” normale sia degli organismi umani che animali. Vuole cercare di capire le leggi che sottostanno al
comportamento degli organismi.
CARATTERISTICHE EMERGENTI:
Sono caratteristiche che emergono quando tutti gli organismi si mettono insieme, non sono quindi riconducibili solo a un
singolo, però lo influenzano.
E.g. l’ingorgo con blocco del traffico→ è dato dal fatto che i guidatori fanno una cosa tutti in contemporanea, non è riconducibile
al singolo guidatore.
Per capire il comportamento umano bisogna studiare sistemi di causazione circolare→ gli individui messi tutti insieme inducono
delle caratteristiche emergenti nel macrorganismo e queste caratteristiche influenzano il comportamento dei singoli.
LIVELLI DI REALTÁ:
Le caratteristiche emergenti si manifestano in 3 livelli di realtà:
1. Livello fisiologico→ comportamenti dei sottosistemi organici
2. Livello psicologico→ comportamento dell’individuo
3. Livello sociale→ comportamento della società
I livelli sottostanti influenzano e vincolano i livelli sovrastanti della realtà→ forward causation o proazione.
I livelli sovrastanti influenzano e vincolano i livelli sottostanti della realtà→ backward causation o retroazione.
Lo studio del comportamento umano deve sia rispettare i vincoli imposti dalla natura biologica dell’uomo (forward causation),
sia cercare di capire come l’organismo possa modificare il suo comportamento individuale riflettendo le realtà che emergono dal
livello sociale (backward causation).
Alcuni comportamenti umani possono inoltre influenzare le proprietà e capacità fisiologiche dei sottosistemi biologici
(backward causation), e.g. assunzione di sostanze chimiche (farmaci, droghe), diete. A loro volta, questi comportamenti
individuali in grado di influenzare il sottolivello fisiologico riflettono la realtà sociale, le tendenze (forward causation).
I livelli fisiologici dell’esistenza quindi vincolano le manifestazione psicologiche, che vincolano le manifestazioni sociali. A sua
volta, il livello sociale dell’esistenza contribuisce a dar forma alle manifestazioni psicologiche che influenzano i comportamenti
dei sistemi fisiologici.
Il meccanismo di causazione del comportamento umano (e fisiologico e sociale) è quindi circolare.
Alcune proprietà di ogni livello di realtà sono emergenti, cioè si manifestano e possono essere studiate solo a quel livello→ non
sono osservabili nelle sottocomponenti, prese individualmente.
SISTEMI DINAMICI:
I sistemi che esibiscono questi meccanismi di causalità circolare sono detti sistemi dinamici→ sono complessi e caotici, in
quanto imprevedibili. Rispondono a fluttuazioni minime nelle condizioni di partenza. Non sono lineari. L’evolversi del loro
comportamento al tempo t (n=tempo, giorni, minuti..), date le condizioni di partenza, può essere descritto da un’innumerevole
n
quantità di possibilità, che cresce esponenzialmente al crescere di n.
Questi sistemi appaiono stocastici a un osservatore, cioè random→ sono detti CAOTICI
Scienze che studiano sistemi dinamici complessi:
• Meteorologia
• Macroeconomia
• Ecologia
Per tutti questi motivi la psicologia può solo prevedere come reagirà nel breve termine, in media, un gruppo di persone poste
dinanzi a un compito relativamente semplice in un ambiente relativamente semplice.
Queste previsioni sono la base del metodo sperimentale in psicologia. La psicologia generale è una scienza statistica→ bisogna
fare dei calcoli statistici, capire in media come si comporta un gruppo.
La psicobiologia, la psicofisiologia, la neuropsicologia, le neuroscienze cognitive (e altre scienze a base biologico/medica),
cercano di farci capire alcune caratteristiche del comportamento umano generate da forward causation, com’è correlato il
funzionamento dell’individuo ad una area del sistema cerebrale.
La psicologia sociale, sociologia, e altre scienze del sociale (e.g. scienze politiche, economia, etnografia, antropologia, storia,
archeologia demografia) ci aiutano a capire le caratteristiche del comportamento umano generate per backward causation.
La psicologia generale sta in mezzo→ si occupa del livello individuale della realtà, ma per capire quel livello devo considerare i
livelli sottostanti e sovrastanti.
La psicologia generale non è una scienza umana, della soggettività. È una scienza naturale, sperimentale:
• Empirica→ basata su dati, eventi oggettivi, misurabili
• Nomotetica→ cerca di trovare regole e principi generali per comprendere i fenomeni che accadono
Lo psicologo cerca di capire i principi generali che sottostanno al nostro comportamento.
Il suo metodo di ricerca è sperimentale ipotetico-deduttivo. Si possono confutare empiricamente (cioè fare degli esperimenti
per mostrare che il modello è sbagliato) solo previsioni empiriche, oggettiva, non previsioni su
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