lunedì 14 ottobre 2019
Psicologia generale
1 ottobre, lezione 1
Introduzione
PG studia come funziona la mente: mondo interno e le regole che ci fanno
• funzionare + cervello che prende info e le elabora
Concentrata sul singolo: come vengono percepiti (sensi) e memorizzati i dati,
• l’attenzione, le emozioni, l’apprendimento
Vista => senso più studiato: gli oggetti hanno un’energia che interagisce con gli
• organi di senso -> retina che prende energia elettromagnetica e la codi ca in base
al codice dei neuroni (attività neuronale) -> poi si costruisce una rappresentazione
mentale secondo per secondo e io in base a queste info agisco
Percezione => calcolo, non copia, di quello che vi è fuori; processo cerebrale che
• va in base alle info che si ricevono; data per scontato perché la facciamo in modo
automatico ma è un processo molto complesso
Bisogna capire cosa codi cano i nostri sensi: non tutto viene percepito =>
• intervallo di sensitività
Quando percepisco qualcosa ho il prodotto dei diversi stati del cervello, la sua
• attività globale => rappresentazione dello stimolo
Non sempre vediamo correttamente => realismo naive (ingenuo):
• Il colore non è una caratteristica sica intrinseca nell’oggetto
• Illusione di Ponzo => due barrette di lunghezza diversa, immagine interpretata in
• 3D anche se piatta -> una sembra 1/3 dell’altra anche se dal punto di vita sico
hanno la stessa misura: non dà info prettamente corrette (vedo il mondo tutto in
3D anche dove non lo è)
Griglia di Hermann => vedo cose che non ci sono in base ai calcoli del cervello
• Illusione di contrasti => per risparmiare energia il cervello codi ca solo i contorni
•
Siamo noi che cerchiamo gli errori per andare a capire che che il cervello
• interpreta e non fa una foto 4 ottobre, lezione 2
Categorie per ri utare il realismo naive:
• 1. Illusioni -> capisco come fa il cervello a costruire il mondo
2. Adattamento -> cervello bombardato dalla stessa info che per risparmiare
energia la codi ca una prima volta e poi si adatta all’ambiente
3. Filtraggio sensoriale -> solo piccola frazione di info, persone diverse vedono
lo stesso ambiente in modi diversi
1
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4. Figure ambigue -> stessa immagine ma rappresentata in modo diverso (es:
cubo, donna giovane-vecchia e papera-coniglio) ma una sola
rappresentazione alla volta
Percezione come processo interpretativo con interpretazioni multiple esclusive
• Helmholtz: percezione come prodotto di processi inferenziali inconsci -> prendo i
• dati che arrivano e ne traggo info (quelle che passano sono quelle che mi fanno
avere una visone piuttosto che un’altra)
Cecità al cambiamento -> non si può vedere tutto
•
Capitolo 1: discorso sul metodo
È un metodo scienti co
• PG: scienza del comportamento => studio empirico del comportamento
• “normale” degli organismi umani e animali
Obiettivo: capire il comportamento umano, prevederlo e controllarlo
• Alcune azioni sono innate (es: distinguere i colori) altre sono da apprendere (es: il
• nome dei colori) in base alle regole imposte dalla società (decidiamo noi se
seguirla o meno)
Caratteristiche emergenti -> ci sono quando c’è la presenza di molte persone,
• un’unità di elementi
Noi siamo insiemi di varie parti che poi unite si comportano in un determinato
• modo 7 ottobre, lezione 3
Sistemi di causazione circolare
Le “macro” caratteristiche in uiscono sul livello sottostante dell’uomo singolo
• Il singolo fa il collettivo e il collettivo fa il singolo => sistemi di causazione circolare
• Comportamento dei sottoinsiemi organistici: livello siologico
• Comportamento dell’individuo: livello psicologico
Comportamento della società: livello sociale
Forward causation (proazione): i livelli sotto in uenzano quelli sopra e backward
• causation (retroazione): i livelli sopra in uenzano quelli sotto
Alcune manifestazioni emergenti si manifestano e si possono studiare solo ad un
• determinato livello
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Non emergono caratteristiche in violazione dei criteri degli altri livelli
• Sistemi dinamici -> esibiscono meccanismi di causalità circolare; sono complessi
• e caotici, non si può prevedere come si evolveranno
Si può cercare di capire la probabilità di comportamento nel futuro: caos perché
• sembra che non ci sia logica
Sistemi dinamici complessi -> meteorologia, economia, ecologia, uidodinamica e
• sica del plasma: anche psicologia che può fare previsioni a breve termine a
causa della componente caotica
Previsioni medie di un gruppo per un compito relativamente semplice in un
• ambiente relativamente semplice -> limito il campo di azione
Psicologia: scienza statistica
• Per forward causation: psicobiologia, psico siòlògia, neuropsicologia,
• neuroscienze cognitive
Per backward causation: psicologia sociale, politica, sociologia, economia
• PG è empirica -> non soggettiva; ricerca di regole di base da porre sotto il livello
• -> nomotetica => cerca regole generali
Ipotizza che nonostante le di erenze vi sono delle regole generali
• Metodo sperimentale ipotetico-deduttivo => costrutti esplicabili che sono
• accettabili se e solo se generano previsioni empiricamente confutabili (testabili
nella realtà) -> devono essere misurabili da tutti, dati oggettivi non in uenzati dalla
soggettività dell’esaminatore/sperimentatore
Si studia un organismo => sistema complesso con sotto-sistemi:
• Organismi adattivi => modi cano il comportamento in base all’ambiente esterno
• per ottenere i propri scopi in modo ottimale; cercare di prendere dall’ambiente
l’energia che ci serve, adattarci per vivere e ri etterlo anche sugli altri
Gli uomini sono organismo molto adattivi => evoluzione
• Adattarsi all’ambiente => dobbiamo riuscire a rappresentarlo:
• A. Rappresentazioni esterne => modi che morfologiche dell’organismo in
base all’ambiente in reazione a certe caratteristiche per ri ettere una o
più proprietà dell’ambiente
B. Interne => rappresentazione mentale che serve per anticipare le
conseguenze delle nostre azioni
Diversi tipi di organismi adattivi:
• 1. Rappresentazioni quasi solo esterne, si adattano all’ambiente => reattivi
2. Reattivi + anticipatori (es: uomo) => mix fra esterne ed interne: raggiungo
i miei scopi più in fretta facendo previsioni e agendo di conseguenza
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I due tipi di organismi adattivi non dipendono dall’essere o meno un essere
• vivente o una macchina
Durante l’evoluzione si è sviluppata una parte del SN dedicata ad apprendere e
• ricordare determinate azioni => cervello come costruttore delle rappresentazioni
-> strumento di adattamento non solo reattivo ma anche anticipatore in quanto i
comportamenti sono piani cati e supportati
PG come “scienza della mente” => costrutto teorico che vuole spiegare il
• comportamento e le rappresentazioni interne: legano l’ambiente al nostro
comportamento -> studiare il processo mentale
Il metodo scientifico ipotetico-deduttivo
Assunti:
• 1. Il mondo segue sempre le stesse regole in tempo e luogo uguale
2. Osservazione sistematica e controllata
3. Ogni evento deterministico o non può essere compreso entro termini di leggi
generali
PG => scoprire leggi del comportamento: data una o più cause prevedo una o più
• conseguenze in base alla statistica
Come funziona:
• Identi care il problema -> tentare di risolverlo -> ipotesi esplicativa -> previsione
• -> esperimenti -> risultati -> interpretazione dei risultati -> previsione errata ->
1) se si: ipotesi confutata -> torno all’identi cazione; 2) se no: teoria -> nuove
previsioni
Le ipotesi da testare vengono da varie parti ma tutte devono essere
• empiricamente confutabili (=> comportare previsioni univoche su fatti osservabili)
-> ipotesi di ricerca
Processo di ricerca: ciclico, autoalimentato e dinamico
• Teorie con doppia funzione:
• 1. Identi cano il problema da risolvere
2. Spiegano determinate classi di fenomeni
Teorie scienti che => insiemi internamente coerenti di ipotesi esplicative
• confutabili, non ancora confutate, espresse secondo un linguaggio
Costrutti teorici + leggi: 1) spiegano regolarità osservabili; 2) probabilistiche; 3)
• relazione causale -> si ha la causa del comportamento data dal fenomeno
empirico e fa delle previsioni confutabili
Teorie => modelli concettuali per spiegare dati sperimentali; ve ne possono essere
• diverse sulla stessa cosa (-> prova empirica) e la migliore è quella con maggior
potere esplicativo
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Due teorie che utilizzano diversi costrutti e leggi ma hanno le stesse previsioni
• sono scienti camente indistinguibili -> si usa il rasoio di Ockham => scelgo la più
semplice
Psicologo:
• 1. Sperimentalista => base teorica + esperimenti per testare
2. Teorico => creazione di formule teoriche migliori in base ai risultati
L’integrazione fra i due crea la scienza -> avere entrambe le anime
•
Il mestiere dello sperimentalista
Creare un esperimento e renderlo comprensibile agli altri:
• 1. Scomporre in variabili
2. Trovare strategie di ricerca
3. Trovare validità e controllo
4. Esaminare i risultati di una ricerca
5. Etica della ricerca
Scomporre in variabili
Esperimento dove si valuta una precisa azione in una precisa situazione:
• A. De nire delle variabili misurabili e che possono assumere valori diversi
B. Interazione fra variabili -> vedo la relazione => esperimento; variabili de nite
in modo operazionale: in base alle operazioni che servono per misurarne il
valore
C. Alcune variabili sono inosservabili perché legate a concetti teorici ->
analizzabili solo se de nite operativamente: speci co una variabile
osservabile secondaria possibile e la prendo come indizio; ne prendo di più
per essere sicuro: molteplicità e convergenza aumentano il grado di ducia
(ma mai al 100%)
I tipi di variabile:
• 1. Quantitative o continue => assumono in niti numeri
2. Qualitative, discrete o categoriche => solo un determinato valore con livelli
ssi in una gamma ssa
In alcuni casi la natura della variabile è invariabile mentre in altri dipende il tipo di
• misura utilizzata:
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Per le discrete:
• 1. Nominali => valori diversi ma no relazione asimmetrica (non ordine fra le due
cose: solo uguaglianza o di erenza di due eventi
2. Ordinali => c’è un ordine intrinseco nelle variabili e relazione asimmetrica
d’ordine
Nelle continue:
• 1. Di intervallo => c’è un’unità di misura e si ammette il negativo -> di erenza
che intercorre fra un livello e l’altro
2. Di rapporto => esiste uno zero assoluto, c’è unità di misura e l’origine della
scala è ssa (solo +)
Criteri di bontà della misura:
• A. Validità => diagnostica di quello che voglio misurare
B. A dabilità => risultati coerenti in situazioni simili
C. Sensibilità => risultati diversi quando misura cose diverse
Possono esserci errori perché siamo in situazione di SDC: i due tipi non sono
• mutuamente escludibili
1. C’è sempre variabilità fra dati singoli => errori casuali: intrinsechi, non si
possono togliere e vanno presi per buoni
2. Errori sistematici o bias di misura => errore che si ripete uguale nelle varie
prove facendo avere risultati tutti sballati -> bisogna individuarli ed eliminarli
8 ottobre, lezione 4
Le strategie di ricerca
Diversi approcci in base a ciò che si vuole studiare (descrivere, predire, scoprire le
• cause o spiegare il comportamento)
Tre metodi principali:
• 1. Descrittive => osservare come funziona un individuo senza sapere le variabili
-> solo in relazione all’ambiente; serve quando non abbiamo ancora una
teoria -> possibili cause ancora da individuare; bisogna fare per forza un
esperimento perché ci si limita ad ipotizzare; questionari quando non posso
studiare il fenomeno in laboratorio (non impongo la VI) e rischio che 1) le
persone non siano sincere, 2) vi sia una potenziale scarsa rappresentatività
del campione, 3) domande formulate male; viene raramente utilizzato in PG
(più per variabili inosservabili) perché vale per il singolo mentre qui si vuole il
generale
2. Correlazionali => non usare CAUSARE; de nisco le variabili di interesse ma
non le impongo, non le manipolo: vedo se due variabili cambiano con
regolarità una rispetto all’altra ma non posso stabilire un rapporto di causa-
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e etto; correlazione spuria => esiste una terza variabile non considerata che
provoca un’associazione indiretta tre la due variabili osservate; a posteriori
misuro il coe ciente di correlazione (-1 < r < 1) => forza di un’associazione e
lo rappresento su un diagramma di dispersione, si indicano gli estremi ma vi
possono essere anche valori intermedi:
- Coe ciente 1 => cresce x e insieme cresce y; retta inclinata di 45 gradi sul
gra co; posso invertire x e y (no causa-e etto) => correlazione positiva
perfetta
- Coe ciente 0 => gradi 0 sul gra co; non c’entrano l’una con l’altra => no
correlazione
- Coe ciente -1 => 135 gradi sul gra co; al diminuire di x diminuisce anche
y => correlazione negativa perfetta
3. Sperimentali => testano la relazione causa-e etto; è il metodo elettivo della
PG; le VI sono manipolate dallo sperimentatore per avere un e etto sulle VD;
ci possono essere più VI ma in linea generale non più di tre); osservazione
sistematica e più misurazioni; VI -> modi cazione volontaria e controllata dei
valori; de nire un disegno sperimentale => decidere le VI che livelli
assumono e su quali VD io predico ci sia un e etto; almeno due livelli ->
indipendenti da qualsiasi altro tipo di cambiamento: se risultati diversi allora
la manipolazione ha avuto e etto (si e ettuano analisi statistiche per vedere
se dovute al caso), se risultati simili -> 1) VI non in uenza, 2) VI scelta in
modo errato, 3) VI non realmente VI; VI chiamate anche fattori -> disegni
sperimentali fattoriali => con + VI che si manipolano indipendentemente l’una
dall’altra ma contemporaneamente ottenendo un disegno ortogonale
Veglia
Sonno
Incidentale Secondo gruppo
Primo gruppo
Intenzionale Terzo gruppo Quarto gruppo
- Due fattori a due livelli -> quattro condizioni sperimentali
- Vedo se una o più variabili in uenzano, in che modo e se una in uisce sull’altra
(=> interazione fra variabili)
Sonno Veglia Media
Incidentale 40 45 42,5
Intenzionale 90 85 87,5
NB: i risultati sono la percentuale
Media 65 65 di parole ricordate
- Incidentale-intenzionale in uisce mentre sonno-veglia no (=> no interazione fra
fattori)
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ff fi ffi
ffi
ffi fi ffi fl ff fl fi fi ff fi
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Sonno Veglia Media
Incidentale 40 90 65
Intenzionale 85 45 65
Media 65 65 NB
- Apparentemente non cambia ma i valori sono diversi quindi una variabile
interagisce con l’altra => interazione fra variabili
- Non sempre si possono fare disegno ortogonali completamente => disegni a
variabile innestata
- Quasi-esperimento => alcuni fattori non sono manipolabili quindi entra in gioco
uno studio di natura correlazionale (rapporto di dipendenza)
- Paradigma sperimentale => de nire i dettagli di una ricerca -> condizione di
ceteris paribus => eccetto le VI il resto deve essere uguale e costante (controllo
sperimentale)
Validità e controllo
Minacce della validità -> attenzione a far si che non sia in ciata
• 1. Interna => sicuri che la di erenza del comportamento sia data dalle VI: non
devono esistere variabili confuse che e etti indistinguibili -> errore
sperimentale che cerco di eliminare oppure randomizzo
2. Di costrutto => concerne la relazione fra teoria e risultati (esistono altre teorie
che possono egualmente rispondere?); fondamentale la corretta de nizione
operazionale delle variabili
3. Esterna => estensione dei risultati di una ricerca ad altre situazioni; da tenere
in considerazione quando si fanno interferenze; su cientemente ampio
campione di partecipanti per evitare errori ed evidenziare meno le di erenze
nella media -> quasi eliminarle -> deve essere rappresentativo della
popolazione di interesse
4. Statistica => veri care che la VD dipenda dalla VI e che la di erenza non sia
dovuta al caso; veri co con statistica inferenziale -> de nire un criterio
matematico che mi delinei la reale di erenza
11 ottobre, lezione 5
Controllo sperimentale => ridurre le minacce alla validità
• - Limitare l’e etto delle diverse sorgenti di variabilità => sempli cazioni:
condizioni semplici con cui uniformare la realtà
- Avere un punto di paragone: due livelli della VI (vedi slide)
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Esprimenti fra soggetti o gruppi
Diversi livelli associati a diversi gruppi
• Problemi: 1) preesistente di erenza fra i gruppi con
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