Appunti di psicologia dinamica
Nella seconda metà del XIX secolo, in Europa nasce un movimento per lo studio delle malattie mentali, che porterà alla nascita dell’attuale psicologia clinica, intesa come lo studio dei processi mentali e dei comportamenti umani fondato sull’osservazione clinica. Il movimento nasce in Francia ed è definito dalla psichiatria dinamica e si basa sulla scoperta che alla base di certi disturbi mentali potevano non esserci lesioni anatomiche ma lesioni dinamiche o funzionali, basate su una vulnerabilità del sistema nervoso, che producevano alterazioni nella percezione soggettiva e/o nei comportamenti (dolori, paralisi isteriche o le manifestazioni della personalità multipla).
Contributi in Germania, Francia e Austria
- Germania: Kraepelin (1856-1926), prima nosologia (=classificazione di sintomi) psichiatrica, dementia precox (=disturbo schizzofrenico) e disturbi maniaco-depressivi; lesioni cerebrali.
- Francia: Charcot (1825-1893); idee fisse inconsce che influiscono sui pensieri coscienti, isteria di origine traumatica, ipnosi. Janet (1859-1947) analisi psicologica per esplorare le condizioni causali, gli automatismi psicologici inconsci per spiegare le idee fisse. Dallo studio del cervello si iniziò a passare allo studio della mente.
- Charcot: a partire da alcuni fenomeni quali 'l’anestesia a guanto', le paralisi e le cecità isteriche, elabora l’ipotesi che siano le idee e non i nervi la fonte del problema. Il problema non è nella carne, ma in un’idea estranea alla coscienza.
- Austria: Freud (1892-1900), fonda la disciplina che lungo tutto il XX secolo si occupa dello studio delle motivazioni e degli affetti, per la spiegazione psicologica di disturbi mentali e di difficoltà di adattamento psicologico delle persone.
Psicologia dinamica
La definizione più usata risale a Freud, che nel 1917 (introduzione della Psicoanalisi) sostenne la necessità di sviluppare una psicologia improntata ad una 'concezione dinamica' della mente. Dinamica poiché i fenomeni osservabili vanno presi non come tali ma come indizi di un gioco di forte espressione di tendenze interne all’individuo che possono essere concordati, ma che sono genericamente in disaccordo tra loro: fa quindi riferimento al contrasto tra l’appartenenza dei comportamenti osservabili e il gioco delle tendenze nascoste.
In generale, nelle scienze psicologiche con dinamica si fa riferimento al tentativo di spiegare i fenomeni mentali come il risultato di un conflitto. Tale conflitto deriva, per la psicoanalisi, da potenti forze inconsce che cercano di esprimersi e che richiedono un costante controllo da parte di forze opposte che ne impediscono l’espressione. Tali forze interagenti possono essere considerate come:
- Un desiderio e una difesa contro tale desiderio
- Diversi agenti o 'parti' intrapsichiche con finalità e priorità differenti
- Un impulso in contrasto con una consapevolezza interiorizzata delle richieste e della realtà esterna. (Super-io, costruzione del super-io) un desiderio interiorizzato perché non si può avere, per una regola che viene poi interiorizzata dentro di me e che prima proveniva dai genitori.
Che cos’è la psicoanalisi secondo Freud (1922)
La psicoanalisi secondo Freud è il nome:
- Di una serie di conoscenze psicologiche che convergono in una nuova disciplina scientifica (corpus teorico); teoria della mente, della personalità
- Di un procedimento teorico per l’indagine dei processi psichici cui non sarebbe possibile accedere diversamente (metodo di indagine); è anche una tecnica, un metodo di indagine per andare a raggiungere quei processi cui in altri modi è impossibile
- Un metodo terapeutico per il trattamento dei disturbi nevrotici (teoria della tecnica); c’è bisogno di una tecnica di avere degli strumenti (teorici e tecnici) per poter avere e trattare. Strumentazione teorico, il motivo per cui uso quella tecnica.
Psicoanalisi secondo La Planche e Pontalis (1967)
Disciplina fondata da Freud in cui si possono distinguere 3 aspetti:
- Un metodo di indagine per l’indagine dei processi mentali che sono pressoché inaccessibili per altra via, consistente nell’esplicitare il significato inconscio dei discorsi, azioni e produzioni immaginarie. Su fonda sulle associazioni libere
- Un metodo terapeutico fondato su tale indagine e specificato dall’interpretazione controllata delle resistenze, del transfert e del desiderio. Tale metodo è fondato per il trattamento dei disturbi nevrotici ed elettivo per tali disturbi
- Un complesso di teorie psicologiche e psicopedagogiche, sistemazione dei dati apportati dal metodo psicoanalitico di ricerca e di trattamento
Psicoanalisi e psicologia dinamica secondo Jervis (1993)
Jervis (1993) differenzia nettamente la psicoanalisi e la psicologia dinamica.
Psicoanalisi: fa riferimento ad uno specifico metodo clinico (uso divano e libere associazioni), ad una specifica tradizione culturale con aspetti dottrinari, ad un universo teorico-professionale sociologicamente determinabile (realtà sociale autonoma, in Italia: SPI, AiPsi afferenti dell’IPA).
Psicologia dinamica: è una teoria aperta, legata in gran parte alle idee della psicoanalisi eppure non dipendente dalla psicoanalisi come istituzione organizzata, connessa agli altri settori della psicologia moderna, non direttamente ancorata alla psicologia clinica* né tanto meno a specifiche modalità di trattamento. * non tutta la psicologia dinamica è clinica, ma gran parte della clinica è dinamica.
La psicoanalisi si caratterizza sia come corpus teorico di ipotesi relative allo sviluppo e al funzionamento mentale (normale e patologico) e ha numerosissimi risvolti sul trattamento e sul piano clinico, in ambiti di lavoro molto diversi tra loro. L’approccio psicoanalitico va oltre al lungo lavoro con il paziente per giungere alla conoscenza delle sue problematiche profonde tramite specifiche strumenti psicologici come le libere associazioni.
Bensì, la teoria psicoanalitica trova espressione e fa sentire la sua influenza in molti ambiti di lavoro non strettamente psicoanalitici sia nell’area dell’intervento psicologico (approccio indiretto con molti pazienti come i pazienti tossicodipendenti e psichiatrici).
Ambiti di applicazione del pensiero psicodinamico
- Lavoro psicologico con il paziente
- Comprensione dei meccanismi del funzionamento individuale, diodici (madre-figlio) e collettivi
- Relazione di aiuto in tutti i contesti clinici
- Relazione di aiuto nei contesti educativi
4 grandi miti secondo Mitchell e Black
- Mito 1 la psicoanalisi è in larga misura l’opera di un solo uomo. La psicoanalisi nasce grazie all’opera di Freud. Personaggi importanti dei primi decenni della psicoanalisi – Jung, Adler, Ferenczi, Rank- furono espulsi dalla scuola freudiana poiché le loro idee erano troppo in contrasto con la dottrina ortodossa. Ma già lo stesso Freud e dopo di lui numerosi psicoanalisti hanno portato numerose variazioni teoriche e tecniche. La psicoanalisi non è più l’opera di un solo uomo. Il mondo della psicoanalisi è definibile come post-freudiano.
- Mito 2 la psicoanalisi contemporanea, sia nella teoria che nella pratica clinica, è praticamente identica a come era nell’epoca di Freud. I pilastri della teoria freudiana – le pulsioni, la centralità del complesso di Edipo, il primato motivazionale della sessualità e dell’aggressività- sono stati messi in discussione e radicalmente trasformati. I principi fondamentali – la neutralità dell’analista, la frustrazione sistematica dei desideri del paziente, la degressione alla nevrosi infantile – sono stati ripensati riveduti e modificati. L’analista non è sempre seduto dietro il lettino su cui è disteso il paziente, ma può anche essere faccia a faccia. L’analista non è il detentore della verità, ma la guida di un viaggio interdipendente.
- Mito 3 la psicoanalisi è passata di moda. Con l’avvenimento di altre forme di psicoterapia e degli psicofarmaci, l’orientamento verso trattamenti più brevi, economici e orientati alla riduzione del sintomo, la psicoanalisi ha perso il monopolio assoluto, ma:
- Numerosissime forme di assistenza sociale e psicoterapie non psicoanalitiche sono derivate o influenzate dalla psicoanalisi classica e recente.
- I conflitti psicoanalitici di Freud e di molti altri, sono entrati nella cultura e nella società a vari livelli, e in ambiti diversi.
- Mito 4 la psicoanalisi è un culto esoterico che richiede una conversione e lunghi anni di studio. È vero che il linguaggio psicoanalitico è spesso oscuro, fitto di espressioni specifiche e di argomentazioni complesse; è spesso molto diverso tra scuole e autori diversi; per molti anni la psicoanalisi era riservata ai medici; ma: oggi la psicoanalisi e la psicologia dinamica fa parte della formazione di psicologi e operatori nelle relazioni d’aiuto. Le scuole di specializzazione in psicoterapie di orientamento psicoanalitico non sono riservate ai medici.
Sigmund Freud – il pensiero freudiano
Nascita della psicoanalisi (1895-1910)
‘’Studio sull’isteria’’ opera del 1895, scritto insieme a Breuer. Presentano i primi studi sull’isteria* e le loro prime ipotesi sulla comparsa di questo. *
- Sintomi corporei senza lesioni anatomiche localizzabili, che scompaiono e ricompaiono. Le cause e sintomi della conversione isterica.
Freud e Breuer: Freud incoraggiato da Breuer continuò i suoi studi sulla suggestione ed ipnosi nel trattamento dell’isteria. 1895 pubblicano studi sull’isteria, dove Freud pone basi cliniche e teoriche della nascente psicoanalisi. Freud utilizzò in un primo tempo suggestione e ipnosi.
* Per ricordare e ritrovare i ricordi patogeni (trauma). Questo perché i pazienti soffrono di qualcosa che è successo ma che non si ricordavano. I sintomi stanno al posto dei ricordi, loro soffrono dei loro ‘ricordi mancanti’.
Il caso di Anna O.
Attraverso regressione ipnotica rievocava episodi traumatici e riviveva l’affetto che non era stato espresso al momento opportuno.
* Attraverso l’ipnosi facevano regredire il paziente per portare alla memoria cosciente eventi traumatici, e anche rivivere l’affetto associato a quel ricordo, affetto che non era stato espresso nel momento di quella evento. Metodo catartico si fonda sull’uso della parola, che liberando gli effetti repressi, determinava un effetto terapeutico. Il problema si ripresentava quindi la tecnica dell’aberrazione dell’affetto, è importante, ma non risolutiva. In Anna i sintomi sparivano, quando appariva nel presente il ricordo della loro prima comparsa. Anna O. rivive nel presente l’emozione provata nel passato. ‘’Se questo primo manifestarsi del sintomo viene narrato, viene eliminato per sempre’’. La paziente rievocava episodi traumatici dissociati* e riviveva l’affetto che non erano stati espressi al momento opportuno.
* Non associate ad altro. Perché le esperienze si dissociavano?
- Breuer: le esperienze si dissociavano perché si verificavano durante stati di coscienza alterati (stati ipnoidi).
- Freud: ricordi e sentimenti patogeni si dissociavano perché il loro contenuto affettivo era perturbante, inaccettabile in conflitto con il resto delle idee e dei sentimenti. Abbandona l’ipnosi: ‘’mettevo la mano sulla fronte della paziente e affermavo: le verrà in mente qualcosa quando farò pressione con la mano, nel momento in cui cesserò di premere, lei vedrà qualcosa che cercherà di afferrare’’.
Nel caso di Emmy Von N. per la prima volta Freud utilizzò il metodo delle associazioni libere chiedendo alla paziente di dire quello che gli venisse in mente evitando censure dei pensieri o una linea di pensieri logici.
Emmy Von N.: Basta che Emmy gli parlasse spontaneamente per riprodurre ricordi significativi e perché ne seguisse l’effetto catartico, ‘’mi lasci raccontare quello che ho da dire’’, Freud ottiene l’emergere dei ricordi anche senza ipnosi. Sull’origine dei sintomi isterici ‘’l’elemento sessuale ha un ruolo determinante poiché rappresenta più di ogni altro un’occasione di traumi’’ psicosessualità.
Resistenza impossibile associare liberamente per lungo tempo pensieri troppo legati a pensieri segreti rimossi sono bloccati dalle difese. Il ruolo decisivo della sessualità nell’origine delle situazioni isteriche spesso il ricordo precedente il sintomo isterico era un trauma di natura sessuale.
Interpretazione del sintomo isterico
Prima fase: teoria del trauma (seduzione)
Episodio traumatico evento di seduzione sessuale REALMENTE accaduta nell’infanzia.
Seconda fase: modello del desiderio
L’evento traumatico non è reale ma FANTASTICATA, molta importanza a livello psichico. 1897 esperienze sessuali infantili, ricordi di desiderio 1898 concetto di desiderio inconscio. Abbandona la teoria della seduzione. Questo per via della grande diffusione dell’isteria e per via di una sua autoanalisi. La parte fantastica è molto importante e anche causa delle malattie. Nell’inconscio non esistono tracce di realtà, non è possibile distinguere ciò che è vero da ciò che è finzione investita da carica emotiva. La psiche diventa potente quanto la dimensione della realtà. Freud pone già fin dall’inizio le tre strade di ricerca psicoanalitica.
- La Natura: basi biologiche e neuroanatomiche su cui si poggia il funzionamento della mente umana; il 'Progetto' e oggi le neuroscienze.
- La Fragilità del corpo: rapporto mente-corpo, non solo corpo come cervello, da cui parte l’indagine dei sintomi isterici - modello pulsionale.
- Le Istituzioni sociali: famiglia come fattore patogeno nello sviluppo del bambino relazioni familiari e contesto sociale; dimensione relazionale nella patogenesi dei disturbi e dei problemi di adattamento verso infant research.
Nel 1895 Freud scrive il ‘’Progetto di uno psicologo’’, ma questo viene pubblicato nel 1950. - è negli stessi anni in cui vengono pubblicati gli studi sull’isteria. Obiettivo di questo scritto è di ‘’dare una psicologia che sia scienza naturale’’ ovvero il tentativo di tradurre in termini neurologici quelle nozioni di carattere psicologico in cui gli sembrava di dover inquadrare le scoperte nel campo delle nevrosi. - saldare la sua formazione medico con nuove esperienze di carattere psicologico e riuscire a spiegare in termini di processi organici le manifestazioni psichiche era (è) un ideale comune agli ambiti scientifici dove Freud proveniva.
Nel 1895 Freud riteneva di poter reperire gli elementi di una dottrina neurologica del sistema nervoso centrale sufficienti a costruire una nuova psicologia. - è appena stata introdotta la scoperta del neurone. Freud intende ‘’vedere quale forma prende la teoria del funzionamento psichico se vi si introducono considerazioni quantitative, facendone una specie di scienza economica della forza nervosa’’. Tuttavia, tra momenti di entusiasmo e momenti di delusione, afferma prima di voler far riposare l’argomento poi, nel 1896 in una lettera a Filess, di voler completamente rivedere il suo manoscritto, non tornandoci più.
Inoltre, più tardi Freud avrebbe preferito che questo manoscritto - mai dato alle stampe fino al 1950 - fosse distrutto o almeno rimanesse inedito. Come tentativo mancato il ‘’Progetto’’ è importante perché sottolinea – rispetto alle conoscenze dell’epoca (e ciò potremmo chiedere anche rispetto alle attuali conoscenze) l’impossibilità di tradurre in modo adeguato la fenomenologia psichica in un linguaggio fisiologico valido passaggio al modello del desiderio. Del Progetto, nella successiva opera di Freud rimangono:
- La concezione dinamica
- La concezione quantitativa
- La descrizione dei processi psichici in termini economici
I fondamenti della teoria Freudiana
Secondo Eagle (2012), sono:
- Principio di inerzia, poi principio di costanza fa riferimento alla natura dell’apparato psichico; - Freud (1893) ‘’in ogni individuo esista la tendenza a ridurre la somma di eccitamento per preservare la salute’’. Ogni esperienza è accompagnata da un ammontare affettivo che viene normalmente scaricato mediante l’esperienza cosciente, compreso il parlarne. - Freud (1920) ‘’l’apparato psichico si sforza di mantenere costante la quantità di eccitamento presente nell’apparato stesso, sulla base del principio di costanza, ma delle funzioni primarie del sistema nervoso (o psichico) è di liberare l’organismo da una eccessiva stimolazione. Il fallimento di questa operazione ha conseguenze patologiche, compreso lo sviluppo di sintomi. La scarica dell’eccitazione produce piacere, l’incremento provoca dispiacere.
- I contenuti psichici isolati producono effetti patogeni: i contenuti psichici isolati e non integrati nella personalità o nell’organizzazione individuale rappresentano elementi patogeni, che producono varie forme di sintomi patogeni. - come Janet e Charcot, Freud nel 1893 accetta il principio che l’isolamento associativo costituisca la spiegazione della paralisi.
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