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PSICOLOGIA DELLA COMUNICAZIONE

- LEZIONI IN AULA -

1 I

NTRODUZIONE

Un mass-mediologo dà un’affermazione: “il mezzo è il messaggio”.

Nella storiella esempio del pagliaccio, il particolare frangente in cui il pagliaccio era il protagonista non è stato

il messaggio ad emergere bensì la forma del pagliaccio che porgeva il messaggio. Ciò che è stato effettivamente

trasmesso è il pagliaccio che diventa più evidente al messaggio stesso. Il mezzo è diventato il pagliaccio: la realtà

diventa associazione traslata di un messaggio che si fa piccolo rispetto il mezzo che sovrasta lo stesso

messaggio.

2 C

OSA SONO I NUOVI MEDIA

2.1 C

OME SONO NATI I NUOVI MEDIA

Fra i più conosciuti: internet, siti web, computer multimediali, videogiochi elettronici, CD -ROM, DVD, la realtà

virtuale. Ciò ci fa capire che i nuovi media si includono nel concetto dell’uso del computer per la distribuzione

ed esibizione del prodotto anziche per la realizzazione. Es. le foto su CD sono nuovi media mentre quelle

cartacee no, i libri elettronici sono nuovi media e quelli stampati no.

La nuova RIVOLUZIOE MEDIALE di oggi: il passaggio dell’espressione della cultura in forma di

produzione/distrubuzione/comunicazione mediate dal computer.

1) Viene inventato il dagherrotipo (antenato della macchina fotografica). L’immaginario pubblico era invaso

da dagherrotipi di palazzi, monumenti e panorami. Poi dopo due anni, grazie allo sviluppo della tecnica

gli studi erano specializzati nei ritratti.

2) Venne poi progettata la macchina analitica di Babbage che poteva eseguire operazioni matematiche ed

eseguire programmi per mezzo di schede perforate.

3) Viene inventato il telaio di Jacquard controllato automaticamente da schede perforate; il telaio era

impiegato per elaborare immagini figurative intricate. Questo computer fu ispirazione per la

progettazione della macchina analitica. Entrambi i progetti (dagherrotipo e macchina analitica) si

sviluppano contemporaneamente. I mass media e l’elaborazione dei dati sono tecnologie che si

sviluppano contemporaneamente fianco a fianco, permettendo la nascita della moderna società di

massa.

4) In parallelo ci sono i fratelli Lumiere che presentano un misto tra macchina fotografica e cinepresa.

Vengono poi adottati tabultatori elettrici per raccogliere dati del censimento per poi procedere con le

macchine da calcolo.

5) Nel XX secolo c’è il periodo chiave della storia dei media e dei computer, viene inventata la macchina di

Turing, il cui funzionamento ricorda quello del proiettore.

CINEMATOGRAFO. Significa scrivere il movimento, quindi possiamo considerare la cinematografia come la

registrazione di dati visibili su supporto materiale. Gli inventori della cinematografia registravano immagini

discrete su pellicole mentre inventori del computer elettronicamente usando codice binario.

Alla fine di questo percorso i media (computer e fotografia) e il computer (macchine da calcolo) si fondono e

formano i nuovi media. Con il computer si possono elaborare e manipolare media (ritorno alle o rigini del telaio

di Jacquard).

DIGITALIZZAZIONE. Conversione di dati analogici (continui) in una rappresentazione numerica; i dati continui

vengono trasformati in dati discreti.

A partire dal XIX secolo, si era arrivati ad accumulare molto materiale fra foto, audio e video, trovandosi

all’esigenza quindi di trovare tecnologie per l’immagazzinamento e accesso a tale materiale preesistente, con

esigenza di trovare materiale piuttosto che creare un dato da zero.

Un nuovo oggetto mediale non rimane identico a se stesso all’infinito ma può variare in versioni diverse tra

loro. Esempi di variazioni: da stessi dati si possono ricavare interfacce diverse – informazioni utente per

personalizzare in automatico la composizione di un oggetto mediale – ipermedia, dove gli elementi e la struttura

sono indipendenti anziché interdipendenti come in quelli tradizionali – aggiornabilità in automatico.

2.2 C NON

OSA SONO I NUOVI MEDIA

Premettiamo le seguenti cose:

 Un nuovo media è un media analogico (continuo) convertito in digitale (discreto) .

 Tutti i media digitali hanno in comune lo stesso codice digitale, con unico lettore (computer) che funge

da lettore multimediale

 I nuovi media hanno accesso random ai dati (quelli tradizionali sono sequenziali)

 La digitalizzazione comporta una perdita di informazioni, perché la rappresentazione digitale contiene

una quantità fissa di informazioni al contrario dell’analogico

 I media digitali possono copiarsi all’infinito senza perdere di qualità (a differenza degli analogici)

 L’utente può diventare coautore di un’opera in quanto è possibile interagire con i nuovi media

2.2.1 IL CINEMA COME NUOVO MEDIA

 Un nuovo media è un media analogico (continuo) convertito in digitale (discreto). Il cinema è stato il

primo media a rappresentare in maniera discontinua delle immagini per mezzo del sampling del tempo

(24 volte al secondo).

 Tutti i media digitali hanno in comune lo stesso codice digitale. Il cinema era già abituato a combinare

immagini in movimento, suono e testo, quindi è stato progenitore dell’odierna multimedialità.

 I nuovi media permettono l’accesso random. Uno degli apparecchi cinematografici inventato da Edison

collocava una serie di immagini lungo il perimetro di un cerchio, basandosi su uno stesso principio.

3 COMUNICAZIONE INFORMAZIONE

VS

L’INFORMAZIONE è un insieme di dati che ha valore per chi la riceve in quanto è uti le per aumentare la

conoscenza. Ha un flusso unidirezionale.

La COMUNICAZIONE invece è un processo bidirezionale. Comunicazione è tutto ciò che prevede un’interazione.

Ha un flusso bidirezionale.

Abbiamo due termini A e B. A sarà l’emittente, e ci sarà un segnale che passerà da A e poi raggiungerà B ricevente.

tale flusso che va da A a B lo chiameremo flusso informativo o flusso di informazione. Se il flusso dovesse

percorrere il senso opposto da B ad A, di ritorno, tale flusso genererebbe una informazione di ritorno chiamato

FEEDBACK (risposta di ritorno).

Es. faccio una domanda e ricevo una risposta: l’azione informativa si è chiusa, quindi c’è stata COMUNICAZIONE

(mettere insieme due termini A e B, chiudendo il loro percorso). INFORMARE in questo caso è stato bidirezionale

ma in linea di massima l’informazione è unidireazionale.

Es. io vado per strada e trovo un manifesto “Oggi sospensione traffico su via Amendola”; questa è una

informazione, in quanto non avviene una conversazione con il manifesto. Informare è questo: flusso

unidireazionale.

Es. il giornale. Chi parla con una televisione? Chi parla con un giornale? Con internet in un certo senso si, con i

social network per esenpio in quanto può informare e permettere comunicazione.

Es. il telefono è un mezzo di comunicazione: io chiamo e ricevo risposta di chi riceve la chiamata.

Comunicare è atto eminentemente umano, perché comunicare è alla base dei rapporti sociali e delle ralzioni

interpersonali. L’uomo è un animale comunicante, mette in comunicazione tutto ciò che ha. La base del

fondamento della comunicazione è che c’è la volontarietà dell’atto di comunicare: c’è una domanda e si ottiene

una risposta. L’uomo non decide se essere comunicante ma decide se e come comunicare.

Es. se io entro da una porta con maglia strappata e piena di sangue, senza che lo dico, potrei far intuire che qualcosa è

andato storto, quindi involontariamente do una informazione. Quindi senza intenzionalità l’informazione può

ugualmente avere luogo. Comunicare no, presuppone sempre una intenzionalità.

Esempi di mezzi di informazione: radio, tv, giornali, la voce, un quadro anche; è previsto però un linguaggio che permette

di sintonizzarsi su una “piattaforma” su cui scambiarsi informazioni.

L’ATTENZIONE. Altra componente fondamentale perchè che la comunicazione avvenga, oltre l’intenzionalità, è

l’ATTENZIONE: tanto più abbiamo la possibilità di codificare il messaggio quanto più l’attenzione del ricevente è

focalizzata sulle vie centrali dell’espressione. Es. se io parlo con uno e quest’altro mi guarda ma con la testa pensa

altrove mi viene difficile pensare che l’attenzione sia focalizzata sul mio parlare. Se invece ho la certezza con feedback

ripetuti il messaggio comuncativo molto probabilmente avviene. Oppure anche con la ridondanza, es. ripetendo sempre

lo stesso messaggio anche formulato in maniera diversa.

LA RIDONDANZA. Un processo di comunicazione può essere reso più significativo/potente attraverso una ridondanza

nel segnale. La reiterazione di un segnale che passa dall’emittente a ricevente. Ricevente, abiturata al fatto che è stato

ripetuto lo steso egnale, stabilirà un contatto e quindi un canale di comunicazione.

Esiste una realtà informativa che dice che è accaduto un evento, es. il terremoto. Se non avessimo i mezzi di informazione

ci limiteremmo alla nostra sfera sensibile personale, se fosse per molti per es. non ci sarebbe stato. Ciò che rende questo

fatto un possesso di tutti è il meccanismo della comunicazione che prende sopravvento sulla realtà in quanto diventa

un atto condiviso dalla comunità. Il terremoto può anche non essere avvertito ma diventa condiviso (da trattazione si

passa alla condivisione di un argomento). Una comunità sceglie di trattarlo e quindi condividerlo.

4 L’A , M P C

TTENZIONE ESSAGGI PER VIA ERIFERICA E PER CIA ENTRALE

MESSAGGI CENTRALI e MESSAGGI PERIFERICI.

Nel percorso periferico la persona che riceve il messaggio impegna una minima parte della propria attenzione

all’elaborazione della comunicazione.

Nel percorso centrale il ricevente del messaggio persuasivo attiva una profonda riflessione della comunicazione.

Perché ci sia comunicazione, occorre ci sia attenzione e quindi dando un feedback a chi trasmette l’informazione.

L’attenzione gioca un ruolo fondamentale nelle operazioni comunicative ma anche quelle informative (es. telegiornale

che non tiene conto anche dei contenuti che, seppur poco formativi, riescono ad attirare l’attenzione dell’ascoltatore).

Interesse ed Attenzione sono strettamente legati. Se perdo interesse perderei anche attenzione. Non ci può essere

attenzione se non c’è interesse. Da un’attenzione però può nascere un interesse.

Comunicazione signitica “mettere insieme” e “condividere”. Comunicare è mettere in comune (in qualità di comunità),

unisco. Es. in un tavolo con tante persone, si parla di un argomento e si condivide tale contenuto. Una piattaforma che

permette un tot di persone di condividere una pratica (che può essere un gioco per es.).

5 N R

ATIVI DIGITALI E IMEDIAZIONE

I nativi digitali nascono con la tecnologia digitale. Non hanno dovuto trasporre le cose in digitale; sono nati mentre una

tecnologia si andava instaurando con un atteggiamento che porta alla rimediazione (dall’analogico al digitale).

RIMEDIAZIONE: la nascita di un mezzo da un altro mezzo. Es. Internet era una opzione, una possibilità ma non era ancora

una piattaforma molto diffusa, oggi non possiamo stare senza Internet. In effetti oggi senza un telefonino o Internet ci

fa avvertire un ceto gap, fuori dal mondo.

AMBIENTE. Ambiente Sw, ambiente tecnologico, ecc. E’ tutto ciò che circonda un essere umano, che sia reale o virtuale.

6 C

OMUNICAZIONE DIGITALE

Alla base del processo comunicativo ci deve essere una condivisione di contenuti. Ma ci deve essere una piattaforma

comune (es. stesso linguaggio comune).

Quando parliamo di PSICOLOGIA DELLA COMUNICAZIONE DIGITALE ci stiamo riferendo alla raccolta di informazioni,

codifica delle stesse, e ritrasmissioni di tali informazioni con una decodifica.

VIRTUALE. Da virtus (virtù), che si hanno delle capacità, possibilità in più. Ciò che è possibile con una facoltà maggiore

alla normalità. Possibilità espansa che un uomo ha.

RIMEDIAZIONE: la nascita di un mezzo da un altro mezzo (es. lo smartphone che fa da computer, modem, ecc.).

6.1 NEW MEDIA

Un CDROM è un new media perché hanno una facoltà in più: l’ipertestualità. La realtà 3D è new media perché aggiunge

una informazione in più. I film di animazione sono new media perché al giorno d’oggi è aumentata di contenuti.

È new media ciò che arricchisce di un contenuto una informazione tradizionale.

Il primo passo verso la rivoluzione digitale è stala la fotocomposizione, scomponendo la realtà in livelli discreti: ogni

elemento può essere ridotto e quindi creare una realtà. L’altro il dagherrotipo, ossia antenato della macchina fotografica.

7 I S N

OCIAL ETWORK ED I GRADI DI SEPARAZIONE

TEORIA DEL 6° GRADO DI SEPARAZIONE. Teorizzata in sociologia della comunicazione riguarda un aspetto della vita

degli uomini. . Secondo tale sistema tra un individuo ed un altro ci sono al massimo 6 gradi di separazione.

Es. uno di un comune non conosce il sindaco personalmente ma c’è un suo amico che lo conosce quindi l’individuo e

l’amico si distanziano di un grado; secondo grado: amico e sindaco; il sindaco conosce sicuramente un parlamentare: 3

grado; parlamentare conosce capo dello stato: 4 grado; il capo dello stato conosce sicuramente Obama: 5 grado.

I social network attuano una evoluzione in questo senso. Quando chiedo l’amicizia su Twitter per es. al Papa, ho tagliato

i gradi di separazione: ci parlo con il Papa attraverso un ambiente che mi dà l’illusione di poter tagliare la distanza.

Prima criticità: siamo sicuri sia il Papa in persona? No, ma abbiamo l’illusione di farlo. (…“Il mezzo è il messaggio”…).

Altra criticità: non esiste una forma di inibizione, per es. si arriva subito ad un eventuale insulto, litigio o qualcosa del

genere.

Altra criticità: il narcisismo, creando una identità che differisce da quella reale; il desiderio narcisistico porta a

commettere delle azioni che nella realtà non si farebbero.

Aprire un dibattito è funzionale alla conoscenza perché mostra diverse ipotesi. Infatti si parla di “Teoria valida in quanto accettata”

e non di “Teoria accettata in quanto valida”. La comunità scientifica dibatte sui temi, comunica i contenuti, e tali contenuti condivisi

vengono trattati e confronto positivo.

Il social è sia mezzo di informazione che comunicazione.


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tonytkd

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DESCRIZIONE APPUNTO

Il presente documento non vuole sostituire del tutto il materiale didattico messo a disposizione dal professore.
Sono appunti presi durante le lezioni, con relativi esempi e schemi per poter accelerare il grado di comprensione dei concetti della comunicazione per il web. E' solo frutto di una mia elaborazione personale, schematizzando in maniera più ordinata i concetti ripetuti più volte in classe, e che hanno maggior rilievo per il corso.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in informatica e comunicazione digitale
SSD:
Università: Bari - Uniba
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher tonytkd di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia della Comunicazione per il Web e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bari - Uniba o del prof Curci Nicola.

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