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Psicologia della comunicazione - lezioni in aula

Introduzione

Un mass-mediologo dà un’affermazione: “il mezzo è il messaggio”. Nella storiella esempio del pagliaccio, il particolare frangente in cui il pagliaccio era il protagonista non è stato il messaggio ad emergere bensì la forma del pagliaccio che porgeva il messaggio. Ciò che è stato effettivamente trasmesso è il pagliaccio che diventa più evidente al messaggio stesso. Il mezzo è diventato il pagliaccio: la realtà diventa associazione traslata di un messaggio che si fa piccolo rispetto il mezzo che sovrasta lo stesso messaggio.

Cosa sono i nuovi media

Come sono nati i nuovi media

Fra i più conosciuti: Internet, siti web, computer multimediali, videogiochi elettronici, CD-ROM, DVD, la realtà virtuale. Ciò ci fa capire che i nuovi media si includono nel concetto dell’uso del computer per la distribuzione ed esibizione del prodotto anziché per la realizzazione. Es. le foto su CD sono nuovi media mentre quelle cartacee no, i libri elettronici sono nuovi media e quelli stampati no.

La nuova rivoluzione mediale di oggi: il passaggio dell’espressione della cultura in forma di produzione/distrubuzione/comunicazione mediate dal computer.

  • Viene inventato il dagherrotipo (antenato della macchina fotografica). L’immaginario pubblico era invaso da dagherrotipi di palazzi, monumenti e panorami. Poi dopo due anni, grazie allo sviluppo della tecnica, gli studi erano specializzati nei ritratti.
  • Venne poi progettata la macchina analitica di Babbage che poteva eseguire operazioni matematiche ed eseguire programmi per mezzo di schede perforate.
  • Viene inventato il telaio di Jacquard controllato automaticamente da schede perforate; il telaio era impiegato per elaborare immagini figurative intricate. Questo computer fu ispirazione per la progettazione della macchina analitica. Entrambi i progetti (dagherrotipo e macchina analitica) si sviluppano contemporaneamente.
  • I mass media e l’elaborazione dei dati sono tecnologie che si sviluppano contemporaneamente fianco a fianco, permettendo la nascita della moderna società di massa.
  • In parallelo ci sono i fratelli Lumiere che presentano un misto tra macchina fotografica e cinepresa. Vengono poi adottati tabulatori elettrici per raccogliere dati del censimento per poi procedere con le macchine da calcolo.
  • Nel XX secolo c’è il periodo chiave della storia dei media e dei computer, viene inventata la macchina di Turing, il cui funzionamento ricorda quello del proiettore.

Cinematografo

Significa scrivere il movimento, quindi possiamo considerare la cinematografia come la registrazione di dati visibili su supporto materiale. Gli inventori della cinematografia registravano immagini discrete su pellicole mentre inventori del computer elettronicamente usando codice binario. Alla fine di questo percorso i media (computer e fotografia) e il computer (macchine da calcolo) si fondono e formano i nuovi media. Con il computer si possono elaborare e manipolare media (ritorno alle origini del telaio di Jacquard).

Digitalizzazione

Conversione di dati analogici (continui) in una rappresentazione numerica; i dati continui vengono trasformati in dati discreti. A partire dal XIX secolo, si era arrivati ad accumulare molto materiale fra foto, audio e video, trovandosi all’esigenza quindi di trovare tecnologie per l’immagazzinamento e accesso a tale materiale preesistente, con esigenza di trovare materiale piuttosto che creare un dato da zero. Un nuovo oggetto mediale non rimane identico a se stesso all’infinito ma può variare in versioni diverse tra loro. Esempi di variazioni: da stessi dati si possono ricavare interfacce diverse – informazioni utente per personalizzare in automatico la composizione di un oggetto mediale – ipermedia, dove gli elementi e la struttura sono indipendenti anziché interdipendenti come in quelli tradizionali – aggiornabilità in automatico.

Cosa sono i nuovi media

Premettiamo le seguenti cose:

  • Un nuovo media è un media analogico (continuo) convertito in digitale (discreto).
  • Tutti i media digitali hanno in comune lo stesso codice digitale, con unico lettore (computer) che funge da lettore multimediale.
  • I nuovi media hanno accesso random ai dati (quelli tradizionali sono sequenziali).
  • La digitalizzazione comporta una perdita di informazioni, perché la rappresentazione digitale contiene una quantità fissa di informazioni al contrario dell’analogico.
  • I media digitali possono copiarsi all’infinito senza perdere di qualità (a differenza degli analogici).
  • L’utente può diventare coautore di un’opera in quanto è possibile interagire con i nuovi media.

Il cinema come nuovo media

  • Un nuovo media è un media analogico (continuo) convertito in digitale (discreto). Il cinema è stato il primo media a rappresentare in maniera discontinua delle immagini per mezzo del sampling del tempo (24 volte al secondo).
  • Tutti i media digitali hanno in comune lo stesso codice digitale. Il cinema era già abituato a combinare immagini in movimento, suono e testo, quindi è stato progenitore dell’odierna multimedialità.
  • I nuovi media permettono l’accesso random. Uno degli apparecchi cinematografici inventato da Edison collocava una serie di immagini lungo il perimetro di un cerchio, basandosi su uno stesso principio.

Comunicazione vs informazione

L’informazione è un insieme di dati che ha valore per chi la riceve in quanto è utile per aumentare la conoscenza. Ha un flusso unidirezionale. La comunicazione invece è un processo bidirezionale. Comunicazione è tutto ciò che prevede un’interazione. Ha un flusso bidirezionale.

Abbiamo due termini A e B. A sarà l’emittente, e ci sarà un segnale che passerà da A e poi raggiungerà B ricevente. Tale flusso che va da A a B lo chiameremo flusso informativo o flusso di informazione. Se il flusso dovesse percorrere il senso opposto da B ad A, di ritorno, tale flusso genererebbe una informazione di ritorno chiamato feedback (risposta di ritorno).

Es. faccio una domanda e ricevo una risposta: l’azione informativa si è chiusa, quindi c’è stata comunicazione (mettere insieme due termini A e B, chiudendo il loro percorso). Informare in questo caso è stato bidirezionale ma in linea di massima l’informazione è unidirezionale.

Es. io vado per strada e trovo un manifesto “Oggi sospensione traffico su via Amendola”; questa è una informazione, in quanto non avviene una conversazione con il manifesto. Informare è questo: flusso unidirezionale.

Es. il giornale. Chi parla con una televisione? Chi parla con un giornale? Con internet in un certo senso si, con i social network per esempio in quanto può informare e permettere comunicazione.

Es. il telefono è un mezzo di comunicazione: io chiamo e ricevo risposta di chi riceve la chiamata.

Comunicare è atto eminentemente umano, perché comunicare è alla base dei rapporti sociali e delle relazioni interpersonali. L’uomo è un animale comunicante, mette in comunicazione tutto ciò che ha. La base del fondamento della comunicazione è che c’è la volontarietà dell’atto di comunicare: c’è una domanda e si ottiene una risposta. L’uomo non decide se essere comunicante ma decide se e come comunicare.

Es. se io entro da una porta con maglia strappata e piena di sangue, senza che lo dico, potrei far intuire che qualcosa è andato storto, quindi involontariamente do una informazione. Quindi senza intenzionalità l’informazione può ugualmente avere luogo. Comunicare no, presuppone sempre una intenzionalità.

Esempi di mezzi di informazione: radio, tv, giornali, la voce, un quadro anche; è previsto però un linguaggio che permetta di sintonizzarsi su una “piattaforma” su cui scambiarsi informazioni.

L'attenzione

Altra componente fondamentale perché la comunicazione avvenga, oltre l’intenzionalità, è l’attenzione: tanto più abbiamo la possibilità di codificare il messaggio quanto più l’attenzione del ricevente è focalizzata sulle vie centrali dell’espressione. Es. se io parlo con uno e quest’altro mi guarda ma con la testa pensa altrove mi viene difficile pensare che l’attenzione sia focalizzata sul mio parlare. Se invece ho la certezza con feedback ripetuti il messaggio comunicativo molto probabilmente avviene. Oppure anche con la ridondanza, es. ripetendo sempre lo stesso messaggio anche formulato in maniera diversa.

La ridondanza

Un processo di comunicazione può essere reso più significativo/potente attraverso una ridondanza nel segnale. La reiterazione di un segnale che passa dall’emittente a ricevente. Ricevente, abituata al fatto che è stato ripetuto lo stesso segnale, stabilirà un contatto e quindi un canale di comunicazione.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/01 Psicologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher tonytkd di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia della Comunicazione per il Web e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bari o del prof Curci Nicola.
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