POSSIBILI DOMANDE PSICOLOGIA DELL’EDUCAZIONE
QUALI SONO I PRINCIPALI APPROCCI TEORICI ALLO STUDIO DELLO SVILUPPO?
Approccio comportamentistico (empirismo): prevede che l’individuo sia un organismo docile e plasmabile con capacità
illimitata di apprendimento. Il cambiamento è prodotto da cause ambientali. Lo sviluppo è un progressivo modellamento
delle risponde del bambino da parte dell’ambiente in cui vive. Da tale approccio derivano due principi:
comportamentismo radicale di Skinner (lo sviluppo è una sequenza di esperienze di apprendimento) e la teoria
dell’apprendimento sociale di Bandura (apprendimento può derivare dall’osservazione e dal ruolo del bambino
nell’organizzare le informazioni esterne).
Approccio organismico (Piaget, Vygotskyj): l’organismo è attivo, spontaneo, si auto-organizza. Lo sviluppo deriva
dall’interazione tra un organismo dotato di determinate competenza e particolari condizioni ambientali. Il bambino
costruisce la propria comprensione.
Approccio psicoanalitico: l’individuo è come un organismo simbolico capace di attribuire significati a se stesso e al
mondo. Il cambiamento è dovuto all’esito dei conflitti interni ed è qualitativo che procede secondo stadi.
QUALI SONO LE PROSPETTIVE TEORICHE SULLO SVILUPPO COGNITIVO?
Maturazionismo: è il meccanismo principale che regola la comparsa di abilità col precedere dell’età. È importante il
ruolo della base biologica, lo sviluppo è indipendente dalla pratica e dall’esercizio (ruolo marginale), ma che vanno ad
accelerare o ritardare la comparsa di determinate abilità (esempio gemelle e scale)
Comportamentismo: nel caso quale la cognizione è una particolare classe di comportamenti e l’individuo è plasmato
dall’ambiente. Si ispira a due principi: riduzionismo (il comportamento complesso è un insieme di comportamenti
semplici) e parsimonia (i meccanismi dell’apprendimento operano allo stesso modo per l’intero ciclo vitale). Consiste
nell’isolare e studiare le singole unità comportamentali.
Costruttivismo: è l’individuo che costruisce la propria conoscenza con un interscambio bidirezionale con l’ambiente. Gli
stadi dello sviluppo compaiono secondo una sequenza invariante e universale (Piaget). Il pensiero infantile è
qualitativamente diverso da quello dell’adulto.
QUALI SONO LE CARATTERISTICHE DEL METODO OSSERVATIVO IN PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO?
L’osservazione implica la selezione di un fenomeno, evento o comportamento degno di interesse come oggetto di
studio, e la conseguente raccolta di informazioni su di esso nel modo più accurato, completo ed efficace possibile.
⁃ Non controllano le variabili indipendenti ma osserva il comportamento spontaneo
⁃ Si pone obbiettivi descrittivi e non esplicativi
⁃ Attuata in diversi modi a seconda dell’ambiente (naturale o artificiale/laboratorio)
⁃ 3 fasi dell’osservazione (selezione del fenomeno, registrazione, codifica dati registrati)
⁃ Possibili fonti di errori che possono essere controllate rispetto ai soggetti, agli osservatori, ai ricercatori
QUALI SONO LE DIFFERENZE INDIVIDUALI NELLO SVILUPPO?
Possono essere interindividuali (tra individui diversi) sia intraindividuali (in uno stesso individuo). Si manifestano: nel
temperamento, ovvero nello stile di comportamenti di un individuo quando interagisce con l’ambiente (come adattabilità
a nuove esperienze, livello di attività); nella popolarità di cui godono o meno i ragazzi nell’interazione con i coetanei
(conta il comportamento); nel linguaggio, ovvero nel ritmo di acquisizione della lingua materna (dagli 8 ai 20 mesi).
COLLOQUIO CLINICO DI PIAGET
È uno scambio verbale tra psicologo e bambino, in cui si combinano caratteristiche dell’intervista con osservazione
naturalistica. Possono essere inserite diverse varianti, come disegno, storie e problemi concreti (con un metodo quasi
sperimentale). Ispirata a due principi: sperimentazione (perché chi interroga formula ipotesi) e naturalistica (in quanto si
conduce il discorso verso le zone critiche del problema). È considerato dagli studiosi un metodo troppo suggestivo che
non consente una facile quantificazione delle risposte.
LO SVILUPPO FISICO E MOTORIO NEL PRIMO ANNO DI VITA
Lo sviluppo fisico e motorio è il risultato della continua interazione tra fattori biologici-ereditari e fattori ambientali.
dell’embrione
1. sviluppo (cellule differenziate formano diversi tessuti) - da 3 a 8 settimana - fase di crescita rapida
feto
2. Sviluppo del (organismo con caratteristiche umane riconoscibili): psicologia prenatale ha messo in luce
l’esistenza una serie di competenze che caratterizzano il feto e che sono di tipo percettivo visivo e acustico
Passaggio grazie a riflesso respiratorio e suzione (ingerire). Alla nascita è un soggetto competente perché: collabora alla
nascita, mostra di possedere un sistema di segnalazione sociale. Inoltre ha caratteristiche temperanti quali attività,
ritmicità, adattabilità, intensità, umore, perseveranza,
3. Sviluppo del neonato (aspetto della postura e dei riflessi): neonato considerato come un organismo attivo non
inerte capace di auto-generare movimenti. La motricità riflessa del neonato non rende conto di tutta la reattività e
motricità che questo possiede. Il SN è capace di produrre spontaneamente movimenti ritmici o fasici. Il neonato
modula la sua attività in funziona all’ambiente. I riflessi del neonato:
A. Rotazione del capo (rooting) - se toccato sulla guancia gira la testa
Suzione
B. - succhia
Moro
C. - Contrazione dei dorsali + abduzione ed estensione arti
Babinsky
D. - Stende le dita del piede e poi le richiude
Presa
E. (grasping) - Se si tocca il palmo stringe le dita e afferra
Marcia
F. automatica - Movimenti di deambulazione
1
Nei primi due anni il bambino conquista le principali abilità motorie: prima raggiunge una maggiore mobilità, poi
acquisisce la posizione eretta.
SVILUPPO MOTORIO 3-5 ANNI
Il periodo che coincide con la frequenza della scuola dell’infanzia si caratterizza
per l’affinamento delle competenze di motricità grossolana e fine, in concomitanza a cambiamenti fisici e corporei. Le
capacità motorie prescolari sono collegate a componenti cognitive diverse:
→
A. miglioramento delle capacità aerobiche influenzato da livelli più elevati di attenzione
→
B. maggiore velocità in prove di agilità condizionata da migliori abilità di attenzione e memoria di lavoro
→
C. maggiori capacità di equilibrio dinamico legate a maggiori capacità di memoria di lavoro
→
D. prestazioni in compiti di costruzioni, copiato di disegni e disegno di una figura predittori del rendimento
scolastico
COS’È IL RIFLESSO DI MORO?
Il riflesso di Moro è considerato un residuo di abilità utili ad altre specie che bell’uomo hanno perso di significato. In
particolare si verifica quando il bambino sente un forte rumore o subisce un improvviso cambiamento di posizione,
reagendo inarcando la schiena, estendendo braccia e gambe e poi chiuderle verso il centro del corpo come in un
abbraccio.
QUALI SONO LE PRINCIPALI TAPPE DELLO SVILUPPO DI: POSTURA, DEAMBULAZIONE,
MANIPOLAZIONE?
Postura:
1. Sostentamento della testa
2. Sollevamento del mento (1 mese), poi testa, poi torace
3. Conquista della posizione seduta (4-5 mesi)
4. In piedi sorretto (9 mesi)
5. In piedi da solo (11-12 mesi)
Deambulazione: parallelo alla postura anche se inizia più tardi
1. Striscia
2. Camminare a carponi
3. Qualche passo se sostenuto (9 mesi)
4. Cammina se aiutato (12 mesi)
5. Cammina da solo (13-14 mesi)
Manipolazione:
1. Alla nascita c’è il riflesso di presa (forma primitiva di pressione)
2. Pressione volontaria (2 mesi)
3. Articolazione spalla, poi gomito, poi polso
⁃ prensione cubito-palmare: senza usare il pollice
⁃ Prensione digito-palmare: pollice-indice-medio
⁃ Prensione radio-digitale: pollice-indice
Il bambino impara a afferrare, trattenere, rilasciarlo a 6/8 mesi.
COME AVVIENE LO SVILUPPO PERCETTIVO UDITIVO, GUSTATIVO, OLFATTIVO?
La percezione non è sola la registrazione passiva e frammentaria di stimoli, ma organizzazione dinamica e significativa
dei dati. È un processo di elaborazione degli stimoli sensoriali. I neonati sono dotato di capacità sensoriali: secondo gli
empiristi, il neonato è una tabula rasa che percepisce in seguito ad un lungo apprendimento; secondo gli innatisti, la
percezione è innata nell’essere umano. Le sensazioni gustative e olfattive sono importanti per la nutrizione e per la
relazione adulto-bambino. Dalla nascita il neonato riconosce i sapori dolci e odori gradevoli (gradimento) e sapori amari
e acidi e odori sgradevoli (disgusto). Inoltre è ben sviluppato l’olfatto che riconosce il latte materno. Rispetto lo sviluppo
uditivo sono precocemente reattivi ai suoni: orientano gli occhi e la testa in direzione di suoni ritmici e di voci umane e
riconoscono precocemente la voce materna e la preferiscono ad altri stimoli (apprendimento prenatale), sensibilità
precoce al ritmo, all’intonazione, alla frequenza della lingua parlata. Maggiore rispondenza ai suoni umani rispetto a
quelli non umaniSi ipotizza ci sia un apprendimento prenatale
LO SVILUPPO PERCETTIVO
Lo sviluppo della percezione del volto si articola in percezione del volto (abilità di individuare gli aspetti salienti) e
riconoscimento del volto (abilità di discriminare le diverse configurazioni facciali). Il bambino mostra una precoce
preferenza per il volto materno, basata sulla percezione interdipendente di dettagli interni ed esterni, facilitata dalla
presentazione del volto completo, è capace di discriminare precocemente differenti pattern facciali che esprimono
diverse emozioni, è capace di discriminare precocemente differenti pattern facciali che esprimono diverse emozioni.
COS’È L’ATTENZIONE SELETTIVA? L’ATTENZIONE FOCALIZZATA? L’ATTENZIONE OBBLIGATA?
L’attenzione selettiva è l’attenzione limitata che ha il neonato a ciò che gli compare nello spazio visivo. È selettiva in
quanto non è casuale ma seleziona e predilige gli stimoli:
- Stimoli grandi
- Stimoli nuovi
- Stimoli complessi 2
- Stimoli strutturati
- Contorni
- Stimoli curvilinei
- Stimoli in movimento
L’attenzione focalizzata è la capacità attentiva insieme alla capacità di fissazione. È un parametro di attività cognitiva
nelle prima fasi di vita che consiste nell’inseguimento degli oggetti. Due tipi di elaborazione dello stimolo (5/8 mesi):
short-lookers (prima il generale poi i particolari), long-lookers (analizzano elemento per elemento). L’attenzione obbligata
è quell’attenzione che consiste nell’attrazione elevata di uno stimolo da parte del bambino da non riuscire a togliere lo
sguardo (nei primi mesi di vita). Tale fenomeno è spiegabile sulla base di 2 teorie: imperfetta coordinazione del sistema
oculo-motorio e del sistema attenzionale e incompleta maturazione neuronale. Non permette la volontarietà
dell’esplorazione e porta spesso a reazioni di pianto.SVILUPPO PERCEZIONE VISIVA
Il neonato possiede buone capacità funzionali visive, seppur limitate dall’incompleta maturazione di sistema nervoso e
sistema visivo. La percezione visiva è fondamentale per la prensione (coordinazione occhio-mano). Quella del neonato è
imperfetto, ha una visione centrale limitata e non è capace di percepire i dettagli. Ha un’efficace mobilità oculare che gli
permette di esplorare il campo visivo. Il neonato è in grado di:
- ispezionare l’ambiente tramite movimenti oculari coniugati e di inseguimento
- discriminare gli stimoli intensi e vicini
- utilizzare una visione binoculare (3 mesi)
- percepire le sfumature cromatiche
La percezione visiva nella fanciullezza si evolve grazie allo sviluppo delle capacità cognitive.
SPIEGA IL SINCRETISMO INFANTILE
È un fenomeno che si verifica nell’infanzia per cui la percezione della struttura di insieme ostacola l’individuazione delle
singole parti (non c’è integrazione tra il tutto è il singolo). È dovuto all’influenza delle proprietà strutturali degli stimoli. I
piccoli non riescono a svincolarsi dalla struttura di insieme, dove bisogna trovare l’elemento, se è organizzata. Il
sincretismo può essere inteso come carenza di un’organizzazione flessibile degli stimoli del campo percettivo. Viene
superato tra i 6 e i 9 anni, in cui emerge una migliore capacità di analisi.
QUALI SONO GLI ASPETTI DELLA TEORIA ORGANISMICA DI PIAGET
Secondo Piaget c’è continuità tra l’adattamento biologico e l’intelligenza: mentre l’organismo si adatta costruendo
nuove forme, l’intelligenza costruisce nuove strutture mentali per comprendere l’ambiente. Egli respinge sia la teoria
innata della Gestalt (struttura cognitive hanno origine solo interna) sia il comportamentismo (strutture cognitive origine
dall’ambiente): propone un modello attivo e adattivo della conoscenza secondo cui l’individuo costruisce attivamente le
proprie conoscenze, i cui assunti base sono: a) lo sviluppo è comprensibile nella storia evolutiva della specie, b)
l’organismo è attivo e si modifica attraverso scambi con l’ambiente, c) lo sviluppo consiste nella trasformazione di
struttura che si costruiscono grazie alle esperienze dell’individuo.
SPIEGA GLI STADI DI SVILUPPO DI PIAGET
Lo sviluppo è inteso come adattamento, ovvero come assimilazione (incorpora nei propri schemi i dati dell’esperienza) e
accomodamento (modifica gli schemi per adattarli a quelli nuovi). L’equilibrio tra questi due processi determina
l’adattamento all’ambiente. Lo sviluppo cognitivo è un processo sia continuo (governato da funzioni invariati
dell’adattamento - assimilazione e accomodamento), sia discontinuo (con l’età si modificano le strutture secondo stadi).
Gli stati di sviluppo prevedono una particolare organizzazione psicologica: ogni stadio è qualitativamente diverso dal
precedente e caratterizzato da un’integrazione gerarchica di stadi precedenti. Il passaggio da uno stadio all’altro è
graduale, in ogni bambino la sequenza è la stessa ma può avvenire con tempi e ritmi diversi.
1° stadio: SENSOMOTORIO (0-24 mesi)
- ogni risposta del bambino è sensoriale: schemi di azione pratici
- Il bambino reagisce al presente immediato, non possiede immagini mentali e rappresentazioni interne
- 6 sotto-stadi:
Esercizio dei riflessi (0-1 mese):
1. egocentrismo radicale - modificazione dei riflessi innati - il neonato
succhia tutto ciò che gli capita (suzione)
Reazioni circolari primarie (1-4 mesi):
2. nuovi schemi e prime abitudini - ripetizione di nuove scoperte
come bisogno di reazione circolare primaria sul corpo dell’infante
Reazioni circolari secondarie (4-8 mesi):
3. la scoperta viene ripetuta anche sull’abilmente (capacità di
coordinare schemi di visione e prensione - cercare un oggetto nascosto parzialmente)
Schemi preesistenti a nuove situazioni (8-12 mesi):
4. condotte esplorative con azioni del terzo stadio
(trova un oggetto sotto un cuscino lo andrà a cercare nello stesso posto e non dove è stato nascosto)
Reazioni circolari terziarie (12-18 mesi):
5. la scoperta viene ripetuta e modificata per studiarne la natura -
ricerca della novità con nuovi mezzi
Nuovi mezzi di combinazione mentale (18-24 mesi):
6. azioni vengono interiorizzate, capacità di
rappresentazione, riesce ad anticipare mentalmente l’effetto dell’azione, associa all’oggetto una
permanenza reale (esiste anche se non è più nel campo visivo)
-
Psicologia dello sviluppo - Appunti
-
Appunti Psicologia dello sviluppo
-
Psicologia dello sviluppo - Appunti
-
Appunti Psicologia dello sviluppo