Psicologia della comunicazione
Un cellulare vede ma non vede, mentre noi vediamo sotto tutti i punti di vista. Nel Macbeth, lady Macbeth si alza sonnambula e cammina vede, ma non vede, non riconosce le persone ma sa dove andare. “I suoi occhi sono aperti, ma i suoi sensi sono chiusi.” Anche Shakespeare capisce che c’è qualcosa di particolare nella nostra capacità di interagire con il mondo.
Differenza tra soggetti e oggetti
I soggetti sono quelli che veramente vedono. Il soggetto è capace di vedere, di fare esperienza. Esempio: l’iPhone X riconosce i volti, ma non ci vede. I soggetti sono l’oggetto di studio della psicologia. La psicologia studia la psiche, la cosa che caratterizza i soggetti. La psicologia deve definire le caratteristiche, i meccanismi dei soggetti.
Internet of things
Ogni oggetto mediamente tecnologico nasce con un nome proprio, con un indirizzo internet. Internet dove le macchine si organizzano da sole comunicazione tra dispositivi. La comunicazione tra le persone ha caratteristiche diverse, non è solo scambio di informazioni.
William James e la nascita della psicologia
La psicologia è una scienza giovane, molti dicono che non è una scienza. William James ha fondato la psicologia. Nel 1898 scrive “Principi di psicologia”. Dice che fa finta di trattare la psicologia come se fosse una scienza, nella speranza che lo diventi. Nascita psicologia grazie a William Wundt e William James. Hanno un problema: la mente non si vede. La psicologia studia quello che la mente fa: processi cognitivi, linguaggio, percezione, emozioni. Uno degli aspetti centrali della psicologia, ovvero l’esperienza cosciente: problema della nostra mente ha un nome “the hard problem”. Capire di cos’è fatta la nostra mente.
La psicologia risolve questo problema come dice Musil: i problemi difficili si risolvono dimenticandoli. Caratteristica fondamentale di approcci scientifici è avere oggetti e studiarli come oggetti. Fa eccezione la psicologia perché ha come oggetto un soggetto.
Galileo Galilei e il metodo scientifico
Galileo Galilei è la persona che ha dato inizio alla scienza moderna nel 1632. Nel 1632 ha scritto il “Dialogo sui massimi sistemi”, dove introduce il metodo scientifico. Questo metodo è legato a psicologia. Metodo scientifico funziona bene solo quando viene applicato agli oggetti. Non funziona con i soggetti. Nel 1623 ha scritto il “Saggiatore” non parla di metodo scientifico, ma divide il mondo tra soggetti e oggetti due domini. Oggetti caratterizzati da proprietà oggettive, che non dipendono da chi le guarda (massa, lunghezza, larghezza, velocità). Proprietà dipendono solo dall’oggetto.
Soggetti sono caratterizzati da proprietà soggettive, che dipendono da chi le prova. Esempio: temperatura oggettiva 22 gradi, soggettiva: caldo, freddo, ok. Il soggetto resta sempre fuori dalle discipline scientifiche. Sidney Shoemaker diceva che la mente è un cestino della spazzatura, è dove si butta tutto quello che la scienza non sa spiegare.
La psicologia e le neuroscienze
La psicologia nel momento in cui vuole trattare il soggetto come un oggetto soffre. Oggi molte domande che una volta si ponevano alla psicologia, si pongono alle neuroscienze, perché hanno una base scientificamente più robusta. Proprietà soggettive difficili da studiare perché:
- Qualità oggettive sono quantitative, mentre le sensazioni sono qualitative, espresse da una qualità inesprimibile, non è comunicabile.
- Qualità soggettive sono private, non si possono comunicare pubblicamente. Capiamo un’esperienza solo perché l’abbiamo avuta anche noi. Impossibile spiegare ad un cieco i colori.
- Intenzionalità: la nostra mente è sempre rivolta a qualcosa d’altro. Non siamo mai chiusi in noi stessi, ma stiamo sempre cercando di capire qualcosa di diverso da noi stessi. L’oggetto non ha questa capacità.
La psicologia si occupa della mente, sensazioni, emozioni, pensieri cose che non si vedono. Noi leggendo un testo non siamo in grado di capire se chi ha scritto vedeva i colori come noi, perché il linguaggio è pubblico ma la mente è privata. La mente è tendenzialmente diversa dal mondo fisico.
Ontologia, fenomenologia e epistemologia
Ontologia, fenomenologia e epistemologia tre parole chiave perché danno le coordinate in cui si muove il pensiero occidentale, fondamentali per capire dove si colloca la psicologia e come funziona la mente.
Ontologia: deriva dal greco ontos, l’esistente, ciò che esiste. Per una persona acritica questo è l’unico livello della realtà, tipo un bambino la sua vita è popolata solo da cose. Il mondo è tangibile. A un certo punto ci si rende conto che a volte quello che si vede non esiste: illusione di Lilac, illusioni bandiere, ecc. casi in cui noi vediamo qualcosa che non c’è o non vediamo qualcosa che c’è. Questo fa nascere dei dubbi. Il rosso della bandiera che vediamo è un rosso mentale. Quindi nasce il dubbio che nel mondo non vedo una cosa reale ma mentale, potrebbe essere creazione della mia mente. Nel sogno noi vediamo colori, persone, cose, situazioni e mentre sogniamo non ci accorgiamo che tutto ciò che vediamo non è reale. Non sempre è vero: ci sono i sogni lucidi la persona si accorge che sta sognando e interagisce consapevolmente con il proprio sogno sapendo che non è la realtà. Nel sogno le varie componenti sensoriali hanno un peso diverso da quello che hanno nella vita reale (gusto, olfatto). I contenuti tattili alle volte nel sogno mancano. I non vedenti non sognano immagini, colori, ma sognano contenuti tattili. Il sogno riflette l’attenzione che noi diamo durante la veglia alle varie componenti sensoriali. Nel sogno la realtà non è stabile quando noi non prestiamo attenzione, cambia. Nel sogno non ci si accorge di queste incongruenze perché si va di scenetta in scenetta, si crea una narrazione onirica che da senso a questa successione di scene, che però non hanno una stabilità. Ontologia è il livello dove tutte le cose esistono.
Per capire se una persona è cosciente si possono solo studiare i sintomi e le reazioni, non è possibile scoprirlo in altri modi. Il curaro: pensavano che anestetizzasse una persona, permettendo di operarla senza che provasse dolore, ma in realtà paralizzava soltanto i muscoli e non permetteva alla persona di esprimere il suo dolore.
Quello che vediamo in molti casi è diverso da quello che esiste. L’umanità ha scoperto il livello fenomenico. Vivono in un mondo di apparenze, esperienze soggettive. Apparenza, mentale, soggettivo, fenomenico sono sinonimi. Fenomenon in greco vuol dire “ciò che appare”, appare ma non è detto che esista. L’hanno inventato perché dovevano spiegare il sogno, le illusioni, le allucinazioni. Qualcosa che si sovrappone tra me e la realtà fisica. Gli stati mentali sono privati, impossibili da trasmettere con il linguaggio. L’esperienza cosciente è privata.
Cinque problemi più grandi della scienza
- Origine dell’universo.
- Origine della vita.
- Origine della mente come fa la mente a produrre un sogno, dov’è il sogno.
L’ultimo livello è quello epistemico. L’essere umano non è interessato ai suoi sogni, alle illusioni, vuole vedere la realtà così com’è, vuole vedere il mondo reale. L’ultimo livello è quello della conoscenza, episteme in greco, ciò che sta sopra. Le idee sono più preziose di oro e diamanti, perché sono eterne. Quando guardiamo la realtà noi cerchiamo di passare dalla mutevolezza della nostra esperienza a qualcosa che conosciamo, alla stabilità. Si cerca qualcosa che non cambia.
Dal 2013 c’è idea di simulazione universale, si basa sull’idea che è impossibile sapere se la nostra esperienza corrisponde alla realtà. Esempio di Black Mirror, San Junipero le persone continuano a vivere dopo la morte in una realtà virtuale. Si vuole ridurre la realtà a una cosa virtuale (Mark Zuckerberg, Elon Musk, ecc.). Livello epistemico = conoscenza che deriviamo da esperienza quotidiana.
Catena psicofisica
Concetto catena psicofisica fondamentale per capire il nostro rapporto con il mondo esterno, fatta di tre elementi:
- Stimolo distale: origine più lontana degli effetti sui nostri organi di senso (manica che tocco con penna, cerchio, angolo retto). Richiede sempre conoscenza dal nostro corpo.
- Stimolo prossimale: cosa che agisce direttamente sul nostro organo di senso (penna, ellisse, altro angolo).
- Sensazione
- Percetto: è la manica, il cerchio. È il contenuto della percezione, cosa di cui facciamo esperienza quando chiedono cosa stiamo percependo, contenuto della nostra esperienza. E’ più astratto della sensazione (triangolo di Kanizsa).
- Conoscenza
Quello che noi vediamo è quello che succede dentro l’occhio. Triangolo di Kanizsa vediamo un triangolo che non c’è completamento amodale: la nostra mente completa degli stimoli insufficienti; i sensi si chiamano modalità sensoriali modo attraverso il quale noi accediamo al mondo esterno (suoni, luce, molecole, ecc.).
Percezione visiva
Pittura prima rappresentavano il mondo come lo percepivano e non come era realmente. La nostra mente percepisce il mondo in un modo diverso da ciò che vedono gli occhi. Differenza tra vedere e percepire: triangolo di Kanizsa, percepiamo un triangolo ma non lo vediamo. Per percepire serve la conoscenza. La conoscenza modifica ciò che uno percepisce, ma non ciò che uno vede. Cattedrale dipinta da un pittore inglese ha dipinto archi a tutto sesto, ma in realtà aveva archi a sesto acuto. Effetto Thatcher il nostro cervello ha aspettative e non si aspetta di vedere una faccia con lineamenti girati di 180 gradi.
Il nostro cervello ha una area specializzata per riconoscere i volti e le espressioni, cosa specifica degli esseri umani giro fusiforme, zona piccolissima nella corteccia. La nostra mente ininterrottamente fa un’operazione di completamento, principale attività del nostro cervello è di completare un’azione che ci arriva incompleta. Quando noi guardiamo il mondo noi lo completiamo per tutte le modalità sensoriali.
Percezione visiva
Lontana dalla fotografia, vedere il mondo come se fosse un’immagine. Sullo specchio non esiste un’immagine, cambia la geometria dei raggi luminosi l’immagine cambia a seconda del punto di vista, quindi non è un’immagine. Lo specchio non contiene un’immagine, è un oggetto invisibile. Non è un’immagine perché se lo fosse avrebbe proprietà che lo specchio non ha. Le immagini lontane si vedono lontane anche nello specchio. Lo specchio altera lo spazio geometrico della luce.
Concetto di immagine: le immagini sui libri e sui computer sono oggetti piatti. L’immagine è un concetto evanescente. Jonathan Crary dice che viviamo in una civiltà che ci consente di vedere il mondo attraverso le immagini, ci convince di essere fatti in un certo modo. Vivere con i cellulari e i computer ci convince che funzioniamo come loro. Ogni epoca costruisce l’essere umano adatto alla tecnologia dell’epoca. In ogni momento noi siamo il prodotto della nostra tecnologia.
Invenzione della televisione
Invenzione della televisione nel 400: gli umanisti hanno inventato il soggetto moderno. Nel 1409 quando Brunelleschi aveva il problema di rappresentare la realtà, voleva rappresentare nel modo migliore possibile il mondo esterno. Brunelleschi inventa la prospettiva. La prospettiva è un cambiamento concettuale epocale. Per la pima volta sposta il baricentro della rappresentazione dall’oggetto al soggetto. Meccanismo che cambia gli esseri umani. Prima di Brunelleschi, quando qualcuno voleva rappresentare qualcosa, voleva fare un altro oggetto il più simile possibile al precedente oggetto. Le statue greche e romane erano dipinte ed erano molto realistiche, fornivano una copia fedele dell’oggetto. Prima si voleva creare una copia dell’oggetto. Brunelleschi inverte la prospettiva, l’obiettivo non è copiare l’oggetto ma creare qualcosa che stimoli nel soggetto lo stesso tipo di esperienza che avrebbe di fronte a quell’oggetto, deve produrre la stessa sensazione. È un obiettivo illusionistico, illudere la persona di trovarsi di fronte a una figura tridimensionale. Stesso concetto della realtà virtuale. La modernità mette il soggetto al centro della visione, del pensiero generale. Passano dallo sforzo di copiare il mondo esterno allo sforzo di copiare il mondo interno. Stessa cosa con l’oro, si usano rivestimenti per dare lo stesso effetto. I binari paralleli convergono solo nella nostra mente. Quindi la prospettiva serve per rappresentare quello che esiste nella nostra mente fa un esercizio di psicologia, filosofia della mente.
Si scontra con i contemporanei fiasco totale. I fiorentini reagiscono male alla prospettiva perché il fiorentino è abituato a guardare la realtà concentrandosi non sullo stimolo prossimale ma sullo stimolo distale, come un bambino. Brunelleschi ha dovuto convincere i fiorentini a spostare la loro attenzione dal battistero alla proiezione del battistero nei loro occhi. Abituandoci a vedere la realtà attraverso foto e film noi ci riprogrammiamo. Brunelleschi prende il disegno del battistero in prospettiva, lo fa vedere ai fiorentini e non lo riconoscono. Fa un foro al centro del dipinto e fa guardare lo stesso disegno usando uno specchio. Costringe a usare un solo occhio, cosa che mette in difficoltà perché per percepire la distanza servono due occhi. Costringe a tenere uno sguardo fisso, non puoi muoverti e esplorare. Artificio dello specchio perché altera la percezione della distanza. Brunelleschi riesce a far spostare l’attenzione dallo stimolo distale allo stimolo prossimale. Brunelleschi inventa il soggetto moderno. Brunelleschi permettere in piedi la sua teoria presuppone che il soggetto sia un punto e pone l’oggetto nello spazio e poi congiunge i punti dell’oggetto con il vertice del soggetto. Piramide di raggi luminosi che convergono in un occhio piramide visiva. Troviamo l’intersezione tra questi raggi e un piano messo in mezzo. L’oggetto esiste nella misura in cui qualcuno lo guarda. Questa operazione non era fatta solo in modo matematico.
Altra tecnica
Dopo Brunelleschi le persone guardano un’immagine del mondo, non il mondo. I misteri del giardino di Compton House (The Draughtsman's Contract) i disegnatori usavano una doppia griglia. Fa vedere la griglia nell’inquadratura, la fa combaciare con il fotogramma, quindi noi siamo dalla parte dell’oggetto.
Tutto si basa su idea secondo cui l’immagine fotografica, prospettica è solo una finestra su un oggetto che sta di là. Queste immagini però fanno da schermo tra noi e il mondo esterno. Dal 1400 in poi continuano a fare queste operazioni in molti campi diversi. Tiravano un filo per disegnare i punti precisi. Lo facevano perché non avevano mai visto una fotografia, quindi non sapevano come disegnare. Passaggio da grandezza assoluta a grandezza relativa, che a noi appare banale, ma è essenziale per capire il passaggio alla modernità. Prima tutto il mondo era concepito in modo assoluto, oggetto centrico. La posizione è relativa. La velocità è relativa. La prospettiva è un passaggio fondamentale perché introduce l’idea di relativo nella nostra cultura. Queste tecnologie inducono le persone a spostare il baricentro della rappresentazione dall’oggetto al soggetto. Si va alla ricerca dell’immagine. Molti autori dicono che questa immagine è sul fondo dell’occhio. La piramide visiva serve a convincere gli europei che noi non vediamo il mondo esterno ma l’immagine che coincide con la sezione della piramide visiva. Questa sezione non è fuori ma è all’interno dell’occhio.
Secondo questa teoria vediamo gli oggetti al contrario. Useranno l’occhio come modello per fare la prima macchina fotografica, ma il modello è completamente sbagliato. Anche Keplero pensava che questo fosse il modello.
Limiti del sistema visivo umano
Limiti del sistema visivo umano ha molti difetti, in parte necessari, in parte errori che ha fatto la selezione naturale. Charles Darwin scrive “L’origine della specie” e spiega che caratteristiche fisiche non sono frutto di un progetto, ma risultato di accumularsi di variazioni naturali. Occhio del polpo ha gli occhi come noi, ma non ha nessun antenato in comune con noi dotato di occhi. L’antenato comune con l’uomo non aveva occhi. La natura lo produce perché risponde a esigenze fondamentali. L’occhio umano è un pezzo del cervello. La retina è un frammento del cervello che si prolunga attraverso il nervo ottico e arriva fino all’occhio. Brunelleschi, Vesalio hanno ideato modello di visione ancora attuale. L’iride è un muscolo che estendendosi e restringendosi cambia la pupilla. La cornea è uno strato protettivo. Dentro all’occhio abbiamo una lente, il cristallino. Dentro l’occhio è vuoto, contiene solo una sostanza che lo tiene gonfio, l’umor vitreo. Il liquido è abbastanza trasparente, leggermente opaco e non si ricambia mai. Tutte le nostre cellule cambiano ogni 17 anni. A volte impurità rimangono sospese in umor vitreo e ce ne accorgiamo se guardiamo una superficie uniforme.
Nel 1500 le persone hanno iniziato a prendere cadaveri di uomini e animali, togliere occhio e studiarlo da vicino. Hanno notato che se teniamo occhio in mano e poi puliamo molto bene in modo che parte posteriore sia come una pall.
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