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L'economia e la teoria della decisione

L'economia è una scienza matematica, si parla infatti di economia pura e semplice. Dal puro modello matematico però si è andati a studiare cosa succedeva in economia quando qualcuno prendeva una decisione (infatti parliamo di esseri umani, cioè gli attori dell’economia). Nasce così la teoria della decisione classica nell’ambito dell’economia neoclassica. Si è studiata questa teoria in situazioni di rischio (quando gli stati del mondo sono oggettivi) e incertezza (quando gli stati del mondo sono soggettivi). Infatti il problema dell’economia (pensando alla borsa) è che il suo andamento non può essere previsto. Si è partiti dal presupposto che gli esseri umani che prendono decisioni sono esseri razionali. Quindi cercarono di capire concretamente cosa significasse agire in modo razionale. Per questo motivo nascono due filoni di teorie, le teorie normative dall’economia neoclassica e le teorie descrittive dall’economia cognitiva.

Le teorie normative dell'economia neoclassica

La teoria delle decisioni formulata da Von Neumann e Morgenstern nel 1947. Questa teoria è stata studiata nei giochi, in particolare nelle lotterie, perché permettevano di simulare le situazioni di rischio. Questa teoria si basa su degli assiomi che spiegano come un decisore agisce se agisce razionalmente. Infatti la parola chiave di questa prima parte è razionale. Gli uomini però non sono veramente razionali (la parola certezza non rientra in queste teorie). Agire razionalmente in condizione di rischio significa:

  • Ogni azione può essere spiegata in base ai desideri e alle credenze del decisore.
  • La decisione è razionale quando è appropriata alle credenze e ai desideri.
  • Una scelta razionale porta ad ottenere il massimo del guadagno. Guadagno = Utilità.

Principi base della teoria dell'utilità attesa

(Teoria normativa che cerca di calcolare la massima utilità):

  • I desideri seguono ordinamenti di preferenze.
  • Le credenze individuali si traducono in funzioni di probabilità (mi aspetto che quel desiderio si avveri per un’alta probabilità).
  • Azione razionale = azione appropriata rispetto ai desideri e alle credenze individuali.

Poi esistono gli assiomi (che sono dei principi che nessun agente razionale dovrebbe trasgredire nel corso della decisione per compiere una scelta razionale. Se uno di questi assiomi viene violato, non siamo nella teoria dell’utilità attesa). Per spiegare questa teoria si ricorre alle lotterie perché è molto più semplice e permette di simulare le decisioni rischiose. Nella lotteria, dove ho una certa probabilità di ottenere un certo guadagno (definito come px), un valore (px) è complementare (di py) e deve quindi raggiungere il 100%.

Assiomi della teoria dell'utilità attesa

  1. Assioma di ordinamento: il decisore razionale deve essere in grado di confrontare due alternative preferendone una all’altra o essendo indifferenti alle due, ci sono due principi: Asimmetria (preferisco x a y se non preferisco y a x) e di Transitività (preferisco x a y e y a z, se preferisco x a z).
  2. Assioma di continuità: Assioma matematico che non verrà approfondito.
  3. Assioma di indipendenza (o di cancellazione, perché se in due lotterie ho la stessa probabilità di vincere l’auto (0.7 in una e 0.7 in un’altra), allora cancello l’auto); pertanto i fattori comuni vengono cancellati.

Teorema di rappresentazione dell'utilità attesa

Se una relazione di preferenza soddisfa tutti e tre gli assiomi, allora sei un decisore razionale: Se e solo se preferisco x a y, allora l’utilità attesa di x è maggiore dell’utilità attesa di y [x>y <-> EU(x) > EU(y)], dove il mio guadagno è rappresentato da EU(x). Esempio: ho un mazzo di carte e mi viene offerta la possibilità di prendere una carta e ricevere 4€ se esce cuore, in questo caso il calcolo dell’utilità attesa si ottiene dalla formula: [valore dell’esito x probabilità di estrarre la carta di cuori], quindi, 4€x0,25 [che rappresenta il 25%]. C’è un’altra lotteria dove vinci 2€ se estrai un segno nero, quindi 2€x0,5 1000€ di vincita con 60% = 1000x0,6 = 600 5000€ di vincita con 30% = 5000x0,3 = 1500. Nel caso di più lotterie, basta fare la somma delle utilità attese.

La teoria dell’utilità attesa (rispetto alla teoria economica) prende in considerazione che ci sono degli agenti che sono agenti razionali, che viene per questo definita la scienza del comportamento razionale. Una teoria descrittiva cerca di fornire una descrizione almeno approssimativamente corretta del comportamento degli esseri umani impiegati nelle scelte economiche. Una teoria normativa (si parla di decisori) invece vuole delineare un modello ideale di come i decisori dovrebbero comportarsi.

Caratteristiche del decisore

Parlare di agente non significa parlare di esseri umani, detto ciò il decisore è dotato di un dato e stabilito ordinamento di preferenze e massimizza sempre la sua EU (il suo guadagno). Secondo l’economia neoclassica non vi è differenza tra soggetti individuali e le caratteristiche sono:

  • Le decisioni sono razionali.
  • I decisori usano le informazioni con coerenza in modo da operare la scelta ottimale.
  • I decisori sono lungimiranti, calcolano le conseguenze future delle loro azioni presenti.

Il modello è molto vago rispetto agli oggetti (x, y e z) perché vengono intesi come stati del mondo, dove a qualsiasi stato del mondo può corrispondere un diverso livello di utilità soggettiva. La teoria di Neumann e Morgenstern è applicabile in situazioni di rischio, quando si è in situazione di oggettività. Leonard Savage (1954) ha generalizzato questa teoria applicandola nelle situazioni di incertezza, dove le probabilità vengono dettate da gradi di credenza individuale creando così la teoria dell’utilità attesa soggettiva. La teoria dell’utilità soggettiva attesa infatti sottolinea la soggettività degli esseri umani, la differenza di decisione tra uno o l’altro individuo sta nel significato soggettivo che egli attribuisce. Si rimane sempre nell’ambito matematico (c’è sempre la situazione di rischio e gli stati del mondo restano oggettivi) in più oltre al rischio c’è l’incertezza che non è la stessa cosa del rischio, perché non vi è una questione oggettiva ma vi è una varianza di credenza individuale (in questa teoria valgono gli stessi assiomi della teoria neoclassica).

Ci sono tutta una serie di situazioni a cui non è possibile attribuire una probabilità certa, per questo allora c’è una matrice; All’interno della matrice si analizzano i pro e i contro degli eventi (se piove sarò asciutto, ma avrò il peso; se non piove sarò comunque asciutto, ma avrò il peso…). Quello che dà questi valori è il soggetto, fornendo i valori soggettivi che influiranno sul EU, creando il SEU.

Economia cognitiva

Gli economisti per cercare di prevedere le scelte degli individui utilizzano dei modelli specifici, utilizzando il modello di base della scelta razionale ma aggiungendo quattro assunzioni particolari che danno vita alla visione contemporanea dell’Homo economicus:

  • Egoismo: Gli agenti economici massimizzano la propria utilità.
  • Materialismo: L’utilità degli agenti economici dipende soltanto dalla quantità dei beni consumati.
  • Utilità decrescente al margine: L’utilità (la soddisfazione personale) cresce col numero dei beni, ma diminuisce al margine.
  • Razionalità: Le preferenze degli agenti economici soddisfano gli assiomi della teoria dell’utilità attesa.

Ma affinché il modello sia predittivo le preferenze devono essere stabili nel breve periodo e devono essere indipendenti dal metodo di elicitazione (non devono mutare in contesti di valutazione o scambio). Però l’essere umano non è un uomo totalmente razionale ed è in questo momento che entra in gioco la psicologia (cognitiva); La teoria economica è una buona approssimazione del comportamento umano, ma è incompleta e irrealistica. L’essere umano è guidato da altri fattori intrinseci che vanno oltre la razionalità: le emozioni, le attitudini e la memoria, che risentono fortemente del contesto, delle situazioni e delle esperienze, influenzano le decisioni economiche. Questo nella teoria normativa non viene minimamente preso in considerazione. Dagli anni '70 si sono analizzate quelle decisioni che sono al di sotto delle motivazioni, perché è proprio per loro che i decisori umani non sempre impiegano le regole del calcolo della probabilità e non sempre seguono le strategie che massimizzano l’utilità attesa, ergo, non agiscono in modo razionale.

Si parla di economia cognitiva, dove si tenta di riformare la teoria economica normativa analizzando i principi cognitivi (individuati per via sperimentale) che agiscono in modo sistematico sulle nostre decisioni. Da qui nascono i modelli descrittivi che ci dicono come sono fatte le decisioni reali e ci spiegano una serie di fenomeni economici che altrimenti non sarebbero spiegati con le teorie normative (storia dei tulipani in Olanda).

Teoria della razionalità limitata di Simon

La teoria della razionalità limitata di Simon (teoria descrittiva del 1978) afferma che gli esseri umani sono dotati di una razionalità limitata; pertanto la scelta ottimale è spesso sostituita dall’opzione che più soddisfa il decisore in un determinato momento (criterio di adeguatezza). La razionalità è limitata (bounded) per:

  • Stupidity: Limitata capacità di calcolo.
  • Ignorance: Ignoranza, non si possono conoscere tutte le alternative possibili.
  • Passion: Emozioni.

Teoria del prospetto

Secondo la teoria del prospetto (teoria descrittiva) i decisori sono spesso irrazionali e il loro giudizio spesso diverge in modo sistematico; per supplire alla loro razionalità limitata utilizzano le euristiche. Le euristiche infatti sono scorciatoie mentali semplici ed efficienti basate su regole che gli esseri umani utilizzano per supplire alla loro razionalità limitata in condizioni di incertezza o di informazioni incomplete. La teoria del prospetto è vera e valida e funziona, infatti riesce a sistemare tutto ciò che non tornava. Questa teoria ha vinto un premio Nobel che ha affermato l’importanza dell’economia cognitiva e sperimentale (Nobel 2012), perché riuscì ad integrare le intuizioni della ricerca psicologica nella scienza economica, specialmente nel campo del giudizio e delle decisioni in condizioni di incertezza. La teoria del prospetto è stata studiata nei “pomeriggi di Gerusalemme”, dove gli autori si incontravano per discutere. Molto importanti sono gli errori di giudizio: Anche se le euristiche sono efficienti scorciatoie mentali, queste possono spesso produrre effetti controproducenti quando danno vita ad errori sistematici di giudizio, anche conosciuti come bias. L’euristica è sempre seguita da un errore di giudizio? L’euristica può essere sostituita con bias. Può esistere un’euristica senza bias? I bias possono essere definiti come prodotti inconsci delle euristiche.

  • Euristica della rappresentatività: si presenta quando una stima si effettua sulla base della similarità tra l’evento in esame e la categoria d’appartenenza. Questa euristica si basa sull’Effetto tipicità (bias) (Marco è timido, ha gli occhiali ed è vorace di testi storici: è un bibliotecario o un commerciante?). La risposta sarà bibliotecario nonostante il numero di commercianti sia incredibilmente superiore.
  • Fallacia della congiunzione (base rate fallancy): afferma che un esito più specifico non può essere più probabile di un esito meno specifico. Esempio: Matteo è insegnante di violino ed ha frequentato un corso di spagnolo. Quale delle due opzioni è più probabile? Matteo è un insegnante di violino, o Matteo è un insegnante di violino e conosce lo spagnolo? La fallacia porterà a stimare come più probabile la seconda opzione, ma come spiegato la risposta corretta non può essere la seconda opzione.
  • Euristica della disponibilità: gli individui valutano tanto più probabile un evento quanto più riescono a farsi venire in mente esempi di quell’evento, basandosi quindi sulla disponibilità dei casi.
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/06 Psicologia del lavoro e delle organizzazioni

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Chooomp di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia del comportamento economico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Suor Orsola Benincasa di Napoli o del prof Gorini Alessandra.
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