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Appunti di Psicologia del comportamento economico

Appunti di tutte le lezioni seguite di marzo e aprile 2018, sufficienti e necessari per superare l'esame di psicologia del comportamento economico della professoressa Alessandra Gorini al Suor Orsola Benincasa. Appunti basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof. Gorini.

Esame di Psicologia del comportamento economico docente Prof. A. Gorini

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credenze individuali.

-Poi esistono gli assiomi (che sono dei principi che nessun agente

razionale dovrebbe trasgredire nel corso della decisione per

compiere una scelta razionale. Se uno di questi assiomi viene

violato, non siamo nella teoria dell’utilità attesa. Per spiegare

questa teoria si ricorre alle lotterie perché è molto più semplice e

permette di simulare le decisioni rischiose. Nella lotteria, dove ho

una certa probabilità di ottenere un certo guadagno (definito come

px), un valore (px) è complementare (di py) e deve quindi

raggiungere il 100%.

Gli assiomi della teoria dell’utilità di attesa sono 3:

Assioma di ordinamento; il decisore razionale deve essere in

grado di confrontare due alternative preferendone un all’altra o

essendo indifferenti alle due, ci sono due principi: Asimmetria

(preferisco x a y se non preferisco y a x) e di Transitività

(preferisco x a y E y a z, se preferisco x a z)

Assioma di continuità; Assioma matematico che non verrà

approfondito

Assioma di indipendenza (o di cancellazione, perché se in due

lotterie ho la stessa probabilità di vincere l’auto (0.7 in una e 0.7 in

un’altra), allora cancello l’auto); pertanto i fattori comuni vengono

cancellati

Teorema di rappresentazione dell’utilità attesa: se una

relazione di preferenza soddisfa tutti e tre gli assiomi, allora sono

un decisore RAZIONALE:

Se e solo se preferisco x a y, allora l’utilità attesa di x è

maggiore dell’utilità attesa di y [x>y <-> EU(x) > EU(y)], dove

il mio guadagno è rappresentato da EU(x)

esempio: ho un mazzo di carte e mi viene offerta la possibilità di

prendere una carta e ricevere 4€ se esce cuore, in questo caso il

calcolo dell’utilità attesa si ottiene dalla formula: [valore

dell’esito x probabilità di estrarre la carta di cuori], quindi,

4€x0,25 [che rappresenta il 25%]. C’è un’altra lotteria dove vinci 2€

se estrai un segno nero, quindi 2€x0,5

1000€ di vincita con 60% = 1000x0,6 = 600

5000€ di vincita con 30% = 5000x0,3 = 1500

Nel caso di più lotterie, basta fare la somma delle utilità utili attese

La teoria dell’utilità attesa (rispetto alla teoria economica) prende in

considerazione che ci sono degli agenti che sono agenti razionali,

che viene per questo definita la scienza del comportamento

razionale

Una teoria descrittiva cerca di fornire una descrizione almeno

approssimativamente corretta del comportamento degli esseri

umani impiegati nelle scelte economiche.

Una teoria normativa (si parla di decisori) invece vuole delineare

un modello ideale di come i decisori dovrebbero comportarsi.

Caratteristiche del decisore: PARLARE DI AGENTE NON

SIGNIFICA PARLARE DI ESSERI UMANI, detto ciò il decisore è dotato

di un dato e stabilito ordinamento di preferenze e massimizza

sempre la sua EU (il suo guadagno)

Secondo L’economia neoclassica non vi è differenza tra soggetti

individuali e le caratteristiche sono:

-le decisioni sono RAZIONALI

-i decisori usano le informazioni con COERENZA in modo da

operare la SCELTA OTTIMALE

-i decisori sono LUNGIMIRANTI, calcolano le conseguenze futuro

delle loro azioni presenti.

Il modello è molto vago rispetto gli oggetti (x, y e z) perché

vengono intesi come stati del mondo, dove a qualsiasi stato del

mondo può corrispondere un diverso livello di utilità soggettiva.

La teoria di Neumann e Morgenstern è applicabile in situazioni di

RISCHIO, quando si è in situazione di oggettività. Leonard Savage

(1954) ha generalizzato questa teoria applicandola nelle situazioni

di INCERTEZZA, dove le probabilità vengono dettate da gradi di

CREDENZA INDIVIDUALE creando così la teoria dell’utilità attesa

soggettiva. La Teoria dell’utilità soggettiva attesa infatti

sottolinea la soggettività degli esseri umani, la differenza di

decisione tra uno o l’altro individuo sta nel significato soggettivo

che egli attribuisce. Si rimane sempre nell’ambito matematico (c’è

sempre la situazione di rischio e gli stati del mondo restano

oggettivi) in più oltre al rischio c’è l’incertezza che non è la

stessa cosa del rischio, perché non vi è una questione oggettiva ma

vi è una varianza di credenza individuale (in questa teoria

valgono gli stessi assiomi della teoria neoclassica). Ci sono tutta

una serie di situazioni a cui non è possibile attribuire una probabilità

certa, per questo allora c’è una matrice; All’interno della matrice si

analizzano i pro e i contro degli eventi (se piove sarò asciutto, ma

avrò il peso; se non piove sarò comunque asciutto, ma avrò il

peso… ecc.) quello che dà questi valori è il soggetto, fornendo i

valori soggettivi che influiranno sul EU, creando il SEU

Gli economisti per cercare di prevedere le scelte degli individui

utilizzano dei modelli specifici, utilizzando il modello di base della

scelta razionale ma aggiungendo quattro assunzioni particolari che

danno vita alla visione contemporanea dell’Homo oeconomicus:

-EGOISMO: Gli agenti economici massimizzano la propria utilità

-MATERIALISMO: L’utilità degli agenti economici dipende soltanto

dalla quantità dei beni consumati

-UTILITÀ DECRESCENTE AL MARGINE: l’utilità (la soddisfazione

personale) cresce col numero dei beni, ma diminuisce al margine.

-RAZIONALITÀ: le preferenze degli agenti economici soddisfano gli

assiomi della teoria dell’utilità attesa

Ma affinché il modello sia predittivo le preferenze devono essere

stabili nel breve periodo e devono essere indipendenti dal

metodo di elicitazione (non devono mutare in contesti di

valutazione o scambio). Però l’ essere umano non è un uomo

totalmente razionale ed è in questo momento che entra in gioco la

psicologia (cognitiva); La teoria economica è una buona

approssimazione del comportamento umano, ma è INCOMPLETA e

IRREALISTICA. L’essere umano è guidato da altri fattori

INTRINSECI che vanno oltre la razionalità: le EMOZIONI, le

ATTITUDINI e la MEMORIA, che risentono fortemente del

contesto, delle situazioni e delle esperienze, influenzano le decisioni

economiche. Questo nella teoria normativa non viene minimamente

preso in considerazione. Dagli anni 70 si sono analizzate quelle

decisioni che sono al di sotto delle motivazioni, perché è proprio per

loro che i decisori umani non sempre impiegano le regole del

calcolo della probabilità e non sempre seguono le strategie che

massimizzano l’utilità attesa, ergo, non agiscono in modo razionale.

Si parla di Economia cognitiva, dove si tenta di riformare la teoria

economica NORMATIVA analizzando i principi COGNITIVI

(individuati per via sperimentale) che agiscono in modo

SISTEMATICO sulle nostre decisioni. Da qui nascono i modelli

descrittivi ci dicono come sono fatte le decisioni reali e ci spiegano

una serie di fenomeni economici che altrimenti non sarebbero

spiegate con le teorie normative (storia dei tulipani in Olanda)

La Teoria della razionalità limitata di Simon (teoria descrittiva

del 1978) afferma che gli esseri umani sono dotati di una razionalità

limitata; pertanto La scelta ottimale è spesso sostituita

dall’opzione che più soddisfa il decisore in un determinato

momento (criterio di adeguatezza)

la razionalità è limitata (bounded) per:

-STUPIDITY (limitata capacità di calcolo)

-IGNORANCE (ignoranza, non si possono conoscere tutte le

alternative possibili)

-PASSION (emozioni)

Secondo la Teoria del prospetto (teoria descrittiva) i decisori

sono spesso irrazionali e il loro giudizio spesso diverge in modo

sistematico; per supplire alla loro razionalità limitata utilizzano le

euristiche. Le Euristiche infatti sono scorciatoie mentali semplici

ed efficienti basate su regole che gli esseri umani utilizzano per

supplire alla loro razionalità limitata in condizioni di incertezza o di

informazioni incomplete. La teoria del prospetto è vera e valida e

funziona, infatti riesce a sistemare tutto ciò che non tornava.

Questa teoria ha vinto un premio Nobel che ha affermato

l’importanza dell’economia cognitiva e sperimentale (Nobel

2012), perché riuscì ad integrare le intuizioni della ricerca

psicologica nella scienza economica, specialmente nel campo del

giudizio e delle decisioni in condizioni di incertezza. La teoria del

prospetto è stata studiata nei “pomeriggi di Gerusalemme”, dove

gli autori si incontravano per discutere.

molto importanti sono gli errori di giudizio: Anche se le euristiche

sono efficienti scorciatoie mentali, queste possono spesso produrre

effetti controproducenti quando danno vita ad errori sistematici di

giudizio, anche conosciuti come Bias.

l’euristica è sempre seguita da un errore di giudizio? L’euristica può

essere sostituito con bias. Può esistere un’euristica senza bias? I

bias possono essere definite come prodotti inconsci delle euristiche

-Euristica della rappresentatività: si presenta quando una stima

si effettua sulla base della similarità tra l’evento in esame e la

categoria d’appartenenza. Questa euristica si basa sull’Effetto

tipicità (bias) (marco è timido, ha gli occhiali ed è vorace di testi

storici: è un bibliotecario o un commerciante?). la rispostante sarà

bibliotecario nonostante il numero di commercianti sia

incredibilmente superiore.

-Fallacia della congiunzione (base rate fallancy): afferma che

un esito più specifico non può essere più probabile di un

esito meno specifico. Esempio: Matteo è insegnante di violino ed

ha frequentato un corso di spagnolo. Quale delle due opzione è più

probabile? Matteo è un insegnante di violino, o Matteo è un

insegnante di violino e conosce lo spagnolo? La fallacia porterà a

stimare come più probabile la seconda opzione, ma come spiegato

la risposta corretta non può essere la seconda opzione

-Euristica della disponibilità; gli individui valutano tanto più

probabile un evento quanto più riescono a farsi venire in mente

esempi di quell’evento, basandosi quindi sulla DISPONIBILITÀ dei

casi in memoria (diabete o omicidio, tornado o fulmine… Gli eventi

meno frequenti sono soggetti a maggiore copertura mediatica e

quindi sono mnemonicamente più disponibili, venendo quindi

recuperati per impatto emotivo o per salienza). I due bias sono

causati da:

-La legge dei piccoli numeri (i campioni più piccoli sono meno

rappresentativi della norma della popolazione)

-La fallacia dello scommettitore. (Diffusa credenza ERRONEA

che una sequenza generata da un processo casuale sarà

rappresentativa anche se è molto corta.)

La Violazione della teoria della scelta; non solo i GIUDIZI ma

anche le SCELTE sono sistematicamente irrazionali.

Il paradosso di Allais . Devi scegliere tra due lotterie, un milione di

euro 100%, un’altra cinque milioni 10% un milione 89% e 1% non

vincere nulla. Essendo lo 0.89% uguale, allora per effetto di

assioma di indipendenza li cancello, riscontrando il paradosso

violando l’assioma di ordinamento, perché dovrebbe preferire la

stessa opzione. Il paradosso di Allais è il più antico esempio della

violazione del comportamento economico umano. Il paradosso per

essere vero deve mantenere la sua struttura

5/4/18

Secondo la teoria della scelta razionale le preferenze non

dovrebbero variare in base al modo in cui le informazioni

vengono descritte né in base al modo in cui le preferenze sono

manifestate. Nell’esperimento dei due candidati alle elezioni, si

è osservato che la domanda “per quale candidato non

voteresti” portava risposte percentualmente significativamente

differenti rispetto la domanda “per quale candidato voteresti”.

Pertanto questo esperimento viola la teoria della scelta

razionale perché il modo in cui viene posta la domanda

influenza la risposta. La teoria della scelta razionale viene

invalidata anche dall’esperimento “vinco 40€ con 80% o 400€

con 10%” perché in base alla domanda cambia la

risposta. È stato quindi dimostrato che le preferenze si

costruiscono in base al contesto in cui vengono elicitate.

L’assioma di dominanza è un altro assioma, meno

importante ma comunque da rispettare e fa parte delle teorie

normative. Questo assioma afferma che i decisori razionali non

dovrebbero mai scegliere un’opzione “dominata” da altre

opzioni. Un’opzione è PARZIALMENTE DOMINANTE rispetto

un’altra se è migliore su almeno un singolo aspetto.

Un’opzione è FORTEMENTE DOMINANTE su un’altra se è

superiore in tutte le sue caratteristiche rispetto l’altra. Un

decisore razionale non dovrebbe mai scegliere un’opzione

dominata, anche se solo parzialmente dominata. Le teorie

normative non considerano che sono proprio le valutazioni

personali che portano anomalie nelle preferenze. L’Assioma

di invarianza ci dice che un decisore non dovrebbe mai

essere influenzato dal modo in cui vengono presentate le

alternative. le violazioni dell’invarianza esistono perché le

preferenze REALI non sono né ordinate, né stabili e né

facilmente rivelabili.

L’effetto dotazione (o endowment effect) è stato studiato in

questa situazione. Dei soggetti che amano del vino hanno comprato

delle bottiglie a 20€ che dopo anni valgono 200€. Venderebbero le

bottiglie? Comprerebbe nuove bottiglie a quel prezzo? Il decisore

razionale direbbe si/si oppure no/no. Invece il decisore umano dice

che venderebbe, ma non sarebbe disposto a comprarle, agendo

quindi irrazionalmente. Infatti l’effetto dotazione dice che vi è una

tendenza a domandare per un bene in tuo possesso più di quanto tu

stesso saresti disposto a pagarlo, violando il principio di

invarianza. Nell’esperimento dell’asta delle tazze, un gruppo A

riceve una comune tazza e un gruppo B no. Si è chiesto ai gruppi a

quanto avrebbero venduto la tazza e a quanto l’avrebbero

acquistata; Il gruppo A gli dà un valore di 5.25$ invece il gruppo B

2.75$. Si deduce che il possesso di un oggetto ne aumenta

istantaneamente il valore e che si è più dispiaciuti nel separarsi da

un oggetto di quanto si sia contenti nel venirne in possesso. Le

preferenze allora dipendono dalle dotazioni iniziali, creando

così una violazione dell’invarianza. Da questo esperimento si

deduce anche che le persone tendono ad attribuire un valore più

alto a quanto si possegga e al loro status quo (effetto che spiega

anche del perché le persone tendono a ribadire una data scelta di

investimento piuttosto che impegnarsi in una nuova decisione), le

decisioni di cambiare diventano più difficili e meno frequenti

rispetto al mantenere lo status quo. Si parla quindi di effetto

default, propensione a privilegiare lo stato in cui ci

troviamo, anche se decidere di non decidere è comunque una

decisione. Questo è stato anche dimostrato con la differenza di

percentuale di persone che decidono di donare gli organi (quando è

di default corrisponde al 95%, quando non lo è invece al 28%) e con

l’esperimento ecologico della polizza (polizze di default

economicamente molto diverse, con una percentuale di varianza

del 23%). Pertanto è possibile dedurre che a guidare le scelte vi è la

propensione allo status quo, infatti tendiamo a credere che

l’opzione predefinita sia la migliore. Questo è anche vero perché

decidere richiede uno sforzo cognitivo e spesso anche un costo

emotivo. Nella teoria di Kahneman e Tversky non era così evidente

che il contesto è un fattore fondamentale nella scelta. Teorie

descrittive e normative sono entrambe utili e valide perché

descrivono una fetta di realtà, ma l’ORDINE STABILE DELLE

PREFERENZE deve essere abbandonato a favore di un ordine delle

preferenze che dipende dall’ATTUALE LIVELLO DI RIFERIMENTO.

L’Effetto dei conti mentali (studiato tramite l’esperimento del

biglietto perduto) spiegato da Thaler afferma che dividiamo i

soldi in categorie: quando i soldi erano già stati spesi, rientravano

nella categoria mentale “divertimento”, e quindi se rispendiamo

altri soldi per la stessa categoria, allora il costo per la categoria

“divertimento” raddoppia. Da queste evidenze che sono

fondamentalmente l’incoerenza nelle scelte e nelle preferenze

nasce la prospect theory elaborata da Kahneman e Tversky (che

ha vinto il Nobel), si differenzia dall’altra innanzitutto perché è una

teoria DESCRITTIVA dal momento in cui cerca di spiegarci cose

accade nel decisore umano. La teoria del prospetto vuole

riformulare la teoria economica dell’utilità attesa andando a vedere

quali sono i principi cognitivi identificati per via sperimentale

che agiscono in modo sistematico sul comportamento. Per

ora parliamo solo di cognitivi e non di emotivi. Nasce in maniera

sperimentale, dalla matematica. L’unico modo per spiegare come

agisce il decisore umano è studiarlo nei casi, importando nella

teoria lo studio delle variabili umane (cognitive ed emotive). Una

delle evidenze più importanti è ciò che hanno notato Kahneman e

Tversky, i soggetti umani sono fortemente suscettibili ai

CAMBIAMENTI in relazione al loro

STATUS QUO, cioè al loro livello di

riferimento, piuttosto che in termini di

ASSOLUTI stati di ricchezza. Il livello

di adattamento costituisce il PUNTO DI

RIFERIMENTO a partire dal quale

percepiamo i nuovi stimoli (la

percezione di immergere la mano in

acqua fredda sarà differente se la mano

era prima immersa in acqua calda o

fredda). Il fenomeno cardine della teoria del prospetto è

l’avversione alle perdite, che ci dice che in termini tecnici la

disutilità di una perdita è maggiore dell’utilità di una vincita di pari

dimensioni; tradotto, le perdite incutono più timore. Il valore

associato alla perdita è circa il doppio rispetto il valore associato

alla vincita (grafico). le due curve non sono uguali: la curva

superiore convessa è molto meno ripida rispetto la curva inferiore

concava, che esprima graficamente l’avversione alle perdite.

Pertanto, la sensibilità delle vincite

o delle perdite diminuisce più ci si

allontana da un dato livello di

riferimento. Se invece ci

trovassimo d’avanti una situazione

razionale, si presenterebbe una

linea diagonale.

l’Utilità attesa soggettiva della

moneta afferma che le decisioni

cambiano in base alla

disponibilità. Legge di Fechner

afferma che l’intensità psicologica

è una funzione logaritmica dell’intensità fisica. Nasce allora la teoria

del prospetto, modello alternativo della teoria dell’utilità attesa

(pertanto non la sostituisce, perché entrambe individuano le

violazioni SISTEMATICHE). LA TEORIA DELL’UTILITÀ ATTESA

parte dagli assiomi e ne deduce i comportamenti. Invece LA

TEORIA DEL PROSPETTO parte dal comportamento e ne crea

delle teorie.

Funzioni che caratterizzano la teoria del prospetto:

-c’è una funzione di valore [v] che corrisponde al valore che ha

una certa opzione per il decisore

- c’è la funzione di ponderazione [π] che corrisponde ai pesi di

decisione

- Il decisore preferisce strettamente X a Y se e solo se: π(pi) ν (Δxi)

> π(qi) ν (Δyi)

Differenze tra teoria del prospetto e teoria dell’utilità dell’attesa. La

teoria del prospetto è interessata al (Δx ) relativi ai livello di

i

riferimento (x ) , invece la teoria dell’utilità attesa è interessata

0

solo allo stato finale. Il punto di riferimento di un essere umano è il

suo livello di benessere a seconda di come le scelte vengono

incorniciate. La funzione di valore [v] nella teoria

del prospetto:

-è concava nelle vincite e convessa

nelle perdite

-si inclina maggiormente intorno

allo zero

-le perdite incutono più timore delle vincite.

-È marginalmente decrescente sia per le vincite sia per le perdite.

Secondo la funzione di ponderazione [π]:

-Il cambiamento di benessere è moltiplicato per un peso di

decisione [π]

-I pesi di decisione non sono probabilità ma trasformazioni delle

probabilità derivati dalle scelte e quindi non seguono il calcolo delle

probabilità

-siamo più sensibili a un cambiamento di probabilità da 0 a 0,1

rispetto a 0,39 a 0,4.

Queste tre caratteristiche peculiari consentono di fornire predizioni

accurate e SISTEMATICHE sulle scelte dell’operatore umano. La

teoria del prospetto quindi descrive le scelte reali prevedendo i

comportamenti irrazionali SISTEMATICI individuano i principi

cognitivi che sottendono alle decisioni umane. Esiste una terza

categorie di teorie, le teorie prescrittive, che servono ad indagare

come dovrebbe comportarsi un decisore se tenesse conto di tutti i

propri limiti cognitivi per ottenere il massimo dalle sue scelte.

Infatti, si parla di de-biasing, ovvero di eliminare gli errori

sistematici attraverso la presa di consapevolezza e di scegliere in

modo migliore.

6/4/18

Le euristiche sono delle regole mentali semplici ed efficienti

utilizzate in condizioni di incertezza o in caso di informazioni

incomplete (ma proprio per questo non sono sempre efficaci) si

basano su ESPERIENZE PASSATE e GIUDIZI PRECEDENTI. La

mente umana ama le euristiche perché sono SEMPLICI,

INTUITIVE, SOLIDE e ci permettono di prendere DECISIONI

RAPIDE. Le due principali sono l’euristica della disponibilità e

l’euristica della rappresentatività, ma in realtà sono una

trentina.

Euristica dell’ancoraggio : si verifica quando si fornisce una

risposta che viene stimata sulla base di un elemento che viene

precedentemente fornito. Se vogliamo che una persona giudichi

un’altra persona in un modo, basta gettargli “un’ancora” perché


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Chooomp

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3 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in Scienze e tecniche di psicologia cognitiva
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Chooomp di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia del comportamento economico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Suor Orsola Benincasa - Unisob o del prof Gorini Alessandra.

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