Progettazione dei luoghi di consumo
Principali tappe storiche
Radici
Agorà: esprime il concetto di riunione, punto della città più frequentato (soprattutto in EU). Ospitava: mercato, spettacoli, tempo libero, discussioni politiche, luoghi di culto.
- Negozi che invadevano tutto lo spazio lasciato libero dai portici e dalle varie costruzioni.
- Specializzazione merceologica: i punti vendita nell’agorà dovevano essere raggruppati a seconda delle merci offerte ai consumatori. Gli spazi erano alternati tra negozi e botteghe artigianali.
- Mercato generico: bestiame, attrezzi agricoli, pentole, gioielli, abbigliamento e calzature, banco dei pegni.
- Mercato alimentare.
Forum Romano: centro della vita politica ed economica. Il mercato era una delle componenti principali. Insieme di banchi e taberne all’aperto (dimensione relazionale). Specializzati per tipologia e dislocati in varie parti della città.
Tabernae romana: negozio permanente per la vendita di merci, con attività artigiana (inserite nel forum). Distribuite in diverse parti della città. È il venditore che attrae e non la vetrina.
Macellum: è forse il primo supermercato. Costruito a quadriportico a pianta o perimetro rettangolare. Le taberne sono allineate sotto il portico. Al centro vi è uno spazio scoperto (piazzetta interna) dove vi è una fontana o un altare (mercato Traiano a Roma).
Thermopolium: è il fast food della Roma imperiale. Luogo di consumo dove era possibile acquistare e consumare cibi pronti per il consumo. È un locale di piccole dimensioni con un bancone nel quale erano incassate grosse anfore di terracotta per contenere le vivande.
Marketplace (mercato): forma più diffusa di luogo di vendita e di consumo. Presente in tutti i continenti e in tutte le civiltà. Organizzato all’aperto e con strutture temporanee. Riunisce commercio e artigianato. È storicamente consolidato nell’umanità (nelle città o luoghi di transito).
Souq-Bazaar: è permanente e non temporaneo come il mercato ed è un punto di riferimento della città araba. È una zona della città dedicata al commercio. Prima forma di Shopping Mall (non occupa quasi mai il centro della città per evitare rumori o arrecare disturbo per odori spiacevoli).
- Terzo centro funzionale della città: Moscha, Il palazzo dell’Emiro e il Souq.
- Merceologia: le diverse tipologie di merci determinavano la struttura, che si sviluppava all'interno di strutture murarie protette:
- Centro: professioni legate a merci non deteriorabili (orafi, profumerie).
- Secondo cerchio: merceologie con impatto medio (tessuti, calzature, elementi aridi).
- Cerchio esterno: arti e professioni più inquinanti (tintori, macellerie e pescherie).
- Organizzazione: orari rigidi per apertura e chiusura dei commerci, organizzazione per i novizi e l’apprendistato. Vi erano le corporazioni chiuse: si apparteneva a un’arte o una corporazione per diritto di nascita o eredità.
Bottega rinascimentale: luogo destinato alla produzione e alla vendita (panettiere, pittore, speziale). Sviluppo di format differenziati per merceologia/attività che sono arrivati fino ad oggi. Diffusioni delle arti e delle professioni. Bottega artistica come simbolo del rinascimento del tempo nuovo.
Commercio moderno XVIII-XIX-XX secolo
- Marketplace, department store, supermarket, store, shopping avenue, centro città, mall, vertical branding chain, outlet, concept store.
XVIII Secolo
- Marketplace: il mercato.
- Store: continuità con le botteghe rinascimentali.
- Store Window: cambiamento nel commercio grazie al nuovo mezzo. Utilizzo di nuove categorie di pensiero per la scelta del bene -> nascono a Londra.
- Coordinate nella grafica e nei segni con l’interno del negozio.
- Obiettivo: attrarre e informare il cliente.
- Manutenzione e cambio periodico.
- Creazione di effetti teatrali per aumentare l’impatto e l’attrattività.
XIX Secolo
Secolo caratterizzato dalla rivoluzione industriale (crescita industriale, nascita della middle class, urbanizzazione e superamento dei single function store).
- Marketplace
- Store
- Department store: Insieme di negozi, immagine coordinata, personale di supporto di vendita, iniziative promozionali comuni e luoghi simbolo per le città (Rinascente, Harrods). Luogo in cui la rappresentazione commerciale è iniziata, complessità nella presentazione e nell’organizzazione del consumo -> Formula in crisi.
Vantaggi e svantaggi
| Vantaggi | Svantaggi |
|---|---|
| Concentrazione di diverse marche e prodotti | Dispersivo |
| Tempo | Poco chiaro dove pagare |
| Organizzazione spazio | Forzati all’acquisto |
| Polo di attrazione cittadino | Costoso/prezzo elevato |
| Luogo di ritrovo | Non ci sono finestre |
| Immagine/experience shopping | Poca profondità di assortimento |
| Attenzione al cliente (commessi) | Il personale è troppo presente |
Il centro commerciale o l’outlet in confronto al department store sono: più economici, meno confusionari, stessi vantaggi, più tempo di visita, più possibilità d’acquisto, più esperienza, più eventi, più ampi, più categorie assortimentali.
Esempi: Au Bon Marché (1838), Kendals (1836), Macy’s (1878), Harrod’s (1894).
Tecnologie per il retail
- 1852: Invenzione delle borse di carta per fare la spesa.
- 1871: Margaret Knight inventa una macchina per produrre le borse di carta con chiusura automatica (flat bottom).
- 1872: Nasce e viene pubblicato il primo catalogo di vendita per corrispondenza.
- 1879: James Ritty inventa il registratore di cassa.
Cambiamenti
Mobile <-> windows: l’impatto dei nuovi device ha impattato anche sulla capacità comunicativa delle vetrine (segni, contenuti e immaginario). Prodotto (visual) <-> uso (concretezza di valore): non più cosa vendo ma cosa ne faccio, il prodotto è spesso già conosciuto dal consumatore.
XX secolo
- Modello self-service
- Centri commerciali
- Category killers
- E-commerce, Espansione dei locali, supermarket, discount
- Department store, Retailer di grandi dimensioni
- General store/bazar
Merchandisin e pricing
- Prodotti standardizzati, per la massa, valore
- Brand, Domanda
- Refrigerazione, Personalizzazione di massa
Store experience
- Self service, Carrello
- Vita suburbana, Automobile
- One stop shopping
- Servizio, Online
Approccio di marketing
- Stampa, Radio adv
- Tv adv, Marche globali
- Moda e fashion, Every day low price
1940-1950
Self service e supermarket: scarsa rilevanza delle relazioni, criticità del fattore tempo, importanza dei servizi di pagamento e rilevanza dell’assortimento. Il supermercato diventa il luogo della razionalità (costi di spedizione e frequenza d’acquisto).
Approcci
- Eye level marketing: i prodotti sott’occhio si acquistano di più -> Eye tracking: indagini per verificare i punti focali di attenzione delle persone.
- Aisle order: Le persone seguono i corridoi anche se potrebbero farne a meno.
- Product grouping: Compriamo più facilmente quando i prodotti sono raggruppati in un certo modo (category management).
- Canned smells: I profumi guidano le nostre scelte oltre che la vista.
- Irrational Pricing: Crediamo di spendere meno, ma ne siamo proprio sicuri?
- Shuffle: Più le merci ruotano e cambiano disposizione, più le compriamo (la novità attrae sempre).
- Time: Tutto è fatto per farci restare più tempo possibile mentre noi vorremmo andare via al più presto.
Moltiplicazione dei format
Aggregazione dei format: nascita dell’ipermercato grazie all’aggregazione del department store e del supermercato.
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Appunti Semiotica della città e dei luoghi di consumo, prof Pezzini - Quadrato Semiotico e Strutture Narrative
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Riassunto esame Semiotica della città e dei luoghi di consumo, Pezzini, Libro consigliato "Dallo spazio alla Città"
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Microeconomia - Appunti
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