Integrazione tecnica dei media
In particolare, per noi corrisponde all'integrazione tecnica dei media (libri, giornali, radio, cinema, televisione, telefonia ecc.) e dei relativi codici testuali, grafici, fotografici, audiovisivi, musicali, anche tattili, resa possibile dal digitale e veicolata mediante i computer multimediali.
» - Andrea Balzola e Anna Maria Monteverdi, Le arti multimediali digitali
Definizioni di multimedialità
Multimediale
Nella sua accezione più generale indica l’uso simultaneo di più modalità, strumenti o supporti di comunicazione.
Multimedialità digitale
Integrazione tecnica dei media (libri, giornali, radio, cinema, televisione, telefonia ecc.) e dei relativi codici testuali, grafici, audiovisivi, musicali, tattili, veicolata dal computer.
» - Silvana Vassallo
Idea di multimedialità
L’idea di multimedialità precede l’innovazione tecnologica che la concretizza compiutamente, il digitale.
» - Silvana Vassallo
Concetto di multimedia
Il multimedia comprende più forme di espressione e/o comunicazione e si esprime attraverso una pluralità di linguaggi. Il termine multimediale è una «etichetta commerciale» associata ai primi prodotti complessi «masticabili» da un personal computer (CD-rom e DVD, fine anni ‘80 inizio ‘90).
- Una pluralità di media fruibile tramite un solo media, il computer, risulta un concetto confondente. La definizione tecnologica, media quali tecnologie, non regge.
- Si adotta un approccio di comunicazione/linguaggio (con una parola grossa «semiotica») teoricamente indipendente dalla tecnologia.
- La definizione di multimedialità in termini di comunicazione riferisce all’utilizzo di una pluralità di linguaggi.
Tipologie di multimedialità
Reintegrando l’analisi sul ruolo/contributo della tecnologia si è arrivati a definire due macro categorie: la multimedialità digitale e la multimedialità predigitale, precedente alle tecnologie informatiche.
Linguaggio
Un linguaggio è un sistema di comunicazione, un codice comunicativo che attraverso una semantica associa significati a segni. La combinazione di segni "semplici", organizzati nel rispetto di una eventuale sintassi, consente di esprimere concetti complessi.
- Addizione: aggiungere informazioni utilizzando linguaggi diversi.
- Traduzione: offrire le stesse informazioni attraverso differenti linguaggi.
Ogni linguaggio ha i suoi limiti che, dato un contesto informativo, possono renderlo non idoneo ad aggiungere o tradurre informazioni o comunque poco efficace. Molti linguaggi “senza parole” sono di uso comune. Nella comunicazione possono essere combinati con idiomi scritti e/o parlati oppure essere utilizzati in “purezza”.
Comunicazione non esplicita
Una comunicazione non esplicita consente di “giocare” con il destinatario invitandolo a “risolvere” l’enigma oppure può lasciare, a quest’ultimo, un ampio spazio di interpretazione del messaggio. Anche un linguaggio ben definito nella sua sintassi e nella sua semantica può risultare oscuro/astratto per tutti coloro che non ne hanno nozione. Ecco che, a esempio, un testo orientale può essere fruito quale fosse un disegno e acquisire una involontaria valenza estetica che prescinde dal «vero» significato di quanto scritto nella lingua originale.
Linguaggio e cultura
Attraverso le parole, scritte o declamate, l’uomo costruisce il più duttile e ambivalente linguaggio con l’intento di poter nominare e descrivere ogni cosa, ogni sentimento, ogni azione, ogni percezione… Un linguaggio utilizzabile in ogni contesto culturale che ha trovato diverse implementazioni nelle diverse aree geografiche e culturali (lingue, dialetti, gerghi…).
Nel cercare la massima efficacia della comunicazione possiamo usare due strategie:
- Strategia additiva: Rendere la comunicazione più efficace inserendo ogni contenuto sul canale/linguaggio che meglio lo esprime. Per comprendere interamente il messaggio bisogna necessariamente conoscere tutti i linguaggi utilizzati. Chi non conosce uno o più dei linguaggi utilizzati perde parte del contenuto informativo. Si tratta quindi di una comunicazione selettiva che si rivolge a un pubblico che è in grado di percepire e interpretare più linguaggi. In questo senso tale scelta non massimizza l’accessibilità.
- Strategia di traduzione: Rendere l’oggetto della comunicazione con più linguaggi. Tutti i linguaggi impiegati “raccontano” la stessa cosa, offrono le stesse informazioni. Per comprendere interamente il messaggio basta conoscere un solo linguaggio. Si tratta quindi di una comunicazione che massimizza l’accessibilità.
Multisensorialità
Combinando più linguaggi, il multimedia evidenzia una natura interdisciplinare e spesso multisensoriale. Questa ricchezza culturale e sensoriale è al contempo un'opportunità e una difficoltà in termini di accessibilità al contenuto informativo.
La sinestesia
(dal greco syn, 'insieme', e aisthánomai, 'percepisco’)
- Percepire insieme (multisensorialità)
- Percezione indotta (psicologico): percepisco uno stimolo che me ne richiama un altro non realmente percepito (un odore può rievocare un sapore).
- Figura retorica che combina termini che riferiscono a sensi differenti: voce ruvida, profumo dolce, colore caldo…
Multimedia digitale
«Computer come metamedium che ingloba tutti gli altri: per la prima volta oggi qualsiasi medium può essere trasformato in codice numerico e integrato con altri media secondo modalità intercreative e interattive.» - Silvana Vassallo
L’evoluzione del multimedia digitale è legata allo sviluppo delle tecnologie informatiche che, pur avendo radici più antiche, esplode, come fenomeno di massa, a partire dagli anni ‘80.
«This book is determined by my own history of engagement with computers as a programmer, computer animator and designer, media artist, and a teacher. This practical engagement begins in the early 1980s, which was the decade of procedural programming (Pascal), rather than assembly programming. It was also the decade that saw the introduction of PCs and first major cultural impact of computing as desktop publishing become popular and hypertext started to be discussed by some literary scholars. In fact, I came to NYC from Moscow in 1981, which was the year IBM introduced their first PC. My first experience with computer graphics was in 1983-1984 on Apple IIE. In 1984 I saw Graphical User Interface in its first successful commercial implementation on Apple Macintosh. The same year I got the job at one of the first computer animation companies (Digital Effects) where I learned how to program 3D computer models and animations. In 1986 I was writing computer programs, which would automatically process photographs to make them look like paintings. In January 1987 Adobe Systems shipped Illustrator, followed by Photoshop in 1989. The same year saw the release by The Abyss directed by James Cameron. This movie used pioneering CGI to create the first complex virtual character. And, by Christmas of 1990s, Tim Berners-Lee already created all the components of World Wide Web as it exists today: a web server, web pages, and a web browser.» - Lev Manovich, Software takes commands
«Crediamo che la rivoluzione mentale sia un effetto della rivoluzione tecnologica, e invece dovremmo capire che è vero il contrario. Pensiamo che il mondo digitale sia la causa di tutto e dovremmo, al contrario, leggerlo per quello che probabilmente è, cioè un effetto: la conseguenza di una qualche rivoluzione mentale. Guardiamo la mappa alla rovescia, giuro. Bisogna girarla. Bisogna invertire quella dannata sequenza: prima la rivoluzione mentale, poi quella tecnologica. Pensiamo che i computer abbiano generato una nuova forma di intelligenza (o stupidità, chiamatela come volete): invertite la sequenza, subito: un nuovo tipo di intelligenza ha generato i computer. Che vuol dire: una certa mutazione mentale si è procurata gli strumenti adatti al suo modo di stare al mondo e lo ha fatto molto velocemente: quel che ha fatto lo chiamiamo rivoluzione digitale. Continuate a invertire la sequenza e non fermatevi.» - Alessandro Baricco, The Game
«Space Invaders, nella sua modestia di giochetto per sfaccendati, è una delle prime tracce geologiche di un sisma… Se la rivoluzione digitale ha una spina dorsale, quella può essere assunta come la prima vertebra. Spinge di poco, sotto la pelle del mondo, ma le dita la sentono, gli occhi la vedono. Esiste. È già un inizio.» - Alessandro Baricco, The Game
«L’orrendo mobiletto di Space Invaders, invece, aveva dentro l’infinito… c’erano tutti i giochi del mondo, bastava cambiare la scheda!» - Alessandro Baricco, The Game
«If electricity and the combustion engine made industrial society possible, software similarly enables global information society.» - Lev Manovich, Software takes commands
«I think that Software Studies has to investigate both the role of software in forming contemporary culture, and cultural, social, and economic forces that are shaping the development of software itself.» - Lev Manovich, Software takes commands
La programmazione
La programmazione è il cuore della genetica e dell’informatica.
La grafica 2D e i pennelli digitali
Un’immagine digitale può essere di due tipi:
- Bitmap: le immagini sono costituite da una matrice di pixel.
- Vettoriale: Le immagini sono costituite da oggetti definiti matematicamente attraverso tracciati caratterizzati da punti e tangenti.
Colori e risoluzione
I colori e la risoluzione di un’immagine digitale possono essere gestiti diversamente:
- Immagini per computer: codifica RGB Risoluzione medio-bassa (>72 dpi). I colori primari additivi sono i tre colori della luce (rosso, verde e blu) dai quali si ottengono tutti i colori dello spettro visibile tramite mescolanza additiva di combinazioni diverse. Sommando parti uguali di luce rossa, blu e verde si ottiene il bianco, mentre la totale mancanza di rosso, blu e verde corrisponde al nero. I monitor dei computer sono periferiche che riproducono i colori usando i colori primari additivi.
- Immagini per la stampa (quadricromia): codifica CMYK Alta risoluzione (300 dpi). I colori primari sottrattivi sono pigmenti che, se miscelati in diverse proporzioni, producono uno spettro di colori. A differenza dei monitor, le stampanti utilizzano i colori primari sottrattivi (pigmenti ciano, magenta, giallo e nero) per riprodurre i colori tramite mescolanza sottrattiva. Il termine “sottrattivo” si riferisce al fatto che i colori primari sono puri fino a quando non vengono miscelati e producono versioni meno pure dei primari. Ad esempio, l’arancio viene ottenuto per miscelazione sottrattiva di magenta e giallo.
Pennelli digitali
I “potenti” pennelli digitali consentono un diverso workflow del processo creativo:
- Integrazione di tecnologie;
- La composizione spaziale su livelli;
- Logica del copy-paste (copie e varianti);
- Uso di «oggetti» preconfezionati;
- Creazione algoritmica.
L’arte di comunicare
L’arte di comunicare è in sostanza il confronto fra appunto la comunicazione e la tecnologia.
«Soltanto l’artista (quello autentico) può essere in grado di fronteggiare impunemente la tecnologia, e questo perché la sua esperienza lo rende in qualche modo consapevole dei mutamenti che intervengono nella percezione sensoriale» - McLuhan, Gli strumenti del comunicare
Si potrebbe considerare l’umano sapere come la somma e la moltiplicazione, ma anche la sottrazione e la divisione di tutte le «storie» mai narrate. Il comunicare è quindi anche narrazione di sé, un esempio di ciò è visibile in questa affermazione:
«Una parte degli interpreti del cinema russo non sono interpreti nel senso nostro, bensì persone che interpretano se stesse – in primo luogo nel loro processo lavorativo.» - Walter Benjamin, L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica
L’uomo ha un vero e proprio bisogno informativo, infatti quando la cultura e l’informazione non circolano liberamente sono, talvolta, le persone e i popoli a muovere verso il sapere.
La comunicazione è composta da un destinatario e un ricevente: queste due figure possono essere ovviamente più di una instaurando comunicazioni uno a uno, uno a molti o molti a molti. Se il messaggio viene ricevuto nello stesso momento è sincrona altrimenti asincrona. Il messaggio poi può essere pubblico o privato, porta sempre un contenuto e dell’informazione e può variare per il linguaggio con il quale è espresso e il mezzo per il quale è inviato.
Informazione e comunicazione
L’informazione a sua volta è classificabile secondo i parametri dell’accessibilità e della velocità.
Storia della comunicazione
Inizialmente l’uomo si esprimeva tramite linguaggi orali primitivi, poi inventò l’arte figurativa.
«La prima espressione dell’uomo fu creativa, come il suo sognare. Fin dall’inizio della storia dell’umanità ci fu espressione estetica. Lo stesso uso del linguaggio, all’inizio fu un grido poetico più che una richiesta di comunicazione.» - Barnett Newman, The first man was an artist
Altro modo di trasmettere l’informazione era poi la partecipazione alla comunità e la tradizione orale:
«Il villaggio aveva istituzionalizzato tutte le funzioni umane in forme di bassa intensità. In tal modo ognuno poteva svolgere più funzioni. La partecipazione era alta e l’organizzazione bassa…» - McLuhan, Gli strumenti del comunicare
La comunicazione a media distanza avveniva tramite tam-tam, gong, corni e segnali di fumo.
Le prime opere d’arte nascono come espressione del potere di chi comandava e del rispetto degli dei:
«Le opere d’arte più antiche sono nate, com’è noto, al servizio di un rituale, dapprima magico, poi religioso. Ora, riveste un significato decisivo il fatto che questo modo di esistenza, avvolto da un’aura particolare, non possa mai staccarsi dalla sua funzione rituale.» - Walter Benjamin, L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica
Nasce poi l’alfabeto fonetico che permetteva una facile trasmissione dell’informazione. Ecco come il principe Modupe racconta il suo incontro con la parola scritta, ai suoi tempi, nell’Africa occidentale:
«Il solo spazio affollato nella casa di padre Perry erano gli scaffali della libreria. A poco a poco arrivai a capire che i segni su quelle pagine erano parole intrappolate… l’inchiostro tipografico intrappolava i pensieri che non potevano più andarsene…» - McLuhan, Gli strumenti del comunicare
Problemi della trascrizione dell'informazione
Tuttavia pur essendo uno strumento molto potente, l’alfabeto fonetico propone problemi riguardo la trascrizione dell’informazione:
«Benché isoli ed estenda il potere visivo delle parole, la scrittura fonetica è relativamente rozza e lenta. Non esistono molti modi di scrivere «stasera» ma Stanislavskij soleva chiedere ai suoi attori di pronunciare e di accentuare questa parola in cinquanta modi diversi, mentre chi ascoltava annotava le differenti sfumature di sentimento e significato che così venivano espresse. Molte pagine di prosa sono state dedicate a descrivere ciò che di fatto era soltanto un singhiozzo, un gemito, una risata o un grido lancinante…» - McLuhan, Gli strumenti del comunicare
«L’alfabeto fonetico è una tecnologia del tutto particolare. Ci sono stati molti tipi di scrittura, pittografica e simbolica, ma praticamente un solo alfabeto (fonetico) nel quale a lettere semanticamente prive di significato corrispondevano suoni semanticamente privi di significato. La trascrizione fonetica sacrifica mondi di significato e di percezione presenti in forme come i geroglifici… Soltanto l’alfabeto fonetico crea una divisione così netta dall’esperienza, dando a chi ne fa uso un occhio in cambio di un orecchio e liberandolo dalla trance tribale della parola magica e risonante… Questo fatto non ha nulla a che vedere con il contenuto delle parole alfabetizzate, ma è il risultato della rottura improvvisa tra un’esperienza uditiva e una visiva. Si può quindi sostenere che l’alfabeto fonetico fu la tecnologia che servì a creare “l’uomo civilizzato”, gli individui separati ma uguali davanti a un codice di leggi scritte.» - McLuhan, Gli strumenti del comunicare
Teatro e comunicazione
Altra forma di comunicazione antica molto efficace era il teatro: le forme teatrali che oggi conosciamo discendono da quelle che si praticavano nella Atene del V secolo a.C.
Nell’antica Roma le strade assunsero un ruolo primario nello scambio di informazione all’interno dei suoi vasti territori:
«Il termine “comunicazione” è stato ampiamente usato con riferimento alle strade, ai ponti, alle rotte navali, ai fiumi e ai canali, prima di trasformarsi con l’era elettronica in “movimento di informazione”.» - McLuhan, Gli strumenti del comunicare
Anche gli edifici pubblici, in particolare grazie alla loro architettura, erano un mezzo per comunicare qualcosa alla comunità:
«L’architettura ha sempre fornito il prototipo di un’opera d’arte la cui ricezione avviene nella distrazione e da parte della collettività. Delle costruzioni si fruisce in un duplice modo: attraverso l’uso e attraverso la percezione. O, in termini più precisi: in modo tattico e in modo ottico.» - Walter Benjamin, L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica
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