PRINCIPI DI INGEGNERIA ELETTRICA – Prof. Mauri Marco – A.A.2012-13
APPUNTI DEL CORSO
PROF. MARCO MAURI
Per Ingegneria meccanica – A.A. 2012-13
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PRINCIPI DI INGEGNERIA ELETTRICA – Prof. Mauri Marco – A.A.2012-13
INDICE
C1 – Introduzione alle reti elettriche C4 – Sistemi trifase 48
02/10 1.0 Leggi dell’elettrotecnica. 3 30/10 4.0 Funzionamento delle reti
Leggi di Maxwell. trifase. 49
1.1 Sistema stazionario. 3 4.1 Collegamento delle
1. Generatori. 4 impedenze.
11 50
1. Utilizzatori. 5 4. Sistemi semplici.
12 12 50
09/10 1.2 Circuiti e reti semplici. 6 4. Sistemi complessi.
13 52
1.3 Leggi di Kirchhoff. 6 28/11 Esc Reti trifase.
1.4 Modalità serie e parallelo. 8 C5 – Transitori elettrici
10/10 Esc Reti semplici. Leggi di 10 56
06/11 5.0 Transitori elettrici.
Kirchhoff e collegamenti. 57
08/11 5.1 Soluzione del transitorio:
integrale generale.
C2 – Modalità di risoluzione delle reti 60
5.2 Riepilogo.
11/10 2.0 Teorema di Thevenin . 14 62
06/12 Esc Reti con il transitorio.
2.1 Teorema di Norton. 15 C6 – Circuiti Magnetici e trasformatori
2.2 Formula di Millman. 16
17/10 Esc Applicazione di Thevenin e 18 13/11 6.0 Bobine e magnetismo. 69
Norton. 15/11 6.1 Induttanza. 73
6.2 Energia magnetica. 74
6. Forza magnetica. 76
21
C3 – Sistemi in alternato sinusoidale e 6. Pressione magnetica. 76
22
potenze elettriche 27/11 6.3 Trasformatori ideali. 77
29/11 6.4 Trasformatori reali. 78
18/10 3.0 Grandezze in alternata. 27 6. Modello elettrico. 79
41
3.1 Risultati della trasformata di 28 04/12 6. Prove sul trasformatore e 81
42
Fuourier e Laplace. dati di targa.
3.2 Potenza in alternato 29 06/12 6.5 Trasformatore trifase. 82
sinusoidale. 12/12 Esc Circuiti magnetici. 85
3.3 Teorema di Tellegen e 30 13/12 Trasformatori. 89
corollario di Boucherot.
25/10 3.4 Rifasamento. 30 C7 – ESAMI
24/10 Esc Potenze e fasori. 32 91
15/01 Simulazione Esame 2013.
31/10 Reti con i fasori. 39 95
06/01 Esame 2012-2013.
07/11 Reti con Boucherot. 42
INFORMAZIONI
E-Mail prof: marco.mauri@polimi.it
Sito web: http://people.mecc.polimi.it/mauri/laboratorio/index.html
Libri di testo: Principi di Chimica – Peter Atkins, Loretta Jones
Chimica – Kotz, Treichel, Townsend
Modalità Prove in itinere: non previste
d’esame: Appelli: 3 (2 Febbraio – 2Settembre)
Orale facoltativo 1
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ACCORGIMENTI ATTENZIONE:
I presenti appunti non sono controllati da docenti o esercitatori e pertanto potrebbero
contenere errori di tipo concettuale o numerico. Lo scopo di questi appunti è semplicemente
di aiutare lo studente a capire metodi di risoluzione e di comprensione della materia nella
maniera più semplice e sintetica possibile. Si invita quindi, chiunque debba superare l’esame
della materia, ad integrare questi appunti con il libro di testo e di svolgere comunque uno
studio autonomo.
Le PROVE d’esame (NON le simulazioni) svolte dal sottoscritto sono corrette e comprensive
di punteggi.
I METODI DI RISOLUZIONE degli esercizi sono ideati personalmente.
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C.1 – INTRODUZIONE ALLE RETI
1.0 - INTRODUZIONE AI SISTEMI ELETTRICI
I sistemi elettrici così come quelli meccanici vengono progettati secondo criteri che tengono conto di
tutte le eventuali grandezze fisiche che possono in qualche modo ostacolare il funzionamento del
sistema stesso. Sono quindi indispensabili delle relazioni che ci portano a legare tutti i fenomeni senza
tralasciare alcun dettaglio.
Dal passato ciò che permette, per i sistemi elettrici, di relazionare il tutto sono le equazioni di Maxwell:
Legge di Gauss
Legge di Faraday
Legge di Gauss
Legge di Ampere
Tuttavia, pur dovendo considerare tutte le possibili grandezze in gioco, non sempre si possono
risolvere rotori e divergenze con grande facilità e per questo si parte da sistemi semplici, che
trascurano queste grandezze per poter risolvere a grandi linee il problema posto.
Per riallacciare il discorso alla fisica possiamo dire che lo stesso discorso si potrebbe fare tra
cinematica o dinamica e statica. Così in elettronica si definisce il Regime quasi stazionario.
Un regime quindi è quasi stazionario se le grandezze elettriche sono costanti nel tempo.
1.1 - SISTEMA STAZIONARIO
Come in cinematica, una grandezza che potrebbe rimanere costante nel tempo è senz’altro la velocità.
In elettrostatica è la grandezza che ci serve per definire un sistema stazionario.
La velocità di propagazione di un’onda elettromagnetica si può esprimere come:
1
= ∙
√
è la permeabilità magnetica e nel vuoto vale 4π*10 H/m e è la costante
-7
dove
dielettrica (o permettività) che nel vuoto è pari a 8,85*10 F/m.
-12
Da questa relazione ricaviamo che nel vuoto la velocità di propagazione della luce è 300.000
km/s (velocità della luce).
Si definisce lunghezza d’onda λ il rapporto tra la velocità e la frequenza.
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λ
Detto questo possiamo definire un sistema stazionario come un sistema le cui dimensioni
sono trascurabili rispetto alla lunghezza d’onda che la investe.
La lunghezza d’onda che investe le nostre case, le città e le nazioni in determinati punti del
pianeta è: à . . ∙
λ = = = = 6.000
poiché la lunghezza d’onda è molto più grande di tutti i sistemi possiamo considerare i sistemi
stessi come dei punti materiali. Inoltre se siamo in un regime stazionario possiamo trattare gli
elementi come bipoli.
L’insieme due o più bipoli costituisce un circuito. Rappresentazione
Più in generale si parla di reti elettriche. di un bipolo
In generale i sistemi di bipoli si rappresentano tramite un gruppo di generatori e un gruppo
di utilizzatori.
G U
1.11 - GENERATORI Tensione: Lavoro elementare per spostare una
Generatore di tensione Generatore di corrente =
carica elementare: [Volt]
Corrente: Variazione di carica nel tempo:
= [ ]
Dalle relazioni precedenti otteniamo la potenza:
= ∗ = ∗ = [ ]
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. −
Resistenza: R [Ω -Ohm] Induttore L [H-Henry] Condensatore – C [Farad – F]
CONVENZIONI DI MISURA E LEGGI DI OHM
Le convenzioni di misura che poniamo all’inizio di ogni problema in questo caso sono 2:
- Convenzione di misura generatori: l’utilizzatore cede potenza al sistema;
- Convenzione di misura utilizzatori: l’utilizzatore assorbe potenza dal sistema.
Nel calcolo delle reti elettriche, cioè sistemi complessi di circuiti elettrici avremo a che fare con le leggi
di Ohm:
( )= ( )
1) ∗ ( )
( )= ( )
2) ∗ ( )
In relazione con le convenzioni di misura abbiamo che nel caso di convenzione per utilizzatori:
= ∗ , mentre nel caso di convenzione generatori ritroviamo la stessa relazione con segno opposto:
= − ∗ .
TIPI DI CIRCUITI
I circuiti elettrici possono essere sostanzialmente di due tipi: circuito aperto o circuito chiuso (o
corto circuito). Nel primo abbiamo che con una tensione V qualsiasi la corrente che passa nel sistema
è nulla:
- Pur essendoci una tensione v diversa da zero, la corrente non
circola all’interno del filo conduttore. ≠ 0 =0
Un esempio di circuito aperto si ha con un interruttore non
commutato.
- Nel corto circuito non vi sono opposizioni o spinte all’interno ≠ 0 , =0
del circuito e pertanto la corrente i è libera di scorrere a
intensità variabile. 5
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1.2 - CIRCUITI SEMPLICI E RETI ELETTRICHE
Risolvere un problema elettrotecnico significa trovare tutte le grandezze che ci sono all’interno di un
circuito elettrico. Nel caso di un circuito elettrico semplice (rappresentato qui di seguito) ciò che ci
interessa è calcolare il valore di tensione v, corrente i e resistenza R.
La stessa cosa si può dire di reti elettriche, ovvero insiemi di circuiti (rappresentato qui di seguito):
1.3 - LEGGI DI KIRCKOFF E RETI ELETTRICHE
LEGGE DI KIRKHHOFF DELLE TENSIONI
Dato un certo circuito elettrico, si ha che la somma delle tensioni del circuito è uguale a zero.
V V
1 2 ∑ =0
V
3
LEGGE DI KIRKHHOFF DELLE CORRENTI
Dato una certa superficie chiusa, si ha che la somma delle correnti del circuito è uguale a zero.
∑ =0
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RETI ELETTRICHE
Riprendendo in esame l’immagine di prima riguardo le reti elettriche definiamo alcune parti
importanti di una rete elettrica. RAMI:
parti che collegano i
nodi e sulle quali vi
sono generatori e
NODI: utilizzatori.
punti che collegano
due o più rami. MAGLIE:
Zone della superficie
circondate da lati e
non attraversate da
altri lati.
Risolvere una rete di questo tipo significa per noi trovare tutte le correnti i e tutte le tensioni v che
caratterizzano la rete. Ciò significa che se l sono le correnti e l sono le tensioni, avremo bisogno di 2 l
valori per risolvere il sistema.
Se consideriamo i nodi della rete rappresentata
di fianco (3 nodi) e scriviamo 3 equazioni
della corrente, otteniamo 3 equazioni
linearemente dipendenti, cioè una di loro
dipende dalle altre due:
− =0
− − =0
+ − =0
Dalle tre equazioni precedenti otteniamo un’identità e ciò vuol dire che una delle 3 è dipendente dalle
altre due. Decidiamo quindi di cancellarne una per avere 2 equazioni linearmente indipendenti. Se
sono quindi le incognite del problema, saranno − 1 le equazioni indipendenti e lo stesso discorso
vale per le tensioni.
Possiamo quindi dire che le equazioni che servono al nostro caso, qualsiasi esso sia sono:
= − +1
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TEOREMA FONDAMENTALE DELLE RETI ELETTRICHE
Il teorema fondamentale delle reti elettriche afferma che una rete elettrica di rami ha 2 risoluzioni le
quali si possono riscontrare tramite le leggi di Kirckoff delle tensioni (LKT), le leggi di Kirckoff
delle correnti (LKC) e dai legami costitutivi (LC). Questi ultimi sono formati da relazioni che
collegano la tensione con la corrente , ovvero, le leggi di Ohm.
Tuttavia scrivere 2 equazioni con un sistema complesso di molteplici rami, nodi ed anelli è molto
scomodo poiché significherebbe calcolare corrente, tensione e utilizzatore per ogni singolo ramo o
nodo. Allora non si fa altro che rendere più semplice la rete applicando teoremi e principi che vedremo
più avanti.
Ricordando che noi ci limiteremo in questa sezione a trattare le reti elettriche con un regime
stazionario, cioè quando tensione e corrente non variano d’ora in poi rappresenteremo la corrente e la
tensione con le lettere maiuscole:
1.4 - COLLEGAMENTO IN SERIE E PARALLELO
Abbiamo visto degli esempi di reti elettriche semplici con un solo utilizzatore, un solo generatore, ecc.
Quelli che trattiamo adesso sono i diversi posizionamenti che possono avere degli stessi utilizzatori in
un sistema più complesso.
Ad esempio proviamo a pensare ai fari della nostra auto; abbiamo una batteria da 12 V che genera una
corrente nel sistema elettrico della macchina e deve accendere quattro fari, due avanti e due dietro.
Successivamente proviamo a rompere uno dei quattro fari e notiamo che quello che abbiamo
danneggiato si spegne, mentre gli altri rimangono accesi. Due possibilità che ci si presentano nel
disegnare la rete elettrica della macchina la possiamo schematizzare così:
1) 2)
La corrente passa, in entrambi i casi, su tutti i bipoli resistori dando luce ai fanali. Vediamo cosa succede se
rompiamo il fanale sostituendolo con un circuito aperto:
Nel primo caso la corrente continua a passare dagli altri fanali, mentre nel secondo caso la corrente
non passa per il conduttore e gli altri rimangono spenti.
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Questi due casi in elettrotecnica si definiscono rispettivamente: collegamento in parallelo e
collegamento in serie. Nel primo, come abbiamo visto, gli utilizzatori sono indipendenti e dipendono
solo dalla corrente; nel secondo un utilizzatore dipende sempre da un altro utilizzatore prima di esso.
COLLEGAMENTO IN SERIE
Semplificare il sistema significa ridurre il circuito allo stato semplice, sostituendo gli utilizzatori con un
utilizzatore che faccia risentire al sistema gli stessi medesimi effetti. Per questo vi è il calcolo della
resistenza equivalente.
Un circuito collegato in serie ha la medesima corrente ma ogni bipolo ha un suo potenziale.
Dato un circuito di questo tipo:
La resistenza equivalente della rete elettrica per un
collegamento in serie è la sommatoria di tutte le
resistenze collegate in serie:
=
COLLEGAMENTO IN PARALLELO
Un sistema collegato in parallelo ha lo stesso potenziale in tutto il circuito ma ogni bipolo è attraversato
da una corrente diversa.
Dato un circuito collegato in parallelo e, definita una
grandezza detta conduttanza come il reciproco
della resistenza , la resistenza o conduttanza
equivalente è rispettivamente la sommatoria dei
reciproci delle resistenze, la somma delle conduttanze.
1 1
= = = 1/
PRINCIPIO DI DUALITA’
Il principio di dualità è un principio che serve nell’introduzione di alcuni teoremi dell’elettrotecnica e
che permettono l’esenzione dal dimostrarli.
Per i teoremi che al momento tratteremo le parole duali da utilizzare saranno:
Tensione Corrente;
Serie Parallelo;
Resistenza Conduttanza;
Corto circuito Circuito aperto;
Corto circuito Circuito aperto.
Il principio di dualità ci servirà soprattutto per i due teoremi che seguono. Essendo infatti l’uno duale
rispetto all’altro e viceversa la dimostrazione del primo vale anche per il secondo.
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ESERCITAZIONE: 10/10/2012
1) Dato il seguente circuito, calcolare i valori delle resistenze , ,
DATI
20 W
32 W
24 W
2 A
METODO DI RISOLUZIONE:
- Quello rappresentato è un collegamento in serie. Teniamo a mente le
leggi di Ohm: = ; = = ; e applichiamole, ricavando
dalla seconda o terza formula il valore della resistenza o della tensione.
In ogni caso calcoleremmo il dato mancante con la prima legge.
RISOLUZIONE:
La corrente che scorre all’interno del circuito è uguale per tutte le
resistenze che ci sono. Pertanto basterà calcolare, tramite le ultime due
relazioni, o la tensione o la resistenza e successivamente calcolare con la
prima legge l’altro dato mancante. Per esempio utilizziamo la seconda
relazione per calcolare la tensione nei 3 bipoli:
20
= = = 10V
2
32
= = = 16V
2
24
= = = 12V
2
Ed ora utilizziamo la legge = per ricavarci il valore delle resistenze:
10
= = =5
2
16
= = =8
2
12
= = =6
2 10
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2) Dato il presente circuito elettrico, calcolare i valori di tutte le correnti e di tutte le resistenze.
DATI
50 W
25 W
20 W
5 A
METODO DI RISOLUZIONE:
- Ciò che cambia rispetto al primo esercizio è il tipo di collegamento
del circuito. Il primo era un collegamento in serie, pertanto si sa che
la corrente che passa per lo stesso conduttore è unica ma ci sono tante tensioni quanti sono i bipoli
resistori. Questo esercizio è un collegamento in parallelo e pertanto richiama le sue proprietà: la
tensione applicata ai capi del circuito come in figura è la stessa per tutti i bipoli collegati in parallelo. Ci
saranno tuttavia tante correnti quanti sono i resistori. Per il resto l’esercizio 2) è uguale al 1).
RISOLUZIONE:
Calcoliamo dal ramo 1 la tensione:
50
= = = 10
5
La tensione appena calcolata è la stessa su tutti i rami del circuito e pertanto possiamo calcolare le
correnti sugli altri due rami con la legge di Ohm:
25
= = = 2,5
10
20
= = =2
10
La corrente totale non è altro che la somma di tutte le correnti appena trovate: 9,5 A.
Calcoliamo ora le resistenze sui 3 rami:
10
= = =2
5
10
= = =4
2,5
10
= = =5
2 11
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3) Data la seguente rete elettrica calcolare tutte le correnti del circuito.
DATI
10 Ω
20 Ω
25 Ω
100 V
METODO DI RISOLUZIONE:
- L’esercizio va risolto usando le leggi di Kirckoff. La sommatoria
delle correnti all’interno del circuito deve essere 0. Ciò significa che, non avendo le correnti distribuite
sui loro rispettivi rami come nell’esercizio precedente, la quantità di corrente che entra in un nodo di
un bipolo è esattamente uguale a quella che esce. Per il calcolo analitico si usano le leggi di Ohm.
RISOLUZIONE:
Cerchiamo di ottenere uno schema più funzionale per capire cosa si
può fare per semplificare il problema ed arrivare alla soluzione:
Come si nota, le frecce azzurre dello schema qui di fianco riportano il
verso delle correnti all’interno del circuito. Possiamo quindi fare dei
normalissimi bilanciamenti all’interno del circuito, scrivendo almeno
per i nodi principali le equazioni di equilibrio:
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