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Pluralismo religioso

Libertà religiosa in Europa

Diritto europeo di libertà religiosa di fronte all’Islam. Diritto europeo di libertà religiosa: da molto tempo molti studiosi ritengono che il diritto di libertà religiosa abbia delle caratteristiche più o meno comuni (idealtipo). Quando parliamo di diritto alla libertà religiosa in relazione all’Islam, possiamo comprendere meglio la politicità del diritto di libertà religiosa. Solitamente questo diritto si analizza solo in ottica di diritti umani. Ma in realtà tale diritto ha una radice politica fondamentale: nasce in epoca moderna come primato dello stato.

Abbiamo due categorie: religione e confessioni religiose (nozioni utilizzate dal diritto di libertà religiosa: diritto usato dallo stato moderno per definire il religioso, strumento usato per definire il primato dello stato sugli altri ordinamenti). Bisogna distinguere la libertà religiosa dal diritto di libertà religiosa. La libertà religiosa esiste a livello sociale ma non è riconosciuta giuridicamente. La presenza musulmana in Europa ci fa riscoprire la politicità del diritto di libertà religiosa.

Due libertà religiose: una in funzione dello stato e una in funzione dell’individuo (dicotomia che è in tensione. Fondamentale il ruolo dello stato che deve armonizzarsi con la figura della persona che è diventata il fine. Natura idealtipica, natura politica del diritto di libertà religiosa, distinzione tra libertà religiosa e diritto di libertà religiosa (moderno e contemporaneo: radice in funzione dello stato e diritto in funzione delle persone). I diritti religiosi sono diritti personali.

Trasformazioni del diritto di libertà religiosa in relazione con l’Islam

L’immigrazione musulmana in Europa ha contribuito al rallentamento del rapporto di proporzionalità diretta tra secolarizzazione (quanto una nazione dia importanza alla religione) e laicizzazione. Fino agli anni '70 si pensava che andassero di pari passo, alla secolarizzazione seguiva la laicizzazione (venir meno dei diritti religiosi all’interno dei diritti degli stati). Si pensava che il diritto di libertà religiosa fosse un diritto inutile in una società secolarizzata. La secolarizzazione va avanti e con lei anche la laicizzazione. L’Islam ha cambiato questa percezione; la presenza musulmana si radica, l’integrazione di questa popolazione è passata meno attraverso diritti generici che diritti particolari.

La presenza musulmana in Europa ha dato una nuova attualità al diritto di libertà religiosa: ha dato piena attualità agli statuti delle chiese riconosciute. La presenza musulmana in Europa ha contribuito a rafforzare lo statuto delle chiese più forti (rendendolo paradigmatico) ed è diventato fondamentale, perché è la condizione dell’integrazione dei musulmani nello spazio giuridico europeo (l’integrazione avviene attraverso il diritto di libertà religiosa). Solo così potranno essere integrati nella struttura politica europea (diventa fondamentale essere fedeli di chiese musulmane capaci di essere riconosciute nello spazio giuridico europeo allo stesso modo delle chiese tradizionali di questo continente). L’Islam deve passare all’interno della modernità per essere pienamente riconosciuto. L’Islam viene integrato attraverso il diritto di libertà religiosa.

Modalità di immigrazione musulmana in Europa

  • Immigrazione maschile in Europa per lavoro (tutelati dallo stato di necessità) → erano dei lavoratori e non avevano bisogno il diritto di libertà religiosa.
  • Dopo il 1974 inizia una nuova fase: i maschi che erano in Europa fanno venire le proprie famiglie: arrivano donne e bambini e c’è il problema della riproduzione musulmana in Europa.
  • Dal '74 all’'89 si scopre che il lavoratore può anche avere bisogni religiosi e assume importanza il diritto di libertà religiosa.

Nell’'89 cambia la percezione verso l’Islam: i lavoratori sono musulmani (prima erano considerati solo lavoratori): logica essenzialista → si va ad accomunare tutti i musulmani. In questa fase il diritto di libertà religiosa assume una connotazione di controllo (serve ai musulmani per inquadrarsi in quelle regole che vengono date dall’Europa).

La politicità del diritto di libertà religiosa

Negli anni '70 c’era il pensiero che il diritto di libertà religiosa dovesse essere goduto da tutti. Si riscopre la politicità del diritto di libertà religiosa, che produce la cittadinanza a pieno titolo (soggetto destinatario e produttore delle norme). L’Islam rivendica una soggettività piena e non è considerato come un oggetto. Il musulmano rivendica delle norme che devono essere capaci di rispondere a esigenze di persone che provengono da culture che non hanno fatto la storia dell’Europa moderna.

In molti paesi europei il diritto di libertà religiosa veniva considerato un diritto completo. Quando in Francia arriva il velo, ci si accorge che quel diritto era stato costruito su altre religioni e altre storie, anche se i musulmani avevano già goduto di tale diritto. Le nuove generazioni non si accontentano più di essere destinatarie passive di diritti scritti per altre religioni. Dal godimento dei diritti discende un legame civico di appartenenza che dà a questi soggetti il ruolo di titolari di diventare protagonisti in ambito legislativo.

La grande questione musulmana

Negli anni '80 nasce la grande questione musulmana. Diventa importante lo statuto di chiese riconosciute: l’Islam ha questa forza di invadere l’ordinamento europeo e si cerca di creare delle chiese musulmane (devono diventare chiese riconosciute). Questa religiosità si deve conformare ai diritti europei. Nel ventunesimo secolo per diventare chiesa riconosciuta si chiedono molte più cose rispetto al diciannovesimo secolo (idea che le chiese riconosciute erano entità religiose separate dagli stati). Oggi la situazione è cambiata e per assumere lo status di chiesa riconosciuta non si può essere fondamentalisti: bisogna che siano politicamente corrette e riconoscere tutta una serie di situazioni.

Oggi il diritto di libertà religiosa pretende l’omogeneità e ha perso la sensibilità nei confronti della diversificazione (chi è fondamentalista non può diventare una chiesa riconosciuta). I musulmani devono diventare politicamente corretti. Le chiese musulmane devono riconoscere i valori costituzionali europei firmando dei documenti appositi. Strumento politico di addomesticamento del religioso; non può diventare uno strumento di frammentazione. Ci vuole coesione, attraverso un diritto omologante con un processo difficile e delicato. Il diritto europeo fatica ad aprirsi al pluralismo.

Politiche di addomesticamento

Con gli Ebrei non vi è la stessa politica (godono di molti privilegi). Il diritto di libertà religiosa è un diritto che prima laicizza ma poi secolarizza subito dopo (obbliga i musulmani a costituirsi come chiesa e quindi laicizza ma poi secolarizza perché deve avere gli stessi valori dello stato → deve diventare parte di una società in cui le religioni hanno un ruolo di forte coesione sociale). Per addomesticare l’Islam gli stati adottano più o meno tutti le stesse politiche. Tutti gli stati europei adottano strumenti giurisdizionalisti: anche in Italia ad esempio.

Questo addomesticamento dell’Islam in Europa (sfera nord) ha influenze anche nei paesi a maggioranza musulmana (sfera sud). I musulmani che vivono in Europa sono pur sempre cittadini di paesi a maggioranza musulmana (non perdono la propria cittadinanza). La costruzione di queste chiese musulmane è un importante strumento di controllo anche per i paesi della sfera sud, per controllare la loro emigrazione. C’è un’azione di raccordo continuo tra i paesi di queste due sfere per la costruzione di queste chiese.

Effetti in Europa

In Europa abbiamo due effetti principali: l’interventismo degli stati del sud in Europa favorisce il rafforzamento degli stati e non gli individui. Tensione tra stati nazionali e organismi sovranazionali che sono più influenzati dal costituzionalismo contemporaneo. Questa tensione è ben visibile oggi. Nella sfera sud aumenta la distinzione dell’Islam dalle istituzioni (laicizzazione). Al nord si devono secolarizzare invece (prima laicizzandosi e poi secolarizzandosi).

Il diritto di libertà religiosa è molto complesso; manterrà sempre la faccia moderna e la faccia contemporanea. Finché ci saranno sempre comunità religiose, questo diritto ci sarà sempre come strumento di addomesticamento. Oggi quando parliamo di Islam, i suoi rappresentanti sono persone non necessariamente religiose.

Pluralismo religioso

Carte dei diritti: Bill of Rights del 1791 e Carta dei diritti del 1789 → hanno due impostazioni molto diverse. Qual è la differenza tra la prima (americana) e la seconda (francese)? Quella americana nasce per opporsi o limitarsi al potere pubblico, col tentativo di liberarsi dall’Inghilterra: libertà del singolo contro il potere pubblico. Quella francese è caratterizzata nella collettività che si esprime nella legge (nella volontà generale).

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Scienze giuridiche IUS/11 Diritto canonico e diritto ecclesiastico

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher d.meroni19 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di diritto del multiculturalismo e del pluralismo religioso e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano - Bicocca o del prof Marchei Natascia.
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