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Patologia della vite

Introduzione

Professore Matteo Monchiero
Esame scritto
Libro consigliato: Fondamenti di patologia vegetale; Mattia Luisoni; Patron Editore.

Principali patogeni della vite

L’oidio è causato dal patogeno Erysiphe necatrix. La peronospora è causata da Plasmopara viticola.

Malattie causate da virus, fitoplasmi e batteri

Ci occuperemo di malattie causate da virus, fitoplasmi (ai quali le nostre viti sono molto sensibili) e batteri (malattie secondarie per noi). Da sottolineare l'importanza della malattia di Pierce causata da Xylella Fastidiosa: uno dei batteri più evoluti di cui ci sono diverse specie. Dove c'è la malattia di Pierce la viticoltura non esiste.

In Italia si trova Xylella Fastidiosa Pauca, ha dei vettori specifici in America Sud Occidentale, ma si è adattata e ne ha trovati anche in Puglia. Per fortuna ha dei limiti di temperatura.

Malattie causate da funghi

Le malattie di cui ci occuperemo di più sono quelle causate dai funghi come la peronospora ed il mal bianco che sono specifici della vite, a differenza della Botrytis cinerea che ha tante specie a cui fa danni.

Difficilmente si vedranno peronospora o oidio su grappoli maturi perché le sostanze coloranti della vite appartengono alle sostanze di difesa e bloccano i funghi. La BC ha degli enzimi in grado di distruggere queste sostanze.

Il problema della BC è maggiorato dal fatto che ci si porta in casa questi enzimi. Il marciume acido è causato da diversi tipi di funghi (di solito lieviti), come l’aspergillus e penicillium, che producono micotossine.

Marciumi e malattie del legno

I marciumi radicali sono causati da Armillaria e quando compaiono di norma è colpa del gestore perché per crescere necessitano di ristagno idrico. L'Armillaria è un decompositore e ciò significa che devo aver lasciato qualcosa a marcire in vigneto.

Ci occuperemo anche delle malattie del legno: Mal dell’Esca, Eutypa e altre.

Patologia vegetale

  • Organismi e fattori ambientali fitopatogeni
  • Meccanismi della fitopatogenesi
  • Interazioni tra patogeno e pianta ospite
  • Epidemiologia

Fitoiatria

  • Mezzi di lotta: rame e zolfo sono ancora fondamentali però comportano il rischio di inquinamento; tale rischio è minore in zone a pH alto come le nostre.
  • Strategie di lotta.

Deve essere chiaro che tutte le piante possono ammalarsi, le malattie portano alla disfunzione di una o più parti della pianta o anche alla morte. Piante e parassiti si sono coevoluti permettendo ad entrambi di sopravvivere “meglio”.

Esempio storico

Esempio: le malattie portate dai conquistadores. Se la vite fosse riprodotta sessualmente probabilmente ci sarebbero popolazioni eterogenee e si avrebbero viti più resistenti.

La peronospora

Si tratta contro la peronospora sempre perché se intacca si perde completamente il grappolo: diventa marrone, si curva a C (l’acino sembra un fagiolo) e secca.

Agrobacterium tumefaciens

Causa delle formazioni neoplasiche a seguito di una gelata che comporta delle rotture sul ceppo nelle quali si inserisce il batterio.

Patogeni delle piante

Gli agenti che causano malattie nelle piante sono molto simili a quelli che infettano gli animali (virus e batteri per gli animali, ai quali si aggiungono i funghi per le piante). Questi agenti sono favoriti da carenza/eccesso di sostanze nutrienti e dalla presenza di sostanze chimiche nel suolo.

Le malattie causano alterazioni, ma il rapporto può anche essere inverso (si veda il caso di A. tumefaciens).

Diffusione delle malattie

È stato l’uomo a favorire la comparsa e la diffusione delle malattie attraverso la monocoltura, lo spostamento di alcune specie e/o agenti patogeni in zone nelle quali non erano presenti i propri limitatori naturali:

  • Nel 1849 arriva Uncinula Necatrix
  • Nel 1879 arriva Plasmopara Viticola
  • Nel 1880 arriva Fillossera

In più va aggiunto che col cambiare della temperatura molti patogeni potrebbero diventare via via più preoccupanti.

Identificazione delle malattie

Se troviamo delle macchie secche di 3-4 mm ho usato male un disseccante, se trovo queste macchie con dentro dei puntini neri si tratta di Black Rot che dai puntini libera milioni di conidi. Se è secco e basta il gestore ha usato male un disseccante. Questo fungo produce sostanze chimiche che uccidono le cellule, esattamente come i disseccanti.

L’escoriosi è una malattia del legno: i tralci non sono verdi ma hanno striature scure suberificate e possono incidersi abbastanza profondamente. Normalmente non arriva in alto e nel vigneto non si vede perché i normali trattamenti anti-peronosporici sono sufficienti a contenere questo rischio.

Definizione di agente patogeno

Qualunque agente esterno causi una malattia lo chiamiamo agente patogeno. Il fitoplasma è un patogeno, ma anche una grandinata, una carenza di Mg lo sono. Un parassita è sempre un patogeno, ma non è detto il contrario.

Manifestazione delle malattie

Le malattie possono manifestarsi in alcuni periodi/situazioni ed in altre no. La peronospora sverna nelle foglie cadute a terra. Per lo sviluppo di un’infezione sono necessarie la condizione ambientale, la malattia e l’ospite sensibile che sono le foglie sulla pianta (a Marzo non ci sono per dire). Serve il triangolo della malattia. Occorre dunque che tutti e tre questi fattori siano presenti per avere la comparsa della malattia. In questo modo si è capita l’importanza delle condizioni meteorologiche perché, ad esempio, la Peronospora ha bisogno di piogge abbondanti.

Di norma la presenza del patogeno è data per scontata, per l’Oidio basta umidità, la Peronospora necessita di piogge. La malattia deriva anche da un rapporto costante tra la pianta ed il patogeno perciò nel triangolo va aggiunto anche il fattore tempo (tempo necessario per svilupparsi).

Classificazione delle fitopatie

  • Ci sono malattie il cui patogeno utilizza i metaboliti della pianta (malattie trofiche=legate al nutrimento) in questo caso il patogeno non ha nessun interesse a uccidere la pianta: Oidio.
  • Altre inducono disfunzioni sul normale sviluppo dei tessuti (malattie disgenetiche).
  • Altri funghi o batteri sono necrotrofi: prima uccide la cellula poi se ne nutre: il patogeno del Black Rot.

Queste malattie causano la formazione di tessuto sugheroso. Una di queste è l’Eutypa: il sintomo più importante è la formazione di un settore molto duro e secco che si forma per difesa da parte della pianta che impermeabilizzano un settore uccidendo tutte le cellule.

Altre malattie causano una fuoriuscita dei succhi cellulari lisando le pareti cellulari (malattie litiche). Altri batteri o funghi interferiscono con il normale funzionamento idrico della pianta (malattie vascolari) come il fitoplasma della Flavescenza Dorata (FD) che entra nei vasi cribrosi: la pianta chiude per risposta i vasi linfatici e le sostanze prodotte non vengono trasportate (gli acini rimangono verdi), le foglie colpite da FD si rompono perché sono piene di zuccheri.

Interferenza virale e batterica

Il virus dell’accartocciamento è dello stesso tipo, ma in questo caso è il virus stesso che ostruisce i vasi: è un virus fatto a filamento, in massa ostruisce i vasi linfatici e quindi le foglie diventano rosse. La Xylella causa il disseccamento di una parte della foglia, perché il batterio si riproduce molto velocemente nello Xylema e dunque c’è interferenza sul trasporto dell’acqua causando sintomi molto simili a quelli della siccità.

Ci sono ancora le malattie causate da Nematodi. Le malattie causate da carenze di nutrienti non possono colpire una sola pianta nel vigneto, mentre le malattie virali e batteriche possono trovarsi occasionalmente anche solo su una pianta.

La Botrytis ha due forme di attacco: marciume alla raccolta (attacca gli acini), ma in alcune primavere molto piovose si hanno attacchi di BC anche su foglie causanti macchie diverse da quelle di Peronospora perché parte dai bordi delle nervature principali.

Sintomi e manifestazioni

Se troviamo alcuni acini neri e al tatto sentiamo duro/secco cosa è successo? Si è dato troppo zolfo che agisce sublimando (da solido a gas) e come gas si sostituisce all’ossigeno e si forma H2S invece che H2O, se fa troppo caldo può causare delle ustioni: un pezzo di buccia muore e dunque con la crescita si rompe.

Alcune malattie causano delle perdite di tessuto: una è l’Oidio, l’altro caso è dovuto alla grandine; se va bene essi seccano, se invece piove essi marciscono: la BC è un fungo da prendere con le molle perché è un saprofita (si nutre dei tessuti morti) perciò si insedia sempre in una ferita, ma una volta che si è insediata inizia ad attaccare anche tessuti vivi.

Con la Peronospora gli acini toccandoli si staccano. Dopo Giugno non è più un problema la Peronospora perché maturando diminuisce il numero di stomi. Se però entra prima si nutre dell’acino che diventa marrone scuro/nero senza riuscire più ad uscirne e perciò non può fruttificare e secca con l’acino.

Eventi straordinari e malattie

La grandinata dell’86 è stata distruttiva, ha distrutto tutti i grappoli. Si è dovuto potare per favorire le gemme secondarie e terziare e perché il tralcio era pieno di danni; si potò per ripartire da zero.

Alterazioni morfologiche delle piante

Alcune malattie cambiano la forma della pianta. Acinellatura: dovuta a virosi; freddo in fioritura (i fiori di vite danno un frutto se le condizioni in fioritura sono favorevoli perché la parte maschile, gli stami, hanno bisogno di buone temperature).

Arrotolamento delle foglie dovuto a fitoplasmi o virus. Neoplasia dovuta ad Agrobacterium queste galle seccano e si staccano. La presenza di questo batterio è dovuto al gran freddo di inverno che causa fessurazioni.

Sintomi delle malattie e interferenze

  • Interferiscono sul bilancio del carbonio: riduzione della capacità fotosintetica (domanda da esame) perché le foglie crescono poco e male, il fungo si sviluppa sulla superficie interferendo con l’ingresso della luce, i colori cambiano e causa di una minor efficienza di assorbimento. Questo può avvenire quasi con tutte le malattie, anche per carenze perché cambia il colore.
  • La Peronospora entra dagli stomi, dai quali successivamente escono solo le spore. Per fare questo altera la funzionalità degli stomi obbligandoli a stare aperti causando grave perdita d’acqua.
  • La respirazione cellulare invece aumenta: la pianta deve difendersi e ha bisogno di energia e dunque più respirazione, inoltre sono in due a nutrirsi. In più per produrre sostanze di difesa si usano vie che sono laterali alla respirazione cellulare
  • Interferiscono sul bilancio fenolico: causano un aumento di fenoli liberati per idrolisi dei glucosidi fenolici, inoltre sono anche prodotti dalla pianta per difesa. I fenoli si ossidano facilmente e bloccano, essendo antimicrobici, lo sviluppo dei batteri.

Ormoni e patogeni

  • Ormoni: gli animali hanno ghiandole preposte, le piante no. Nelle piante sono prodotte nelle zone di accrescimento e non da strutture specializzate. Sono sostanze attive a basso dosaggio e agiscono sul meccanismo delle cellule. Le auxine dirigono l’accrescimento.
  • Alcuni ormoni hanno azioni integranti, altri hanno concentrazioni opposte. Ci sono ormoni di accrescimento come auxine e gibberelline, e altre di senescenza come l’acido Abscissico e l’etilene. Tra quelli di accrescimento le più importanti sono le auxine, in particolare l’IAA prodotto dagli apici e trasportati nel floema. È un ormone che fa crescere la pianta facendo produrre nuovo materiale vivente stimolando la sintesi del mRNA per la produzione di nuove proteine. Occorre però anche stimolare la produzione di polisaccaridi.
  • Deve scendere fino alle radici perché anche esse devono crescere (Vr=Vc). Favorisce la dominanza apicale ovvero l’allungamento, per interromperlo si rompe la punta del germoglio e sono favorite altre zone. È favorita questa dominanza perché la pianta deve andare verso la luce. C’è collaborazione con gli enzimi di senescenza: la foglia si stacca perché si forma un callo. È necessaria la formazione del callo che è una neoplasia per la quale servono le auxine. Il Tumefaciens promuove la produzione di auxine e perciò si forma una grossa neoplasia.
  • Alcune malattie vascolari provocano una diminuzione dell’efficienza del trasporto degli ormoni. Le auxine producono anche il callo che serve per saldare il punto di innesto che di norma è leggermente più grosso.
  • Le citochinine (accrescimento) sono prodotte più che altro dagli apici radicali, hanno diverse funzioni e favoriscono la divisione cellulare. Favoriscono lo sviluppo delle gemme laterali. Possono essere svantaggiose quando producono germogli in eccesso perché causano alla pianta una forma a scopa. Inoltre mobilizzano le sostanze di riserva, tuttavia c’è un rischio: se la pianta comincia a produrre una sostanza, man mano che aumenta si accorge che ne sta producendo troppa e rallenta questo processo perciò se da una parte produce proteine, dall’altra impedisce la demolizione delle stesse.
  • Spesso un agente patogeno induce la formazione di citochinine perché ha bisogno delle risorse e dell’accrescimento dei tessuti. Alcuni patogeni invece tendono a farle diminuire per bloccare la crescita della pianta e nutrirsene: malattie virali e batteriche (Pierce Disease ha un batterio che ostruisce i vasi e i tessuti cominciano a morire, sintomi simili alla carenza idrica).
  • Le Gibberelline sono ormoni la cui presenza è legata alla presenza di un patogeno (Fusarium chiamato gibberella è un patogeno che può dare gigantismo) che ha bisogno di forte accrescimento della pianta stessa. La loro attività favorisce la divisione e l’allungamento delle cellule. Possono indurre i semi ad uscire dalla dormienza.
  • L’etilene è molto importante nella maturazione della frutta. È praticamente un gas, attraverso il suo sfruttamento si può mantenere la frutta acerba da Ottobre ad Aprile.
  • L’acido Abscissico favorisce il distacco delle foglie. È usato per formare buchi sulle foglie di pesco per eliminare il fungo.

Interferenza patogena sul bilancio idrico

I patogeni possono interferire sul bilancio idrico. Causano alterazioni che possono bloccare l’acqua: un esempio è il patogeno Xylella che blocca lo xilema. Lo stesso effetto può essere causato da una carenza d’acqua o da un danno a livello radicale (marciumi radicali come l’Armillaria che distruggono le radici provocando necrosi), ma potrebbe esserci anche il problema opposto: eccesso idrico con conseguente mancanza di ossigeno a disposizione delle radici che dunque si bloccano. La pianta può tentare di inibire la progressione del patogeno bloccando i vasi: la FD è un grave problema non per il danno del fitoplasma, ma per la risposta della pianta che, chiudendo i vasi, impedisce l’affluire della linfa elaborata.

Quantificazione del danno

Dovremo essere anche in grado di quantificare il danno, ci verrà chiesto. Ci sono delle schede che aiutano a fare queste valutazioni, sono grossolane. Quello che c’è stato durante un anno non c’entra con cosa ci sarà l’anno seguente. Il 2002 è stato tremendo eppure la gente nel 2003 ha dato 2 o 3 trattamenti contro peronospora. Sono patogeni policiclici ed il numero di cicli dipende dal clima. È importante sapere quanto fungo mi porto dietro? Devo valutare quanto fungo c’è nel vigneto. Piazzo degli imbuti con della carta sotto i frutti poi analizzo in casa con una lente.

Valutazione e decisioni strategiche

  • Stimo convenienza di una coltura in presenza del patogeno
  • Stimo comportamento di una cultivar con un patogeno
  • Stimo efficacia mezzi di lotta
  • Stimo i danni
  • Valuto la densità di inoculo
  • Valuto il potenziale di inoculo
  • Valuto la malattia

Nella valutazione della Peronospora devo far di tutto per capire quanti acini avrò alla vendemmia, ad esempio se il raspo è inscurito allora tutti gli acini di quel raspo non arriveranno a vendemmia. La valutazione di BC è di fondamentale importanza perché non solo fa un danno quantitativo, ma anche qualitativo. Ha delle sostanze enzimatiche che distruggono le sostanze di difesa e devo fare attenzione a pulire bene il grappolo per non portarmi la BC in cantina.

L'Oidio

L’Oidio è difficile da vedere sulle foglie perché è solo leggermente più scolorita, la foglia va girata per vedere le nervature necrotizzate. Nella pagina superiore si nota solo la piega alterata della foglia. Nella pagina inferiore si vede della muffa bianca sopra parti di nervature. Perché compaia la malattia occorre che i 3 fattori collaborino: deve esserci il patogeno (che c’è sempre), un ospite suscettibile (le foglie o i grappoli) e le condizioni ambientali adatte (umidità + pioggia).

Relazioni tra pianta e patogeno

Il rapporto tra la pianta ed il patogeno in genere è un rapporto di simbiosi parassitica: il patogeno vive a spese della pianta. Ci sono diversi tipi di rapporti:

  • Condivisione dell’ambiente
  • Commensalismo
  • Simbiosi mutualistica: endo/ecto-micorrize
  • Simbiosi patosistica: parassitismo che può essere facoltativa (BC), opportunistica (prima c’è un parassita che fa il danno, poi arrivano questi, BC è anche opportunistica; necrotrofica (parassita che si nutre della cellula morta), bio-necrotrofica (uccide la cellula di cui si nutre come BC), obbligata, ecologicamente obbligata (questi due vivendo solo su questa pianta normalmente non ne causano la morte).

Parassitismo

I parassiti della vite di norma se ci sono creano danni. Dipende dalla loro patogenicità e virulenza (Oidio molto virulento).

Inoculo

L’inoculo è l’insieme delle parti del patogeno che causano una malattia. È primario se r...

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Scienze agrarie e veterinarie AGR/12 Patologia vegetale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher carlobarbero4081 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Patologia della vite e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Monchiero Matteo.
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