Fondamenti dell'organizzazione
Lo scopo del corso è di fornire agli studenti una preparazione approfondita allo studio e all'analisi sociologica delle organizzazioni, ed è caratterizzato da 4 obiettivi specifici:
- Promuovere la comprensione dell’impatto delle organizzazioni nella società contemporanea;
- Imparare ad identificare i processi, le strutture e le dinamiche delle organizzazioni;
- Comprendere i modelli teorici più importanti dell’analisi organizzativa;
- Fornire gli strumenti necessari per lo sviluppo di analisi critiche delle organizzazioni e dei fenomeni in atto nei contesti organizzativi.
Capire i meccanismi del fenomeno organizzativo
Capire i meccanismi del fenomeno organizzativo è importante perché:
- Le società moderne si fondano sulle organizzazioni:
- Dalla nascita alla morte la vita delle persone si svolge all’interno di esse;
- La loro influenza nel nostro quotidiano è cresciuta (e crescente);
- Esse dominano il nostro scenario, esercitando un enorme potere e distribuendo benefici (es. allungamento età della vita, geopolitica mondiale).
- Se vogliamo cambiare alcuni aspetti-chiave della nostra vita o della nostra società dobbiamo intervenire sulle organizzazioni.
Capire le organizzazioni
- Sono un fenomeno che caratterizza la nostra vita nella società.
- Le organizzazioni sono dappertutto (hanno “assorbito” la società).
- Entriamo continuamente in contatto con una pluralità di organizzazioni e di forme di azione collettiva organizzata nell’ambito della nostra vita lavorativa ma anche formativa, associativa, ricreativa, politica, sindacale e religiosa.
Cosa sono le organizzazioni e perché studiarle
- Le società contemporanee si fondano sulle organizzazioni. Gli interessi (economici, politici, sociali e culturali) vengono perseguiti dalle organizzazioni.
- Per cambiare la società dobbiamo agire sulle organizzazioni. È attraverso di esse che possiamo agire su pianificazione e coordinamento (Thomson 1967).
- Le organizzazioni sono i veicoli principali dell’azione (Coleman 1974).
- In una società altamente differenziata (ad alto livello di specializzazione) lo sviluppo delle organizzazioni è il meccanismo fondamentale per realizzare progetti e obiettivi che vanno oltre il singolo individuo (Parsons 1960).
Organizzazione e società
Attraverso il coordinamento di un ampio numero di azioni umane, le organizzazioni sono un potente strumento sociale (Etizioni 1964) che permea molti aspetti della vita collettiva.
- Attività di cura (ospedali);
- Istruzione, formazione e socializzazione (scuola e università); produzione di beni e servizi (imprese e pubbliche amministrazioni);
- Gestione del denaro, del credito e della finanza (banche e società finanziarie); sicurezza e protezione (eserciti, polizia, forze di intervento pubblico e assicurazioni);
- Conservazione e fruizione della cultura (musei, biblioteche, case editrici, operatori del turismo, etc.);
- Tempo libero.
Le organizzazioni hanno impatto su:
- Individui: es. le modalità di lavoro in essere nell'organizzazione influenzano il nostro modo di gestire la realtà.
- Territori: es. la Fiat sulla città di Torino; il sistema delle imprese del mobile sulla Brianza; Silicon Valley... Ma anche rischi e impatti negativi degli incidenti sui territori (Seveso, Chernobyl, Bhopal, etc.).
- Società e stratificazione sociale: attraverso processi di selezione, reclutamento e allocazione del lavoro le organizzazioni svolgono un ruolo rilevante nel produrre, mantenere e/o rimuovere le diseguaglianze sociali (esempio eserciti nella storia antica e moderna).
- Politica e processi di regolazione: in virtù del loro potere economico le organizzazioni acquisiscono capacità di influenzare i processi di regolazione (lobby armi, OGM). Le grandi corporation competono con il potere statale e politico.
La globalizzazione economica ha trasferito alcuni poteri dagli stati ai mercati rendendo più complessa la regolazione da parte di stati e organismi internazionali.
3 accezioni del termine organizzazione
In questo senso, si evidenziano le componenti costitutive di un soggetto organizzativo (ruoli, compiti, processi, sistema sociale, cultura, etc.) e le relazioni di tali componenti:
- Fra di esse;
- Con il mondo esterno.
- La struttura, ossia la configurazione organizzativa (che può essere di vario tipo) è lo strumento che permette di raggiungere i “fini” dell’organizzazione.
- Le strutture possono essere formali o latenti.
Cos'è l'organizzazione?
La parola stessa richiama tutti i significati che si ritrovano nel suo etimo:
- Organon: strumento, organo fisico, mezzo.
- Ergon: capacità di azione, prestazione, lavoro, esecuzione e ufficio.
- È visione strumentale dell’organizzazione come artefatto umano finalizzato al raggiungimento di uno o più “obiettivi”.
- Abbiamo visto esempi diversissimi tra loro... qual è il fattore comune?
Il fenomeno organizzativo
- Quali sono gli aspetti che permettono di parlare di chiese, scuole ed imprese, ma anche di ospedali, eserciti e carceri come di fenomeni che fanno parte di una stessa categoria?
- Cosa rende simile un ospedale ad un sindacato, un’impresa con una chiesa e un carcere ad un gruppo ambientalista?
- Non certo l’attività. L’ospedale cura i malati mentre non si può dire lo stesso di un sindacato o una chiesa. Allora cosa condividono?
Definizioni di organizzazione
- Secondo il senso comune ma anche - come vedremo – i filoni più classici, un’organizzazione è un insieme di individui, formalmente costituito che condivide lo stesso scopo.
- Quindi innanzi tutto un insieme di persone. Cosa si intende, però, per “un insieme di individui”? Quante persone? Con quali caratteristiche?
- Una coppia di fidanzati sono un’organizzazione?
- Un gruppo di amici?
Vedremo il concetto di istituzione (modalità istituzionalizzata - cioè riconosciuta e data per scontata - di fare le cose) riferito alla forma di organizzazione della famiglia.
Insieme di persone con lo stesso scopo
- Il pubblico ad una partita di calcio è un’organizzazione? No, ma lo sono la squadra che gioca e chi gestisce lo stadio ed emette i biglietti.
- E la folla che, presa dal panico si accalca verso le uscite provocando morti e feriti, è un’organizzazione?
- Eppure in questo caso abbiamo un insieme di persone formalmente riunite (tutte hanno pagato il biglietto per assistere alla partita in un giorno ad un'ora stabilita) che condividono uno scopo comune che è quello di uscire dallo stadio e mettersi in salvo.
Scopo/obiettivo
- I passeggeri del treno Frecciarossa Milano-Roma possono essere considerati un’organizzazione?
- Malgrado siano un insieme di persone, accomunate da un atto formale (il biglietto e l’orario), con un preciso scopo comune (arrivare a Roma), non riusciamo comunque a definirli un’organizzazione.
- Se certamente le organizzazioni sono composte da persone, non basta l’insieme di persone - neppure caratterizzate dallo stesso scopo – per poter parlare di organizzazione.
- Acquistiamo il servizio presso delle organizzazioni (Trenitalia, Trenord, Italo) che sono in grado di offrircelo grazie all’utilizzo di fornitori come Rete Ferrovie Italiane (che possiede l’infrastruttura, etc.).
Formalmente costituito
- Molte organizzazioni sono fondate su di un atto formale che ne sancisce la nascita e ne specifica compiti.
- La legge impone degli atti formali per costituire una nuova impresa (quali sono?) o associazione (quali sono?).
- Però vi sono organizzazioni che non necessitano di tale atto formale.
L'organizzazione è un artefatto sociale
- Non è quindi rilevante l’atto formale in sé, quanto un processo di deliberazione (formale o informale). L’organizzazione è un “invenzione” (sociale) - che richiede sempre un atto intenzionale.
- Le organizzazioni non nascono dal nulla, ma dall’impegno di due più attori che, nella maggior parte, ad un certo punto tenderanno a mettere per iscritto le regole che governano i comportamenti dell’organizzazione e dei suoi membri.
- Le tavole della legge, lo statuto di un’associazione, i regolamenti che definiscono il comportamento degli individui (all’interno e all’esterno) e le modalità di funzionamento dell’organizzazione (organi e forme di governo).
I fini e gli obiettivi organizzativi
- La definizione classica di organizzazione fa esplicito riferimento ai fini espliciti e condivisi dell’organizzazione. L’organizzazione serve proprio per raggiungere questi fini.
Cosa è un fine? Possiamo definirlo uno stato futuro atteso. Qual è il fine di una organizzazione? Pensiamo alle imprese: il profitto… naturalmente!
Il comportamento organizzativo
- Solo gli individui - e non le organizzazioni - hanno dei fini.
- Quelli che noi chiamiamo “fini dell’organizzazione” sono spesso i fini degli attori maggiormente potenti (coalizione dominante, es. il management), oppure le funzioni e i campi di azioni (es. produrre e vendere automobili) delle organizzazioni.
- E comunque i fini non ci servono per comprendere il comportamento delle organizzazioni.
- Organizzazioni con lo stesso “fine” (ad esempio le imprese) si comportano in modo diverso.
L’attività e gli ambiti delle organizzazioni
- Certamente differiscono dal tipo di attività, c’è chi si occupa di anime, chi di corpi, chi produce beni e servizi, chi fa la guerra o “combatte per la pace”.
- Sono diverse anche le persone che occupano o coinvolgono: volontari che condividono gli obiettivi delle organizzazioni, dipendenti che in cambio del proprio impegno ricevono delle remunerazioni, detenuti o malati che farebbero a meno di interagire con l’organizzazione.
Coinvolgimento delle persone dell’organizzazione
- Le organizzazioni differiscono per l’impegno e per il tempo che richiedono all’individuo: tutto il giorno per periodi più o meno lunghi oppure le otto ore di lavoro quotidiano; oppure il tempo residuo che il singolo individuo decide di investire.
- Le organizzazioni si differenziano anche dalle forme attraverso le quali l’organizzazione coinvolge e controlla gli individui: con le sbarre e la sorveglianza armata, con la minaccia di sanzioni, facendo appelli ad imperativi morali ed etici etc. Tema del controllo.
- Da alcune organizzazioni è facile uscirne da altre è estremamente complicato.
L’appartenenza
- Le organizzazioni, quali esse siano, definiscono il modo in cui ci si diventa membri.
- L’organizzazione, essendo artefatto sociale, definisce il passaggio da “fuori” allo status di “membro” con dei riti e delle procedure ad alta valenza simbolica che sottolineano l’appartenenza.
- Il rito del battesimo per il cattolico, il giuramento del politico e del militare, la divisa, il camice e lo stetoscopio per il medico, la tuta da carcerato per il detenuto sono simboli e riti che sanciscono i confini dell’appartenenza.
Come ci si comporta
- L’organizzazione indica anche come ci si deve comportare con gli altri membri dell’organizzazione: il soldato deve sempre salutare i suoi superiori quando li incontra e deve obbedire ai loro ordini.
- Tutte le organizzazioni definiscono (in maniera più o meno esplicita) come entrarne, come fare a rimanerne membro e come fare “carriera” al proprio interno. In altri termini tutte le organizzazioni regolano come comportarsi con gli altri membri dell’organizzazione.
Comportamento con gli altri all’esterno dell’organizzazione
- Le organizzazioni definiscono il modo in cui i membri si devono comportare verso l’esterno dell’organizzazione.
- In alcuni casi questo contatto è limitato (carceri, conventi etc.); in altri casi vi sono delle figure di contatto che svolgono appositamente il ruolo di portavoce dell’organizzazione, oppure appositamente addestrate a trattare con il pubblico, per veicolare l’immagine voluta dall’organizzazione.
- In altri casi come chiese e partiti, i membri (fedeli, iscritti) sono invitati a confondersi con gli altri e, durante la propria vita quotidiana, parlare della propria organizzazione facendo opera di proselitismo.
Come ci si comporta con le “tecnologie”
- Altre “regole” di comportamento sono poi definite, non solo in relazione al comportamento intra-extra organizzativo, ma anche in relazione alle “tecnologie”, cioè gli strumenti propri che ciascuna organizzazione utilizza per lo svolgimento dell’attività.
- Ogni organizzazione, infatti, sviluppa un sapere relativo a come si svolgono le proprie attività e come vengono utilizzate macchine, strumenti e conoscenze specialistiche.
Un sapere professionale che tende ad essere formalizzato in norme e procedure che prescrivono il comportamento individuale. Oppure che assume la forma di conoscenza tacita acquisibile tramite l’esperienza.
Che significa organizzazione?
- Se la festa poi vuole essere fatta davvero, ad un certo punto “ci si organizza”: si decide, cioè “chi fa cosa”.
- Differenziamo i compiti di ciascuno.
Ordine e specializzazione
- Un’organizzazione è composta di individui le cui azioni devono essere in qualche modo ordinate in modo da poter produrre risultati superiori alla somma degli sforzi individuali.
- Attraverso il processo di differenziazione si passa da un insieme indifferenziato di persone ad un sistema di ruoli che agiscono in maniera specializzata alla costruzione dell’attività (compito) comune.
L’integrazione delle specializzazioni
- La differenziazione, come abbiamo visto, è un processo caratteristico di ogni organizzazione. Ma l’organizzazione per operare necessita di un altro processo che permetta ai diversi ruoli di coordinarsi riportando ad unità ciò che si è diviso attraverso la divisione del lavoro specializzato.
- Attaccante, terzino, difensore e portiere (ruoli organizzativi) devono giocare un gioco di squadra.
- Quando portiere e difensore non vedono più il significato delle azioni che stanno svolgendo (sensemaking) ed il legame di queste con lo scopo comune (e l’attività) possono crearsi situazioni pericolose per il gioco.
Differenziazione ed integrazione
- Chi fa cosa (differenziazione) ha senso però definiamo il modo in cui questi diversi compiti vengono riportati ad unità, cioè se prevediamo una forma di integrazione dei diversi compiti.
- Diversi sono gli strumenti di integrazione utilizzati dalle organizzazioni (spesso in maniera non mutualmente esclusiva).
- Quali sono gli strumenti di integrazione per un gruppo di amici che organizza una festa?
- Quali quelli per una società commerciale che organizza feste nelle discoteche?
Gli strumenti di integrazione
- Nel caso dell’organizzazione della festa l’integrazione è garantita dal programma definito per la festa che permette a cibi, bevande, attrezzature ed amici, di arrivare nello stesso luogo, lo stesso giorno ed alla stessa ora (ma anche coerenti).
- Festa con ostriche e birra… Cosa non ha funzionato e perché?
- Il programma può essere informale e tacito per il gruppo di amici (importanza della comunicazione). Difficilmente sarà informale e tacito in un’impresa commerciale. Perché?
- Quali altri strumenti posso essere utilizzati per coordinare il lavoro dei diversi professionisti che si occupano di organizzazione di eventi?
I meccanismi di integrazione: la gerarchia
- La gerarchia è uno degli strumenti maggiormente utilizzati ed efficaci di integrazione - sia nelle grandi organizzazioni come grandi imprese, chiese ed esercito – sia nei piccoli gruppi nel quale si identifica un responsabile.
- I vertici e le decisioni.
- I conflitti tra unità organizzative (es. produzione e vendite).
I meccanismi di integrazione: Norme e procedure
- Anche tutto l’insieme di norme e procedure che definiscono ciascuna posizione e ruolo dell’organizzazione prescrivendo cosa l’individuo che ricopre quel incarico deve fare è una forma di integrazione delle specializzazioni nell’organizzazione.
- Nella burocrazia esistono tutta una serie di norme e procedure che definiscono come vengono elaborate le pratiche che permettono, ad esempio, di rilasciare un certificato.
- La procedura è un processo standard formalizzato in cui input – conversione – out sono certi e determinati.
- Le norme e le procedure permettono di ottimizzare l’esperienza e generare comportamenti attesi.
I meccanismi di integrazione: La tecnologia
- Un altro meccanismo di integrazione particolarmente diffuso è l’utilizzo di tecnologie.
- In questo senso la catena di montaggio è un buon esempio di tecnologia che permette di integrare le attività parcellizzate dalla differenziazione in una sequenzialità predefinita ed estremamente vincolante.
- Ma anche, ad esempio, i software (es. di gestione amministrativa) creano una specifica sequenza di attività (procedure incorporata).
I meccanismi di integrazione: Schemi e strategie
- Può essere utile sviluppare dei modelli di comportamento relativi a determinate situazioni da mettere in pratica al verificarsi di alcune condizioni.
- Ad esempio i giocatori di calcio o di basket hanno appreso e vi si sono allenati, su programmi d’azione – gli schemi – che possono utilizzare durante la partita in campo al verificarsi di alcune determinazioni.
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