DISPENSA
“NEUROPSICOLOGIA E ELEMENTI
ANATOMO FUNZIONALI
DELL’ATTIVITA’ PSICHICA”
a.s 2020/21
NEUROANATOMIA
SUDDIVISIONI PRINCIPALI
TRONCO ENCEFALICO
Il tronco encefalico è formato da: mesencefalo, ponte, bulbo
Il tronco encefalico è il punto di origine di 10 delle 12 paia di nervi cranici e
contiene nuclei di sostanza grigia (neuroni) che regolano:
Funzioni vegetative
Il sonno
Aspetti del comportamento
Movimenti oculari coniugati
Movimento volontario e riflesso
Equilibrio
CERVELLETTO
Il cervelletto è formato da: corteccia cerebellare (spino cerebellum, cerebro
cerebellum, vestibolo cerebellum) e da nuclei profondi.
Il cervelletto svolge numerose funzioni che riguardano sia aspetti del movimento
(coordinazione e equilibrio) sia numerosi aspetti cognitivo-comportamentali.
PROSENCEFALO
Il prosencefalo si divide in:
Telencefalo: emisferi cerebrali (corteccia cerebrale e gangli della base).
I gangli della base sono dei raggruppamenti di neuroni. Sono formati da nucleo
caudato e putamen. Queste strutture sono altamente connesse, tra loro e con altre
strutture cerebrali (soprattutto con la corteccia del lobo frontale).
I circuiti che ne derivano sono caratterizzati dall’essere segregati, avendo punti di
afferenza e di efferenza specifici nell’ambito di ciascun nucleo, e sono attivi nella
regolazione di aspetti motori, cognitivi e affettivi.
Diencefalo: insieme di strutture che si trovano sulla linea mediana, in
posizione ventrale e includono talamo, ipotalamo e epitalamo.
Talamo à è formato da una serie di nuclei, denominati:
Laterali
Mediali
Nucleo reticolare
Intralaminari
È il principale nucleo di raccordo tra le informazioni sensoriali e la corteccia
cerebrale; ciascuno dei nuclei è connesso a specifiche regioni della corteccia
cerebrale e verosimilmente effettua un’elaborazione preliminare delle informazioni
svolgendo un ruolo di «filtro». È coinvolto, ad esempio, nel funzionamento della
memoria, dell’attenzione, di alcuni aspetti del comportamento (iniziativa,
inibizione, etc.). È collegato alla corteccia cerebrale tramite una serie di fibre
nervose che si chiamano peduncoli talamici.
Ipotalamo e epitalamo sono strutture importanti per la regolazione di alcuni
processi fisiologici. Includono i nuclei dell’abenula (stazione di relay tra aree del
sistema limbico ed il mesecencefalo), la stria midollare e l’epifisi (ghiandola che
produce melatonina).
EMISFERI CEREBRALI
L'encefalo è caratterizzato da un'organizzazione in circonvoluzioni, cioè
ripiegamenti della corteccia celebrale che permettono al cervello di essere
contenuto in uno spazio molto limitato come la scatola cranica. I solchi presenti tra
una circonvoluzione e l'altra hanno una grossa importanza come punti di
riferimento per distinguere una regione dall'altra. Le quattro scissure principali
sono:
Scissura centrale: divide il lobo frontale e il lobo parietale
Scissura del Silvio: divide il lobo temporale e il lobo frontale
Solco parieto-occipitale: distingue il lobo parietale e il loro occipitale
Scissura longitudinale: divide i due emisferi
La corteccia cerebrale è formata da due emisferi cerebrali. Essa è
organizzata in solchi e giri (circonvoluzione): superficialmente c’è la sostanza
grigia, sotto la sostanza bianca. I solchi di Rolando (o solco centrale) e Silvio
dividono il cervello in 4 lobi:
• Lobo frontale: giro frontale superiore, giro frontale medio, giro frontale
inferiore (visione laterale). Corteccia orbito-frontale, giro retto (visione
ventrale). Polo frontale (visione anteriore). Giro precentrale(visione caudale).
• Lobo temporale: giro temporale superiore, giro temporale medio, giro
temporale inferiore, giro occipitotemporale, polo temporale, giro
paraippocampale.
• Lobo parietale: lobulo parietale superiore, lobulo parietale inferiore, giro
sopramarginale, giro angolare.
• Lobo occipitale: scissura calcarina e solco parieto-occipitale.
SISTEMI DI CONNESSIONE
Il funzionamento del SNC dipende dalla possibilità di integrare le informazioni tra varie
strutture che elaborano componenti diverse delle informazioni (ad esempio, rispetto
alla percezione, alla messa in atto di comportamenti motori o, ad esempio, alla
memoria). Le connessioni a distanza consentono di mettere in rapporto regioni
cerebrali anatomicamente «distanti», sia all’interno dello stesso emisfero che tra i due
emisferi.
La principale struttura di connessione interemisferica è il corpo calloso che consente la
comunicazione tra regioni cerebrali omologhe dei due emisferi. Può essere diviso in
diverse regioni: rostro, ginocchio, corpo, splenio.
SISTEMI DI ASSOCIAZIONE
Sottendono al funzionamento di comportamenti complessi e collegano strutture
all’interno dello stesso emisfero: i più importanti sono il fascicolo uncinato (unisce il
polo temporale con la corteccia orbitofrontale) e il fascicolo longitudinale superiore
(unisce una larga regione che comprende lobo temporale e occipitale con le regioni
frontali). CENNI DI NEUROANATOMIA MICROSCOPICA DEL SNC
l neurone è la cellula basilare del tessuto nervoso. Sul piano strutturale riconosce
tre strutture principali del neurone:
Soma: corpo cellulare (sede della sintesi proteica)
Assone: prolungamento cellulare in uscita (raccoglie gli impulsi e li invia
all’esterno)
Dendriti: prolungamento cellulare in entrata (arrivano le informazioni da altri
neuroni)
Gli assoni sono circondati dalla mielina che permette la trasmissione veloce delle
informazioni. La porzione finale dell’assone che prende il contatto con un altro neurone
è chiamata sinapsi. Essa contiene neurotrasmettitori che vengono liberati dalle
vescicole sinaptiche. I neurotrasmettitori determineranno i cambiamenti di potenziale
di membrana (rendendo il neurone eccitabile o inibito).
ISTOLOGIA DELLA CORTECCIA CEREBRALE
La corteccia cerebrale è lo strato di tessuto nevoso, formato da neuroni, che ricopre
l’intera superficie del telencefalo. Sulla base del livello di organizzazione, e dell’origine
filogenetica, viene distinta in:
• Neocorteccia: forma prevalente, filogeneticamente recente
• Archicorteccia: limitata a strutture ippocampali
• Paleocorteccia: limitata a strutture legate all’olfatto
Archicorteccia e paleocorteccia sono anche raggruppate nella definizione di
allocorteccia, mentre alla neocorteccia ci si riferisce anche come isocorteccia.
L’organizzazione generale della isocorteccia possiede sei strati:
1. Strato molecolare: pochi neuroni e molte fibre bianche
2. Strato granulare esterno
3. Strato piramidale esterno (riceve le informazioni)
4. Strato granulare interno
5. Strato delle cellule piramidali grandi interne (invia le informazioni)
6. Strato polimorfo
In ogni regione cerebrale ci sono organizzazioni cellulari leggermente diverse: se
un’area è organizzata per ricevere/inviare una specifica tipologia di informazione
posso trovare una quantità maggiore o minore di granuli o piramidi.
L’organizzazione delle corteccia cerebrale varia nelle diverse regioni cerebrali,
fornendo il substrato microanatomico alla specializzazione funzionale.
• Eterotipica agranulare
• Omotipica
• Eterotipica granulare
Sulla base dell’istologia della corteccia, Brodmann ha identificato, su base
morfologica, delle aree cerebrali diverse che non rispondo alla divisione per lobi
ma alla cito-architettonica (organizzazione cellulare microscopica) intuendo che a
seconda della struttura, una cellula e l’altra rispondono a funzioni diverse. Il suo
lavoro ha fornito una base anatomica concreta all’idea della specializzazione delle
diverse aree cerebrali, confinandole per un totale di 52 aree.
NEUROANATOMIA FUNZIONALE DELL’EMINEGLIGENZA SPAZIALE
Il neglect è una sindrome complessa, variabile nelle sue manifestazioni cliniche,
associata a lesioni cerebrali (prevalentemente) in emisfero destro.
È caratterizzato da una incapacità di percepire, riferire ed orientarsi verso stimoli
portati nella porzione di spazio controlaterale alla lesione (emispazio sinistro).
Riguarda tutte le modalità sensitive (visiva, uditiva, tattile), ma si estende anche ad
aspetti motori ed all’immaginazione visiva.
L’occorrenza di neglect è stata osservata in pazienti con lesioni in diverse strutture
cerebrali:
• Corteccia prefrontale laterale
• Talamo (pulvinar)
• Gangli della base (caudato e putamen)
• Corteccia temporale superiore
• Sostanza bianca periventricolare
La sede di lesione più tipica è rappresentata però dal lobo parietale di destra.
Le aree di Brodmann 7, 39 e 40 sono la sede principale di integrazione delle
informazioni sensoriali, ricevendo informazioni, dalla corteccia somatosensoriale (aree
1, 2 e 3), dalla corteccia visiva, dalla corteccia uditiva e dal sistema vestibolare (che
fornisce informazioni sulla posizione del capo nello spazio). §Si ritiene che contenga
una mappa egocentrica, definita cioè dalla posizione del corpo nello spazio.
Il lobulo parietale superiore (aree 5 e 7) riceve fibre provenienti dalle cortecce
adiacenti ed è sede di integrazione multimodale. Fornisce informazioni sulla posizione
e la velocità di un oggetto (via visiva dorsale) e programma i movimenti necessari, ad
esempio, per afferrarlo.
L’area 5 è inoltre importante per il riconoscimento degli oggetti basato sulle
caratteristiche della superficie, del peso e, insieme all’area 7, della forma.
Il lobulo parietale inferiore (IPL, o giunzione temporo-parietale - TPJ), che include il giro
sopramarginale (area 40) ed il giro angolare (area 39) svolge un ruolo per
l’orientamento automatico e lo sganciamento (disengagement) dell’attenzione verso
l’emispazio di sinistra (attenzione esogena).
Il solco intraparietale sembra essere invece coinvolto nell’orientamento volontario
dell’attenzione e nell’integrazione tra flusso ottico e segnali vestibolari (prospettiva
egocentrica).
Il lobo parietale è inserito nei sistemi attenzionali:
• Sistema attenzionale dorsale (DAN): opera tramite un controllo top-down
preparando le aree deputate all’elaborazione sensoriale (ad esempio la
corteccia visiva) a rispondere a stimoli attesi in una determinata posizione.
• Sistema attenzionale ventrale (VAN): agisce in risposta alla comparsa inattesa di
stimoli salienti. È localizzato nell’emisfero destro.
NEUROANATOMIA FUNZIONALE DELLA PERCEZIONE VISIVA
Le vie ottiche sono un sistema molto complesso, che occupa l’intera lunghezza rostro-
caudale del telencefalo, e sono ovviamente deputate alla percezione visiva degli
stimoli provenienti dall’ambiente. Sono organizzate secondo un sistema gerarchico
che consente il flusso di informazioni dall’organo di percezione (occhio) alla corteccia
cerebrale occipitale. Da questa dipartono vie di proiezione che collegano diverse
«stazioni» di elaborazione di aspetti diversi dell’informazione.
RETINA
La retina è la porzione dell’occhio che contiene le cellule che si sono differenziate per
lo scopo di percepire gli stimoli luminosi. È dotata di una grande sensibilità (
tale da consentire la percezione di un singolo fotone) data dalla grande
concentrazione di fotorecettori:
• Bastoncelli: monocromatici e sensibili alla luce
• Coni: tricromatici e sensibili ai colori principali
La fovea possiede la massima concentrazione di coni e di conseguenza è porzione
dell’occhio in cui la visione è più nitida. È presente anche una zona fisiologicamente
cieca ed è la papilla nella quale convergono tutte le fibre che vanno a formare il nervo
ottico. In questa zona non ci sono recettori.
CHIASMA OTTICO
L’occhio (la porzione del cristallino) lavora in modo simile ad una macchina
fotografica, nel senso che le immagini si proiettano sulla retina «ribaltate». Da ciascun
occhio ha origine una porzione del nervo ottico dello stesso lato che si incrocerà
all’altezza del CHIASMA OTTICO. Grazie a quest’ultimo abbiamo una rappresentazione
di entrambe le porzioni del campo visivo e dopo di esso avremo la regione di sinistra
che si occuperà dell’elaborazione delle informazioni che provengono da destra e
viceversa.
CORPO GENICOLATO LATERALE
Dopo il chiasma ottico, originano i tratti ottici fio ad arrivare al CORPO GENICOLATO
LATERALE che è un nucleo del talamo. È la struttura cerebrale che fa da filtro e punto
di convergenza delle informazioni che provengono dall’esterno prima che arrivino alla
corteccia cerebrale.
È organizzato in strati di neuroni che ricevono le informazioni sia dalla retina
controlaterale (del lato opposto) che dalla retina ipsilaterale (dello stesso lato). Gli
strati 1-2 sono detti magnocellulari (movimento) e gli strati 3-6 sono detti
parvocellulari (forma e colore). Lo strato koniocellulare risponde al colore.
Ogni CGL contiene le informazioni relative al campo visivo controlaterale, organizzate
in modo visivotopico, cioè i neuroni che rispondono agli stimoli provenienti dalla stesa
retina o da punti che corrispondono sono uno accanto all’altro.
CORTECCIA VISIVA PRIMARIA (V1)
La CORTECCIA VISIVA PRIMARIA (area 17) è deputata all’analisi primaria degli stimoli
visivi e mantiene un’organizzazione retinotopica. Essa mantiene la struttura a sei strati
della isocorteccia ma è caratterizzata una un’organizzazione colonnare formata da
addensamenti cellulari (blob) separati da aree interposte (interblob). I raggruppamenti
di blob e interblob sono organizzati in colonne di dominanza oculare.
In essa sono presenti neuroni che rispondono in maniera graduale alla orientamento
delle linee e dei contorni. Questo permette di avere un’iniziale elaborazione della
forma e dei contorni dell’oggetto osservato.
CORTECCIA VISIVA SECONDARIA (V2)
La corteccia visiva secondaria è organizzata in strie parallele orientate ad angolo retto
rispetto al confine con V1. Si distinguono:
• Strie spesse: ricevono le proiezioni dai neuroni dello strato IV-B (che ricevono le
terminazioni dalla parte magnocellulare del nucleo genicolato laterale) e
rispondono al movimento.
• Strie sottili: ricevono le proiezioni dei neuroni che formano i blob e rispondono al
colore.
• Aree interposte: ricevono le proiezioni dei neuroni degli interblob e sono legate
all’acuità visiva e deputate all’analisi della forma.
La V2 è inoltre importante per la stereopsi, ossia la visione tridimensionale.
CORTECCIE VISIVE V4, V5
• V4 elabora i colori e inoltre risponde a target in movimento, senza specificità
per la direzione.
• V5 è importante per la stereopsi e risponde selettivamente alla direzione del
movimento.
VIE VISIVE PARALLELE
La segregazione delle informazioni che si osserva in V1 e V2 è il substrato funzionale
per l’elaborazione successiva delle informazioni visive. Si distinguono due principali
vie di elaborazione visiva:
• Via dorsale
• Via ventrale
Le due vie divergono nell’ambito di V3, che viene distinta appunto un una porzione
dorsale ed una ventrale.
La VIA VENTRALE è deputata all’elaborazione di forme e colori che, attraverso diverse
tappe porta a rappresentazioni intermedie e poi complete degli oggetti, fino al loro
riconoscimento.
• V1: riconoscimento colore e contrasto (blob) e orientamento delle linee
(interblob)
• V2: contorni e colore Inizia l’elaborazione della forma degli oggetti.
• V4: combinazione dei colori non limitata agli assi cardinali principali (rosso-
verde, blu-giallo) e elaborazione dei contorni dell’oggetto rispetto al suo centro.
Identifica anche i contorni degli oggetti in movimento.
• Corteccia temporale inferiore: integra le informazioni per individuare gli oggetti
nella loro completezza combinando colore, textures e forma. Contiene anche
regioni deputate all’identificazione di volti e parti del corpo.
La VIA DORSALE è deputata all’elaborazione del movimento e della posizione nello
spazio.
• V1: giungono le proiezioni magnocellulari dal nucleo genicolato laterale.
• V2: le proiezioni arrivano e vengono analizzate dalle strie spesse.
• V5: identificazione del moto bidimensionale come direzione e velocità.
• Corteccia mediale superiore: all’elaborazione delle informazioni relative al
movimento complesso tridimensionale ed al flusso ottico.
• Corteccia parietale posteriore: integrazione del flusso ottico rispetto al
movimento del soggetto ed alla posizione della testa e degli occhi.
PROIEZIONI TETTALI
Una parte delle fibre del nervo ottico proietta direttamente ad una struttura del
mesencefalo denominata collicolo superiore. Questa struttura a sua volta proietta alle
cortecce visive extrastriate (v2 e V5).
La disponibilità di questa via «alternativa» spiega il fenomeno della blindsight.
NEUROANATOMIA FUNZIONALE DELLA MEMORIA A LUNGO TERMINE
Apprendimento e memoria sono le funzioni attraverso le quali possiamo acquisire
nuove informazioni, depositarle in sistemi di immagazzinamento a lungo termine e
recuperarle quando sono richieste da stimoli endogeni ed esogeni.
La complessità dei meccanismi cognitivi, unitamente al fatto che nel termine
«memoria» sono compresi vari livelli di funzionamento, trova corrispondenza nella
varietà di strutture cerebrali coinvolte, che coinvolgono regioni allocorticali e
isocorticali e strutture sottocorticali.
LESIONI ASSOCIATE AD AMNESIA
• Lesioni della regione temporale mesiale (comprende cinque strutture:
ippocampo, corteccia peririnale, corteccia entorinale, cortecc
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