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Appunti di Neuropsichiatria infantile Appunti scolastici Premium

dopo una prima analisi del sistema nervoso centrale e del sistema nervoso periferico, vengono definiti i principali disturbi nel campo della neuropsichiatria infantile. vengono trattati temi quali l'autismo, i disturbi specifici dell'apprendimento, l'iperattività, i disturbi comportamentali e i disturbi d'ansia.

Esame di Neuropsichiatria infantile docente Prof. G. Ramaglia

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CONTROLLO SFINTERICO

Viene condizionato da fattori ambientali e psicologici e dipende sia dal livello di consapevolezza

corporea raggiunta dal bambino, sia dalle modalità con cui viene condotto dai genitori.

Se il training alla pulizia è particolarmente rigido, prematuro ed eccessivamente enfatizzato dai

genitori, può diventare molto difficile e indurre angoscia nel bambino.

DISTURBI DEL CONTROLLO SFINTERICO

ENURESI: emissione attiva, involontaria, incosciente e incontrollata di urina.

Può essere: - PRIMARIA (se il bambino nn ha mai raggiunto il controllo sfinterico vescicale)

- SECONDARIA (se il bambino perde il controllo dello sfintere vescicale dopo averlo già

acquisito)

- NOTTURNA

- DIURNA

L’enuresi colpisce prevalentemente i maschi.

ENCOPRESI: evacuazione di feci in luoghi inappropriati di solito involontaria ma qualche volta

intenzionale.

È un disturbo meno frequente dell’enuresi e si distingue anch’essa in PRIMARIA e SECONDARIA.

Spesso presenta comportamenti oppositivo-provocatori, per esempio lasciando le feci in bella mostra in

casa oppure nascondendoli in posti particolarmente significativi per la madre

L’encopresi viene considerata espressione di aggressività. 8

ANSIA

È l’anticipazione di un evento percepito come difficilmente controllabile e fronteggiabile.

È caratterizzata da sensazioni fisiche come: sudorazione, aumento della frequenza cardiaca,

palpitazioni.

Nel bambino la capacità di rispondere agli stimoli ambientali è in gran parte condizionata dal tipo di

relazione di attaccamento.

Di fronte ad una situazione percepita come difficile da fronteggiare, il soggetto tende ad utilizzare

diversi tipi di COPING (strategie mentali e comportamentali di controllo)

COPING CENTRATO SUL PROBLEMA: controllo dell’evento

 COPING CENTRATO SULLE EMOZIONI: controllo delle proprie emozioni

 SOSTEGNO SOCIALE: confidarsi, chiedere aiuto

 EVITARE DI AFFRONTARE IL PROBLEMA: distrarsi, negare

Nei bambini le strategie di coping più utilizzate sono il sostegno sociale o l’ evitamento.

Quando la situazione aniogena è continua, particolarmente intensa o difficile da fronteggiare, il

bambino può aumentare il livello di allerta a tal punto da far scaturire una psicopatologia.

DISTURBI D’ANSIA

I disturbi d’ansia sono:

1. DISTURBO D’ANSIA DA SEPARAZIONE: intenso timore di essere separati dalle persone più

care. Vi è un’irrealistica preoccupazione che una persona cara possa morire, scomparire o subire

un incidente, o che possa succedere qualche cosa di grave durante alla separazione. Dopo la

separazione vi è un atteggiamento aggressivo o viceversa ritirato.

2. DISTURBO DA ANSIA SOCIALE: consiste in una diffidenza o in un intensa apprensione di

fronte a situazioni nuove e/o di fronte ad estranei. Nei soggetti più grandi, paura del giudizio

altrui o difficoltà nel parlare in pubblico.

3. DISTURBO FOBICO: paura intensa e persistente di situazioni, oggetti o animali specifici. Le

fobie possono essere:

SEMPLICI: si riferiscono a semplici oggetti o a specifiche situazioni (claustrofobia,

 aracnofobia.

SOCIALI: fobia sociale, fobia della scuola

4. ATTACCHI DI PANICO: intensa ansia, angoscia, con sensazione di stare per morire. Si ha la

sensazione che gli oggetti non siano reali e che la propria persona sia distante.

5. DISTURBO OSSESSIVO-COMPULSIVO: questo disturbo è egualmente distribuito in entrambi

i sessi. Associazione di compulsioni in risposta ad un ossessione. Ossessioni e compulsioni hanno

la funzione di ridurre un disagio.

OSSESSIONE: idea che disturba la persona

 9

COMPULSIONE: comportamento che la persona si sente obbligata a mettere in atto in

 risposta ad un’ossessione.

Le ossessioni possono essere:

AGGRESSIVE

 DI CONTAMINAZIONE

 SESSUALI

 NECESSITA’ DI SIMMETRIA E ORDINE

 Le compulsioni possono essere:

DI PULIZIA E LAVAGGIO

 DI CALCOLO

 CI CONTROLLO

 RITUALI DI RIPETIZIONI

 ORGANIZZAZIONE E RIORDINAMENTO

 LENTEZZA OSSESSIVA (perfezionismo)

I comportamenti ripetitivi tipici del disturbo ossessivo-compulsivo possono essere di 3 tipi:

STEREOTIPIE: comportamenti volontari senza un fine

 COMPULSIONI: comportamenti volontari con un fine

 TIC: comportamenti involontari senza un fine. La presenza di più tic

 contemporaneamente (tic vocali+ tic motori) definisce la SINDROME DI

TOURETTE associata spesso a DDAI (Disturbo Deficit Attenzione Iperattività) e

DOC (Disturbo Ossessivo Compulsivo).

Sono tutti accomunati da incontrollabilità

È stato inoltre osservato che alcune infezioni causate dallo streptococco beta-emolitico

possono indurre comportamenti del DOC (disturbo ossessivo compulsivo), ciò viene

definita SINDROME PANDAS. Questa sindrome ha un esordio improvviso e presenta

delle anomalie neurologiche.

6. DISTURBO POST-TRAUMATICO DA STRESS: risposta ritardata ad un evento stressante o

traumatico. Può essere causato da un evento anomalo, improvviso e particolarmente grave

oppure dall’accumulo di microtraumi ( eventi non immediatamente evidenti per chi osserva, ma

percepiti gravi dal soggetto).

I sintomi possono essere:

incubi, agitazione

 aumento dello stato d’ansia di fronte a situazioni che possono ricordare l’episodio

 traumatico

ritiro sociale.

A lungo termine, il disturbo post-traumatico da stress può indurre a:

depressione

 disturbo dell’apprendimento

 disturbo della personalità

 10

DEPRESSIONE

Riduzione del tono dell’umore, dell’energia e dell’attività. Vi è un disinteressamento nei confronti della

propria persona, delle relazioni e delle attività in generale.

Ci sono 3 livelli di gravità:

1. LIEVE

2. DI MEDIA GRAVITA’

3. CON GRAVE CON O SENZA SISNTOMI PSICOTICI

Per quanto riguarda le forme cliniche ce ne possono essere di 7 tipi:

1. EPISODIO DEPRESSIVO: brusco calo dell’umore con sintomi depressivi di almeno 2 settimane.

Può essere di tipo lieve, medio o grave.

2. SINDROME DEPRESSIVA RICORRENTE: è caratterizzata da più episodi depressivi ricorrenti.

È un fattore di rischio per gli episodi maniacali

3. DISTIMIA: riduzione cronica del tono dell’umore con durata di almeno 2 anni.

4. EPISODIO MANIACALE: innalzamento dell’umore con estrema espansività ed irritabilità. Vi è

la perdita di inibizione, esagerata autostima, comportamenti sconsiderati e aumento dell’energia

sessuale.

5. IPOMANIA: innalzamento dell’umore ma di gravità ed intensità minore rispetto all’episodio

maniacale.

6. SINDROME BIPOLARE: caratterizzata da ripetuti episodi maniacali, che si alternano a periodi

di normalità e/o ad episodi depressivi.

7. REAZIONE PROLUNGATA ALLA PERDITA: è riscontrabile nei bambini piccoli, di età compresa

entro i 3 anni, in seguito alla perdita del caregiver primario. Di fronte a ciò che ricorda la

perdita, il bambino mostra una reazione disturbata.

La depressione in età infantile presenta molto spesso sintomi sovrapponibili ad altre patologie.

Interessa maggiormente i maschi.

Dal punto di vista biologico, bassi livelli di SEROTONINA possono portare ad una riduzione della

motivazione e del senso di autoefficacia e quindi a depressione.

La depressione è condizionata da fattori genetico-ambientali.

Fattori ambientali di natura stressante inducono l’insorgenza di depressione nel momento in cui

incontrano una vulnerabilità genetica. 11

DISTURBO DEFICIT DI ATTENZIONE/IPERATTIVITA’

DDAI

Comprende:

DISTRAIBILITA’: incapacità a concentrarsi su un compito. Vi è una tendenza a distrarsi anche

 per stimoli ambientali minimi, difficoltà ad organizzarsi, frequenti dimenticanze, tendenza ad

evitare compiti o impegni di responsabilità.

IMPULSIVITA’: incapacità di rispettare il proprio turno. Vi è una tendenza a sparare risposte

 spesso a sproposito senza curarsi che siano corrette, difficoltà di regolazione e incapacità di

valutare le conseguenze delle proprie azioni.

IPERATTIVITA’: incapacità di regolare il proprio comportamento. Vi è una tendenza a parlare

 spesso e velocemente, difficoltà a stare fermi o ad impegnarsi in attività di tipo riflessivo.

Si ritiene che il DDAI sia una patologia influenzata da fattori genetico-ambientali.

FATTORI GENETICI: i bambini con DDAI hanno genitori che a loro volta presentano un rischio di

DDAI. Vi è in poltre una concordanza + alta fra gemelli monozigoti.

FATTORI AMBIENTALI: è più frequente in famiglie conflittuali, numerose, con uno o entrambi i

genitori affetti da psicopatologie.

La diagnosi di DDAI può essere effettuata dopo i 5 anni del bambino ed i sintomi devono comparire in

ogni contesto ed interferire significativamente con la vita quotidiana.

Ha una frequenza maggiore nei maschi.

I LOBI FRONTALI sono deputati al regolamento delle funzioni esecutive e quindi alla valutazione e

pianificazioni delle strategie per l’esecuzione di un compito.

I soggetti affetti da DDAI presentano difficoltà a programmare azioni complesse, a regolare

l’attenzione, ad inibire comportamenti, a regolare gli stati emotivi.

I soggetti con DDAI hanno preferenza per una gratificazione immediata, hanno scarsa capacità di

attendere una gratificazione maggiore ed inoltre presentano bassa velocità di elaborazione delle

informazioni.

Il PROCESSING SPEED è la velocità con cui vengono elaborate le informazioni.

Quando il processing speed è basso sarà difficile per il soggetto raccogliere ed utilizzare

adeguatamente le informazioni per eseguire compiti.

I bambini con DDAI posso presentare in associazione anche:

DISTURBI DELLA COMUNICAZIONE: ritardo dello sviluppo del linguaggio

 DISTURBI SPECIFICI DELL’APPRENDIMENTO: soprattutto dislessia

 12

INTERVENTI EDUCATIVI

Ridurre le fonti di distrazione

 Evidenziare anche i comportamenti positivi che sono manifestazione di autocontrollo

 Mantenere il contatto visivo

 Rinforzi e sanzioni concordate con il soggetto

 Spiegare ai genitori quali sono le difficoltà del figlio

 13

AGGRESSIVITA’

Comportamenti aggressivi sono normalmente osservabili nel bambino già nei primi anni di vita e sono

finalizzati alla difesa di proprietà personali (giocattoli, luoghi).

Un bambino normale, se fiducioso del padre e della madre supera tutti i limiti. Nel corso del tempo

mette alla prova la sua forza per rompere, distruggere, spaventare, logorare, sciupare, imbrogliare e

appropriarsi delle cose. Tutto ciò che porterebbe una persona adulta in tribunale ha il suo equivalente

normale nell’infanzia e nei primi mesi di vita nel rapporto del bambino con l’ambiente familiare.

Se l’ambiente riesce a resistere al bambino, questo conquista stabilmente la capacità per giocare, ma è

importantissimo poter mettere alla prova l’ambiente, soprattutto se c’è qualche dubbio riguardo la

stabilità della situazione dei genitori e della casa.

Vi possono essere 2 tipi di aggressività:

1. POSITIVA: è un istinto che aiuta a conquistare, affermare e proteggere la propria identità

2. NEGATIVA: è deliberatamente lesiva, sul piano fisico (ferire), materiale (derubare) o

psicologico (insultare)

CLASSIFICAZIONE AGGRESSIVITA’

DIRETTA: fisica e/o verbale

 INDIRETTA: esclude un soggetto da una cerchia o spettegola su di lui

 REATTIVA: spesso esplosiva ed incontrollata, caratterizzata da alti livelli di rabbia e paura. Si

 manifesta come reazione a condizioni antecedenti

PROATTIVA: è volta a perseguire un fine preciso, è caratterizzata da un atteggiamento più

 freddo.

AGGRESSIVITA’ IN ETA’ EVOLUTIVA

1. OSTILITA’ SPECIFICA: dispute per proprietà o territorio (chi offende attacca

apparentemente per difendere un altro, non per tutelare i propri interessi)

2. MOLESTIA: ostilità diretta non provocata da alcun comportamento o situazione

3. GIOCHI DI OSTILITA’: esiste un consenso reciproco fra i contendenti

4. PROSOCIALE: non mira ad infliggere un danno ma a conquistare un obiettivo socialmente

approvato.

Generalmente i maschi prediligono l’aggressività diretta e giustificano più facilmente i comportamenti

aggressivi ma sanno porre fine ai litigi con rapidità in modo ritualistico e pubblico. Sono in oltre meno

condizionati dalla presenza dell’adulto.

Le femmine invece prediligono un’aggressività indiretta e giudicano negativamente i comportamenti

aggressivi diretti. Raramente risolvono i litigi e sono più sensibili alla presenza dell’adulto. 14

DISTURBI DELL’AGGRESSIVITA’

DISTURBO OPPOSITIVO-PROVOCATORIO (DOP): è un disturbo più frequente nei maschi. Il

 bambino con questo disturbo perde spesso il controllo, litiga spesso con gli adulti, rifiuta le

regole, fa deliberatamente cose che infastidiscono gli altri, incolpa spesso gli altri ed usa un

linguaggio osceno.

Il bambino con DOP è diffidente e permaloso e tende ad interpretare il comportamento degli

altri come volto a procurargli danno.

Le conseguenze sono: difficoltà nel relazionarsi, difficoltà a scuola e probabilità di sfociare nel

disturbo della condotta e/o antisociale

DISTURBO DELLA CONDOTTA: modo di comportarsi in cui i diritti degli altri e le regole

 sociali vengono violate. I comportamenti che si osservano più frequentemente sono: derubare

senza aggredire, scappare di casa, mentire, comportarsi in modo sadico con gli animali, forzare

qualcuno ad avere rapporti sessuali, assentarsi spesso da scuola o dal lavoro.

Fattori di rischio per questo tipo di disturbo sono:

- Q.I inferiore alla norma

- Disturbi dell’apprendimento (dislessia)

- Disturbi del linguaggio

- DDAI

- Problemi familiari

DISTURBO DI PERSONALITA’ ANTISOCIALE: questo tipo di disturbo è un modo di vivere

 dominato dall’opposizione delle norme che regolano la convivenza sociale. Chi è affetto da

questo disturbo è incapace di sostenere gli impegni, di curare la sicurezza propria e altrui, in

oltre mente ripetutamente ed in alcuni casi necessita di abusare fisicamente degli altri.

Questo porta a conseguenze con la giustizia, difficoltà a trovare un lavoro, rischio di perdere

casa e soprattutto nelle donne depressione e tentativi di suicidio.

Fattori di rischio per questo disturbo sono:

- Q.I inferiore alla norma

- Disturbi dell’apprendimento

- DDAI

- Problemi familiari

- Maltrattamento/abuso

I comportamenti antisociali possono essere di 2 tipi:

1. IMPULSIVO (reattivo)

2. FREDDO (assenza di empatia, psicopatia con comportamento più crudele)

Generalmente il disturbo oppositivo-provocatorio può sfociare in disturbo della condotta e

successivamente in disturbo di personalità antisociale.

I comportamenti precoci che indicano il rischio di sviluppare questi disturbi sono:

- Impulsività

- Aggressività nei confronti dei coetanei 15

- Scarso interesse per la scuola

- Incapacità di assumersi le proprie responsabilità

- Mancanza di empatia

BULLISMO

Il bullismo può essere considerato una forma di aggressività continua nel tempo, realizzata da una o più

persone nei confronti di una vittima “inferiore”.

Le caratteristiche specifiche del bullismo sono:

Persistenza

 Asimmetria di potere

 Organizzazione sociale

All’interno del fenomeno del bullismo si possono osservare 6 ruoli:

1. BULLO: è colui che prende attivamente l’iniziativa. Generalmente tende a rimanere “il bullo”

per anni, anche se cambia classe. Ha uno scarso successo scolastico e corre il rischio di

sviluppare il disturbo della personalità antisociale. Possono esserci 3 tipologie di bullo:

Dominante: ha un atteggiamento positivo nei confronti della violenza, ha un forte

 bisogno di dominare e generalmente ha un’autostima elevata

Ansioso: condivide molte caratteristiche della vittima, è ansioso ed insicuro, se la

 prende con ragazzi + forti di lui e provoca attacchi di altri bulli (sostenitore del bullo)

Passivo: è l’aiutante del bullo

2. VITTIMA: è colui che subisce le prepotenze. Generalmente tende a rimanere “la vittima” per

anni, anche se cambia classe. Ha uno scarso successo scolastico e rischia di diventare depresso

o ansioso. Possono esserci 2 tipologie di vittima:

Passiva: è generalmente un bambino tranquillo, riservato, sensibile e con una certa

 facilità al pianto. In genere è più ansioso ed insicuro degli altri ed ha scarsa autostima.

Fisicamente è spesso il più piccolo ed è oggetto di iperprotezione da parte della madre

Provocatrice: è sia ansioso che aggressivo. Tende a creare tensione e si comporta in

 modo irritante anche con gli adulti. Spesso è affetto da DDAI.

3. AIUTANTE DEL BULLO: agisce in modo prepotente, ma in una posizione secondaria rispetto

al bullo.

4. SOSTENITORE (NON PARTECIPANTE) DEL BULLO: rinforza attivamente il comportamento

del bullo

5. DIFENSORE DELLA VITTIMA: prende attivamente le difese della vittima

6. ESTERNO: resta fuori dalla situazione

Sia il bullo che la vittima sono accomunati dall’avere un attaccamenti di tipo insicuro. 16

ABUSO/MALTRATTAMENTO

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, si configura una situazione di abuso o maltrattamento

ogni qual volta i genitori o le persone incaricate della cura di un bambino approfittino della loro

condizione di privilegio per compiere atti che compromettono l’integrità fisica e psicologica del bambino

o consentano che ciò accada.

MALTRATTAMENTO: - Fisico: ne fanno parte la patologia della fornitura di cure:

- INCURIA: gli adulti non provvedono adeguatamente ai bisogni del bambino, sia sul

piano fisico che psichico. Il risultato è la trascuratezza. Il bambino ha quindi un

ridotto sviluppo fisico, ha una scarsa igiene, disturbi dell’attenzione, e frequenti

disturbi di sonno/alimentazione. Inoltre l’assenza di cure fisiche e psicologiche può

causare un insufficiente sviluppo dell’SNC.

- DISCURIA: le cure fornite non sono adeguate ai bisogni del bambino.

- IPERCURA: il genitore fornisce cure eccessive. Vi sono diverse forme di ipercura:

Sindrome di Münchausen per procura: un genitore (di solito la madre) con

 buone conoscenze mediche richiede per il figlio l’intervento del medico per

segni e sintomi inesistenti, che descrive come esistenti e spesso falsifica gli

esami clinici e/o lo stato fisico del bambino. L’eventuale somministrazione di

farmaci da parte dei medici può mettere in serio pericolo la salute del

bambino.

Medical Shopping: i genitori vengono allarmati da segni e sintomi di lieve

 entità. Spesso i genitori sono soggetti ansiosi e ipocondriaci.

Sindrome da indennizzo per procura: il bambino presenta sintomi riferiti dai

 genitori in situazioni in cui è previsto un risarcimento economico. Il bambino

si convince di essere affetto da tali sintomi in seguito a suggestione da parte

dell’adulto.

- Psicologico: ignorare il bambino, rifiutare le sue richieste, isolarlo,

terrorizzarlo, danneggiarlo incoraggiando comportamenti antisociali, aggredirlo verbalmente,

opprimerlo.

ABUSO SESSUALE: può essere:

- Extrafamiliare: avviene da parte di uno o più soggetti esterni alla famiglia

- Intrafamiliare: avviene all’interno della famiglia

- Manifesto: quandi si realizza un vero e proprio atto sessuale che coinvolge il minore

- Mascherato: ne fanno parte: pratiche genitali inconsuete: lavaggi, ispezioni ripetute,

applicazione di creme.

Abuso assistito: il minore viene costretto ad assistere a pratiche

Sessuali.

- Pseudoabuso: abuso denunciato ma non autenticamente avvenuto 17

CARATTERISTICHE DELL’ABUSANTE

Sono state evidenziate due tipologie di padre abusante:

TIPO AUTORITARIO: è violento, considera la moglie e i figli una sua proprietà. Abusa dei figli

 (di entrambi i sessi) per sesso di possesso, sviluppando a volte anche una relazione d’amore di

tipo adulto. Generalmente la madre, a conoscenza dei fatti, è sottomessa e tende a spingere i

figli al suo stesso comportamento, mantenendo comunque con loro un buon rapporto (senso di

colpa)

TIPO PASSIVO: si sente inadeguato ed insicuro, è dipendente dalla moglie e ha pochi rapporti

 al di fuori della famiglia (quelli che aveva prima del matrimonio sono stati in genere interrotti e

abbandonati) . la madre lascia che i figli si sostituiscano a lei nel sostenere il marito. In questo

caso le femmine sono più a rischio le femmine.

COMPORTAMENTI ASSOCIATI ALL’ABUSO SESSUALE

Autolesionismo

 masturbazione compulsiva

 comportamenti sessualizzati verso gli adulti

 disegni e/o atti che indicano la conoscenza di esperienze sessuali inappropriate all’età

 rifiuto di spogliarsi

Vi sono poi comportamenti aspecifici cioè riferibili anche ad altri disturbi come quello post-traumatico

da stress come:

improvvisi cambi di umore

 anoressia/bulimia

 crolli nel rendimento scolastico

 paura degli adulti o di alcuni in particolare

 isolamento sociale

 depressione

 aumento dello stato d’ansia di fronte a situazioni che possono ricordare l’episodio traumatico

I comportamenti sessualizzati, pur essendo più significativi di altri, NON possono indicare con

certezza la presenza di abuso sessuale dal momento che si possono osservare anche :

in bambini con patologie psichiche

 in bambini di età prescolare che non hanno subito abusi

 18

DISTURBI GENERALIZZATI DELLO SVILUPPO

(DGS)

Sono: AUTISMO

 SINDROME DI ASPERGER

 SINDROME DI RETT

Sono accomunati da una triade sintomatologica:

GRAVE DEFICIT DELLA COMUNICAZIONE

 GRAVI DEFICIT SOCIALI

 REPERTORIO RISTRETTO DI INTERESSI

Presentano alcuni sintomi comuni molto caratterizzanti detti sintomi core che fanno parte della triade

sintomatologica.

La gravità della sintomatologia varia da soggetto a soggetto lungo quello che viene definito spettro

autistico, inoltre la gravità della sintomatologia è associata al ritardo mentale:

Q.I<65: AUTISMO A BASSO FUNZIONAMENTO

 Q.I ≥65: AUTISMO AD ALTO FUNZIONAMENTO

 Q.I=90 (nella norma): S. DI ASPERGER

I soggetti affetti da autismo, presentano inoltre in alcuni casi deficit della comunicazione e deficit

sociali con deficit pragmatici sempre presenti:

- Mancanza di contatto visivo

- Mimica e postura non comunicativa

- Incapacità di comprendere il punto di vista dell’altro

- Incapacità di cogliere le metafore o l’ironia

Le abilità pragmatiche consentono di esprimere e riconoscere l’intenzionalità nella comunicazione

sociale.

Le abilità pragmatiche sono collegate alla capacità di utilizzare la Teoria della Mente.

È possibile identificare alcuni sintomi molto precoci dell’autismo, come quelli evidenziati dal

questionario M-CHAT.

AUTISMO

I soggetti affetti da autismo hanno spesso un repertorio ristretto di interessi, bisogno di routines,

difficoltà ad accettare i cambiamenti e l’apprendimento è contesto-dipendente (il bambino può salutare

il compagno a scuola, ma non lo saluta se lo incontra in un altro contesto)

L’autismo può essere inoltre: 19


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dell'educazione (SAVIGLIANO - TORINO)
SSD:
Università: Torino - Unito
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher babycoach17 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Neuropsichiatria infantile e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Ramaglia Giovanna.

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