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Microeconomia: lezione 1

Approccio individualista e approccio organicista

L'economia politica è una scienza sociale: studia l'organizzazione economica di una società. Gli uomini vivono in società per sfruttare i benefici della divisione sociale del lavoro.

L'economia politica segue un approccio individualista: per capire come funziona una società dobbiamo prima capire come si comportano i singoli individui che la compongono (consumatori e produttori secondo la divisione sociale del lavoro).

All'approccio individualista si contrappone l'approccio organicista: per capire come si comportano i singoli soggetti sociali dobbiamo prima capire come funziona la società. Storicamente le scienze sociali hanno seguito un approccio organicista: ogni individuo è visto come organo di un «corpo sociale» (così come cuore, cervello, etc. sono organi del corpo umano). Ogni singola parte del corpo umano non ha un senso in sé ma può essere descritto e compreso solo nella sua finalità organica, che ne definisce la «funzione». Allo stesso modo, l'uomo può essere descritto e compreso solo con riferimento alla società nella quale vive.

L'approccio individualista si afferma con la filosofia politica del Seicento e con l'economia politica del Settecento che suggeriscono di guardare a una società come il risultato di un insieme di individui.

Bisogni e preferenze (Robinson Crusoe)

Robinson Crusoe non vive in una società, ma possiamo ugualmente raccontare la sua vicenda e, in particolare, descrivere il suo comportamento economico. Robinson è un naufrago in un'isola deserta; dispone di risorse:

  • I beni salvati dal naufragio e i beni che si trovano nell'isola (animali, vegetali, suolo fertile);
  • Il lavoro: le sue capacità fisiche e mentali.

Robinson ha bisogni (nutrirsi, riposarsi) che può soddisfare in modi alternativi (consumare beni diversi; svolgere attività differenti nel tempo di lavoro e nel tempo libero). Robinson ha delle preferenze su come soddisfare in modi alternativi i propri bisogni.

Soddisfa i suoi bisogni svolgendo due attività fondamentali:

  • La produzione: Robinson utilizza le risorse di cui dispone per ottenere beni (da consumare o da utilizzare in ulteriori attività di produzione);
  • Il consumo: Robinson consuma le risorse di cui dispone oppure i beni che ha ottenuto con l'attività di produzione.

Vincolo delle risorse (scarse)

Tutte le risorse di cui Robinson dispone sono finite. Tuttavia:

  • Alcune risorse (per esempio, i beni dell'isola) sono abbondanti e la loro quantità complessivamente disponibile non condiziona le attività di Robinson;
  • Altre risorse (per esempio, i beni salvati dal naufragio, le sue capacità fisiche e mentali) sono scarse e la loro quantità condiziona le attività di Robinson;
  • Una risorsa importante sempre scarsa è il tempo (Robinson non può lavorare e riposare nello stesso momento; inoltre la durata della vita è incerta, ma finita).

La scarsità delle risorse è fondamentale per l'analisi economica.

Scelta

Robinson non è un robot, ma si confronta sempre con alternative tra le quali scegliere: lavorare o riposare? Come utilizzare risorse e tempo di lavoro per produrre beni; quali beni produrre? Quali beni consumare? Robinson non solo può ma deve scegliere, tutte le volte che utilizza almeno una risorsa scarsa, perché la scarsità delle risorse rende le alternative mutuamente incompatibili.

Individuo razionale

Quando deve scegliere tra due azioni alternative (A e B) Robinson è razionale se sceglie l'azione A tutte le volte che preferisce la conseguenza dell'azione A, CA, alla conseguenza dell'azione B, CB. È possibile concepire l'individuo come soggetto razionale anche al di fuori di un contesto sociale. La teoria del comportamento razionale individuale è il primo pilastro dell'economia politica.

Individuo in un contesto sociale

Robinson si trova sempre nel «mondo migliore» che egli può contribuire a determinare con il suo comportamento: se agisce razionalmente, non ha motivo di desiderare di trovarsi in un mondo diverso da quello nel quale si trova in conseguenza delle proprie azioni. Possiamo concepire un individuo razionale in isolamento, ma l'economia politica è una scienza sociale: è interessata al comportamento degli individui (razionali) per capirne gli effetti in un contesto sociale (dove c'è divisione sociale del lavoro) e non c'è società, né divisione sociale del lavoro nell'isola di Robinson.

Cosa succede in una società composta da individui razionali come Robinson, che, sulla base delle proprie preferenze, scelgono tra alternative di scelta mutuamente incompatibili a causa della scarsità delle risorse? Gm Pm Malcomson Gr 1,1 4,0 Robinson Pr 0,4 2,2 GR, GM = comportamento aggressivo (Guerra) PR, PM = comportamento pacifico (Pace).

I due problemi di scelta, di Robinson e di Malcomson, danno luogo a quattro esiti (situazioni sociali) possibili: [(GR, GM); (GR, PM); (PR, GM); (PR, PM)].

Robinson e Malcomson hanno preferenze diverse rispetto alle situazioni sociali:

  • Robinson: (GR, PM) R (PR, PM) R (GR, GM) R (PR, GM)
  • Malcomson: (PR, GM) R (PR, PM) R (GR, GM) R (GR, PM)

Dove R significa: “preferisce”

Le coppie di numeri [(1,1); (4,0); (0,4); (2,2)], in ciascuna situazione (casella della matrice), rappresentano i valori di utilità che rispettivamente Robinson (il primo valore) e Malcomson (il secondo valore) attribuiscono a ogni situazione. Ciascun soggetto attribuisce un valore di utilità più elevato a una situazione che si trova più in alto nel proprio ordinamento di preferenze.

Sia Robinson sia Malcomson preferiscono “portare via le risorse all'altro” alla convivenza pacifica; ma se si fanno guidare da queste preferenze e scelgono rispettivamente GR e GM, finiscono nella situazione (GR, GM). Entrambi però preferiscono la situazione (PR, PM) alla situazione (GR, GM). Questo significa che sceglieranno “sorridere”?

La risposta è NO, se sono razionali; infatti:

Se ha ragione di credere che Malcomson sorride [cioè, se ritiene che è razionale per Malcomson “sorridere”), Robinson preferisce “aggredire” invece di “sorridere” (preferisce essere padrone di Malcomson schiavo alla convivenza pacifica) e lo stesso ragionamento vale per Malcomson. Il risultato: entrambi, agendo razionalmente, saranno aggressivi e la situazione sociale che emergerà dal comportamento razionale di entrambi gli individui sarà la GUERRA.

Cosa insegna l'economia politica

L'economia politica mostra che nelle economie di mercato (se funzionano bene) non succede quello che succede nell'isola di Malcomson e Robinson. L'economia politica si propone di capire se, a quali condizioni e in che modo le società di mercato coordinano le decisioni di individui liberi di scegliere razionalmente tra alternative di scelta mutuamente incompatibili a causa della scarsità delle risorse in modo da ottenere un esito sociale desiderabile.

Efficienza in senso di Pareto

Cosa vuol dire «esito sociale desiderabile»? Per l'economia politica una situazione sociale è desiderabile se è efficiente nel senso di Pareto. La definizione di efficienza nel senso di Pareto richiede due passi.

  • Passo 1: una situazione sociale è detta dominata nel senso di Pareto se esiste un'altra situazione sociale che è preferita da tutti i soggetti sociali.
  • Passo 2: una situazione sociale è efficiente nel senso di Pareto se non è dominata nel senso di Pareto.

Nella storia di Robinson e di Malcomson esistono tre situazioni sociali efficienti nel senso di Pareto: (GR, PM), (PR, PM) e (PR, GM). Il problema della storia di Robinson e di Malcomson è che l'interazione tra individui razionali porta a una situazione sociale dominata nel senso di Pareto (GR, GM). La nozione di efficienza nel senso di Pareto non dice nulla sulla distribuzione del benessere tra i soggetti della società (le situazioni in cui un soggetto è padrone e l'altro è schiavo sono efficienti nel senso di Pareto).

Lezione 2

La scelta razionale

Scelta: la scelta è la decisione di compiere un'azione rispetto a tutte le altre che una persona razionale ha a disposizione.

Analisi costo-beneficio

Questa scelta ha delle conseguenze che si rifanno a due elementi congiunti e binari, cioè:

  • Il beneficio
  • Il costo

Il beneficio è quell'elemento che posto pari al costo che sono disposto a spendere mi dà un beneficio il cui valore è il prezzo speso per averlo; allo stesso modo anche il costo è collegato al beneficio ma in senso inverso. Se pensiamo di analizzare il costo e il beneficio possiamo inserirli in un piano cartesiano ponendo il beneficio come variabile X e il costo come Y. B(X)=il beneficio di un'azione X C(X)= il costo di un'azione X.

Il costo e il beneficio li abbiamo ipotizzati come valori monetari omogenei, che sono facilmente utilizzabili attraverso la stessa unità di misura. Ma nel caso in cui le grandezze non hanno una valutazione monetaria del costo e del beneficio dobbiamo usare una valutazione monetaria indiretta, cioè dando dei valori che secondo noi corrispondono con il beneficio che tale azione può procurarci e quanto costa tale azione.

La valutazione indiretta del beneficio, B(X), è data:

  • Se C(X)=0 qual è la più piccola somma di denaro che sarò disposto ad accettare per non compiere quell'azione?

La valutazione indiretta della variabile costo, C(X), è data:

  • Se B(X)=0 qual è la più piccola somma che il soggetto è disposto ad accettare per compiere quella data azione?

Le conseguenze dell'azione X sono la differenza tra il beneficio e il costo. Ci troviamo davanti a un dilemma però: se compiere o non compiere una determinata azione x. Imponiamo che B(non X) – C(non X)=0. Se B(X) – C(X)>0 allora il soggetto sarà portato a compiere l'azione, ma se è minore allora sceglierà di non compierla. Sempre riferita alla sfera della scelta possiamo considerare che la scelta in sé può anche riferirsi al livello al quale un soggetto è disposto a compiere l'azione, cioè compiere l'azione fino al livello al quale il beneficio marginale eccede il costo marginale. In generale si assume che il beneficio è decrescente e il costo crescente al crescere al livello di un'azione.

Con riferimento al prezzo che una persona è disposta a pagare per compiere una certa azione dobbiamo soffermarci sul tema del prezzo di riserva.

Prezzo di riserva

Il prezzo di riserva equivale alla massima somma che un individuo sarebbe disposto a pagare per compiere un'azione ma allo stesso tempo equivale alla minima somma che sarebbe disposto a prendere se non facesse quell'azione. Questo è chiamato prezzo di riserva del consumatore. Nel caso in cui noi ci riferiamo a un produttore di un certo bene il prezzo di riserva equivale alla minima somma che il produttore sarebbe disposto a produrre per quel bene.

Costo opportunità e costo non recuperabile

Ritornando al discorso del costo e del desiderio notiamo che molte volte noi non siamo presi da una singola azione ma da varie. Ipotizziamo che l'individuo si ponga di due azioni (X,Y). Sempre riferendoci alla razionalità dell'individuo esso sarà portato alla scelta dell'azione X quando B(X)-C(X)>B(Y)-C(Y). Mentre sceglierà l'azione Y quando: B(X)-C(X)<B(Y)-C(Y). Un individuo razionale sceglie di compiere un'azione X se e solo se il beneficio di X è maggiore del costo X, includendo il costo opportunità.

  • Costo opportunità: [B(Y)-C(Y)] = CO(X)

Le implicazioni che un costo d'opportunità ha sono che ogni azione ha un costo opportunità; qualsiasi problema tiene conto di una sola opportunità, tale che il beneficio è maggiore del costo, cioè una persona sceglie sempre l'alternativa per la quale il beneficio è maggiore del costo + il costo opportunità. Nel caso in cui il costo + il costo d'opportunità è uguale al beneficio il soggetto razionale si comporta in modo indifferente tra le alternative.

I costi non recuperabili sono costi che si devono trascurare in ogni azione perché se noi compiamo un'azione X ma nello stesso tempo preferiamo Y noi dovremmo sostenere i costi dell'azione x+y per questo un soggetto razionale è portato in qualsiasi caso a compiere l'azione X.

Lezione 3

Mercato di un bene: prezzo

Un mercato è costituito dall'insieme dei compratori e dei venditori di un determinato bene o servizio. I compratori decidono se acquistare o meno un bene in relazione al suo prezzo di vendita. Il prezzo di un bene è la quantità di moneta necessaria per acquistare un'unità di bene. Nel caso in cui un compratore è indeciso se comprare un bene da Tizio che lo vende a 20€ o da Caio che lo vende a 30€ il compratore acquisterà sicuramente il bene da Tizio perché chiede un prezzo minore. Si può dunque capire che all'aumentare del prezzo di un bene i compratori acquisteranno meno quantità di quel bene.

Legge della domanda

È una relazione matematica che ci dice la quantità di un bene che i compratori sono disposti ad acquistare a diversi prezzi di vendita. Graficamente questa legge viene rappresentata sotto forma di curva (chiamata Curva di domanda). La legge della domanda afferma che all'aumentare del prezzo di vendita la quantità del bene domandata diminuisce. Questo comporta il fatto che la curva di domanda ha un'inclinazione negativa. La relazione della legge della domanda è:

q=D(p)

La sua inversa è dunque

p=D-1(q) → p=f(q)

Il prezzo massimo che il consumatore è disposto a pagare si chiama Prezzo di Riserva del Compratore. La domanda di mercato (Q) è la somma di tutte le quantità di domande individuali (q)

Q=q1+q2... → Q= D1(p)+D2(p) → Q=D(p)

Legge dell’offerta

È una relazione matematica che ci dice la quantità di un bene che i produttori sono disposti a vendere a un determinato prezzo di vendita. Graficamente la curva di offerta ha un'inclinazione positiva in quanto all'aumentare del prezzo di vendita la quantità di offerta del bene cresce. La relazione della curva di domanda è:

q=S(p)

e la sua inversa è

p=S-1(q) → p=F(q)

L'offerta di mercato (Q) è, analogamente alla domanda di mercato, la somma di tutte le quantità di offerte individuali (q)

Q=q1+q2 → Q=S1 (p) +S2 (p) → Q=S (p)

Equilibrio di mercato

È il prezzo p* in corrispondenza del quale le scelte dei compratori e dei venditori sono compatibili e realizzabili D(p)=S(p)=Q (Q=quantità di equilibrio di mercato) Graficamente l'equilibrio di mercato è l'intersezione tra la curva di domanda e quella di offerta. Non sempre però il mercato è in equilibrio. Se infatti:

  • p<p* vi sarà un eccesso di domanda
  • p>p* vi sarà un eccesso di offerta

Per risolvere il problema dell'eccesso di domanda bisogna alzare il prezzo di vendita fino al prezzo p*. Analogamente per risolvere il problema dell'eccesso di offerta bisogna abbassare il prezzo di vendita fino al prezzo p.

Lezione 4

Dotazione iniziale

La dotazione iniziale è l'insieme di beni di cui un individuo dispone. Dati due beni x e y, essa è rappresentabile con un punto sul piano cartesiano. Se Px e Py sono i prezzi dei beni X e Y, il valore della dotazione iniziale M sarà:

M=PxX+PyY

Dalla vendita dei beni x e y il consumatore può acquistare beni per un valore PxX+PyY ≤ M. Chiamiamo l'equazione M=PxX+PyY vincolo di bilancio. L'insieme dei beni all'interno del vincolo di bilancio viene chiamato insieme di scelta S. Il vincolo di bilancio è la retta che delimita la scelta del consumatore. Il paniere di beni è la combinazione particolare dei beni x e y. Il prezzo relativo è la quantità di un bene x che occorre cedere per ottenere in cambio una unità del bene desiderato y. I vari panieri di beni sono collegati tra loro da relazioni di preferenza (o non) e di indifferenza. Esistono 4 assiomi che ci consentono di definire se un paniere è preferito o no rispetto a un altro. Essi sono:

  • Completezza: per ogni coppia di panieri di beni il consumatore deve essere in grado di dire se preferisce o è indifferente nella scelta i 2 panieri xPy V yPx V xIy.
  • Transitività: se il consumatore xPy e yPz allora xPz.
  • Non sazietà: a parità di tutte le condizioni è preferibile avere un quantitativo maggiore di un bene.
  • Convessità: le combinazioni intermedie dei beni sono preferibili a quelle estreme.

La curva di indifferenza è l'insieme dei panieri di beni che forniscono al consumatore lo stesso grado di godimento. I punti che si trovano sopra la curva sono favoriti mentre quelli che si trovano al di sotto sono sfavoriti. L'insieme delle curve di indifferenza si chiama mappa di indifferenza. Perché le curve di indifferenza sono convesse?

Proprietà geometrica delle curve di indifferenza

Non è possibile che due curve di indifferenza si incrocino tra loro, perché questa situazione sarebbe incoerente con gli assiomi.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher fra94bs di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Microeconomia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Grillo Michele.
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