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Microbiologia prof.Mastromei
Lezione 5 (le altre lezioni sono sul quaderno)
CAPSULA: rivestimento più esterno, molto spesso in molti casi.
Non è indispensabile per la cellula, nell’immagine il colorante
colora solo la capsula senza entrare nella cellula.
Di cose è fatta? Da polimeri di glucidi
(zuccheri) o amminoacidi, ad esempio
Leuconostoc presenta colonie differenti
nei terreni con glucosio e saccarosio.
Nel saccarosio abbiamo la capsula e quindi colonie mucillagginose e
abbastanza grandi, a sinistra invece dato che è presente solo glucosio
la cellula deve fare una scelta, o per il metabolismo o per la
formazione della capsula della cellula. Quindi in questo caso la cellula utilizza il glucosio per
il suo metabolismo e non forma la capsula. Da vicino inoltre le colonie sono rugose e non lisce
come nel saccarosio. Quando un microrganismo cerca di invadere il corpo di un altro si
scatena una reazione immunitaria in quest’ultimo, la presenza della capsula rallenta la
risposta immunitaria. Siccome le prime fasi di una malattia sono un gioco tra chi arriva prima
tra il patogeno o anticorpi, in microrganismi capsulati spesso la capsula è segno di
patogenicità dello stesso.
PARETE: presente nella maggior parte dei procarioti,
bacteria ed archea, ed è fondamentale per la
sopravvivenza. Ci sono microrganismi senza parete che
pero devono sopperire alla sua mancanza, la parete è un
guscio rigido, NON è UN FILTRO, non bisogna confondere la
funzione della parete con quella della membrana.
Se trattiamo la parete con un enzima, LISOZIMA, che
degrada la parete in soluzione, in un ambiente ipotonico
quello che succede è che la cellula continua a richiamare
acqua, si gonfia e scoppia.
Se si esegue lo stesso procedimento ma in condizioni
isotoniche, non cè pressione osmotica quindi la cellula non
scoppia ma viene rilasciata una cellula priva di parete
chiamata PROTOPLASTO che è una cellula vitale, in
laboratorio con alcuni accorgimenti può rigenerare la parete.
Questo esperimento ci dimostro che, dato che gli organismi quasi sempre vivono in ambienti
ipotonici, la parete è estremamento utile poiche impedisce alla cellula di dilatarsi e quindi di
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non acquisire troppa acqua. L’enzima lisozima si trova nella saliva e nelle lacrime, a livello
dell’occhio non ci sono difese immunitarie per questo la sua presenza è importante, infatti
nei trapianti di cornea non c’è rischio di rigetto nella stragrande maggioranza dei casi.
Costituenti della parete: peptidoglicano (mureina) costituito da una parte glucidica ed una
altra amminoacidica, in particolare NAG (N-acetilglucosammina) e NAM (N-acetilmuramico),
gli AA sono anche nella forma D e per ottenere questi amminoacidi si deve impiegare un
enzima che è la racemasi. Alcuni AA della sintesi proteica vengono sequestrati e convertiti
nella forma D per costituire la NAM.
NAM e NAG sono legati in modo lineare, in corrispondenza del NAM sono legati 5
amminoacidi, le prime tre posizioni sono variabili ma in posizione 4 e 5 troviamo sempre la
D-alanina. Mureina nei batteri gram negativi: NAM
VERDE, NAG ROSSO, CERCHIETTI BLU
SONO GLI AA. Abbiamo un legame
peptidico diretto che collega l’aa di una
catena con l’aa della catena adiacente. ae
Mureina nei batteri gram positivi: in questo caso abbiamo 5 glicine
che collegano l’aa in posizione 3 della catena con l’aa in posizione 4
della catena adiacente, il legame peptidico è accompagnato da un
ponte interpeptidico ( quindi non è detto che ci siamo 5 glicine).
Quindi il legame diretto è tipico dei batteri gram negativi, nei gram
positivi solitamente il ponte che collega gli aa varia tra i vari
microrganismi.
SITO DI AZIONE DEL LISOZIMA: rompe i legami della catena polisaccaridica, rompendo il
legame tra NAM e NAG.
BIOSINTESI DELLA MUREINA
Nucleotide di park, catena pentapeptidica legato al NAM e
all’uridina tramite due legami fosforici. Park notò
l’accumulo di questo nucleotide nel processo di biosintesi
della mureina essendo esso un intermedio.
FRUTTOSIO-6-P viene trasformato in glucosamina-6-p,
l’acetil coenzima a dona il gruppo acetilico e abbiamo la
formazione della NAG-6-P, il gruppo P passa dalla posizione 6 alla 1 e successivamente
l’attacco dell’uridin difosfato alla n-aceil-glucosamina ottenendo UDP-NAG. Alla fine l’UDP-
NAG viene trasformato in UDP-NAM. Si è formata quindi una parte del nucleotide di park
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poiché manca la catena amminoacidica. Quindi ad esempio L-alanina viene attaccata con
l’utilizzo di un ATP, l’acido L-glutammico viene trasformato in D-glutammico e poi attaccato,
viene legata anche la L-lisina ed infine da 2-L-alanina di forma un dimero di Ala-D-Ala con
l’utilizzo di 2 molecole di atp. Il nucleotide di park a questo punto si è formato, UDP-NAM
pentapeptide. La molecola dovrà attraversare la membrana, al nucleotide di park viene
legata una molecola di BACTOPRENOLO ottenendo pentapeptide-NAM-P-P-bactoprenolo, a
questo punto l’UDP NAG viene addizionato alla molecola formando NAM-
NAG(pentapeptide)-P-P-bactoprenolo. Abbiamo ora 5 glicil t-rna, le 5 glicine si legano all’aa
in posizione 3 rilasciando il t-rna, questo punto entra in gioco il bactoprenolo che con due
gruppi P fornisce l’energia necessaria per il legame della mureina al NAG. Il bactoprenolo è
un trasportatore ciclico, portando fuori la mureina e tornando all’interno della cellula in
forma difosfata.
Meccanismo d’azione della transpeptidasi: forma un legame
peptidico tramite la scissione della D-alanina in posizione 5,
questo è il motivo per cui durante la biosintesi abbiamo un
catena di 5 aa legati al NAM e alla fine del processo ne abbiamo
4.
GRAM POSITIVI vs GRAM NEGATIVI
In linea generale la parete nei bateri gram positivi è molto più spessa rispetto ai gram
negativi, senza mureina non c’è rigidità, ma sono importanti anche altri componenti come
lipopolisaccaridi, lipidi soprattutto nei gram negativi. IL peptido glicano è più abbondane nei
gram positivi. Il fatto di avere meno peptidoglicano non vuol dire che la parete dei gram
negativi sia meno robusta dei gram positivi, sono entrambe abbastanza resistenti per un
ambiente ipotonico.
Parete gram positivi parete gram negativi
Peptid Pepti
Me
est
Me
citopl
Me
citopl Sp
I gram negativi presentano una membrana esterna (verde) costituita da lipopolisaccaridi e fa
in modo che si crei uno spazio periplasmatico (azzurro) assente o presente in minoranza nei
gram positivi. Lo spazio periplasmatico è importante, per attaccare macromolecole è più
facile secernere enzimi che importare il substrato all’interno della cellula, tutta via l’enzima
secreto diminuisce la sua concentrazione mano a mano che si allontana dalla cellula ed
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inoltre cè il rischio che il prodotto della degradazione enzimatica venga utilizzato da quelche
altro organismo, quindi la membrana esterna permette l’entrata del’substrato (molto più
facile rispetto alla membrana citoplasmatica) in un area intermedia tra citoplasma e
ambiente esterno ovvero il perplasma.
Acidi teicoici: Con il termine acidi teicoici si indicano tutti i polimeri della parete, della
membrana e della capsula contenenti residui di glicerolfosfato e ribitolfosfato. Gli acidi
teicoici sono tipici dei batteri Gram-positivi.
PARETE GRAM POSITIVI
Composta da uno strato esterno di peptitoglicano che
aderisce alla parte esterna della membrana
citoplasmatica, al di sopra osserviamo acidi tecoici, acidi
lipotecoici e proteine associate di membrana
PARETE GRAM NEGATIVI
Composta da una sezione di peptidoglicani che danno
rigidità e dalla membrana esterna con minore
permeabilità rispetto alla membrana citoplasmatica,
sulla superfice esterna della membrana esterna i
polisaccaridi sono legati a lipidi (cubetti gialli) queste
catene sono la parte più sporgente della cellula ed in
molti casi ne permettono il riconoscimento. Sono
presenti anche condotti che permettono il collegamento tra ambiente esterno e spazio
periplasmatico, costituiti da proteine chiamata purine che si dispongono a formare cerchi
quindi condotti quando di sovrappongono, non hanno il compito della membrana plasmatica
di selezionare gli agenti di entrata ed uscita.
ARCHEA PSEUDOPEPTIDOGLICANO: NAT (acido N-acetiltalosaminuroico), legame tra NAG e
NAT avviene con un legame beta 1-3 glicosidico.
MEMBRANA CITOPLASMATICA: propria di tutte le cellule, è un
sistema di separazione, decide chi può entrare e chi può uscire.
Abbiamo una regione idrofila superiore e inferiore, una sezione
interna formata da acidi grassi idrofobica, il doppio strato
fosfolipidico è accompagnato da proteine di membrana che
mettono a contatto l’ambiente interno con quello esterno. Le
proteine non sono ferme ma galleggiano in un mosaico fluido
di fosfolipidi.
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MEMBRANA DEGLI ARCHEA: abbiamo sempre un glicerolo legato al fosfato tramite un
legame etere, inoltre c’è ramificazione nella catena di phytanile (prime molecole ramificate
apparse sulla terra)
perché viene prodotta una
membrana monostrato? A destra si
nota come le code dei lipidi siano
continue. A livello degli archea ci
sono organismi che crescono a
temperature superiore a 100gradi,
la membrana monostrato funziona
male a temperature anche di 70
gradi ma nelle condizioni in cui vivono i microrganismi ipertermofili ha una funzionalità
ottimale.
Funzionalità principali della membrana: sito di ancoraggio
di proteine , conservazione dell’energia della forza proton-
motrice.
Meccanismi di trasporto:
-semplice, trasporto di molecole senza alcuna modifica
tramite l’energia associata alla forza protomotrice
-traslocazione di gruppo, modificazione chimica della sostanza trasportata
- sistema ABC, utilizza atp e proteine di legame periplasmatiche
EVENTI DI TRASPORTO
Uniporter, antiporter, symporter
Un esempio classico di traslocazione di gruppo è il trasporto del glucosio, il glucosio-6-P viene
formato per inserire direttamente la molecola nella via metabolica ed impedirne l’espulsione.
Membrane fotosintetiche, fa in modo che gli organismi coinvolti
nella fotosintesi risiedano in posizioni ben precise.
Separazione fisica: Formazione di strutture lamellari nei batteri
fotosintetici; formazione del mesosoma. Il mesosoma forma il
setto al momento della divisione e serve a ripartire il
cromosoma nelle due cellule figlie.
Permeabilità: Regola l’ingresso di ioni e metaboliti all’interno
della cellula, mantenendo una concentrazione superiore a quella esterna.
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LEZIONE 6
NUCLEOIDE: materiale genetico della cellula
Nell’immagine in rosso è
colorato il DNA della cellula,
notiamo come sia localizzato in
una regione centrale Cellula di escherichia coli che ha rilasciato il proprio DNA, la cellula è
stata trattata delicatamente in modo da far rilasciare all’esterno l’intero
DNA senza rompersi. Capiamo quindi che la lunghezza del filamento di DNA
è enorme rispetto alle dimensioni della cellula. In
rapporto ad una cellula di qualche micron il DNA
raggiunge qualche millimetro, ne consegue che deve
essere impacchettato per occupare poco spazio, allo stesso tempo il DNA
porta l’informazione genetica e questa deve essere fruibile e chiara, ci
devono essere dei meccanismi che permettono di accedere
all’informazione. in questa immagine notiamo come il DNA (zona scura centrale)
sia rinchiuso all’interno di una membrana, che ricalca quella
nucleare. In realtà questo è un nucleo “finto” poichè è sempre
di una cellula procariotica, ma visivamente è molto simile a le
cellule eucariotiche.
DNA -> trascrizione -> RNA -> traduzione -> PROTEINE: poi si
differenziano le loro funzionalità in anticorpi (difese), ormoni
(proteine segnale, vedremo che anche nei procarioti ci sono
dei sistemi di segnalazione per la comunicazione intercellulare), proteine strutturali (modifica
della forma cellulare), enzimi. Questo è il flusso dell’informazione genetica che deve essere
regolare e continuo, esiste anche un flusso inverso dove in particolari situazioni
l’informazione va dall’RNA al DNA.
Gli acidi nucleici sono formati da nucleotidi composti da una base, uno zucchero ed un gruppo
fosfato, le basi sono divise in basi pirimidiniche e puriniche, si ritrovano nel DNA e RNA ad
eccezione di timina(dna) ed uracile(rna). Il DNA è una molecola a doppio filamento, con
regole ben precise per quanto riguarda l’associazione delle basi e legami. I filamenti hanno
un inizio, chiamato estremità 5’ ed una fine, estremità 3’, il filamento complementare avrà
polarità opposta. Nell’RNA si ha un singolo filamento, sono molecole lineari, più corte e con
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l’uracile al posto della timina. In natura all’interno della cellula è difficile trovare l’RNA nella
forma distesa, in quando se trova sequenze complementari tra loro forma regioni
d’appaiamento tra le base e quindi strutture secondarie, queste hanno ruoli importanti
all’interno della cellula.
mRNA: porta il messaggio per la sintesi proteica, l’informazione per mettere assieme gli aa
tRNA: legge l’informazione del messaggero in modo da portare l’aa corretto, consente il
passaggio da sequenza amminoacidica
rRNA: componente importante dei ribosomi
MOLECOLA DI DNA NELLA CELLULA
REPLICAZIONE: sfrutta la complementarietà delle basi, l’informazione su un elica viene letta
e viene sintetizzata l’elica complementare. Si otterranno quindi due nuove molecole di dna.
TRASCRIZIONE: porta alla sintesi di una molecola di rna, utilizza solo una delle due eliche.
L’informazione viene letta a gruppi di tre, triplette o codoni, ognuna dei quali codifica per un
amminoacido.
PROCARIOTE
Nella cellula procariote tutto avviene nel
citoplasma, questo è alla base della regolazione
della cellula batterica. Le sequenze codificanti sono
compattate e vicine tra loro nei procarioti, l’rna
polimerasi quando effettua la trascrizione, forma un
trascritto (mRNA) che porta l’informazione di più
geni. Un messaggero che porta l’informazione di
due, tre, quattro geni vengono chiamati
policistronici. La trascrizione e traduzione avvengono entrambe nel citoplasma,
fondamentale nei batteri poiché non è necessario che un passaggio termini per far iniziare
quello successivo.
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EUCARIOTE
Il dna è nel nucleo, la trascrizione avviene nel nucleo ma la
traduzione avviene nel citoplasma, quindi sarà necessario
più tempo. L’informazione genetica negli eucarioti è
spezzata, ovvero sono
presenti gli introni
(sequenze non
codificanti) che si
intromettono nella
sequenza degli esoni.
Avviene quindi la
trascrizione e
successivamente c’è il
fenomeno dello
splicing con cui gli introni vengono rimossi e gli esoni
legati assieme, a questo punto si ha il trasporto
dell’mrna nel citoplasma dove avviene la traduzione
nella proteina. Per ogni mrna si ha un gene. Questo processo crea dei problemi ai virus
animali, il primo problema è che la cellula eucariote ha una divisione spaziale,
compartimentazione, e in secondo luogo si formano mRNApolicistronici virali, inoltre in
questo caso occorre molto tempo poiché dall’attivazione del gene al suo prodotto si ha molta
latenza, cosa che non avviene nei batteri.
Informazione gentica nei procarioti: le sequenze cromosomiche possono avere origini
differenti, ad esempio informazioni fornita da virus che non serve a formare un nuovo virus,
è stata incamerata nel genoma. Sono presenti anche frammenti di dna plasmidico quindi
extracromosomico, abbiamo anche i trasposoni o elementi mobili. Si ha una sorta di puzzle
che va a comporre l’informazione genetica.
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SUPERAVVOLGIMENTO DEL DNA: se si ha un taglio a singola elica si ha il fenomeno del
rilassamento per cui il cerchio si apre. Questo fenomeno avviene facilmente in molecole di
dna circolari piccole, nelle molecole più grandi si creano delle anse stabilizzate dalla presenza
di proteine, chiudendo questa regione si ha una lunghezza del dna
ben definita che permettono il superavvolgimento, quindi si ha il
superavvolgimento di regioni e non dell’intero dna. La
compattazione del dna avviene grazie a proteine chiamate istoni che
permettono anche lo svolgimento delle regioni interessate quando
il dna deve essere letto, nei procarioti ci sono proteine “inston like”
che svolgono funzioni simili a alle proteine istoniche.
Per molti anni si è ritenuto che i procarioti avessero esclusivamente
genomi circolari mentre negli eucarioti fossero tutti lineari, negli
eucarioti l’informazione genetica è suddivisa in più cromosomi, nei procarioti si pensava che
ci fosse un solo cromosoma. Successivamente si sono scoperte cellule batteriche con
informazione distribuita su più cromosomi. Le dimensioni sono esposte come Mb ( milione
di paia di basi), possiamo dire che i batteri hanno avuto il tempo nel corso dell’evoluzione di
affinare la capacità di compattare l’informazione in un unico cromosoma, si conoscono
batteri con genomi di 200-300 paia di basi ovvero la dimensione di alcuni dei più grandi
genomi virali, si sta cercando di capire quindi qual è la dimensione minore possibile del
genoma compatibile con la vita. All’estremo opposto si notano gli streptomiceti con un
genoma di 8,66Mb (genoma medio circo 4Mb), molto probabilmente si pensa che questo
genoma s
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