Appunti di Claudia Tropea
Appunti di MICROBIOLOGIA
tratti dalle lezioni e dalle slide dell’anno 2016-2017
delle professoresse
TAVANTI e BOTTAI
del corso di studi di SCIENZE BIOLOGICHE
dell’Università di Pisa
Claudia Tropea
INDICE: 1
Appunti di Claudia Tropea
Introduzione alla microbiologia pag. 3
Classificazione dei batteri pag. 5
Cellula batterica pag. 6
Parete batterica pag. 8
Flagello, pili e chemiotassi pag. 14
Sistemi di trasporto pag. 17
Membrana cellulare pag. 19
Capsula e protoplasto pag. 20
Spora pag. 22
Nutrizione microbica pag. 23
Crescita batterica pag. 25
Genetica batterica pag. 29
Metabolismo pag. 32
Virus pag. 33
Miceti pag. 38
Interazione ospite-parassita pag. 40
Streptococchi, Neisseria, Salmonella pag. 42-44-46
Antimicrobici pag. 50 Laboratorio pag. 54
INTRODUZIONE ALLA MICROBIOLOGIA 2
Appunti di Claudia Tropea
La microbiologia è lo studio dei microrganismi, ovvero degli organismi
invisibili ad occhio nudo. Essa si basa sull’osservazione, che ebbe inizio nel
1677 grazie al lavoro di Van Leeuwenhoek. Egli osservò per primo i
microrganismi a vita autonoma tramite dei microscopi semplici.
Nel 1765 Lazzaro Spallanzani confutò la teoria della generazione spontanea
(secondo la quale gli organismi si generano naturalmente da composti
organici in putrefazione) tramite questo esperimento:
1. Bollì dei brodi di carne in fiasche di vetro;
2. Le fiasche sigillate non divenivano torbide;
3. Le fiasche aperte divenivano torbide per la presenza di microrganismi.
Giunse alla conclusione che la crescita microbica era causata da
contaminazione esterna (tramite l’aria) e non si generasse spontaneamente
dalla carne.
Questi esperimenti però non furono ritenuti validi: molti sostenevano che la
vita non si generasse nelle fiasche sigillate solo perché in queste ultime
mancava l’ossigeno.
Questo problema fu risolto da Pasteur nel 1864. Egli utilizzò una fiasca di
vetro dal collo contorto. In essa versò del brodo e lo fece poi bollire,
sterilizzandolo. La fiasca era aperta, quindi l’ossigeno entrava. Tuttavia, i
microrganismi provenienti dall’esterno restavano intrappolati nel collo
contorto e non riuscivano a raggiungere il liquido, che restava limpido.
Altre date importanti: 3
Appunti di Claudia Tropea
1878: Koch dimostra l’eziologia microbica di una malattia contagiosa, il
carbonchio (causato dal Bacillus anthracis).
1. Prelevò sangue da un animale infetto;
2. Seminò il sangue infetto in brodo (coltura monomicrobica);
3. Inoculò il brodo in un animale sano;
4. L’animale sano si ammalava;
5. Prelevò sangue da quest’ultimo;
6. Isolò nuovamente il microrganismo in vitro (per dimostrare che tutti gli
individui malati dovevano possedere l’agente eziologico).
Questi punti sono definiti “postulati di Koch”. Esponendo il B. anthracis a 44
gradi, esso perdeva la capsula e quindi la sua virulenza -> vaccino anti
carbonchio.
1877: Tyndall aveva osservato crescita batterica anche negli infusi fatti bollire
a 100 gradi centigradi, capì quindi che esistevano alcuni batteri
termoresistenti;
1877: Cohn dimostrò la teoria di Tyndall osservando che il Bacillus subtilis
era in grado di differenziarsi in spore termoresistenti. 4
Appunti di Claudia Tropea
CLASSIFICAZIONE DEI BATTERI
I batteri sono microrganismi unicellulari procarioti, le cui dimensioni possono variare da 0,2
micrometri a 30 micron.
La classificazione dei viventi di Woese del 1977 riconosce tre regni: Bacteria,
Archea e Eucarya.
I procarioti si dividono in archebatteri ed eubatteri.
Archebatteri: poche specie conosciute. Sopravvivono ad ambienti estremi, si
riproducono solo asessualmente, sono più simili agli eucarioti e considerati
“antenati” di questi ultimi. Tra loro vi sono i termoacidofili (vivono a
temperature e livelli di pH estremi, sono anaerobi [non richiedono O2] ma
richiedono zolfo), i metanogeni (anaerobi, producono metano, spesso vivono
nell’intestino dei mammiferi) e gli alofili estremi (vivono in ambienti ad alta
salinità, aerobi, gram negativi).
Eubatteri: procarioti, unicellulari, più di 4000 specie. Si riproducono per
scissione e coniugazione, sono soprattutto eterotrofi ma alcuni fotosintetici.
Tra loro vi sono: i Cianobatteri (fotosintetici, probabili antenati dei cloroplasti
nei protisti); chemioautotrofi (vivono senza luce solare, ricavano energia dai
gas ridotti, comprendono i solfobatteri), enterobatteri (es. E. coli, di solito
bastoncellari e flagellati, eterotrofi, aerobi o anaerobi, molti causano malattie
negli animali, altri vivono in simbiosi con essi), spirochete (es. Borrelia;
lunghe cellule a spirale con flagelli alle estremità, possono causare malattie),
actinomiceti (es. Mycobacterium tubercolosis, filamentosi, spesso scambiati
per funghi, producono spore e antibiotici come le tetracicline, la streptomicina
e il cloramfenicolo, possono causare malattie come la tubercolosi), e altri. 5
Appunti di Claudia Tropea
CELLULA BATTERICA
La caratteristica principale della cellula procariotica è quella di non possedere
una divisione in compartimenti interna. Il materiale genetico non si trova
quindi nel nucleo ma in una regione del citoplasma detta nucleoide. Molti ruoli
che nella cellula eucarioti a sono svolti dagli organuli, nella cellula
procariotica sono svolti dalla membrana (che avrà quindi una composizione
peculiare). Sono tuttavia presenti i ribosomi, sebbene di dimensioni inferiori a
quelli eucariotici (70 S contro 80 S).
Le varie specie batteriche possono essere classificate in base alla forma
della cellula. In particolare, distinguiamo i cocchi e i bastoncelli.
I COCCHI
Sono batteri gram positivi, hanno una caratteristica forma a chicco di caffè.
Non presentano motilità. In base alla disposizione che assumono in seguito
alla scissione, si dividono in:
- 1 asse di divisione:
A. Diplococchi: se si dispongono a coppie (Streptococcus pneumoniae);
B. Streptococchi: se si dispongono a catenelle (S. pyogenes);
- 2 assi di divisione perpendicolari:
A. Tetradi di 4 cellule su un unico piano;
B. Cellule disposte a formare fogli monostratificati;
- 3 assi di divisione perpendicolari: Sarcine (cubi di 8 cellule);
- Assi casuali irregolari: stafilococchi (grappoli).
I BACILLI
Di forma bastoncellare. Caratteri morfologici assunti come criteri tassonomici
sono: caratteristiche tintoriali, dimensioni, lunghezza, spessore, presenza e
disposizione della spora nello sporangio, e la motilità-flagello mediata. 6
Appunti di Claudia Tropea senza spora
con spora terminale deformante
TASSONOMIA
La tassonomia convenzionale si basa su caratteristiche fenotipiche. L’unità
tassonomica fondamentale è la SPECIE:
“Una specie batterica è definita come un insieme di CEPPI (i singoli isolati)
che condividono un determinato fenotipo (determinato dal loro genotipo), che
si mantiene stabile ed è diverso da quello che caratterizza altri insiemi di
ceppi”
Le caratteristiche fenotipiche da prendere in considerazione per valutare la
specie di un batterio sono criteri discriminativi STABILI, evidenziabili tramite
saggi che siano ALTAMENTE RIPRODUCIBILI, di FACILE ESECUZIONE ed
UNIVOCA INTERPRETAZIONE:
> Morfologia cellulare, compresa la presenza di spore
> Caratteristiche tintoriali
> Motilità
> Forma della colonia
> Tipo di metabolismo
> Suscettibilità ad antibatterici
> Habitat
> Sequenze geno-specifiche.
Le caratteristiche che invece permettono di valutarne il tipo (ovvero le
differenze intra-specifiche) si osservano tramite:
> sierotipizzazione (sierotipo)
> biotipizzazione (biotipo) 7
Appunti di Claudia Tropea
> tipo della colonia (morfotipo)
> genotipizzazione sequenze geno-tipiche
PARETE BATTERICA
Caratteristica presente solo nelle cellule procariotiche, conferisce resistenza
e protezione, può essere un fattore di virulenza. Protegge soprattutto dalla lisi
osmotica.
Determina la suddivisione dei batteri in Gram + e gram -, in quanto ha
struttura diversa. Tuttavia sia i + che i - possiedono il sacculo, ovvero una
macromolecola detta anche mureina costituita da peptidoglicani.
La mureina può essere degradata dalla lisozima. Le cellule ottenute
sottoponendo batteri gram + alla lisozima si chiamano PROTOPLASTI, quelle
ottenute dai gram – SFEROPLASTI (a differenza dei primi, hanno la
membrana esterna).
PEPTIDOGLICANI
I peptidoglicani sono molecole costituite da unità disaccaridiche che si
ripetono, legate da ponti amminoacidici. I disaccaridi in questione sono N-
acetilglucosammina (NAG) e acido N-acetilmuramico (NAM), legati da legami
beta 1-4. 8
Appunti di Claudia Tropea
Il NAM differisce dal NAG perché possiede un residuo di acido lattico. A
quest'ultimo si lega un tetrapeptide (L-Ala, acido D-glutammico, L-lisina, D-
Ala). Gli aminoacidi D sono presenti solo nella parete poiché conferiscono
resistenza alla proteasi. L'insieme di NAG-NAM-tetrapeptide costituisce
l'unità base della mureina.
SINTESI DEL PEPTIDOGLICANO
Si divide in 3 fasi:
Sintesi dei precursori , nel citoplasma: i precursori sono UDP-
1.
NAM-pentapeptide (‘penta’ piuttosto che ‘tetra’ perché inizialmente ci
sono due D-Ala terminali) e UDP-NAG. Il primo si forma grazie agli
enzimi MurA e MurB in presenza di PEP (fosfoenol-piruvato), il secondo
deriva dal fruttosio 6P e dall'UTP.
Trasporto all'esterno , nella membrana citoplasmatica: il NAM lega
2.
il bactoprenolo, un trasportatore lipidico idrofobico, andando a formare il
lipide 1. Poi si lega anche il NAG e si ottiene il lipide 2. A questo punto il
bactoprenolo trasporta questo complesso dall'altra parte della membrana
e lo rilascia, poi viene defosforilato e torna ad affacciarsi sul citoplasma
per essere riutilizzato.
Polimerizzazione , sul versante esterno: il complesso neo-
3.
sintetizzato deve legarsi alla catena già esistente. Perciò avviene la
reazione di transpeptidazione: nei gram - il legame tra le ultime due D-
Ala si rompe e si trasferisce al gruppo amminico dell'adiacente L-lisina,
formando così dei legami crociati, diretti; nei gram + il legame è mediato
da aminoacidi (ponte interpeptidico, indiretto).
PARETE NEI GRAM +: 9
Appunti di Claudia Tropea
Il peptidoglicano è spesso e fitto (40% del peso secco della cellula), è
separato dalla membrana cellulare da uno spazio periplasmatico (20 nm).
Nella parete vi sono intercalati acidi teicoici e teicuronici che hanno carica
negativa stabilizzante e funzione antigenica. Sensibile a lisozima e penicillina.
- Acidi teicoci: polimeri anionici costituiti da unita ripetute 1,3 glicerol fosfato
̀
o 1,5 ribitol-fosfato legati da legami fosfodiesterici (lipoteicoici se legati a lipidi
e se prendono contatto con la membrana plasmatica);
- Acidi teicuronici: polimeri privi di fosforo contenenti N-acetil-galattosammina
e acido D- glucoronico in uguale proporzioni.
PARETE NEI GRAM -: 10
Appunti di Claudia Tropea
al di là della membrana cellulare vi è uno spazio periplasmatico, poi un sottile
strato di peptidoglicano, poi ancora spazio periplasmatico e infine la
membrana esterna (LPS), peculiare dei gram -.
-Nello spazio periplasmatico abbiamo proteine periplasmatiche che hanno
diverse funzioni: assunzione nutrienti, produzione energia, ripiegamento
proteine, degradazione antibiotici, biogenesi della membrana esterna. Ad
esempio Skp regola la traslocazione delle proteine, SurA le consegna a
complessi proteici che a sua volta le trasporteranno.
-Le porine sono complessi proteici omotrimerici costituiti da proteine a botte
(beta barrel) intercalate nella membrana. Esse permettono il passaggio di
nutrienti, in generale molecole di piccole dimensioni, ma anche degli
antibiotici. In risposta il batterio può ridurre l'espressione genica delle porine,
oppure sostituire gli aminoacidi neutri che le costituiscono con aminoacidi
carichi che occludono il passaggio dell'antibiotico. Inoltre le porine fungono
da recettori e mediano l'adesione ad altre cellule.
-Il lipopolisaccaride (LPS) è un ulteriore rivestimento del batterio che spesso
costituisce un fattore di virulenza. Esso si può dividere in porzioni che,
dall'esterno verso l'interno, sono:
l'antigene O: antigene di natura polisaccaridica che stimola la
1.
risposta immunitaria, in particolare interagisce con i macrofagi.
Il core: polisaccaridico. Si divide in interno (conservato) ed
2.
esterno (varia da microrganismo a microrganismo). Quello interno è
costituito da eptosio e KDO (2-cheto-3-deossiottonato), quello esterno da
eptosi e esosi. Ha una carica superficiale negativa che reagisce con i
cationi bivalenti e può essere un altro fattore di virulenza.
Il lipide A: il fattore patogeno vero e proprio. Costituito da un
3.
dimero di NAG esterificato con due gruppi fosfato e un numero variabile
di acidi grassi.
L'LPS è un'endotossina secreta ad esempio in grandi quantità dalla Neisseria
meningitidis. Questi sono gli effetti in caso di:
Piccole quantità di endotossina: nella norma gli antigeni sono proteici e
•
richiamano i linfociti T, che a loro volta incitano i linfociti B ad attaccare 11
Appunti di Claudia Tropea
ed a specializzarsi in cellule della memoria. Ma in questo caso gli
antigeni sono lipidici e questo scatena una risposta immunitaria più forte
senza produzione di cellule della memoria. Inoltre, tramite produzione di
IL1, vengono stimolati i macrofagi a produrre interleuchine, causa del
rialzo febbrile.
Grandi quantità di endotossina: alterazione della funzionalità degli
•
organi, shock, coagulazione intravasale (N. meningitidis).
Trasporto dei componenti della membrana esterna: i precursori del lipide A,
del core e dell'antigene O vengono trasportati al di fuori della membrana
interna dal sistema di trasporto ABC. Successivamente sono trasportati a
quella esterna dal complesso proteico LptBGFC (LptA lo consegna a LptD e
LptE che lo consegnano alla M.E.).
Trasporto delle proteine della M.E. : sono riconosciute per via di una
sequenza segnale amino-terminale. Sono catturate dalla chaperonina Skp
che previene il ripiegamento e le consegna a SurA, che le ripiega e consegna
ad un complesso proteico che le inserisce nella ME. Le lipoproteine invece
sono catturate da LolA, passate a LolB e consegnate alla membrana.
CRESCITA DEL BATTERIO: con la crescita del batterio, anche il
peptidoglicano deve accrescersi. Ciò è possibile grazie alle autolisine, enzimi
idrolitici:
- Muramidasi e transglicosilasi litiche: tagliano il legame b 1-4;
- Amidasi taglia il legame tra NAM e L-Ala
- Endopeptidasi tagliano i legami peptidici
- Carbossipeptidasi rimuovono l'ultima D-Ala.
Questi enzimi sono utilizzati anche durante la divisione cellulare: 12
Appunti di Claudia Tropea
- I batteri coccoidi sintetizzano la nuova parete solo nel caso di scissione e
quindi lungo l'asse di divisione, così le cellule figlie avranno un emisfero
costituito da peptidoglicano nuovo e l'altro vecchio;
- I batteri bastoncellari hanno una fase di allungamento in cui il
peptidoglicano si forma in zone sparse della cellula (esclusi i poli) e poi, prima
della divisione, si ha un allungamento FtsZ-dipendente e la sintesi di
peptidoglicano si concentra lungo l'anello di divisione.
Pochi batteri bastoncellari (Corynebacterium) non hanno la MreB (vedi
capitolo protoplasto) e di conseguenza hanno un iniziale allungamento che
coinvolge i poli, per poi dividersi lungo l'asse centrale.
PARETE DEI MICOBATTERI
I micobatteri hanno una parete differente, costituita da due strati:
Strato basale: peptidoglicano e arabinogalattano;
1. Strato esterno: uno strato di acidi micolici e uno di cere.
2. 13
Appunti di Claudia Tropea
La CLAMIDIA: priva di parete. Il peptidoglicano è sostituito da proteine ricche
di cisteina, esternamente è rivestita da LPS e proteine MOMP (come porine).
Si presenta come corpo elementare, di piccole dimensioni. Penetra la cellula
ospite e sfrutta il suo metabolismo per replicarsi. Si sviluppa in corpo
reticolato, che produce diversi corpi elementari che fuoriescono uccidendo la
cellula ospite.
PARETE DEGLI ARCHEBATTERI
Gli archebatteri possono possedere diversi tipi di parete:
Pseudomureina: non contiene D-aminoacidi né NAT, ma contiene NAG
•
e NAT (N-acetil-talosaminuronico). Si colora come un Gram+, è
insensibile al lisozima.
Pareti proteiche e glicoproteiche: estremamente resistenti, negli
•
ipertermofili e alofili estremi.
Pareti polisaccaridiche: complesse.
•
Thermoplasma: no parete ma membrana tristratificata.
FLAGELLO E CHEMIOTASSI
Il flagello è una struttura complessa che consente il movimento di alcuni
microrganismi mobili. Esso è costituito da un corpo basale, nella membrana 14
Appunti di Claudia Tropea
plasmatica, un uncino esterno alla parete e un filamento anch'esso esterno,
cavo e costituito da flagellina.
Il corpo basale contiene un complesso di proteine motrici (Mot e Fli: FliM,
FliG e FliN sono disposte ad anello alla base e costituiscono il rotore, MotA e
MotB lo statore) che cambiano di conformazione in risposta al flusso
protonico. Questo provoca il movimento delle proteine del motor shift, che
trasmettono il movimento all'uncino e di conseguenza al flagello. l'impalcatura
è stabilizzata da tre anelli (MS, P, L) che attraversano le membrane e il
peptidoglicano e sono statici. Se si muove in senso antiorario, il batterio
procede di moto lineare. In senso orario il batterio fa delle capriole e cambia
direzione.
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- Risolvere un problema di matematica
- Riassumere un testo
- Tradurre una frase
- E molto altro ancora...
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