DIABETE MELLITO
Il Diabete mellito rappresenta uno spettro di malattie metaboliche
caratterizzate da iperglicemia e secondarie ad un deficit di secrezione e/o
di azione periferica dell’insulina.
Pancreas
ESOCRINO ENDOCRINO
Glucagone:
La secrezione pancreatica rimuove il glicogeno
esocrina è una soluzione epatico promuovendone
acquosa pH 7,5-8 l’immissione nella circolazione
sanguigna
Insulina:
Tripsinogeno, attiva la glicolisi
chimotripsinogeno, pro-elastasi (metabolismo del glucosio),
e pro-carbossipeptidasi A e B favorisce l’accumulo di glucosio
nel fegato (glicogeno) e
α-amilasi, lipasi l’immagazzinamento dei grassi
Somatostatina: effetto inibitore
sulla secrezione di glucagone ed
insulina
Peptide Pancreatico: regola la
secrezione esocrina del
pancreas 2
Regolazione dei livelli ematici di glucosio 3
Modulazioni ormonali in risposta alla
concentrazione di glucosio 4
DIABETE classificazione
• Diabete tipo 1: causato da distruzione delle cellule beta, su base
autoimmune o idiopatica, ed è caratterizzato da una carenza insulinica
assoluta.
• Diabete tipo 2: causato da un deficit parziale di secrezione insulinica, che in
genere progredisce nel tempo ma non porta mai ad una carenza assoluta
ormonale, e che si instaura spesso su una condizione più o meno severa, di
insulino-resistenza su base multifattoriale.
DIABETE classificazione-2
• Diabete gestazionale: diagnosticato nel secondo o terzo trimestre di
gravidanza, che non è un Diabete manifesto prima della gravidanza. È causato
da difetti funzionali analoghi a quelli del Diabete tipo 2; viene diagnosticato per
la prima volta in gravidanza e in genere regredisce dopo il parto per poi
ripresentarsi, spesso a distanza, preferenzialmente con le caratteristiche del
Diabete tipo 2.
DIABETE Classificazione- 3
ALTERATA OMEOSTASI GLICEMICA : stato metabolico tra omeostasi normale
e diabete
– ALTERATA GLICEMIA A DIGIUNO: glicemia a digiuno superiore alla norma, ma
non patologica
– ALTERATA TOLLERANZA AL GLUCOSIO: glicemia superiore alla norma a seguito
di somministrazione di 75g di glucosio, non patologica
DIABETE CAUSATO DA ALTRE EZIOLOGIE IDENTIFICABILI :
– Difetti genetici della funzione delle cellule β (es. MODY1, 2, 3 )
– Difetti genetici dell'azione dell'insulina
– Disturbi del pancreas esocrino (es. tumore del pancreas, fibrosi cistica,
pancreatite)
– Endocrinopatie
– Indotto da farmaci o agenti chimici (es. steroidi)
– Infezione (es. rosolia, Coxsackie, Citomegalovirus)
– Forme non comuni di diabete immuno-correlato
– Altre sindromi genetiche
EPIDEMIOLOGIA
Popolazione mondiale:
• 6-7% tra 20 e 79 anni
• → incremento del 24% (2025) Epidemiologia
• Italia: 4-5% di soggetti diabetici
– 90% diabete di tipo 2
– 10% diabete di tipo 1
• Ogni anno circa 200.000 nuovi casi (15.000di tipo 1 e 185.000 di tipo 2)
DIABETE tipo 1
• Il Diabete di tipo 1 si caratterizza per un deficit assoluto di insulina,
legato ad un’autoimmunità verso le β-cellule; l’eziologia è sconosciuta,
ma si riscontra un infiltrato linfocitario di cellule T che portano ad insulite
linfocitaria e conseguente distruzione selettiva delle β-cellule.
• Fattori predisponenti: suscettibilità genetica, ruolo dell’ambiente;
infezione virale (forse Coxsackie B), del cibo (proteine alimentari, latte
vaccino..).
• Gli auto-anticorpi sono markers importanti di malattia: gli anticorpi ICA
(autoanticorpi citoplasmatici anti-insula pancreatica) e GADA (anticorpi anti-
decarbossilasi dell'acido glutammico).
EZIOLOGIA DEL DIABETE tipo 1
è il risultato di una carenza di insulina per riduzione delle cellule β
si sviluppa di solito nell'infanzia
Diabete mellito insulino-dipendente perché è indispensabile la
somministrazione di insulina per la sopravvivenza
il Diabete tipo 1 si rende clinicamente evidente solo dopo che si è avuta
la distruzione della maggior parte di cellule β
SVILUPPO DEL DIABETE tipo 1
13
DIABETE tipo 1 esordio
Principali sintomi all’esordio
• Polifagia
• Glicosuria
• Iperglicemia
• Polidipsia
• Calo ponderale
• Chetoacidosi DIABETE tipo 1
fisiopatologia 15
DIABETE tipo 1
complicanza acuta: chetoacidosi 16
DIABETE tipo 1 clinica
Esordio: giovanile
Generalmente é asintomatico ed appare come reperto occasionale o a
volte si mostra paucisintomatico con poliuria, polidipsia,
dimagramento, candidosi genitale (legata all’aumento delle
concentrazioni urinarie di glucosio).
Nel 30% l’esordio può essere informa acuta (solitamente prima dei 20
anni, soprattutto durante la pubertà) con chetoacidosi. Primo esordio in
forma acuta perché non si riconoscono i primi sintomi come associati a
diabete
LA STORIA NATURALE DEL DIABETE MELLITO
TIPO 1
Fattori ambientali: Inizio Complicanze
es: infezioni virali del diabete Invalidità
latte di mucca MORTE
PREDISPOSIZIONE
GENETICA
es: certi tipi di HLA (DR 3,4) Iperglicemia Retinopatia Cecità
ICA + Insulino-dipendenza Nefropatia Insufficienza renale
IAA + Neuropatia Amputazione
anti-GAD + Malattie cardiovascolari
Aterosclerosi
HLA, Human Leukocyte Antigen leucocitario umano; ICA, Islet-cell Cytoplasmic
Antibodies: Anticorpi verso le isole pancreatiche; IAA, Insulin AutoAntibodies: Auto-
anticorpi anti-insulina;anticorpi anti-GAD (Glutamic Acid Decarboxylase: decarbossilasi
dell acidoglutammico)
’ 18
DIABETE tipo 2
Rappresenta il 90% di tutti i casi di diabete.
“malattia del benessere”.
Nei Paesi Europei, tra cui l’Italia, la prevalenza del Diabete di tipo 2 si
aggira intorno al 3% della popolazione generale.
Tipicamente caratteristico dell’età matura(> 40 anni), interessa pazienti
sempre più giovani.
È più frequente nelle donne con precedente Diabete mellito gestazionale
e in chi soffre di ipertensione arteriosa o dislipidemia.
DIABETE tipo 2 eziologia
Fattori di rischio
– Familiarità
– Età
– Obesità
– Stile di vita: alimentazione e sedentarietà
Patologie associate
– Dislipidemia, sindrome metabolica, ipertensione arteriosa
fisiopatologia
• Insulino-resistenza: inadeguata utilizzazione del glucosio da parte delle
cellule, che non rispondono normalmente alla stimolazione insulinica; il difetto
può essere di tipo pre-recettoriale, recettoriale o post-recettoriale.
• Difetto della β-cellula: anche se inizialmente relativo (la secrezione
insulinica è a lungo conservata), è ormai ammesso che l’insorgenza del Diabete
di tipo 2 è legata a una produzione di insulina insufficiente a compensare la
resistenza insulinica.
La malattia non è correlata a geni HLA, e non vi sono generalmente segni
di meccanismi autoimmunitari
Sono significative le correlazioni con le abitudini di vita
A partire dai dati epidemiologici si può affermare che il Diabete tipo 2 sia
il risultato di molteplici alterazioni genetiche, ciascuna con un suo proprio
rischio, e ciascuna influenzabile da fattori ambientali.
resistenza insulinica
La resistenza all’insulina è data dall’opposizione, a livello cellulare,
all’azione dell’insulina, sia a livello di cellule adipose che di cellule
muscolari . A questo livello, il glucosio non viene correttamente captato.
I tessuti riconoscono che non arriva abbastanza glucosio alle cellule, e ciò
fa produrre più insulina. Alla lunga, però, la capacità di produrre insulina
si esaurisce.
La resistenza all’insulina deriva da una predisposizione genetica, ma è
fortemente accelerata dall’obesità e da uno stile di vita sedentario.
DIABETE tipo 2
L’effetto contemporaneo di fattori genetici ed ambientali è alla base
della variabilità individuale della resistenza insulinica.
Nella maggior parte dei pazienti con diabete tipo 2, il deficit di insulina
non è di entità tale da spiegare i disturbi metabolici. Piuttosto sembra
che l'insulino-resistenza sia una fattore di importanza primaria nello
sviluppo della malattia.
L'insulino-resistenza comporta un deficit della funzione insulinica
aggravando l'iperglicemia, e producendo una stimolazione protratta delle
cellule β
DIABETE tipo 2 - OBESITÀ
Tipico dell’età adulta associato a comorbidità.
• L’obesità viscerale è particolarmente dannosa da un punto di vista
metabolico, perchéé́ resistente all’effetto anti-lipolitico dell’insulina
aumentata produzione di acidi grassi liberi insulino-resistenza a livello di
muscolo e fegato.
Il tessuto adiposo non è una semplice riserva di grassi ma un vero organo
endocrino le cellule adipose producono varie molecole capaci di
indurre insulino-resistenza, in particolare leptina, TNF-a, resistina,
interleuchina-6. Molecole che promuovo la resistenza insulinica.
Riduzione di grasso viscerale migliora i parametri.
Ciò spiega come l’obesità rappresenta un fattore di rischio per il Diabete
di tipo 2 e perché la riduzione ponderale migliora la glicemia dell’obeso.
L'obesità addominale (o adiposità centrale o adiposità viscero- addominale “a
forma di mela”) comporta un aumentato rischio di:
diabete; ipertensione; cardiopatia; aumentata incidenza di alcune neoplasie
maligne
rispetto ai soggetti con obesità gluteo-femorale “a pera”.
Non solo problema metabolica ma fattore di rischio per cuore e tumori
Quando circonferenza addominale nell’uomo è maggiore di 102 cm e nella
donna di 86 cm allora si può definire come obeso.
La resistenza all'insulina e la sindrome metabolica (sindrome, insieme
di sintome e alterazioni che si configurano per definire una
determinata sindrome) nel caso di questa ci sono alterazioni a livello del
metabolismo
(sindrome: insieme di sintomi ed alterazioni)
Definizione di sindrome metabolica – caratterizzata da un soggetto con
obesità centrale; alti livelli di trigliceridi; basso livello di colesterolo nelle
DIABETE tipo 2 (high density
HDL
lipoproteins,
complicanza acuta: coma iperosmolare composto da
lipoproteine ad alta
densità, più alto è il
IPERGLICEMIA valore più sono
protetto);
iperglicemia
Iperfagia, cefalea, facile faticabilità (aumento dei livelli di
glucosio);
Riduzione del visus, polidipsia, poliuria ipertensione
arteriosa.
Tachicardia, ipotensione Come si aumenta
Coma HDL? Con l’attività
Shock fisica e alimentazione
Morte corretta. Chi soffre di
colesterolo alto se
Iperglicemia più severa (1000 mg/dl) manifestazioni neurologiche non risponde bene
con la dieta e l’attività
fisica bisogna dargli dei farmaci.
La sindrome metabolica (sindrome-X, sindrome da resistenza all’insulina)
•
consiste di una costellazione di anormalità metaboliche che conferiscono
aumentato rischio di malattia cardiovascolare e diabete mellito
clinica
Generalmente insorge dopo i 40 anni e può presentarsi con sintomi manifesti,
silenti o perfino assenti.
I sintomi più frequenti sono: – polidipsia (aumenta frequenza urinaria);
poliuria (aumenta la sete); polifagia (aumenta l’appetito); calo ponderale;
difficoltà nella cicatrizzazione delle ferite; astenia, mancanza di forze.
Aspecifico
DIABETE tipo 2 Complicanza acuta: non
complicanza acuta: coma iperosmolare so di essere obeso e ad
un certo punto mi
scompenso.
Carenza insulinica non completa Carenza insulinica, a
Incapacità di utilizzare glucosio differenza de diabete di
tipo 1, non è completa.
Non so usare il glucosio.
IPERGLICEMIA
Insulina sufficiente ad Superamento soglia
evitare renale per il glucosio Livelli di glucosio sono
CHETOACIDOSI talmente alti che i
• Diuresi osmotica
• Disidratazione
• Calo ponderale
• Squilibri elettrolitici
liquidi che vengono richiamati e c’è diuresi frequente. Forte disidratazione, con
conseguente perdita di massa magra e grassa e di liquido.
Alterazioni di elettroliti (calcio, magnesio, potessio, cloro).
Tanto glucosio in circolo: aumento della fame, il glucosio non viene usato.
Tachicardia: Spesso la tachicardia può essere compensatoria per l’ipotensione
arteriosa.
Ipotensione: Soggetti disidratati che urinano molto, la pressione si abbassa.
Quando l’iperglicemia è maggiore di 1000mg/di, si arriva a manifestazioni
neurologiche importanti. La complicanza peggiore porta al coma.
Soggetti non ancora diagnosticati che possono ricevere diagnosi a seguito di
queste complicanze acute.
LA STORIA NATURALE DEL DIABETE MELLITO
TIPO 2
Fattori ambientali: Inizio Complicanze
es: alimentazione del diabete Invalidità
obesità
inattività fisica MORTE
PREDISPOSIZIONE
GENETICA Malattie coronariche
Aterosclerosi
Insulino-resistenza Iperglicemia Cecità
Retinopatia
Ipertensione Insufficienza renale
Nefropatia
Dislipidemia Amputazione
Neuropatia
Obesità 33
A differenza del diabete di tipo I in cui c’è un’autoimmunità dalla nascita. Il
diabete II compare in soggetti già predisposti. Alimentazione, inattività, stress,
sono i fattori alla base del diabete.
Complicanza possono colpire grandi vasi, piccoli vasi, e interessa tutto
l’organismo (dal punto di vista vascolare e neurologico).
Criteri diagnostici
In presenza di sintomi tipici (poliuria, polidipsia, calo ponderale), la
diagnosi di diabete è posta con il riscontro di glicemia ≧ 200 mg/dL
In assenza di sintomi tipici, la diagnosi di diabete deve essere posta con
il riscontro di:
– Glicemia a digiuno ≧ 126 mg/dL oppure
– Glicemia ≧ 200 mg/dL 2 ore dopo carico orale di glucosio (con 75 gr) oppure
– HbA1c (emoglobina glicata, esprime il controllo di glicemia del sangue negli
ultimi 3 mesi) ≧ 48 mmol/mol (6.5%). Parametro importante da conoscere per
capire se il paziente segue la dieta o la terapia.
Valori normali di glicemia: (70-110mg/dl)
Intolleranza al glucosio
Test da carico di glucosio (75 gr)
Si evidenzia valutando la glicemia al mattino a digiuno e poi a tempi successivi
dopo somministrazione di glucosio per via orale.
nei soggetti normali si osserva solo un lieve aumento della glicemia, in
quanto la pronta secrezione pancreatica di insulina riporta i valori alla
norma entro 1 ora. Nel soggetto normale insulina viene prodotta e
abbassa il livello di glicemia nel sangue che torna normale dopo 2/3 ore.
Così insulina funziona perfettamente.
nei soggetti diabetici, anche se in fase di malattia preclinica, la glicemia
aumenta in modo abnorme e si mantiene a livelli elevati per un tempo
più lungo (può dipendere da mancanza di insulina e/o da mancata
risposta all'insulina nei tessuti bersaglio)
nel soggetto normale, pasto
zuccherato glicemia si alza e poi
però viene prodotta insulina che
abbassa la glicemia.
Nel diabetico, parto da un livello di
glucosio più alto, gli do dello
zucchero, la sua insulina non
funziona e quindi continua ad
avere un valore alto. Test che ti
serve per fare diagnosi ai soggetti
di cui non siamo sicuri.
Caratteristiche cliniche differenziali del diabete tipo 1 e 2
Tipo 1 Tipo 2
Prevalenza 0.3% 5%
Sintomatologia Sempre presente Generalmente assente
Tendenza alla chetosi Presente Assente Molto più prevalente
Peso Generalmente normale Generalmente in quello di tipo 2.
eccesso Sintomatologia più
Età all’esordio <30 aa >40 aa eclatante nel tipo 1,
Comparsa di Non prima di alcuni anni Spesso presenti al perché si ha processo di
complicanze croniche dopo la diagnosi momento della diagnosi distruzione delle cellule. nel
tipo 2 sono le complicanze
Insulina circolante Ridotta o assente Normale o aumentata
Autoimmunità alla Presente Assente
diagnosi
Terapia Insulina necessaria sin Dieta, farmaci orali,
dall’esordio agonisti recettoriali GLP
36
1, insulina
che fanno capire la malattia, si nota per caso, perché non c’è una distruzione
evidente.
nel tipo 2 la diagnosi non viene fatta subito, i soggetti si presentano già con
complicanze.
Nel tipo 1 non ho più insulina e la devo prendere da fuori.
Attività fisica sempre per il tipo 1 e tipo 2. Solo che nel tipo I non ti permette di
sospendere la terapia, nel tipo II invece che faccio tutto bene posso ovviare e
diminuire la terapia.
DIABETE COMPLICANZE CRONICHE
Alterazione della qualità di vita e morte.
Le alterazioni del pancreas sono variabili e non sempre gravi (a parte il danno
alle cellule β), mentre sono molto più importanti le alterazioni patologiche
determinate dalle complicanze sistemiche tardive, dalle quali dipendono
morbilità e mortalità.
La loro epoca di insorgenza, la gravità, e le sedi colpite sono molto variabili:
con un controllo rigoroso della glicemia la loro comparsa può venire ritardata.
Se seguo bene la cura posso ritardare le complicanze e non averle proprio.
Nella maggior parte dei casi, tuttavia, dopo 10-15 anni, in entrambi i tipi di
diabete, sono presenti alterazioni:
– delle arterie (aterosclerosi) – delle membrane basali dei piccoli vasi
(microangiopatia) – della retina (retinopatia) – dei reni (nefropatia
diabetica) – dei nervi (neuropatia) – di altri tessuti – PIEDE DIABETICO.
Compromesso apparato vascolare e nervoso, il piede può andare in gangrena
con amputazione. Se non arriva più sangue al piede, non arrivano i farmaci, e il
piede può dare infezione a tutto il corpo.
Complicanze macrovascolari
1. Malattia atero
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